31 maggio 2008

Per festeggiare

Tra qualche giorno Bergamotto e Benzoino compirà un anno. E siccome in occasione dei compleanni è bello fare regali, ho deciso che non voglio perdere quest'occasione. E siccome mi voglio anche divertire vi propongo un gioco: nasconderò un'immagine (forse un bergamotto? ah ah ah!) dentro un post vecchio, e i primi 8 che la troveranno riceveranno una fialetta di un profumo di Andy Tauer. Sono assortite, quindi se sarà possibile cercherò di inviarvi proprio quella che preferite, così il regalo sarà più gradito. Vi va l'idea?

25 maggio 2008

Lo stand dell'Osmothèque

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Allo stand dell'Osmothèque lo “steward” che ci passava le mouillettes da annusare era nientemeno che Yves Tanguy (nella foto), creatore di profumi e Vice Presidente dell'Osmothèque, che sceglieva per noi cosa annusare in base a quello su cui ci vedeva più interessati. Con entusiasmo si godeva lui per primo ognuno dei profumi che ci faceva sentire, e si vedeva che alcuni ancora lo emozionavano. Poi ci chiedeva: "Tu cosa senti?", aspettava le nostre risposte, poi le completava con ingredienti e aneddoti.

Abbiamo iniziato con la Rose Jacqueminot di Coty, fragranza leggendaria del 1904. E’ una rosa centifolia, quindi densamente rosata, con un leggerissimo sottofondo fresco, incorniciata da violette gelsomino; densa, saponosa e muschiata, con un sottofondo verde a fare da impalpabile contrappunto. Il profumo è ricco e complesso, suadente come il canto delle sirene, e dura tantissimo. Ha un corposità concreta, quasi da animale vivo. Da quello che ho capito, Monsieur Coty, che aveva capito che il profumo poteva diventare un'industria fiorente e remunerativa, cercava di vendere i suoi profumi ai Grandi Magazzini di Parigi, che però erano titubanti. Allora per convincerli ne fracassò un flacone in mezzo ad una sala, provocando scene di delirio tra le Signore che andarono di corsa a chiedere dove potevano comprare quella meraviglia.

Sempre di Coty ci ha fatto sentire Chyprè (1917), capostipite della famiglia che ne ha preso il nome. E lì sono caduta in delirio. Ha degli agrumi nelle note di apertura, forse del bergamotto, poi del patchouli e del muschio di quercia, con qualcosa di fruttato in mezzo. In fondo, vetiver e sandalo. Il risultato è una magia liquida che odora di champagne: secco e dolce, frizzante e allegro come un brindisi. Giuro, è euforizzante da perderci la testa. Come far cadere della polvere d’oro sotto un raggio di sole. Mi si è impresso tanto bene nella testa che non se ne va più. Ne avevo letto sulla Guida di Turin ed è vero che la fragranza più vicina è Mitsouko di Guerlain, che però è più fruttato e più corposo, laddove Chyprè è… aria dorata. Quando avevo annusato la fragranza Chyprè di Cerizza a Pitti Fragranze, avevo pensato esattamente la stessa cosa. Probabilmente era un (ottimo) omaggio.

Eppoi la mitica Ambre Antique (Coty, 1905), un’ambra diversa da tutte quello che ho mai annusato. Io che dell’ambra amo le note legnose, maestose e antiche, mi sono innamorata follemente di questa fragranza. Ci dev’essere legno di rosa che la rende dolce e liquorosa, con un leggero sentore di affumicato. Rotonda e delicata, come trattenuta, eppure molto presente.

Poi abbiamo annusato Le Fruit Defendu (di P. Poiret, che poi avrebbe creato Les Parfums de Rosine), anno 1914, un fruttato-aldeidato gioioso e sorprendentemente moderno, di pesca (persicol), cocco, aldeidi, salvia e una vaniglia che lo rende croccante, come se la pesca fosse una pescanoce acerba, che schiocca quando ne stacchi un pezzo a morsi. Per essere un fruttato non nulla della banalità dei fruttati di adesso anzi, lo definirei molto rotondo, di grande stile.

Fougère Royale (Houbigant, 1882) invece è un bellissimo fougere aromatico, raffinatissimo di bergamotto, lavanda, cumarina, geranio e cisto, in un dinamico contrappunto tra una freschezza verde e un cuore dolce/muschiato che si rivela solo dopo un po’. Secondo me il Brut di Fabergè (qualcuno se lo ricorda?) è figlio di questa fragranza, che comunque va più verso la dolcezza che verso il muschio.

Bandit (R. Piguet, 1944) è un aromatico vibrante e misterioso, verde di galbano con una violetta timidissima (il metil-ionone) e un chiodo di garofano nel cuore. Il risultato è secco-verde, rauco, quasi fumoso, con una punta dolce appena accennata sul fondo. Quando l'ho annusato ho scritto d'istinto, nel mio taccuino: “Irrido con noncuranza la contemporanea mediocrità dei tuoi tempi”. Non so perchè. L'ho sentito solo leggermente diverso da quello che si trova oggi, che ha una nota fumosa un po’ più marcata e minor dolcezza. Germaine Cellier, creatrice di fragranze fantastiche (oltre a Bandit, Fracas e Cravache sempre di Piguet, Monseur Balmain) doveva veramente essere una Gran Donna, per creare qualcosa di simile. Me la immagino come questo profumo, bellissima (e dalle foto, lo era), con un carattere carismatico e forte che spesso non piace. Ma se piace, è la fine.

Iris Gris (J. Fath, 1947), fresco, pungente, aromatico-terroso, corroborante, e insieme rosato, malinconico. Quando Monsieur Tanguy mi ha allungato la mouillette sono rimasta colpitissima dalla somiglianza tra l’aroma di Iris Gris e il Glenmorangie, uno degli Scotch che mio marito ama, e che a volte gusto anch'io. Costituito con un 35% di iris fiorentino -di cui l'Italia aveva appena ripreso la produzione dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale- è forse il primo profumo ad avere l'iris come nota dominante. Molti di quelli che che sono venuti dopo sono notevoli, ma questo ha qualcosa di speciale, una ruvidezza soave e dinamizzante.

Tabac Blond (Caron, 1919) Okay, dispiace ammetterlo, ma è vero: Caron ci ha paciugato un po’. Grazie a Diakranis ne ho una fialetta a casa. Mi era piaciuto molto, ma non mi aveva convinta, mi sembrava poco Caron, poco...chic. Il vintage è piuttosto diverso. Innanzitutto perché è più morbido, senza quella nota acre che incasina quello nuovo. Ha un cuore chyprè soavissimo, di grande eleganza, sembra danzare al tramonto. Eppure insieme è ruvido e classico come una giacca di tweed tagliata bene. Non verde o grigia, magari color bordeaux o arancio scuro, ma sempre di tweed.

La prima riflessione che mi è salita dopo quest'ora di emozioni è che queste fragranze sono così diverse da quelle a cui siamo abituati... Non solo nella composizione ma proprio nell’intenzione (chi sa qualcosa di musica capirà cosa intendo). Le fragranze degli ultimi 30 anni hanno troppo spesso lo scopo dichiarato di farsi scegliere, devono sedurre, avvicinare più persone possibili. Se non stai attento sono loro ad indossare te. Alcune riescono a saltarti addosso e lì restano a lungo, spesso parlando di sé e non di te. Ovviamente parlo in generale. Quelle che ho annusato sabato invece sono molto “passive” nel senso che lasciano che sia tu ad avvicinarti per conoscerle. Con calma, tanto loro hanno tempo. Anche le più intense e spesse lasciano un qualcosa di sospeso, finiscono come in un sospiro sottovoce, non si raccontano mai del tutto. Non sono per niente “piacione” anzi hanno un’aria di “Tu pensa un po’ quel che ti pare, tanto io sono come sono. E sono fatti miei”.
Hanno caratteri indipendenti, ti danno idea di non aver bisogno di te, e di essere splendide e desiderabili proprio per questo. Eppoi, scordatevi l’aria rètro. Anzi, alcune sono di una tale modernità ed originalità che mi hanno spiazzata. Forse il rètro è un desiderio di chi le annusa; quando l’Ambre Antique o il Chyprè di Coty videro la luce, c’era nell'aria una gran voglia di modernità e di tecnologia, e forse questo slancio verso il futuro le ha proiettate fino al nostro XXI secolo senza fargli fare una piega. Che bello!

Ringrazio di cuore l'Osmothèque per il prezioso lavoro che svolge, ho deciso che sarò ben felice di pagare la quota associativa ed entrare nel club "amici dell'Osmothèque"!
ENGLISH TEXT

At the Osmothèque gazebo, the "steward" that passed us the smelling strips was none other than Yves Tanguy (pictured), creator of perfumes and Vice President of the Osmothèque, who chose for us fragrances to try on the basis on the interests we showed. He was excited and enthusiastic about each one of the perfumes that he presented us. He handed the smelling paper and asked: "What do you smell?", and then supplementing our answers with ingredients and anecdotes. We started with the Rose Jacqueminot by Coty, the legendary 1904 fragrance. It’s a densely pink Centifolia rose, with a very slight cool background, framed by purple jasmine (I am perfectly aware jasmine is pink), dense, soapy and musky, with a green, impalpable counterpoint. The scent is rich and complex, persuasive as the song of the sirens, and lasts a lot. Concrete, full-bodied, almost as a live animal. From what I understand, Monsieur Coty, realizing that Perfumes could become profitable goods, tried to sell its fragrances to department stores in Paris, who were hesitant. To convince them, he smashed a flask in the middle of the aisle, causing delirium among Ladies who run to ask where they could buy that wonder. Then we tested Chypre (Coty again, 1917), head of the family that bears its name. And there I fell almost into tears. The citrus notes of the opening, bergamot harmonize with patchouli and oak moss, and there is some fruitiness in the middle. At the end, vetiver and sandalwood. The result is a magic potion that tastes of champagne: dry and sweet, crisp and cheerful as a toast. I swear, it gets you euphoric. It’s like dropping gold dust over a sunbeam. I had read in Turin’s Guide Turin that its closer twin is Guerlain Mitsouko, and I do agree completely. But Mitsouko is far more fruity, more robust, where Chypre is ... golden air to breathe. When I smelled the scent of Chypre by Cerizza at Pitti Fragrance event, I thought exactly the same thing. It was probably a (good) homage. And it was the turn of legendary Ambre Antique (Coty, as always, 1905), an amber scent completely different from any one ever smelled. Amber notes here show a woody, old and majestic, angle, I was madly in love with this fragrance. There must be rosewood, which contributes with a little sweetness and liqueur-like texture, with a slight hint of smoke. Round and delicate, seductive, yet very present. Then we smelled the Fruit Défendu (P. Poiret, creator of Les Parfums de Rosine), year 1914. This was a real shock. Fruit and aldehydes, in a joyful and surprisingly modern mix. Peaches (persicol), coconut, aldehydes, sage and vanilla give it a crispy, as if it were a raw pescanoce (that kind peach without the fluffy surface). It makes a crunchy sound when you bite it. Nothing to do with the banality of today’s fruity-floral fragrances, its modernity struck me potently.
Fougère Royale (Houbigant, 1882) is a tremendous Fougère with an aromatic side: bergamot, lavender, coumarin, geranium and cistus, in a dynamic counterpoint between green and fresh, sweet and musky. In my opinion, Fabergé Brut (does anyone remember it?) may well be son of this fragrance, both for the musky softness and the sweetness. Bandit (R. Piguet, 1944) is a vibrant, mysterious green galbanum with a shy, modest violet (methyl-ionone) on his side and a clove in the heart. The result is dry-green, almost harsh, smoky, with just a pale hint of sweetness in the bottom. When I smelled it, I instinctively wrote in my notebook: "mocking nonchalantly the mediocrity of your contemporary 21st century". I do not know why. I felt it only slightly different from today’s rendition, which sports a slightly smoky note and less sweetness. Germaine Cellier, genial author of his fragrance (besides Bandit, Fracas and Cravache for Piguet, Monsieur Balmain and others) has certainly been a Great Woman, to create something like this. I got her just as I got this fragrance: beautiful (and pictures show she was), a strong and charismatic character who others often didn’t like. But those who did, literally fell for her.
I felt Iris Gris (by J. Fath, 1947) as powerfully fresh, pungent, aromatic, energizing, rosy and in the end, even slightly melancholic. When Monsieur Tanguy stretched the mouillette over, I was struck by the similarity between this scent and Glenmorangie, my husband’s beloved Scotch, which sometimes I do taste, too. Composed with a 35%-Florentine iris (of which Italy had resumed production after the Second World War), it was perhaps the first perfume where iris is dominant. Many of those who came after are great, but this was something special, sweet and rough, energetic.Tabac Blond (Caron, 1919). Okay, sorry to say, but it's true: Caron has messed it a lot. Thanks to a Diakranis I got a vial and could try it. I was very pleased, but not convinced. It seemed “Caron” but not entirely: no chic, no shades, no excitement, no mistery. Well, the vintage is quite a different experience. First because it is smoother, without that sour note that messed up the new one. It displays a sweet, powdery heart of great elegance, which seems to shimmer at dusk. It reminded me of rough, classic-cut tweed jacket. Not green or gray, perhaps burgundy or orange color, but always of tweed. The first thought rising after this exciting afternoon is that these fragrances are so different from those we are used to today... Not only different in composition but in “intention” (who is into music will understand what I mean). The fragrance of the last 30 years have too often the declared goal of being selected , thus they are obliged to seduce as many people as possible. If you are not careful, they will wear you and not viceversa. Some are able to jump on you and keep their position long, speaking aloud of themselves rather than of you. Of course mine is a general opinion. My Saturday tries were all very "passive" in the sense that you must get very near them to make their acquaintance. Slowly, because they have plenty of time. Even the most intense and thick, leave something unsaid, ending their speeches with a sigh. They’re not at all "glamourous", and often show an air of "Think whathever you please, I am as I am”.
They share an independent mind, as if they didn’t need you, and they are beautiful and desirable also for this reason. And then, forget the retro atmosphere. Indeed, some are of extremely modern and original, much more than many today’s perfumes. Perhaps retro would be our desire, not their: when Ambre Antique or Chypre were born, there was a strong desire for modernity and technology, and perhaps this momentum has been projected up to our twenty-first century without ageing the tiniest bit.
How wonderful!Many thanks to the Osmothèque for the terrific work they do, I decided that I would be happy to pay the membership fee and join the club "Amis de l'Osmothèque"!

la Decima Giornata del Profumo (Grasse, 17 Maggio)


Sabato scorso sono andata a Grasse: Anna Maria ci aveva postato l’invito per la Decima Giornata del Profumo e anche se avevo tremila cose da fare, (tra cui scrivere: di tutte le novità annusate al Cosmoprof, dei profumi di Vero Kern e altre sorprese che sono mezze pronte lì sul desktop), non ce l’ho fatta a non andarci.
E ho fatto bene, perché ho imparato più cose in mezza giornata che in un anno di annusate.
Tanto per iniziare vi dico che c’erano gli stand di alcuni produttori di materie prime usate in profumeria (oli essenziali e molecole sintetiche), che si potevano annusare ascoltandone spiegazioni e storia.
Preciso che io il francese non lo so parlare, ma lo capisco abbastanza (un 70%, diciamo). Così molte cose le ho perse, ma il senso generale dei discorsi mi è arrivato. Anche perché tutti si diffondevano in spiegazioni e ripetizioni con molta disponibilità; nessuno è stato spocchioso o irritante, tutti erano lì per un motivo per preciso: annusare. E quindi tutta l’ambientazione era piuttosto essenziale e senza fronzoli, e l’organizzazione era finalizzata solo a far annusare il più possibile.
Nello stand del Laboratoire Monique Rèmy mi hanno fatto annusare l'assoluta di Osmanto, di Tiarè e l’olio essenziale di Ylang Ylang.
L’olio essenziale si ottiene per distillazione: il vapore che si crea nell’alambicco separa l’olio dall’acqua, che viene eliminata lasciando l’olio essenziale, che poi viene raccolto. Questo procedimento crea note abbastanza volatili, più fresche, perfette come note di testa nei profumi. Altri fiori, invece, vengono trattati con dei solventi capaci di estrarne l’essenza sotto forma di concreta. La concreta viene lavata in alcool per toglierne le impurità ottenendo così l’assoluta, che dà note più vibranti, profonde, delle note di fondo.
Queste materie prime vengono poi diluite al 4-5% nei profumi. Quindi l’effetto che danno, annusandole in una fragranza, è molto diverso da quello che si ha annusando l’assoluta, che è come annusare l'aroma al cubo (cioè alla potenza di 3).
Non credevo, ma l’Osmanto è quello che mi ha colpita di più per la sua differenza. Ad annusarlo nelle fragranze sembra qualcosa di etereo, quasi fatato, invece averne annusato l'assoluta mi ha rivelato la sua vera natura: mooolto selvatico, animale “sporco” e dolce-grasso, rosato con un che di albicocca troppo matura. L’Ylang invece resta sempre fresco, pungente e vivace, ma rivela un sottofondo baritonale spesso e ipnotico. Anche il Tiarè resta sè stesso, anche se amplificato: dolce, rosato, allegro e insieme molto presente, con qualcosa di “meringata”; cremoso senza essere troppo dolce.
Nello stand di Robertet (credo) ho annusato l’olio essenziale di limone, accanto al Limonene e al Citral, che sono due molecole sintetiche usate per suggerire l’idea di limone. L’olio essenziale di limone sa –ovviamente- di limone acerbo, agro, fa quasi lacrimare gli occhi. Il Limonene ha in più una nota “verde”, metallica, che ricorda un limone immerso negli aghi di pino. Il Citral invece è più dolce e liquoroso, sa quasi di arancio dolce.

Poi sono andata bella dritta allo stand dell’Osmothéque, che mi ha regalato un’ora di assoluta felicità, che sto per raccontarvi.
La foto là in alto è l'immagine dell'evento, fatta da M. Roudnistka. Mi piaceva molto così l'ho scontornata dal poster e l'ho messa.

19 maggio 2008

Sondaggio: come scegliete il profumo da indossare?

Parliamo delle risposte?
Allora, la maggior parte di chi ha partecipato al sondaggio si profuma per mettere in risalto un lato della propria personalità (ben un terzo di tutte le risposte!), e il più delle volte anche io mi profumo per quel motivo. E' che dentro di noi ci sono tante sfaccettature diverse, e ognuna vibra con una nota o con un'altra; difficile svegliarsi tutti i giorni allo stesso modo. Azzardo: alcuni di quelli che si profumano per entrare in sintonia con un lato di sè stessi forse l'altra volta avevano scritto di usare un profumo al giorno, ma sempre diverso?

Poi ci sono persone che si profumano "per contrasto" o "per assonanza" con il proprio umore, e questo secondo me è interessantissimo: significa che il profumo si indossa a volte per ritrovare l'equilibrio nei giorni di tristezza, di agitazione, di apatia, di... (riempite voi i puntini!), altre volte per dare una valenza anche olfattiva al proprio umore, per dargli un vestito adeguato. Trovo questo dualismo oltremodo affascinante. A me capita di profumarmi "per assonanza" con l' umore soprattutto in primavera ed estate, quando sono più vivace e postitiva, mentre in inverno mi profumo più "per contrasto", per riequilibrare la malinconia. E voi?

E poi ci si profuma per farsi notare. Evviva voi che lo avete scritto, per essere stati sinceri. Potreste raccontare quali sono le fragranze che vi fanno notare di più in mezzo agli altri, alla luce della vostra esperienza? E quali reazioni scatenano?

C'è poi qualche anima gentile che -usando il profumo come piacevole accessorio- fa attenzione soprattutto a non stufare colleghi e coinquilini. Tento un altro azzardo: siete gli stessi che l'altra volta hanno scritto di usare un solo profumo e sempre quello? E quale avete scelto?

Invece altri sono più interessati a trarre dal profumo un aiuto, un sostegno per sè stessi (concentrazione e chiarezza mentale, immagino? o anche qualcos'altro?).

E per ultimi, ci sono amici che si profumano per altre ragioni, che io non ho saputo immaginare. Avete voglia di raccontarcele, quste ragioni?

15 maggio 2008

10a Giornata del Profumo - Grasse

Ricevo da Anna Maria (grazie!) questa interessantissima segnalazione e la pubblico per tutti. Il mio francese mi permette di capirla abbastanza, ma non di tradurla decentemente. Mi sembra comunque una fantastica occasione.

"So che è un po' tardi, ma l'ho saputo solo stasera:
10e Journée du Parfum - Grasse - 17 mai 2008
De 13h30 à 16h30 : Concours de nez ouvert au public selon trois catégories (jeunes de moins de 12 ans, jeunes de 12 à 18 ans et adultes). Les concurrents devront reconnaître des senteurs et des compositions parfumées et répondre à des questions sur la parfumerie.

De 13h30 à 18h00 : Animations. Stand de l'Osmothèque à Versailles: la mémoire des parfums. Stand des éleves du Grasse Institute of Perfumery.
Stand de la Bastide du Parfumeur : le Conservatoire des plantesà parfums du pays Grassois.
Stand du Musée International de la Parfumerie

De 13h30 à 18h00 : Initiation aux matières premières. Tables de découverte et d'initiation aux matières premières animées par les parfumeurs des sociétés : Mane, Robertet, Charabot, Laboratoire Monique Rémy-IFF, Payan-Bertrand

De 16h30 à 18h00 : Conférence de Yves de Chiris

De 18h00 à 19h00 : Remise des prix du 10ème concours de nez. La proclamation des résultats du concours et de la remise de prix aux lauréats aura lieu dans la grande salle du Palais des Congrès à partir de 18h00

A partir de 19h00 : Cocktail de clôture. Les bénéfices de la manifestation seront entièrement attribués à l'Institut Fenelon et contribueront à l'équipement de la classe d'intégration spéciale pour enfants handicapés.
Entrée : 5 euros pour les adultes et gratuit pour les moins de 18 ans. Inscription au concours de nez : 5 euros par personne.

Plus de renseignements : Office du Tourisme - 04 93 36 66 66"

13 maggio 2008

Datura Noir (Serge Lutens/Chris Sheldrake, 2001)


Se le piramidi dei profumi sono puramente indicative, quelle dei profumi di Lutens/Sheldrake secondo me lo sono ancora di più.
Le suggestioni delle loro fragranze sono evocate da molecole -credo soprattutto sintetiche- così ricche, tanto sontuose e indescrivibili che recitare “buccia di mandarino, albicocca, fiori di limone, fiore di datura, tuberosa, osmanto, cocco, eliotropio, mirra, mandorla amara, vaniglia, fava tonka e muschio” è quasi fargli un torto, perché poi dentro la fragranza, c’è molto di più.
In questo caso c’è una bellissima Strega ammaliatrice. Una Strega notturna, seduttrice, dal fascino pericolosissimo. L’impressione iniziale è di agrumi dolci caramellati accostati ad una tuberosa cremosa, che danno un avvio gourmand/fiorito alla fragranza. Sembra quasi un innocuo dolcetto...
Invece la datura inizia subito a farsi strada, con una nota bassa e ipnotica, una specie di basso che scandisce il ritmo del cuore. Pum…pum…pum…
Accanto al fiore di datura, mirra, muschio mandorla amara rendono tutto profondo e oscuro come una pozione magica. O come uno sciroppo denso e scuro che, una volta bevuto, obnubila la mente e la trasporta in un mondo onirico lontano anni luce da qui.

Riaprendo gli occhi nella luce del mattino, ancora storditi da mille sogni più veri del vero, della Strega non ci sarà più traccia, ma intorno a voi continuerà ad aleggiare un profondo, mistico aroma di Datura.

Questo è un profumo per chi osa portarlo. Non importa se siete uomini o donne, giovani o meno giovani, importa solo che ve la sentiate davvero, di prendere questa pozione magica.

Datura Noir è uno dei miei Profumi da Streghe
Ringrazio la mia amica Datura che me ne fatto un piccolo decant!

La foto è di Gianluca Liuzzi su http://www.images.google.it/

10 maggio 2008

B&B su Radio 2!


Domani mattina (domenica 11) dalle 9.30 alle 10.30 su Radio 2 si parlerà di profumi. Mi hanno invitata alla trasmissione "L'Altrolato" di Federico Taddia e Claudia Ceroni, e stamane abbiamo registrato la puntata. Mi sono divertita da morire! Per chi non la potrà seguire spero di riuscire a mettere un link allo streaming di Radio2, così da poterla riascoltare con calma.
Tomorrow morning (Sunday 11th) from 9:30 to 10:30 on the National Channel Radio 2 we’ll be talking about perfume. Journalists Federico Taddia and Claudia Ceroni invited me as guest at the "L’Altrolato" programme (“The other side”), and today we recorded the programme. I was amused to death! For those who will not be able to follow it, I hope to be able to link the Radio2 site, so you can listen afterwards.

LINK INSERITO! LINKED! PER ANDARE SULLA PAGINA CLICCATE/CLICK TO REACH IT

8 maggio 2008

Festival delle Rose


Ho ricevuto questo messaggio da Stefania Zuccotti dell'Olfattorio e lo metto qui in home per tutti. Ringrazio Stefania per quest'invito, molto interessante:

"Ciao, mi piacerebbe mettermi in contatto con te e provo a scriverti quì. Vorrei segnalare che dal 6 al 8 giugno presso i musei Mazzuchelli di Cilivenghe di Mazzano in provincia di Brescia si terrà il festival della rosa antica, dove si parlerà della rosa in vari modi. Tra le tante belle attività che il festival propone ci sono dei workshop tra cui uno sull'uso della rosa in profumeria curato da me.
Se la cosa può essere di vs gradimento vorrei invitarvi a partecipare numerosi poichè l'ingresso al festival è gratuito e i workshop costano solo 5€ e sono da prenotare.
Per maggiori info segnalo il sito http://www.museimazzucchelli.it/
Un saluto profumato di rosa a tutti. Stefania".

Trovate tutte le info sul festival in questa pagina:
http://www.museimazzucchelli.it/mostreeventi/2008-festival-delle-rose/

7 maggio 2008

Intervista/Interview: Andy Tauer

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"Alla fine, più importante delle note che scegli, è quel che ci fai, con quelle note" (A. T.)

Andy e io ci siamo incontrati nel negozio di Zurigo Medieval art & Vie, dove il suo amico Pascal vende libri e profumi (i suoi e quelli di Vero Kern, di cui poi vi racconterò meraviglie: meritano un post a parte). Mi ha portata in un bar all’aperto nella parte vecchia della città e abbiamo cominciato a chiacchierare. Il bello è che lui è una persona semplice, diretta, è un piacere parlarci, anche perché ti porge le cose in maniera soave, per niente arrogante. Gli ho raccontato dell’ammirazione –mia e di molte altre persone che frequentano questo blog- per le sue creazioni, e anche se è un timido, mi sa che gli ha fatto piacere saperlo. Mi è sembrato uno che si emoziona per le cose, anche se non lo dà troppo a vedere.
Abbiamo iniziato parlando di Edmond Roudnitska, che considera il più grande creatore del passato, non solo per le fragranze straordinarie che ha lasciato (la sua preferita è Diorissimo, che annusa dal flacone, senza indossarlo), ma anche perché ha sintetizzato nel suo libro "Le Parfum"alcune caratteristiche che Andy considera fondamentali per un buon profumo: potenza, delicatezza e brillantezza.
Poi mi ha raccontato delle sostanze odorose con cui gli piace lavorare. “Preferisco quelle con molte sfaccettature, che mi permettono di andare in più direzioni, come l’iris (con l’irizone e l’irone), che ha un lato fiorito, uno animale, uno boscoso, è complesso, interessante. Poi i legni e specialmente il legno di cedro, che ha una faccia gentile, liquida, quasi dolce nel cedro del Texas (in Le Maroc pour Elle), o una più vibrante, secca, pungente nel cedro dell’Atlante (L’Air du Desert Marocain). Anche l’accordo rosa/gelsomino mi piace molto per la sua capacità di addolcire le composizioni: elimina gli spigoli e “cuce” le note, mettendo pace in ogni composizione. Anche l’ambra, la rosa bulgara, il metil cedril ketone e l’Iso E Super sono alcuni dei miei ingredienti preferiti”. Invece trova complicato il fiore d’arancio, di cui adora l’aroma ma con cui è difficile lavorare, e non apprezza molto le note di gardenia (e styrallile – penso che questa sia la traduzione giusta ma... non sono un chimico) per la loro potenza che si impone troppo.
Nelle sue creazioni non mette mai troppe note: appena 30 -di cui il 60% naturali- nell’Air du Desert Marocain, 40 note in Reverie au Jardin, appena 10 nell’Incense Extreme. E nonostante questo –gli dico- sono di una tale complessità… “Ma alla fine, più importante delle note che scegli, è quel che ci fai, con quelle note: non ha senso sovrapporre 100 ingredienti complessi e potenti che alla fine si zittiscono tra loro creando un insieme uniformemente “grigio” (così come tutti i colori insieme danno il nero). Meglio un numero limitato di componenti, ma che siano quelli giusti”.
A quel punto, rosa dalla curiosità della neofita gli chiedo di raccontarmi com’è comporre una fragranza, cosa fa quando compone, e mi racconta che a volte ascolta vecchie melodie arabe o Steve Reich, ma il più delle volte si isola, stacca il telefono e si immerge in una metodica sequenza di tentavi ed errori. Del tipo: ”qui c’è troppo cardamono”, poi prova a metterne meno “troppo poco”, allora ne aggiunge dell’altro “nooo, di nuovo troppo”, per poi arrivare a un “ma c’è proprio bisogno del cardamomo qui?”, col risultato di buttare via tutto e ricominciare daccapo. “Può essere molto frustante, a volte si cade in un senso di depressione, perché l’immagine nella testa è perfettamente chiara, ma quello che c’è nel flacone no. A volte sto fermo per giorni e giorni su una singola nota”.
Quando sta componendo qualcosa in genere lo indossa anche, altrimenti sceglie l’Air du Desert Marocain, o qualcuna delle sue fragranze preferite: Knize Ten (ne abbiamo parlato pochi giorni fa!), Palisander di Comme des Garcons, Cuiron di H. Lang, Habit Rouge (Guerlain), o il Vetiver Extraordinaire di F. Malle (gusti raffinati! e adora le note cuoiate…).
Poi mi ha raccontato della sua passione per le arti visive: lui dipinge, anche, e se non avesse intrepreso la strada del profumo avrebbe continuato con la pittura. "Esprimere la propria passione in un atto creativo permette alla parte gioiosa di uscir fuori, aiutandoci a ritrovare l’equilibrio anche quando arrivano i momenti brutti, e farci ricominciare a sognare".
Allora gli chiedo cosa è il profumo per lui: “Gioia e divertimento. Oltre che un’indebita (e lo dice sorridendo) estensione del proprio spazio vitale. Perché allarga la bolla che occupiamo con la nostra presenza estendendo la nostra influenza nello spazio. Ma questo non è male, perché il profumo è anche un mezzo per incontrare gli altri: basta guardare cosa succede intorno alle comunità online (come la nostra!) che si incontrano per parlare di profumi: nascono amicizie, circolano curiosità e stimoli sempre nuovi, opinioni, vivacità, si scambiano passioni e fialette, si organizzano tour profumati (o Sniffathone!) nelle varie città. E‘ una cosa bella che arricchisce la vita delle persone”. E qui l’avrei baciato in fronte: ha espresso nella maniera migliore possibile quello che penso anch’io!
Ci lasciamo a fine pomeriggio anche perché devo andare in negozio a fare incetta di flaconi per i miei amici, ma ci terremo in contatto: ci siamo scambiati alcune fialette -altre ne seguiranno- per scambiarci opinioni e sensazioni.
Grazie ancora, Andy, per avermi accolta nel tuo mondo profumato!
Visitate il blog di Andy!
ENGLISH TEXT
Andy and I met in the Zurich shop “Medieval Art & Vie”, where his friend Pascal sells perfumes and books (Andy’s and Vero Kern’s, of which I’ll tell you wonders in a separate post). He led me to a bistrot in the old part of the town and we started talking. The great thing is that he’s simple and direct, it's a pleasure to speak with, because he offers his views gently, kindly. My feeling was of an emotional, intense individual, and even if he tries to stay cool, he vibrates under the skin.
We started talking about Edmond Roudnitska, who Andy considers as the biggest creator ever, not only for the extraordinary fragrances he left us (his favorite is Diorissimo which smells from the bottle without wearing it), but also because he summarized in his book "Le Parfum" all those features Andy considers essential in a good perfume: power, finesse and brilliance. Then I asked him which raw materials he loves to work with: "I like multi-faceted ones, which allow me to explore several directions, such as iris (with irizone and irone), whose complexity possesses a blooming aspect, an animal one and a woody one. Then he loves woods, and especially cedar, with a clear, almost sweet character as in Texas cedar (Le Maroc pour Elle) and a more vibrant, dry, pungent as in Atlas cedar (L'Air du Desert Marocain). The rose/jasmine accord is marvellously able to soften any compositions: it removes edges and "sews" notes together, introducing peace and settlement. Also amber, Bulgarian rose, cedryl-methyl-ketone and IsoESuper are some of his favourite ingredients. Orange blossom is rather complicated, he loves its smell but it’s difficult to work with. He doesn’t particularly enjoy gardenias (styrallile) for its too powerful presence. In his creations he never mixes too many materials: just 30 (60% of which natural) in L’Air du Desert Marocain, 40 notes in Reverie au Jardin, just 10 in Incense Extreme. And despite this -I say- they are of such complexity... "But in the end, most important than the notes you choose, is what you do, with those notes, it makes little sense to overlay 100 complex and powerful ingredients which silent down each other creating a uniformly gray perfume (like adding all the colours together result in black). It’s better to limit to a small number of components, but the right ones". So I ask him to tell me how he composes fragrances: what he does, when and how. He tells me that sometimes old Arabic melodies or Steve Reich help him concentrate, but most often he puts off the phone and sinks into a methodical try-and-error sequence. Like "ah, there is too much Cardamom", then puts less "now there’s too little", then adds more "nooo, again too much” to finally get to a "but do I really need to put cardamom at all, in here?” with the result of throwing it all away and start again. "It can be very frustrating, sometimes you fall into a sense of depression, because the perfume is perfectly clear in your mind, but what's in the bottle, isn’t. Sometimes I stop for days on a single note". When composing he usually wears his work on the skin, otherwise he chooses L’Air du Desert Marocain, or one of his favourite fragrances: Knize Ten, Comme des Garcons’ Palisander, Cuiron by H. Lang, Habit Rouge (Guerlain), or Malle’s Vetiver Extraordinaire (refined tastes! And loves leather notes...). Then I was told of his passion for visual arts: he paints, too, and if he hadn’t turned to the world of perfumes he would continue painting. "Expressing your passion into a creative act allows the joy inside you to get out and help you regain balance and focus when bad times arrive, and let you begin dreaming again". Then I ask him what is Perfume for him: "Joy and fun. In addition to an undue (and he says it smiling) extension of your living space. Perfume enlarges your “bubble” extending your influence in space. But this isn’t bad, because scent is also a way to meet others: just look at what's happening around online communities (like ours!). They meet to talk about perfumes: friendships are born spreading curiosity and stimulating new views and liveliness; vials are shared, scented tours being organized in various cities. It’s something beautiful which enriches people's lives". I would kiss him in the front: he has delivered the best possible description of what I do think, too! We parted at the end of the afternoon because I’d to go to the shop to purchase huge quantities of his fragrances for my friends, but we’ll keep in touch: we exchanged a few vials of vintage perfumes and others will follow. Thanks again, Andy, for sharing your fragrant world with me!
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5 maggio 2008

Le fragranze di Andy Tauer


In questi giorni le ho provate con calma, spero che anche gli amici che stanno per riceverle mi facciano sapere che ne pensano. A me hanno dato l'impressione di fragranze molto presenti ma insieme molto intime, personali, che parlano dell'individuo che le indossa. Mi sono piaciute moltissimo, l'incenso usato secondo me è di diversi tipi e così si creano atmosfere diverse tra loro, insolite e di classe.

Di L’Air du Desert Marocain Andy mi ha raccontato l’immagine precisa che ha cercato di ricreare: il Marocco, l’aria languorosa della sera, una camera in penombra, dalla strada arriva profumo di spezie e una melodia marocchina in lontananza. Dalle tapparelle semichiuse si intravede la luna che inizia a salire. Secondo me c’è riuscito benissimo. Ci ha messo dentro incenso e legni, ma non immaginatevi qualcosa di simile agli incensi dell’Artisan Parfumeur (Dzonghka e Passage d’Enfer), Messe de Minuit di Etro o la linea Incense di CDG, che sono tributi alla spiritualità e ricordano rituali sacri: qui di religioso non c’è assolutamente nulla, semmai c’è la celebrazione della carnalità umana, l'esaltazione della pelle che lo ospita. Secco, brillante e aromatico, sta comunque accostato alla persona con grande misura e sobrietà. Decisamente da provare. Luca Turin si è sposato un paio di settimane fa: per quel giorno ha scelto di indossare proprio L’Air du Desert Marocain. Sul nuovo libro lo premia con ben 5 stelle (il massimo) e una pagina di recensione tutta per lui.

Le Maroc pour Elle è la prima creazione di Andy Tauer, e purtroppo continua a non essere il profumo per me. Non riesco ad apprezzarlo: s’incarta male ed escono delle punte di cumino e altre spezie che stridono fra loro. L’avevo già descritto qui.
Ma l’ho annusato su Stefania, che era con me, e su di lei si trasforma in una bellezza fiorita e sensuale (rosa/gelsomino), di una raffinatezza insostenibile. Il drydown è la parte migliore: le spezie si sentono solo in sottofondo, e i fiori sono come adagiati su un drappo di seta.

Incense Extreme. Ok, Andy adora l’incenso e gli odori del bosco. Il legno di cedro, soprattutto. Anche io (evviva!), così mi posso godere questo abbinamento ombroso, rauco, capace di scaldare il cuore come una coperta di cachemire. Ha un che di indomabile, misterioso, selvaggio, eppure ha tutte le punte arrotondate, ammorbidite, fragranti. L’ho trovato affascinante da morire. Potrebbe finire in wishlist.

Incense Rosè ovviamente, per gli amanti della rosa. Anzi, delle rose, perché qui Andy ne ha messe ben due. Una fresca si sente in apertura, mentre l’altra è un basso che pulsa in sottofondo. La rosa non è il mio fiore, ma riconosco che qui è trattata in maniera diversa, tutta avviluppa ad un incenso aromatico che la sostiene e ne bilancia la dolcezza. La lunga coda finale è il momento migliore, la fragranza si apre e si allarga fino a diventare un lago, che riflette un tramonto rosato.

Lonestar Memories è un cuoiato originale, non elegante o ricercato, ma primitivo, animale, potente, ruvido, corposissimo. Ha una nota indolica, “sporca” che si amalgama bene col cuoio e i legni. Chi apprezza Rien di Etat Libre d’Orange o Gomma di Etro potrebbe provarlo. Non perché somigli in qualche modo, ma perché ha la stessa presenza forte, che si impone. Non è un profumo per anime candide!

Reverie au Jardin per me il più difficile da capire, e forse per questo, mi ha molto affascinata. Sa di prato bagnato dalla rugiada, con il sole che fa splendere le ultime goccioline sui fiori di lavanda, sui petali di rosa e sui fili d’erba. L’incenso è cristallino, aereo, quasi senza peso, mi ricorda quello dei profumi Amouage: raffinatissimo! Non so come abbia fatto ad accostare il verde dell’erba ai fiori e all’incenso. Ma il risultato è insolito, fresco, poi si addolcisce leggermente, ma resta sempre sul verde. Chi non può fare a meno dell’incenso nemmeno nei mesi caldi dovrebbe assolutamente provare questo.

Sto provando le fragranze nuove, che usciranno da qui a metà del prossimo anno: una rosa, un vetiver, ed una terza fragranza chiamata “In the Metro”. Domani ve ne scrivo!

L'immagine proviene da: http://www.answers.com/ e raffigura alcuni tipi di resine ed incensi, dall’alto in basso, da sinistra a destra: polvere di Makko (Machilus thunbergii), Canfora del Borneo (Dryobalanops aromatica), Benzoino di Sumatra (Styrax benzoin), Frankincenso Omanita (Boswellia sacra), Guggul (Commiphora wightii), Frankincenso dorato (Boswellia papyrifera), Balsamo di Tolu (Myroxylon toluifera), Mirra di Somalia (Commiphora myrrha), Labdano (Cistus villosus), Opoponax (Commiphora opoponax), polvere di sandalo bianco dell’India (Santalum Album). L'ho messa solo perchè mi piaceva.

4 maggio 2008

Di ritorno


Eccomi qui, di ritorno. Ho preso i profumi per tutti, devo solo impacchettarli e spedirveli. Sono eccezionali, anche i nuovi incensi, e non vedo l'ora di riuscire a raccontarveli per bene (ho anche ricevuto fialette che vi spedirò col pacco).

Andy Tauer è una persona di tale gentilezza, pacatezza ed umiltà che mi ha sorpresa: potrebbe benissimo tirarsela alla grande, visto quant'è bravo, ed invece è una persona squisita e sorridente. Mi ha dedicato un pomeriggio intero, abbiamo parlato di mille cose, dalle fragranze che ha creato finora, al suo modo di comporre, alle sue passioni, ma non ha solo risposto alle domande, è stato un fiume in piena di opinioni, entusiasmo e riflessioni sul mondo delle fragranze. Me ne ha portate tre da provare, che non sono ancora uscite. Ve le racconterò perchè almeno due secondo me sono favolose. Una mi ha commossa.

Per ora è tutto...Vi posto l'intervista nei prossimi giorni.