28 luglio 2008

Un fantasma profumato


Recentemente ho scambiato una delle mie fragranze con questa.
L'ho scelta tra le altre perchè mi ha affascinata l'aroma, così simile a Tabac Blond. Notturno, ruvido, e insieme setoso.
Solo che in Rete non ho trovato alcunchè a riguardo. Qualcuno conosce qualche storico del profumo, o sa a chi potrei chiedere qualcosa su questa fragranza, o sulla Casa che la produceva?



19 luglio 2008

Le Colonie Dior e la linea esclusiva di Prada /Dior's Colognes and Prada's exclusive line

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Oggi ero a Milano per un appuntamento di cui poi vi parlerò, ed essendo in centro ho approfittato per ascoltare alcuni saggi consigli di Gretel e di Magnifiscent, e sono andata da Dior, per testare le tre colonie da uomo. Avevano finito le mouillettes e quindi ho offerto fiduciosamente i polsi e l’incavo di un gomito, e ho fatto bene perché ho gradito molto. Per prima mi sono fatta spruzzare la Cologne Noire che, come mi aspettavo, mi è piaciuta. Una liquirizia speziata e insolita, corroborante, aromatica, stimolante. Mi ha rinfrescato l’anima, e mi ha lasciato la voglia di rituffarmici di nuovo appena possibile. Poi il Bois d’Argent, un’acqua morbida, raffinata, seducente, che secondo me darà il suo massimo in autunno (oggi c’era un clima caldo-umido davvero terrificante). Nessuna delle due colonie si evolve molto e non vivono più di un paio d’ore, ma sono belle così. Ringrazio per i consigli. La Cologne Blanche invece… ecco secondo me è inferiore alle altre due. Non è solo una questione di gusto, l’ho sentita un po’ superficiale, meno accurata. Troppo dolce, con un che di palesemente “finto” che mi ha disturbata.
Poi sono andata da Chanel per provare Sycomore ma il negozio era chiuso, e così mi sono ricordata che lì vicino c’è la Boutique di Prada e che anche loro hanno lanciato una linea esclusiva di fragranze. Ormai è un trend, quello di avere due linee, una commerciale ed una esclusiva. Uno dei motivi è quello di accontentare il cliente che desidera comprare l’esclusività, con una linea che da Sephora non si possa trovare. Un altro motivo è che per l’Azienda offrire il proprio prodotto in un negozio diverso, le fa perdere il controllo su come il prodotto viene presentato: avere una linea “di punta”, o “esclusiva” nella boutique assicura che questa sia presentato in un certo modo, con un contorno ed un’atmosfera coerenti col marchio. Eppoi, l'esclusività contribuisce all'immagine, no? Lo fanno Hermès, Chanel, Dior, Armani… e lo fa anche Prada, con una linea assolutamente da testare. Tra i fiori ho sentito l’Iris (appena dolce e leggerissimo, né femminile né maschile, puro, elegantissimo e per niente stucchevole) una violetta eterea e leggiadra, un narciso pungente e intensamente verde, con un non so che di altero e snob. Tra le resine l’opoponax (consiglio a chi ama questa nota di andare a sentirla) e il benzoino, e poi la pelle ambrata (Cuir Ambre). Sono tutte notevoli, ognuna nel suo ambito. Magari non tutte eccezionali, ma decisamente notevoli. I soldi qui vengono spesi negli ingredienti, più che nella piramide o nella creatività della composizione; per lo più si tratta di strutture semplici, realizzate attorno ad una singola nota, ma che belle, che qualità! Confezione e scatola sono (fin troppo) spartane. Aggiornamento: ho letto che il designer del flacone è Lalique.
Se ci passate, vi consiglio assolutamente una prova. Sono tanti, lo so, e io non sono riuscita a testarli tutti. Però ne ho sentiti abbastanza per far danni: mi sono innamorata del Benzoino, dolcemente fumoso con qualche spigolo ruvido, e del Cuir Ambre, che ha un avvio ambrato simile all’Ambre Precieux di MPG, e che sviluppa quasi subito un sentore di cuoio stagionato insieme morbido e secco, che si accosta all’ambra in una maniera che mi fatto saltare un battito. Su di me era già fantastico, poco fa l’ho provato su mio marito che ha subito esclamato “Mio!”.
ENGLISH TEXT
Having spent the day in Milan in a meeting I will tell you about very soon, I decided to listen to some wise advice by Gretel and Magnifiscent, so I visited Dior Boutique with the purpose of testing the three colognes of the exclusive line. The mouillettes were over, so I confidently offered my wrists for a spray. It was a good decision, because I liked them both a lot. First, I sprayed the Cologne Noire which delighted me, as expected. A spicy licorice, very aromatic and stimulant. It refreshed my soul, I hope I'll have other chances to test it soon. Bois d'Argent, on the contrary is softer, elegant, enticing, and I think it'll be at its best next autumn (today was scaringly hot and wet). Neither of the two colognes evolves significantly and on my skin both have lived only for a couple of hours, but they were so beautiful and felt so good... Thank you Magnifiscent and Gretel for your advice.
The Cologne Blanche well ... for me is definetly less interesting than the other two. It's not just a matter of taste, I felt it a little superficial, less accurate. Too sugary-sweet, with a "fake" attitude that disturbed me. Then I decided to reach Boutique Chanel to try Sycomore, the new Exclusif, and when I discovered the store was closed, I instantly remembered that Prada Boutique is nearby. They have launched an exclusive line of fragrances, too. It seems as if having two lines, one commercial, the other exclusive, is getting trendy. One reason may be the wish to satisfy customers in search of exclusivity, with a line of perfumes never to be found at Sephora. Another reason may be that Brands offer their products in department stores and malls which put perfumes and they way they are presented and sold, out of their control: a "top" or "exclusive" line sold only in Boutiques of the Brand ensures that they’ll be presented in the right way, in a consistent environment. Moreover, luxury contributes to image, insn't it? Hermès, Chanel, Dior, Armani understood that... and so did Prada, with a line really worth testing. Among the flower fragrances I tried Iris (fruity sweet and bright, neither male nor female, pure, elegant, a marble-like beauty not at all cloying), an ethereal violette and an intensely pungent and green narcissus with a posh side I truly enjoyed. Among the resins I would cite Opoponax (I advise those who adore this note to go and test Prada’s), Benjoin and Cuir Ambre. They are all great, each one in its way. Money, here, is spent in raw materials rather than in composition creativity. The majority show a simple structure, highlighting a single note of extreme beauty and personality. Quality works! Packaging and box are (too) Spartan (i.e. modest).
Update: I read that Lalique is the bottle designer!
If you ever happen to get somewhere near the shop, you should absolutely get in and test them. I wasn’t able to test all of them as I’d have wished. But my purse was damaged all the same, since I fell in love with Benjoin, gently smoky with a few rough edges, and Cuir Ambre, with an ambre start reminiscent of Ambre Precieux by MPG, that develops into a supple leather, in a way that made my heart skip a beat. It was fantastic on my skin, I tried it just now on my husband’s, whose eyes widened while exclaiming "Mine!".

14 luglio 2008

Vetiver Dance (Andy Tauer, 2008)

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Lo so, non è giusto che io pubblichi una recensione prima che il profumo esca. Perché così non ci può essere contraddittorio e nessuno mi può dire “guarda che stai dicendo una fesseria” (è anche vero che i post restano in archivio, e a ottobre potrete prendervi la vostra giusta rivincita).

Però visto che se ne è parlato... approfondiamo. Inizio subito dicendo che per me è il miglior vetiver di sempre, diverso da tutti quelli annusati finora. Il vetiver è una nota con molto carattere, non è facile metterla al centro di una fragranza e dire qualcosa -oggi, nel 2008- che non sia già stato detto. Dopo il Vetiver Extraordinaire di Malle poi, credo sia ancora più difficile. Quello di Andy apre con agrumi e spezie "fredde": pompelmo (anzi, “methylpamplemousse”, di cui non ho un traduzione appropriata ma che lui spiega come un insieme di legni e buccia d’agrumi), accostato a pepe, coriandolo, un tocco di cardamomo. Nel cuore un accordo di mughetto costituito da 13 molecole diverse, tra cui l’assoluta di rosa di Bulgaria che lui ama molto, salvia sclarea, ylang ylang, e tra quelle sintetiche lilial, che dà una nota umida/malinconica, stemone, beta-ionone (diciamo... una violetta) e ovviamente, il vetiver associato alla sua controparte sintetica vetiverol, ambra grigia, legno di cedro, e fava tonka a chiudere. Verde l’inizio, verde il centro, verde il finale. Ma tre tipi completamente diversi di verde; uno fresco, uno fiorito, uno legnoso. Il risultato è un vetiver presente e ben strutturato, ma puro e trasparente. Una specie di cristallo perfettamente pulito, che racchiude al suo interno un minuscolo fiorellino ancora umido, che canta in maniera delicata e persistente. Le spezie si sentono come sottofondo. Un profumo fatto di luce e vivacità, che dona energia e solleva lo spirito.
Anche se so che qualcuno sarebbe già tentato, aspettate per gli ordini perchè ci sono novità da Profumo in Via Brera: non so ancora come saranno i costi, ma Guido mi ha scritto che in autunno i profumi di Andy dovrebbero approdare nel suo negozio. E ovviamente stiamo pensando a qualche sorpresa.
ENGLISH TEXT
I know, it's unfair from my side to review a perfume before it's actually launched. There can’t be debate and none of you can tell me "you speak nonsense”. But it's also true that these lines will be still in their place next October, when you'll have your chance to take revenge on my them. I will begin by saying "this is one of the best vetiver ever", different from all vetivers smelled so far. Vetiver is a temperamental note, it isn’t easy to put it in a fragrance and tell something -today, in 2008 – completely new. After Malle’s Vetiver Extraordinaire, I think it would be even more difficult. Andy’s vetiver opens with cold citrus and spices: grapefruit (methylpamplemousse, that is woods+citrus peel) sided with pepper, coriander, a touch of cardamom. The heart uncovers a lily of the valley consisting of 13 different molecules including the absolute of Bulgarian rose which Andy loves very much, clary sage, ylang ylang, a synthetic (lilial, which contributes a wet/melancholic note), stemone, beta-ionone (let’s say… violets) and of course, the vetiver associated with its synthetic counterpart vetiverol, ambergris, cedar wood, tonka bean. Green is the start, green is the heart, green is also the base. But three completely different kinds of greenery: one crisp, one flowery, one woody. The result is a well-structured vetiver, pure and transparent. A perfect crystal, hiding a flower inside; but the tiniest little flower ever, still wet, singing a gentle but persistent tune. Spices serve only as a cold background. A real bouquet of raylights, which energizes and raises the spirit.

10 luglio 2008

Aperitivi profumati


Ieri pomeriggio ho preso un aperitivo profumato con un’amica di questo blog, che non nomino perché non so se, dato il suo carattere riservato, ha voglia di farsi riconoscere. Non ci conoscevamo di persona, ci siamo solo scritte e sentite ma mai viste. Così ho scoperto che è bella, ha modi gentili ed eleganti, ed una voce dolce.

Avevamo scelto un bar con i tavolini all’aperto e abbiamo ordinato un caffè e un succo di pompelmo. Ognuna portava con sé una borsa di profumi e campioni vari da scambiarci e così, facendo conoscenza abbiamo iniziato a mettere i flaconi sul tavolino: Caron, Carthusia, Etro, Montale... E lì si è prodotta la magia: tutte quelle voci racchiuse nei flaconi hanno zittito d’incanto tutto il resto, fermando il tempo e lo spazio. Ad un tratto non eravamo più in centro città, con le auto, i semafori e i passanti frettolosi. Tutto si è come fermato in un frame irreale, dove le cose colte dalla vista e dall’udito restavano ai margini, sfocate, mentre quelle da toccare ed annusare erano vive, e ci raccontavano le loro storie. Bello.

E' stato un bell'incontro, ci è venuta voglia di organizzare un incontro-scambio, in cui ognuno arriva e porta quello che vuole scambiare. Non è semplice riunire persone di diverse città, ma ne riparleremo di sicuro. Tanto faremo un bis la prossima settimana...

8 luglio 2008

Black (Bvlgari)


Ho avuto il permesso di tradurre qualche recensione dal volume di Luca Turin e Tania Sanchez, “Perfumes, the Guide” (e li ringrazio tantissimo), e ho pensato di dedicarmi a quelle fragranze che hanno preso 5 stelle. Inizio con Black, di cui Turin ha scritto cose meravigliose in diverse occasioni.

Black (Bvlgari) ***** gomma bollente
Alcune delle migliori fragranze della storia sono costruite su precari equilibri tra due componenti contrastanti: l’accordo vaniglia-vetiver di Habanita e quello agrumi-ambra di Shalimar. In questo modo la loro tavolozza emotiva può espandersi, e quando il lavoro è eseguito bene, permette loro di odorare diversamente da momento a momento, da stato d’animo a stato d’animo, come se avessero sempre qualcosa di nuovo e di giusto da raccontare. In altre parole sono interessanti, non semplicemente belle.
Uno dei miei amici cercava di convincermi che un certo tipo di riso Carnaroli, che lui usava per i suoi risotti, possedesse una specie di primordiale intelligenza, in grado di adattarsi alle sue intenzioni culinarie. Potrei allargare questa intuizione a questo profumo: Black possiede una mente pensante. La sua creatrice è uno tra i migliori talenti dell’industria profumiera, Annick Mènardo di Firmenich. Avendo esaurito tutti gli accordi binari, lei è riuscita ad inserire una terza dimensione, e infatti Black si estende nello spazio su tre assi: una spessa, solida nota di ambra dolce, una nota fiorita anni ’50 (salicilato di benzile) vicina a Je Reviens e verde come la lampada da tavolo di un bancario, e per finire un accordo fresco di gomma, pungente-polveroso, che ricorda i negozi specializzati nella riparazione delle gomme da bicicletta. Appena spruzzato, Black ti colpisce con queste tre melodie in perfetto contrappunto. Quel che impressiona, è che nella sua struttura mancano sia le note di testa che quelle di coda: la Ménardo è riuscita a rendere quest’armonioso contrappunto di accordi indipendente dallo scorrere del tempo, ma molto sensibile alle piccole variazioni nel nostro modo di percepirlo. In momenti differenti Black risuona come l’inno di battaglia delle Amazzoni, in altri ricorda la morbida tappezzeria verde smeraldo del palco di Napoleone all’Opera, mentre in altri è dolce e diretto come un sorriso.
Possiede quella bella combinazione tra struttura ossea potente e una pelle soave, tipica della profumeria vecchio stile, e tutto questo pur essendo una fragranza nuova e modernissima. Alcune cose si impegnano ad essere dei classici, altre semplicemente lo sono.
Passate una serata con Black e scoprirete che il suo posto è, con Bandit, Tabac Blond e Cabochard, tra le grandi fragranze emancipate di ogni tempo. LT

2 luglio 2008

Bois des Iles (Chanel 1926)


Sembra che quando Ernest Beaux compose Bois des Iles per Mademoiselle Chanel, avesse in mente il racconto “La dama di picche” di Alexandr Pushkin, in cui il giovane protagonista (ufficiale dell’esercito russo, mi pare) si perde dentro l’ossessione del gioco e finisce per soccombere ai suoi demoni personali, rovinandosi la vita. Ma non so se possa essere vero; l’atmosfera di questo profumo non è di mistero notturno e perdizione, semmai di calore, raffinatezza, affetto. Luminoso come la luce dorata di un tramonto autunnale, dolcissima e serena. Viene definito un boisè fiorito, in effetti io sento soprattutto i fiori tropicali a metà tra golosi ed eleganti, tra cui ylang-ylang, gelsomino e fiore d’arancio, mentre la parte boscosa nasce da un felice matrimonio tra sandalo e vetiver, che costituiscono la struttura portante della fragranza. Immaginate una sedia con lo schienale e i braccioli di rovere intagliato in stile liberty, con libellule e scarabei, su cui una mano lascia scivolare distrattamente un drappo di satin dorato. Il satin scivolerebbe giù se non avesse uno schienale raffinato -ma ben solido- su cui assestarsi.
Le spezie, tra cui lo zenzero, aggiungono sicurezza ed equilibrano benzoino e aldeidi, che addolciscono tutta la composizione cucendola a maglia stretta, così che la magia scorra fluida sulla pelle senza stacchi o fastidiose cuciture. Confortevolissimo ed elegante, senza tempo e senza sesso. Un grande profumo, davvero prezioso. La prima volta che lo incontrai, due anni fa, non mi piacque per niente, non ne capivo lo strano equilibrio.
Invece ora mi piace tanto portarlo quando sono vestita di nero, ho i capelli raccolti, niente collane od orologi ma solo i miei orecchini lunghissimi, con le perle rosa alternate a chicchi di granato.
Lo trovate solo nelle Boutiques Chanel, e se potete, meglio il parfum, anche se è difficile da trovare. Vale la ricerca.
La foto è recentissima, non ricordo se l'ho fatta io con la macchina del mio amico Paolo, o l'ha fatta proprio lui.