8 luglio 2008

Black (Bvlgari)


Ho avuto il permesso di tradurre qualche recensione dal volume di Luca Turin e Tania Sanchez, “Perfumes, the Guide” (e li ringrazio tantissimo), e ho pensato di dedicarmi a quelle fragranze che hanno preso 5 stelle. Inizio con Black, di cui Turin ha scritto cose meravigliose in diverse occasioni.

Black (Bvlgari) ***** gomma bollente
Alcune delle migliori fragranze della storia sono costruite su precari equilibri tra due componenti contrastanti: l’accordo vaniglia-vetiver di Habanita e quello agrumi-ambra di Shalimar. In questo modo la loro tavolozza emotiva può espandersi, e quando il lavoro è eseguito bene, permette loro di odorare diversamente da momento a momento, da stato d’animo a stato d’animo, come se avessero sempre qualcosa di nuovo e di giusto da raccontare. In altre parole sono interessanti, non semplicemente belle.
Uno dei miei amici cercava di convincermi che un certo tipo di riso Carnaroli, che lui usava per i suoi risotti, possedesse una specie di primordiale intelligenza, in grado di adattarsi alle sue intenzioni culinarie. Potrei allargare questa intuizione a questo profumo: Black possiede una mente pensante. La sua creatrice è uno tra i migliori talenti dell’industria profumiera, Annick Mènardo di Firmenich. Avendo esaurito tutti gli accordi binari, lei è riuscita ad inserire una terza dimensione, e infatti Black si estende nello spazio su tre assi: una spessa, solida nota di ambra dolce, una nota fiorita anni ’50 (salicilato di benzile) vicina a Je Reviens e verde come la lampada da tavolo di un bancario, e per finire un accordo fresco di gomma, pungente-polveroso, che ricorda i negozi specializzati nella riparazione delle gomme da bicicletta. Appena spruzzato, Black ti colpisce con queste tre melodie in perfetto contrappunto. Quel che impressiona, è che nella sua struttura mancano sia le note di testa che quelle di coda: la Ménardo è riuscita a rendere quest’armonioso contrappunto di accordi indipendente dallo scorrere del tempo, ma molto sensibile alle piccole variazioni nel nostro modo di percepirlo. In momenti differenti Black risuona come l’inno di battaglia delle Amazzoni, in altri ricorda la morbida tappezzeria verde smeraldo del palco di Napoleone all’Opera, mentre in altri è dolce e diretto come un sorriso.
Possiede quella bella combinazione tra struttura ossea potente e una pelle soave, tipica della profumeria vecchio stile, e tutto questo pur essendo una fragranza nuova e modernissima. Alcune cose si impegnano ad essere dei classici, altre semplicemente lo sono.
Passate una serata con Black e scoprirete che il suo posto è, con Bandit, Tabac Blond e Cabochard, tra le grandi fragranze emancipate di ogni tempo. LT

4 commenti:

Claudio ha detto...

Esatto!...un profumo senza ne capo ne coda ma sicuramente con grande personalità;
a volte gli accordi contrastanti evocano qualcosa di troppo contrastante! per me black è Tokio di notte: cemento e asfalto , e dietro l’angolo un tempio scintoista fra i grattacieli.
Una presenza inquetante nel mio guardaroba :me ne sono disfatto.

saluti

momo ha detto...

Cara B&B, vorrei avere una tua opinione a proposito di Armani privè, in particolare "Rose Alexandrie". Ne hai sentito parlare? Tanti saluti da Momo e Dendrobium !

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ciao Momo e Dendrobium, che piacere avere vostre notizie! Nella collezione Armani Privè, la Rosa è l'unico che non ho ancora annusato: a voi è piaciuto? Che mi raccontate? Degli altri Privè ne avevo parlato più indietro, se clicchi l'archivio qui a destra e scorri mese per mese, troverai il post Armani Privè (ottobre-novembre 2007 mi pare, ma non sono sicura). Ti dirò, non mi sono sembrati memorabili (ma questi sono solo i miei gusti!!!).

Claudio, addirittura inquietante! Forse perchè è difficile individuarne una forma; come se fosse una creatura che si agita nella notte.
aumenta stabilmente

Stefano Plunder ha detto...

Profumo preferito da angelina jolie ed anche il mio..profumo unico che sa di pulito ...una gomma talata fantastica..un profumo dark