31 gennaio 2008

Sniffathona aggiornamenti

Sto lavorando alla possibilità di ottenere costi diversi da quelli di listino per chi parteciperà alla Sniffathona, in modo che chi desidera portarsi a casa qualche fragranza possa farlo senza troppi sensi di colpa. Però ho bisogno ancora di qualche giorno.
Sebbene da un lato stia scalpitando, dall'altro mi sembra che valga la pena avere ancora un momento di pazienza... siete d'accordo?

28 gennaio 2008

Sniffathona: aggiornamenti

Per sabato è in programma la Sniffathona milanese, e senza contare chi è lontano da Milano e aspetta la Sniffathona romana, ecco chi ha manifestato interesse a partecipare (oltre a me e tre-quattro amici):
Grazy,
Diakranis,
Adjiumi,
Armadillo,
Flinndudu
Fiammetta,
Gretel,
Winx,
Ninfea
Adele

I marchi che finora sono stati selezionati sono:
Nasomatto,
Etat Libre d’Orange,
Mona di Orio,
Blancheide,
Maitre Parfumeur et Gantier,
Bond N.9,
Parfumerie Generale
Parfums De Nicolai
Divine

Non so se riusciremo a farci stare proprio tutto, ma a questo punto, se ci sono altri partecipanti o se ci va di annusare anche qualcos’altro, diciamocelo!

Il programma è questo: ci troviamo per le 11-11.30 in centro (ce lo diciamo bene giovedì o venerdì, dipende anche dal giro che facciamo) e per le 4 abbiamo più o meno finito, così chi arriva da fuori Milano come me, ha tempo per rientrare con calma.

22 gennaio 2008

Sacre Bleu (Parfums De Nicolai, 1993)


Sacre Bleu che buono!
Ne avevo ordinato un sample dagli amici tedeschi un po’ di tempo fa, ed era tra quelli che mi avevano colpita, così l’ho provato più volte soprattutto la sera, quando secondo me dà il meglio.
Mi è piaciuto molto indossarlo quando fuori è buio e la giornata si avvia alla fine; non è una fragranza brillante ed energetica; Sacre Bleu è un legnoso-fruttato notturno, meditativo, pacato, come “disinnescato”, che verso il finale si addolcisce fino ad un sussurro a fior di pelle.
Dura esattamente il tempo necessario per la doccia, la cena, una lettura o la tv. Poi vai a dormire e quel che ne resta ti fa sentire come accoccolata nella seta.
L’avvio è intenso di bacche rosse, gelsomino e tuberosa, che a dirla così potrebbe sembrare una marmellata stucchevolmente forte, e che invece esprime un’eleganza e una sobrietà insolite, per il bilanciamento con il garofano e la cannella. Il finale è dolcemente boscoso di patchouli, sandalo, fava tonka, balsamo del Perù e vaniglia. Abbarbicato a tutta questa dolcezza, un incenso che più raffinato non si può. Mi ricorda l’incenso dei profumi Amouage.
In questo profumo c’è una nota antica e maestosa di legno e ciliegie nere che sento anche in Luctor et Emergo; dev’essere qualche molecola sintetica che non conosco che mi dà una sensazione di profondo benessere, o magari saranno i frutti rossi-patchouli-incenso. Legno antico e ciliegie nere, non so spiegarlo meglio di così.
Presente e intenso, è comunque un profumo senza scìa, che non si discosta molto dalla pelle.

Un profumo da usare per sé stessi e per chi ci sta a meno di un metro.

Il costo è abbordabilissimo (34 Euro il 30 ml, edt), si trovano nei negozi De Nicolai di Parigi e Londra, o sul loro sito http://www.pnicolai.com/


19 gennaio 2008

Chinatown (Aurelien Guichard for Bond N.9)


PLEASE SCROLL DOWN FOR ENGLISH TEXT!

Laurice Rahme ha creato il marchio Bond N.9 con l’idea di evocare i panorami olfattivi di diversi quartieri di New York, ma dubito che Chinatown sappia realmente di frutta caramellata e legni: se la vera Chinatown ha odori simili a quella che ho visitato io a San Francisco, direi che non c’entra niente con il contenuto del flacone. Forse in questo profumo c’è l’immagine di Chinatown che può avere chi frequenta un ristorante cinese… Ma non è una critica, mi piacciono molto sia il profumo che il suo nome.
A dirla tutta questa fragranza riscuote un grande successo, sono molti gli amici che me ne hanno parlato con entusiasmo, è uno dei tre best sellers di Bond, e io sono assolutamente d’accordo: questo profumo orientale-fiorito-fruttato, gourmand direi, non ha niente di infantile, innocuo o indefinito, e in questo è diversissimo dalla maggior parte dei fioriti-fruttati che ci sono in giro. Non è affare semplice, mettere odor di frutta in un profumo senza renderlo banale o adolescente, specialmente se non ti chiami Guerlain. Il creatore è Aurelien Guichard di Givaudan, che ha rivisitato Baghari di Piguet (che io adoro).
Chinatown ha una partenza golosa (la piramide dice fior di pesco, ma io sento frutti rossi …) accanto a fiordarancio, peonia, gardenia ed una tuberosa quasi caramellata dalla vaniglia. La sensazione gourmand con le ore si attenua e viene affiancata da legni come cedro e patchouli e una spezia, il cardamomo, che ne rende il finale quasi balsamico, e comunque sempre dolce.
Il risultato è squillante come uno scoppio di risate a voce alta, mi emoziona ogni volta che lo indosso proprio per il suo ottimismo, la sua “spinta”. E’ moderno, creativo, entusiasta…io l’ho sentito come il fratello esuberante, meno presuntuoso e notturno di Angel. Non perché si somiglino in qualcosa, è solo una sensazione che mi danno, li sento vicini ma diversi.
Non è un profumo che si sviluppi molto, non fa dei “salti”, delle trasformazioni radicali; è cucito a maglia stretta, tanto che i cambiamenti si avvertono più come variazione nel tono, che nella melodia.
La persistenza poi, è favolosa. Sulla pelle anche 6 ore, sui vestiti….mammamia! L’altra sera l’ho indossato prima di andare a dormire e per le due sere seguenti l’ho avvertito chiaramente sulla maglia.
Mi piace immaginarlo su una donna dei nostri tempi, niente fatine o principesse, ma una donna vivace, ottimista, sicura di sé. Per leggere la recensione di Adjiumi, clicca qui



Foto da: http://www.cantoneseoption.biz/

ENGLISH TEXT
Laurice Rahme created “Bond N.9” to offer olfactory views of New York neighborhoods, but I doubt that real Chinatown is scented with caramel and fruity woods: if the real Chinatown smells similar to the one I visited in San Francisco, I’d say it has nothing to do with the content of the bottle. Perhaps this perfume portrays the ideal Chinatown the one perceived by clients of Chinese restaurants... But it's not a criticism, I liked very much both the perfume that its name. This fragrance collects huge success, many friends are enthusiast about it with, it’s one of Bond’s three best sellers and I absolutely agree: this fruity oriental -gourmand I’d say- is nothing childish, harmless or indefinite, as most of the fruity fragrances around. It’s not easy to put fruit smell in a scent without getting trivial or teenager, especially if your name is not Guerlain.
Its author is Aurelien Guichard of Givaudan, who revisited also Piguet’s Baghari which I found amazing. Chinatown has a tasty departure (the pyramid says peach flowers, I detect also fruits) next to fleur d’orange, peony, gardenia and a tubereuse almost caramelized by vanilla. The gourmand dims hour after hour and is accompanied by cedar and patchouli and spiced by cardamom, which makes the base balmy and sweet. The result sounds like a loud burst of laughter, I thrill every time I wear it for its optimism and "push". It’s modern, creative, enthusiastic... A sort of Angel’s exuberant but less presuming brother. Not because it’s somehow similar, it's just a feeling I get, as if they were close but different. The scent doesn’t develop so much, doesn’t "jump", and changes are in tone, rather than in melody. The persistence is astonishing, at least 6 hours on skin and days on clothes... I wore before bedtime and the following two evenings I detected it easily on the sweater I was wearing. I’d like it on a woman of our times, no fairies or princesses, but a lively individual, optimistic, self-confident.
Photo by: http://www.cantoneseoption.biz/

Un Lutens da Parigi!

Non ce l'ho ancora ma mi è stato promesso. Un'amica se ne fa già portare uno per lei e le ho chiesto la gentilezza di chiedere se potevano portargliene due anzichè uno e le hanno detto di sì!!!
Così è iniziata l'attesa, con tanta pazienza.
Vediamo se qualcuno indovina qual'è? Non vi dò nemmeno un indizio (anche se, arrivando da Parigi, non è nella linea export).

16 gennaio 2008

Pulizia

Ho ripulito la casella dei commenti arrivati: mano a mano che mi scrivete io li pubblico e quindi escono dalla casella. Ma in questi mesi me ne avete mandati una dozzina privati: richieste di info, di scambio fialette, commenti inviati doppi per errore ecc. Li ho cancellati e quindi li riceverete nelle vostre caselle come "rifiutati". Lo dico perchè come sapete non rifiuto mai nessun commento e pubblico tutto quel che arriva, e non vorrei farvi fare un salto sulla sedia!

12 gennaio 2008

Inoui (Shiseido, 1977)


Nei giorni intorno a Natale chiacchieravo con mia madre di profumi, ed è venuto fuori che ha ancora una bottiglia mezza piena di Inoui! Così mi ha portata in camera e me ne ha spruzzato un pò sul polso. Pum! La memoria si è riaccesa su un periodo ben definito della mia infanzia, giusto intorno ai 7-8 anni. Che flash!
Shiseido aveva lanciato questa fragranza nel 1977 per un pubblico occidentale, e da molti anni non è più in produzione. Le equipes giapponese, americana e italiana lavorarono insieme per costruire un elisir odoroso che una donna occidentale “in carriera” avrebbe apprezzato. Questo significa che Inoui, creato da un’azienda giapponese per il mercato occidentale, ha percorso al contrario la strada che le aziende europee e americane fanno oggi nel cercare di conquistarsi una fetta di mercato in Estremo Oriente. Interessante, mi sembra.
Le note nella composizione sono molte e molto ricche, con una nota verde e pesante di galbano che si sente per tutto il tempo, mentre limone, pesca e bacche di ginepro rendono stimolante l’avvio, fresia e gelsomino danno luce e appena un tocco di gentilezza al cuore, aghi di pino, timo, legno di cedro, mirra, zibetto, muschio e muschio di quercia rendono boscoso e aromatico il fondo, che resta sulla pelle un giorno e più. Mia madre dice che il giorno dopo migliora, e che bisognerebbe spruzzarlo prima di andare a dormire, così al risveglio starà dando il meglio di sè. Ha ragione: gran parte del fascino di questo profumo deriva proprio dall'accordo di fondo.

Di cosa sa, come impressione globale? Prendete l’Eau Dinamisante di Clarins e incrociatela con Must di Cartier. Il risultato secondo me si avvicina: niente romanticismo, timidezza o meditativa essenzialità nipponica, questo profumo parla di qualcuno con le idee chiare e un innato buon gusto, capace di osare comportamenti fuori dagli schemi, con una personalità originale e decisa, da prendere così com’è: o la si ama o la si odia.

Non so perchè, ma l’associo alla voce sorprendentemente rauca e sensuale di Kim Carnes (fine anni ’70. Allora forse non è una sinestesia ma un vero e proprio ricordo? Mah!).

In realtà, un profumo come Inoui in Giappone sarebbe un flop oggi, e lo sarebbe stato ancora di più 30 anni fa: a parte che i giapponesi non impazziscono per i profumi da indossare –la loro cultura predilige la profumazione degli ambienti più che della persona- semmai si orienterebbero verso qualcosa di aereo, che scompaia dopo poche ore. Una cosa come questa li farebbe stramazzare a terra nella vergogna.
Invece da noi non so come sia stato accolto 30 anni fa, ma oggi (dopo aver conosciuto Opium, Paris, Poison, Giorgio, Must e tutti gli altri usciti negli anni ‘80…, dopo gli acquatici-eterei della metà degli anni ’90, e i fruttati-vanigliati-innocui di oggi) quel che mi colpisce è più che altro la ricchezza delle note che lo compongono, che permettono un viaggio olfattivo lungo e articolato, molto affascinante.

Qualche profumeria online vende il flacone intero a prezzi assurdi. E’ un profumo singolare, ma secondo me non vale così tanto. Se ne approfittano perchè è fuori produzione. Secondo me se ve ne capita un flacone mignon per rispolverare ogni tanto vecchi ricordi, o se desiderate un decant per “scopi didattici” è ok, altrimenti lasciate pure perdere e pensate ad altro.

10 gennaio 2008

Sniffathona

E’ da un po’ che mi frulla in testa un’idea meravigliosa: una Sniffathona. Cioè una maratona delle sniffate. Un po’ perché nei blog americani che leggo le fanno continuamente e oltre a guadagnarci in competenza sembrano divertirsi un mondo, un po’ perché a Pitti Fragranze ne avevamo parlato con entusiasmo con più di un importatore dei marchi che ci piacciono, ed erano disponibilissimi a mettere a disposizione spazi e persone per farci apprezzare al meglio le loro fragranze. Mi hanno detto che quando vogliamo partire, loro sono a disposizione. Certo che hanno un interesse di tipo commerciale! Il guaio con i profumi di nicchia è che quando li incontri poi rischi di innamorartene sul serio, con gravi danni al portafoglio, e dal loro punto di vista più gente la conosce e l’apprezza, più salgono le vendite. Il mio interesse invece, è quello di far conoscere -o far approfondire- la magìa della profumeria artistica a chi la conosce poco o per niente; portare il Bello alle narici di più gente possibile. Sono convinta che avere intorno più Bellezza da godere con tutti i sensi, renda più ricca e intensa la vita delle persone. Mi piacerebbe allargare la rete di appassionati capaci di criticare appassionatamente le creazioni che le Case propongono, e imparare a riconoscere chi ci offre qualcosa di unico e chi invece ci propone una schifezza incredibile, e solo perchè è di nicchia ce la fa pagare cara (e a volte è pure scortese o altezzoso).

Ho pensato che innanzitutto potremmo scegliere i marchi che ci piacerebbe approfondire (quindi, postate la vostra lista di sniffate), poi io chiamo i distributori che ho conosciuto a Firenze e organizziamo il giro in base alle richieste che ci sono. L’idea è quella di visitare due-tre profumerie di nicchia che abbiano i marchi che abbiamo scelto: ci presentiamo lì e loro ci fanno trovare un tè caldo e qualcuno di competente che risponda alle nostre domande in maniera rilassata ed informale. Possiamo scegliere di annusare per conto nostro, o magari abbiamo deciso che ci piacerebbe approfondire la Rosa, o le Spezie, o tutte le fragranze di una certa Casa, e loro avranno preparato qualcosa di specifico in base a quello che gli avremo chiesto. La cosa nascerebbe con scopi ludico-didattici e quindi senza stress di dover per forza comprare qualcosa, e senza commesse arpìe che ci maltrattino. A Pitti ho imparato che se puoi testare con calma TUTTE le fragranze di una certa casa, te ne puoi fare un’idea più chiara, più globale, e capisci meglio il discorso che quella Casa sta facendo, e la comprensione della magìa di queste fragranze, aumenta.
Io partirei con Milano, e poi se vediamo che ci interessa e ci piace, la ripetiamo anche in altre città, per gli amici che magari non ce la fanno ad arrivare fin lassù.
Potrebbe essere per il primo sabato di febbraio.

Posterò questo messaggio anche sul forum rosa di Grazy e su quello azzurro di Adjiumi, poi anche su Alf: l’idea è di riuscire ad arrivare ad una ventina di partecipanti, così da poter chiedere un po’ di tempo e di persone dedicate solo a noi. Chi è interessato me lo scriva, se non volete non pubblico il messaggio, ma vi aggiorno costantemente sul numero dei partecipanti (e quindi, se stiamo andando avanti o no).
E intanto, inizio a fare le prime telefonate.


Ps
Ci tengo a chiarire subito che io non guadagno niente da questa cosa, né a livello formale né a quello informale (per intenderci: non mi sono stati promessi né soldi né boccette sottobanco). Mi diverto e basta. E la mia idea di divertimento contempla proprio il potermi aggirare liberamente e senza stress in un Paese dei Balocchi profumati, che è lì solo per me. Sono l’unica?

9 gennaio 2008

Il dono della sintesi (Molecole sintetiche mon amour)


Le ho testate l’altro giorno. Mi sono seduta con calma con tante mouillettes e con il mio blocco per gli appunti. E mi sono divertita da morire. Sono le molecole sintetiche che avevo ordinato da un sito americano qualche mese fa. Molecola dopo molecola mi sentivo come quando hai l’occasione di incontrare una persona che conosci solo di vista -perché l’hai intravista dal panettiere, l’hai incrociata al cinema, era davanti a te alla posta. Finalmente la incontri di proposito e le dici: “Massì che ci conosciamo, ti ho già sentito in quel profumo, in quel deodorante, in quel detersivo...”. E finalmente ti dice il suo nome, iniziate a parlare e così impari anche la sua voce e il suo carattere.
Ho incontrato alcuni muschi di tipi diversi, capaci di rendere un’impressione di freschezza pulita, di fiori dolci, o ancora di pelle e latte, e poi il mitico Hedione dall’aroma luminoso e pulito di gelsomino verde, lo Ionone che ricorda una violetta molto terrosa, il magico Iso E Super, capace di far “brillare” le fragranze in cui viene inserito, le aldeidi difficili da capire ed apprezzare da sole, la dolce ed eterea Heliotropina, l’orribile Calone, il pesante Indolo dall’aroma di escrementi, la morbida Ambrettolide e molti altri. Ve ne parlerò presto, delle mie scoperte sintetiche. Devo solo fare un po’ d’ordine negli appunti.
Non so cosa rappresenti, mi piaceva e basta!

8 gennaio 2008

Legnosa (Cerizza, 2007)


Da Pitti Fragranze mi hanno inviato un flacone della fragranza “Legnosa” che il profumiere Cerizza aveva creato per l’installazione artistica “I Sette Profumi Capitali” di cui vi avevo parlato qui , e che avevo votato. Li ringrazio perchè sono stati davvero molto gentili.
La fragranza è centrata su vetiver e legno di cedro con un fondo di sandalo e patchouli (in realtà sarebbe bellissimo se il creatore facesse un salto qui e ci rivelasse la composizione).
Ma c’è anche qualcos’altro (Cedramber? Sandalore?), che rende la fragranza ricca, vibrante di grande nitore.
Legni preziosi illuminati dal primo sole del mattino. Corteccia ruvida e spessa, aroma balsamico, vigoroso ed energizzante (non verde) con un cuore caldo. Sensazione di rigore ed eleganza “trattenuta”.
La composizione non si evolve poi molto, e trattandosi di note principalmente di base non mi stupisco; quello che mi stupisce semmai è la persistenza. Sulla pelle resta inalterata per ore, sui tessuti resta per giorni senza modificarsi. Non so che fissativi abbia usato ma… complimenti Signor Cerizza! Per la fragranza davvero particolare e per questa durata infinita.
Sappia che ne sto abusando!

5 gennaio 2008

Imperial Opoponax (Les Nereides)

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La Signora Sciunnach mi ha fatto notare che nonostante io indossi sempre le fragranze delle Nereides, non ne ho ancora mai fatto una recensione come si deve sul blog. Ehm... ha ragione...
(La Signora Sciunnach ha due mitici negozi in centro storico, dove propone bijoux e accessori fatti a mano con pietre semipreziose, perle, argenti, ambra, seta e quant’altro, con un gusto davvero fantastico. Eppoi ha tutti i profumi delle Nereides, che spruzza generosamente in negozio; entrando si viene avvolti da una nuvola profumata riconoscibilmente “sua”, che ti rimane addosso anche quando esci. Il risultato? Holly Golightly sta a Tiffany come io sto a Sciunnach).
Rimedio subito iniziando dalla mia preferita: Imperial Opoponax (poiché uso spessissimo questa fragranza -la indosso anche ora- non so nemmeno da dove incominciare a descriverla). L’opoponax, o mirra dolce di Somalia, è un tipo di mirra dall’aroma più rotondo, morbido, senza quegli spigoli aguzzi che ne rendono l'aroma tutt’altro che semplice da apprezzare. Qui si lega con sandalo, vaniglia, ambra e benzoino, che si sentono tutti già dall’inizio; con il passare dei minuti, però, cambiano le proporzioni e la fragranza lentamente si trasforma. L’avvio risulta balsamico, vigoroso, quasi “ruvido”: escono soprattutto il sandalo e la mirra con un’impressione ed un'intensità che possono spiazzare chi si aspettava un femminilone orientale da sera. Ma dopo una ventina di minuti la fragranza si scalda e sopraggiungono i sentori di benzoino e vaniglia, che si legano all’ambra in maniera calda, suadente, rendendo la fragranza ricca, polverosamente sensuale ed appunto “Imperiale”, cioè di sofisticata eleganza. Una fragranza per guardare un tramonto infuocato, per parlare di intuito femminile, di un cuore indomito e coraggioso, di un incantesimo fatato. Quando la indosso mi trasformo in una specie di principessa guerriera, ricoperta da un mantello di damasco dorato, con lunghissimi capelli color rame ed una spada al mio fianco. Se invece lo provate sulla pelle maschile, tenete a portata di mano fazzolettini in quantità per raccogliere le bave.
La persistenza secondo me è ottima, meglio sulla pelle che sui vestiti. In questo caso vale la pena segnalare che il rapporto qualità prezzo è uno dei migliori della profumeria di nicchia: creatività nella composizione, materie di qualità, prezzi più che accessibili. Inoltre Les Nereides producono anche un formato che altre Maison (meno lungimiranti) non si sognerebbero lontanamente: il 15 ml a 12-15 euro, per poterlo provare con calma per più giorni, innamorarsene perdutamente, e andare a comprare il formato grande quando finisce.
E' uno dei miei profumi da Fate!

Ps
Possibile che stiano leggermente modificando la formula? Io ho un 15 ml vecchio di qualche anno e un 100 ml nuovo e secondo me è leggerissimamente diverso. Meno dorato e più ramato. Meno violoncello e più contrabbasso. Meno talco e più radici. Non lo so spiegare meglio. Qualcun altro l’ha notato?
ENGLISH TEXT
Madame Sciunnach recently noted that, even though I always wear fragrances from “Les Nereides” line, I still haven’t spent a line on them. Ehm... of course she’s right... (Mrs. Sciunnach owns two shops in the ancient city center, where she sells her hand-made bijoux and accessories made with semiprecious stones, pearls, silver, amber, silk and so on, with a fantastic tast,e together with “Les Nereides” perfumes, which she sprays generously in the shop, so when you enter a recognizable cloud surrounds you. The result? Tiffany does to Holly Golightly what Sciunnach does for me). Let’s start from my favorite: Imperial Opoponax. I often wear this fragrance for so many reasons that I don’t know where to begin from. The opoponax, or sweet myrrh from Somalia, is a rounder and smoother kind of myrrh, without the sharp edges characterizing the plain one. Here it’s married with sandalwood, vanilla, amber and benjoin, all there from the beginning; within minutes, however, proportions change and the fragrance slowly morphs into something more balmy, vigorous, even a bit harsh, with an intensity that may embarrass even those who were expecting on “evening-out” feminine oriental. After about twenty minutes the fragrance is warm enough to release vanilla and benjoin, which bind the amber and bring it to a sensual, powdery, "Imperial" high. Sophisticated elegance. The right fragrance to watch a fiery sunset, to speak of magical spells, women's intuitions and indomitable hearts. When I wear it, I get immediately transformed into a warrior princess, dressed in a coat of gold damask, with long copper-colored hair and a sword at my side. If your man should ever try this on the skin, keep handy wipes in quantities, so to collect (your) burrs. The persistence is very good, better on the skin and on clothes than on paper, and it’s wrth noting that in this case the value for money is one of the best in niche perfumery: creativity in composition and quality of the materials are paired with affordable price. Les Nereides offer their fragrances also in tiny flask, 15 ml for 12-15 euros. Enough to try at ease for several weeks, falling madly in love, and buy the large size. It’s one of my faeries perfumes!
Ps
Are they undergoing some changes? I own a 3-y-old 15 ml and a new 100 ml and in my opinion there are differences. In color: golden the first and coppery the second. And in the melody too: less cello and more electric bass, less talc and more roots. Someone else has noticed it?

2 gennaio 2008

Dzing! (Olivia Giacobetti for L‘Artisan Parfumeur, 1999)

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Tre hurrà per Babbo Natale!
Non pensavo di essere stata Buona, anzi. A dirla tutta pensavo di dover ripassare direttamente dal via senza ritirare nessun premio, e invece sotto l’albero ho trovato un regalo che desideravo molto: Dzing! dell’Artisan Parfumeur (dite che l’aver inserito una wish list qui a lato abbia facilitato?).
Lo avevo conosciuto tempo fa all’Olfattorio di Firenze e me ne ero innamorata per la sua strana, feroce dolcezza (è scritto sulla scatola, ed è una sensazione reale). La sua creatrice è Olivia Giacobetti (Passage d'Enfer, Jour de Fete, Premier Figuier, Navegar e altri dell’Artisan, Idole de Lubin, Philosykos di Diptyque, En Passant di F. Malle e mooolti altri), che io ammiro molto, e anche quando le sue composizioni non mi fanno sospirare, le trovo comunque notevolissime, impressionistiche, con un’intenzione nitidissima.
Questa fragranza è un omaggio all’idea di Circo. Ci sento la frusta del domatore (il cuoio), la sabbia sporca dell’arena, l’odore del pelo dei gattoni feroci dentro la gabbia, le mele caramellate dei bambini tra il pubblico, la nuvola speziata dentro cui il Mago Jafar fa sparire le sua assistente.
Eccitazione, paura, nostalgia, mischiate tutte assieme.
E’ un profumo strano, difficile da comprendere, credo che se non lo si ama alla follia, si possa solo odiarlo -proprio perché molto emozionante. La bravura della Giacobetti l’ho saputo mantenere ad un centimetro esatto dal “troppo”.
Sulla pelle femminile risulta caldo, dolce, speziato, lo indossi chi si profuma per sé stessa e non ha paura di ricevere commenti “strani”; sulla pelle maschile è un sogno da ormoni impazziti di desiderio. Consigliatissimo!
Ps
Il racconto di lui (mio marito-il mio Babbo Natale) in una delle profumerie di nicchia più conosciute, intento a chiacchierare di profumi con la Signora Francesca mi ha fatto impazzire.

ENGLISH TEXT
Hurra for Santa! To tell you the truth, I didn’t expect Santa to appreciate my all-year behaviour, instead… he left under my Christmas tree a gift that I’d wanted a lot: Dzing! by Olivia Giacobetti for L’Artisan Parfumeur (I feel as if entering a wishlist on the Blog has facilitated a little bit…).
I met Dzing! long ago at the Olfattorio in Florence, and I was amazed by its strange, fierce sweetness (it is written on the box, and is the feeling is real). I do dmire Olivia Giacobetti (Passage d'Enfer, Jour de Fete, Premier Figuier, and other dell'Artisan Navegar, Idole de Lubin, Philosykos of Diptyque, En Passant for Malle, and others), and even when her works does not make me swoon (and generally, it happens), I do find them impressionistic, with a very clear intention.
This fragrance is a tribute to the Circus: I can smell the leather lash, the dirty sand scattered over the arena, the hairy smell of the ferocious big cats lying inside the cage, children’s caramelized apples, the spicy cloud in which “Jafar the Great” dissolves his assistant. Excitement, fear, nostalgia, all mixed together. It's a strange scent, hard to understand, I think that if you don’t like it to madness, you are only to hate it because it’s very exciting. Giacobetti’s skills has been able to keep it an inch from "too much". On a woman's skin feels warm, sugary, spicy; she's wearing it for herself and is not afraid of receiving "strange" compliments. On a man’s skin is a turmoil of hormones crazy with desire. Very, very advisable!
Ps
Picturing him (my husband - my personal Santa) inside this niche perfumery store, the best known of the city, chatting with Francesca (the owner) made me smile a lot.

ED ECCO A VOI IL VETIVER!!!!!

raccolta del vetiver





due tipi di radice di vetiver





Mazzetti di vetiver al mercato