24 novembre 2008

Domani da Caleri...


... nel negozio di Via XXV Aprile 41 (Genova), con Ornella Pastorelli di CasAroma e Francesca Caleri parleremo del "Profumo nella Rete". Del nuovo libro di Ornella, certo; ma anche di come il Web fornisca a gruppi di appassionati come il nostro un angolo profumato per incontrarsi e parlare di quello che ci coinvolge ed appassiona. Per chi ci sarà l'appuntamento è alle 17.30, per chi non potrà esserci ... vi scriverò com'è andata la chiacchierata e vi posterò le foto.
A domani!


20 novembre 2008

E quando non ci piacciono più?


Quando un profumo non ci piace più cosa ne possiamo fare per non buttarlo?Innanzitutto dispiace, con quello che costano, eppoi sembra un pò di abbandonare un vecchio amico. Magari non desideriamo più indossarlo, ma buttarlo via è assolutamente fuori discussione. Esiste un'alternativa valida alla pattumiera?
Ebbenesì, dopo attenta considerazione, lettura di numerosi libri e conversazioni con persone degne di considerazione sono giunta alla conclusione che i profumi che non indossiamo più possono effettivamente riciclarsi e avere una seconda vita.

Ecco come:
1 Il profumo resta un profumo
In genere cerco di organizzare degli scambi (vedi la mia swaplist). Funziona benissimo e mi permette di liberarmi di ciò che non uso più, e conoscere molte fragranze a cui magari non mi sarei avvicinata. Ad esempio ho swappato Vanille Ambre di CSP con due profumini di Carrement Belle che non conoscevo. Uno dei due mi è piaciuto tanto che l'ho finito in un lampo, l'altro... è finito sulla mia swap list e l'ho scambiato con una cara amica. Che lo ha preso per porvalo, credo che lo riswapperà anche e lei e forse stavolta troverà qualcuno che sappia apprezzare le sue spezie appuntite.
Alcuni, quasi intatti e magari con la scatola, li ho rivenduti a qualcuno a cui interessavano. Altri invece, più datati, magari leggermente svaporati, li ho venduti nei mercatini dell'usato. Prima o poi proverò anche su Ebay.
Alcuni, però, li regalo. Ad esempio ho regalato a mia madre Vicolo Fiori (Etro) che ora troneggia sulla sua mensola (dove, diciamocelo, si trova senz'altro meglio: io l'avevo comprato d'impulso).
Fin qua, per il profumo va tutto bene: resta sempre un profumo. Deve solo farsi conoscere dal nuovo partner da cui va ad abitare. Prima o poi, se non è proprio sfigato troverà qualcuno in grado di amarlo e portarlo fuori spesso.

2 Il Profumo diventa un deodorante
Qualcuno lo spruzzo nelle camere come aroma per ambienti. Attenzione: deve piacermi almeno un pò, perchè altrimenti non riesco ad avere intorno qualcosa che veramente m'infastidisce, senza diventare odiosa e irritabile. Io lo spruzzo nell'aria, sulle tende, oppure dentro gli umidificatori dei termosifoni. Una volta però l'ho fatto con il profumo sbagliato. Era Acqua Allegoria Pamplelune, di cui conservavo un vago ricordo erbaceo così così. Me ne avevano dato tre fialette e una l'ho versata nell'umidificatore ... Sulla pelle funziona in un cerot modo, ma nell'acqua calda è diventato tremendo. Un sentore di urina felina ha pervaso tutta la casa. Anche dopo aver sciacquato la vaschetta, l'odore è rimasto nell'aria per un pò. Io pensavo stesse infastidendo solo me, ma ad un certo punto mio marito è andato a guardare dentro il sacchetto della spazzatura. Poi si è riseduto. Poi ha aperto le finestre e ha annusato l'aria. Poi si è riseduto. Alla fine mi ha chiesto: "Ma tu lo senti quest'odore orribile? Secondo te cosa può essere?". Da allora, faccio sempre una prova con piccole quantità.

In questo modo il profumo non se ne accorge nemmeno, di essere diventato un più banale deodorante per ambiente.

Anche profumare i cassetti o l'armadio può essere un'idea valida, nel caso in cui un certo profumo non si indossi più ma ci piaccia ancora abbastanza. Se sono foderati di carta, meglio ancora perchè trattiene bene l'aroma. Oppure potete spruzzare su un fazzolettone o una sciarpa che non state usando e metterla dentro l'armadio. I mobili trattengono per un pò l'aroma, ma gli abiti appesi prenderanno solo un accenno. La discesa da profumo a deodorante per armadi potrebbe essere un pò traumatica, ma ci si abituerà.

Per profumare lievemente gli abiti -non di colore chiaro- ho sentito di qualcuno che spruzza il profumo dentro la caldaia del ferro da stiro. Non sono sicura che faccia bene al ferro e ai vestiti, e quindi per ora non l'ho mai fatto. Se qualcuno ha provato e ce lo vuole raccontare...

Altri invece lo spruzzano a monte della stiratura: lo mischiano direttamente col detersivo o con l'ammorbidente. Qui secondo me fa sicuramente meno danni e lo proverò di sicuro. Chissà però se tutti i lavaggi vanno bene: ad esempio a 60, 90 gradi la fragranza vira di certo e non so quanto il risultato possa essere prevedibile. Però è da provare. Una signora che conosco, che fa l'antiquaria, aveva dato a sua sorella una serie di flaconi di profumo vecchi decine d'anni perchè a lei interessava vendere i flaconi e pensava che il contenuto non fosse così interessante (non mi conosceva ancora...). Le ha detto di usarli tranquillamente e di restituirle il flacone vuoto. Dopo un paio di settimane la sorella le riporta i flaconi e le chiede se ne ha ancora, e l'antiquaria si stupisce che sua sorella possa aver usato tutti quei profumi in così poco tempo. E' venuto fuori che ogni volta che faceva una lavatrice, svuotava nell'acqua del risciacquo finale uno dei flaconi. Tanto erano vecchi... "Che buoniiii... danno ai vestiti un profumo così delicatamente fiorito.... quando me ne porti ancora?". A momenti svengo. Ora abbiamo fatto un patto: vende a me la fragranza e a qualcun altro il flacone. Così, se vuole guadagnarci due volte (e vuole, vuole), deve necessariamente portarmi qualsiasi cosa buona da annusare trovi in giro.

Ovviamente qui, il livello è ancora più basso: da fragranza di marca a profumatore per ambiente, a deodorante per armadi, per scendere fino ad ingrediente di un detersivo effettivamente è un pò dura....Comunque sempre meglio dell'ultimo uso che ne ho sentito fare -ma io non posso sperimentarlo-.

E' la soluzione "cassetta-del-water". Lo so benissimo, è ignobile trattare una fragranza così: c'è un limite a tutto. Ma chi ha la cassetta dello sciacquone raggiungibile, provi a versarci dentro un pò della fragranza da eliminare: intanto l'aroma si dovrebbe diffondere già così, e comunque ogni volta che si tira l'acqua.... l'aria si riempe di fiori PER DAVVERO!!!!!
La foto l'ho fatta una sera di qualche anno fa, in un pub di Stornoway.

7 novembre 2008

Le 4 fasi della mania


Dopo il post sulle piramidi olfattive, la cara flinndudu mi aveva scritto di aver tradotto un altro articolo; io mi ricordavo di averlo letto tempo fa e di averlo trovato davvero carino e divertente.
Così abbiamo deciso di condividerlo con tutti. Ma in fondo io ho fatto solo un copia-incolla, il lavoro è tutto suo.
Grazie amica per la tua generosità!

"Ero in profumeria e vedo una ragazza ipnotizzata dal display di Chanel Eau Premiere. Chiede di provarlo alla commessa, che glielo spruzza sul polso. “Sa, io non ho mai provato il classico Chanel n°5, potrei provare anche quello? ”. La commessa spruzza l’altro polso, la ragazza inizia ad annusare un polso poi l’altro. Ho pensato, ho visto nascere una passione. Le persone quando si fanno prendere dal mondo dei profumi passano attraverso certi stadi, almeno io ho fatto così. Provo a spiegare, vediamo se calza anche a voi.

Fase uno: Forte Interesse
In questa fase amate i profumi tanto da possederne alcuni e da seguire le nuove uscite:questa fase può durare anni. Annusate tutto quello che c’è in negozio e magari avete sentito anche qualche classico come Joy di Patou o Chanel n°5. Annusate dalla bottiglia e sugli abiti degli altri, e complimentate i colleghi sulla loro scelta. Forse apprezzate i profumi più di tutte le persone che conoscete e sperate di trovare, un giorno, il profumo della vostra vita.

Fase due: Inizia la mania
Succede qualcosa, c’è un cambiamento: siete stati in Francia e avete avuto un risveglio olfattivo? O forse mentre cercavate a un buon prezzo Arpége di Lanvin per la suocera siete finite su NowSmellThis (o su Bergamotto e Benzoino - nota mia) e il vostro interesse per i profumi si è approfondito? Comunque da qui in poi smettete di definire una fragranza “da signora” o “saponettosa” quantomeno con tono sprezzante. Iniziate a esplorare il mondo Caron e Guerlain o forse quello di Artisan Parfumeur o di Goutal. Provate Mitsouko per la prima volta e non vi piace. Riflettete su quelle note torbide di mousse de saxe (muschio) di molti Caron. Avete sentito parlare di un certo Serge Lutens che non esporta tutti i suoi profumi. Avete imparato a pronunciare “chypre”. Tentate di definirvi in un profumo ma è più un gioco intellettuale che basato su come veramente quel profumo è su di voi. Per esempio siete convinti che il vetiver sia sofisticato e terreno ed è proprio così che vi sentite, e quindi amate il vetiver. Pescate fragranze al vetiver a casaccio comunque siete certi che troverete il profumo della vostra vita e di sicuro avrà una nota dominate di vetiver (o cuoio, o tuberosa, o muschio insomma quello che vi piace).

Terza fase: esplosione della Mania
Avete in mente tutta la lista dei profumi di Lutens non creati con Christopher Sheldrake, avete letto il vecchio Blog di Luca Turin e scambiate campioncini per esaudire la vostra brama. L’avete piantata di cercare il profumo della vostra vita. Il momento è critico sopratutto per il conto corrente. Potreste cominciare ad ordinare campioni e bottiglie di profumi che non avete mai sentito. In breve avrete un gran numero di bottiglie, comprate benissimo, pochi soldi ognuna, (Rive Gauche di YSL? un classico, devo averlo. E poi Vent Vert di Balmain? anche quello, e costa solo 19 dollari!) tutti insieme invece ci vuole un mutuo. D’altra parte adesso siete in grado di sentire cinque diverse composizioni di rosa e patchouly e sentirne le differenze. Sapete che tipo di Iris è migliore sulla vostra pelle e sapete scegliere tra un cuoio "sella" e un cuoio "guanto". Vi siete anche sorpresi apprezzando certe note cipriate o rosate o certe aldeidi che avevate sempre a evitato.

Fase quattro: Conoscitori
State mettendo insieme una collezione di fragranze che parla di voi, eliminando le bottiglie di MPG Route de Vetiver che avevate comperato perché era persistente e gradevole ma adesso sapete che il vetiver su di voi non è granché. Avete chiaro che tra apprezzare una fragranza e averla addosso, c’è molta differenza. Amate provare nuove fragranze ma non avete l'ansia di sentire l’ultimo uscito, tanto è lì, per voi, appena sarete pronti. Apprezzate molto leggere le opinioni dei critici ma vi fidate di più del vostro naso. Non avete il profumo della vostra vita, perchè comunque non indossate lo stesso abito ogni giorno, così come per gli abiti avete un guardaroba di fragranze che parla di voi, di chi siete e di cosa amate indossare. Adesso gli odori -non i profumi- sono diventati fonte di profondo godimento. Gli odori del vento, di un bicchiere di vino, di un giardino umido, vi nutrono, sentite l’odore delle stagioni e dell’ora del giorno: non è il massimo, questo?"

Questo è il link all'articolo originale: http://nowsmellthis.blogharbor.com/blog/_a...19/3301227.html

2 novembre 2008

Intervista/Interview: David Frossard (Frapin)


PLEASE SCROLL DOWN FOR ENGLISH TEXT!

Durante Pitti Immagine Fragranze, a settembre, ho conosciuto Monsieur David Frossard, Presidente di Differentes Latitudes (qua c'è il suo sito), che distribuisce in Francia diversi marchi di profumeria di nicchia. Abbiamo parlato soprattutto di quella che è davvero la sua linea: Frapin.
I Frapin discendendono dal grande scrittore francese Rabelais (potete ingrandire l'albero genealogico lì accanto) e producono Cognac fin dal 1270; un Cognac Gran Cru famosissimo, premiatissimo ed esclusivissimo (23 dei 25 ristoranti francesi tre stelle Michelin hanno nella loro cantina il Cognac Frapin). Sul sito dei Frapin trovate tutte le info. Quando all’Esposizione Universale di Parigi del 1889 il presidente Gustave Eiffel premiò con la medaglia d’Oro il Cognac Frapin, si lamentò con la famiglia che ne venisse prodotto poco. Allora gli raccontarono che la colpa era del tetto del loro capannone, che con il brutto tempo veniva scoperchiato dal vento e quindi perdeva parte dei raccolti. Così Monsieur Eiffel (sì, quello della Tour) gli studiò un tetto nuovo, con una struttura metallica capace di assolvere alla sua funzione senza volare via disperdendo preziosi grappoli. Il tetto c’è ancora, e se andate a fare un giro da quelle parti, potete vederlo. Lui, David, è di una gentilezza terrificante, semplice e tranquillo… niente arie né spocchia…non so, se io avessi un vigneto da Cognac che appartiene alla mia famiglia da 800 anni e una casa con un tetto storico fatto da Gustave Eiffel non so, un po’ me la tirerei, forse… o forse chi ha motivi per tirarsela non ha bisogno di farlo, o forse in Francia la vera snobbitudine è essere semplici? O forse è solo in Italia che va di moda, tirarsela?
Comunque abbiamo passato una bella mezz’ora chiacchierando di Cognac. Mi ha raccontato che, esattamente come per i whisky blended, anche per i Cognac vengono mischiate annate diverse del liquore, che hanno caratteristiche olfattive e gustative diverse, perché l’uva ha ricevuto più o meno pioggia, più o meno sole… La persona che deve selezionare quali annate mettere insieme perché i sapori si esaltino tra loro deve avere le capacità di un naso profumiere, ed infatti la loro esperta attuale, Jean Marie Faugier, dopo anni di esperienza nelle vigne era andata a studiare profumeria all’Isipca (l’Istituto Superiore per la Profumeria di Parigi). Uscita dall’Isipca, incontrò i Frapin ed insieme pensarono di unire le loro passioni (vigneti e profumi) per produrre qualcosa di nuovo. Sono nati 4 profumi molto piacevoli: Terre de Sarment, che sa di vigneto che si scalda al sole, la terra umida che si risveglia al tocco dei raggi, i chicchi di uva che si addolciscono e maturano al caldo, con un tocco di mirra che lo rende ultraterreno. Passion Boisè è un legnoso ricco di cedro, vigoroso, è quello che lui stesso (Monsieur Frossard) indossa. Caravelle Epicèe invece racconta di quando anche i cinesi, avendone imparato l’uso dagli inglesi, decisero di importare il prodotto dei vigneti nel loro Paese. Ma 4 settimane di mare, o di carovana sotto il sole, facevano irrancidire il vino e così tenta e ritenta decisero di distillarlo, creando appunto il Cognac. Il profumo sa di “via delle spezie”, con cumino, cardamomo, zafferano ed atre spezie, che si fondono tra loro in un insieme caldissimo e confortante, audace e ricco di fascino. Il nuovo profumo, dal nome “1270”, è stato in realtà il primo ad essere creato: la loro profumiera Faugier aveva lavorato accanto ad un tecnico di Robertet (azienda specializzata nella basi, soprattutto naturali, con sede in Provenza), ma la fragranza visse una vita brvissima: ci furono litigi familiari, una fuga con sbattimento di porta, la formula del profumo scomparve e la produzione venne fermata. Nel frattempo gli altri 4 profumi vennero creati e distribuiti. Il tempo avrà portato pace nella famiglia (spero), oppure i soldi avranno aiutato il compromesso. Non lo so, ma comunque, finalmente possiamo goderci il primo Frapin, “1270” che ha come secondo nome “Folle Blanche” dal tipo di vitigno da cui si ricavava un certo tipo di Cognac, che ora credo non venga più utilizzato. Rispetto alla raffinatezza delle sue 4 sorelle, 1270 è più “piaciona” di immediato impatto, con un mix di patchouli, caramello, e qualcosa di dolcemente alimentare in fondo, che la rende piacevolissima, calda e confortevole, anche se non particolarmente originale o riflessiva. Mi è piaciuta molto, però, e so che finalmente è in distribuzione in questi giorni nei negozi. Se vi capita di fare un giretto in qualche bel negozio, provatela.

Ringrazio molto Monsieur Frossard per il tempo e per le storie affascinanti che mi ha raccontato!

ENGLISH TEXT
During Pitti Immagine Fragrances, in September, I had the pleasure of meeting Monsieur David Frossard, President of Differentes Latitudes (here's his website), which distributes several niche brands in France. We talked mainly of what is really “his” line: Frapin. Frapin ancestors count the great French writer Rabelais (you can enlarge the family tree above); they have been producing Cognac since 1270, and their Grand Cru is received innumerable awards and is extremely exclusive; it’s in the wine list of 23 out of 25 three-star-Michelin restaurants in France. You’ll find all the info in Frapin’s website. When the Universal Exhibition took place in Paris in 1889, President Gustave Eiffel awarded Cognac Frapin the Gold Medal, but complained the family made too little of it. He was answered this was due to the roof of their shed: wind and the bad weather kept opening it and part of the crops were constantly blown away. So Monsieur Eiffel (yes, the Tour’s) studied a different roof, with a metal structure which didn’t fly away dispersing precious grapes. The roof is still there, and when touring those lands you’ll see it. He, David, is a charming young man with an unassuming attitude I liked very much... if my family owned a Cognac vineyard for eight centuries and my house was roofed with an Eiffel’s model, well I’m not so sure I would succeed in being so humble and quiet. Perhaps those who have real reasons to be snobbish are not, and those who would like to have reasons, are. Real snobbery may be in simplicity? Or perhaps arrogance is considered perfectly chic only in Italy? Anyway, we spent a good half hour chatting about Cognac. I was told that, just as in blended whisky, also in Cognac outputs of different years with different olfactory and taste characteristics are mixed together. The person in charge of selecting which years are going to be put together because their flavours will strengthen and highlight each other, must have the ability of a trained “nose” or perfumer, and in fact their current expert, Jean Marie Faugier, after years in the vineyards went to Isipca (Institute for Perfumery, cosmetics and aromas located in Paris) to study perfumery. Just dropped out from Isipca, she met the Frapin family and together they planned to combine their passions (vineyards and fragrances) to produce something new. So Terre de Sarment and the others from this line were born. Terre de Sarment smells of vineyard warmed by sun; the moist earth awakens at the touch of the rays, grains of grapes ripen and soften in the heat; a touch of myrrh makes them unearthly. Passion Boisèe instead is a rich, vigorous cedar wood, Monsieur Frossard’s personal choice. Caravelle Epicèe evokes the times when the Chinese, having learned the use by the British, decided to import the product of vineyards in their country. But 4 weeks of sea or caravan under the sun, made wine rancid, and so they decided to try with steam distillation, creating precisely Cognac. Spices, with cumin, cardamom, saffron, fuse together in a warm and comforting way, but bold and charming. The new fragrance, named "1270", was actually the first to be created by Faugier working alongside a Technical from Robertet (company specializing in raw materials, especially natural, located in Provence) and it lived a short life: after a series of family disputes a door was slammed and the formula of the scent disappeared, so production stopped. The other 4 fragrances were then created and launched. Time has brought peace in the family (I hope), or money has helped compromise. I don’t know, but finally we can enjoy the first Frapin, "1270" which has as its second name bears "Folle Blanche" from the grape that gives a certain type of Cognac, which I believe is no longer used. Compared to the sophistication of its 4 sisters, 1270 is of more immediate impact, with a mix of patchouli, caramel, and something sweet and foody at the bottom, which makes it very pleasant, warm and comfortable, though not particularly original or meditative. I liked it very much, though. Finally, 1270 is being distributed in these days in stores. It’s definitely worth trying!
Monsieur Frossard, thank you for the time you spent telling me your fascinating stories!