17 ottobre 2008

Le piramidi olfattive: cose da sapere


La cara Flinndudu ha tradotto da Nowsmellthis queste riflessioni sulle piramidi olfattive, che ho deciso di postare perchè sono assolutamente corrette e le condivido in pieno.
Oltre a lei per la lunga e complicata traduzione, ringrazio Adjiumi e Marinella che mi hanno permesso di linkare la pagina del forum, dove è ospitata la discussione.

Sulle piramidi olfattive, cose importanti e cose inutili.
Ho lavorato per un po' su una sorta di sillabario delle componenti dei profumi ma non ne sono venuto a capo. Per cui ho scritto questo articolo e per risparmiarvi tempo vi riassumo che: non tutte le note della piramide sono nella fragranza e non tutto ciò che compone la fragranza è scritto nella piramide. Tanto per capirsi l'elenco delle componenti (piramide) che troviamo qua e là nel web è fornito dall'ufficio public relations dell'azienda che produce il profumo, nell'intento di dare un'idea del tipo di fragranza o quantomeno di ciò che l'ufficio PR pensa possa descrivere la fragranza. O anche meglio, ciò che secondo loro rende più appetibile la composizione al pubblico. E questo è tutto. Non sono ricette e non sono complete. Qualche volta sono brevi, per esempio Ungaro by Ungaro ha rilasciato una composizione di sole tre note, gelsomino, zafferano, ambra. All'opposto Shiseido di recente ha rilanciato Zen e comunicato un elenco di 20 componenti : pompelmo, bergamotto, pesca, ananas, rosa blu, fresia gardenia, mela rossa, violetta, mughetto....ecc. Non c'è motivo per cui Zen debba contenere più note di Ungaro e neppure il contrario. Potrebbe, o forse no e in fondo non ce ne frega nulla. La piramide di un profumo può cambiare da prima del lancio a dopo, oppure l'ufficio PR potrebbe aver comunicato una certa composizione ai loro punti vendita e una diversa alla stampa anche se la composizione non è cambiata nel frattempo. Ogni tanto si vedono post che dicono "Nel sito X dicono che questa nota c'è mentre nel sito Y non la nominano, chi ha ragione?" la risposta è nessuno o forse tutti e due, forse una è incompleta o forse l'altra ha un elemento in più che descrive meglio com'è la fragranza, insomma scegliete voi o lasciate perdere, tanto è uguale. Nello stesso modo, quando vengono riformulate certe fragranze e si leggono le note olfattive della nuova edizione, la differenza tra la vecchia e la nuova piramide può non avere nessuna relazione con i cambiamenti avvenuti in realtà. Riflette solo ciò che l'ufficio PR gradisce rappresentare come nuova immagine del prodotto. Ovviamente non raccontano che il prezioso gelsomino di Grasse è stato sostituito da uno ben più economico e che parte o interamente è diventato una dozzinale molecola sintetica. Così come non allarmeranno i consumatori spiegando che il muschio della formulazione originale è stato sostituito con una molecola meno tossica.

Perché la piramide olfattiva non è importante.
Intanto perché non dice tutto quello che c'è dentro. Un altro luogo comune che spesso si trova nei forum è: "Io detesto le aldeidi, quale fragranza non le ha?" Chi risponde elenca tutte le fragranze che non hanno la parola "aldeidi" nella piramide. Ma non funziona così. Ci sono tantissime fragranze che contengono aldeidi ma non le citano nella piramide, (e ci sono moltissimi tipi di aldeidi, a una persona può non piacerne una ma magari un'altra sì, oppure potrebbe nauseare solo se in dosi massicce). Così come ci sono fragranze dove si trova elencato per esempio "pesca" e quella nota è resa con un'aldeide. Anche quando una nota è elencata in piramide non si può sapere con quali molecole questa sia prodotta, così per esempio si dice "il muschio su di me inacidisce, quale fragranza non ha il muschio?" fragranze che non hanno muschi sono pochissime, e ci sono molte molecole diverse per riprodurre il "muschio": ci sono muschi legnosi, fruttati, talcati, puliti (muschi bianchi) muschi metallici...la lista potrebbe proseguire. Con il termine muschio si intendono quindi moltissime molecole diverse e la parola in sè non offre nessuna indicazione su quale sarà l'odore della composizione, e se sulla propria pelle un certo muschio risulta acido non è detto che un altro muschio lo sia lo stesso. Stesso discorso per le note floreali, rosa, gelsomino, tuberosa ecc. Il fatto che il fiore sia citato nella piramide olfattiva non significa che il fiore sia stato usato davvero: può essere un gelsomino naturale, vero, o metà vero e metà sintetico o solo sintetico oppure anche una combinazione di diversi gelsomini sintetici. Può esserci una molecola di sintesi che ha aroma di "fiori" e magari verrà elencato con "gelsomino" nella piramide, così come il muschio anche il gelsomino può piacere in una composizione e non in un'altra, oppure essere presente nella piramide ma non rintracciabile nella fragranza, oppure sentire il gelsomino annusando il profumo ma non trovarlo nella piramide. Spesso i profumieri usano rielaborare le molecole. Per Brin de Reglisse di Hermès Jean Claude Hellena si è rivolto ad un laboratorio di Grasse chiedendo ai colleghi di sezionare un lavanda in 50 distinti gruppi di molecole, li ha annusati tutti e ne ha tolti 5 per trovare la lavanda che voleva. Anche il patchouly usato nella moderna profumeria è stato trattato per togliere quelle note troppo hippy per i consumatori di oggi. Certe persone a cui non piace il patchouly quasi non lo notano in certe composizioni. Troppi trattamenti però rendono le materie prime anche troppo pulite e le composizioni pure. Bisogna sempre ricordare che certe molecole hanno più di una nota e possono essere elencate come entità separate. Le note "legni preziosi, ambra e muschio" possono venire da una sola molecola. Un'altra azienda potrebbe usare la stessa molecola ed elencarla solo come "muschio" oppure "sensual musk", qualcun altro battezzarla "legni esotici". La nota "tuberosa, fiori d'arancio" può essere una unica molecola, così pure "legno, cedro, vetiver". Un aroma che a quanto pare crea confusione è l'ambra. Dopo il lancio di Prada Amber Pour Homme ho visto gente sconcertata dato che nella piramide olfattiva "ambra" non appare proprio. Non c'è un unico singolo materiale chiamato ambra, è un cocktail di note (o un accordo) che può comprendere labdano, benzoino, vanilla fava tonka, o patchouly, tanto per nominarne alcuni. La fragranza può contenere alcuni di questi oppure una sola nota chiamata "ambrata" e l'azienda produttrice può decidere di battezzarla ambra o ambra liquida, o in qualsiasi altro enfatizzante modo.

Perché la piramide olfattiva è importante.
Potreste chiedervi perché rompersi a leggere la piramide olfattiva di un profumo: come consumatore è tutto quello che abbiamo! Ci sono 2/3 fragranze nuove che escono ogni giorno e non posso sentirle tutte, e poi la piramide è in grado di offrire qualche indizio sul tipo di fragranza che eventualmente può essere interessante provare. La "freschezza verde spumeggiante" nelle note di testa del profumo di Gwen Stefani L.A.M.B. mi fanno subito pensare che si apra con note di deodorante per ambienti, e guarda un pò, è proprio così. Posso sentire la pera e il pisello odoroso in Lamb così come scritto nella piramide anche se dentro non ci sono vere pere o piselli odorosi. Comunque "sorbetto alla fragola" e "Pop-corn caramellato" in MissDior Cherie sono un buon indizio che il risultato sarà dolce e fruttato, come è; ho qualche dubbio sull' accordo di "lychee rosso, cotogna dorata, kiwi e cupcake" (nota di Flinn "nel dizionario la parola cupcake significa "piccolo tortino" o "donna sessualmente appetibile" fate vobis...) del profumo di Britney Spears Fantasy. Avrei un sacco di esempi in cui leggere la piramide olfattiva mi ha portato fuori strada, e sicuramente non dice a voi ciò che volete sapere. Questa piramide mi piace: edera verde, mandarino, ninfea, petali di fiordarancio, rosa marocchina, gelsomino sambac, mimosa, pelle di albicocca, ambra, legni preziosi, muschio; ma è della versione ritoccata di Flower Princess di Vera Wang, e avendo già sentito l'originale sono quasi certo che questa fragranza non entrerà nella mia collezione. Insomma con queste piramidi olfattive fateci un po' quel che vi pare, però fidatevi sempre del vostro naso. Se sentite vaniglia ma non è riportata non pensate di averlo sognato, così come se è riportato nella piramide ma non lo sentite non pensate di non aver più naso.


L'articolo in inglese lo trovate qui
Nella foto, le piante grasse sul mio terrazzo, la primavera scorsa.

12 commenti:

ADJIUMI ha detto...

Troppo interessante questa osservazione, tu poi l'hai resa ancora più piacevole e "reale", grazie al tuo stile, ma quante cose vere hai scritto.
Un articolo da stampare e da tirare fuori in tutti quei momenti che ci si trova davanti ai "testoni"...: "vedi? c'è scritto qui"..oppure "ti sbagli, la tuberosa non è presente, non è citata nella piramide".

Davide ha detto...

Innanzitutto ringrazio Barbara e Adjumi per le dritte relative ai campioncini.
Poi, devo adempiere ad una promessa fatta alle commesse dell'Olfattorio di via Brera 23 che erano giocosamente preoccupate di quel che si scriveva su questo blog.
Siccome, studiando ahimé ancora, mi guadagno i soldi per le mie piccole spese facendo lo sguattero il fine settimana in un noto ristorante della mia zona, so benissimo cosa voglia dire un cliente rompiscatole. Nonostante i commessi mi tranquillizzino: "Ma no, guardi... Non si preoccupi: spruzzare è il mio lavoro" a me pesa far pesare la mia esigenza e la mia pignoleria. E perciò giro di profumeria in profumeria, per diversificare la rottura di scatole. Fosse per me mi farei spruzzare tutto. Percepissi reddito quel che mi piace lo comprerei. Però avendo un chiaro vincolo di bilancio e piuttosto bassino, tendo a tergiversare prima di comprare e preferisco andare a colpo sicuro; il che richiede meditazione.
E' per questi scrupoli che sono capitato all'Olfattorio dove mi sono trovato immerso in un clima di amicizia e simpatia e competenza che mi ha veramente colpito. Le due simpaticissime commesse mi hanno fatto giocare con conetti su conetti che poi mi sono portato a casa. Si ha chiacchierato e ci si è io credo divertiti - anzi proprio questo mi hanno poi chiesto prima di salutarci: "Ti sei divertito?". Sì, davvero molto e vi ringrazio.
Addirittura il caso ha voluto che anche io facessi conoscere a loro qualcosa: parlando di incensi si chiedevano come fosse Messe de Minuit di Etro e, guarda un po', ne avevo una mouillette in tasca!
Mi sono sentito veramente poco cliente da spremere. Care amiche, dell'Olfattorio: visto che ho parlato bene di voi sul blog? Tornerò, non presto temo, a divertirmi ancora un po' con altri Comptoir e con le passeggiate di Celine Ellena... (Per B&B: cavolo... sei proprio famosa!).
A onor del vero, però, e per amor d'onestà, debbo dire che ci sono altri due posti in cui sono sempre stato "accolto". Profumo, sempre in via Brera, e non lo dico perché Guido legge il blog. Last but not least la piccola profumeria di via Spadari: dove tra una spruzzata e l'altra, mi son fatto chiacchierate di anche più di un'ora. Il problema è che io che sono squattrinato mi sento ora in debito di almeno un profumo con ciascuno! Eh... Al tempo pian piano mostrerò la mia riconoscenza. Perdonerete la franchezza ma così è: e con voi mi sento di poter essere franco... non come altrove dove mi è capitato di sentirmi "aggredito" tanto da non sentirmi di poter dire di aver sentito in un altro negozio un dato profumo senza temere una reazione di disappunto...

E allora pigliate questa sviolinata come un piccolo ringraziamento per quel po' di divertimento olfattivo che tutti mi avete regalato. Un po' di buon umore in giornate magari un poco oscure.

Giovanni ha detto...

Buongiorno B&B! E complimenti per aver inserito questo articolo nel tuo blog! Sono perfettamente d'accordo con tutto quanto hai riportato. Le piramidi olfattive spesso servono agli uffici marketing per centrare un target di clientela e un po' meno a un consumatore oculato. Purtroppo spesso un consumatore oculato ha avuto poche opportunità di sentire direttamente le materie prime e quindi si creano delle memorizzazioni errate. Comunque penso che l'unica regola da utilizzare sia quella di annusare ed affidarsi al proprio senso estetico e al proprio gusto. D'altra parte un consumatore deve giudicare per se e non è un critico che deve giudicare il lavoro altrui per pubblicarlo su un libro. A questo punto potremmo anche aprire un dibattito su chi le guide le scrive e mette parte del suo gusto personale o delle sue antipatie per scrivere qualcosa che corre seriamente il rischio di orientare i consumi. Ma è meglio non polemizzare... Baci e a presto!

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Adjiumi, grazie tesoro, spero davvero che possa essere utile a qualche riflessione!
Davide, è vero, la differenza tra chi vende semplicemente dei prodotti e chi ha una passione vera per i profumi si vede anche dal modo di trattare chi entra in negozio. In entrambi i casi ovviamente l'obiettivo è quello di venderli, ma vuoi mettere vendere un prodotto, oppure aiutare qualcuno a scegliersi un sogno, un'emozione, un'opera di Bellezza, cercando di farla capire e di valorizzarla attraverso il tuo entusiasmo?

Giovanni, hai ragione, a volte si creano delle memorizzazioni sbagliate, e questo complica ulteriormente il fatto di riuscire a capirsi. Noi possiamo documentarci, leggere, confrontarci, ma alla fine è solo lui, il naso, il sovrano seduto sulla nostra faccia, a scegliere cosa gradisce e cosa no. Per il resto, su cui elegantemente glissi, ho sentito un mucchio di commenti. Molte persone non hanno capito la base su cui poggiano alcune valutazioni... ma anche qui torna la stessa riflessione: se si riuscisse ad estendere la cultura dell'olfatto, ognuno saprebbe valutare da sè...

Anonimo ha detto...

L'articolo l'avevo gia letto in inglese e mi era piaciuto il modo con cui dice verità che a me erano chiare da tempo ma che alla maggior parte della gente sono ignote e comunque anche a chi le conosce fa sempre buona memoria risentirle. Spesso nei profumi vengono usati componenti di sintesi che sono tutto e il contrario di tutto ciò che esiste in natura: magari sono una delle componenti dell'odore di un fiore (ad esempio il damascone che è una nota fiorito-muschiata che si trova anche nella rosa damascena) oppure sono odori che ricordano un bouquet di cose naturali (ad esempio certe aldeidi che hanno un sentore fiorito-fruttato).
Vi svelo un mio piccolo trucco: quando scrivo recensioni di profumi non guardo mai piramidi olfattive prima, lo indosso a differenti ore, in giorni diversi e possibilmente con differenti condizioni climatiche e prendo nota di quello che il mio naso ci sente; solo alla fine controllo le piramidi per vedere quanto la mia piramide personale combacia con quelle pubblicate. è un gioco che mi piace fare e che risulta stimolante: provate a farlo e vedrete :)

Magnifiscent

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Magnifiscent, anche io i profumi li provo come fai tu, ovvero senza leggere niente. Dopo, quando ho annotato le mie impressioni allora vado a cercare le piramidi. E se qualcosa non mi torna, seguo comunque il naso: in fondo lui è stato creato apposta per riconoscere gli odori!

ps
che bello rivederti da queste parti :-)))

gretel ha detto...

A me piacciono profumi talmente diversi sia nell'intensità che nella composizione olfattiva che leggere la piramide non mi interessa più. Preferisco confrontarmi con altri appassionati, dopo aver provato il profumo per qualche giorno e fatto decantare le mie impressioni.
Ma ammetto di essere assai curiosa quando leggo di certe nuove molecole utilizzate: avete notato che mentre alcuni anni fa si sottolineava quanto un profumo fosse "naturale" ora si enfatizza l'utilizzo di molecole riproducenti più che odori...sensazioni tattili?
Annusare un profumo ora non è solo una piacevole abitudine ma un'esperienza polisensoriale.

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Gretel, sì, è vero le sensazioni tattili stanno entrando in profumeria! Evviva!!! Anche perchè certe molecole effettivamente non potresti descriverle se non con metafore, o con riferimenti ad altri sensi tra cui il tatto. Per me il tatto è così importante, io devo sempre toccare tutto: tocco le persone, tocco le cose, le "assaggio" con i polpastrelli, poi le annuso. Il tatto è capace di regalarci sensazioni davvero belle e potenti. Lo pensi anche tu?

Anonimo ha detto...

Eccomi! Bene!
Son contenta che anche a voi sia piaciuto questo articolo! A me ha acceso una lampadina che mi fa guardare le fragranze da un altro punto di vista, molto più personale e se posso dire, più libero.
Se ce lo sento c'è! Evvaiiiii!

:)

Flinndudu

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Flinndudu! Eccoti qui, ancora grazie , grazie...

Mauro ha detto...

molto interessante questa discussione
dove... come sempre, alla fine... si ribadisce che bisogna fidarsi del proprio naso; allenandolo annusando, come un atleta allena i propri muscoli correndo.
A tal proposito.... vorrei esprimere una mia personalissima, e per tanto opinabile, opinione: credo che chi vuole, per diletto, per passione, per hobby, o quant'altro; approfondire quest'argomento verificando anche sul campo; non dovrebbe soffermarsi solo ad annusare composizioni bell'e pronte sugli scaffali delle profumerie; ma dovrebbe sacrificare un po' di tempo e... purtroppo anche di denaro a cercare le materie prime (essenze, assolute, concrete) NATURALI (lasciando stare il mondo del sintetico).
Ogni olio essenziale naturale è già una composizione di per sè; provate a sentire come si trasforma nel tempo una goccia di una qualsiasi essenza su di una mouillette, scoprirete che ha note di testa, cuore e base proprio come un profumo d'alta classe.
All'uopo ho trovato un sito americano che linko http://www.aftelier.com/home.php
parecchio interessante, riguardante appunto i profumi realizzati unicamente con materie prime naturali.
B&B lo conosci?
Che ne pensi?
Un saluto a tutti

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Mauro, hai ragione, imparare a riconoscere le materie prime è molto importante per capire meglio i profumi. E' un allenamento che richiede tempo, pazienza e anche un pò di denaro. Ma quello che si impara ripaga abbondantemente la fatica e tutto il resto. I siti che vendono le materie prime sono molti, e per chi desidera dei corsi interessanti e molto ben fatti da fare qui in Italia, c'è Mouillettes&Co. (basta metterlo in google per essere indirizzati sul loro sito). Però il mio consiglio è quello di non limitarsi alla natura ma di provare anche le materie prime sintetiche, perchè sono sorprendenti e meravigliose come quelle naturali, e molto utilizzate nella profumeria moderna.