29 giugno 2007

Ma Griffe vintage (Carven, 1945)


Eccolo, è lui. L'etichetta è un pò mangiucchiata, ma si vede che il liquido, dentro, è in buono stato. Ieri sera ho tolto il tappo e l'ho provato.
Se si eccettuano i primi 2 minuti in cui l'aroma è pungente e fastidiosamente "vecchio" (proprio vecchio da vecchia signora), poi si è sviluppato in un modo molto intenso, è un chipre/fiorito/aldeidato, una specie di Chanel n.5, ma con uno squillo di tromba in più. A casa ho un campione dello stesso profumo nella versione attuale, che secondo me è molto più "povero". So di averlo provato ma siccome non me lo ricordo, non mi deve aver colpita. Appena riesco a fare una prova sui due polsi, vi posto le sensazioni.
Ho preso la piramide da osmoz:
gardenia, galbano, aldeidi
gelsomino, neroli, sandalo, vetiver
storace (benzoino), muschio di quercia, cisto
Un bel mucchietto di fiori dolci e di legni aromatici!Il benzoino con la sua nota vanigliata pungente mi piace da morire e mi rendo conto che se in un profumo è presente, è quasi certo che mi piacerà; inoltre qui è centrale l'accordo gelsomino-neroli, che mi trasporta su una nuvola di dolcezza e femminilità. Da notare che non ha note agrumate nell'accordo di testa; solo il galbano aggiunge una nota verde/boscosa all'avvio. Si fa sentire anche da lontano, e anche se non è molto originale, parla una lingua un pò diversa da quella che parlano i profumi oggi, nel senso che ha un tipo di spessore e intensità a cui non siamo abituati. Secondo me anche gli ingredienti fioriti hanno una qualità diversa. Sono meno evanescenti, più "presenti", sembra quasi di "vedere" il fiore col naso. Non sto dicendo che necessariamente qui ci debbano essere solo sostanze naturali, magari le molecole sintetiche che negli anni 50 venivano usate per riprodurre gli aromi dei fiori sono semplicemente diverse dalle molecole che vengono usate oggi. Naturale o no, gelsomino e sandalo hanno un aroma diverso. Buonissimo, più sfaccettato, più corposo.

27 giugno 2007

Scoperta Vintage - Ma Griffe (Carven)

Stamane in Galleria Mazzini c'era il mercatino di antiquariato, e c'era la mia solita bancarella dei profumini. Stavolta aveva anche 6 bottiglie di profumi vintage. 3 non sono riuscita a capire cosa fossero (il profumo è stato travasato in bottiglie senza etichetta); il colore era scurissimo e mi sembrava qualcosa di simile a Narcisse Noir di Caron. Poi c'era una colonia "Notturno" con una bella bottiglia ovale, un flaconcino di "Zagara" di una marca illeggibile con tappo in bakelite, ma la mia attenzione è stata catturata da un parfum Ma Griffe di Carven, un cubotto da 30 ml circa, con tappo in vetro. Direi che ha almeno 40 anni e più tardi vi posto la foto. Non mi pare che sia stato aperto, vorrei provare a farlo per sentire com'è la fragranza.
A più tardi!

25 giugno 2007

Vetiver Extraordinaire (Editions de Parfums F. Malle)


Eppoi nella bustina che mi ha mandato Armadillo, c'era anche il Vetiver Extraordinaire.
QUESTA è stata la vera sorpresa. Sono rimasta incantata dalla grazia e dalla pienezza di questo profumo.

Tanti si sono cimentati con il vetiver, ma le fragranze a base di questa pianta, che si possano definire veramente straordinarie non sono poi molte. Non per mancanza di bravura da parte dei profumieri, ma perchè il vetiver ha un aroma così potente e presente che è difficile accostargli qualcos'altro senza che "se lo mangi". In genere viene usato in piccole concentrazioni come nota di fondo, dove aggiunge boscosità o freschezza a seconda delle note che ha intorno, ma è difficile farne il centro attorno a cui ruota una fragranza senza scadere nel banale o nel "già sentito".
Ma probabilmente Dominique Ropion lo adora, il vetiver. Perchè è riuscito a far brillare l'aroma come un diamante solitario, come nessuno aveva ancora fatto. Intanto ha usato una concentrazione tre volte più alta che in qualsiasi altro profumo: il 25%. E per non sporcarne l'assoluta purezza non ci ha messo accanto nessuna nota fiorita/fruttata ecc. Le altre note che compongono la piramide sono combinazioni sintetiche che aiutano ad esaltare un determinato aspetto del vetiver. Come colpire un diamante con una luce radente da diverse angolazioni e vedere come cambia il colore dei bagliori di luce. La luce di per sè non aggiunge nulla al diamante, ma gli permette di esprimersi con tutte le vibrazioni luminose possibli.
Così in questa fragranza, la nota "fresca" che apre la composizione serve ad esaltare l'aspetto verde e pungente del vetiver, mentre la nota "boscosa" di mezzo ne evidenzia il sentore legnoso, e la nota finale di sottobosco ne esalta l'aspetto "umido" e fresco. Il vetiver in tutte le sue possibili divagazioni, tutte in un solo profumo. Non ho mai amato particolarmente il vetiver, ma questo è un'altra cosa. Rotondo e fresco, al contempo profondo e intenso, senza incertezze e mezzi toni ma anche senza ruvidezze o asprezze infantili. Un vetiver adulto, sicuro di sè dall'inizio alla fine.
Portabilissimo sia da donne che da uomini.
Purtroppo non ho potuto testarne l'andamento sulla pelle ma solo sulla carta (vedere il post "Le Parfum de Therese" per il racconto sulla bustina inzuppata), però mi sembra il miglior vetiver mai provato finora.



Foto: "Autoritratto" di Tamara De Lempicka

Le Parfum de Therese (Editions des Parfums F. Malle)

"Tutti posso creare qualcosa che abbia un buon odore. Il difficile è creare qualcosa che abbia un'anima" (Edmond Roudnitska).

Armadillo mi ha permesso di testare Le Parfum de Therese, che era nella mia snifflist. E la ringrazio per avermi fatto conoscere un capolavoro di Edmond Roudnitska che altrimenti chissà quanto ci avrei messo a scoprire, visto che qui a Genova non si trova.
Intanto devo dire che il pacchettino è arrivato zuppo. Bruttissimo avvio per un incontro tanto atteso: anche se ci mettiamo sempre grande cura nell'imballare le fialette di profumo, ogni tanto succede che qualcuna si rompa e arrivi a casa una letterina inzuppata, che profuma a dieci metri di distanza. Non oso immaginare in che condizioni sono arrivate le lettere che erano vicine quando si è rotta! Comunque, quello che sapevo di questo profumo fino all'altro giorno era più o meno che era stato creato da E. Roudnitska negli anni '50 per sua moglie Therese, e per molto tempo solo lei ha avuto il privilegio di portarlo. Nel 1996 il grande Roudnitska morì e Therese diede il permesso a Frederick Malle di produrlo.
Quando Armadillo me l'ha inviato mi ha scritto "sento una forte somiglianza con Diorella", mi si è accesa una lampadina, e sono andata a guardare. Tra i capolavori firmati da ER in quegli anni, ci sono il talcatissimo Femme di Rochas, la vigorosa Eau d'Hermes, la mitica Eau Sauvage (Dior) e... Diorella! Anche se Diorella di oggi non è più quello originale, si può comunque tentare un confronto.
In effetti hanno delle note di testa agrumate e fresche, un cuore di fiori e frutta e un accordo finale di muschio e vetiver. Tra le prime note del Parfum de Therese c'è il Melone, e questo è importante perchè sono solo pochi anni che il melone viene usato in profumeria, e cioè da quando si è aperto il filone dei fioriti\fruttati con note acquose. Era avanti di qualche decennio rispetto ai suoi tempi, Monsieur Roudnitska, ed in effetti questo profumo sembra davvero fatto oggi. Non glieli daresti, 40 anni e passa.
Parte in leggerezza, con melone e mandarino, cresce in intensità con un cuore di prugna e rosa, si chiude con cedro, vetiver e cuoio, che danno profondità e spessore a tutto l'insieme. Elegante ma senza nessuna ostentazione, complesso ma incredibilmente leggero, femminile ma non dolce. Se suo marito aveva creato questo profumo per lei, mi chiedo che genere di donna fosse Therese (che è mancata nel 2004). Di sicuro doveva avere sia carattere che leggerezza.
Non è il mio profumo preferito, ma... sì, un'anima ce l'ha di certo. Un'anima contemporaneamente antica e nuovissima.

Snifflist

Ho tolto dalla Snifflist il "Parfum de Therese" di F. Malle.
La cara Armadillo me ne ha mandato una fialetta per provarlo, e la ringrazio tantissimo per questa gentilezza.
L'ho annusato come ho potuto -poi vi spiego in che stato le Poste mi hanno recapitato il pacchettino- e comunque ho scritto un pò di appunti.
Appena posso li trascrivo e li posto.

22 giugno 2007

White Linen (Estèe Lauder, 1978)


Si apre con un mix pulito e fresco di limone ed aldeidi, subito rinforzate da un gelsomino raffinato e non troppo dolce. Io lo adoro, il gelsomino. Qui non è la nota dominante, perché è associato a garofano, mughetto e lillà per un effetto asciutto, talcato, garbato, quasi timido. Si chiude con cedro, sandalo e benzoino, un fondo rarefatto e non invadente molto coerente col resto della composizione. Un profumo pulito nel senso di netto, definito, una fragranza in cui tutte le note sono miscelate tra di loro senza accenti acuti, senza opposti, senza cuciture fastidiose.
Definisce un'eleganza sofisticata, intellettuale, di una donna che si profuma per sé stessa e che preferisce starsene un pò per conto suo, piuttosto che in mezzo al casino. Una che si muove in maniera elegante semplicemente perché lo è.
La composizione di WL negli anni non mi pare cambiata, e quando l'annuso ritorno al periodo in cui ero una ragazzina e annusavo qualsiasi cosa avesse un odore. Avevo una venerazione per questo profumo ma ovviamente -avrò avuto 14-15 anni- non potevo permettermelo, quindi mi è rimasto dentro come un desiderio struggente ed irrealizzabile. Il profumo dell'impossibile.
E' uno di quelli che periodicamente vado ad annusare, ma fino ad oggi non l'ho mai comprato. Mi piace riaprire la porta ogni tanto e ritrovare quell'emozione. Ma forse ora dovrò farlo, prima che modifichino qualcosa nella composizione e quest'emozione resti chiusa dietro ad una porta ed inaccessibile per sempre. Forse la paura che cambino le formule alla chetichella mi sta facendo diventare paranoica, ma mi preoccupa che quest'anno abbiano lanciato il Pure White Linen, che dovrebbe essere una versione alleggerita e modernizzata dell'originale, ma che a dirla tutta non lo ricorda nemmeno da lontano. WL ha personalità e carattere; Pure WL, no. Anche a livello creativo, non ha originalità e secondo me anche la qualità degli ingredienti lascia un pò a desiderare. Non che questo sia un handicap in generale, ma lo firma Estée Lauder, marchio leader della cosmetica USA con un posizionamento alto ed immagine di lusso e raffinatezza (o almeno, la versione americana di questi due concetti), e questo sì che è un problema. Se ne devono essere accorti: così, per dargli una patina glamour hanno chiamato Gwyneth Paltrow, già testimonial di Pleasures. La Paltrow ha l'immagine perfetta per White Linen. Purtroppo però l'hanno utilizzata per promuovere "il fratellino insipido". Ricapitolando: marchio prestigioso, testimonial raffinatissima, profumo banalotto. Ok, già visto.

19 giugno 2007

Atelier d'Artiste (Nez a Nez 2006)


Questo profumo ha tutto il mistero e la profondità di certi straordinari profumi di Lutens. Un affresco, non un profumo. L'ho picchiettato sui polsi e il flash è stato immediato: di colpo sono in mezzo ad una foresta pluviale, al momento del crepuscolo. Sto attraversando un sentiero tra gli alberi, dentro una portantina di legno coperta di veli bianchi. Lentamente il sole si sta spegnendo e sta scendendo la sera: le ombre degli alberi si fanno più spesse, dalla terra salgono vapori umidi e caldi, il respiro della foresta. Legni balsamici e frutti dolci. Uccelli notturni si scambiano richiami in lontananza. Il gruppo di portatori col turbante odora di cuoio e tabacco aromatizzato al rum. Appoggiano lentamente la portantina in cui sono io sul terreno umido e soffice, e vanno a cercare un luogo adatto ad accamparsi per la notte, lasciandomi momentaneamente sola, dentro il mio rifugio di veli. Così resto avvolta dalla penombra, cullata dai richiami degli uccelli e dagli odori umidi e legnosi della foresta al crepuscolo.

In testa note di Cognac, Rum, uva nera, nel cuore legni pregiati come il vetiver, patchouli e legno di ginepro, chiudono tabacco biondo, cuoio, caffè, vaniglia ed eliotropio.


Non è un profumo che porterei sempre, è troppo coinvolgente, mi dà i brividi. Riservato a momenti particolari, quando è veramente necessario scappare via da tutto e far viaggiare la mente il più lontano possibile dalla civiltà.

Fracas (Robert Piguet, 1948)


Fiorito iperfemminile ... per sognare e far sognare. Creato dalla grande Germaine Cellier nel 1948 per la Maison di Robert Piguet, è considerato un grande classico della profumeria di tutti i tempi, il profumo alla tuberosa con cui tutti i profumi alla tuberosa devono confrontarsi. Quando si deve descrivere un profumo dove la tuberosa è protagonista, si dice “hai presente Fracas? Ecco, più dolce” oppure “più verde” “o più leggero”… Fracas è il termine di paragone di qualsiasi tuberosa.
I fiori di questa pianta, originaria dell’America Centrale (ma oggi viene coltivata anche in Marocco, India, Cina, Hawaii e a Grasse, in Francia) si aprono di notte ed emanano un aroma fantastico per la sua complessità ed intensità, che si riesce a catturare, senza rovinarlo, solo con metodi lunghi e laboriosi come l’enfleurage. E infatti per comprare un’oncia di olio essenziale di tuberosa sono necessari intorno ai 2mila Euro.
In Fracas la tuberosa è assoluta protagonista, con un aroma spesso, narcotico, dolce (non in modo alimentare). Se fosse uno strumento musicale sarebbe squillante come una tromba, ma con una sordina "cremosa"... Fracas è un profumo senza spigoli, di grande morbidezza e sensualità. Ha una persistenza infinita e si stacca molto dalla pelle per gridare la sua presenza a metri di distanza. Qualcuno lo trova fantastico da annusare dal flacone, ma eccessivo da indossare. Io lo trovo stupendo.
Si apre con bergamotto e fiordarancio, ma la tuberosa è subito protagonista insieme a gelsomino, mughetto, iris e garofano. Io sento poco l’iris ed il mughetto, mentre sento benissimo una nota verde, forse dovuta al gelsomino, che equilibra la dolcezza globale del profumo e la rende non stucchevole. Al fondo, sandalo, vetiver, cedro e muschio chiudono e danno carattere alla composizione.Non lo vedo su tacchi e vestito da sera nero, né su una femme fatale ipertruccata. Lo vedo invece su una donna dal carattere deciso, curata e vestita con gusto, ma in maniera semplice. La carnalità ce la mette già il profumo, non c’è bisogno di eccedere. In qualunque caso, vietato dare più di due spruzzi.


Chypre (Accord Parfait)

Accord Parfait produce fragranze molto particolari, che invece di raccontare scenari olfattivi o delineare personalità sfaccettate, sono basate su un concento semplice e chiaramente riconoscibile: due note contrapposte, bilanciate in modo da creare un insieme aromonioso di opposti.
Le fragranze sono 7: Chypre (Tè nero e Bergamotto), Hesperidè (Limone e Mandarino), Fleurie (Rosa e Neroli; Mirabella e Gardenia), Oriental (Patchouli e Muschio bianco), Boisè (Eliotropio e Sandalo), Fougere (Ambra e Lavanda).
Grazie ad un'amica che me ne ha mandato un campione, sto testando la fragranza Chyprè al tè nero e bergamotto.
Piacevole, estiva, leggera, l'ho trovata di una semplicità totale.
Il tè nero -pungente, appena appena affumicato- si unisce ad un bergamotto fresco e leggermente dolce.
Il risultato è un tè aromatico, non zuccherato, piacevolissimo da bere freddo. La fragranza non è il massimo dell'originalità, ma rimane ben accostata alla pelle ed ha una buona persistenza.
Anche se non amo il sentore di tè nei profumi (dà una nota amara che non mi convince), questa fragranza mi ha colpita per la brillantezza e la mancanza di fronzoli inutili.
Se anche gli altri 6 hanno caratteristiche simili (e vorrei proprio testarli, a questo punto), tra i profumi di nicchia direi che quelli di Accord Parfait hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Foto: www.signoredelte.it

18 giugno 2007

Mostra "CocoDesign - gli anni ed il design di Gabrielle Chanel"


La mostra, promossa da Facoltà di Architettura (Corso di Disegno Industriale), Assessorato alla Cultura del Comune e Magazzini del Design è un piccolo omaggio al genio creativo e all'innovatività di una donna straordinaria, che ha usato la moda per sostenere le donne nel loro cammino alla ricerca di un più ampio riconoscimento sociale e politico. Come punto focale della mostra, ancor più che il fatto creativo, emerge la volontà di liberare le donne di inizio secolo da cuciture, corsetti, crinoline, stecche e tutte quelle strutture e rigidezze che più che esaltare le donne e i loro corpi, ne soffocavano l'esuberanza e le rendevano fragili e poco autonome. E qui non si parla solo di abbigliamento: sulle pareti delle sale un testo generoso descrive un periodo storico -in particolare gli anni '20 e '30- in cui cambiare il design dell'abbigliamento femminile ha significato modificare anche alcune regole sociali. La rivoluzione che la moda (e la vita) di Mademoiselle ha portato negli anni '20 ha gettato alcune basi per quello che siamo noi oggi, donne degli anni 2000. La mostra si apre con un video di 4-5 minuti su cui scorrono le foto di Mademoiselle (lei a cavallo, lei con suo marito, lei con gli amici, lei con le collane, lei che fuma) intevallate da sue citazioni celebri (se entri in una stanza e la gente ti dice"ma che bel vestito!" allora sei malvestita; se dicono "che splendida donna" allora sì, sei vestita bene). Nella sala seguente si trovano alcuni suoi modelli provenienti da una collezione privata di Roma, tra cui un completo con pantaloni blu ampi di crepe coi tre bottoni in vita, abbinati alla polo bianca di piquet. Mentre guardavo il modello pensavo che i pantaloni neri ampi e la polo bianca che stavo indossando, arrivano da qui. E' lei che ha reso possibile anche a me indossarli, perchè 80 anni fa, li ha inventati lei. Magari qualcun altro li avrebbe inventati qualche anno dopo, e forse no. Non lo sapremo. Poi ci sono alcuni abiti da sera di seta nera e giaietto, confrontati con due modelli di Lagerfeld di pochi anni fa. Nella sala seguente uno schermo proietta a ripetizione vecchie scene di film in bianco e nero, dove le protagoniste vestono Chanel. Poi di nuovo due-tre modelli su manichini (uno da sera in jersey verde acqua con taglio sbieco, da vera sirena, sembra fatto oggi per Nicole Kidman), confrontati con modelli moderni che ne riprendono i tagli. Poi una sala con tre modelli di tailleur, di cui uno di Dior (periodo new Look) caratterizzato da tagli che danno risalto ad alcune zone del corpo, accanto ad modello di Chanel tagliato in modo da non segnare, ma lasciare ampia libertà di movimento ad un corpo che è unico, e che si muoverà dentro al vestito in un modo assolutamente personale. In un'altra sala una "petit robe noir"; un tubino di seta nera un pò elaborato per la sera, semplicemente fantastico, con alcuni accessori (pochi, in verità) una borsina trapuntata con la catenella, le scarpine in plexiglas bicolore con tacco medio. Qui è là si accenna al suo profumo, il n.5, che lei creò nel 1921 insieme ad Ernest Beaux. Il brief che lei diede al creatore fu: "Non voglio la solita fragranza a base di un fiore, voglio che sia composta. Dev'essere un profumo da donna, che sappia di donna". Lui le portò diversi essais (le fialette con i provini) e lei scelse l'essai n.5: un tripudio di aldeidi, rose e gelsomini. Certo la più conosciuta (soprattutto grazie alla pubblicità che gli fece Marilyn Monroe) ma non l'unica, nè la migliore, tra le fragranze della Maison.


Palazzo Ducale, Genova, fino al 1 luglio. Ingresso gratuito.

17 giugno 2007

Che Profumo Oggi?

Oggi ancora niente profumo, ma più tardi andrò di nuovo al Suq (oggi è l'ultimo giorno) e vorrei comprarmi una di quelle "pietre di muschio" da strofinare sulla pelle. Qualcuno le conosce? Sembra talco, compresso fino a renderlo una specie di zuccherino profumato; lo si strofina sulla pelle così o lo si sfarina con un'unghia, e la "farina" che produce va sfregata sulla pelle. C'è al profumo di muschio, all'ambra, al gelsomino, alla rosa.
Se qualcuno ne sa qualcosa (che muschio è? da dove viene estratto? Come viene aromatizzata la pietra?) me lo può dire?

E tu? Che profumo indossi oggi?

15 giugno 2007

L'Heure Bleue (Guerlain, 1912)

Fino a quel momento non ne avevo mai sentito uno così: leggerissimo, quasi un velo sulla pelle, ma nello stesso tempo deciso, intenso e di persistenza infinita. Polveroso quel tanto che basta, fiorito ma senza eccessi, soave, misterioso ma senza cupezza. Un profumo che dona chiarezza di mente, calma interiore e avvolge in una nuvola di fascino etereo.
L'Heure Bleue di Guerlain.
Racconta di quel momento della giornata in cui il sole non c'è più da un pezzo, ma la notte non è ancora scesa. Il momento in cui tutte le cose del mondo vengono trasfigurate, intrise di una luce azzurra che le rende limpide e insopportabilmente più belle. Il giorno, con i suoi ultimi raggi e la notte, con le sue lacrime di rugiada, s'incontrano e si scambiano i loro umori, ed in questo profumo c'è tutto questo. E tutto questo si sente in maniera così chiara e decisa che anche non conoscendone il nome non ci si può sbagliare su qual'era l'idea che Monsieur Guerlain aveva in mente quando lo ha pensato, quasi cento anni fa... Uno stato d'animo che si può annusare.
Il profumo si apre con il bergamotto, la salvia e il fiordarancio che scompaiono subito, e poi un abbraccio di chiodi di garofano e tuberosa, l’eliotropio che si sente appena, per chiudersi con iris, fava di tonka, benzoino e muschio. Fin dall’inizio si sente forte l’accordo anice-tuberosa-fiordarancio, che è la caratteristica principale di questa fragranza senza tempo, una specie di melodia che si sente sottofondo durante tutto lo sviluppo del profumo e lo caratterizza. Che L’Heure Bleue discenda da Apres L’Ondèe (lanciato 6 anni prima, nel 1906) si capisce quasi subito grazie all’avvio di agrumi e neroli e la solita meravigliosa nota finale dei Guerlain.
Nel cuore, una polverosa dolcezza: elegante qui, quasi malinconica in Apres L’ondèe. Nella versione vintage risalta di più l'aspetto dolce, quasi alimentare unito alle spezie, mentre nella versione moderna -comunque secondo me accettabilisima e ben mantenuta- risaltano più le note d'anice.

Quando lo sentii la prima volta -ero alla rinascente- il cuore mancò un battito e fui presa da una specie di eccitazione dolce e potentissima che dalla pancia è salita su su fino alla gola e poi... bum! mi sono esplose le lacrime! E' da quando avevo 14 anni che annuso qualsiasi cosa mi capiti a tiro, ma giuro che una cosa così ancora non mi era successa.


La foto è mia. "L'Heure Bleue" ;-)


Mi serve solo per far apparire la foto nel profilo (la prende da qui).
Tra qualche giorno scenderà nelle pagine seguenti e non sarete costretti a vederla.


14 giugno 2007

Gemelli diversi-M7 YSL e Gucci Pour Homme

Oggi sto ri-testando M7 di YSL (polso destro) e Gucci pour Homme (sul sinistro). Due profumi maschili particolari, che secondo me vale la pena testare con un pò di calma. Per cominciare con le onorificenze, Gucci Pour Homme ha vinto il premio "Miglior fragranza maschile europea" nel 2003; M7 l’anno seguente. Questo ovviamente non significa che le fragranze siano davvero le migliori in assoluto, ma almeno si sono fatte notare. Entrambe inebriano di legni, balsami, ambra, muschio, incenso. Entrambe definiscono una personalità forte, selvaggia, senza compromessi. Entrambe raccontano un uomo-maschio carismatico e sensuale. Anche i flaconi hanno un che in comune: un cubo e un parallelepipedo. Di un marrone caldo. Ma le somiglianze finiscono qui: il viaggio olfattivo che mi hanno fatto fare è molto diverso.
Intanto ecco le piramidi (da osmoz):


Gucci
Testa: bacche rosa, pepe bianco, zenzero
Cuore : olibano bianco, radice di vétiver, papiro, iris.
Fondo: ambra, cuoio

M7:
Testa: bergamotto, mandarino, rosmarino
Cuore: legno di Oud, vetiver di Haiti
Fondo: ambra, musk

Gucci (che è uno dei miei profumi da Streghe) ha un avvio strano, quasi sbagliato: appena spruzzato si sentono il pepe, lo zenzero e il vetiver tutti insieme al massimo volume, per 5 minuti. Disorienta un pò, non si capisce un granchè. Poi però sembra smorzarsi e per un po’ ribolle sommesso una specie di indistinto brodetto. Ma passato questo tempo ecco che il brodo si ritira: l'incenso (l'olibano) si lega all'iris con un effetto di grande rigore e raffinatezza. A questo punto inizia a sentirsi anche l'accordo pelle-ambra, conferendo alla composizione ulteriore spessore ed eleganza. Rupert Everett in accappatoio di seta nera.

M7 invece ha un avvio fresco-pungente, dove il vetiver e l'ambra già si avvertono fin dall'inizio e con il supporto del legno di oud donano all'insieme un'animalità selvaggia, "pericolosa". Un bell'avvio, molto entusiasmante. Ma col passare delle ore l'ambra diventa un pò troppo cremosa e pesante e l'oud non riesce a mantenersi vivace fino alle note di fondo, così l’aroma si sbilancia e perde parte dell’animalità. Nel finale la composizione si rammollisce un pò. Rupert Everett in una vasca di panna.

Sulla pelle maschile non saprei scegliere, mi piacciono molto entrambi. Su di me preferisco Gucci. Non è che M7 non mi sia piaciuto, è solo che il nero mi sta meglio.

Profumo del giorno


Oggi indosso Feminitè du Bois.
Non ci posso fare niente, mi piace da morire, mi fa sentire una fata dei boschi.
E tu? Quale profumo indossi oggi?

12 giugno 2007

Profumare i vestiti?

...dipende da come reagisce il profumo e dalla concentrazione che stiamo usando.
Dopo un paio di volte in genere si riesce a capire come si evolve una certa fragranza: scoprirete che molti profumi sui tessuti muoiono, ma se li metti a pelle, il calore umano li scalda, donandogli vita e colore,invece molti altri danno il meglio sui vestiti, mentre sulla pelle tendono ad assottigliarsi troppo velocemente.

Diciamo che avete deciso di profumarvi usando i vestiti anziché la pelle, perché avete una pelle delicatissima, perché è estate o perché un certo profumo dà il meglio sulla stoffa.
Intanto non spruzzate mai troppo vicini all’oggetto, non volete che si inzuppi, solo che prenda un aroma piacevole. E siccome sui vestiti gli odori tendono a fissarsi molto a lungo, almeno non rischierete che sul vostro pullover preferito resti x tutto l’inverno un certo profumo, che oltre a sovrapporsi agli altri profumi che indosserete via via, vi potrebbe costringere a ripetuti lavaggi.
Spruzzate sui polsini di una camicia, sempre sull’interno, o sull’orlo di una gonna: il calore farà “sollevare” le molecole odorose fino al vostro naso. O ancora, provate con la fodera interna di una giacca, con un foulard, o con l’interno della borsetta.
Monsieur potrà spruzzare il fazzoletto da taschino, ovviamente.
Tutti i luoghi che la fantasia vi suggerisce si possono profumare, ma con alcuni accorgimenti. Attenzione quando indossate indumenti bianchi perché il profumo tende ad ingiallirli; quindi spruzzate sempre all’interno.
Evitare sulle pellicce (ed evitate proprio le pellicce!) e sulle giacche di pelle in generale, non solo perché rischiate delle brutte macchie ma anche perché il profumo potrebbe “virare” e prendere sfumature sgradevoli.
Lo chiffon e la seta sono delicatissimi: se non volete correre rischi, evitate.
Inoltre, se il profumo viene a contatto con i vostri orecchini/collane/bracciali d’oro niente paura, ma se indossate perle, giade, turchesi e coralli, sappiate che queste gioie non amano il contatto con l’alcool, che le rende ruvide, porose e quindi opache e meno belle.



Foto: museo Piraino

Bon Ton e Profumo


In genere, quando spruzziamo una fragranza e non la stiamo testando (quindi non la annusiamo ogni dieci minuti per capire come si trasforma) ma semplicemente la spruzziamo ed usciamo, il nostro naso l’avverte in maniera definita solo per pochi minuti, poi pian piano si abitua ed avverte solo i cambiamenti, il passaggio dalle note di testa alle note di cuore, ad esempio. Quando il naso si assuefa (soprattutto se la indossiamo spesso e il nostro naso la conosce bene) dobbiamo fare maggiore attenzione a non sbagliare la quantità, perché quello che avvertiamo poco potrebbe essere eccessivo per altri.
Senza contare i gusti e i ricordi legati ai profumi: per me Opium di YSL potrebbe essere l’aroma del Paradiso mentre per il mio collega d’ufficio potrebbe essere nauseante, o magari potrebbe ricordargli una suocera invadente che detesta.!
Una buona regola è quella di profumarsi leggermente meno di quello che sembrerebbe giusto (a meno che non siamo a casa nostra).
Il profumo deve staccarsi dalla pelle per qualche centimetro; per mezzo metro, al massimo un metro la sera ma non di più. Una scia di un metro è ancora piacevole, una scia di due metri è come suonare un antifurto: si sente da lontano ed è solo fastidioso

Invece ci sono occasioni dove è necessario essere neutri. Come al ristorante.
E’ una questione di educazione: poiché buona parte del gusto dipende dal naso, se il vicino di tavolo avrà nel naso il vostro profumo di tuberosa non potrà assaporare quasi nulla dei cibi e dei vini che ordina. E non c’è niente di più seccante. Quindi per favore se cenate fuori, non profumatevi. Se proprio non potete farne a meno, profumate un fazzolettino e tenetelo in una tasca o in borsa. E se avete programmi interessanti per il dopocena, potete portare la vostra fragranza in borsa e applicarla in bagno, a fine pasto, poco prima di lasciare il ristorante.

Se vi esponete al sole, o per un pranzo all’aperto, evitate assolutamente Parfum ed EDP perché la pelle potrebbe reagire a contatto con l’alcol ed il sole. Potrebbe succedere persino con l’EDT!
Niente di grave ma potrebbero apparire macchie scure sulla pelle, che poi sono molto difficili da schiarire. Ovviamente potete risolvere profumando l’orlo della gonna (vedere post Profumare i vestiti) o un foulard (lato esterno).
Alcune Maison fanno versioni senz’alcol di alcuni loro successi, proprio per poterli indossare anche l’estate in spiaggia. Ma attenzione: molte eau legére, summer editions, versioni light o fresh dei profumi normali, contengono comunque alcol. Spesso, nella stessa quantità dell’EDT normale. Quindi controllate sempre, e se sapete di avere la pelle sensibile o se non volete comunque correre rischi, fatevi consigliare in negozio, ed insistete che quello che vi vendono per esporvi al sole non abbia effettivamente alcol tra gli ingredienti. A volte, anche alcune commesse possono fare confusione.

Il profumo sulla pelle


A meno che non siano espressamente studiati per i capelli, evitate sempre di spruzzare la fragranza nella zona della testa, perchè a contatto con i capelli i profumi virano in maniera imprevedibile e spesso sgradevole. Oltre a rovinarli, perché contengono alcol.
Se una Colonia si può spruzzare generosamente su tutto il corpo, l’EDT richiede solo qualche spruzzo strategico in più punti: sui polsi, nell’incavo del gomito, dietro i lobi delle orecchie, in mezzo al dècolletè, dietro alle ginocchia. Attenzione, non tutti questi punti assieme altrimenti rischiate di tramortire chi si avvicina. Scegliete due punti (ad es. polsi e lobi, o incavo delle ginocchia e dei gomiti) e spruzzate lì. Sono tutte zone dove il sangue scorre più in superficie e quindi la temperatura della pelle è leggermente più alta. Il calore della pelle “scalda” il profumo, così le molecole evaporano meglio e sprigionano meglio la loro fragranza. Poi un paio di spruzzi generali a metà altezza, dentro cui “entrerete” per intero. Se spruzzate sui polsi, poi non sfregateli. Alterereste l’equilibrio del profumo, spezzando le molecole e dandogli una “scaldata” inopportuna quando ancora devono svilupparsi le note di testa.
L’EDP ha bisogno di meno applicazioni: scegliete un punto sulla pelle, più lo spruzzo generale.
Il Parfum ha bisogno di un solo punto-massimo due. E niente spruzzo generale.
Naturalmente, profumarsi anche meno di così è possibile e spesso benvenuto. Profumarsi più di così, può diventare imbarazzante.

Per prolungare o intensificare le fragranze si possono abbinare le creme corpo, o ai bagnischiuma. Molte Maison creano una linea completa anche di sapone, deodorante, talco liquido, fluido satinante o burro modellante per il corpo e in qualche caso anche il profumo per capelli. Tutti con la fragranza del profumo.
Anche qui, la moderazione è necessaria. Va bene intensificare la fragranza ma non volete soffocare chi vi sta intorno! Una mia amica che ha una pericolosissima dipendenza dall’aroma di vaniglia, per il suo compleanno ha ricevuto l’intera linea corpo con la sua fragranza preferita. Dal giorno dopo ha avuto una serie di disavventure sugli autobus con litigi, signore inferocite, commenti malevoli, e con qualche signore affamato di dolcezze. Va da sé: più gli spazi sono ristretti, più è necessaria la sobrietà.
Profumatevi meno di quello che vi sembra corretto: il naso si abitua presto alla nostra solita fragranza e perchè l'avverta è necessario aumentare la quantità. Quello che per noi potrebbe essere piacevole, per gli altri potrebbe risultare eccessivo.

11 giugno 2007

Famiglia olfattiva Orientale



Alla base della famiglia olfattiva Orientale spesso c’è l’Ambra (non la resina fossile, ma l’ambra grigia, praticamente introvabile, prodotta in mare dall’apparato digerente dei Capodogli), che ha un aroma balsamico, resinoso, profondo, aromatizzato da un fondo di tabacco, oppure di vaniglia o ancora da aromi animali.

Sottoclassi
L'Orientale boisè associa all’ambra un carattere legnoso di vetiver, cedro ed altri legni (Lancome-Hypnose, Biagiotti-Roma Uomo, Guerlain-Habit Rouge).
L'Orientale speziata associa all’ambra le nota di pepe, coriandoli, chiodi di garofano, peperoncino (Coco Chanel – Opium YSL).
L'Orientale vanigliata accosta all’ambra la dolcezza della vaniglia e di aromi vicini (caramello, fava di tonka).
L'Orientale floreale associa all’ambra un ricco bouquet a base di fiori come gelsomino, tuberosa, ylang ylang, (Jean Paul Gaultier–Classique, Kenzo-Flower).


Artwork: Odalisca con schiavo - J. A. D. Ingres

Famiglia olfattiva Agrumata/Esperidata






Le note agrumate (esperidate) sono estratte dalle bucce degli agrumi (arancio dolce o amaro, bergamotto, cedro, lime, limone, mandarino, pompelmo giallo o rosa, ecc.) o dai fiori/parti della pianta (neroli, petit-grain). Sono note leggere, fresche, usatissime in profumeria sia nelle fragranze cosiddette “maschili” che in quelle “femminili”, per dare leggerezza e pulizia. Sono la base di tantissime fragranze che hanno la parola “Eau” nel nome, proprio per la loro freschezza.

Sottoclassi
Nell’ Agrumata aromatica agli agrumi si aggiungono note aromatiche come la menta, il rosmarino, la salvia (Eau de Lancome)
Nell’Agrumata floreale agli agrumi si aggiungono fiori come il gelsomino, la rosa o il garofano (Eau de Rochas)
Nell’Agrumata legnosa agli agrumi si aggiungono note di legni come il cedro (CK-One)
Nell’Agrumata speziata agli agrumi si aggiungono spezie quali la cannella, il chiodo di garofano, lo zenzero.

Foto da www.parks.it/giardini.botanici.hanbury/edu.html

Com'è composto un profumo



In genere i profumi si sviluppano su tre accordi-base:
l’accordo di testa,
l’accordo di cuore
l’accordo di fondo.
Questi tre accordi sono degli insiemi di note, esattamente come in campo musicale. Le singole note che compongono gli accordi, possono essere costituite da oli essenziali naturali (il bergamotto, la rosa, il muschio di quercia), delle molecole sintetiche che riproducono in laboratorio odori del mondo vegetale che non si possono “catturare” dal vero (l’iris, la violetta), o anche molecole del tutto sintetiche, create artificialmente (le aldeidi, gli iononi) che hanno odori diversi, alcuni del tutto sorprendenti, e che spesso hanno aggiunto imprevedibili sfumature al mondo della profumeria.

Le note di testa sono le prime note che annusiamo subito dopo aver spruzzato la fragranza, perché sono le prime che si staccano dalla pelle e volano via. Questo succede perchè sono più leggere delle altre note, e quindi non restano ancorate alla pelle, ma evaporano entro i primi 10 minuti. Gli agrumi sono tipiche note di testa, e compaiono in moltissimi profumi: arancio, pompelmo, bergamotto, limone, mandarino, neroli, petit-grain, kumquat, cedro, yuzu ecc… Anche le note erbacee aromatiche come la lavanda, la salvia, la verbena sono note di testa.

Le note di cuore sono quelle che costituiscono la parte più intensa del profumo, il suo tema principale, e il loro sviluppo racconta il cuore del profumo. Poichè sono più pesanti restano sul palcoscenico quando quelle di testa hanno fatto la loro introduzione e poi sono volate via. I fiori sono tipiche note di cuore: gelsomino, rosa, garofano, tuberosa, ylang-ylang. Anche le spezie come il pepe, la noce moscata, la cannella, lo zenzero, il chiodo di garofano, il cardamomo sono note di cuore.

Le note di fondo sono la parte finale del profumo. Essenze che si compongono di molecole pesanti che faticano a staccarsi dalla pelle ed evaporare. Solo nella parte finale di un profumo si avvertono con chiarezza, quando tutte le altre note sono già svanite. E allora ci si accorge che qualcosa si intuiva fin dall’inizio.
Le note di fondo spesso sono anche fissative: tengono legate tra di loro le altre note, e in particolare danno rinforzo alle note di cuore, che trattengono sulla pelle un po’ più di quanto sarebbero disposte a fermarsi. I legni sono spesso note di fondo: patchouli, legno di cedro, sandalo; anche i balsami e le resine come il benzoino, l’opoponax, l’ambra, il galbano, la mirra, il balsamo del Perù.

Parfum, Eau de Toilette o Eau de Parfum?




Le denominazioni Parfum (o Estratto), Eau de Toilette, Colonia, Eau de Parfum indicano la concentrazione degli oli essenziali all’interno del solvente scelto.

Iniziando dalla concentrazione più bassa,

l’Acqua di Colonia ha una concentrazione del 3-5% di oli essenziali in una miscela di acqua ed alcool;

l’Eau de Toilette ha una concentrazione oli essenziali che varia tra il 5 e il 10%, in una miscela di acqua e alcool;

l’Eau de Parfum ha una concentrazione tra il 7 e il 15% in alcool ad alta gradazione;

il Parfum/Estratto/Extrait ha la concentrazione più alta di oli essenziali: tra 15 e il 20% in alcool ad alta gradazione.

Una concentrazione maggiore, naturalmente, dà vita ad un aroma più intenso e spesso anche più persistente. Ma non solo: ad una concentrazione più alta e con un diverso solvente alcune note possono svilupparsi meglio, in maniera più presente o più rotonda. Questo è il motivo per cui a volte una stessa fragranza, a seconda che la si indossi in concentrazione EDP o in EDT, può presentarsi con una persistenza ed una intensità diverse, ma anche con un aroma che può differenziarsi anche notevolmente.
In genere le Colonie durano pochissimo (una mezz’ora circa) e sono ideali magari dopo la doccia, d’estate, o se si ha una pelle delicata ma non si vuol rinunciare a profumarsi.

Le EDT funzionano tutto il giorno, e specialmente in un contesto lavorativo sono ideali per profumarsi in maniera discreta, poiché non sono troppo pesanti e durano fino a 3-4 ore, dopo le quali l’aroma in genere scompare. Anche l’intensità, che varia molto, non è eccessiva.

L’EDP è perfetta per la sera, per uscire, possibilmente mai prima delle 17. Segnala la nostra presenza in maniera più marcata ed intensa, e persiste per molte ore (anche 6). Quando i profumieri studiano una nuova fragranza, in genere la concentrazione su cui lavorano è quella dell’EDP. Quindi, se volete sapere esattamente con quale aroma e intensità il profumiere ha immaginato un certo profumo, l’EDP è la concentrazione giusta.


Ogni tanto, quando veramente si vuole lasciare il segno, il Parfum può essere una piccola coccola. E’ il più intenso, voluttuoso, potente, aromatico elisir di bellezza che possiamo indossare.




Immagine: http://www.ilvecchiocollezioni.com/farmacia/indpubblfarm.htm

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9 giugno 2007

Feminitè du Bois (Shiseido, 1992)


Questa mattina sto testando Feminitè du Bois di Shiseido: un bosco di violette, scuro, denso, magico. Ricordo che una volta, avrò avuto 20 anni, lo comprò mia madre, lo usò tutto, poi lo tradì per sempre con Inoui sempre di Shiseido. Così, per un po’ di tempo me lo studiai per bene: non mi piaceva per niente. Lo sentivo rozzo, ruvido, poco femminile. Mi sembrava che qualcuno avesse costruito un meraviglioso accordo di violetta, fiori d’arancio e altre note decisamente piacevoli, per distruggerlo poco dopo con l'uso improprio di una serie di aromi buttati a casaccio: troppo speziati e pungenti. La violetta mi piaceva molto già allora, così come i fiori d'arancio, che per me sanno di cielo. Per chiudere, legno di cedro, vaniglia e benzoino aggiungevano spessore e calore a tutta la composizione. Sarebbe stato tutto buono, se non ci fossero state quelle fastidiose note di testa.... che non scomparivano mai, che mi disturbavano da morire e mi tenevano alla larga. Zenzero, cannella, chiodi di garofano. Spezie forti, spezie da dolcetti natalizi, ma anche da tacchino ripieno. Non sapevo come prenderle, una l'avrei accettata, due avrei fatto fatica, ma tre....e poi, il chiodo di garofano accanto alla violetta…ma cosa c'entra?!? Era come guardare un Modigliani senza aver mai letto nulla di storia dell'arte: le donne non hanno quei colli così lunghi e gli occhi a mandorla.... a me non la dai a bere, caro Modì, le tue donne sono sproporzionate e mi disturba guardarle! E invece…. ora lo apprezzo per l'originalità, e per il tipo di femminilità particolare che suggerisce. Come trovarsi di fronte ad una strega, che vive nel bosco più buio. Una strega strana, dall’apparenza bitorzoluta e ruvida, ma che in realtà, ad avvicinarsi e guardar meglio, si trasforma in una fata dai grandi occhi viola. Deve mascherarsi da strega per custodire la sua grande bellezza, che non tutti possono guardare senza rimanerne ipnotizzati. Una fata viola, delicatissima e insieme ruvida come una corteccia secolare. Quando lo indosso, mi immagino il liquido di un viola intenso (anche se non lo è). Non è un profumo semplice: è complesso, sfaccettato, insolito,emozionante. Bisogna studiarlo da vicino, indossarlo, per capirne il linguaggio originale e la personalità forte.
E’ l'ispirazione per la base di Bois violette, Bois oriental, Bois et fruts di Serge Lutens e Chris Sheldrake.
ps
E' tra i miei profumi da Fate!

Allure Sensuelle (Chanel, 2006)


Un profumo dolce e polveroso, con un accordo fruttato iniziale che si evolve velocemente in un insieme orientale, ricco e cipriato. Ha un fascino elegante, femminile e caldo, che dà il meglio di sè dopo mezz'ora e ha una lunga persistenza.
Non potrei definirlo un profumo originale, anzi di sicuro ho già sentito diversi profumi simili.
Ha una piramide strana, basata su 6 impressioni (orientale, fiorita, fresca, fruttata, speziata, sensuale) che dovrebbero uscir fuori a turno, ma non so, io questo strano andamento non l’ho colto così bene, ho sentito, invece, il bilanciamento di due componenti, molto forti entrambe: un accordo terroso, speziato e caldo (il patchouli, in questo caso ammorbidito dall'ambra) e una nota dolce e zuccherina (la vaniglia bourbon, in questo caso affiancata da frutta candita), con un avvio goloso di mandarino e fiordarancio (probabilmente l’impressione fruttata).
Queste stesse potenti note terrose-speziate-resinose (patchouli, ambra, benzoino, mirra, balsamo di tolu) anche miscelate in varie combinazioni generano un accordo orientale facilmente riconoscibile, che la maggior parte di noi considera "sensuale". Quest'accordo orientale-sensuale viene controbilanciato dalla vaniglia, che serve a renderlo più rassicurante e dolce, e meno aggressivo.
Quando quest'armonizzazione degli opposti riesce bene regala emozioni molto intense, che sono alla base di alcuni profumi riusciti, e forse è per questo motivo che mi pare "già sentito". Mi ricorda molto Casmir (Chopard), ma in versione alleggerita e più elegante. In Allure il patchouli sostituisce il benzoino e la mirra di Casmir, che sono quasi insopportabilmente intensi e si staccano molto dalla pelle, creando una bolla profumata intorno a chi lo indossa. Qui non succede, Allure Sensuelle è molto più discreto, resta più vicino, ed è in qualche modo meno dolce e più orientale. Poi mi viene in mente "Vaniglia e zenzero" dell'Erbolario, ma in Allure Sensuelle lo sviluppo è "da profumo", più sfaccettato e multiforme (l'acqua dell'erbolario è un pò piatta). Mi ricorda anche Rochas Absolu, un altro orientalone ipnotico, ma Allure S. è meno selvaggio. Diciamo che rispetto ad Absolu, Allure S. è stato addomesticato.
Una fragranza sensuale, sobria, rarefatta, di classe. Lo vedo indossato da una donna sui 30-45, che veste di nero tutti i giorni, che all'originalità preferisce un'eleganza "riconoscibile" e studiata. E ancora meglio, lo vedo su un uomo, di sera, spruzzato sui polsi prima di uscire per un primo appuntamento.

Messe de Minuit (Etro)




Un profumo freddo, un sorbetto d’agrumi reso vibrante da un fondo di incenso, mirra, patchouli, addolcito e reso meno austero da una miscela di miele ed ambra. A qualcuno ricorda un "effluvio di Chiesa”, con rimandi all’aroma diffuso dal turibolo, altri invece lo sentono un incenso “ateo”, un incenso da “notte delle streghe”.
Per me, questa Messa di Mezzanotte è semplicemente un'emozione a cui hanno dato il nome sbagliato. Non mi fa venire in mente nessuna Messa, nessuna una colonna di fumo profumata d'incensi. Non mi parla di notte, di fuoco, di riti religiosi, ma di luce e trasparenza e leggerezza. Mi viene in mente la limpidezza cristallina di certe mattine di primavera sulle spiagge del mar Baltico, così bianche da abbagliare, con il vento teso che ripulisce il cielo, e piccoli cespugli verdi che punteggiano la spiaggia bianca. Mi vedo camminare sulla sabbia, da sola, col giaccone tirato fin sulle orecchie, i pantaloni chiari che lasciano scoperti caviglie e piedi nudi, mentre assaporo la trasparenza dell'aria e l'odore di freddo mi punge le narici.
La persistenza non è eccezionale, dopo un'ora restano, leggere e appena accennate, solo le note di fondo. E' un profumo “mentale”, non carnale, un profumo per scappare via dalla pazza folla, per raccogliersi un'ora con sè stessi a meditare sui propri sogni.


Palais Jamais (Etro)

Un verde aromatico dominato dal vetiver, che si sente benissimo fin da subito; l'avvio sa di salvia e bergamotto, e procedendo dischiude un’inaspettata, dolce nota di gelsomino. Dolce/pungente e freschissimo, non è il massimo dell'originalità, nè della persistenza. Molto piacevole, comunque. Un profumo che si porta per sé stessi, non per apparire.

Musk (Etro)

Un musk confortante, morbido come una sciarpa di cashmere. Intenso, armonioso, vagamente carnale, e allo stesso tempo leggero, fresco, aereo. L'avvio è un velo di agrumi dolci e verbena (che amo moltissimo) che rinfresca ed energizza, e poi prosegue scaldandosi con un cuore boscoso di cedro, sandalo e guaiaco e un fondo di muschio e sandalo. Tutte queste note non si avvertono singolarmente, sono amalgamate in una nuvola di globale dolcezza boscosa che si scalda sulla pelle. Uno dei migliori muschi che abbia sentito. Peccato che sia penalizzato da una persistenza scarsuccia, che con quello che costano i profumi (70 euro 100 ml, e quelli di Etro non sono nemmeno particolarmente costosi) non depone a suo vantaggio. Però funziona benissimo sugli indumenti, dove resta a lungo. Quindi: uno spruzzo sul polso, due sull'orlo della gonna!
Lo vedo far faville su una donna femminile, consapevole, elegante senza incertezze, a cui non interessa farsi notare. E anche su un uomo-maschio, elegante in maniera soft, a cui piace il piacere.

Musk (Lorenzo Villoresi)


Che muschio particolare!
Umido, spesso e dolciastro. Sa di sottobosco in autunno, aria pesante e umida, di morbido muschio di quercia, di lumache che strisciano lente lasciando la scia, di foglie marcite e legno calpestato e funghi che spuntano dalla terra. Non mi pare un vero profumo, semmai l'odore di un luogo, un affresco olfattivo (oltretutto riuscito benissimo).
Mi ha portata in un attimo nei boschi dell'entroterra in una mattina d’autunno, quando la luce del sole entra ocme una lama tra gli alberi. Questa è realmente profumeria creativa, originale, con uno sforzo particolare nella ricerca della qualità dei materiali.
Da parte mia, credo che non mi andrebbe a genio l'idea di odorare di sottobosco umido, quindi forse non è una fragranza che porterei addosso, ma riconosco di non aver mai annusato un muschio così intenso e particolare. Quindi credo che ogni tanto andrò ad odorarlo dalla bottiglia. So che lo fanno in molti.

Immagine: www.immaginario.net

Disclaimer (Italian/English)

ENGLISH TEXT BELOW: PLEASE SCROLL DOWN THE PAGE


Ho creato questo blog perché avevo voglia di condividere la mia passione per il profumo con altre persone. Il desiderio era quello di sedermi in un salotto foderato di velluto viola a parlare di profumo, confrontare le mie emozioni e ampliare le mie conoscenze attraverso altri nasi, altri cervelli, altre anime.

Per questo la consultazione dei post e la partecipazione alle discussioni è aperta a tutti: non è necessario registrarsi o farsi conoscere in nessun modo, né essere particolarmente ferrati in questa materia. Chiunque può passare di qui e lasciare un pensiero, un’emozione, uno spunto di riflessione. In cambio chiedo solo educazione e rispetto per tutti coloro che partecipano a questo spazio.
Ci sono persone che leggono solo, e persone che scrivono anche. La scrittura dei commenti è facoltativa e libera, ma è bello avere tante voci da ascoltare.

Ci tengo a sottolineare che questo blog non è un prodotto commerciale. Non guadagno dagli ingressi o dalle iscrizioni, il tempo che dedico nasce dalla passione e dalla voglia di imparare sempre di più. A volte il mio lavoro, la mia famiglia e i mille impegni quotidiani possono diventare pressanti e la regolarità dell’aggiornamento va a farsi friggere.

Tutti i profumi che recensisco e i marchi di cui parlo sono frutto di scelte dettate dal mio gusto personale e dal mio piacere. Scrivo di quello che mi piace, di quello che mi fa vibrare: c’è così tanta Bellezza a questo mondo… preferisco usare il mio tempo per condividere quel che è Bello, piuttosto che per screditare il Brutto. Che tanto, alla lunga, si scredita benissimo da solo.

Quindi, non ricevo soldi per le recensioni che scrivo, né bottiglie di profumo. Le poche volte in cui qualcuno mi ha ringraziato per qualcosa che ho scritto, è stato tramite un’email gentile o una telefonata. Quando è arrivato qualche regalo profumato è arrivato solo a posteriori e senza che io immaginassi o aspettassi nulla, e per lo più, quando ricevo un dono profumato, mi piace condividerlo con gli amici che partecipano a questo spazio.

A volte capita che qualcuno mi scriva per mandarmi qualche novità perché la provi e ne parli. Patti chiari: se mi piace ne parlo, altrimenti preferisco non scriverne nulla.
Ma se non ho parlato ancora di qualcosa, non significa che non mi piaccia: magari non la conosco!

ENGLISH TEXT
I created this blog because I wanted to share my passion for perfume with other people. I wished I could sit in a room lined with purple velvet and talk about perfumes, compare my emotions and expand my knowledge through other noses, other brains, other souls.


For this, post consultation and participation in discussions is open to anyone: there’s no need to register or be known in any way, or be deeply into this issue. Anyone can leave an emotion, an info, or a hint of reflection. In return I only ask for education and respect for all those enjoying this place. There are people who only read, and people who write, too. Writing comments is voluntary, of course, but it's nice when there are many voices to be heard.


I want to emphasize that this blog is not a commercial product. I gain no money from clicks or subscriptions; the time I spend here comes from passion and the desire to learn more. Sometimes my job, my family and everyday tasks can become urgent and I can’t guarantee regular updating.


Every review is the result of choices made according to my personal taste and pleasure. I write about perfumes and brands I like, which strike me, there's so much Beauty in the world ... I prefer using my time to share Beauty, rather than to discredit Ugliness. Which however, in the long run, discredits itself fairly well without any help.


So, I don’t get any money for the reviews I write, nor perfume bottles. Few times someone thanked me for something I wrote, and it was via a kind email or a phone call. It happened a scent arrived too, but after, and without I imagined or expected anything and mostly, when I receive a scented gift, I like to share it with friends participating in this space.


Sometimes I happen to receive packages with new scents to test and write about, and in that case, if I like them, I’m happy to review it, otherwise I'd rather not write anything. But if I haven’t spoken about something yet, it doesn’t mean that I don’t like it, maybe it’s only I haven’t met it yet!

Dew Musk (Montale)

Sempre nel periodo in cui cercavo un muschio-muschio, mi sono imbattuta nell’unica defaillance di Motale. Imbarazzante. Cioè, io la Maison Montale l'ammiro per alcune sue creazioni davvero notevoli, ma questa qui è proprio brutta. Per curiosità sono andata a guardarmi la piramide: frutti d'Arabia, melograni, neroli, patchouli e ylang. In teoria, dolce, sontuoso, sicuramente da provare. Io però ho sentito solo un'accozzaglia di suoni striduli, a volume massimo, mal miscelati e irriconoscibili. Magari su un'altra pelle si evolve in maniera splendida, ma su di me si è trasformato in una roba malfatta ed eccessiva, che oltre a procurarmi un bel mal di testa non se ne andava nemmeno sfregando col sapone.

Musc Alize (Comptoir Sud Pacifique)

Quando sono andata a provarlo mi aspettavo che sarebbe stato carino ma, come molte fragranze di Comptoir Sud Pacifique, probabilmente un pò artificiale e piatto, con poca evoluzione. Bene, avevo ragione, e questa volta mi è piaciuto che fosse proprio così. L'ho trovato delicato, leggerissimo, aereo, appena appena zuccherino e profumato di fiori (petali di gelsomino, ylang ylang e viola) ma in lontananza, come fossero un'eco fiorita. Chiudono una vaniglia non aggressiva (e, per un profumo di CSP straordinariamente sobria e rarefatta) ed il muschio bianco. Ha una delicatezza dolce e femminile da fatina dell'alba, che guarda il sorgere del sole con un gran sorriso stampato sul volto. Mi ricorda vagamente il Muschio bianco dell'Erbolario, ma alleggerito, e reso ancor meno "serio". Chi ama un genere di muschio che sa di pulito, di innocenza, questo qui dovrebbe proprio provarlo. L'ho apprezzato proprio per il fatto di non avere pretese eccessive. Per le giornate disimpegnate, o per quando si ha voglia di sorridere così, senza un motivo particolare.

E' uno Profumo Fata!

Colonia al Muschio Bianco (Acca Kappa)

Per me il muschio è un odore caldo, terreno, che racconta di ritmi lunari e sensualità animale... sapere di lenzuola pulite, per me, non è sapere di muschio. Quindi la Colonia al Muschio bianco di Acca Kappa non mi ha colpita particolarmente, è un muschio che di muschio non ha poi molto: troppo fresco/pungente/pulito, con lavanda e ginepro che disinfettano l'aria tutt'intorno. Io l'avrei ammorbidito un bel pò, reso più avvolgente, così mi ricorda davvero il detersivo FrescoPulito. Se sulla pelle non mi convince (almeno, non sulla mia), è sui vestiti che dà il meglio: diventa più morbido e intrigante, quasi e dico quasi, sensuale. A ricordarci, forse, che la sua vocazione era proprio quella del detersivo.

Musc Ravageur (Editions de Parfums Frederic Malle)



Di M. Ravageur avevo letto in molti forum. Ovunque viene citato come una pietra miliare tra i muschi e... beh, cavolo, lo è! Mi sento come quella che ha scoperto l'acqua calda, ma mi è davvero piaciuto moltissimo. E mi ha fatto arrabbiare altrettanto. L'ho trovato originale, balsamico, corroborante, energizzante. Un muschiato/orientale che mi ha elettrizzata, mi ha dato una specie di scossa con un avvio di bergamotto, mandarino e cannella! Ma mi sa che ne farò a meno, perchè dopo una mezz'ora di brillante personalità infuocata e travolgente tira fuori una nota di vaniglia che su di me stona. Zittisce tutte le altre note, interrompendo una conversazione interessante ed originale tra spezie e resine, per iniziare a parlare ad alta voce di discorsi già sentiti e risentiti in mille fragranze. Spiego meglio: a me la vaniglia non piace un granchè, e tranne qualche rarissimo caso, tendo ad evitare i profumi dove si sente molto, ma non è solo questo. In questo profumo serve a stemperare ed ingentilire un insieme di spezie e resine che magari potrebbe risultare aggressivo per qualcuno. Ma il nome Musc Ravageur-Muschio Devastante dovrebbe riferirsi proprio a questo suo carattere particolare, eccessivo, che osa appiccare un incendio di cannella e ambra, senza annacquarlo con succhi di frutta o fiori. Non capisco che bisogno c'era, ad un certo punto, che Maurice Roucel (il suo creatore) "glassasse" questo meraviglioso incendio profumato, con una colata di vaniglia che ne spegne la vitalità e lo appiattisce. Mi piace moltissimo, ma non ce la faccio proprio, a cospargermi di vaniglia, quando tutto ciò che volevo era un profumo di Muschio Devastante. Se come me avete l’animo del piromane, dopo mezz’ora è necessario rispruzzare per rivitalizzare l’incendio.

Muschio Blu (Il Profumo)

Mi ricorda qualcosa tra l'aerea dolcezza del Musc Alize di CSP e la pulizia del Muschio bianco del Body Shop. Classico, elegante, avvolgente e insieme pulito e secco. Un ottimo muschio, ma è un muschio blu, forse ancora più pulito e secco di quello bianco. Per donne che camminano con la schiena drittissima e amano le camicie bianche col colletto tirato su.

Musc (Bruno Acampora)



Pare che Acampora lo produca sempre nello stesso modo dagli anni ’70 e la formula non sia cambiato per niente negli anni. Come lo applichi, basta una goccia appena, sprigiona un aroma quasi di funghi porcini! Funghi porcini in un bosco umido e caldo, ricorda il Musk di Villoresi (che ha uno spunto di dolcezza malinconica, che invece Acampora non ha). Questo aroma è sontuoso, pesante, emanato da una pantera nera che respira nell'umidità, in mezzo a legni marciti e morbide palle di muschio di quercia. Ma dopo un quarto d'ora lentamente arriva l'alba, e la luce inizia a filtrare tra i rami degli alberi, illuminando questo sottobosco che pian piano si sveglia, mentre una rugiada leggermente aromatica si asciuga sulle foglie degli alberi. E’ allora che la pantera nera si sveglia ed inizia a camminarti addosso. Pur restando molto attaccato alla pelle, questo profumo crea intorno a chi lo indossa come una nuvola aromatica riconoscibilissima: carnale, terrena, erotica. Originale ed inconfondibile, è il muschio più muschio che c'è, il migliore che ho trovato finora. Non ne posso più fare a meno.


Musc for her (Narciso Rodriguez)

Fragranza delicatissima, una nuvola impalpabile ma avvolgente. Come tutti i profumi in olio all'inizio sembra che non sappia di niente, ci mette un pò per scaldarsi e sprigionare la sua delicata fragranza, ma quando lo fa è inarrestabile ed ha una persistenza infinita. Pur non essendo mai invadente. E' così discreto, e resta così vicino alla pelle, che sembra fondersi con essa. Come tipo, è un muschio bianco, a cui hanno avvicinato dei fiori d'acqua tipo mughetto, loto, forse un lillà (non sono riuscita a trovare la piramide). Non è il mio muschio perchè io lo preferisco più carnale, ma è piuttosto originale, e molto, molto femminile. Di una femminilità pura, incontaminata, romantica. Mi regala l’immagine di una ballerina classica alla sbarra: la tutina da danza in garza rosa, i capelli raccolti e l'espressione concentrata.

Apres L'Ondèe (Guerlain, 1906)


Un profumo creato per far rivivere la freschezza dolce dell’aria dopo un acquazzone. Ha l'eleganza di un acquarello, è dolce, umido, terroso, sa di violette e felci bagnate. E' leggerissimo, eppure ti entra nella testa e non se ne va più. Una brezza di neroli e mirtillo, che scivolano nella mimosa, nella violetta e nell’iris, per finire con benzoino, vaniglia ed eliotropio. Un aroma grazioso, ingenuo, luminoso, semplice. Semplice in maniera positiva: lo annusi, ne vuoi ancora, poi lo indossi... e solo allora capisci che non è affatto un profumo "facile".
Tutt'altro.

Per me è un vero capolavoro, incredibile, e assolutamente senza tempo. Perché potrebbe essere stato fatto ieri mattina, come negli anni ‘70, come nei ’40. Invece ha più di cen'tanni.
E poi perché si porta sempre: lo amo in estate quando mi rinfresca l’anima (questo è un profumo “freddo”), in autunno, perché è in armonia con i primi piovaschi che inumidiscono gli aromi tardoestivi, in inverno per ricordarmi della dolcezza della primavera e in primavera, perché è la SUA stagione. Al mattino, alla sera, sempre. Non c'è bisogno di nulla per indossarlo, non c'è nemmeno bisogno del periodo dell'anno più "giusto".
C’è bisogno solo di andare a comprarlo e portarselo a casa. E iniziare a goderselo.
Il parfum vintage ha delle note metalliche scintillanti che nell'edt -che in giro ancora si trova-sono meno evidenti. Nel compleso mi sembra un pò più corposo, e sicuramente più persistente.


La foto è mia