24 dicembre 2008

Fragrantica Blog AwArds!


Ieri sono stati pubblicati sul sito i risultati del Fragrantica Blog Awards.
Ai primi 4 posti ci sono i Blog in assoluto più conosciuti del mondo, banche dati inesauribili, aggiornatisisme, e dove spesso lavorano più bloggers in contemporanea.
Allora: al primo posto con quasi 500 voti NowSmellThis.
Al secondo posto con più di 400 voti 1000 Fragrances e Bois de Jasmin (questi tre sono i miei preferiti...).
Al terzo posto un quartetto di blogs americani: Perfume Smellin' Things, Perfume Shrine, Perfume Posse, Perfume Critic con voti tra 300 e 293.
E al quarto posto con 291 voti TATTARATTATATA....!!!! Bergamotto e Benzoino e The Scented Salamander!
Come dicevo, già solo partecipare è stato fighissimo, arrivare in quarta posizione (per due voti di scarto!) è più di quanto avrei potuto pensare. Anche perchè tutti i blog nelle prime posizioni sono in lingua inglese e sono letti, quindi, in tutto il mondo: B&B è il primo blog non in lingua inglese a comparire nella classifica.
Vi ringrazio tutti per il vostro sostegno ed entusiasmo: sono proprio felice che questo luogo sia frequentato da persone così speciali!
Vi auguro un Natale felice, anzi strafelice.
E siccome nei prossimi giorni non sono previste ferie, resterò qui a scrivere e a pensare a qualche sorpresina per festeggiare la befana...

22 dicembre 2008

Musc Kubla Khan (Serge Lutens/Christopher Sheldrake - 1998)

PLLEASE SCROLL DOWN FOR ENGLISH TEXT!

Grazie a Marinella ho finalmente scoperto Musc Kublai Khan. Sì, avevo sentito il sample cremoso inviatomi dai Salons de Palais Royal e mi era piaciuto ma... non so, lo sentivo poco. Quel poco però mi piaceva, e così quando l'altro giorno ne ho ricevuto un piccolo decant l'ho subito indossato. Poi ieri l'ho indossato di nuovo. E oggi l'ho di nuovo indosso. E tra poco il decant finirà e io lo ordinerò da Parigi perchè non posso più stare senza. Come altre fragranze della linea, non è stata diffusa una piramide delle note che lo compongono, ma in giro ho letto costus (odore animale di sporco), cumino (odore pungente di sudore), labdano (verde secchissimo e rauco) rosa, ambra grigia, semi d'ambretta (l'odore muschiato-dolce), cera d'api, vaniglia, patchouli, zibetto (muschiato-animale) e castoreo (fecale, sterco di cavallo, tabacco bruciato). Leggendo la piramide mi sarei aspettata una bomba difficilmente indossabile, e invece... la fragranza su di me risulta dolce, carnale, e insieme vellutata. E' vero, nei primi minuti appare un mandriano sudato (è il cumino... non è semplice usarlo, perchè è abbastanza potente e diffusivo, qui poi è associato al costus e al labdano che lo potenziano), ma dopo poco il mandriano si dilegua lasciando dietro di sè una scia potentemente muschiata, di quel muschiato molto animale ed erotico che piace a me. Sono i semi d'ambretta, credo, a ricreare questa meravigliosa nota, ulteriormente arricchita di potenza e profondità grazie allo zibetto e al castoreo, due note naturali che non si usano quasi più (solo le aziende che hanno scorte nei loro magazizni possono ancora farne uso). Un profumo in cui gli elementi terreni e magici, sensuali e meditativi non creano frizioni, sbilanciamenti o contraddizioni, anzi, la sensazione è quella che i due aspetti danzino insieme su un nastro di velluto.
La durata mi pare buona: quando il mandriano si allontana e porta via la sua carica di sudata virilità, la fragranza si accosta alla pelle e non se ne stacca più, e sembra che sia la pelle stessa ad emanare -naturalmente- un odore seducente.
Ho letto recensioni diversissime, alcuni non riescono a portarlo, altri lo trovano commovente. Per me è IL muschio. Esattamente quello che stavo cercando. E dopo anni di ricerca, capite che non ne posso fare a meno ora che l'ho trovato...

Ho trovato la foto in rete ma non so chi sia l'autore.
ENGLISH TEXT
Thanks to Marinella I finally made my acquaintance with Musc Kublai Khan. Yes, I had already tested the cream sample from the Salons de Palais Royal, and I had liked it but... it was so faint! So yesterday I was happily wearing my brand new decant, and today I’m too. Tomorrow, too. But the vial is tiny and sooner or later I'll have to order a full bottle from Paris because I can’t live without it anymore. Like with other fragrances from his line, Monsieur Lutens was not generous in information about notes and the pyramid, but I read costus (animal smell of dirt), cumin (pungent smell of sweat), labdanum (dry and hoarse green) rose, ambergris, ambrette seeds (the musky-sweet), beeswax, vanilla, patchouli, civet (musky-animal) and castoreum (fecal, horse dung, burned tobacco). Reading the pyramid, I would have expected an hardly wearable bomb, but... the result smells sweet, carnal, all smoothness and rounded edges. It’s true, the first few minutes a sweaty herdsman materializes in the room (it’s cumin... it’s not easy to use because is quite powerful and diffusive, moreover here is associated with costus and labdanum, which enhance it), but shortly after, the herdsman dissolves into air leaving behind him a trail of powerful musk, with an animal and erotic hint that makes me swoon. It’s ambrette seeds, I think, which convey this wonderful note, further enhanced in power and depth by civet and castoreum, two natural notes that today are almost completely disappeared from the compositor’s palette (only Companies with already stocked quantities may still use put it in perfumes). An earthy, magical, sensual and meditative fragrance that doesn’t create any friction, imbalance or contradiction, indeed, the feeling is of dancing on a velvet ribbon. I read different reviews, some can’t stand it, others are moved by it. For me it's THE musk. Exactly what I was looking for. And after years of research, you'll understand that I can’t do without it, now that I’ve found it...
I found the pic online but don't know who the author may be

18 dicembre 2008

If There Ever Was - a book of extinct and impossible smells"

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“If There Ever Was - a book of extinct and impossible smells" è il catalogo di una mostra tenutasi dal 29 aprile al 6 giugno scorsi alla Galleria Reg Vardy di Londra. Ad alcuni nasi compositori è stato chiesto di immaginare degli accordi per ricostruire l'odore di un determinato momento, di una certa situazione. Il bello è che anche il catalogo ha un odore, lo stesso degli accordi messi in mostra. In genere i cataloghi delle mostre d'arte visiva sono splendidi oggetti da poggiare su un coffee-table, hanno bellissime immagini dei dipinti, delle sculture o delle foto in mostra, e sono oggetti affascinanti di per sè, quasi magici. Questo invece è un libretto semplice, piccolo, senza illustrazioni, quasi anonimo, sicuramente non attraente per la vista ma... profuma! Perchè per riprodurre gli odori creati per la mostra sono state impregnate delle carte assorbenti, e sono state attaccate alle pagine. Si strofina la carta con la pelle o si gratta con un’unghia, e l'odore si sprigiona. Così si può fare esperienza delle opere in mostra quasi come dal vivo. Accanto ad ogni accordo, l'autore ha scritto alcune righe per raccontare quello che ha voluto esprimere.
Le opere sono di Koan Jeff Bays, Mark Buxton (Comme des Garcons), Bertrand Duchafour (Eau d’Italie, Comme des Garcons, L’Artisan), Christof Hornetz and Christophe Laudamiel ("Les Christophs"), Patricia Millns, Steven Pearce, David Pybus, Geza Schon (Escentric Molecules and Ormonde Jayne), Sissel Tolaas, Maki Ueda.
Non so se è la prima volta che viene organizzato qualcosa del genere ma a me è piaciuto da morire e mi ha generato una tale quantità di pensieri e riflessioni…
Christoph Laudamiel si è cimentato con gli odori collegati con la peste in "Plague Shield" cioè "scudo contro la peste"; spiega che ha cercato quelli che, secondo le credenze popolari del Medioevo, impedivano al contagio di propagarsi. Allora la medicina era convinta che fossero gli odori putridi collegati con la peste, a causare il contagio, e non viceversa. E così per combatterli si usavano fumigazioni di alcune essenze. Nell’accordo creato da Laudamiel si sentono l'aceto, le scorze d'arancio, l'essenza di rosa, di chiodo di garofano (che, si scoprì solo qualche secolo più tardi, sono tutti potenti battericidi), insieme ad alcune altre essenze capaci di distruggere i germi Gram-negativi come quelli della peste. Strofinando la carta si libera l'aroma speziato e pungente, molto medicinale ma insieme anche gradevole.

Mark Buxton invece ha ricostruito l'odore sprigionato in Perù, due anni fa, dalla caduta di un meteorite che creò un cratere vicino alla cittadina di Desaguadero. Sprofondando nel terreno il meteorite colpì un giacimento di arsenico, e decine di abitanti della zona furono portati all'ospedale con sintomi quali vomito, stordimento ecc. Non ha scritto cosa ci abbia messo, ma l'accordo risulta freddo, metallico, a me ha fatto drizzare i peli sulla schiena, come se un pericolo si stesse avvicinando. Non sgradevole, anzi quasi potrebbe essere indossabile, ma in qualche modo risulta "alieno" (cioè, che non appartiene alla terra, come il meteorite).

Bertrand Duchafour ha creato un accordo con l'odore di quattro piante estinte da un decennio circa: una specie di sandalo e tre piante fiorite dell'Asia e del SuAmerica. Per ottenere l’accordo sono state usate le note fornite da piante tuttora viventi appertenenti alle stesse famiglie delle 4 estinte, opportunamente proporzionate ed "aggiustate". L'accordo è profondamente verde, spesso e freddo, con un che di rauco ed un che di oleoso, anzi proprio di olio d'oliva. Mi ha fatto pensare ad un gigante maestoso e gentile. E strano.

Geza Schon ha prodotto uno degli odori più belli del libro: quello del sole. Bello perchè annusarlo mi ha fatto sorridere. Non c'è una nota chiaramente riconoscibile, viene descritto come un insieme di idrogeno ed elio con altre componenti la massa del sole, tra cui rame ed antimonio. Io sento un odore profondamente giallo. Giallo carico, come lo zafferano. E' un odore giallo. Non lo so spiegare meglio di così, e mi lascia perplessa. Io non sono un neurologo o un biologo cellulare e non ho risposte al riguardo, ma mi piacerebbe sapere perchè, due stimoli percepiti da due sensi diversi creino dentro di me esattamente la stessa sensazione.

Ma ce ne sono altri: l'odore dell'aria intorno ad Hiroshima un momento prima dell'esplosione atomica (i sopravvissuti raccontarono che l'aria si saturò di un odore di gomma bruciata), l'odore di alcool e calzini sporchi presente dentro la cabina della stazione orbitante Mir... e altri. Mi sta facendo fare riflessioni su riflessioni. Perchè non sono i nostri soliti, adorati profumi, ma deliberati sforzi figurativi, che mi hanno commossa e mi hnno aperto un mondo. Devo ancora riprendermi dal mare di sensazioni ed emozioni. Ne scriverò ancora!
Credo che il volume in giro ancora si trovi (io l'ho ordinato da Corner House per 12£ http://www.cornerhouse.org/). ISBN: 978-0-9557478-0-9

ENGLISH TEXT

"If There Ever Was - a book of extinct and impossible smells" is the catalogue of an exhibition held from April 29 to June 6 in Reg Vardy Gallery in London. Some perfume composers were asked to rebuild the scent of a given moment, a certain situation. The book itself smells like the accords on display. The catalogues of art exhibitions are object of visual art, beautiful in themselves, scenic to put on a coffee-table, with beautiful pictures of paintings, sculptures or photographs which are part of the exhibition. This book is simple, small, without any illustration, anonymous I’d say and not particularly attractive but... it’s scented! To reproduce smells created for the exhibition, absorbent cardboard has been attached to pages. When you rub the cardboard with your skin, or scratch it with a nail, it releases the scent. So you can experience the works on display almost as “live”. Next to each accord, the author has written a few lines to tell what he wanted to express. The works are by Koan Jeff Bays, Mark Buxton (Comme des Garcons), Bertrand Duchafour (Eau d’Italie, Comme des Garcons, L’Artisan), Christof Hornetz and Christophe Laudamiel ("Les Christophs"), Patricia Millns, Steven Pearce, David Pybus, Geza Schon (Escentric Molecules and Ormonde Jayne), Sissel Tolaas, Maki Ueda. I don't know if this is the first time something like this has been organized, but I really enjoyed this idea, it has generated such a huge amount of thoughts and reflections... Christoph Laudamiel has worked on smells associated with the plague in "Plague Shield"; he explains that according to popular Middle Ages beliefs, putrid odors caused the infection, and not the other way around. In order to fight putrid odours, certain essences such as orange peel, rose and clove (which, it was discovered only a few centuries later, are all powerful bactericides)were fumigated. Some other essences have been discovered capable of destroying Gram-negative bacteria such as plague. Duchafour’s accord displays all this: rub the cardboard and a spicy, pungent aroma rises, pleasantly medicinal and reminding hospitals of the past.
Mark Buxton instead reconstructed the odour released in Peru a couple of years ago after a meteorite fell near the town of Desaguadero, creating a crater. Sinking into the ground, the meteorite struck an ore of arsenic, and dozens of local residents were taken to hospital with symptoms like vomit, numbness, headache. The scent he has realized feels cold, metallic, thrilling; it sounds a silent alarm, as if a danger were approaching. Not unpleasant, it could almost be wearable, but somehow "alien" (ie, which doesn't belong to the earth, like the meteorite). Bertrand Duchafour again, has mixed together four plants which extincted about a decade ago: a sort of sandal plus three flowering plants from South America and Asia. To be sure the accord smelled “realistic” Duchafour used notes provided by plants from the same families of the four extinct ones, proportioned and appropriately "adjusted". The accord feels intensely green, cool, with a hoarse and oily hint, as you’d find in olive oil. It made me think of a majestic and gentle giant. Geza Schon produced one of the most beautiful smell in exhibition: that of the sun. This scent made me smile. There is a clearly recognizable note which is described as a combination of hydrogen and helium with other components the mass of the sun, including copper and antimony. I feel it as a deep yellow smell. As yellow as saffron. An undoubtedly yellow smell. I don't know how to explain it better than this, and I was amazed and shocked when I smelled it. I'm not a neurologist nor a cell biologist and I have no answers on this, but I'd like to know why, two stimuli perceived by two different senses create exactly the same feeling in me. There must be a reason, and I think this is what Geza Schon wanted to play with.
But there are others: the smell of air around a Hiroshima moments before the atomic explosion (survivors told that air was saturated with the smell of burnt rubber), or the miasmas of alcohol and dirty socks inside the cab of the orbiting station Mir... I am meditating much on this topics, because they’re so unusual. These are not perfumes, but deliberate figurative efforts, they move me and open a whole world in front of me. I have yet to recover from the sea of feelings and emotions. I will write again!
I think the volume is still around (I ordered it from Corner House for £12 http://www.corner/ house.org/).ISBN: 978-0-9557478-0-9

13 dicembre 2008

Siamo stati nominati!


Oggi sono eccitatissima!
Il sito Fragrantica ha organizzato un concorso per premiare quelli che, secondo i loro lettori, sono i migliori blog sulle fragranze in tutto il mondo. Lo scopo è quello dare supporto e visibilità alla creatività dei blogger e di allargare utleriormente la community degli appassionati di profumo.
Sono felicissima che qualcuno abbia nominato Bergamotto&Benzoino, e che la nomination sia stata accettata (RedLion, non so se ti conosco ma... grazie!). Insomma: siamo in concorso!
Anche soltanto partecipare è già fighissimo, insieme a noi partecipano blog da tutto il mondo, che trattano aspetti diversi del profumo: la profumeria naturale, la storia del profumo, blog sui profumi commerciali, blog tecnici, blog solo di nicchia... e se andate a dare un'occhiata (cliccando qui), scoprirete che alcuni sono veramente dei monumenti, come Bois de Jasmin e 1000 Fragrances, che sono i miei preferiti, NowSmellthis, Legerdenez e altri. Più che il premio in sè (200 dollari da spendere in una profumeria online), è proprio l'idea di essere stati nominati e di poter partecipare, che mi fa sentire le farfalle nella pancia!
E allora, visto che ci siamo anche noi, votiamo! Il sistema è abbastanza semplice: dopo esservi registrati, entrate nella pagina dei blog awards (l'ho segnata in rosso là sopra): vi appariranno tutti i blog in concorso, con 5 stelline spente. Basta andarci sopra con il cursore e cliccare, per accendere le stelline (da 1 a 5) che volete assegnare. Tutto qui. C'è tempo solo fino al 22 dicembre!

12 dicembre 2008

Scaldare l'inverno


Vi racconto cosa si trova in questo momento, nella parte anteriore della mia mensola, cioè quello che sto indossando in queste settimane gelate. Sono tra i miei profumi preferiti di sempre, in ogni condizione e temperatura ma alcuni di questi danno il loro meglio proprio al freddo, io me li sto godendo alla grande.

Innanzitutto un patchouli per me irresistibile: Coromandel della linea Exclusifs di Chanel, che la cara AnnaMaria, che ormai mi vuole bene, mi ha mandato per coccolarmi (e non finirò mai di ringraziarla). Ho finito gli 8 ml, e sto iniziando a guardarmi intorno per reperirne una bottiglia. Al limite, da condividere con qualcuno. E' un patchouli molto particolare: ombroso, terroso eppure di una raffinatezza estrema. Molto presente e persistente, mi ha regalato complimenti inattesi per due giorni di fila (e non mi è MAI successo prima).
Un altro grande classico del periodo invernale per me è l'Imperial Opoponax delle Nereides, un tripudio di legni e resine che mi fa sentire una principessa guerriera. Ruvido di quella ruvidezza ricercata che mi piace tanto.
Una fragranza che mi scalda fino a raggiugere i 100° è il Cuir Ambre di Prada: un cuoio animale e ambrato, ipnotizzante, assolutamente non dolce e con un fondo urinoso che trovo irresistibile (lo so: "urinoso" non è un aggettivo troppo allettante... ma garantisco che la fragranza è così buona da dare dipendenza, e proprio per questa sua qualità che mi fa continuamente annusare i polsi). Continuo ad apprezzare anche col freddo il Bois des Iles di Chanel, che mi intiepidisce l'anima con una calda luce dorata come quella di un tramonto autunnale.
Ambre Precieux (MPG) è la MIA ambra. Mai sentita un'altra migliore o capace di scaldarmi meglio il sangue. Confortante, raffinata, assolutamente eccezionale.
Terre de Sarment (Frapin) mi piace perchè porta il sole in queste giornate così umide e piovose. Un sole dolce, amorevole, capace di scaldare la terra e far maturare la frutta sugli alberi. Il sole che adesso mi manca.
Benjoin di Prada ha un avvio affumicato, legnoso, che mi conquista. Poi si scioglie in una dolcezza da caramella mou, ma sempre affumicata e legnosa, soave eppure rauca. Non si evolve così tanto, ma ha un calore e una persistenza davvero impareggiabili.
Ma ce ne sono altri che in questo periodo uso ogni tanto: Fumerie Turque di S. Lutens con la sua dolcezza fumosa e insieme fruttata, il Tabacco di Odori, e Feminitè du Bois di Shiseido, avvolgente, conturbante, ipnotizzante. E voi? Come cambiano col freddo le vostre preferenze in fatto di profumi?

9 dicembre 2008

Le Baiser du Dragon (Alberto Morillas per Cartier, 2003)


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Alberto Morillas è un autore che mi piace molto; ha creato decine e decine di fragranze commerciali, molte delle quali hanno saputo dire qualcosa di nuovo ed insolito. Tra le sue creazioni figurano Byzance di Rochas, CK One (1994), Pleasures (E. Lauder, 1995), Kenzo Flower (2000), Kenzo Summer (2005), ma i tre che trovo davvero geniali sono la Cologne di T. Mugler, (2001), M7 per Yves Saint Laurent (2002), e Le Baiser du Dragon (Cartier, 2003).
In questi giorni sto indossando spesso Le Baiser du Dragon. A lungo l'ho tenuto d'occhio sugli scaffali delle profumerie: un profumo ombroso, fosco, dal carattere non proprio rassicurante, lo trovavo abbastanza intrigante da spruzzarmelo ogni volta, ma il prezzo del parfum (che ultimamente è l'unica concentrazione che riesco ad indossare) mi suggeriva di aspettare. L'altro giorno l'ho visto su una bancarella di uno dei mercatini natalizi ad un prezzo ridicolo e, appurato che era originale e non avariato, non me lo sono fatto scappare. Alla fine, è lui che è venuto da me (e l'ho presa come chiave di lettura di tutto il profumo).
E così da un paio di giorni me lo sto studiando bene, con grande soddisfazione. Il clima invernale è l'ideale per questo profumone spesso: indossato con il caldo e la luce di agosto probabilmente causerebbe nausea; col clima umido e freddo di dicembre risulta caldo come una copertina di cachemire sulle spalle.
Il tema centrale della composizione è un esercizio di equilibrio tra sensazioni opposte: da un lato la concretezza di legni preziosi (legno di cedro e vetiver, con le loro note verdi, fresche, e maestose), dall'altro la cremosità di vaniglia e benzoino. Questo equilibrio è arricchito, all'avvio della fragranza, da una nota di mandorle amare e fiordarancio, nel cuore diventa fiorito di iris, rosa e muschio, e nel finale si arrochisce con patchouli e ambra. Per tutta la durata della composizione (ore, ore e ore...) l'equilibrio risulta perfetto, con il peso impercettibilmente spostato sul vetiver piuttosto che sulla vaniglia. In tutto il profumo aleggia qualcosa di ombroso, pericoloso, notturno, come un Dragone misterioso dentro ad una caverna.
E' un profumo con una personalità spiccata ed un impatto molto forte, che può anche infastidire. Chi preferisce fragranze fresche e leggere starà certamente alla larga da questo Dragone bisbetico e tonante, capace di saltar fuori dalla caverna con un balzo e spazzare via tutto il resto con uno schiocco della sua coda appuntita.
Per poterlo apprezzare è necessario avere più personalità di lui: solo chi non si impressiona e lo porta a spasso senza timori reverenziali, a guinzaglio stretto, guardandolo un pò di traverso e annusandolo senza darglielo a vedere, alla fine riuscirà a domarlo e ne riceverà il bacio del nome.
Anche se Turin lo stronca nella sua Guida (stronca tutti i Cartier, compreso Must che secondo me è un capolavoro!), io lo trovo bello, ben fatto, intelligente ed emozionante. Bravo Morillas!

ENGLISH TEXT
Alberto Morillas is an author I appreciate much, he created dozens and dozens of successful commercial fragrances, many of which have been able to say something unusual. Among his creations are Byzance (Rochas), CK One (1994), Pleasures (E. Lauder, 1995) Kenzo Flower (2000) Kenzo Summer (2005), but the three that best deliver his genius are the Cologne for T. Mugler, (2001), M7 for Yves Saint Laurent (2002), and Le Baiser du Dragon for Cartier (2003). These days I am often wearing Le Baiser du Dragon. Since many years I've been glancing at it on the shelves of perfume shops; a shadowy, gloomy perfume, not exactly reassuring. I was intrigued enough to spray it on my wrist every time, but the price tag of the parfum (which is the concentration I prefer wearing) suggested me to wait. The other day I saw it in a Christmas market stand at a ridiculously low price and, after making sure it was original and not damaged, I finally got it. In the end, it came to me (and I took this as key to all the scent). And so I've been wearing this from a couple of days now, with great satisfaction. The winter climate is ideal for this huge fragrance; worn in August it would probably cause nervous breakdown, but with December's wet and cold weather it feels like a cashmere rug on my shoulders. The central theme of the composition is a balancing act between opposing feelings: on one hand the precious woods (cedarwood and vetiver, with their green, fresh, majestic notes) and on the other, the creaminess of vanilla and benjoin. The balance is enhanced by a hint of bitter almonds and orange blossom, the heart is just a tiny bit flowery of iris and rose, and the base is mossy, with patchouli and amber. The composition lasts hours, hours and hours, its weight shifting imperceptibly towards vetiver rather than vanilla. Throughout the scent wafts something shady, dangerous, nocturnal, like a mysterious dragon inside a cavern. It's a monumental perfume with a strong personality and loud impact, which someone might find annoying. Those who prefer light and fresh fragrances certainly will keep away from this nasty, thundering dragon, which enjoys jumping out of the cave and sweeping everything away with a snap of its pointed tail. To fully appreciate it, you need a strong personality and a very cool attitude: show no reverence and walk it with a tight leash, look at it a bit cross, and in the end you'll succeed in taming it and get the Kiss of the name. Although Luca Turin in his Guide smashes all from Cartier (Must for me is a real masterpiece!), I find Le Baiser really beautiful, well made, intelligent and exciting. Morillas Bravo!

3 dicembre 2008

Bal Musquè (Karine Chevalier/Stephane Humbert Lucas per Nez à Nez)

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Avevo provato questo profumo già al Cosmoprof, poi durante Pitti Fragranze avevo potuto provarlo di nuovo un paio di volte e ieri sono andata a riprovarlo e me lo sono tenuto addosso tutto il pomeriggio.
Da tempo cercavo una fragranza al muschio che non fosse vestita di bianco: le note muschiate vengono date dalla Galaxolide, dall’Habanolide, dall’Exaltolide e da altri muschi di sintesi, in base all’aura più fruttata, boscosa o metallica che si vuol dare alla fragranza. Non è che mi dispiacciano, anzi sono piacevolissimi, soavi, rarefatti, ma hanno un’aria troppo pulita, troppo perbene, invece io associo l’idea di muschio alla terra, alla sensualità, all’amore e lo preferisco, quando è un po’ sporco e animale. Da quando l’IFRA, l’organismo che controlla le materie prime usate in profumeria, ha sconsigliato fortemente l’uso dei nitromuschi come il Musk Ketone, il Musk Ambrette e altri, (se avete la fortuna di possedere un estratto di Chanel N.5 o dell'Air du Temps ne avete ben presente la dolcezza carnale, quella che si sposa benissimo con l’idea di una donna che dorme nuda, avvolta solo da una goccia di profumo) la possibilità di annusare note muschiate così calde e sensuali si è persa. Al loro posto ci restano questi eterei muschi bianchi, gradevoli ma ormai stra-sentiti perché presenti non solo in tutti i profumi degli ultimi vent’anni, ma anche nella maggior parte dei detersivi … insomma, dopo il Musc di Acampora e il Musk di Villoresi, tutti gli altri mi annoiano.
Invece Bal Musquè bilancia perfettamente la parte carnale con quella più innocua e rassicurante. La pelle calda e morbida di un seno femminile, mentre allatta un bebè. La luce di questa fragranza è soffusa come quella di una candela, e sebbene parli sottovoce e resti accostato alla pelle, comunque risulta presente e ben strutturato per diverse ore. L'apertura è di agrumi maturi e dorati, nel cuore la dolcezza speziata di liquirizia, cannella, ciliegia (non so che nota sia; dalla frutta non si riesce ad estrarre quasi nulla, suppongo sia un componente sintetico -magnifico- che sento anche in altre fragranze che mi ammaliano nello stesso modo), ylang-ylang, rosa, e una coda, che però si sente bene da subito, che affianca alla dolcezza di benzoino, muschio, balsamo di tolu e vaniglia, una nota di pelle molto morbida. La sensazione è che la fragranza sia cucita bene, e che ogni ingrediente si amalgami con gli altri in un tutt’uno, è difficile scomporla annusandola. Mi ha ricordato Baghari per la carnalità erotizzante e Musc Ravageur per la dolcezza speziata.
Con il passare del tempo diventa preponderante un aspetto boscoso, lievemente sintetico -ma non in maniera “povera”- che ho trovato comunque interessante.
Immagino di indossarlo di sera, seduta su un divano comodo, l'unica luce che arriva dal caminetto acceso, il collo avvolto da una stola di velluto di seta, di quello finissimo e morbidissimo, color sabbia, a parlare sottovoce con mio marito. Esattamente quello che mi ci vuole in queste serate fredde e umide.
La foto (è mia!) raffigura una delle meravigliose "Fanciulle" dipinte sulla Rocca di Sigiriya (Sri Lanka).


ENGLISH TEXT
I had chance to try this perfume at Cosmoprof in Bologna, then during Pitti Fragranze in Florence I wore it again a couple of times and yesterday it accompanied me all afternoon. I have been looking for a musk fragrance for quite a long, one which is not wrapped up in white musk notes (Galaxolide, Habanolide, Exaltolide and other synthetic white musks) with their fruity, wooded or metallic auras. It's not that I don't like them, they're all very pleasant, crispy sweet, rarefied, but they feel too clean, too respectable, I prefer earthier musks, their comfortable sensuality, with some dirt and animal accents. Since IFRA, the body controlling raw materials used in perfumery, has strongly discouraged the use of nitro musks like Musk Ketone, Musk Ambrette and others (if you are lucky enough to own a vintage piece of Chanel No. 5 or l’Air du Temps you'll remember that luscious carnal smoothness, which marries well with the idea of a woman sleeping naked, with the only company of a drop of her perfume) the sexiest and roundest notes were lost forever. Their place now is held by ethereal white musks hovering over all perfumes launched in the last twenty years… but also in most detergents. In short, after Musk by Acampora and Musk by Villoresi, all other musks simply bored me. Bal Musquè instead, perfectly balances the carnal side with the most harmless and reassuring one evoking the warm, soft skin of a feminine breast, while feeding a baby. The light in this fragrance shivers like a candle, but lasts several hours. The opening is a citrus which ripes into a golden heart, with licorice spicy sweetness, cinnamon, cherry (I don't know what it is, fruits don't provide any useful material, I suppose it's a magnificent, synthetic component -an ester maybe- I found also in other fragrances I like), ylang-ylang, rose. The base notes get in the play at an early stage, with benjoin, musk, Tolu balsam, vanilla and a hint of very soft leather. The overall feeling is that of a tight-sewn fragrance, every ingredient is moulded into the others and it's difficult to separate pieces. It reminded me of Baghari for the erotic carnality and Musk Ravageur for the spicy sweetness. With time a woody aspect becomes predominant, slightly synthetic but not in a "cheap" way, which I found interesting. I figure wearing it in the evening, sitting on a comfortable sofa, the only light coming from the fireplace, my neck wrapped in a fine silk stole the colour of sand, murmuring funny nonsense to my husband. Exactly what I need in cold wet evenings.
The photo (it's mine!) portrays one of the wonderful girls painted on the Rock of Sigiriya (Sri Lanka)

Grazia - Dicembre


Su Grazia di Dicembre è uscito un lungo articolo sui profumi, con una ventina di suggerimenti per lui e per lei. Nella pagina finale si legge una raccolta di curiosità e opinioni sui profumi, e in un paragrafo si cita anche il nostro blog, come luogo in cui si parla della storia del profumo (non è proprio esatto ma... fa lo stesso!).
Ringrazio la redazione per questa citazione e santin (mi pare) per avermela segnalata!
Cliccate sull'immagine se volete ingrandirla.

1 dicembre 2008

Profumare l'inverno/Scenting winter

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Vi racconto cosa si trova in questo momento, nella parte anteriore della mia mensola, cioè quello che sto indossando in queste settimane gelate. Sono tra i miei profumi preferiti di sempre, in ogni condizione e temperatura ma alcuni di questi danno il loro meglio proprio al freddo.
Innanzitutto un patchouli per me irresistibile: Coromandel della linea Exclusifs di Chanel, che la cara AnnaMaria mi ha mandato per coccolarmi. Ho finito gli 8 ml, e sto iniziando a guardarmi intorno per reperirne una bottiglia. Al limite, da condividere con qualcuno. E' un patchouli molto particolare: ombroso, terroso eppure di una raffinatezza estrema. Molto presente e persistente, mi ha regalato complimenti inattesi per due giorni di fila (e non mi è MAI successo prima).
Un altro grande classico del periodo invernale per me è l'Imperial Opoponax delle Nereides, un tripudio di legni e resine che mi fa sentire una principessa guerriera. Ruvido di quella ruvidezza ricercata che mi piace tanto.
Una fragranza che mi scalda fino a raggiugere i 100° è il Cuir Ambre di Prada: un cuoio animale e ambrato, ipnotizzante, assolutamente non dolce e con un fondo urinoso che trovo irresistibile (lo so: "urinoso" non è un aggettivo troppo allettante... ma garantisco che la fragranza è così buona da dare dipendenza, e proprio per questa sua qualità che mi fa continuamente annusare i polsi).
Continuo ad apprezzare anche col freddo il Bois des Iles di Chanel, che mi intiepidisce l'anima con una calda luce dorata come quella di un tramonto autunnale.
Shalimar di Guerlain (sempre e solo vintage) invece lo uso nei momenti serali, a volte poco prima di andare a letto, perchè la sua soffusa affinatezza di legni e resine è così sensuale da dover essere riservata a momenti speciali.
Ambre Precieux (MPG) è la MIA ambra. Mai sentita un'altra migliore o capace di scaldarmi meglio il sangue. Confortante, raffinata, assolutamente eccezionale.
Terre de Sarment (Frapin) mi piace perchè porta il sole in queste giornate così umide e piovose. Un sole dolce, amorevole, capace di scaldare la terra e far maturare la frutta sugli alberi. Il sole che adesso mi manca.
Benjoin di Prada ha un avvio affumicato, legnoso, che mi conquista. Poi si scioglie in una dolcezza da caramella mou, ma sempre affumicata e legnosa, soave eppure rauca. Non si evolve così tanto, ma ha un calore e una persistenza davvero impareggiabili.
Ma ce ne sono altri che in questo periodo uso ogni tanto: Fumerie Turque di S. Lutens con la sua dolcezza fumosa e insieme fruttata, il Tabacco di Odori, e Feminitè du Bois di Shiseido, avvolgente, conturbante, ipnotizzante.
E voi? Come cambiano col freddo le vostre preferenze in fatto di profumi?

ENGLISH TEXT
Today I'm going to tell you what is up-front in my shelf; that is, what I'm wearing in these frosty weeks. They are among my favourite perfumes of all time in any temperature and weather condition but some of them give their best in the cold, so I'm enjoying them fully. First, an irresistible patchouli: Coromandel from Chanel's Exclusif line, that Nynive, who knows me well, sent me as a cuddle (and I’ll never stop thanking her for this). Since I finished my 8 ml, I'm starting to look around to find a bottle, maybe, to be shared with someone. It's a very special patchouli: shady, earthy yet of extreme refinement. Very present and persistent, I got unexpected compliments for two days in a row (and It never happens). Another great classic winter scent for me is Imperial Opoponax by Les Nereides, a riot of woods and resins, which makes me feel like a warrior princess. Roughness of the smoothest kind of rough that I'm truly in love with. A fragrance that warms me up to 100°C is Cuir Ambre by Prada: a mesmerizing amber married with animal leather, with a urinous side (I know, "urine" is not too attractive an adjective... but I guarantee the fragrance is tremendously good just for this urinous quality that makes me continually sniff the wrists). I take comfort in freezing weather wearing Bois des Iles by Chanel, It warms up my soul with a golden light as that of an autumnal sunset. Ambre Précieux (MPG) is MY amber, mine as if Jean Laporte composed it expressly for me. Never found another one capable of heating my blood this way. Comforting, sophisticated, absolutely exceptional. Terre de Sarment (Frapin) conveys the sun in these wet days. A smooth, sweet, sun, gently warming the earth and ripen fruits on trees. The sun I am missing now so much. Benjoin Prada conquered me with its smoky, woody start. Then the smoke dissolves into a toffee sweetness; it doesn't evolve so much, but it has a warmth and a truly unmatched persistence. But there are others which I use even if not so often: Fumerie Turque by S. Lutens with its tobacco and fruity sweetness mixed together, or the Tobacco by Odori (a vanillic tobacco), Feminite du Bois from Shiseido, enveloping, provocative, mesmerizing as a witchcraft. And you? How do your preferences change in freezing weather?

Ecco il report dell'incontro

E scusatemi se vi ho fatto attendere quasi una settimana!
Ricapitolando, martedì scorso presso la profumeria Caleri di Genova si è tenuta la presentazione del libro "Il Profumo nella rete", di Ornella Pastorelli", ed. Socialmente.

Ornella e io ci siamo incontrate e, tra un caffè e due chiacchiere introduttive abbiamo iniziato a scambiarci opinioni e pareri sulle fragranze che stiamo indossando e quelle che ci piacciono in questo periodo.
Poi gli ospiti hanno iniziato ad arrivare e ci siamo seduti per avviare la conversazione. L'atmosfera era calda ed informale: non solo perchè Caleri (negozio di via XXV aprile) è una bomboniera di design e crea atmosfera già da solo, ma anche perchè alcune persone si conoscevano tra loro e si erano incontrate con piacere. Purtroppo però Francesca ha avuto un problema e non ha potuto essere presente.
Per iniziare abbiamo parlato del libro "Il profumo nella rete". Ornella aveva preparato un questionario sul profumo che poi ha inviato a 40 persone tra uomini e donne. Le domande riguardavano le preferenze e il vissuto delle persone: quali profumi vengono usati per la casa e quali per la persona (fioriti? agrumati?), come e quando il profumo è entrato nella vita della persona, come viene scelta una fragranza, come le persone immaginano la loro profumeria ideale e così via. Le risposte sono state commentate da Ornella e raccolte nel libro.
I partecipanti all'incontro hanno presto iniziato a fare domande più generali e il dialogo si è allargato toccando anche argomenti inaspettati. Il pubblico era costituito per la maggior parte da signore, ma sono stati i signori, ad aver fatto le domande più toste. Ad esempio un signore ha voluto saperne di più sui gusti dei diversi Paesi ("americani, europei ed orientali amano lo stesso tipo di fragranze?"), un altro sugli stili della profumeria ("in profumeria esiste un periodo impressionista? E un periodo cubista?). La conversazione poi è scivolata sui gusti personali di ognuno e sul lato freak in ognuno di noi (vi ricordate il post sugli aromi discutibili?).
L'incontro si è concluso verso le sette, con tè e pasticcini. Ho fatto un paio di foto, la signora là sopra con la giacca arancio in mano è Ornella.

24 novembre 2008

Domani da Caleri...


... nel negozio di Via XXV Aprile 41 (Genova), con Ornella Pastorelli di CasAroma e Francesca Caleri parleremo del "Profumo nella Rete". Del nuovo libro di Ornella, certo; ma anche di come il Web fornisca a gruppi di appassionati come il nostro un angolo profumato per incontrarsi e parlare di quello che ci coinvolge ed appassiona. Per chi ci sarà l'appuntamento è alle 17.30, per chi non potrà esserci ... vi scriverò com'è andata la chiacchierata e vi posterò le foto.
A domani!


20 novembre 2008

E quando non ci piacciono più?


Quando un profumo non ci piace più cosa ne possiamo fare per non buttarlo?Innanzitutto dispiace, con quello che costano, eppoi sembra un pò di abbandonare un vecchio amico. Magari non desideriamo più indossarlo, ma buttarlo via è assolutamente fuori discussione. Esiste un'alternativa valida alla pattumiera?
Ebbenesì, dopo attenta considerazione, lettura di numerosi libri e conversazioni con persone degne di considerazione sono giunta alla conclusione che i profumi che non indossiamo più possono effettivamente riciclarsi e avere una seconda vita.

Ecco come:
1 Il profumo resta un profumo
In genere cerco di organizzare degli scambi (vedi la mia swaplist). Funziona benissimo e mi permette di liberarmi di ciò che non uso più, e conoscere molte fragranze a cui magari non mi sarei avvicinata. Ad esempio ho swappato Vanille Ambre di CSP con due profumini di Carrement Belle che non conoscevo. Uno dei due mi è piaciuto tanto che l'ho finito in un lampo, l'altro... è finito sulla mia swap list e l'ho scambiato con una cara amica. Che lo ha preso per porvalo, credo che lo riswapperà anche e lei e forse stavolta troverà qualcuno che sappia apprezzare le sue spezie appuntite.
Alcuni, quasi intatti e magari con la scatola, li ho rivenduti a qualcuno a cui interessavano. Altri invece, più datati, magari leggermente svaporati, li ho venduti nei mercatini dell'usato. Prima o poi proverò anche su Ebay.
Alcuni, però, li regalo. Ad esempio ho regalato a mia madre Vicolo Fiori (Etro) che ora troneggia sulla sua mensola (dove, diciamocelo, si trova senz'altro meglio: io l'avevo comprato d'impulso).
Fin qua, per il profumo va tutto bene: resta sempre un profumo. Deve solo farsi conoscere dal nuovo partner da cui va ad abitare. Prima o poi, se non è proprio sfigato troverà qualcuno in grado di amarlo e portarlo fuori spesso.

2 Il Profumo diventa un deodorante
Qualcuno lo spruzzo nelle camere come aroma per ambienti. Attenzione: deve piacermi almeno un pò, perchè altrimenti non riesco ad avere intorno qualcosa che veramente m'infastidisce, senza diventare odiosa e irritabile. Io lo spruzzo nell'aria, sulle tende, oppure dentro gli umidificatori dei termosifoni. Una volta però l'ho fatto con il profumo sbagliato. Era Acqua Allegoria Pamplelune, di cui conservavo un vago ricordo erbaceo così così. Me ne avevano dato tre fialette e una l'ho versata nell'umidificatore ... Sulla pelle funziona in un cerot modo, ma nell'acqua calda è diventato tremendo. Un sentore di urina felina ha pervaso tutta la casa. Anche dopo aver sciacquato la vaschetta, l'odore è rimasto nell'aria per un pò. Io pensavo stesse infastidendo solo me, ma ad un certo punto mio marito è andato a guardare dentro il sacchetto della spazzatura. Poi si è riseduto. Poi ha aperto le finestre e ha annusato l'aria. Poi si è riseduto. Alla fine mi ha chiesto: "Ma tu lo senti quest'odore orribile? Secondo te cosa può essere?". Da allora, faccio sempre una prova con piccole quantità.

In questo modo il profumo non se ne accorge nemmeno, di essere diventato un più banale deodorante per ambiente.

Anche profumare i cassetti o l'armadio può essere un'idea valida, nel caso in cui un certo profumo non si indossi più ma ci piaccia ancora abbastanza. Se sono foderati di carta, meglio ancora perchè trattiene bene l'aroma. Oppure potete spruzzare su un fazzolettone o una sciarpa che non state usando e metterla dentro l'armadio. I mobili trattengono per un pò l'aroma, ma gli abiti appesi prenderanno solo un accenno. La discesa da profumo a deodorante per armadi potrebbe essere un pò traumatica, ma ci si abituerà.

Per profumare lievemente gli abiti -non di colore chiaro- ho sentito di qualcuno che spruzza il profumo dentro la caldaia del ferro da stiro. Non sono sicura che faccia bene al ferro e ai vestiti, e quindi per ora non l'ho mai fatto. Se qualcuno ha provato e ce lo vuole raccontare...

Altri invece lo spruzzano a monte della stiratura: lo mischiano direttamente col detersivo o con l'ammorbidente. Qui secondo me fa sicuramente meno danni e lo proverò di sicuro. Chissà però se tutti i lavaggi vanno bene: ad esempio a 60, 90 gradi la fragranza vira di certo e non so quanto il risultato possa essere prevedibile. Però è da provare. Una signora che conosco, che fa l'antiquaria, aveva dato a sua sorella una serie di flaconi di profumo vecchi decine d'anni perchè a lei interessava vendere i flaconi e pensava che il contenuto non fosse così interessante (non mi conosceva ancora...). Le ha detto di usarli tranquillamente e di restituirle il flacone vuoto. Dopo un paio di settimane la sorella le riporta i flaconi e le chiede se ne ha ancora, e l'antiquaria si stupisce che sua sorella possa aver usato tutti quei profumi in così poco tempo. E' venuto fuori che ogni volta che faceva una lavatrice, svuotava nell'acqua del risciacquo finale uno dei flaconi. Tanto erano vecchi... "Che buoniiii... danno ai vestiti un profumo così delicatamente fiorito.... quando me ne porti ancora?". A momenti svengo. Ora abbiamo fatto un patto: vende a me la fragranza e a qualcun altro il flacone. Così, se vuole guadagnarci due volte (e vuole, vuole), deve necessariamente portarmi qualsiasi cosa buona da annusare trovi in giro.

Ovviamente qui, il livello è ancora più basso: da fragranza di marca a profumatore per ambiente, a deodorante per armadi, per scendere fino ad ingrediente di un detersivo effettivamente è un pò dura....Comunque sempre meglio dell'ultimo uso che ne ho sentito fare -ma io non posso sperimentarlo-.

E' la soluzione "cassetta-del-water". Lo so benissimo, è ignobile trattare una fragranza così: c'è un limite a tutto. Ma chi ha la cassetta dello sciacquone raggiungibile, provi a versarci dentro un pò della fragranza da eliminare: intanto l'aroma si dovrebbe diffondere già così, e comunque ogni volta che si tira l'acqua.... l'aria si riempe di fiori PER DAVVERO!!!!!
La foto l'ho fatta una sera di qualche anno fa, in un pub di Stornoway.

7 novembre 2008

Le 4 fasi della mania


Dopo il post sulle piramidi olfattive, la cara flinndudu mi aveva scritto di aver tradotto un altro articolo; io mi ricordavo di averlo letto tempo fa e di averlo trovato davvero carino e divertente.
Così abbiamo deciso di condividerlo con tutti. Ma in fondo io ho fatto solo un copia-incolla, il lavoro è tutto suo.
Grazie amica per la tua generosità!

"Ero in profumeria e vedo una ragazza ipnotizzata dal display di Chanel Eau Premiere. Chiede di provarlo alla commessa, che glielo spruzza sul polso. “Sa, io non ho mai provato il classico Chanel n°5, potrei provare anche quello? ”. La commessa spruzza l’altro polso, la ragazza inizia ad annusare un polso poi l’altro. Ho pensato, ho visto nascere una passione. Le persone quando si fanno prendere dal mondo dei profumi passano attraverso certi stadi, almeno io ho fatto così. Provo a spiegare, vediamo se calza anche a voi.

Fase uno: Forte Interesse
In questa fase amate i profumi tanto da possederne alcuni e da seguire le nuove uscite:questa fase può durare anni. Annusate tutto quello che c’è in negozio e magari avete sentito anche qualche classico come Joy di Patou o Chanel n°5. Annusate dalla bottiglia e sugli abiti degli altri, e complimentate i colleghi sulla loro scelta. Forse apprezzate i profumi più di tutte le persone che conoscete e sperate di trovare, un giorno, il profumo della vostra vita.

Fase due: Inizia la mania
Succede qualcosa, c’è un cambiamento: siete stati in Francia e avete avuto un risveglio olfattivo? O forse mentre cercavate a un buon prezzo Arpége di Lanvin per la suocera siete finite su NowSmellThis (o su Bergamotto e Benzoino - nota mia) e il vostro interesse per i profumi si è approfondito? Comunque da qui in poi smettete di definire una fragranza “da signora” o “saponettosa” quantomeno con tono sprezzante. Iniziate a esplorare il mondo Caron e Guerlain o forse quello di Artisan Parfumeur o di Goutal. Provate Mitsouko per la prima volta e non vi piace. Riflettete su quelle note torbide di mousse de saxe (muschio) di molti Caron. Avete sentito parlare di un certo Serge Lutens che non esporta tutti i suoi profumi. Avete imparato a pronunciare “chypre”. Tentate di definirvi in un profumo ma è più un gioco intellettuale che basato su come veramente quel profumo è su di voi. Per esempio siete convinti che il vetiver sia sofisticato e terreno ed è proprio così che vi sentite, e quindi amate il vetiver. Pescate fragranze al vetiver a casaccio comunque siete certi che troverete il profumo della vostra vita e di sicuro avrà una nota dominate di vetiver (o cuoio, o tuberosa, o muschio insomma quello che vi piace).

Terza fase: esplosione della Mania
Avete in mente tutta la lista dei profumi di Lutens non creati con Christopher Sheldrake, avete letto il vecchio Blog di Luca Turin e scambiate campioncini per esaudire la vostra brama. L’avete piantata di cercare il profumo della vostra vita. Il momento è critico sopratutto per il conto corrente. Potreste cominciare ad ordinare campioni e bottiglie di profumi che non avete mai sentito. In breve avrete un gran numero di bottiglie, comprate benissimo, pochi soldi ognuna, (Rive Gauche di YSL? un classico, devo averlo. E poi Vent Vert di Balmain? anche quello, e costa solo 19 dollari!) tutti insieme invece ci vuole un mutuo. D’altra parte adesso siete in grado di sentire cinque diverse composizioni di rosa e patchouly e sentirne le differenze. Sapete che tipo di Iris è migliore sulla vostra pelle e sapete scegliere tra un cuoio "sella" e un cuoio "guanto". Vi siete anche sorpresi apprezzando certe note cipriate o rosate o certe aldeidi che avevate sempre a evitato.

Fase quattro: Conoscitori
State mettendo insieme una collezione di fragranze che parla di voi, eliminando le bottiglie di MPG Route de Vetiver che avevate comperato perché era persistente e gradevole ma adesso sapete che il vetiver su di voi non è granché. Avete chiaro che tra apprezzare una fragranza e averla addosso, c’è molta differenza. Amate provare nuove fragranze ma non avete l'ansia di sentire l’ultimo uscito, tanto è lì, per voi, appena sarete pronti. Apprezzate molto leggere le opinioni dei critici ma vi fidate di più del vostro naso. Non avete il profumo della vostra vita, perchè comunque non indossate lo stesso abito ogni giorno, così come per gli abiti avete un guardaroba di fragranze che parla di voi, di chi siete e di cosa amate indossare. Adesso gli odori -non i profumi- sono diventati fonte di profondo godimento. Gli odori del vento, di un bicchiere di vino, di un giardino umido, vi nutrono, sentite l’odore delle stagioni e dell’ora del giorno: non è il massimo, questo?"

Questo è il link all'articolo originale: http://nowsmellthis.blogharbor.com/blog/_a...19/3301227.html

2 novembre 2008

Intervista/Interview: David Frossard (Frapin)


PLEASE SCROLL DOWN FOR ENGLISH TEXT!

Durante Pitti Immagine Fragranze, a settembre, ho conosciuto Monsieur David Frossard, Presidente di Differentes Latitudes (qua c'è il suo sito), che distribuisce in Francia diversi marchi di profumeria di nicchia. Abbiamo parlato soprattutto di quella che è davvero la sua linea: Frapin.
I Frapin discendendono dal grande scrittore francese Rabelais (potete ingrandire l'albero genealogico lì accanto) e producono Cognac fin dal 1270; un Cognac Gran Cru famosissimo, premiatissimo ed esclusivissimo (23 dei 25 ristoranti francesi tre stelle Michelin hanno nella loro cantina il Cognac Frapin). Sul sito dei Frapin trovate tutte le info. Quando all’Esposizione Universale di Parigi del 1889 il presidente Gustave Eiffel premiò con la medaglia d’Oro il Cognac Frapin, si lamentò con la famiglia che ne venisse prodotto poco. Allora gli raccontarono che la colpa era del tetto del loro capannone, che con il brutto tempo veniva scoperchiato dal vento e quindi perdeva parte dei raccolti. Così Monsieur Eiffel (sì, quello della Tour) gli studiò un tetto nuovo, con una struttura metallica capace di assolvere alla sua funzione senza volare via disperdendo preziosi grappoli. Il tetto c’è ancora, e se andate a fare un giro da quelle parti, potete vederlo. Lui, David, è di una gentilezza terrificante, semplice e tranquillo… niente arie né spocchia…non so, se io avessi un vigneto da Cognac che appartiene alla mia famiglia da 800 anni e una casa con un tetto storico fatto da Gustave Eiffel non so, un po’ me la tirerei, forse… o forse chi ha motivi per tirarsela non ha bisogno di farlo, o forse in Francia la vera snobbitudine è essere semplici? O forse è solo in Italia che va di moda, tirarsela?
Comunque abbiamo passato una bella mezz’ora chiacchierando di Cognac. Mi ha raccontato che, esattamente come per i whisky blended, anche per i Cognac vengono mischiate annate diverse del liquore, che hanno caratteristiche olfattive e gustative diverse, perché l’uva ha ricevuto più o meno pioggia, più o meno sole… La persona che deve selezionare quali annate mettere insieme perché i sapori si esaltino tra loro deve avere le capacità di un naso profumiere, ed infatti la loro esperta attuale, Jean Marie Faugier, dopo anni di esperienza nelle vigne era andata a studiare profumeria all’Isipca (l’Istituto Superiore per la Profumeria di Parigi). Uscita dall’Isipca, incontrò i Frapin ed insieme pensarono di unire le loro passioni (vigneti e profumi) per produrre qualcosa di nuovo. Sono nati 4 profumi molto piacevoli: Terre de Sarment, che sa di vigneto che si scalda al sole, la terra umida che si risveglia al tocco dei raggi, i chicchi di uva che si addolciscono e maturano al caldo, con un tocco di mirra che lo rende ultraterreno. Passion Boisè è un legnoso ricco di cedro, vigoroso, è quello che lui stesso (Monsieur Frossard) indossa. Caravelle Epicèe invece racconta di quando anche i cinesi, avendone imparato l’uso dagli inglesi, decisero di importare il prodotto dei vigneti nel loro Paese. Ma 4 settimane di mare, o di carovana sotto il sole, facevano irrancidire il vino e così tenta e ritenta decisero di distillarlo, creando appunto il Cognac. Il profumo sa di “via delle spezie”, con cumino, cardamomo, zafferano ed atre spezie, che si fondono tra loro in un insieme caldissimo e confortante, audace e ricco di fascino. Il nuovo profumo, dal nome “1270”, è stato in realtà il primo ad essere creato: la loro profumiera Faugier aveva lavorato accanto ad un tecnico di Robertet (azienda specializzata nella basi, soprattutto naturali, con sede in Provenza), ma la fragranza visse una vita brvissima: ci furono litigi familiari, una fuga con sbattimento di porta, la formula del profumo scomparve e la produzione venne fermata. Nel frattempo gli altri 4 profumi vennero creati e distribuiti. Il tempo avrà portato pace nella famiglia (spero), oppure i soldi avranno aiutato il compromesso. Non lo so, ma comunque, finalmente possiamo goderci il primo Frapin, “1270” che ha come secondo nome “Folle Blanche” dal tipo di vitigno da cui si ricavava un certo tipo di Cognac, che ora credo non venga più utilizzato. Rispetto alla raffinatezza delle sue 4 sorelle, 1270 è più “piaciona” di immediato impatto, con un mix di patchouli, caramello, e qualcosa di dolcemente alimentare in fondo, che la rende piacevolissima, calda e confortevole, anche se non particolarmente originale o riflessiva. Mi è piaciuta molto, però, e so che finalmente è in distribuzione in questi giorni nei negozi. Se vi capita di fare un giretto in qualche bel negozio, provatela.

Ringrazio molto Monsieur Frossard per il tempo e per le storie affascinanti che mi ha raccontato!

ENGLISH TEXT
During Pitti Immagine Fragrances, in September, I had the pleasure of meeting Monsieur David Frossard, President of Differentes Latitudes (here's his website), which distributes several niche brands in France. We talked mainly of what is really “his” line: Frapin. Frapin ancestors count the great French writer Rabelais (you can enlarge the family tree above); they have been producing Cognac since 1270, and their Grand Cru is received innumerable awards and is extremely exclusive; it’s in the wine list of 23 out of 25 three-star-Michelin restaurants in France. You’ll find all the info in Frapin’s website. When the Universal Exhibition took place in Paris in 1889, President Gustave Eiffel awarded Cognac Frapin the Gold Medal, but complained the family made too little of it. He was answered this was due to the roof of their shed: wind and the bad weather kept opening it and part of the crops were constantly blown away. So Monsieur Eiffel (yes, the Tour’s) studied a different roof, with a metal structure which didn’t fly away dispersing precious grapes. The roof is still there, and when touring those lands you’ll see it. He, David, is a charming young man with an unassuming attitude I liked very much... if my family owned a Cognac vineyard for eight centuries and my house was roofed with an Eiffel’s model, well I’m not so sure I would succeed in being so humble and quiet. Perhaps those who have real reasons to be snobbish are not, and those who would like to have reasons, are. Real snobbery may be in simplicity? Or perhaps arrogance is considered perfectly chic only in Italy? Anyway, we spent a good half hour chatting about Cognac. I was told that, just as in blended whisky, also in Cognac outputs of different years with different olfactory and taste characteristics are mixed together. The person in charge of selecting which years are going to be put together because their flavours will strengthen and highlight each other, must have the ability of a trained “nose” or perfumer, and in fact their current expert, Jean Marie Faugier, after years in the vineyards went to Isipca (Institute for Perfumery, cosmetics and aromas located in Paris) to study perfumery. Just dropped out from Isipca, she met the Frapin family and together they planned to combine their passions (vineyards and fragrances) to produce something new. So Terre de Sarment and the others from this line were born. Terre de Sarment smells of vineyard warmed by sun; the moist earth awakens at the touch of the rays, grains of grapes ripen and soften in the heat; a touch of myrrh makes them unearthly. Passion Boisèe instead is a rich, vigorous cedar wood, Monsieur Frossard’s personal choice. Caravelle Epicèe evokes the times when the Chinese, having learned the use by the British, decided to import the product of vineyards in their country. But 4 weeks of sea or caravan under the sun, made wine rancid, and so they decided to try with steam distillation, creating precisely Cognac. Spices, with cumin, cardamom, saffron, fuse together in a warm and comforting way, but bold and charming. The new fragrance, named "1270", was actually the first to be created by Faugier working alongside a Technical from Robertet (company specializing in raw materials, especially natural, located in Provence) and it lived a short life: after a series of family disputes a door was slammed and the formula of the scent disappeared, so production stopped. The other 4 fragrances were then created and launched. Time has brought peace in the family (I hope), or money has helped compromise. I don’t know, but finally we can enjoy the first Frapin, "1270" which has as its second name bears "Folle Blanche" from the grape that gives a certain type of Cognac, which I believe is no longer used. Compared to the sophistication of its 4 sisters, 1270 is of more immediate impact, with a mix of patchouli, caramel, and something sweet and foody at the bottom, which makes it very pleasant, warm and comfortable, though not particularly original or meditative. I liked it very much, though. Finally, 1270 is being distributed in these days in stores. It’s definitely worth trying!
Monsieur Frossard, thank you for the time you spent telling me your fascinating stories!

28 ottobre 2008

Karanal


Quando ho acquistato Terre de Sarment di Frapin, un paio di mesi fa, l'ho fatto di getto, affascinata da una nota particolare che avevo già sentito, ma mai bene e in evidenza come qui. Qualcosa di potente, con una personalità così forte che da sola bastava a suggerire l'idea del legno invecchiato, dentro cui ha riposato a lungo del cognac. Legno, canfora, caramello, frutta matura. La descrizione della fragranza evoca esattamente la sensazione che mi dà quella nota. Non sapevo cos'era, ma tutta la composizione vi ruota come intorno a un perno, in un modo così armonioso che per me era stata motivo sufficiente per comprare subito il profumo.

Qualche giorno fa ho ordinato un altro quantitativo di molecoline sintetiche da studiare dal solito sito americano The Perfumer Apprentice, ed ero in attesa di ricevere la scatola con l'ordine.
Oggi arrivo a casa, inizio ad aprire la scatola e... Bam! Quell'odore. Non dentro alla fragranza che mi piace tanto, ma da solo. Così preciso e perfetto da farmi scatenare i battiti del cuore. Uno dei piccoli flaconi di vetro deve aver perso una goccina di contenuto, che ha aromatizzato il pluriball e quindi tutti gli altri flaconcini. Ho iniziato ad aprire l'involucro di pluriball e siccome non facevo abbastanza velocemente (Linda è un'artista dell'imballo) ho preso a lavorare di forbici. Quando tutti erano lì in bella mostra davanti a me, ho cercato quello inumidito. Sono andata in una stanza neutra e l'ho aperto. Lì per lì avevo il naso pieno e non riuscivo a capire se avessi scelto quello giusto. Poi ne ho messo un po' sulla pelle (anche se non avrei dovuto, la concentrazione è maggiore di quelle a cui la nostra pelle è abituata) e ho aspettato un momento. Era proprio lui: Karanal.
La foto è mia, presa davanti ad una distilleria scozzese.

24 ottobre 2008

Elle - ottobre


Su Elle di ottobre c'è un articolo a cura di Mariangela Rossi (autrice del "Libro del profumo") , che fa il punto sulle novità presentate a Firenze.
Cita anche il nostro blog, come luogo per scambiarsi opinioni in rete, e la ringrazio molto per questa piccola attenzione.

Cliccate sull'immagine per ingrandirla!

Sondaggio: Scusi, che profumo indossa?


Io lo sapevo già, che i frequentatori di questo luogo amano condividere le loro scoperte profumate, e quindi non mi sono sorpresa troppo nel vedere i risultati del sondaggio: il 79% + il 6% non ha problemi a dire quale profumo usa se qualcono lo chiede, e anzi alla maggior parte fa piacere quando qualcuno nota che indossiamo qualcosa di speciale e ci chiede cos'è. Così ci dà la possibilità di parlare della nostra passione. Non so a voi, ma a me succede così di rado! E' più facile che la gente noti qualcosa che non gli piace, piuttosto che qualcosa di piacevole.


Per qualcuno però la richiesta va un pò troppo sul personale e il 4% e il 9% preferiscono non dirlo, anche se per motivi diversi. Da un lato il fastidio per l'invadenza di chi chiede: Coco Chanel diceva "Non ho alcun bisogno di dichiarare quale profumo indosso. Il mio profumo si annuncia benissimo da solo". Dall'altro lato, una fragranza da amare, che ci somigli, che possiamo considerare "nostra" può essere frutto di una ricerca lunga e tortuosa, e quando l'abbiamo finalmente trovata, condividere il segreto significa tradire un pò il senso di questa ricerca.


L'ultima risposta "Lo trovo offensivo: come se mi avesse chiesto se porto o no le mutande!" l'ho inserita perchè io stessa ho visto una volta, una reazione abbastanza forte, e quindi ho pensato che per alcuni il profumo ha un valore talmente profondo da sentire offesa la propria intimità, se qualcuno invade quello spazio. Ce lo volete raccontare meglio?

E poi resta il 6% che deve ancora parlarci delle sue reazioni. Allora? le aspetto!

20 ottobre 2008

La nuova Insolence edp


Ieri sono andata in una profumeria amica -non di nicchia- per annusare un pò di novità e per controllare se fosse uscita la nuova edp di Insolence (Guerlain). Di Insolence avevo parlato già qui e qui, ma ora la formula dell'edp è stata modificata ed è da un pò che la cerco: Luca Turin nell'appendice alla sua Guida aveva scritto di averla sentita così migliorata da darle 5 stelle. Sublimemente volgare, la definisce lui.
Diciamo subito che a me Insolence piaceva da matti fin da subito, avevo una piccola edt e 30 ml di estratto che ho finito entrambi, quindi l'evoluzione della fragranza la conosco bene per averla indossata a lungo. Quello che in Guerlain volevano migliorare, probabilmente, erano le note di testa, definite da più parti (e dallo stesso Turin) nientemeno che "lacca per capelli". Sembrava che queste note iniziali disturbassero una composizione che altrimenti sarebbe risultata perfetta. Sarà. In realtà quelle note duravano giusto 5 secondi, il tempo di evaporare e lasciare campo libero ad un accordo fiorito-fruttato inusuale e particolarmente incasinato-confuso senza evoluzione. A me piaceva tanto proprio per questo: a volte non c'è veramente bisogno di essere chiari e concisi, la creatività non ha bisogno di essere sempre perfettamente nitida e rispettosa di tutte le regole compositive. Un pò di ribellione all'estetica dominante del "tutto perfettamente cesellato, pulitissimo, netto", per me ci stava benissimo. Rendeva interessante la fragranza. E la rendeva ironica, con una leggerezza che oggi si sente poco: molte fragranze si prendono decisamente troppo sul serio.
Probabilmente questo profumo era stato creato per le figlie delle signore fedeli al marchio Guerlain; sempre probabimente, in Guerlain si saranno accorti che lo indassavano più le madri che le figlie. E che le madri lo avrebbero ricomprato volentieri, ma avrebbero gradito meno fru-fru e più "adultità", meno rosa confetto e più viola seduttrice. Detto fatto, la nuova versione di Insolence edp è sempre lei, vivace e fiorita-fruttata, ma le hanno dato un bouquet di steroidi per farla crescere in fretta, poi l'hanno vestita con un abito viola da sirena, le hanno arrochito la voce, le hanno messo in mano un bocchino lunghissimo con una sigaretta in fondo e l'hanno buttata in scena. Il risultato è buono, anzi, forse addirittura migliore della precedente versione, e senza dubbio il più interessante profumo di Guerlain da anni e anni. Bravi: è più indossabile, più netto, più setoso, più moderno.
A me però l'adolescente confusa, ribelle e romantica piaceva di più: non ho mai pensato nemmeno per un secondo che fosse svampita o insipida. Aveva una sua grazia ingenua che le faceva vibrare la voce e purtroppo, crescendo l'ha persa.
Ne ho approfittato per prendere una limited edition dell'edt, nel flacone storico di Mitsouko e L'Heure Bleue che vedete là in alto. Con lo stesso flacone sono usciti anche le edp di L'Instant Magic e, udite udite! di Shalimar, in un versione che mi pare si avvicini alla formula originale. Non è la stessa cosa ma mi pare comunque un primo timido tentativo di ritorno al passato, che apprezzo davvero molto.




17 ottobre 2008

Le piramidi olfattive: cose da sapere


La cara Flinndudu ha tradotto da Nowsmellthis queste riflessioni sulle piramidi olfattive, che ho deciso di postare perchè sono assolutamente corrette e le condivido in pieno.
Oltre a lei per la lunga e complicata traduzione, ringrazio Adjiumi e Marinella che mi hanno permesso di linkare la pagina del forum, dove è ospitata la discussione.

Sulle piramidi olfattive, cose importanti e cose inutili.
Ho lavorato per un po' su una sorta di sillabario delle componenti dei profumi ma non ne sono venuto a capo. Per cui ho scritto questo articolo e per risparmiarvi tempo vi riassumo che: non tutte le note della piramide sono nella fragranza e non tutto ciò che compone la fragranza è scritto nella piramide. Tanto per capirsi l'elenco delle componenti (piramide) che troviamo qua e là nel web è fornito dall'ufficio public relations dell'azienda che produce il profumo, nell'intento di dare un'idea del tipo di fragranza o quantomeno di ciò che l'ufficio PR pensa possa descrivere la fragranza. O anche meglio, ciò che secondo loro rende più appetibile la composizione al pubblico. E questo è tutto. Non sono ricette e non sono complete. Qualche volta sono brevi, per esempio Ungaro by Ungaro ha rilasciato una composizione di sole tre note, gelsomino, zafferano, ambra. All'opposto Shiseido di recente ha rilanciato Zen e comunicato un elenco di 20 componenti : pompelmo, bergamotto, pesca, ananas, rosa blu, fresia gardenia, mela rossa, violetta, mughetto....ecc. Non c'è motivo per cui Zen debba contenere più note di Ungaro e neppure il contrario. Potrebbe, o forse no e in fondo non ce ne frega nulla. La piramide di un profumo può cambiare da prima del lancio a dopo, oppure l'ufficio PR potrebbe aver comunicato una certa composizione ai loro punti vendita e una diversa alla stampa anche se la composizione non è cambiata nel frattempo. Ogni tanto si vedono post che dicono "Nel sito X dicono che questa nota c'è mentre nel sito Y non la nominano, chi ha ragione?" la risposta è nessuno o forse tutti e due, forse una è incompleta o forse l'altra ha un elemento in più che descrive meglio com'è la fragranza, insomma scegliete voi o lasciate perdere, tanto è uguale. Nello stesso modo, quando vengono riformulate certe fragranze e si leggono le note olfattive della nuova edizione, la differenza tra la vecchia e la nuova piramide può non avere nessuna relazione con i cambiamenti avvenuti in realtà. Riflette solo ciò che l'ufficio PR gradisce rappresentare come nuova immagine del prodotto. Ovviamente non raccontano che il prezioso gelsomino di Grasse è stato sostituito da uno ben più economico e che parte o interamente è diventato una dozzinale molecola sintetica. Così come non allarmeranno i consumatori spiegando che il muschio della formulazione originale è stato sostituito con una molecola meno tossica.

Perché la piramide olfattiva non è importante.
Intanto perché non dice tutto quello che c'è dentro. Un altro luogo comune che spesso si trova nei forum è: "Io detesto le aldeidi, quale fragranza non le ha?" Chi risponde elenca tutte le fragranze che non hanno la parola "aldeidi" nella piramide. Ma non funziona così. Ci sono tantissime fragranze che contengono aldeidi ma non le citano nella piramide, (e ci sono moltissimi tipi di aldeidi, a una persona può non piacerne una ma magari un'altra sì, oppure potrebbe nauseare solo se in dosi massicce). Così come ci sono fragranze dove si trova elencato per esempio "pesca" e quella nota è resa con un'aldeide. Anche quando una nota è elencata in piramide non si può sapere con quali molecole questa sia prodotta, così per esempio si dice "il muschio su di me inacidisce, quale fragranza non ha il muschio?" fragranze che non hanno muschi sono pochissime, e ci sono molte molecole diverse per riprodurre il "muschio": ci sono muschi legnosi, fruttati, talcati, puliti (muschi bianchi) muschi metallici...la lista potrebbe proseguire. Con il termine muschio si intendono quindi moltissime molecole diverse e la parola in sè non offre nessuna indicazione su quale sarà l'odore della composizione, e se sulla propria pelle un certo muschio risulta acido non è detto che un altro muschio lo sia lo stesso. Stesso discorso per le note floreali, rosa, gelsomino, tuberosa ecc. Il fatto che il fiore sia citato nella piramide olfattiva non significa che il fiore sia stato usato davvero: può essere un gelsomino naturale, vero, o metà vero e metà sintetico o solo sintetico oppure anche una combinazione di diversi gelsomini sintetici. Può esserci una molecola di sintesi che ha aroma di "fiori" e magari verrà elencato con "gelsomino" nella piramide, così come il muschio anche il gelsomino può piacere in una composizione e non in un'altra, oppure essere presente nella piramide ma non rintracciabile nella fragranza, oppure sentire il gelsomino annusando il profumo ma non trovarlo nella piramide. Spesso i profumieri usano rielaborare le molecole. Per Brin de Reglisse di Hermès Jean Claude Hellena si è rivolto ad un laboratorio di Grasse chiedendo ai colleghi di sezionare un lavanda in 50 distinti gruppi di molecole, li ha annusati tutti e ne ha tolti 5 per trovare la lavanda che voleva. Anche il patchouly usato nella moderna profumeria è stato trattato per togliere quelle note troppo hippy per i consumatori di oggi. Certe persone a cui non piace il patchouly quasi non lo notano in certe composizioni. Troppi trattamenti però rendono le materie prime anche troppo pulite e le composizioni pure. Bisogna sempre ricordare che certe molecole hanno più di una nota e possono essere elencate come entità separate. Le note "legni preziosi, ambra e muschio" possono venire da una sola molecola. Un'altra azienda potrebbe usare la stessa molecola ed elencarla solo come "muschio" oppure "sensual musk", qualcun altro battezzarla "legni esotici". La nota "tuberosa, fiori d'arancio" può essere una unica molecola, così pure "legno, cedro, vetiver". Un aroma che a quanto pare crea confusione è l'ambra. Dopo il lancio di Prada Amber Pour Homme ho visto gente sconcertata dato che nella piramide olfattiva "ambra" non appare proprio. Non c'è un unico singolo materiale chiamato ambra, è un cocktail di note (o un accordo) che può comprendere labdano, benzoino, vanilla fava tonka, o patchouly, tanto per nominarne alcuni. La fragranza può contenere alcuni di questi oppure una sola nota chiamata "ambrata" e l'azienda produttrice può decidere di battezzarla ambra o ambra liquida, o in qualsiasi altro enfatizzante modo.

Perché la piramide olfattiva è importante.
Potreste chiedervi perché rompersi a leggere la piramide olfattiva di un profumo: come consumatore è tutto quello che abbiamo! Ci sono 2/3 fragranze nuove che escono ogni giorno e non posso sentirle tutte, e poi la piramide è in grado di offrire qualche indizio sul tipo di fragranza che eventualmente può essere interessante provare. La "freschezza verde spumeggiante" nelle note di testa del profumo di Gwen Stefani L.A.M.B. mi fanno subito pensare che si apra con note di deodorante per ambienti, e guarda un pò, è proprio così. Posso sentire la pera e il pisello odoroso in Lamb così come scritto nella piramide anche se dentro non ci sono vere pere o piselli odorosi. Comunque "sorbetto alla fragola" e "Pop-corn caramellato" in MissDior Cherie sono un buon indizio che il risultato sarà dolce e fruttato, come è; ho qualche dubbio sull' accordo di "lychee rosso, cotogna dorata, kiwi e cupcake" (nota di Flinn "nel dizionario la parola cupcake significa "piccolo tortino" o "donna sessualmente appetibile" fate vobis...) del profumo di Britney Spears Fantasy. Avrei un sacco di esempi in cui leggere la piramide olfattiva mi ha portato fuori strada, e sicuramente non dice a voi ciò che volete sapere. Questa piramide mi piace: edera verde, mandarino, ninfea, petali di fiordarancio, rosa marocchina, gelsomino sambac, mimosa, pelle di albicocca, ambra, legni preziosi, muschio; ma è della versione ritoccata di Flower Princess di Vera Wang, e avendo già sentito l'originale sono quasi certo che questa fragranza non entrerà nella mia collezione. Insomma con queste piramidi olfattive fateci un po' quel che vi pare, però fidatevi sempre del vostro naso. Se sentite vaniglia ma non è riportata non pensate di averlo sognato, così come se è riportato nella piramide ma non lo sentite non pensate di non aver più naso.


L'articolo in inglese lo trovate qui
Nella foto, le piante grasse sul mio terrazzo, la primavera scorsa.

13 ottobre 2008

Intervista/Interview: James Heeley

PLEASE SCROLL DOWN FOR ENGLISHT TEXT!

Pochi giorni prima dell’apertura di "Pitti Immagine Fragranze" era uscita un’appendice alla Guida di Luca Turin e Tania Sanchez (disponibile qui la prima uscita; ogni 3 mesi ne usciranno altre, a pagamento). Nell’appendice vengono recensite un ulteriore centinaio di fragranze tra cui quelle di James Heeley, che hanno ricevuto tutte 4 stelle (quasi il massimo) tranne la Menta, che ne ha ricevute “solo” 3 . Okay, fino a ieri io Heeley non lo conoscevo nemmeno e oggi è diventato fondamentale imparare il suo lavoro…

L’ho incontrato durante “Pitti Fragranze”; con gli amici che hanno partecipato alla “Sniffa-Pitti” siamo andati nel “Cortile delle rose” proprio per parlare con lui (è fantastico… tu puoi parlare direttamente con i creatori delle fragranze, chiedergli delucidazioni, fare commenti…succede solo qui ed è una ricchezza che il pubblico di appassionati potrebbe sfruttare meglio, perché non succede in altre occasioni).
La prima cosa che potrei dire di James Heeley è che è molto gentile, calmo, timido, meditativo. Pensa sempre a lungo prima di rispondere a qualsiasi domanda, si vede che dà molto valore a quello che dice, ci tiene che il suo messaggio sia chiaro. La mattina ci ritroviamo allo stand di Biotea, dove i ragazzi ci fanno degustare i loro tè meravigliosi. Lui si interessa agli aromi più delicati dei tè verdi e bianchi, fa mille domande, curioso dei luoghi dove sono stati raccolti e dei metodi migliori per esaltarne i profumi. Io lo osservo e penso che è indiscutibilmente un esteta, e ne ammiro la calma zen e la compostezza dei gesti.
Tra le sue fragranze ho apprezzato molto il Cardinal (la migliore della linea secondo molti di noi) un incenso pulito, spirituale, trasparente, che lui ha creato pensando al lino bianco dei paramenti sacri, all’incenso come purificatore per l’aria, e alla luce che filtra dalle finestre. Cercando di fare un paragone, è l’opposto di Avignon (Comme des Garcons), un incenso evocativo di cattedrali medievali buie e umide e Papi vestiti di ermellino e velluto cremisi. Cardinal è rarefatto e luminoso, fiducioso, senza paura del giudizio e della punizione, ma anzi è tutto purezza, luce e pulizia. Molto mistico. Cisto labdano, incenso, vetiver. In qualche modo, mi sembra che gli somigli, per il nitore e la calma olimpica che mostra.
James, cos’è per te il profumo? E’ qualcosa di assolutamente individuale: il profumo che abbiamo scelto deve stare su di noi che lo abbiamo scelto, e lo deve sentire solo chi si avvicina, non deve invadere lo spazio delle persone che abbiamo intorno.
Poi gli chiediamo di Cuir Pleine Fleur, che prende il nome da un tipo di pelle (pieno fiore). Questa fragranza nasce dalla sua ammirazione per Cuir de Russie di Chanel, ma accanto alle note più pesanti, fumose (catrame di betulla), che caratterizzano il trattamento “classico” delle note cuoiate, lui ha immaginato la dolcezza ingenua della mimosa, dell’acacia, della violetta, che gli regalano un appeal più moderno, a cui siamo più abituati.

Da cosa trai ispirazione? Da ricordi ed esperienze personali, come un’estate in Grecia, al mare, come l’odore di una Chiesa o l’odore del Balsamo di Tigre. Ed infatti l’ispirazione per il suo “Esprit du Tigre” nasce dalla frequentazione di un ristorante cinese, in Inghilterra. “Ci andavo spesso, ed ero affascinato dagli aromi che si sprigionavano dalle verdure al vapore e dagli altri piatti. Decisi così di conoscere meglio quel Paese: partii per un lungo viaggio in Cina e me ne innamorai totalmente. Lì i barbieri ti accolgono in un’atmosfera di estremo relax, ti spalmano di olii profumati, ti massaggiano, ti raccontano le loro storie, in un mix di quotidiana intimità ad un tempo molto naturale e affascinante.
Pensavo che questo profumo non avrebbe avuto successo commerciale, e invece… in realtà se si vende bene o no non è così importante, io vi sono comunque molto legato.
Ma anche la natura m’ispira. Compongo cercando di rendere al massimo l’idea di un odore naturale che mi piace, senza però stravolgere l’esperienza reale di quell’odore. Il fico, la menta, la verbena (che costituiscono il cuore di tre sue fragranze) hanno effluvi intensi ma effimeri, scompaiono velocemente; che motivo c’è di allungarli per ore, e quindi di snaturarli, in un profumo? “
Voglio sapere, visto che i suoi profumi si vendono in Paesi diversi, e in particolare negli Stati Uniti, quali differenze sente tra il gusto americano e quello europeo. Lui mi parla della propensione americana per i gourmand, per le fragranze rassicuranti e dolci, e del ruolo dominante che la vaniglia ha nel gusto medio. La vaniglia dona una nota di fondo calda e pesante, che però a lui non piace molto (e infatti mi sembra di non notarla nelle sue fragranze). Inoltre nota il diverso utilizzo dei profumi nei due continenti: noi europei consideriamo normale spendere una cifra anche alta per un profumo che sottolinei la nostra individualità.
Cosa ne pensi di quello che scrivono su di te? Come reagisci alle critiche?
Beh certamente i complimenti fanno piacere e per le critiche…poi ci si abitua. Ma è normale, la profumeria di nicchia permette di esprimere liberamente la creatività senza porre dei freni. Nemmeno economici, visto che non ho un volume di produzione così elevato da dover spendere follie nelle materie prime. Posso usare i componenti che preferisco, per creare i miei profumi. E quando arrivano le critiche… si impara a rimanere sereni.

Alla fine, le fragranze di Heeley mi sono sembrate piacevoli, ben fatte, con un’estetica molto precisa (e visto che Heeley è un soprattutto un designer, me lo aspettavo: ecco il suo sito ). Non lo so se mi hanno convinta fino in fondo, però. Ho visto (e condiviso ) qualche perplessità. Nello specifico, io non le ho sentite “vibrare”. Sono proporzionate, pulitissime, rispecchiano un’estetica contemporanea di armonia e misura che apprezzo, ma più negli oggetti di design, meno nelle fragranze. Heeley ha creato degli oggetti di design da utilizzare col naso: perfettamente scolpiti da ogni lato, lucidi e lisci come le sue creazioni di specchi e di alluminio. Li sento accomunati dallo stesso amore per la nitidezza e la pulizia delle superifci, anzi di più, un vero “horror sporcitiae” (invenzione mia, non cercatelo nei dizionari di latino), una paura dell’ombra, dello sporco, della carnalità. Profumi e oggetti sono aggraziati ed essenziali (come lui!). Ma non so se funzionano per me. Nelle fragranze un po’ di sporco, un po’ di “eccesso” mi ci vuole, me le rende più preziose.
Siccome ho grandissima ammirazione per Luca Turin che mi ha insegnato un mare di cose, credo che andrò a risentirle tutte, perché se lui dice che sono fantastiche e a me sembrano “semplicemente” buone, allora voglio approfondire. Magari si tratta di dargli un pò di tempo in più. Oppure abbiamo gusti diversi. In ogni caso, mi sembra assolutamente che valgano l’approccio "meditato". Grazie James, è stato un onore ascoltarti raccontare la tua arte!

ENGLISH TEXT
A few days before the opening of Pitti Immagine Fragranze Luca Turin and Tania Sanchez released the first addendum to their book (available here for free, issues will come out every 3 months). A hundred fragrances are reviewed, including James Heeley’s ones, which were awarded 4 stars (near the maximum score) each, with the only exception of the Mint, which received "only" 3. Okay, until yesterday I didn’t know anything about Mr. James Heeley but now, learning his work has become essential...
So off I went, with friends who came to visit "Pitti Fragrances”, to the “Roses courtyard” to meet and talk to him (it's amazing... you can meet the authors of your favourite fragrances; you can ask clarification, make comments... it only happens here at Pitti, and this is an asset that perfumistas could make better use of, because it happens on no other occasion). The first thing I say is that James Heeley is very gentle, refined, quiet, meditative. He thinks long before answering any questions, he clearly values what he says, and wishes to make his message clear. In the morning I had already met him at the Biotea stand, where the guys introduced us to their wonderful teas. Mr. Heeley was showing interest in green and white teas, sniffing the delicate aromas, asking questions about the places of picking and the best methods to enhance their fragrance. I was enchanted by his zen, calm gestures and behaviour. Among its fragrance, I particularly appreciate Cardinal (the best of the line according to many participants to the tour), a clean incense, spiritual, transparent, that he conceived around the concept of white linen which sacred vestments are made of, purifying incense, and the light filtering through ornate glass windows. Venturing a comparison, I would say it’s opposite from Avignon (Comme des Garcons), an incense evoking medieval cathedrals, dark and damp clothes and Popes in crimson velvet. Cardinal is rarefied and bright, confident, without fear of religious punishment, it’s all about purity and light. Very mystical. Cistus labdanum, incense, vetiver. Somehow, I sensed a resemblance between the perfume and its composer, both share a serene attitude.

James, what is Perfume for you? It’s something absolutely personal: the perfume we choose must stay on us, and only those we allow to get nearer should smell it; it ought not invade the space of people around us. Then I asked him about his creations, starting from Cuir Pleine Fleur, which takes its name from a type of extremely soft kin suede. This fragrance was born from his admiration for Cuir de Russie (Chanel), but next to heavier, smoky notes such as birch tar, which characterize the classic treatment of leather notes, he imagined the naive sweetness of mimosa, acacia and violet, which give a contemporary appeal we are more accustomed to.
What are your sources of inspiration?
“Memories and personal experiences, like a summer in Greece, the smell of the sea, of the inside of a Church, or that of Baume du Tigre”. And in fact his "Esprit du Tigre" was the result of his dining at a Chinese restaurant in England. "I went there very often, and I was so fascinated by aromas wafting from the steaming vegetables and other dishes that I decided to learn more about that country. I left for an extended trip to China and I got totally in love. There are barbers welcoming you in an atmosphere of ultimate relaxation, they spread fragrance oils on your skin, then start massaging you while telling their stories, in a sort of daily intimacy which was at the same time very natural and charming. I thought this scent would not enjoy commercial success, but in reality... in the end it’s not so important whether it sells well or not, I’ll always be very bound to it. But also Nature inspires me. I try to conjure the idea of a natural smell I particularly like, but without distorting the actual experience of the real smell. Fig, mint, verbena (which constitutes the heart of three fragrances in his line) allow a very intense but ephemeral experience, disappearing quickly, and there’s no reason to stretch it for hours in a scent, thus distorting it".

Since his perfumes are sold in different countries I wanted to know if he finds significant differences between American and European tastes. He talks about an American soft spot for gourmand, reassuring fragrances, and the dominant role that vanilla enjoys in average in taste. Vanilla offers a hot, warm base note, but he doesn’t like it very much (and in fact I seem not to notice it in his compositions). He also adds that Europeans are ready to spend more in scents emphasizing individuality.
What do you think about what people say/write about you? How do you react to criticism? Well of course compliments are flattering and criticism... you get used to it after a while. But it’s normal, artistic perfumery is about freely express creativity, without brakes. Even economic brakes: I produce small quantities, and this allows me to use raw materials I prefer, in order to express my ideas. And when I get criticism... I learnt to stay cool. In the end, I liked Heeley’s fragrances: I found them pleasant, well built, with very specific aesthetics (and this is due to the fact that Heeley is primarily a designer: this is his site). I don’t know if they have completely convinced me to the end, though. They are proportionate, clean, reflecting a contemporary taste for harmony and measure that I admire, but more in the design items, and less in fragrances. Heeley has created design objects to be enjoyed by nose: perfectly sculpted by each side, glossy and smooth as his aluminium designs. They share the same love for neatness and cleanliness, even more, a true "horror sporcitiae" (my invention, don’t search a Latin dictionary for it), a fear of darkness, of dirt and flesh. His perfumes and objects are graceful and essential. But I dont’ know if they work for me. A little dirt, a little excess would make them more valuable to me. But I have great admiration for Luca Turin, he taught me a whole world of things, it will be my pleasure smelling them again, probably they need more time, and deserve a more "meditative" approach.
Mr. Heeley, thank you for sharing your views with me, I felt honoured!