22 giugno 2008

The Perfect Scent – Chandler Burr (2007, in inglese)


Chandler Burr, giornalista del NY Times ed autore del volume "L'Imperatore del Profumo" su Luca Turin e la sua teoria vibrazionale degli odori, ci accompagna nell’esplorazione dell’industria profumiera, attraverso un anno di lavoro con Jean Claude Ellena e Sarah Jessica Parker, che nel 2006 hanno lanciato rispettivamente Un Jardin sur le Nil per Hermès e Lovely, per Coty.
Da un lato viene raccontato il percorso di una fragranza all’interno di una grande Maison francese di lusso, dal primo brief al profumiere, alla creazione dei primi essais che vengono modificati decine di volte, fino alla ricerca del packaging adatto alla nuova fragranza e all’organizzazione delle attività di lancio della fragranza (selezione degli spazi pubblicitari, organizzazione della conferenza stampa per i giornalisti).

Dall’altra, la celebrità di Sex & The City che si coinvolge totalmente nella creazione della fragranza che ha in mente insieme ai due giovani nasi che IFF le mette a disposizione.
Interessante per capire come funziona un’industria misteriosa sulla quale si sa poco. Burr è intelligente, colto e documentatissimo, si capisce che conosce bene la materia che tratta e le persone che intervista, snocciola ad ogni pagina numeri e dati sul fatturato dei vari marchi, su quanto pesano le diverse voci di spesa (materie prime, creazione, pubblicità), sulle liste delle fragranze più vendute nei vari Paesi Europei e USA, che le Aziende considerano la loro Bibbia. Davvero interessante e ricco. Chi conosce l'inglese dovrebbe leggerlo, almeno per imparare qualcosa di più su come nasce quel che troviamo sugli scaffali delle grandi catene.
Devo dire che Chandler Burr mi è tutto fuorchè simpatico e trovo che abbia gusti discutibili in fatto di profumi, ma scrive bene, il volume è godibilissimo e molto utile.

12 giugno 2008

Eau de Shalimar (Guerlain, 2008)

PLEASE SCROLL DOWN FOR ENGLISH TRANSLATION

Ero alla Rinascente a Milano e ho fatto un giretto veloce (indovinate un pò in quale reparto?).
Sono andata subito al corner di Tom Ford: senza personale, boccette per metà vuote, una tristezza... peccato, perchè avrei voluto provarle tutte, ma ci ripasserò. Poi sono andata a sentire "888" di Comme des Garcons, che mi è sembrato una cosina timida timida, persa nel boschetto dietro casa, se qualcuno l'ha sentito e vuol dirci qualcosa... Ma forse ero arrabbiata per il dopo, e così questo non l'ho "sentito". Il dopo è stato quando sono andata allo stand di Guerlain per il Vetiver Extrème e la nuova Eau de Shalimar.
Sui polsi avevo già la Pelle e l'Ambra di Tom Ford, che vorrei ritestare perchè la Pelle mi è sembrata notevole e l'Ambra, pur non originalissima, comunque buona. In un incavo del gomito ho messo il Vetiver Extrème di Guerlain (che francamente si può ignorare senza sensi di colpa) e sull'altro, l'Eau de Shalimar. E' partita in sottovoce da non sentirla nemmeno, e dopo 15 minuti era già diventata così sonora e petulante da eclissare tutto il resto. Sentivo solo quella. Una composizione che più confusa e sgraziata non si può, con una velocissima e subito evanescente nota agrumata indefinibile nell'avvio, e tutto il resto che si risolve in un accordo mandorla/vaniglia/fava tonka che vorrebbe riecheggiare la Guerlinade e che invece materializza una specie di Ricciarello inzuppato nell'acqua di fiordarancio. Mi sembrava di avere questo enorme Ricciarello alle calcagna, che mi seguiva costantemente gridandomi dietro "Non scappare! Vieni qui! Tu non sai chi sono io!". Una sensazione abbastanza brutta, che è durata per ore senza attenuarsi.

Mi è stato fatto notare che sebbene in genere parli di quello che mi piace ignorando quello che non mi piace, infierisco senza pietà sulle fragranze di Guerlain. Perchè? Ma perchè è Guerlain! G-u-e-r-l-a-i-n!
Forse è colpa mia, che mi aspetto troppo dal marchio che mi ha aperto le narici, e forse dovrei semplicemente accettare il fatto che il tempo passa e le cose cambiano, e chi prima creava dei veri capolavori, oggi è già contento se fa uscire una cosa al limite della decenza. Ma mentre da altri marchi questa politica la accetto, da Guerlain no. Non sono capace di farmene una ragione, ogni volta è un colpo al cuore. Forse uno dei motivi è che continuano ad usare nomi di vecchie fragranze meravigliose -in questo caso Shalimar- che oggi designano fragranze molto diverse dall'originale. E' come noleggiare un vecchio film, diciamo "Vertigo-La donna che visse due volte" di Alfred Hitchcock, pregustando già il piacere di rivedere un vecchio capolavoro, solo che quando inizi a guardarlo ti accorgi che invece degli attori veri recitano -e male- delle controfigure, e quando vola giù dal campanile, la controfigura di Kim Novak muore davvero e alla fine lui diventa un pilota d'aeronautica. Dopodichè, titoli di coda.
La foto là in alto è mia.
ENGLISH TEXT
Since I was at the “Rinascente” department store in Milan, I did a quick tour around the perfume aisle.I immediately reached Tom Ford’s corner: no staff, half of the flasks were sadly empty. Unpromising beginning: I should’ve get out. However I had the chance to meet Leather and Amber scents, which I would like to test again because the Leather seemed remarkable and the Amber, while not so original, still very pleasant. Then I tested "888" by Comme des Garcons, which seemed a tiny shy puppy, lost in the woods behind home, if anyone has detected it, comments are welcome. Maybe I was just angry for the following visit that I overviewed it. The following visit I did was to Guerlain corner, to test Vetiver Extreme and the new Eau de Shalimar. Extreme Vetiver may be frankly overviewed without feeling guilty. Eau de Shalimar instead started calm and reassuring, but turned so sound and petulant, after 15 minutes, as to eclipse everything else around. The composition is confused as it’s humanly possible with a fast, undefinable citrus note, then results in an almond/vanilla/tonka bean mesh which would echo the Guerlinade only in dreams. It materializes a huge Ricciarello (those Italian lozanged sweets mede of almond paste) soaked in orange flower syrup. I was kind of heeled by this huge Ricciarello, which followed me shouting "Do not run away! Come here! You don’t know who I am!". A pretty bad feeling, lasting for hours without weakening. I was pointed out that although in general I prefer talking about what I like, ignoring what I don’t, I can get particularly ferocious and mercilessly on Guerlain fragrances. Why? But why they are Guerlain! G-u-e-r-l-a-i-n! Perhaps it's my fault, I have high expections from the brand that disclosed my nostrils decades ago, and maybe I should just accept the passing of time the changes in things, and those who were able to create true masterpieces, today are happy with products on the border of decency. But while I accept this policy from other brands, from Guerlain I really can’t. I’m not able to come to terms with it, every time it’s a blow to my heart. Perhaps one reason is that they keep using the name which belonged to wonderful fragrances of the past for today’s perfumes, so "Shalimar" today doesn’t name the fragrance I remember, but a totally new one. It’s like going to Blockbuster to rent –say- "Vertigo - The woman who lived twice" by Alfred Hitchcock, anticipating the pleasure to review an old masterpiece, but when you play it, instead of real actors there are dummies, and after flying down from the bell tower, Kim Novak rises up again with a smile and goes to marry a macho RAF pilot. Then, credits.
The above pic is mine.

9 giugno 2008

Compleanno


Parapapapapaaaaa... oggi è il primo compleanno di Bergamotto e Benzoino!
Grazie a tutti voi per essere arrivati fin qui con me: auguro a tutti noi che anche i prossimi 365 giorni siano pieni di profumate emozioni.

E buona caccia al tesoro: la foto da cercare è questa.
(sono io, molto felice di festeggiare il primo compleanno con voi)!


6 giugno 2008

Les Orientalistes (Annick Goutal, 2007)


A fine 2007 Annick Goutal ha lanciato una linea di fragranze ispirate ai rituali di bellezza degli harem così come sono stati dipinti da diversi artisti del '900. La linea si chiama Les Orientalistes e si compone di tre fragranze: Myrrhe Ardente, Ambre Fetiche e Incense Flamboyant, le tre più classiche note orientali sentite e strasentite in mille fragranze, che però qui sono trattate in maniera interessante, usando materie prime di cui si percepisce la qualità. Non somigliano in niente alle classiche fragranze di Goutal, e anche chi non ha particolare passione per questa linea dovrebbe provarle perchè esprimono qualcosa di diverso, che io ho apprezzato molto. Niente fiori, niente frutta, ben poca dolcezza, nulla in sottovoce. Una sorta di sperimentazione in un campo diverso dal loro solito. A me la sperimentazione piace!
A breve le fragranze diventeranno quattro, con l'inserimento di Musc Nomade, che ancora non ho sentito e su cui nutro grandissime speranze.
Myrrhe Ardente l'ho sentita una mirra pepata, di grande personalità, caratterizzata da una manciata di spezie e legni che sostengono e danno risalto al carattere già appuntito e feroce di questa resina. L'insieme risulta balsamico e complesso, e resta a lungo perfettamente bilanciato sul filo del "troppo". Su di me, però questo equilibrio ad un certo punto si spezza e la fragranza implode in qualcosa di sordo e poco espressivo, con una nota saponata difficilissima da portare. Però l'ho sentito descrivere come il migliore dei tre, quindi potrei anche essere io che ne ho capito solo metà.
Ambre Fétiche mi è parsa una ripresa, più persistente, brillante e personale, dell'Ambra di Etro. Resa molto meglio, diciamo come estesa ed approfondita, esplorata e potenziata nelle sue sfaccettature speziate, con un aspetto legnosetto che mi è piaciuto moltissimo. Ho trovato una curiosa nota di biscotti al forno -non ho idea di cosa possa essere- che bilancia benissimo le spezie, senza però creare stimoli alimentari. Sul fondo una nota cuoiata, ingentilita da una vaniglia cremosa ma senza eccesso di zucchero. Nell'insieme, una fragranza confortante ma intensa, persistente, che dà una bella sensazione calda a tenerla addosso. Notevole!
Incens Flamboyant non carnale come un incenso di Tauer, nemmeno spirituale come quelli della linea Incense di Comme des Garcons, anche qui mi toccherà citare una fragranza di Etro (Messe de Minuit) per raccontare l'idea di partenza, ma anche qui il tema viene approfondito in maniera più presente, più piena, con meno sorbetto e più incenso. Anzi, incensi, perchè ce ne sono tre tipi (tra essenza, distillato e resinoide) nelle tre fasi di testa, cuore e coda, in un'armonia di delicatezza e intensità, freschezza e opulenza che ho trovato affascinante. Accostati all'incenso il pepe rosa e nero, il cardamomo e la noce moscata lo portano ad ardere in qualche luogo che di certo non è una Chiesa. Purtroppo si spegne un pò nel seguito, come se un paletto di sostegno saltasse da qualche parte e la composizione cascasse un pò, perdendo vigore e baldanza; ma tutta la prima mezz'ora secondo me è a dir poco entusiasmante!

Ecco, se devo proprio fare un appunto a queste tre fragranze potrei dire che trovo una separazione troppo netta tra quello che succede nella prima mezz'ora -magnifica- e quello che succede dopo. Magari per qualcuno sarà parte del loro fascino, ma per i miei gusti lo stacco tra gli accordi di testa/cuore e quelli del fondo è un pò violento... non le sento cucite bene.

L'Artwork là in alto è la "Venere allo specchio" di Tiziano.

2 giugno 2008

Il Libro del Profumo – Mariangela Rossi (TEA Ed.)


Lì a destra in basso c'è un'area che si chiama "Letture Profumate". Da quando l'ho inserita ho letto molti altri volumi, specialmente inglesi e francesi, che per ora non ho ancora inserito perchè ho pensato che la eliminerò proprio, la lista, e aprirò una categoria di post "libri profumati", per approfondire quelli che ci possono aiutare a capire meglio il mondo delle fragranze.

Incomincio da quelli in italiano, e in particolare quello di Mariangela Rossi, "Il libro del Profumo", 221 pagine, Tea Libri Edizioni.
Una guida piacevolissima ed esauriente sul mondo delle fragranze, che inizia con 40 pagine di storia del profumo attraverso i secoli e la geografia, partendo dal kyphy egiziano e arrivando fino a Youth Dew e oltre. Descrive le tecniche di ottenimento degli ingredienti odorosi (spremitura, enfleurage, solventi, ecc.), alcune molecole sintetiche, spiega cosa sono le piramidi olfattive e come si leggono, illustra la classificazione delle fragranze in famiglie olfattive.

Nel volume si trovano le interviste di Mariangela Rossi (giornalista di costume, viaggi e benessere) a Laura Tonatto, Lyn Harris e Jacques Polge, naso di Chanel che non si profuma mai (!), che le raccontano aneddoti e storie personali.
Vengono poi esplorati tutti i modi di profumare non solo se stessi ma anche l’ambiente in cui si vive: con le lampade e le candele profumate, attraverso l’antica tradizione giapponese dell’incenso, con l’eau de linge (l’acqua per la stiratura), l’uso degli aromi e delle spezie in cucina.
Scritta in maniera semplice e divulgativa, ma con grande passione e curiosità, questa guida offre riflessioni e aneddoti ad ogni pagina. Consigliata!

ps
Se qualcuno l'ha letto e vuole aggiungere qualcosa...