24 febbraio 2008

Sniffathona quinta parte: Editions de Parfums Frederick Malle



Poi Guido ci ha raccontato della linea di Frederick Malle e dell’idea che gli sta dietro: invitare i migliori nasi a produrre qualcosa di personale senza alcun brief creativo e senza vincoli economici (in generale viene indicato un costo massimo per l’insieme degli ingredienti). Così i creatori possono scegliere le materie prime con cui vogliono lavorare e realizzare fragranze originali, senza preoccuparsi di quanto dovranno vendere per permettere all’azienda di rientrare delle spese. Ho chiesto a Guido se a livello di vendite questa politica premia, e la risposta è stata sì, le persone sentono la differenza e ne restano affascinate. Il più venduto della linea è French Lover, seguito dalla tuberosa esuberante di Carnal Flower, e poi Vetiver Extraordinaire, Musk Ravageur, Bigarade Concentrée e a seguire gli altri.
Li abbiamo sentiti tutti, partendo da Le Parfum de Therese, creato da Edmond Roudnitska e poi destinato alla moglie Therese, Angeliques sous la Pluie, una fragranza freschissima di ginepro e coriandolo, quasi marina, con una nota d’angelica che ricorda un prato inumidito da una pioggia primaverile, e mentre Sabrina sospirava per le spezie sensuali e il soffio animale di Musk Ravageur, io mi lasciavo incantare da Bigarade Concentrée, in cui Monsieur Ellena ha esplorato il lato selvatico del limone, ruvido, verde, accostato al legno di cedro; appena spruzzato fa quasi pizzicare il naso e lacrimare gli occhi. Tra gli agrumati, questo ha una personalità unica. Sono riuscita a riprovare con calma En Passant della Giacobetti, che mi è piaciuto davvero moltissimo, con un inizio umido e fresco (cetriolo e lillà) che diventa boscoso, muschiato, come un tappeto morbido nel sottobosco. Più creazioni di Olivia Giacobetti annuso, più la mia ammirazione per lei cresce.
L’atmosfera era rilassatissima e l’entusiasmo contagioso, tanto che anche i clienti che entravano nel negozio si fermavano ad ascoltare i racconti che Guido ci faceva sulle fragranze e gli aneddoti su questo o quel creatore.
Poi Guido ci ha lasciati liberi di aggirarci per il negozio provando tutte le fragranze. Io ho provato due Fleur de Comores e Jardin Blanc di Maitre Parfumeur et Gantier; il primo è un fiorito tropicale, un invito al viaggio in luoghi esotici dove la brezza del mare profuma di fiori dolci e frutta. Un profumo come una risata spensierata e felice.
Il secondo invece è un melange di tuberosa/gelsomino dove domina un gelsomino dolce e brillante, prepotentemente cremoso, che quasi zittisce una tuberosa ancora in boccio, che mi ha tentata di brutto.
So che Grazy ha provato i tre nuovi Montale, io ho sentito solo Muskhallat, una rosa zuccherina ed invitante accostata a frutti di bosco e muschi, che vorrei risentire. Mi ha ricordato Rose Kashmirie di Rosine, in versione leggermente più metallica e dolce. Ma piacevole, non stucchevole.
Invece Marinella ha scoperto le palline d’ambra di MPG per gli ambienti, e ha deciso che non può più farne a meno, e che andrebbero benissimo nella sua nuova auto.

Abbiamo salutato Guido ringraziandolo per tutte le cose che ci ha insegnato e per aver passato due ore sotto il fuoco di fila delle nostre domande con grande disponibilità (e una competenza infinita). Noi non potevamo chiedere davvero di più, ma penso si sia divertito un pò anche lui...

22 febbraio 2008

Sniffathona quarta parte: Mona di Orio

Dopo abbondanti annusate di caffè siamo passati alla linea di Mona di Orio, di cui io conoscevo già Carnation e Nuit Noire, che ha ammaliato diversi partecipanti. Sebbene piuttosto giovane, Mona di Orio ha lavorato molti anni al fianco di Edmond Roudnitska, e nel suo modo di comporre i profumi si sente il gusto per l’eleganza, per l’arte, per le composizioni sfaccettate. Niente eccessi o urla scomposte, ma profumi intimi, che parlano di chi li indossa. Anche questa linea mi è piaciuta molto, e per le ragioni opposte. Il bello è che la creatività si esprime in così tanti modi e stili… a me piacciono quelle fragranze che raccontano qualcosa di vero a proposito del loro creatore e della direzione in cui lavora, quelle in cui si sente l'idea alla base, in cui si percepisce qualcosa di vero che lo colpisce e lo muove. Quando questo succede, secondo me si sente. Si è sentito nella linea ELD’O e si sente nelle fragranze di Mona di Orio.

Per prima abbiamo annusato Amytis (la regina per la quale vennero costruiti i giardini pensili di Babilonia), che non è ancora uscita e che già mi ha conquistata. Luca l’ha definita “commovente” e ho pensato che l'avesse centrata in pieno per l’atmosfera eterea, sospesa che crea con i suoi fiori e i suoi legni gentili. Decisamente da provare sulla pelle.
Lux invece è quel che dice il nome: pura luce. Agrumi caramellati a profusione, gioiosi, frizzanti e luminosissimi. Gas esilarante.
Oiro (cioè Oro in portoghese) invece è un fiorito potente di gelsomino, ma in modo “maschile”, agrumato, con una punta verde e impreziosito dai legni; sulla pelle sprigiona un sontuoso alone d’oro puro.
A questo punto abbiamo ricevuto una telefonata: Giuseppe voleva salutarci. Ha chiamato in negozio per sapere se eravamo ancora lì e come stava andando. Grazie, caro amico, è stato bellissimo averti tra noi, anche solo per due minuti!

Sniffathona terza parte: Etat Libre d'Orange



Dopo il pranzo siamo andati da Profumo in Via Brera, e qui Guido ci stava aspettando con la collezione di Etat Libre d’Orange. Ci ha raccontato di questi tre giovani nasi di Givaudan che hanno creato questa linea per affiancare al loro lavoro nella profumeria commerciale un luogo di sperimentazione e divertimento. Uno spazio di “libertinaggio olfattivo”. Ed in effetti le fragranze sono divertenti, originali, qualcuna è volutamente provocatoria, altre lo sono solo per finta, ma la linea nel suo insieme esprime una personalità nuova, diversa che nel complesso mi è piaciuta. Insomma, oltre ai nomi discutibili e all’immagine eccessiva, c’è dell’altro.
Abbiamo provato Jasmine et Cigarettes, un gelsomino verde con sfumature di tè alla pesca, a cui si affianca una nota fumosa di sigaretta. Pensavo che avrei distolto il naso un po’ schifata e invece quello che mi ha colpito è stata la freschezza, un’aria cristallina che mi ha sorpresa. Dopo mezz’ora il fumo della sigaretta si è diradato e accanto al gelsomino è comparsa una nota di tabacco, non più fumoso ma legnoso/aromatico. Non è il mio profumo ma l’ho trovato piacevole.
Invece la fragranza ispirata all’attrice Rossy de Palma, appena uscita, non ci ha detto poi un granchè: è una composizione dominata da una nota di rosa fruttata e, in qualche modo indefinibile, umida. Non so, non l’ho proprio ”sentito”.
Putain des Palaces invece è quello che molti di noi hanno gradito di più. E’ una fragranza femminile, nel senso che parla di una donna, del suo rossetto vistoso, del suo sorriso un po’ plastificato, del suo profumo alle spezie, che col passare dei minuti, quando il sipario si abbassa e le luci si spengono, prende una nota di violetta quasi malinconica. Vorrei riprovarlo, questa volta sulla pelle, per studiarne meglio l’evoluzione.
Charogne a dispetto del nome è una delle fragranze che ho apprezzato di più, con una cannella aguzza ammorbidita da ylang ylang e note legnose. Ma è Nombril Immense quello che mi è piaciuto di più, per un aroma canforato, caldo, speziato di patchouli, opoponax, balsamo del perù, assoluta di semi d'ambretta, che mi hano dato una sensazione confortevole e insieme sensuale. In questo Ombelico Immenso mi ci sono trovata assolutamente a mio agio.
Incense and Bubble Gum invece, mi è sembrato abbastanza inutile, completamente sgraziato, con tonnellate di big babol che uscivano da tutte le parti. Si è evoluto in un incenso legnoso così così.
Prima di proseguire Guido ci ha parlato della fragranza meno commerciale della linea (praticamente invendibile): Secretions Magnifiques, creato per evocare l’odore di inguine e umori sessuali. Una fragranza con una dose di Calone capace di tramortire il sistema nervoso, affiancato a qualche frutto che non saprei definire, perché appena l’ho annusato ho strabuzzato gli occhi e ho distolto il naso. Un insieme salato, umido, dolciastro e indiscutibilmente sporco. Spero per loro che questi tre nasi abbiano tanta immaginazione, altrimenti se gli inguini di cui hanno fatto esperienza odoravano realmente così, per forza hanno deciso di snobbare i contatti sociali e chiudersi in un laboratorio! Mi ha lasciato una sensazione sgradevole e persistente, come quando vedi un povero piccione morto per la strada: un’immagine brutta, ma è sufficiente averla vista per un nanosecondo per non riuscire a togliersela dalla testa per un pezzo. Ce ne ha solo parlato, senza farcela annusare per non rovinarci le annusate seguenti; solo quando eravamo sulla porta, due ore dopo, ha spruzzato una mouillette e si è goduto le nostre reazioni disgustate.
Poi siamo passati a Je suis un Homme fragranza dedicata a Napoleone Bonaparte, un agrumato aromatico di carattere, con cannella chiodi di garofano, secondo me molto “maschio” e piacevolissimo.
Rien invece è una fragranza stranissima, che mi ha ricordato Gomma di Etro per una nota calda e dolciastra, come di gomma bruciata, che qui si unisce ad un forte sentore di cuoio. Ci sono degli agrumi amari all’inizio, ma non bastano né a renderla gentile né a bucare lo spesso strato bruciato. L’ho trovata sgradevole, eccessiva, stonata, e dopo la prima annusata non l’ho più voluta sentire. Però mio marito l’ha apprezzata tantissimo, e quando l’ho visto dirigersi alla cassa con il flacone in mano ho realizzato che l’avrei avuta intorno per un po’, visto che se la stava comprando! Confesso che i primi giorni ho fatto fatica, anche perché ha una persistenza e un’intensità fuori da ogni decenza, ma ora che la indossa da quasi una settimana inizio ad apprezzarla molto. Insolita, stravagante, ma con un cuore carezzevole che subito non avevo compreso. Bisogna indossarla un pò, per capirla.

Sniffathona: seconda parte


Poi siamo andati a pranzo al Pottery Cafè, dove Roberto ci ha accolti e coccolati per tutto il tempo. Il Pottery è un posticino colorato e informale dove si può pranzare, ma anche ritrovarsi per una fetta di torta a merenda; qui organizzano tante attività da fare con i bambini, in particolare la decorazione di piatti e tazze di ceramica, che poi si possono portare via.
Qui abbiamo passato un’oretta tranquilla davanti ad un piatto di pollo, verdure e cous cous, e alla fine abbiamo anche brindato alla giornata che stavamo trascorrendo insieme; Celso Fadelli, creatore del Pottery e presidente di Herbarium ci ha mandato i suoi saluti, unendosi virtualmente al nostro brindisi.
E’ stato veramente bello conoscersi e condividere i nostri gusti e impressioni in maniera semplice e appassionata, e ancora di più vederci tutti così diversi per età, sesso, storie personali, eppure così vicini e simili nell’entusiasmo, con i gruppettini che chiacchieravano come se si conoscessero da un pezzo (e in qualche caso era vero: ad esempio Grazy e io ci conosciamo almeno da un paio d’anni… senza esserci mai viste prima, chiaro).
Non vedo l'ora di postarvi le foto!

18 febbraio 2008

Sniffathona prima parte: Nasomatto, Miller Harris, Profumi del Forte


Ci siamo incontrati all’uscita della Metro in storico ritardo: un treno della linea verde si era rotto bloccando tutta la linea, così tra trovare un taxi e riuscire ad arrivare in centro la Sniffatona è iniziata con quasi un’ora di ritardo.
In genere è difficile che in un gruppo di persone che s’incontrano non ce ne siano almeno due o tre che indossano un profumo: invece il nostro gruppo era assolutamente inodore (visto che l’orgia profumosa era solo ad un passo da noi). Chi c'era? Siccome nei prossimi giorni vi posto le foto e non so se tutti vogliono associare il nome alla faccia, ho deciso che non vi farò una lista dei partecipanti, vi dirò solo che eravamo una decina.
Siamo andati subito da Evamel, uno di quei piccoli negozi deliziosi dove ti senti subito a tuo agio. Dentro al negozio, Stefania (che vedete nella foto) ci stava aspettando per raccontarci dei Nasomatto.


Il suo entusiasmo ci ha contagiati e in breve le mouillettes hanno cominciato a girare vorticosamente. Abbiamo iniziato con Narcotic Venus, che incuriosiva un po’ tutti: una tuberosa spessa e intensa, esplosiva. Meno raffinata di Fracas, più selvaggia e prepotente. Una tuberosa non addomesticata. Se vi piace la fragranza di questo fiore, questa è decisamente da provare. Poi il Silver Musk, stranamente metallico e insieme boscoso, che mi ha ricordato il Musk di Etro per la freschezza che col tempo si stempera in una coperta confortevole di legni. Hindu Grass invece è un patchouli rauco, primitivo, energetico, che verso il fondo rivela un'elegante amonia legnosa; decisamente per i patiti del patchouli ricco e terroso, con pochi compromessi. L’Assenzio mi è piaciuto moltissimo ma lo sapevo già perché era l’unico che avevo già provato. Mi pare che l’idea che Alessandro Gualtieri ha del profumo sia qualcosa di articolato, intenso, una presenza forte che si nota e ti fa notare. Come accendere un riflettore in un teatro buio. E secondo me ha un debole per gli aromi legati al bosco e ai legni, che invece che addomesticare lascia liberi di infondere le loro note selvagge e antiche nelle sue fragranze, con un risultato secondo me ottimo: la sua linea esprime personalità e creatività senza scendere nel provocatorio a tutti i costi. Mi è proprio piaciuta.
Dopo dieci minuti l'atmosfera era già rilassatissima, tra un "senti questo" e un "annusa quello" eravamo già belli affiatati da una grande passione comune. Parlo al maschile perchè hanno partecipato anche tre Signori, perfetto contraltare olfattivo alle nostre preferenze femminili.

Poi Stefania ci ha fatto conoscere la nuova linea dei Profumi del Forte, che dopo i Nasomatto ci sono sembrati quasi riposanti, confortevoli, leggeri. In particolare Tirrenico, un agrumato aromatico impreziosito da un fondo di legni, e Marconi 3, un’ambra vellutata e carezzevole da indossare per farsi coccolare. Mi ha colpita per il suo equilibrio e la sensazione che non abbia cuciture o spigoli. Vittoria Apuana, invece a me non è piaciuto un granchè: troppo dolce e saponoso per i miei gusti, ha comunque riscosso un certo successo per un accordo vaniglia/cocco che riporta alle vacanze, al mare, al sole.

E visto che nel negozio c’era in bella vista tutta la linea Miller Harris, ci siamo praticamente buttati sopra. Per fare un confronto con quella di Nasomatto abbiamo annusato per prima Noix de Tubereuse, un’interpretazione completamente diversa della tuberosa, luminosa, soave di mimosa e violetta, con una dolcezza gioiosa che ha entusiasmato Grazy (che in quest’ultimo periodo ha scoperto di amare questo fiore) e non solo lei. Sabrina invece ha sospirato per Feuilles de Tabac, con i suoi legni fumosi e la nota di tabacco. Poi abbiamo sentito il Geranio Bourbon, appena speziato in maniera seducente, rinfrescato dagli agrumi e aggraziato dalla rosa. Non è il mio profumo, però: io sono rimasta affascinata dall’Air de Rien, creata da Lyn Harris per Jane Birkin. La piramide riporta ambra, vaniglia, neroli, muschio di quercia e muschi, io l’ho sentita fumosa e dolce, come di tabacco e miele in un’armonia rotonda, sensuale, che mi ha ricordato Fumerie Turque di Lutens/Sheldrake, leggermente più “maschile” e roca. Me lo sono fatta spruzzare sul polso e per tutto il giorno è stata lì presente e calda, con un’aria di “chi se frega” che mi ha conquistata. Questo mi sa che finisce nella wish list.

Abbiamo salutato Stefania ringraziandola per averci accompagnati in una passeggiata durata più di un’ora e per averci trasmesso la sua passione e il suo entusiasmo. Non vedo già l’ora di tornarci. Posto consigliatissimo!

Ps
Evamel è il nome dell’Angelo della pazienza.

15 febbraio 2008

Domani Ore 11!

Appuntamento domattina ore 11. 00 all'uscita della Metro Moscova (Largo La Foppa)!
Programma ulteriormente arricchito: primo appuntamento alla profumeria Evamel di Via Volta 7 dove Stefania ci illustrerà le creazioni di Nasomatto (ma in negozio ci sono anche le linee di Carthusia, Czech & Speake, Miller Harris, etc.), a seguire il pranzo al Pottery Caffè, e di seguito visiteremo la mitica Porfumeria TAD, per approfondire la inea Bond N. 9 (invece che da City Spa). Proseguiremo poi per Profumo in via Brera.

Confermato un 10% di sconto solo per noi sia da Evamel che da Profumo!
Allora ci vediamo lì!

12 febbraio 2008

Appuntamento a sabato 16!

Il programma della Sniffathona milanese prevede il raduno in centro, e l’appuntamento con la linea Bond n.9 alla City spa, dove la Signora (poi vi posto il nome) ci dedicherà tempo per raccontarci tutte le fragranze della linea, e dove sono previsti regalini profumati Bond per tutti i partecipanti.
Poi il pranzo al Pottery Cafè di Celso Fadelli, che offre a tutti i partecipanti la pausa pranzo: un menù vegetariano fatto appositamente per noi!
Nel primo pomeriggio visitiamo il negozio Profumo di Via Brera, dove ci aspetta Guido per spiegarci le fragranze di Mona di Orio, Etat Libre d’Orange e Maitre Parfumeur et Gantier (oltre alla linea di F. Malle e molti altri), che solo per noi e solo in quest’occasione praticherà il 10% di sconto su tutti i profumi di tutte le linee che ha in negozio.
Poi in base anche all’orario (devo mettere a punto l’ora del primo appuntamento e quindi quella del pranzo), vediamo se ci sta ancora qualcosa o se a quel punto ci salutiamo.

Ecco chi ha manifestato interesse a partecipare, oltre a me e tre-quattro amici
Grazy,
Diakranis,
Adjiumi,
Flinndudu
Fiammetta,
Gretel,
Winx,
Ninfea
Adele
Menthacool
Dendrobium
Minimoni
Scrivetemi per confermare che verrete, e chi vuole aggiungersi me lo segnali, perché devo stampare il buono per lo sconto in numero pari ai partecipanti, e non vorrei che qualcuno rimanesse senza!

11 febbraio 2008

My Insolence (Guerlain, 2007)


Ieri sono andata a provare il primo "fratellino" di Insolence (Guerlain): My Insolence, nato ad un anno e mezzo di distanza da Insolence. Il flacone è lo stesso ma ha una finitura perlescente sofisticatissima, e il liquido è di un delicato color rosa pesca. Bello bello bello. Ne avevo letto recensioni un pò dubbiose, e quindi sono andata a farmi un'idea diretta: ho spruzzato su un polso la fragranza originale e sull'altro quella nuova. Ecco... vediamo... non saprei che dire. Tutto qui?
Diciamo che tanto Insolence è femminile, lussureggiante, con una composizione che può anche non piacere, ma certamente non è banale, quanto My Insolence è sbrigativo, "asciugato", come infeltrito. Forse Guerlain voleva soddisfare i gusti di chi trova Insolence troppo dolce, intenso, troppo femminile o romantico. Così hanno tolto l'iris, la neroli e la rosa e le hanno sostituite con un cuore di pomplemo rosa. Ok, va bene che il pompelmo rosa fa venire l'acquolina in bocca, è estivo, fresco, tonificante ma... qui ricorda una fragranza per docciaschiuma.
Eppoi basta con le ragazzine-fruttatine: laddove Insolence è adatto a donne e ragazze di tutte le età, My Insolence su una donna over 25 non ce lo vedo proprio, è veramente vicinissimo alle Acque Allegoria (e questo significa che forse il target è lo stesso?). Non ci sarebbe niente di male, ma tutte le nuove creazioni di Guerlain vanno in direzione vaniglia, frutti e aromi "da tavola", e io inizio ad annoiarmi.
Attenzione non sto parlando delle creazioni esclusive, quelle custodite in piccoli scrigni d'oro nel sancta sanctorum di Guerlain, destinate a chi può spendere l'quivalente di tre-quattro rate del mutuo per andare a Parigi e -se dimostra di esserne all'altezza- portarsene una a casa. E non sto parlando di queste perchè, evidentemente, non sono destinate a me. Per me la produzione Guerlain è quella che c'è nelle profumerie normali. E non mi piace molto.
L'unica cosa che mi ha colpita di My Insolence (devo ancora capire se mi ha colpita come un pugno nello stomaco o se mi è piaciuto) è il finale, un lunghissimo accordo agrodolce che unisce il patchouli alla vaniglia e alla fava tonka, con un patchouli senza le note terrose che mi piacciono tanto, e una vaniglia troppo "astratta", dolce in maniera fredda e artificiale, ma tant'è, c'era qualcosa di strano che mi costringeva ad annusarmi continuamente.
Ohi ohi rileggendo mi sa che sono stata un pò cattivella... in realtà non volevo scriverne male: mi crea disagio scrivere così a proposito della Maison Guerlain, anche quando se lo merita in pieno. Da quando la proprietà è cambiata ha riposizionato (più in basso) il marchio, fa maneggi strani con i creatori delle fragranze, gioca al ribasso sia con la creatività delle fragranze che con i materiali e, cosa peggiore di tutte -assolutamente imperdonabile- ha modificato sensibilmente le formule delle fragranze storiche senza dirlo a nessuno, anzi negandolo in maniera infantile e arrogante. Insomma, negli ultimi anni non sta onorando il suo storico nome e i soui ammiratori, ma capite, io a 15 anni ero già innamorata cotta della gloriosa Eau de Guerlain, della cremosità metallizzata del Jardin de Bagatelle e mi aggiravo nel reparto profumeria della Rinascente annusando in estasi tutte le creazioni della Maison. Senza capirle, è ovvio, senza sapere un'acca di composizioni e molecole, ma me le sarei addirittura bevute!
E oggi mi tocca scrivere che la loro ultima fragranza sa di bagnoschiuma economico.
Capite quanto può seccarmi, una cosa così?
ps
Ovviamente il pompelmo rosa non appare in nessuna piramide tra quelle che ho trovato in giro e così vi chiedo il favore di andare a sentirlo e poi raccontarmi cos'avete sentito voi...

7 febbraio 2008

Blu (Bruno Acampora, 1976)


Uno dei gioielli di casa Acampora è Blu. Nel senso che il profumo è proprio di colore blu. E anche nel senso che Blu è il suo nome.
Quando l'ho sentito la prima volta ho avuto un mancamento perchè io impazzisco per la tuberosa, e qui ne viene esaltato anche il lato erbaceo-verde, che altre fragranze tendono a snobbare a favore di una cremosità a volte soffocante. Qua si trova proprio il fiore in tutte le sue sfaccettature, ancora ben piantato su un prato verde nelle prime ore del mattino, chiaro e potente come un campanile che suona i suoi rintocchi all'alba, svegliando tutta la vallata.
Gioiosamente femminile, intensissimo e insieme poetico, Blu ha solo metà dell'aggressività di Fracas (Piguet), ma una potenza assolutamente paragonabile. Affiancata all'ylang ylang e al sandalo, la tuberosa nelle ore si smorza leggermente e diventa più sensuale ed elegante.

La tuberosa è una fragranza tanto meravigliosa quanto difficile da addomesticare. Non sto parlando del creatore, le cui difficoltà io non conosco, ma proprio di chi la sceglie. Sono molte le persone che amano la fragranza di questo fiore ma non potrebbero indossarla. Perchè è estremamente presente, si impone, ha uno spessore impareggiabile, e la sensazione si avvicina a quella di essere "indossati" dal profumo anzichè il contrario. Ci vuole un bel caratterino, per scegliere di odorare di tuberosa!

Anche questa fialetta mi è giunta da Adjiumi, e devo dire che mi è piaciuto tanto portarlo, Blu: l'ho sentito ad un tempo fresco e luminoso, sfacciato, allegramente carnale. Una vera delizia.
Non è per i deboli di cuore o per i timidi, però!

ps
attenzione perchè il colore così intensamente blu macchia la pelle e i vestiti. E' un richiamo al colore del mare di Capri