24 dicembre 2008

Fragrantica Blog AwArds!


Ieri sono stati pubblicati sul sito i risultati del Fragrantica Blog Awards.
Ai primi 4 posti ci sono i Blog in assoluto più conosciuti del mondo, banche dati inesauribili, aggiornatisisme, e dove spesso lavorano più bloggers in contemporanea.
Allora: al primo posto con quasi 500 voti NowSmellThis.
Al secondo posto con più di 400 voti 1000 Fragrances e Bois de Jasmin (questi tre sono i miei preferiti...).
Al terzo posto un quartetto di blogs americani: Perfume Smellin' Things, Perfume Shrine, Perfume Posse, Perfume Critic con voti tra 300 e 293.
E al quarto posto con 291 voti TATTARATTATATA....!!!! Bergamotto e Benzoino e The Scented Salamander!
Come dicevo, già solo partecipare è stato fighissimo, arrivare in quarta posizione (per due voti di scarto!) è più di quanto avrei potuto pensare. Anche perchè tutti i blog nelle prime posizioni sono in lingua inglese e sono letti, quindi, in tutto il mondo: B&B è il primo blog non in lingua inglese a comparire nella classifica.
Vi ringrazio tutti per il vostro sostegno ed entusiasmo: sono proprio felice che questo luogo sia frequentato da persone così speciali!
Vi auguro un Natale felice, anzi strafelice.
E siccome nei prossimi giorni non sono previste ferie, resterò qui a scrivere e a pensare a qualche sorpresina per festeggiare la befana...

22 dicembre 2008

Musc Kubla Khan (Serge Lutens/Christopher Sheldrake - 1998)

PLLEASE SCROLL DOWN FOR ENGLISH TEXT!

Grazie a Marinella ho finalmente scoperto Musc Kublai Khan. Sì, avevo sentito il sample cremoso inviatomi dai Salons de Palais Royal e mi era piaciuto ma... non so, lo sentivo poco. Quel poco però mi piaceva, e così quando l'altro giorno ne ho ricevuto un piccolo decant l'ho subito indossato. Poi ieri l'ho indossato di nuovo. E oggi l'ho di nuovo indosso. E tra poco il decant finirà e io lo ordinerò da Parigi perchè non posso più stare senza. Come altre fragranze della linea, non è stata diffusa una piramide delle note che lo compongono, ma in giro ho letto costus (odore animale di sporco), cumino (odore pungente di sudore), labdano (verde secchissimo e rauco) rosa, ambra grigia, semi d'ambretta (l'odore muschiato-dolce), cera d'api, vaniglia, patchouli, zibetto (muschiato-animale) e castoreo (fecale, sterco di cavallo, tabacco bruciato). Leggendo la piramide mi sarei aspettata una bomba difficilmente indossabile, e invece... la fragranza su di me risulta dolce, carnale, e insieme vellutata. E' vero, nei primi minuti appare un mandriano sudato (è il cumino... non è semplice usarlo, perchè è abbastanza potente e diffusivo, qui poi è associato al costus e al labdano che lo potenziano), ma dopo poco il mandriano si dilegua lasciando dietro di sè una scia potentemente muschiata, di quel muschiato molto animale ed erotico che piace a me. Sono i semi d'ambretta, credo, a ricreare questa meravigliosa nota, ulteriormente arricchita di potenza e profondità grazie allo zibetto e al castoreo, due note naturali che non si usano quasi più (solo le aziende che hanno scorte nei loro magazizni possono ancora farne uso). Un profumo in cui gli elementi terreni e magici, sensuali e meditativi non creano frizioni, sbilanciamenti o contraddizioni, anzi, la sensazione è quella che i due aspetti danzino insieme su un nastro di velluto.
La durata mi pare buona: quando il mandriano si allontana e porta via la sua carica di sudata virilità, la fragranza si accosta alla pelle e non se ne stacca più, e sembra che sia la pelle stessa ad emanare -naturalmente- un odore seducente.
Ho letto recensioni diversissime, alcuni non riescono a portarlo, altri lo trovano commovente. Per me è IL muschio. Esattamente quello che stavo cercando. E dopo anni di ricerca, capite che non ne posso fare a meno ora che l'ho trovato...

Ho trovato la foto in rete ma non so chi sia l'autore.
ENGLISH TEXT
Thanks to Marinella I finally made my acquaintance with Musc Kublai Khan. Yes, I had already tested the cream sample from the Salons de Palais Royal, and I had liked it but... it was so faint! So yesterday I was happily wearing my brand new decant, and today I’m too. Tomorrow, too. But the vial is tiny and sooner or later I'll have to order a full bottle from Paris because I can’t live without it anymore. Like with other fragrances from his line, Monsieur Lutens was not generous in information about notes and the pyramid, but I read costus (animal smell of dirt), cumin (pungent smell of sweat), labdanum (dry and hoarse green) rose, ambergris, ambrette seeds (the musky-sweet), beeswax, vanilla, patchouli, civet (musky-animal) and castoreum (fecal, horse dung, burned tobacco). Reading the pyramid, I would have expected an hardly wearable bomb, but... the result smells sweet, carnal, all smoothness and rounded edges. It’s true, the first few minutes a sweaty herdsman materializes in the room (it’s cumin... it’s not easy to use because is quite powerful and diffusive, moreover here is associated with costus and labdanum, which enhance it), but shortly after, the herdsman dissolves into air leaving behind him a trail of powerful musk, with an animal and erotic hint that makes me swoon. It’s ambrette seeds, I think, which convey this wonderful note, further enhanced in power and depth by civet and castoreum, two natural notes that today are almost completely disappeared from the compositor’s palette (only Companies with already stocked quantities may still use put it in perfumes). An earthy, magical, sensual and meditative fragrance that doesn’t create any friction, imbalance or contradiction, indeed, the feeling is of dancing on a velvet ribbon. I read different reviews, some can’t stand it, others are moved by it. For me it's THE musk. Exactly what I was looking for. And after years of research, you'll understand that I can’t do without it, now that I’ve found it...
I found the pic online but don't know who the author may be

18 dicembre 2008

If There Ever Was - a book of extinct and impossible smells"

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“If There Ever Was - a book of extinct and impossible smells" è il catalogo di una mostra tenutasi dal 29 aprile al 6 giugno scorsi alla Galleria Reg Vardy di Londra. Ad alcuni nasi compositori è stato chiesto di immaginare degli accordi per ricostruire l'odore di un determinato momento, di una certa situazione. Il bello è che anche il catalogo ha un odore, lo stesso degli accordi messi in mostra. In genere i cataloghi delle mostre d'arte visiva sono splendidi oggetti da poggiare su un coffee-table, hanno bellissime immagini dei dipinti, delle sculture o delle foto in mostra, e sono oggetti affascinanti di per sè, quasi magici. Questo invece è un libretto semplice, piccolo, senza illustrazioni, quasi anonimo, sicuramente non attraente per la vista ma... profuma! Perchè per riprodurre gli odori creati per la mostra sono state impregnate delle carte assorbenti, e sono state attaccate alle pagine. Si strofina la carta con la pelle o si gratta con un’unghia, e l'odore si sprigiona. Così si può fare esperienza delle opere in mostra quasi come dal vivo. Accanto ad ogni accordo, l'autore ha scritto alcune righe per raccontare quello che ha voluto esprimere.
Le opere sono di Koan Jeff Bays, Mark Buxton (Comme des Garcons), Bertrand Duchafour (Eau d’Italie, Comme des Garcons, L’Artisan), Christof Hornetz and Christophe Laudamiel ("Les Christophs"), Patricia Millns, Steven Pearce, David Pybus, Geza Schon (Escentric Molecules and Ormonde Jayne), Sissel Tolaas, Maki Ueda.
Non so se è la prima volta che viene organizzato qualcosa del genere ma a me è piaciuto da morire e mi ha generato una tale quantità di pensieri e riflessioni…
Christoph Laudamiel si è cimentato con gli odori collegati con la peste in "Plague Shield" cioè "scudo contro la peste"; spiega che ha cercato quelli che, secondo le credenze popolari del Medioevo, impedivano al contagio di propagarsi. Allora la medicina era convinta che fossero gli odori putridi collegati con la peste, a causare il contagio, e non viceversa. E così per combatterli si usavano fumigazioni di alcune essenze. Nell’accordo creato da Laudamiel si sentono l'aceto, le scorze d'arancio, l'essenza di rosa, di chiodo di garofano (che, si scoprì solo qualche secolo più tardi, sono tutti potenti battericidi), insieme ad alcune altre essenze capaci di distruggere i germi Gram-negativi come quelli della peste. Strofinando la carta si libera l'aroma speziato e pungente, molto medicinale ma insieme anche gradevole.

Mark Buxton invece ha ricostruito l'odore sprigionato in Perù, due anni fa, dalla caduta di un meteorite che creò un cratere vicino alla cittadina di Desaguadero. Sprofondando nel terreno il meteorite colpì un giacimento di arsenico, e decine di abitanti della zona furono portati all'ospedale con sintomi quali vomito, stordimento ecc. Non ha scritto cosa ci abbia messo, ma l'accordo risulta freddo, metallico, a me ha fatto drizzare i peli sulla schiena, come se un pericolo si stesse avvicinando. Non sgradevole, anzi quasi potrebbe essere indossabile, ma in qualche modo risulta "alieno" (cioè, che non appartiene alla terra, come il meteorite).

Bertrand Duchafour ha creato un accordo con l'odore di quattro piante estinte da un decennio circa: una specie di sandalo e tre piante fiorite dell'Asia e del SuAmerica. Per ottenere l’accordo sono state usate le note fornite da piante tuttora viventi appertenenti alle stesse famiglie delle 4 estinte, opportunamente proporzionate ed "aggiustate". L'accordo è profondamente verde, spesso e freddo, con un che di rauco ed un che di oleoso, anzi proprio di olio d'oliva. Mi ha fatto pensare ad un gigante maestoso e gentile. E strano.

Geza Schon ha prodotto uno degli odori più belli del libro: quello del sole. Bello perchè annusarlo mi ha fatto sorridere. Non c'è una nota chiaramente riconoscibile, viene descritto come un insieme di idrogeno ed elio con altre componenti la massa del sole, tra cui rame ed antimonio. Io sento un odore profondamente giallo. Giallo carico, come lo zafferano. E' un odore giallo. Non lo so spiegare meglio di così, e mi lascia perplessa. Io non sono un neurologo o un biologo cellulare e non ho risposte al riguardo, ma mi piacerebbe sapere perchè, due stimoli percepiti da due sensi diversi creino dentro di me esattamente la stessa sensazione.

Ma ce ne sono altri: l'odore dell'aria intorno ad Hiroshima un momento prima dell'esplosione atomica (i sopravvissuti raccontarono che l'aria si saturò di un odore di gomma bruciata), l'odore di alcool e calzini sporchi presente dentro la cabina della stazione orbitante Mir... e altri. Mi sta facendo fare riflessioni su riflessioni. Perchè non sono i nostri soliti, adorati profumi, ma deliberati sforzi figurativi, che mi hanno commossa e mi hnno aperto un mondo. Devo ancora riprendermi dal mare di sensazioni ed emozioni. Ne scriverò ancora!
Credo che il volume in giro ancora si trovi (io l'ho ordinato da Corner House per 12£ http://www.cornerhouse.org/). ISBN: 978-0-9557478-0-9

ENGLISH TEXT

"If There Ever Was - a book of extinct and impossible smells" is the catalogue of an exhibition held from April 29 to June 6 in Reg Vardy Gallery in London. Some perfume composers were asked to rebuild the scent of a given moment, a certain situation. The book itself smells like the accords on display. The catalogues of art exhibitions are object of visual art, beautiful in themselves, scenic to put on a coffee-table, with beautiful pictures of paintings, sculptures or photographs which are part of the exhibition. This book is simple, small, without any illustration, anonymous I’d say and not particularly attractive but... it’s scented! To reproduce smells created for the exhibition, absorbent cardboard has been attached to pages. When you rub the cardboard with your skin, or scratch it with a nail, it releases the scent. So you can experience the works on display almost as “live”. Next to each accord, the author has written a few lines to tell what he wanted to express. The works are by Koan Jeff Bays, Mark Buxton (Comme des Garcons), Bertrand Duchafour (Eau d’Italie, Comme des Garcons, L’Artisan), Christof Hornetz and Christophe Laudamiel ("Les Christophs"), Patricia Millns, Steven Pearce, David Pybus, Geza Schon (Escentric Molecules and Ormonde Jayne), Sissel Tolaas, Maki Ueda. I don't know if this is the first time something like this has been organized, but I really enjoyed this idea, it has generated such a huge amount of thoughts and reflections... Christoph Laudamiel has worked on smells associated with the plague in "Plague Shield"; he explains that according to popular Middle Ages beliefs, putrid odors caused the infection, and not the other way around. In order to fight putrid odours, certain essences such as orange peel, rose and clove (which, it was discovered only a few centuries later, are all powerful bactericides)were fumigated. Some other essences have been discovered capable of destroying Gram-negative bacteria such as plague. Duchafour’s accord displays all this: rub the cardboard and a spicy, pungent aroma rises, pleasantly medicinal and reminding hospitals of the past.
Mark Buxton instead reconstructed the odour released in Peru a couple of years ago after a meteorite fell near the town of Desaguadero, creating a crater. Sinking into the ground, the meteorite struck an ore of arsenic, and dozens of local residents were taken to hospital with symptoms like vomit, numbness, headache. The scent he has realized feels cold, metallic, thrilling; it sounds a silent alarm, as if a danger were approaching. Not unpleasant, it could almost be wearable, but somehow "alien" (ie, which doesn't belong to the earth, like the meteorite). Bertrand Duchafour again, has mixed together four plants which extincted about a decade ago: a sort of sandal plus three flowering plants from South America and Asia. To be sure the accord smelled “realistic” Duchafour used notes provided by plants from the same families of the four extinct ones, proportioned and appropriately "adjusted". The accord feels intensely green, cool, with a hoarse and oily hint, as you’d find in olive oil. It made me think of a majestic and gentle giant. Geza Schon produced one of the most beautiful smell in exhibition: that of the sun. This scent made me smile. There is a clearly recognizable note which is described as a combination of hydrogen and helium with other components the mass of the sun, including copper and antimony. I feel it as a deep yellow smell. As yellow as saffron. An undoubtedly yellow smell. I don't know how to explain it better than this, and I was amazed and shocked when I smelled it. I'm not a neurologist nor a cell biologist and I have no answers on this, but I'd like to know why, two stimuli perceived by two different senses create exactly the same feeling in me. There must be a reason, and I think this is what Geza Schon wanted to play with.
But there are others: the smell of air around a Hiroshima moments before the atomic explosion (survivors told that air was saturated with the smell of burnt rubber), or the miasmas of alcohol and dirty socks inside the cab of the orbiting station Mir... I am meditating much on this topics, because they’re so unusual. These are not perfumes, but deliberate figurative efforts, they move me and open a whole world in front of me. I have yet to recover from the sea of feelings and emotions. I will write again!
I think the volume is still around (I ordered it from Corner House for £12 http://www.corner/ house.org/).ISBN: 978-0-9557478-0-9

13 dicembre 2008

Siamo stati nominati!


Oggi sono eccitatissima!
Il sito Fragrantica ha organizzato un concorso per premiare quelli che, secondo i loro lettori, sono i migliori blog sulle fragranze in tutto il mondo. Lo scopo è quello dare supporto e visibilità alla creatività dei blogger e di allargare utleriormente la community degli appassionati di profumo.
Sono felicissima che qualcuno abbia nominato Bergamotto&Benzoino, e che la nomination sia stata accettata (RedLion, non so se ti conosco ma... grazie!). Insomma: siamo in concorso!
Anche soltanto partecipare è già fighissimo, insieme a noi partecipano blog da tutto il mondo, che trattano aspetti diversi del profumo: la profumeria naturale, la storia del profumo, blog sui profumi commerciali, blog tecnici, blog solo di nicchia... e se andate a dare un'occhiata (cliccando qui), scoprirete che alcuni sono veramente dei monumenti, come Bois de Jasmin e 1000 Fragrances, che sono i miei preferiti, NowSmellthis, Legerdenez e altri. Più che il premio in sè (200 dollari da spendere in una profumeria online), è proprio l'idea di essere stati nominati e di poter partecipare, che mi fa sentire le farfalle nella pancia!
E allora, visto che ci siamo anche noi, votiamo! Il sistema è abbastanza semplice: dopo esservi registrati, entrate nella pagina dei blog awards (l'ho segnata in rosso là sopra): vi appariranno tutti i blog in concorso, con 5 stelline spente. Basta andarci sopra con il cursore e cliccare, per accendere le stelline (da 1 a 5) che volete assegnare. Tutto qui. C'è tempo solo fino al 22 dicembre!

12 dicembre 2008

Scaldare l'inverno


Vi racconto cosa si trova in questo momento, nella parte anteriore della mia mensola, cioè quello che sto indossando in queste settimane gelate. Sono tra i miei profumi preferiti di sempre, in ogni condizione e temperatura ma alcuni di questi danno il loro meglio proprio al freddo, io me li sto godendo alla grande.

Innanzitutto un patchouli per me irresistibile: Coromandel della linea Exclusifs di Chanel, che la cara AnnaMaria, che ormai mi vuole bene, mi ha mandato per coccolarmi (e non finirò mai di ringraziarla). Ho finito gli 8 ml, e sto iniziando a guardarmi intorno per reperirne una bottiglia. Al limite, da condividere con qualcuno. E' un patchouli molto particolare: ombroso, terroso eppure di una raffinatezza estrema. Molto presente e persistente, mi ha regalato complimenti inattesi per due giorni di fila (e non mi è MAI successo prima).
Un altro grande classico del periodo invernale per me è l'Imperial Opoponax delle Nereides, un tripudio di legni e resine che mi fa sentire una principessa guerriera. Ruvido di quella ruvidezza ricercata che mi piace tanto.
Una fragranza che mi scalda fino a raggiugere i 100° è il Cuir Ambre di Prada: un cuoio animale e ambrato, ipnotizzante, assolutamente non dolce e con un fondo urinoso che trovo irresistibile (lo so: "urinoso" non è un aggettivo troppo allettante... ma garantisco che la fragranza è così buona da dare dipendenza, e proprio per questa sua qualità che mi fa continuamente annusare i polsi). Continuo ad apprezzare anche col freddo il Bois des Iles di Chanel, che mi intiepidisce l'anima con una calda luce dorata come quella di un tramonto autunnale.
Ambre Precieux (MPG) è la MIA ambra. Mai sentita un'altra migliore o capace di scaldarmi meglio il sangue. Confortante, raffinata, assolutamente eccezionale.
Terre de Sarment (Frapin) mi piace perchè porta il sole in queste giornate così umide e piovose. Un sole dolce, amorevole, capace di scaldare la terra e far maturare la frutta sugli alberi. Il sole che adesso mi manca.
Benjoin di Prada ha un avvio affumicato, legnoso, che mi conquista. Poi si scioglie in una dolcezza da caramella mou, ma sempre affumicata e legnosa, soave eppure rauca. Non si evolve così tanto, ma ha un calore e una persistenza davvero impareggiabili.
Ma ce ne sono altri che in questo periodo uso ogni tanto: Fumerie Turque di S. Lutens con la sua dolcezza fumosa e insieme fruttata, il Tabacco di Odori, e Feminitè du Bois di Shiseido, avvolgente, conturbante, ipnotizzante. E voi? Come cambiano col freddo le vostre preferenze in fatto di profumi?

9 dicembre 2008

Le Baiser du Dragon (Alberto Morillas per Cartier, 2003)


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Alberto Morillas è un autore che mi piace molto; ha creato decine e decine di fragranze commerciali, molte delle quali hanno saputo dire qualcosa di nuovo ed insolito. Tra le sue creazioni figurano Byzance di Rochas, CK One (1994), Pleasures (E. Lauder, 1995), Kenzo Flower (2000), Kenzo Summer (2005), ma i tre che trovo davvero geniali sono la Cologne di T. Mugler, (2001), M7 per Yves Saint Laurent (2002), e Le Baiser du Dragon (Cartier, 2003).
In questi giorni sto indossando spesso Le Baiser du Dragon. A lungo l'ho tenuto d'occhio sugli scaffali delle profumerie: un profumo ombroso, fosco, dal carattere non proprio rassicurante, lo trovavo abbastanza intrigante da spruzzarmelo ogni volta, ma il prezzo del parfum (che ultimamente è l'unica concentrazione che riesco ad indossare) mi suggeriva di aspettare. L'altro giorno l'ho visto su una bancarella di uno dei mercatini natalizi ad un prezzo ridicolo e, appurato che era originale e non avariato, non me lo sono fatto scappare. Alla fine, è lui che è venuto da me (e l'ho presa come chiave di lettura di tutto il profumo).
E così da un paio di giorni me lo sto studiando bene, con grande soddisfazione. Il clima invernale è l'ideale per questo profumone spesso: indossato con il caldo e la luce di agosto probabilmente causerebbe nausea; col clima umido e freddo di dicembre risulta caldo come una copertina di cachemire sulle spalle.
Il tema centrale della composizione è un esercizio di equilibrio tra sensazioni opposte: da un lato la concretezza di legni preziosi (legno di cedro e vetiver, con le loro note verdi, fresche, e maestose), dall'altro la cremosità di vaniglia e benzoino. Questo equilibrio è arricchito, all'avvio della fragranza, da una nota di mandorle amare e fiordarancio, nel cuore diventa fiorito di iris, rosa e muschio, e nel finale si arrochisce con patchouli e ambra. Per tutta la durata della composizione (ore, ore e ore...) l'equilibrio risulta perfetto, con il peso impercettibilmente spostato sul vetiver piuttosto che sulla vaniglia. In tutto il profumo aleggia qualcosa di ombroso, pericoloso, notturno, come un Dragone misterioso dentro ad una caverna.
E' un profumo con una personalità spiccata ed un impatto molto forte, che può anche infastidire. Chi preferisce fragranze fresche e leggere starà certamente alla larga da questo Dragone bisbetico e tonante, capace di saltar fuori dalla caverna con un balzo e spazzare via tutto il resto con uno schiocco della sua coda appuntita.
Per poterlo apprezzare è necessario avere più personalità di lui: solo chi non si impressiona e lo porta a spasso senza timori reverenziali, a guinzaglio stretto, guardandolo un pò di traverso e annusandolo senza darglielo a vedere, alla fine riuscirà a domarlo e ne riceverà il bacio del nome.
Anche se Turin lo stronca nella sua Guida (stronca tutti i Cartier, compreso Must che secondo me è un capolavoro!), io lo trovo bello, ben fatto, intelligente ed emozionante. Bravo Morillas!

ENGLISH TEXT
Alberto Morillas is an author I appreciate much, he created dozens and dozens of successful commercial fragrances, many of which have been able to say something unusual. Among his creations are Byzance (Rochas), CK One (1994), Pleasures (E. Lauder, 1995) Kenzo Flower (2000) Kenzo Summer (2005), but the three that best deliver his genius are the Cologne for T. Mugler, (2001), M7 for Yves Saint Laurent (2002), and Le Baiser du Dragon for Cartier (2003). These days I am often wearing Le Baiser du Dragon. Since many years I've been glancing at it on the shelves of perfume shops; a shadowy, gloomy perfume, not exactly reassuring. I was intrigued enough to spray it on my wrist every time, but the price tag of the parfum (which is the concentration I prefer wearing) suggested me to wait. The other day I saw it in a Christmas market stand at a ridiculously low price and, after making sure it was original and not damaged, I finally got it. In the end, it came to me (and I took this as key to all the scent). And so I've been wearing this from a couple of days now, with great satisfaction. The winter climate is ideal for this huge fragrance; worn in August it would probably cause nervous breakdown, but with December's wet and cold weather it feels like a cashmere rug on my shoulders. The central theme of the composition is a balancing act between opposing feelings: on one hand the precious woods (cedarwood and vetiver, with their green, fresh, majestic notes) and on the other, the creaminess of vanilla and benjoin. The balance is enhanced by a hint of bitter almonds and orange blossom, the heart is just a tiny bit flowery of iris and rose, and the base is mossy, with patchouli and amber. The composition lasts hours, hours and hours, its weight shifting imperceptibly towards vetiver rather than vanilla. Throughout the scent wafts something shady, dangerous, nocturnal, like a mysterious dragon inside a cavern. It's a monumental perfume with a strong personality and loud impact, which someone might find annoying. Those who prefer light and fresh fragrances certainly will keep away from this nasty, thundering dragon, which enjoys jumping out of the cave and sweeping everything away with a snap of its pointed tail. To fully appreciate it, you need a strong personality and a very cool attitude: show no reverence and walk it with a tight leash, look at it a bit cross, and in the end you'll succeed in taming it and get the Kiss of the name. Although Luca Turin in his Guide smashes all from Cartier (Must for me is a real masterpiece!), I find Le Baiser really beautiful, well made, intelligent and exciting. Morillas Bravo!

3 dicembre 2008

Bal Musquè (Karine Chevalier/Stephane Humbert Lucas per Nez à Nez)

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Avevo provato questo profumo già al Cosmoprof, poi durante Pitti Fragranze avevo potuto provarlo di nuovo un paio di volte e ieri sono andata a riprovarlo e me lo sono tenuto addosso tutto il pomeriggio.
Da tempo cercavo una fragranza al muschio che non fosse vestita di bianco: le note muschiate vengono date dalla Galaxolide, dall’Habanolide, dall’Exaltolide e da altri muschi di sintesi, in base all’aura più fruttata, boscosa o metallica che si vuol dare alla fragranza. Non è che mi dispiacciano, anzi sono piacevolissimi, soavi, rarefatti, ma hanno un’aria troppo pulita, troppo perbene, invece io associo l’idea di muschio alla terra, alla sensualità, all’amore e lo preferisco, quando è un po’ sporco e animale. Da quando l’IFRA, l’organismo che controlla le materie prime usate in profumeria, ha sconsigliato fortemente l’uso dei nitromuschi come il Musk Ketone, il Musk Ambrette e altri, (se avete la fortuna di possedere un estratto di Chanel N.5 o dell'Air du Temps ne avete ben presente la dolcezza carnale, quella che si sposa benissimo con l’idea di una donna che dorme nuda, avvolta solo da una goccia di profumo) la possibilità di annusare note muschiate così calde e sensuali si è persa. Al loro posto ci restano questi eterei muschi bianchi, gradevoli ma ormai stra-sentiti perché presenti non solo in tutti i profumi degli ultimi vent’anni, ma anche nella maggior parte dei detersivi … insomma, dopo il Musc di Acampora e il Musk di Villoresi, tutti gli altri mi annoiano.
Invece Bal Musquè bilancia perfettamente la parte carnale con quella più innocua e rassicurante. La pelle calda e morbida di un seno femminile, mentre allatta un bebè. La luce di questa fragranza è soffusa come quella di una candela, e sebbene parli sottovoce e resti accostato alla pelle, comunque risulta presente e ben strutturato per diverse ore. L'apertura è di agrumi maturi e dorati, nel cuore la dolcezza speziata di liquirizia, cannella, ciliegia (non so che nota sia; dalla frutta non si riesce ad estrarre quasi nulla, suppongo sia un componente sintetico -magnifico- che sento anche in altre fragranze che mi ammaliano nello stesso modo), ylang-ylang, rosa, e una coda, che però si sente bene da subito, che affianca alla dolcezza di benzoino, muschio, balsamo di tolu e vaniglia, una nota di pelle molto morbida. La sensazione è che la fragranza sia cucita bene, e che ogni ingrediente si amalgami con gli altri in un tutt’uno, è difficile scomporla annusandola. Mi ha ricordato Baghari per la carnalità erotizzante e Musc Ravageur per la dolcezza speziata.
Con il passare del tempo diventa preponderante un aspetto boscoso, lievemente sintetico -ma non in maniera “povera”- che ho trovato comunque interessante.
Immagino di indossarlo di sera, seduta su un divano comodo, l'unica luce che arriva dal caminetto acceso, il collo avvolto da una stola di velluto di seta, di quello finissimo e morbidissimo, color sabbia, a parlare sottovoce con mio marito. Esattamente quello che mi ci vuole in queste serate fredde e umide.
La foto (è mia!) raffigura una delle meravigliose "Fanciulle" dipinte sulla Rocca di Sigiriya (Sri Lanka).


ENGLISH TEXT
I had chance to try this perfume at Cosmoprof in Bologna, then during Pitti Fragranze in Florence I wore it again a couple of times and yesterday it accompanied me all afternoon. I have been looking for a musk fragrance for quite a long, one which is not wrapped up in white musk notes (Galaxolide, Habanolide, Exaltolide and other synthetic white musks) with their fruity, wooded or metallic auras. It's not that I don't like them, they're all very pleasant, crispy sweet, rarefied, but they feel too clean, too respectable, I prefer earthier musks, their comfortable sensuality, with some dirt and animal accents. Since IFRA, the body controlling raw materials used in perfumery, has strongly discouraged the use of nitro musks like Musk Ketone, Musk Ambrette and others (if you are lucky enough to own a vintage piece of Chanel No. 5 or l’Air du Temps you'll remember that luscious carnal smoothness, which marries well with the idea of a woman sleeping naked, with the only company of a drop of her perfume) the sexiest and roundest notes were lost forever. Their place now is held by ethereal white musks hovering over all perfumes launched in the last twenty years… but also in most detergents. In short, after Musk by Acampora and Musk by Villoresi, all other musks simply bored me. Bal Musquè instead, perfectly balances the carnal side with the most harmless and reassuring one evoking the warm, soft skin of a feminine breast, while feeding a baby. The light in this fragrance shivers like a candle, but lasts several hours. The opening is a citrus which ripes into a golden heart, with licorice spicy sweetness, cinnamon, cherry (I don't know what it is, fruits don't provide any useful material, I suppose it's a magnificent, synthetic component -an ester maybe- I found also in other fragrances I like), ylang-ylang, rose. The base notes get in the play at an early stage, with benjoin, musk, Tolu balsam, vanilla and a hint of very soft leather. The overall feeling is that of a tight-sewn fragrance, every ingredient is moulded into the others and it's difficult to separate pieces. It reminded me of Baghari for the erotic carnality and Musk Ravageur for the spicy sweetness. With time a woody aspect becomes predominant, slightly synthetic but not in a "cheap" way, which I found interesting. I figure wearing it in the evening, sitting on a comfortable sofa, the only light coming from the fireplace, my neck wrapped in a fine silk stole the colour of sand, murmuring funny nonsense to my husband. Exactly what I need in cold wet evenings.
The photo (it's mine!) portrays one of the wonderful girls painted on the Rock of Sigiriya (Sri Lanka)

Grazia - Dicembre


Su Grazia di Dicembre è uscito un lungo articolo sui profumi, con una ventina di suggerimenti per lui e per lei. Nella pagina finale si legge una raccolta di curiosità e opinioni sui profumi, e in un paragrafo si cita anche il nostro blog, come luogo in cui si parla della storia del profumo (non è proprio esatto ma... fa lo stesso!).
Ringrazio la redazione per questa citazione e santin (mi pare) per avermela segnalata!
Cliccate sull'immagine se volete ingrandirla.

1 dicembre 2008

Profumare l'inverno/Scenting winter

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Vi racconto cosa si trova in questo momento, nella parte anteriore della mia mensola, cioè quello che sto indossando in queste settimane gelate. Sono tra i miei profumi preferiti di sempre, in ogni condizione e temperatura ma alcuni di questi danno il loro meglio proprio al freddo.
Innanzitutto un patchouli per me irresistibile: Coromandel della linea Exclusifs di Chanel, che la cara AnnaMaria mi ha mandato per coccolarmi. Ho finito gli 8 ml, e sto iniziando a guardarmi intorno per reperirne una bottiglia. Al limite, da condividere con qualcuno. E' un patchouli molto particolare: ombroso, terroso eppure di una raffinatezza estrema. Molto presente e persistente, mi ha regalato complimenti inattesi per due giorni di fila (e non mi è MAI successo prima).
Un altro grande classico del periodo invernale per me è l'Imperial Opoponax delle Nereides, un tripudio di legni e resine che mi fa sentire una principessa guerriera. Ruvido di quella ruvidezza ricercata che mi piace tanto.
Una fragranza che mi scalda fino a raggiugere i 100° è il Cuir Ambre di Prada: un cuoio animale e ambrato, ipnotizzante, assolutamente non dolce e con un fondo urinoso che trovo irresistibile (lo so: "urinoso" non è un aggettivo troppo allettante... ma garantisco che la fragranza è così buona da dare dipendenza, e proprio per questa sua qualità che mi fa continuamente annusare i polsi).
Continuo ad apprezzare anche col freddo il Bois des Iles di Chanel, che mi intiepidisce l'anima con una calda luce dorata come quella di un tramonto autunnale.
Shalimar di Guerlain (sempre e solo vintage) invece lo uso nei momenti serali, a volte poco prima di andare a letto, perchè la sua soffusa affinatezza di legni e resine è così sensuale da dover essere riservata a momenti speciali.
Ambre Precieux (MPG) è la MIA ambra. Mai sentita un'altra migliore o capace di scaldarmi meglio il sangue. Confortante, raffinata, assolutamente eccezionale.
Terre de Sarment (Frapin) mi piace perchè porta il sole in queste giornate così umide e piovose. Un sole dolce, amorevole, capace di scaldare la terra e far maturare la frutta sugli alberi. Il sole che adesso mi manca.
Benjoin di Prada ha un avvio affumicato, legnoso, che mi conquista. Poi si scioglie in una dolcezza da caramella mou, ma sempre affumicata e legnosa, soave eppure rauca. Non si evolve così tanto, ma ha un calore e una persistenza davvero impareggiabili.
Ma ce ne sono altri che in questo periodo uso ogni tanto: Fumerie Turque di S. Lutens con la sua dolcezza fumosa e insieme fruttata, il Tabacco di Odori, e Feminitè du Bois di Shiseido, avvolgente, conturbante, ipnotizzante.
E voi? Come cambiano col freddo le vostre preferenze in fatto di profumi?

ENGLISH TEXT
Today I'm going to tell you what is up-front in my shelf; that is, what I'm wearing in these frosty weeks. They are among my favourite perfumes of all time in any temperature and weather condition but some of them give their best in the cold, so I'm enjoying them fully. First, an irresistible patchouli: Coromandel from Chanel's Exclusif line, that Nynive, who knows me well, sent me as a cuddle (and I’ll never stop thanking her for this). Since I finished my 8 ml, I'm starting to look around to find a bottle, maybe, to be shared with someone. It's a very special patchouli: shady, earthy yet of extreme refinement. Very present and persistent, I got unexpected compliments for two days in a row (and It never happens). Another great classic winter scent for me is Imperial Opoponax by Les Nereides, a riot of woods and resins, which makes me feel like a warrior princess. Roughness of the smoothest kind of rough that I'm truly in love with. A fragrance that warms me up to 100°C is Cuir Ambre by Prada: a mesmerizing amber married with animal leather, with a urinous side (I know, "urine" is not too attractive an adjective... but I guarantee the fragrance is tremendously good just for this urinous quality that makes me continually sniff the wrists). I take comfort in freezing weather wearing Bois des Iles by Chanel, It warms up my soul with a golden light as that of an autumnal sunset. Ambre Précieux (MPG) is MY amber, mine as if Jean Laporte composed it expressly for me. Never found another one capable of heating my blood this way. Comforting, sophisticated, absolutely exceptional. Terre de Sarment (Frapin) conveys the sun in these wet days. A smooth, sweet, sun, gently warming the earth and ripen fruits on trees. The sun I am missing now so much. Benjoin Prada conquered me with its smoky, woody start. Then the smoke dissolves into a toffee sweetness; it doesn't evolve so much, but it has a warmth and a truly unmatched persistence. But there are others which I use even if not so often: Fumerie Turque by S. Lutens with its tobacco and fruity sweetness mixed together, or the Tobacco by Odori (a vanillic tobacco), Feminite du Bois from Shiseido, enveloping, provocative, mesmerizing as a witchcraft. And you? How do your preferences change in freezing weather?

Ecco il report dell'incontro

E scusatemi se vi ho fatto attendere quasi una settimana!
Ricapitolando, martedì scorso presso la profumeria Caleri di Genova si è tenuta la presentazione del libro "Il Profumo nella rete", di Ornella Pastorelli", ed. Socialmente.

Ornella e io ci siamo incontrate e, tra un caffè e due chiacchiere introduttive abbiamo iniziato a scambiarci opinioni e pareri sulle fragranze che stiamo indossando e quelle che ci piacciono in questo periodo.
Poi gli ospiti hanno iniziato ad arrivare e ci siamo seduti per avviare la conversazione. L'atmosfera era calda ed informale: non solo perchè Caleri (negozio di via XXV aprile) è una bomboniera di design e crea atmosfera già da solo, ma anche perchè alcune persone si conoscevano tra loro e si erano incontrate con piacere. Purtroppo però Francesca ha avuto un problema e non ha potuto essere presente.
Per iniziare abbiamo parlato del libro "Il profumo nella rete". Ornella aveva preparato un questionario sul profumo che poi ha inviato a 40 persone tra uomini e donne. Le domande riguardavano le preferenze e il vissuto delle persone: quali profumi vengono usati per la casa e quali per la persona (fioriti? agrumati?), come e quando il profumo è entrato nella vita della persona, come viene scelta una fragranza, come le persone immaginano la loro profumeria ideale e così via. Le risposte sono state commentate da Ornella e raccolte nel libro.
I partecipanti all'incontro hanno presto iniziato a fare domande più generali e il dialogo si è allargato toccando anche argomenti inaspettati. Il pubblico era costituito per la maggior parte da signore, ma sono stati i signori, ad aver fatto le domande più toste. Ad esempio un signore ha voluto saperne di più sui gusti dei diversi Paesi ("americani, europei ed orientali amano lo stesso tipo di fragranze?"), un altro sugli stili della profumeria ("in profumeria esiste un periodo impressionista? E un periodo cubista?). La conversazione poi è scivolata sui gusti personali di ognuno e sul lato freak in ognuno di noi (vi ricordate il post sugli aromi discutibili?).
L'incontro si è concluso verso le sette, con tè e pasticcini. Ho fatto un paio di foto, la signora là sopra con la giacca arancio in mano è Ornella.