29 gennaio 2009

Incontri profumati chez Calè

Nel mese di marzo e nel mese di maggio Calè Fragranze d'autore organizza il 6° e il 7° ciclo di Conversazioni sul mondo del profumo. So che qualcuno di voi ha già partecipato alle dizioni precedenti (io alla fine non sono riuscita ad andare nemmeno una volta, ma conto di rifarmi), ecco il calendario delle prossime conversazioni:

4 marzo e 6 maggio - 18,00/20,00
Storia e storie del profumo - Il "naso": un mestiere affascinante

11 marzo e 13 maggio - 18,00/20,00
I profumi: come leggerli in sole sette classi - Il fascino della Profumeria Artistica

18 marzo e 20 maggio - 18,00/20,00
Il profumo: un equilibrio perfetto di ingredienti - Linguaggio e potere evocativo delle fragranze

Ogni appuntamento avrà la durata di circa due ore e sarà riservato ad un numero limitato di partecipanti. Si richiede cortesemente la prenotazione (telefonare, inviare una e-mail oppure un fax) specificando se interessati ad uno o più incontri.
Sede degli incontri:
Calé Fragranze d'Autore, via Santa Maria alla Porta 5, Milano
tel. 02 80509449 - fax 02 86457782
e-mail shop@cale.it

27 gennaio 2009

Bergamotto e Benzoino sulla newsletter della Fragrance Foundation! - B & B in the Fragrance Foundation newsletter!

The Fragrance Foundation Forum è il quadrimestrale della Fragrance Foundation di new York. Il Blog è stato menzionato all'interno del lungo articolo scritto da Mariangela Rossi (ancora una volta, grazie... :-)) a proposito della scorsa edizione di Pitti Fragranze. Cliccate sulle immagini per ingrandirle.

Fragrance Foundation Forum is the four-monthly magazine of the Fragrance Foundation in New York. This Blog has been mentioned in the long article by Mariangela Rossi (... thank you dear friend :-)) about the last edition of Pitti Fragranze. Click on the pictures to supersize them!























25 gennaio 2009

Facciamo un gioco?/Shall we play?

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Quanto possono essere diverse le sensazioni delle persone nell'ambito delle fragranze? Quanta influenza ha il nome, nella scelta di un profumo? Certi profumi, senza sapere cosa sono, li indosseremmo lo stesso?
Vediamo cosa succede se alcuni di noi ricevono samples delle stesse tre fragranze e, senza sapere cosa sono, le annusano e ci raccontano come le sentono?

Potremmo fare così:
1 - definiamo chi vuole partecipare. Iscrivetevi mandandomi un commento con "Io voglio giocare!" e i vostri dati per la spedizione delle fialette. Se partecipano 4-5 persone, andrà benissimo;
2- io pubblico la lista di chi si è iscritto al gioco;
3 - con l'aiuto di Anna Maria, prepariamo tre fialette per ognuno dei partecipanti. Le fialette saranno contrassegnate solo con dei numeri;
4 - i partecipanti al gioco si prendono qualche giorno per indossarle e per scrivere un commento con le loro sensazioni su tutte e tre;
5 - quando tutti i partecipanti hanno postato, i nomi delle tre fragranze vengono svelati;
6 -salteranno fuori sorprese interessanti e divertenti e le commenteremo insieme.

Allora, qualcuno vuole partecipare? ;-)

ENGLISH TEXT
How differ people’s reactions towards fragrances? Do the name and the brand influence the purchase of a fragrance? Would we wear a certain scent, without knowing what it is? Let's see what happens if some of us receive samples of 4 fragrances and, without knowing what they are, they smell and review them?

We could carry on a little experiment: 1 - those who want to participate subscribe by sending a comment with "I want to play!" and your data for the shipment of the vials. 4-5 people will be enough; 2 – I’ll write the list of palyers who joined the game; 3 - with the help of Anna Maria, I’ll decant 4 vials for each player. Vials will be marked only with A, B, C, D;
4 - participants will take a few days to wear them and write a review with their feelings and opinions; 5 - when all the players post their comments, the names of the fragrances will be revealed; 6- interesting surprises will jump out and we’ll comment them together. So, who volunteers?

23 gennaio 2009

LVMH ferma le vendite su Ebay - LVMH stops eBay sellers

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Qualche giorno fa è venuta a trovarmi una cara amica, Anna Maria, e abbiamo passato un pomeriggio splendido (di cui vi scriverò meglio). Mentre chiacchieravamo mi ha tirato dentro ad una notizia discussa su diversi siti e blog l'estate scorsa, di cui mi erano sfuggite le implicazioni. In questi giorni non ho potuto fare a meno di andarmi a cercare sul web un po’ di informazioni in più, e ora sono furiosa e frustrata.

Allora: voi sapete che uno dei modi per imparare a comprendere il mondo dei profumi passa anche –per chi se la sente- attraverso lo studio dei vintage. Ebay è più o meno l’unico luogo dove si possono acquistare i profumi vintage, e i venditori francesi sono quelli meglio forniti di ogni bendiddio. Gli basta frugare in soffitta...
E così da qualche anno migliaia di persone in tutto il mondo partecipano alle aste di Ebay.fr, le vincono, indossano i profumi vintage e poi ne parlano sui loro siti, blog, forum. Ed è diventato di pubblico dominio che i profumi delle case più famose (Caron, Dior, Guerlain, Patou, Ricci, Lanvin, e altri) hanno subìto delle trasformazioni che li hanno snaturati completamente, e oggi del loro splendore non rimane altro che un pallido riflesso e un nome glorioso. Perchè le aziende hanno smontato le vecchie glorie? Per denaro: certe materie prime costano molto, e le aziende preferiscono risparmiare il più possibile sugli ingredienti, usandone di economici invece di quelli pensati inizialmente dal creatore. Il nuovo profumo, ovviamente, è molto diverso, ma il nome resta lo stesso (questa io la chiamo contraffazione, ma non essendoci una legge sul copyright delle fragranze, la mia resta solo un'opinione).
La trasformazione delle fragranze stava avvenendo in silenzio, le aziende si sono ben guardate dal comunicare ai clienti che i loro diamanti stavano diventando dei più semplici swarowski e tuttora negano risolutamente che le loro fragranze siano state modificate. In realtà chiunque può fare una prova per accorgersene subito, non c'è bisogno di chissà quale abilità, basta spruzzare ed annusare (figuriamoci chi indossa un certo profumo da anni: non può non notare la differenza… ma per chi ci hanno presi?).
Ad un certo punto, ecco spuntare migliaia di post e topic tutti uguali in tutto il mondo (il blog di Luca Turin fu uno dei primi a parlarne), che scoperchiano il vespaio provocando polemiche a non finire, una grave caduta d’immagine, sicuramente qualche perdita economica.
Bene, LVMH, potente colosso economico francese (champagne, profumi, pelletterie) che possiede anche Guerlain, Dior, Givenchy, Kenzo e altri, è passata al contrattacco, e ha ottenuto dal tribunale francese che su Ebay Francia non sia più possibile vendere nessun prodotto di LVMH, e che i venditori francesi non lo possano fare nemmeno su siti esteri (!). Cioè, se acquisti o qualcuno ti regala uno dei loro prodotti (borse, profumi, ecc.), sei obbligato a tenertelo per sempre. Tra l'altro, è una bella limitazione del principio di proprietà!
LVMH ha giustificato la sua azione contro Ebay –ufficialmente- come tentativo di fermare la vendita di beni contraffatti, che causa perdite nei guadagni.
E’ vero, su Ebay si possono prendere delle fregature e il team di Ebay non è particolarmente attento a quel che passa sulla piattaforma. E’ un rischio e lo sappiamo tutti, ma almeno per i profumi il vero discorso è un altro: avere la possibilità di annusare profumi che pur portando lo stesso nome hanno una fragranza diversa e meravigliosa fa nascere questioni, perplessità ed imbarazzi. In particolare porta a chiedersi: ”ma cos’è successo? Perché quello che trovo da Sephora non è buono come quello che sta nel cassetto di mia mamma? Io voglio comprare questo, non quello che mi vende Sephora con lo stesso nome!".
Era necessario trovare il modo di inibire confronti, scambi e valutazioni, ed infatti una parte del provvedimento serve proprio a fermare la possibilità di monitorare le fragranze. Dice (traduzione mia): "Per quanto riguarda i marchi di Profumeria Kenzo, Guerlain, Dior and Givenchy, è proibita la vendita anche di profumi legittimi (cioè non contraffatti) su QUALSIASI SITO MONDIALE che sia raggiungibile dalla Francia, poichè la vendita di questi marchi deve essere effettuata esclusivamente presso le catene di profumerie e i grandi magazzini" (tra cui Sephora, che è di loro proprietà, questa è una mia aggiunta). Gli appassionati come noi, che hanno la sfortuna di vivere in Francia, non possono più accedere alle aste dei profumi, in nessun luogo del mondo, nè come venditori, nè come acquirenti.
Con questo provvedimento LVMH si è assicurata due cose:
- 1 il protezionismo dei loro prodotti in tutto il mondo;
- 2 l'impossibilità da parte del consumatore di poter verificare quando e come cambiano i profumi, e quindi di chiedergli conto delle loro decisioni.



Sembra che anche L'Orèal (che possiede Lancome, YSL, Victor&Rolf, Ralph Lauren, Vanderbilt, Cacharel, Armani, Guy Laroche, Helena Rubinstein), abbia già avviato un procedimento contro Ebay per la stessa ragione. Evidentemente ha visto che è conveniente.
Ne parlo ancora, anche perchè qui non c'era abbastanza spazio per discutere anche il ruolo dell'IFRA in tutto questo....

ENGLISH TEXT

A few days ago a dear friend, Anna Maria has come to visit me, and we spent a wonderful afternoon (of which I will write better in a few days). She pulled me into a discussion appeared in various news sites and blogs last summer, which I had overlooked the implications of. In these days I could stop from searching the web for more information, and now I am furious and frustrated. You all know that one of the best ways to learn how perfumes are built, relies in the study of vintage frags. Ebay the (almost) only place where you can buy vintage perfumes, French sellers are the best equipped with every kind of goodie. They just rummage their attics... And so, in a few years, thousands of people around the world participate in the auctions by eBay.fr; they win, wear vintage perfumes and then speak about them on their sites, blogs, forums. It became public knowledge that the most famous vintage perfumes (from houses like Caron, Dior, Guerlain, Patou, Ricci, Lanvin, and others) have undergone manipulations which have transfigured them completely, and today their splendor is not nothing but a pale reflection, plus a glorious name. Why do companies have dismantled the old glories? For money: some raw materials cost a lot, and companies prefer to save as much as possible on ingredients, using cheaper ones, rather than those originally designed by the creator. The new scent, of course, is very different, but the name remains the same (I call this fraud, but since there is no copyright law on fragrance, it is only my humble opinion). The transformation of fragrances was happening in silence: companies have always been very secretive about their diamonds becoming simpler Swarowski, and are still resolutely denying that their fragrances are changed. In fact anyone may test it to be true, you don’t need to be a professional perfumer: just spray and smell. Moreover, who has been wearing perfume for several years cannot fail to notice the difference...
At some point, forums blew up with hundreds of posts all on the same topic all over the world (the blog by Luca Turin was one of the first to talk about it), causing controversy. A serious drop in image, and certainly some (small) financial fail. Well, LVMH, a French powerful economic colossus (champagne, perfume, leather goods) which also owns Guerlain, Dior, Givenchy, Kenzo and others, counterattacked, and obtained from the French court that on eBay France is no longer possible to sell any product from LVMH, and that French sellers can not do it even on foreign sites (!). That is, if you purchase or someone gives you one of their products (handbags, perfumes, etc..), you are obliged to kep it forever. Among other things, it sounds as a limitation of the property right! LVMH has justified its action against eBay as an attempt to stop the sale of counterfeit goods, causing losses in earnings. It’s true, on Ebay, you can cheat and the team of Ebay is not particularly careful to what passes on their platform. Buying is a risk and we know that very well, but at least for the perfume the real thing is different. To be able to sniff perfumes that carry the same name but with different fragrances raises questions, concerns and embarrassment. In particular, it leads people to ask: "But what happened? Why the perfume I bought at Sephora is not as good as the one in my mother’s drawer? I’d like this more, and I won’t buy what Sephora sells under the same name". LVMH was in the need to find a way to inhibit comparisons, exchanges, evaluations, and in fact part of this measure aims just at stopping fragrance comparisons. It says (my translation): "As for the marks Perfumes Kenzo, Guerlain, Dior and Givenchy, it is also prohibited the sale of legitimate perfumes (i.e. not fake) on ANY SITE WORLDWIDE which may be accessible from France, because the sale of these goods must be made exclusively from licensees in the LVMH chain (perfume shops and department stores such as Sephora, which is owned by them, and this is my addition)”. Perfume addicted like us, who have the misfortune to live in France, can no longer access the auction of perfumes, nowhere in the world, either as sellers or as buyers. By this measure LVMH has secured two things:

- 1 worldwide protectionism of their products;

- 2 the impossibility for consumers, to verify when and how fragrances change, and then ask LVMH account for their decisions.

It seems that L'Oreal (which owns Lancome, YSL, Victor & Rolf, Ralph Lauren, Vanderbilt, Cacharel, Armani, Guy Laroche, Helena Rubinstein), has already initiated proceedings against Ebay for the same reason. Clearly, they saw that the trick works.
I will speak again about this, because there was not enough space to discuss the role of IFRA in all this matter ...

19 gennaio 2009

Il lusso di andare a scuola (2/2) - The luxury of training

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Con mia gioia Maria Grazia ha saltato tutta la storia della profumeria, prevista invece per i corsi più lunghi, e ha fatto una breve introduzione sull’iter necessario a lanciare un profumo sul mercato (sono due aspetti che conoscevo già per averne letto tantissimo), e si è concentrata sulla parte esperienziale, legata alle componenti dei profumi. Con un centinaio di boccettine a disposizione (l’Olfactorium) mi ha accompagnata a distinguere tra una nota floreale e una fruttata, legnosa o speziata anche senza avere riconosciuto di che pianta si tratta. Semi, radici, cortecce, fiori, rami… ogni parte della pianta possiede certe caratteristiche che si possono imparare a riconoscere.
Poi abbiamo esplorato in cosa si differenziano le diverse materie prime (assolute e olii essenziali) in base alle loro caratteristiche e al metodo attraverso cui vengono ottenute; ho potuto conoscere dal vivo una serie di materie prime, anche molto costose o rare, che altrimenti sarebbero state lontane dal mio raggio d’azione. Poi abbiamo affrontato le sfaccettature olfattive.
Maria Grazia ci ha presentato tutte le possibili sfaccettature che un profumo può avere (verde, fiorita, legnosa, nuova freschezza, muschiata, ecc.) e con quali materie prime si compongono.
Alla fine del corso abbiamo fatto un piccolo test per verificare se avevamo imparato a riconoscere le sfaccettature all’interno di una fragranza misteriosa.
E’ stato bello interagire con le altre tre partecipanti al corso, piccole spugne curiose come me, ognuna proveniente da un percorso diverso; l’atmosfera è stata giocosamente seria per tutto il tempo, e i loro commenti e opinioni sono stati per me fonte di riflessioni inaspettate.
Eppoi il confronto con Maria Grazia, così disponibile a mettere le sue competenze a disposizione di chi ha voglia d’imparare, non si è interrotto alla fine del corso, ma è qualcosa che continua ad arricchirmi molto, e di cui la ringrazio.
Insomma, oltre al divertimento e alla gioia di “metterci il naso”, e al consolidamento di quel che già sapevo, questo corso mi ha dato moltissime informazioni che non avevo e ha riempito alcuni buchi. Ora sto ancora digerendo tutto con calma, ma devo dire che la mia curiosità di conoscere meglio le materie prime naturali e sintetiche è cresciuta ancora; mi sento ignorantissima e ho una gran voglia di ributtarmici dentro.
Intanto ho l’Olfactorium, con cui faccio pratica.

ENGLISH TEXT
Much to my joy Maria Grazia jumped over the entire history of perfumery provided instead for longer courses, and gave just a brief introduction the process to launch a perfume on the market (two things that I already knew from my reading), and focused on experimenting perfume components. Opening over 50 vials, one after the other, (the Olfactorium), she accompanied me to distinguish between a fruity or floral, woody or spicy note without recognizing the plant concerned. Seeds, roots, bark, flowers, branches... every part of the plant possesses characteristics that you can learn to recognize before knowing the name of the plant. Then we explored differences in various raw materials (absolute and essential oils) according to their characteristics and the method to obtain them; I could smell a full set of marvellous raw materials, even very expensive or rare, which would otherwise be well away from my range. Then we tackled the olfactory “facettes”. Maria Grazia presented us with all fragrance aspects or “facettes” (green, flowery, woody, new freshness, musk, etc..), helping us recognize materials in their composition. At the end of the course we had a little test to verify if we had learned to recognize facettes of a mysterious fragrance.
I appreciated the interaction with other participants in the course, little sponges just as curious as me; the atmosphere was playfully serious all the time, and their comments and views have been an unexpected source of reflections. Maria Grazia is totally involved in her “host” role, her enthusiasm has never failed, and continues to enrich me. I feel very grateful to her for letting her expertise available to those who want to learn.
In addition to the fun and joy of "putting the nose in", and to consolidating what I already knew, this course has given me new information, and the chance to fill in some blanks in my knowing. Now I'm still digesting everything, but my curiosity to learn more about raw materials is still growing; I feel ignorant and have a great desire to jump into it again.
Meanwhile, I practise with my personal Olfactorium.

18 gennaio 2009

Pulizia


Ciao a tutti!
Stamane è domenica e sono in vena di pulizie. Sto sistemando la casella inbox del blog e quindi sto rimandando al mittente tutti quei commenti contenenti indirizzi, emails e altri dettagli personali (per vostra privacy preferisco non tenerli), quelli arrivati doppi o tripli, quelli "di servizio" ecc. Quindi vi ritorneranno indietro :-)

15 gennaio 2009

Il lusso di andare a scuola (1/2) - The luxury of training

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Qualche tempo fa ho finalmente realizzato uno dei miei sogni: iniziare un percorso di formazione nel campo delle fragranze.
Non ve l'avevo detto, lo so, ma stavo ancora elaborando.
Per chi come me non è diplomato in chimica e non ha a disposizione il tempo e il denaro necessari a frequentare l’Isipca di Parigi (l’Istituto Internazionale per la Profumeria, la Cosmesi e l’Aromatica Alimentare), gli strumenti di formazione a disposizione non sono poi molti ed è necessaria una buona dose di motivazione per andarseli a cercare:
1 - se si conosce almeno l’inglese e si è disposti a imparare il francese (o viceversa) si possono leggere libri più o meno specifici su diversi argomenti legati al profumo: saggi di storia e di sociologia degli odori, testi tecnici sulla chimica dei profumi, introduzioni più o meno dettagliate alla composizione delle fragranze, alcuni libri scritti da celebri nasi compositori per divulgare le loro idee estetiche e il modo con cui le esprimono nelle fragranze che compongono;
2 - se si è un po’ fortunati e un po’ invadenti c’è la possibilità di qualche interessante chiacchierata con i nasi compositori e con i distributori delle loro fragranze;
3 - se si ha un po’ di tempo e di dimestichezza con le lingue e col pc si possono seguire interessanti blog e siti, le cui discussioni sono fonte di stimoli e informazioni preziosissime. Se su un blog si è discusso tanto di una certa fragranza, non c’è niente di meglio che andare a provarla e formarsi un’idea propria, da confrontare poi con le altre;
4 - se si ha la voglia di imparare sul campo, si possono sfruttare i grandi magazzini e le profumerie: si annusano due-tre fragranze (a scopo didattico, qualsiasi profumo va bene), si appuntano le sensazioni, le possibili componenti olfattive e poi si confrontano con i dati che si possono trovare in rete tra gli appassionati e sui siti del produttore. Riprovando più volte le fragranze, rivedendo gli appunti, e arricchendoli nel tempo con fragranze nuove e vintage si arriva ad un minimo di formazione, assolutamente empirica e personale.
5 - per approfondire alcuni aspetti si possono acquistare le singole materie prime (l’ambra grigia, la chinolina, i muschi, il vetiver), studiare il loro odore e come si modifica nel tempo, verificare il loro contributo alle fragranze che conosciamo e imparare a riconoscerle quando le incontriamo.

Mettendo insieme tutte queste fonti è possibile ottenere un minimo di conoscenze sul profumo, ma si impiega molto tempo e manca comunque la possibilità di sistematizzare le conoscenze, di legarle tutte insieme, imparando il dettaglio preciso e il contesto generale in cui quel dettaglio si esprime. E comunque, manca la dimensione esperienziale, cioè non solo leggere le cose, ma annusarle, esperirle, farle da sé mentre un esperto ci spiega quello che stiamo facendo.
Nella mia ricerca di completezza, sistematicità e pratica, avevo provato ad iscrivermi ai corsi estivi della scuola di Grasse, ma purtroppo erano già completi a giugno. Mi sono così accorta che l’unica altra possibilità di formazione era una scuola di Parigi, la “Cinquieme-Sens”, che prevedeva corsi di lunghezza e costo diverso, su aspetti specifici della profumeria. Per mia fortuna, però, non c’è stato bisogno di andare fino a Parigi, perché Cinquieme-Sens è anche qui in Italia, con il nome di Mouillettes&Co. La sua fondatrice, Maria Grazia Fornasier ha lavorato trent’anni nel mondo dei profumi, soprattutto nella produzione delle materie prime sia naturali che sintetiche (Mane e Takasago in particolare), e ha deciso di aprire una filiale italiana di Cinquieme-Sens per offrire una formazione di alto livello a chi desidera approfondire temi diversi legati al mondo del profumo: le materie prime, i profumi lanciati durante l’anno, l’associazione tra personalità e scelte olfattive, il marketing, suddivise nei livelli d'iniziaione, approfondimento e specializzazione. Maria Grazia, che segue Bergamotto&Benzoino fin dall’inizio, mi ha contattata per conoscermi e in una lunga conversazione telefonica le ho raccontato la mia frustrazione e la mia ricerca, approdata sul sito di Mouillettes & Co. Mi ha indirizzata sul corso introduttivo di due giornate, in modo da affrontare per prima la mia necessità più grande: sistematizzare e consolidare le conoscenze di base, che già avevo. E ha fatto bene perché ho iniziato a mettere mano (anzi, naso) esattamente dentro a quel che più mi interessa. Segue

ENGLISH TRANSLATION
Some time ago I finally realized one of my dreams: to begin a serious a training in the field of fragrances. I should’ve talked to you about this, but… I was still processing. For those who, like me, are not graduates in chemistry and haven’t enough time and money to attend the Isipca courses in Paris (International Institute for Perfumery, Cosmetics, Aromatics and Food), occasions to obtain a proper training are not many and you need a good amount of motivation to find them out: 1 - if you speak at least English and are willing to learn French (or vice versa) you can read books on various topics related to perfume: essays in history and sociology of odors, technical texts on the chemistry of perfumes, more or less detailed introductions to fragrance composition, few books written by famous composer- noses to spread their ideas and aesthetic; 2 - if you are lucky and somehow intrusive, there is the possibility of some interesting chat with the composers, or distributors of their fragrances; 3 - if you are at ease with languages and with pc issues you may follow interesting blogs and sites, whose discussions are a source of invaluable information and stimuli. If a blog discussed so much of a certain fragrance, there's nothing better than going to try it and form your personal opinion. Then compare it with others’; 4 - if you prefer direct experience, you can use the department stores and perfumeries: you sniff two or three fragrances (for educational purposes, any scent is fine), then note down your feelings, the possible olfactory components and then compare them with data collected on the Web. Repeat tests, review notes, and enrich them time after time. Then try both vintage and new fragrances and compare. Then you should reach a minimum of totally empirical training. Not bad, but not enough.5 - buy raw materials (ambergris, isoquinoline, mosses, vetiver), study their smell and how it changes over time, verify their contribution to fragrances you already know and learn to recognize them when you meet them. By taking advantage of all these sources, you should obtain a minimum of knowledge about perfumery, but it takes a long time. And it lacks the systematicity that would bind together exact details and overall context in which that detail is expressed. And, however, it lacks experiential dimension: it is important to experiment while an expert is explaining things. In my quest for completeness, I tried to enroll in courses in summer school in Grasse, but unfortunately they were already fully booked. So I noticed that the only other possibility was a training school in Paris, called "Cinquieme Sens", which included courses in different length and cost, on specific aspects of perfumery. To my luck, there was no need to go to Paris because Cinquieme Sens is also here in Italy, under the name of “Mouillettes & Co”. Its founder, Maria Grazia Fornasier has worked thirty years in the world of perfumes, particularly in the production of raw materials both natural and synthetic (Mane and Takasago, specifically), and decided to open an Italian branch of Cinquieme Sens to provide training for those who want to acquire skills related to fragrance: raw materials, fragrances launched during the year, associations between personality and olfactory choices, marketing. I contacted Maria Grazia, who reads Bergamotto e Benzoino from the beginning, and during a long phone conversation I told her my frustration and my research, landed on the site of Mouillettes & Co. I was advised to start with a two-day introductory course in order fulfil my greatest need: consolidate and systematize the base knowledge which I had put together in so many years. I found my chance to play around (to nose around, indeed) in exactly what I was most interested in. (FOLLOWS)

13 gennaio 2009

La linea esclusiva di Prada (2/2): Tubereuse, Violette, Narcissus, Oeillet

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Della Tuberosa, invece, viene esplorato il lato verde, secco, con un accenno appena speziato in sottofondo. La sensazione non è quella di annusare un fiore di tuberosa, ma la rugiada che ha trascorso una notte sui suoi petali e poi è scivolata sul gambo fino al terreno. Potendola annusare, quella goccia di rugiada conserverebbe un’eco lontana della dolcezza squisita del fiore. Non ha quasi nulla in comune con le fragranze alla Tuberosa annusate finora: meno cremosa e pesante di Fracas (Piguet), meno carnale di quella Malle, questo sussurro di Tuberosa risulta ulteriormente ingentilito da rosa, violetta e muschio. Mio marito è praticamente caduto in deliquio (continuava ad annusarsi la manica e sospirare) e quindi appena sarà possibile glie la regalerò perché la portava davvero benissimo.
Anche la Violetta mi è piaciuta: un'interpretazione molto classica, volutamente rètro, affascinante come un cappellino con la veletta nera. Polverosa di iris, verde e secca di galbano, con un fondo aromatico di pelle morbida. Poi ho annusato il Narciso, un fiore ancora semichiuso, nobile, perfetto, raffinatissimo, assolutamente snob, con un aspetto mielato e pungente di cera d'api, che secondo me, indossato dalla persona giusta può far danni, e a seguire L'Oeillet (il garofanino), in un'interpretazione armoniosamente speziata di chiodo di garofano e fresca di vetiver.
Il costo dei flaconi (130 euro per 30 ml) è pienamente giustificato dalla qualità delle materie prime utilizzate e dalla concentrazione: sono parfums. Ed infatti sono ben presenti, si fissano sulla pelle per ore con un'intensità notevole, ma sempre senza risultare invadenti.
Nessuna delle fragranze di questa linea è caratterizzata in senso maschile o femminile, e la questione non è nemmeno la riconoscibilità o l'esclusività del marchio Prada come avviene nella linea commerciale. Il punto in questione è la cultura necessaria a riconoscerle come qualcosa di eccezionale, sceglierle ed indossarle per sé stessi, per omaggiare la propria personalità. Ma la squisita signorina che con pazienza e curiosità ci ha accompagnati nella nostra esplorazione (la gentilissima Benedetta) ci ha raccontato che i clienti entrano in negozio e si interessano quasi solo alle fragranze commerciali (l'Infusione d'Iris e le altre) di cui hanno sentito parlare, e poi le acquistano senza nemmeno annusarle, snobbando le altre dieci. Evidentemente per loro il fatto che ci sia il logo Prada sulla bottiglia e che sia proprio la fragranza Prada di cui hanno visto la pubblicità è più importante che il contenuto del flacone (... è un pensiero mio). Ed è un peccato perchè chi apprezza l'estetica insolita ed essenziale di Prada, la trova espressa molto meglio in queste dieci meravigliose boccette firmate Lalique, e nel loro contenuto, piuttosto che nei profumi della linea commerciale. Immagino che finora non abbiano avuto il successo anche economico che meriterebbero. Forse sarebbe necessario dare un'appropriata formazione al personale di vendita in modo da saperle proporre e raccontare , e aiuterebbe senz'altro poter trovare da qualche parte almeno le informazioni base, (ad esempio chi le ha composte e con quali accordi). Queste fragranze sono di livello pari, se non superiore a quelle delle linee esclusive di Chanel, Hermes e Dior, eppure questi marchi hanno saputo promuoverle in maniera tale da ottimizzare l'investimento e capitalizzare oltre che denaro anche immagine. Prada no: ha tirato fuori dieci gioiellini, li ha tenuti nascosti (non se ne trova traccia nemmeno sul sito ufficiale) e siccome nessuno ne ha mai sentito parlare, nessuno li compra. Perchè mi preoccupo tanto del lato economico? Perchè oggi quello che non si riesce a vendere viene eliminato dal catalogo, e mi dispiacerebbe davvero tanto perderle. Immagine da http://kathblack.blogspot.com
ENGLISH TEXT
Tubereuse on the other hand, is an exploration of the dry, green side, with a spicy hint just in the background. You don’t seem to smell a real tuberose flower, however, but the dew that spent a whole night on its petals and then slipped on the stem and then to the ground. If you could smell it, you would discover that the drop of dew retains only distant echoes of the flower’s exquisite sweetness. Prada's Tubereuse has hardly anything in common with other tubereuse fragrances: less creamy and loud than Fracas (Piguet), less carnal than Malle’s, this whisper of Tubereuse is further refined by rose, violet and musk. My husband swoons over it (smelling the sleeve and sighing) and I think I will find the right occasion to give it to him, because it suits him perfectly. We enjoyed also the Violette: very classical, deliberately rètro, a sort of bowler hat with a velette (black veil). Powdery iris, green and dry galbanum, with touches of soft leather.
Then I met Narcissus, a coat-of-arm flower, perfect, refined, even slightly posh, with an aspect of pungent honey and beeswax which in my opinion, worn by the right person, may do real damage. To follow, I tried Oeillet, a harmony of spicy clove and fresh vetiver.
The cost of the bottles (130 euros for 30 ml) is fully justified by the quality of the raw materials used and the concentration (they are parfums). They feel set, present, and stay on the skin for hours never being intrusive. None of the fragrances of this line is characterized in a male or female way, the issue is not the recognizable exclusivity of the brand Prada. The point here is the culture you need to recognize them as something exceptional, choose them and wear them for yourself, as an homage to your personality. But the exquisite young lady who with patience and curiosity has accompanied us in our exploration, told us that customers jump into the store for the commercial line (Infusion d'Iris and others), and buy them without even smelling them, ignoring anything about the marvellous ten. Obviously the fact that there is the Prada logo on the bottle and that is precisely the Prada fragrance of which have seen the advertising is more important than the content of the bottle (my personal belief). And it is a shame because those who appreciate Prada’s unusual estethics, may find it much better expressed in these ten wonderful flasks signed by Lalique, rather than in the commercial line of perfumes. I can imagine that, until now, the exclusive line has not obtained the economic success it deserves. Perhaps it would be necessary to give appropriate training to sales staff in order to be able to propose them correctly, and certainly would also help to spread at least some basic information (i.e. composer). These fragrances are of equal if not greater stand of Chanel’s, Hermes’ or Dior’s exclusive lines but these brands have been promoting their creatures in order to optimize the investment and capitalize on money and image. Prada has not: they pulled out ten gems, and then keep them secluded in a faraway corner of the shop (they aren’t to be found even in Prada’s official website). Since nobody’s ever heard of them, nobody‘s buying them. Am I worried about the economic returns? Yes, I am. Because today, items you can’t sell are deleted from the catalogue, and I would regret it very much, if this should ever happen.
Image from http://kathblack.blogspot.com

11 gennaio 2009

La linea eslcusiva di Prada- Prada's exclusive line (1/2): Cuir Ambre, Benjoin, Iris, Fleur D'Oranger

PLEASE SCROLL DOWN FOR ENGLISH TRANSLATION!
Poco prima di Natale ho fatto un giro da Prada insieme ad alcuni complici di sniffate per ritestare con calma le dieci fragranze della linea esclusiva. Le prime quattro uscite risalgono al 2003: Cuir Ambre, Oeillet (garofano), Fleur d'Oranger e Iris; nel 2007 sono state lanciate la Violetta, il Narciso, la Tuberosa e nel 2008 il Benjoin, la Mirra, l'Opoponax. Quel che colpisce nella linea esclusiva di Prada sono la struttura compositiva e le materie prime impiegate nelle fragranze. La struttura è piuttosto essenziale e lineare: non c'è un vero sviluppo testa-cuore-fondo; più semplicemente, l'intera composizione è un omaggio alla nota protagonista, a cui si affiancano altre note (poche: sono assolutamente convinta che le formule contino meno di 30-40 componenti) che ne mettono in luce un lato insolito della personalità. Il risultato è classico e statuario, elegante di quell'eleganza naturale e apparentemente senza sforzo, raggiunta tramite sottrazione: qualsiasi orpello olfattivo inutile che potrebbe squilibrarne l'armonia è stato eliminato. Una struttura così pulita e netta richiede l'utilizzo delle migliori materie prime a disposizione, altrimenti tutta l'operazione crolla su sè stessa. Ed infatti hanno usato essenze e assolute intense, brillanti, di qualità eccezionale, vale la pena anche solo andarle a sentire per farsi un'idea della differenza abissale tra queste e quelle normalmente usate nella profumeria commerciale. E tutte le meravigliose componenti sono cucite così strette che se ne ha un'impressione d'insieme, non è semplice scomporre il profumo nei singoli componenti. Bravi!
La prima volta che le avevo incontrate ne avevo provate solo quattro, tra cui Benjoin e Cuir Ambre e mi ero subito innamorata di entrambe. Il benzoino è una delle note che amo di più (dice niente il nome del Blog?) per la sua dolcezza morbida, caramellata, naturale, priva della stucchevolezza e dell'artificialità della vaniglia. In genere il benzoino viene usato tra le note di fondo (è una resina) per addolcire e arrotondare gli accordi legnosi e muschiati. Nella fragranza di Prada questa nota si sposa con delle note affumicate che la bilanciano in maniera originale e molto dark. Ne risulta un benzoino secco, inquietante, leggermente incensato, con un gran temperamento.
Il Cuir Ambre è l'interpretazione olfattiva di una sensazione tattile che chi possiede un paio di guanti di capretto conosce benissimo: infilare le mani in una pelle finissima, sontuosamente morbida e sensuale. La pelle qui mostra un lato molto animale, spesso, quasi urinoso, davvero insolito in una fragranza moderna ma ben presente in alcuni grandi classici come Knize Ten. La nota ambrata che l'accompagna gli regala una profondità affascinante. Un bell'insieme, molto seducente che si fa notare parecchio (e mi ha procurato un bel pò di complimenti: non succede mai!).
Durante il giro prenatalizio ho sentito anche tutte le altre, a cominciare dall'Iris, per il quale hanno usato il burro di primissima qualità (quello da 60mila euro al chilo); se ne sente tutta la polverosa aria art dèco, raffinata, lievemente fruttata, altera, luminosissima, di un'eleganza ultraterrena. Parafrasando il titolo del famoso film, se invece che il Diavolo fosse un Angelo a vestire Prada, indosserebbe senz'altro il loro profumo all'iris.
Ma le prossime due che acquisterò saranno il Fleur D'Oranger (fiordarancio) e la Tuberosa. Il fiordarancio è una nota straordinariamente ricca e rotonda, a me piace da morire, ma non è facile da usare senza farne qualcosa di banale o stucchevole; l'olio essenziale di fiordarancio si trova spessissismo tra le note di testa dei profumi, a cui aggiunge freschezza, dolcezza e "spinta", ma raramente è un protagonista originale e convincente. Ora mi viene in mente solo il Fleur D'Oranger di Lutens (ma ce ne sarà sicuramente qualcun altro). Il Fiordarancio di Prada risulta sì carnale, ma quasi per niente dolce, anzi con un accento orientale che su di me lo ha reso assolutamente ipnotizzante, tanto da non riuscire a smettere di annusarmi il polso. Gli hanno accostato delle note resinose -incenso, mirra- e forse anche delle note ambrate, in un'interpretazione originale, vagamente dandy. Non ho sentito lo "spessore" dell'assoluta di fiori d'arancio che mi sarei aspettata e che pure mi piace molto; l'odore qui è molto più impressionisticamente vicino a quello del fiore vivo, ancora sulla pianta (potrebbe essere stato raccolto tramite head space?). continua...
ENGLISH TEXT

Shortly before Christmas I made a trip to Prada in company with a bunch of “sniff accomplices” to test again, with time and ease, their exclusive fragrance line. The first releases are from 2003: Cuir Ambre, Oeillet, Fleur d'Oranger and Iris; in 2007 Violette, Narcissus, Tubereuse were launched, and 2008 Benjoin, Mirrhe and Opoponax. Two things strike me in this ten exclusive frags: the composition and the raw materials used. The structure is quite essential and straightforward: there is no true development head-heart-base, more plainly the whole composition is a tribute to the star player and there are other notes (I am absolutely convinced that formulas count for less than 30-40 components) used to reveal an unusual side of its personality. The result is classic statuary, elegant, of that natural and seemingly effortless elegance achieved through subtraction: any olfactory trinket that could unbalance the harmony was just deleted. Such a clean and clear structure requires the best raw materials available, otherwise the whole thing collapses on itself. And in fact Prada has made use of essences and absolute of intense, brilliant, exceptional quality, a completely different standard from those normally used in commercial perfumery. And all the wonderful components are sewn so tightly that is not easy to break down the fragrance into single components. Bravi! The first time I encountered them I tried only four, including Benjoin and Cuir Ambre and I fell immediately in love with both. Benjoin is a note I really love (… uhm… does the blog name tell you something?) for its soft sweetness, caramel, natural, free of vanilla’s artificiality an weight. Typically, the benjoin is used in the bottom notes to soften and round off the wood and musk accords.
Prada’s benjoin is paired with smoky notes which balance it in an original and very dark way. The result is a dry benjoin, even disturbing, slightly incensed, with a gggrrreat temperament. Cuir Ambre is the olfactory equivalent of a tactile sensation anyone owning a pair of suede gloves knows well: put your hands in and hmmm... kid skin, luxuriously supple and sensual. The skin shows an animal, even urinous side unusual in a modern fragrance but present in some classics as Ten by Knize. The amber note adds a fascinating depth. A seductive composition, that gets noticed a lot (I get loads of compliments while wearing this and it's very unusual!). During the pre-Christmas tour, I smelled also all the others, starting from Iris, for which Prada has used the highest quality butter (the one worth 60 thousand euros per kilo). It feels powdery and art dèco, slightly fruity, bright, otherwordly refined. Paraphrasing the title of the famous movie, if instead of the Devil were an Angel to wear Prada, certainly he/she would sport their iris perfume. But the next two which I will certainly purchase are Fleur D'Oranger and Tubereuse. Fleur D'Oranger is an extraordinarily rich and round note, to die for, but it’s not easy to use without making something trite or sickly; the essential oil is very thick and is used in the top notes of perfumes, where adds freshness, sweetness and "push", but rarely it’s an original and convincing star performer. Now I remember only the Fleur D'Oranger by Lutens (but there will certainly be other). Prada’s shows its carnal side, without sugary sweetness, with a hint of "oriental" that makes it mesmerizing. A resinous note –may be incense or myrrh- and amber notes contribute in an original, vaguely dandy way. I have not felt the "thickness" of orange blossom absolute that I'd have expected -which conquers me easily-, because the smell is much more impressionistic, closer to alive flowers, still on the tree (it may have been head-spaced?). To be continued ...

8 gennaio 2009

Eccola!

Dopo aver fatto il suo giro, la Befana era stanca e in un momento di disattenzione è finita dentro un cumulo di neve fresca. Dopo essersi rialzata e scrollata la neve dai vestiti, si è accorta che nella sua calza è rimasto ancora qualcosa da portare ai bimbi buoni (o a quelli più veloci): due serie di samples della linea "I Profumi del Forte" che comprendono Tirrenico, Marconi3, Vittoria Apuana, Forte+Forte, Roma Imperiale . Li regalerà ai primi due amici che racconteranno, secondo loro, quale profumo porta la cara vecchina mentre vola sulla sua scopa, e perchè.
Allora pronti? Viaaa!

ps
Come premio di consolazione il terzo riceverà un sample di Marconi3.

7 gennaio 2009

La Befana...

... è rimasta sepolta sotto due metri di neve in Piemonte e quindi ha dovuto rimandare il suo giro. E' tornata stasera, domani (giovedì) verrà a trovarvi!

1 gennaio 2009

Profumi e auguri



Allora? Babbo Natale è stato generoso con voi? Vi ha portato qualche regalo profumato? Avete voglia di raccontarlo?
Inizio io. A me ha portato Alamut di Villoresi, che desideravo da un bel pò (e infatti credo che abbia sbirciato la wishlist lì accanto, prima di recarsi in profumeria). In ballottaggio c'era anche Bal Musquè di Nez à Nez ma... Babbo Natale ha pensato che Alamut lo avrebbe indossato anche lui volentieri, qualche volta. Bal Musquè invece risultava troppo dolce sulla sua pelle e quindi ha scelto questo. E' venuto a prendermi in ufficio nascondendo il sacchettino della profumeria. Ma li ha provati entrambi, e si sentivano a un chilometro di distanza! Subito ho fatto finta di non capire da dove venisse e cos'avesse fatto ma... poi non ce l'ho fatta e ci siamo fatti una gran risata. Fino alla mattina del 25, però, mi è rimasto il dubbio "quale avrà scelto?".
Eppoi, abbiamo voglia di raccontare cosa ci è piaciuto di più del 2008 e cosa è stato importante per noi? Quale profumo abbiamo amato di più? Magari non lo abbiamo mai indossato, o magari è un nuovo acquisto tanto sospirato. L'importante è... che sia importante per noi. Se posso iniziare io, direi l'estratto di Bois des Iles e Cuir de Russie di Chanel. Perchè mi hanno davvero, davvero emozionata come non succedeva da tempo.
E poi la linea esclusiva di Prada, che mi ha sorpresa ed elettrizzata. Ne sto scrivendo, ve ne parlerò nel prossimo post.

Aspetto voi... nel frattempo vi auguro, con tutto il cuore, un felice anno nuovo pieno di pace e di profumi. Vi auguro, e lo auguro anche a me, che nel 2009 riusciremo a realizzare almeno un sogno. Un abbraccio forte a tutte le persone speciali che trascorrono tempo in questo luogo, e che hanno arricchito di gioia e di profumo il mio 2008.

Immagine da http://pirun.ku.ac.th/