30 marzo 2009

Andy Tauer a Milano /Andy Tauer in Milan

Oggi Andy Tauer sarà a Milano, nel negozio Profumo di Via Brera per presentare la sua linea. La presentazione inizia alle 16 e consiglio a tutti i milanesi di partecipare: Andy è una persona comunicativa e la conversazione sarà di certo piacevole e divertente (inoltre, i suoi profumi, per chi non li conoscesse ancora, sono davvero emozionanti). Sarà un bell'incontro!

Today Andy Tauer will be in Milan, at "Profumo" store (Via Brera), to present his line. The meeting is scheduled at 16.00 and I advise you all to participate: since Andy is very communicative, I'd expect an enjoyable conversation (and his perfumes are really exciting). It will be a nice afternoon!

23 marzo 2009

Esxence, the Scent of Excellence


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Nei giorni 2-5 aprile il mondo delle fragranze artistiche si incontra a Milano allo Spazio Pelota (via Palermo 10), per la prima edizione di Esxence, the Scent of Excellence. Ho fatto qualche chiacchierata con gli organizzatori della manifestazione, Silvio Levi di Calè, Celso Fadelli di Herbarium/Intertrade e Roberto Drago di Kaon, per sapere qualche chicca in anteprima e ho scoperto che Calè presenta i marchi Humiecki & Graef e Mark Buxton, mentre Kaon presenta la nuova linea Sigilli, ed Herbarium/Intertrade ci farà conoscere Byredo. Questo solo per quanto riguarda i profumi ma anche con le fragranze per la casa e le coccole cosmetiche ci sarà da divertirsi! La lista dei marchi presenti e altre informazioni le trovate qui. Poiché la domanda è serpeggiata in rete tra noi appassionati, ho chiesto senza tanti giri di parole il motivo per cui molti distributori hanno scelto di non partecipare al Cosmoprof e di organizzare, invece, un evento separato. Le motivazioni sono diverse, e alcune sono di ordine logistico: Bologna è meno raggiungibile di Milano, e gli operatori devono mettere in conto un aggravio di spesa e di tempi, che quest'anno potrebbe risultare scoraggiante. Inoltre, gli organizzatori hanno previsto ad Esxence la presenza di molti export manager dei marchi in esposizione, che quindi parteciperanno direttamente, al fianco dei loro distributori. Questo il Cosmoprof non lo prevede, e per chi distribuisce profumeria artistica, partecipare ad una manifestazione dove domanda ed offerta non riescono realmente ad incontrarsi, diventa un costo di rappresentanza più che un vero investimento, e quest'anno è stata necessaria una maggiore oculatezza. Inoltre non è piaciuta la scelta di Cosmoprof di aprire "Masterpieces" anche a marchi con caratteristiche meno artistiche e più commerciali. Staccarsi da Cosmoprof per creare uno spazio personale, è anche un tentativo di meglio definire l'identità artistica di quel che si propone, e di garantire, mettendoci il nome e la credibilità guadagnata in decenni di lavoro sul campo, che i brands proposti hanno veramente qualcosa da dire. Anche perchè, sebbene la profumeria di nicchia stia dando segnali di "tenuta", in Italia addirittura di leggera crescita, nei momenti di crisi i consumatori di fragranze (non noi pazzi, ma... sì un pò anche noi) preferiscono spendere per qualcosa la cui qualità sia indiscutibile, qualcosa di unico e veramente particolare. Infatti negli ultimi anni sono sorte decine di marchi che sfruttano la distribuzione limitata per definirsi di nicchia senza averne le peculiarità e l’eccellenza, ed è diventato necessario per chi crede nei prodotti che offre, di rendere visibili a tutti le qualità artistiche e di eccellenza dei propri marchi. E così questo momento economicamente difficile potrebbe causare, a detta degli addetti ai lavori, un livellamento verso l'alto: se le persone scelgono con maggiore cura, alcuni marchi di profumeria sprovvisti di un'identità forte e di una visione artistica scompariranno, sia per la proposta non all’altezza delle aspettative sia per errate scelte strategiche legate al posizionamento e alla distribuzione.
La speranza dei tre moschettieri della profumeria artistica (la definizione è mia e non saprei come altro definirli: spero non si arrabbino, è scritto con un inchino di ammirazione) è che la qualità venga riconosciuta, acquistata e goduta sempre di più.
Per tutto questo hanno creato Esxence; tutti e tre mi hanno detto che da gennaio non hanno più un minuto di respiro, da distributori di fragranze si sono trasformati in organizzatori di eventi e me lo hanno detto tutti e tre con una fatica palpabile, ma anche con un sorriso a 42 denti e anche di più (al telefono si sentiva benissimo), per la soddisfazione di buttarsi anima e corpo in qualcosa in cui credono davvero.
Allora, andiamo a Milano: sono previsti due giorni riservati agli operatori del settore e ai giornalisti (il 2-3) e due giorni per il pubblico (il 4-5). Io il 4 ci andrò sicuramente, è un sabato e come mi hanno spiegato c’è meno ressa della domenica e tutti sono un po’ più disponibili e rilassati. E ci aspettano con sorprese e appuntamenti riservati solo a noi. Io sto cercando di mettere insieme un programma, se mi dite le vostre preferenze... Ci troviamo all’ingresso per le 11.00?

ENGLISH TEXT
April 2nd-5th, the world of fragrances meets in Milan, at the Spazio Pelota (Via Palermo 10), for the first edition of Esxence, the Scent of Excellence. I spoke with the organizers of this event, Silvio Levi of Calè, Celso Fadelli of Herbarium/Intertrade and Roberto Drago of Kaon, for a preview: Calè will present Humiecki & Graef and Mark Buxton fragrances, while Kaon presents the brand new perfumes from "Sigilli", and Herbarium/Intertrade will introduce us with the Byredo line. This only in terms of perfume, but also with home fragrances and cosmetic pampering there will be much fun! The list of brands and other information can be found here.
I asked why distributors chose not to participate to Cosmoprof ("Masterpieces" section) and to organize, instead a separate event. Reasons are different. Some are just a matter of logistics: Bologna is less accessible than Milan, thus requiring higher expenses and longer time, which, in this difficult year might get a litle bit discouraging. In addition, organizers have planned for Esxence the presence of many export managers of brands on display, who will participate side by side with their distributors. This isn't provided for Cosmoprof as well: participating in an event where supply and demand fail to actually meet, becomes more a cost than an investment, and this difficult year requires to be more savvy. Another reason is the choice of Cosmoprof to invite to "Masterpieces", also brands with no specific artistic characteristics, whose exlcusively commercial intent was not appreciated. The detachment from Cosmoprof to create a personal space is also an attempt to better define the artistic identity of brands proposed, guaranteed by the name and credibility earned by distributors over decades of hard work. In recent years, dozens of brands gradually less "artistic" are arising, exploiting the limited distribution to define themselves as "niche" without featuring the research work, the artistic vision, and all the peculiarities of the artistic approach, and it became necessary for people who seriously believe in the products they offer, to differentiate their brands, making all these qualities clearly visibile to the public. Although artistic perfumery is "keeping up" in this months (in Italy, even slightly growing), this economically difficult period will end in levelling upwards the quality of the brands; in times of crisis consumers of fragrances prefer spending on something whose quality is unquestionable, in this way some lines will disappear due to low quality of the fragrances or to wrong strategic choices related to positioning and distribution. The hope of the three Musketeers of Italian perfumery art (the definition is mine and I don't know how else I could describe them: I hope they won't get angry, it's written while bowing in admiration) is that quality will be more and more easily recognizable, bought and enjoyed. For all this reasons they have organized Esxence. All three told me that since January they no longer have a minute's breath, from distributors of fragrances they turned into event organizers; they were clearly very tired but they all spoke with a huge smile of satisfaction (I felt it at the phone).
Let's go to Milan, then: two days are reserved for trade professionals and journalists (2-3) and two days are open to the public (4-5). I'll be there on Saturday: it will be less crowded and our friends will expect us with surprises and events reserved only for us. I'm trying to devise a program, if you want to share your preferences...
Shall we meet at the gate at 11.00 a.m.?

Grasse: 11esima Giornata del Profumo / 11th Perfume Day


Sabato 28 a Grasse si svolgerà l'Undicesima giornata del Profumo. Purtroppo non sono riuscita a sapere nulla sul programma del pomeriggio, ma il fatto che Olivier Cresp tenga una lezione mi sembra interessantissimo!
On Saturday 28th Grasse will host the 11th Perfume Day. Unfortunately I couldn't find any details about the programme of the event, but the fact Olivier Cresp gives a lecture sound terrific to me!

20 marzo 2009

Profumo di Primavera/Spring Scent

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La primavera sta indiscutibilmente arrivando, lo sento anche dal fatto che, accanto ai miei amati ambrati, legnosi e cuoiati, inizio ad aver voglia anche di un pò di fiori. In particolare di violetta: per me la primavera ha l'odore di questo fiore, e così in questi giorni sto salutando il primo sole e l'aria più tiepida indossando una violetta stupenda, il triplo estratto di S. Maria Novella. Intanto il flacone è un gioiellino (grazie assurdo per la tua dritta!), il tappo in vetro ha un'asta che entra nella fiala fino in fondo e rende facile e sensualissima l'applicazione del profumo. Eppoi la fragranza è verde, erbacea, eppure delicatamente fiorita, in un bel mix polveroso/ruvido che ho trovato moderno e spontaneo, non di maniera e tantomeno malinconico.
Poi in questi giorni sto indossando L'Eau de l'Eau di Diptyque, una colonia agrumata con un limone non troppo amaro, un delicatissimo vetiver ed un tocco di elicriso che mi sta regalando belle sensazioni di pulizia ed eleganza.
Ho poi un campione di La Chasse aux Papillons Extreme dell'Artisan Parfumeur, in cui si sente un tappeto di fiori bianchi che fa da sfondo ad una tuberosa erbacea e delicata. Per non essere un'amante dei fioriti tout-court, questo mi sta seducendo con grazia.
Eppoi inizio a godermi le mie due colonie Très Bien, la Cologne à la Russe leggermente talcata con una punta di pelle morbida, e la Cologne à la Francaise, che scioglie gli agrumi in un mazzo di fiori bianchi. Sono brillati, sorridenti, positive e pur essendo delle Colonie, anche raffinate, decisamente tra le migliori che io abbia annusato. Se vi solleticano affrettatevi perchè l'Institut Tres Bien sta chiudendo e le forniture dei negozi sono in via di esaurimento.
Altri miei preferiti per la primavera sono:
Vetiver Dance di Andy Tauer di cui ammiro la freschezza cristallina e verdeggiante senza aspetti terrosi;
Apres L'Ondèe (sempre, non solo in primavera);
En Passant di Olivia Giacobetti per F. Malle, malinconico, acquoso, sospeso nel tempo, come in Oceano Mare di Baricco;
Kiki di Vero Profumo, una lavanda legnosa, molto vigorosa e insolitamente energetica che più lo indosso più mi conquista;
Pois de Senteur di Caron, un fioritone sonoro e femminile che rientra nei miei gusti per la voce particolarmente squillante che si fa decisamente notare.
Se me ne vengono in mente altri li aggiungo. E voi? Di quali fragranze vi fa venire voglia la primavera?

La foto l'ho fatta in Svizzera nella primavera dell'anno scorso.

ENGLISH TEXT

Spring is definitely coming, I feel it also because, next to my beloved ambers, woods and leathers, I am craving for a few flowers. In particular violet: for me, spring smells of violets so these days I'm welcoming the first sunrays warming the air wearing a beautiful violet, a triple extract from S. Maria Novella collection. The bottle is a gem itself (thanks to assurdo for his advice): the glass stopper has a shaft that sinks deeply into the bottle, making the application on skin easy and sensual. The fragrance is green, herbaceous, yet delicately flowery, a nice powdery/rough feeling that I found modern and naive, not at all gloomy or melancholic. These days I'm wearing also L'Eau de l'Eau by Diptyque, a Cologne with a not-too-bitter lemon, delicate vetiver and a touch of elychrisum I am enjoying thoroughly for its crisp feeling. I own a sample of La Chasse aux Papillons Extreme by Artisan Parfumeur, which displays a carpet of white flowers which background a herbaceous and delicate tubereuse. Even if I'm not a lover of resolutely flowery perfumes, I find this really enchanting. I'm also enjoying my two Colognes Trés Bien: Cologne à la Russe, slightly talcum-y with a touch of soft leather, and Cologne à la Francaise, with citrus mashed in white flowers. Shiny, smiling, positive, although being Colognes, they feel refined, and are definitely among the best that I've ever smelt. If you're tickled, better hurry because Institut Trés Bien is closing and supplies in stores are running low.

More of my favorites for spring are:
Tauer's Vetiver Dance, which I cherish for the radiant greenery with no earthiness;
Guerlain's Apres L'Ondèe (ALWAYS not only in spring);
En Passant by Olivia Giacobetti for F. Malle, for its melancholic, watery, side, suspended in time as in Oceano Mare by Italian writer Baricco;
Kiki by Vero Profumo, a woody lavander, vigorous, energetic, the more I wear it the more I get intoxicated and want more;
Pois de Senteur (Caron), a huge flowery perfume of creamy texture, falling in my tastes for the particular quality of its loud-and-clear clarion.

If others come to my mind I'll add them to the list. And what about you? What do you feel like wearing in spring?
Picture is mine, taken in Switzerland, spring 2008.

15 marzo 2009

Un sabato da gourmet 2 / A gourmet Saturday 2

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Cosa sono i barattoli qui accanto? Sale. Aromatizzato in ogni modo: spezie e frutta in primis.
C’è persino una selezione di sali aromatizzati agli agrumi: uno al cedro, uno al limone, uno al bergamotto, uno al mandarino… da perderci la testa. Questa del sale aromatizzato la sapevo ma non immaginavo che anche il loro aroma da solo fosse diverso in base alla zona in cui viene raccolto: ho visto sale dell’Algarve, della Bolivia, di Cipro, del Madagascar, dell’Himalaya (questo lo conoscevo perché lo uso, è quello rosato), allo stand Brembo c’era la coda per annusarli.
Eppoi i tartufi, che sapete mi piacciono da impazzire.
Non sarebbe stato previsto, ma ho chiesto al gentile Signore della Tenuta San Pietro a Pettine (PG) di poter annusare i diversi tipi facendoli togliere dalla cantinetta refrigerata in cui erano esposti, e grazie alla sua gentilezza ho potuto immergermi nel profumo ricco, intenso, terroso, con risvolti d’aglio e di muschio (la vellutata di tartufi bianchi è uno spettacolo, ho preso tre pezzi di pane spalmato e mi sono vergognata a prenderne un quarto, così sono andata a cercarmene un vasetto nello shop).
Non vi parlo di salumi e formaggi perché ce n’erano così tanti e così buoni… dalla finocchiona al lardo di Colonnata, al culatello, al filetto, al prosciutto medievale, e lo stesso con i formaggi, tra cui spiccavano le mozzarelle di bufala campana di Paestum, che non mangiavo più dai tempi delle mie frequentazioni napoletane, anni e anni fa.


Sul pesto non mi dilungo troppo perché per me non è una novità, una volta a settimana mangio quello che mi fa la mamma, che è buonissimo. Ma lì a Taste ci sono quelli di Pesto che sono bravissimi, e il loro pesto è effettivamente il migliore che si possa trovare in giro.
Però invece vi parlo del pesce, anzi della trota affumicata di Friultrota, che avevo già conosciuto allo Slow Fish un paio d’anni fa e che ho ritrovato con piacere. Allevano le trote in acqua corrente, non nei vasconi, e quindi i pesci risultano muscolosi e mancano di quella percentuale di grasso che a volte nel salmone affumicato può dare fastidio. Le salano a mano e le affumicano con legni, piante e bacche aromatiche e poi le mettono in busta, senza nessun conservante, colorante o aroma aggiunto. Il risultato, per me che preferisco di gran lunga il pesce di mare, è assolutamente eccezionale.
Poi, ho ritrovato i peperoni Cruschi di Matera. Li fanno solo qui, sono come delle patatine fritte, sottili e croccantissime, solo che sono peperoni, di quelli piccoli, rossi, appuntiti. Hanno una leggerissima puntina piccante, e si usano per insaporire la pasta, da soli o nel sugo. Ma io li mangio così, come fossero davvero patatine. Solo che qui non li trovo, quindi ho fatto scorta nello shop (Masseria Mirogallo).
Finisco con i dolci: il Pangiall’Oro del Forno Colapicchioni di Roma è un antico pane delle festività romane dell’epoca dell’Impero ed è fatto con miele, mandorle, pistacchi, nocciole, pinoli, il tutto ricoperto da una glassa color oro. Una bontà da prendere a piccole dosi in quei giorni in cui tutto gira storto per risollevarsi un po’. E per chiudere, i meravigliosi, strepitosi Bacioni di Lodi dell’Offelleria Tacchinardi, biscottoni croccanti di nocciole, con un cuore morbido alla crema di cacao che non si riuscivano a trovare nello shop perché l’addetto al rifornimento non riusciva ad arrivare allo scaffale dei dolci, che i visitatori lo fermavano e gli svuotavano le scatole. Non esagero, c’ero io lì e ne ho preso un pacco al volo.
Che bella giornata, e come vi ho pensati! Avrei voluto avervi tutti lì, per annusare e gustare insieme tutta questa ricchezza di profumi e sapori strabiliante. Sarebbe stato bellissimo, e molto simile ad esperienze che abbiamo già fatto per i profumi. Il prossimo anno spero di saperlo prima, così ci organizziamo perché ne vale davvero la pena.


ENGLISH TEXT

What are the jars here next? Salt. Flavoured in any way: spices and fruits in the first place. There's even a selection of citrus salts: citron, lemon, bergamot, mandarin... But it’s not only a matter of flavourings, characteristics may vary according to pleaces of collection, so I saw salt jars from Algarve, Bolivia, Cyprus, Madagascar, Himalaya (the pink one, which I already use) all from Brembo. Then lets’ talk about truffles, which you know I am nuts for.
Even if it wasn’t expected, friends from Tenuta San Pietro a Pettine (PG) let me smell the different types removing them from the refrigerated cellar where they were on display, and thanks to their kindness I was able to sink into the rich fragrance, so intense, earthy, with hints of garlic and musk (the “Vellutata” or pate à tartiner made with white truffle is beyond any description, I had three pieces of bread with it and I was too ashamed to take a fourth, so I purchased a whole jar in the shop). I’m not telling you about sausages and cheeses because there were so many and so good ... from bacon to lard of Colonnata finocchiona salami, Parma ham, culatello, pork fillet, medieval ham, and the same with cheese, including the most significant Paestum’s mozzarella di bufala campana, which I used to enjoy many years ago during my visits in Napoli. Pesto sauce was a major crowd gatherer, too but I won’t speak of it because for me is nothing new, once a week I have my mom’s which is very good. But there were friends from “Pesto” who are talented, and their pesto sauce is really the best we could find around. Instead I am speaking about fish, smoked trout by Friultrota, which I already experienced at “Slow Fish” Exhibition a couple of years ago and found here again. They breed trouts in running water, so fishes are hefty, without the fat percentage that sometimes may be annoying in smoked salmon. They salt trouts by hand and smoke them with wood, berries and aromatic plants and then put them in envelopes, with no added preservatives, colouring or flavouring. I prefer by far seafish, but the results here is quite exceptional. Then, I found the crunchy peppers from Matera. They are just like potato chips, thin and crunchy, but in this case it’s not potatoes, but peppers. Of the small, red, pointed type. They are light, spicy, pungent, and are used to flavour pasta, alone or in tomato sauce, but I used to eat them alone, just like chips. I can’t find them here in Genova so I stock in the shop (Masseria Mirogallo). And to finish, the sweet: Pangiall'Oro from Forno Colapicchioni of Rome is an ancient Roman feast bread used during the Empire, and is made with honey, almonds, pistachios, walnuts, pine nuts, all covered with a golden icing. A pamper to indulge in small doses those days when everything turns wrong, just to recover a little bit. And to close, the exceptional, stunning Bacioni of Lodi from Offelleria Tacchinardi, sort of chocolate shortbreads with a crunchy hazelnut covering and a heart of soft cocoa cream which at the beginning I wasn’t able to locate in the shop: people emptied boxes before stewards could reach the shelves. I’m not exaggerating, I was here and there I was lucky enough to take one of the last packages. What a beautiful day! I wished you all were there with me, smelling and tasting this wealth of aromas and amazing tastes. It would have been beautiful, and very similar to experiences we already enjoyed for perfume. Next year I’d like to organize something, because it’s really worth.

Un sabato da gourmet/ A gourmet Saturday

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Alla fine, sabato, sono andata a Firenze. Il richiamo di Taste è stato irresistibile, mi sembrava una di quelle occasioni buone per imparare qualcosa di più su gusto e olfatto, e ho fatto bene. Anche se lì per lì la sveglia alle 5 e mezza non mi ha fatto molto piacere, è stato un piccolo sacrificio che ha avuto una grandissima ricompensa. Lo spazio della Stazione Leopolda è diviso in 6 lunghissimi corridoi, ai cui lati ci sono sei interminabili banconi.

Sui banconi si affacciano circa 200 espositori, uno di seguito all’altro, che offrono i loro meravigliosi prodotti alla degustazione dei visitatori. Olio, vino, aceto balsamico, formaggi, salumi, tartufi, prodotti del mare, salse, conserve di frutta e verdure, birra, dolci, cioccolato, caffè, liquori. Tutti eccellenti, cioè tutti DOC, IGT, pluripremiati e rinomati per la qualità delle materie prime e l’eccezionalità delle lavorazioni, spesso tradizionali. In pratica, il meglio del meglio, in assaggio libero e godurioso. A conclusione del Salone, l’area shopping in cui è possibile acquistare quello che più è piaciuto rappresenta una bella idea, perché le quantità prodotte possono anche non essere così significative e la distribuzione in certe città nemmeno ci arriva.

Vi racconto quello che mi ha colpita di più, con i riferimenti delle aziende, non per fare pubblicità non retribuita ma perché ho trovato i loro prodotti dei veri balsami per l’anima, ognuno nel suo specifico. La passione in quel che si fa va riconosciuta, goduta, fatta girare e condivisa. Almeno, questo è quello che penso.
Cominciamo dagli aceti balsamici, che mi hanno veramente fatto perdere la testa. Io ho sempre comprato quello che si trova alla Coop. Ecco, quello è effettivamente Aceto Balsamico, ma di tipo commerciale: quello che ho assaggiato a Taste mi ha stesa a terra. La differenza è la stessa che passa tra J’Adore di Dior e Un Fleur de Cassie di Malle. E’ sempre profumo, ma solo uno è eccellente. Per ottenerlo è necessario far cuocere il mosto e metterlo in botte. Il calore dell’estate fa fermentare il mosto e ne fa evaporare una parte. Con l’inverno, la fermentazione diminuisce e parte del liquido scende sul fondo della botte. Quella parte si travasa in una seconda botte, mentre la prima viene rabboccata con del nuovo mosto cotto. Poi arriva l’estate e poi di nuovo l’inverno. Dalla seconda botte si toglie il liquido fermo e si mette in una terza botte. La seconda botte si rabbocca con un po’ di liquido della prima botte e la prima si rabbocca con del nuovo mosto cotto. E così via: ogni anno una nuova botte raccoglie il liquido fermo che sta diventando aceto, e la prima botte viene rabboccata con del mosto nuovo. Il processo dura ad libitum, è possibile ottenere aceti che hanno passato anche 100 travasi, e anche se non si parla di invecchiamento vero e proprio, il vero aceto balsamico di Modena subisce almeno 12 travasi (25 per lo stravecchio), mentre per quello di Reggio Emilia (io ho sentito quello dell’Acetaia Dodi), meraviglioso, ma fuori dal rigido disciplinare IGT di Modena, si parla di tre diversi step di invecchiamento. Il risultato in ogni caso è denso, cremoso, nerissimo, con un aroma che danza tra l’agro, il pungente, il fruttato e il caramellato del legno. E’ proprio il tipo di legno usato per le botti, infatti, ad arricchire l’aroma di sfumature intense: rovere, gelso, ginepro, castagno, ciliegio. Ci sono acetaie che alternano botti di legno diverso (Acetaia Leonardi) e acetaie che producono un aceto monolegno, che alla fine dei travasi presenta spiccate caratteristiche, ad esempio dolci (tipiche del ciliegio), o balsamiche (ginepro), come quello dell’acetaia del Cristo che mi ha fatta commuovere per la sinfonia di profumi e aromi, così ricca e intensa, sfaccettata. Alla fine non ho potuto che portarmi a casa un flacone del prezioso fluido.

E’ qui accanto, ricorda un po’ la forma dei nostri adorati flaconi di profumo, vero? Quello che c’è dentro fa altrettanto bene all’anima. Garantisco. Eppoi, sebbene costino un botto, questi flaconi costano meno di quelli che compriamo noi, quindi non mi sono sentita nemmeno troppo in colpa ;-)
Dei vini, e ce ne sono di meravigliosi, vi racconterò di Donnafugata, azienda siciliana con una storia relativamente breve ma con delle produzioni assolutamente eccezionali. Io ne ho assaggiati diversi, tra cui un Passito (Ben Ryè) stratosferico, da buttarsi in terra per la fragranza, la rotondità, la freschezza fruttata/caramellata delle note, un Nero d’Avola (Mille e una Notte) che parla con voce roca, maliarda, seduttrice, e un leggiadro Moscato di Pantelleria (Kabhir) che davvero, al mio naso prima e al mio palato poi, hanno dischiuso un mondo di aromi del tutto simili a quelli a cui siamo abituati noi: fiori, frutta, resine, legni, aromi del giardino. Di Donnafugata avevo sentito spesso parlare ma stare lì, con il tipo che ha speso tre quarti d’ora a farcene assaggiare diversi, spiegandoci per bene le caratteristiche e la storia (come quando vai in una profumeria di nicchia e ti raccontano le fragranze), iniziando dal meno strutturato per non affaticare naso e palato per finire con quello con maggiore corpo, mi ha fatto sentire a casa, e insieme mi ha anche elettrizzata. Quante cose non immaginavo nemmeno… Eppoi ho assaggiato un vino parente del Sauternes ma prodotto in Italia da Petreto, un Pourriture Noble (dal tipo di fungo che fermentando produce il caratteristico aroma dolce/speziato/fruttato) davvero da sballo: dorato, solare, delicatamente muffito e speziato. Il Signore allo stand, chiaramente il titolare (poche hostess in questo Salone, ma titolari, collaboratori, persone assolutamente competenti, coinvolte e appassionate), ha passato almeno 20 minuti a parlare con noi, raccontandoci come viene prodotto con una passione enorme. (Segue)

ENGLISH TEXT
In the end, Saturday, I went to Florence. The call of “Taste” was irresistible, it seemed one of those good opportunities to learn more about taste and smell, and I was right. I woke up at 5.30, but the sacrifice was small if compared to the great reward. Stazione Leopolda (the location of the exhibition) was divided into 6 long aisles, with six long benches. Around 200 exhibitors, one after the other, were at the benches offering their products to visitors for tasting. Olive oils, wines, balsamic vinegars, cheeses, truffles, sea foods, sauces, canned fruits and vegetables, beer, cakes and sweets, chocolate, coffee, liqueurs. All excellent, all DOC, IGT, award-winning and renowned for the quality of materials used and exceptional, artisanal workmanship. The best of the best, available for tasting. At the end of the Exhibition there is a store where you can buy foods that you liked, and I think this is a plus because in some cities there is no distribution of these products, due to small quantities produced. I'll tell you what truly delighted me, with reference of companies. Not with advertising intents, but because I found their products healing balms for the soul, each in its specific way. Passion should be recognized, enjoyed, and shared with others. At least, this is what I think.
Let’s begin with balsamic vinegars (Aceto Balsamico di Modena), which I really loved. I always buy the Coop one. Here, that's actually Aceto Balsamico, but the ones I've tasted here had me lying on the ground in exstasy. It’s like buying J'adore or A Fleur de Cassie. It 'always scent, but only one is real excellence.
To achieve this you need to cook the juice and put it in a cask. The summer heat helps fermentation and makes it evaporate a bit. Winter instead reduces fermentation and the liquid drops to the bottom of the barrel. That part is transferred in a second barrel, while the first is topped with freshly cooked juice. Summer comes, and then winter again. The liquid in the second barrel drops down and is collected and transferred in a third barrel. The second cask is then topped with a little liquid from the first. The first is again topped with freshly cooked liquid. And so on: each year a new barrel collects the liquid that is slowly becoming vinegar, and the first barrel is topped again with fresh liquid. The process may go on forever, it is possible to obtain vinegars with 100 vattings, and even if we are not talking about “ageing”, true balsamic vinegar of Modena is transferred at least 12 times (25 for “stravecchio” that is, extra old), while that of Reggio Emilia (I have tasted Acetaia Dodi), still wonderful but outside the rigid Modena IGT disciplinary, has three different stages of ageing. In each case the result is thick, creamy, black, with a flavour dancing between sour, pungent, caramelized, wood and fruity. It's the type of wood used for barrels, to enrich the flavour with intense shades: oak, mulberry, juniper, chestnut, cherry. Some “acetaie” (makers of vinegars) alternate different woods (Acetaia Leonardi) while others use single wood barrels that at the end of the decanting gives the liquid outstanding characteristics: sweet (cherry) or balsamic (juniper), like that of Acetaia del Cristo that moved me for the symphony of aromas and flavours, so rich and intense, multi-faceted and shiny. In the end I couldn’t hold from bringing home a bottle of the precious fluid. It’s pictured here above, doesn’t it look similar to our adored perfume bottles? What's inside heals the soul as well. Guaranteed. And then, although costing a bang, these bottles are cheaper than those we usually buy, so I didn't feel too guilty either ;-)
Wines were simply wonderful, I’ll tell you of Donnafugata, a Sicilian company with a relatively short history but with exceptional, very renowned productions. I have tried several, including a Passito (Ben Rye)rich, round, fresh, fruity, caramelized and a Nero d'Avola (Mille e Una Notte) that speaks with a harsh, low, seducing voice of a mistress, and a Moscato di Pantelleria (Kabhir) that to my nose first and then to my mouth, opened up a world of flavours similar to those we enjoy: flowers, fruits, resins, woods, spices. I heard often wonders about Donnafugata wines, but be there, with the guy spending three quarters of an hour in making us taste several, explaining characteristics and history (like when you go into niche perfume shop and you are taught all about the fragrance you are smelling), starting from the less structured so as not to tire nose and palate to end with the more bodily, made me feel at home, and I was also very thrilled. How many things I didn’t even imagine... then I tasted a wine relative to Sauternes, but produced in Italy by PETRETO, a Pourriture Noble (the type of fermenting fungus that produces the characteristic sweet/spicy/fruity aroma) really orgy: golden, sunny, gently spicy. The person in the bench, clearly the owner (no hostess/stewards in this exhibition, but people totally competent, involved and passionate), spent at least 20 minutes to speak with us, telling us how it is produced, with huge passion. (follows)

12 marzo 2009

Taste


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Dal 14 al 16 marzo alla Stazione Leopolda di Firenze si svolge la IV edizione di Taste: 3 giorni di assaggi, scoperte, acquisti ed eventi sul gusto (V.le Fratelli Rosselli, 5, Aperta al pubblico con orario 10.30-20.30 -lunedì 9.30/16.30- Ingresso per il pubblico € 10). Taste è il salone del gusto e delle idee, un originale percorso dedicato alla scoperta della diversità culturale e biologica dei cibi. A ogni appuntamento il salone rinnova la sua avventura sul terreno del lifestyle, che sempre più oggi è fatto non solo di abiti e accessori, di oggetti di design, di viaggi, ma anche e soprattutto di cibi e di vini di alta qualità. Per questo Taste è al tempo stesso un grande department store legato al cibo, un libero percorso di assaggi, un luogo di dibattito cultural-gastronomico.
TASTE propone un viaggio in 5 tappe:
- il TASTE TOUR è un percorso alla scoperta e alla degustazione dei prodotti delle aziende, per conoscere e approfondire le ricchezze gastronomiche del nostro paese;
- l’area TASTE TOOLS presenta gli oggetti, i capi d’abbigliamento e le attrezzature legati al mondo della cucina,
- TASTE PRESS è una selezione di riviste e di progetti editoriali dedicati all’eno-gastronomia e alla cultura del cibo;- i TASTE RING sono l’arena ideale per incontri-scontri, organizzati e condotti dal Gastronauta, su temi accesi e stuzzicanti, per alimentare le idee attorno al gusto e al cibo di qualità;
- alla fine del viaggio il TASTE SHOP offre la possibilità per i visitatori di acquistare tutto quello che hanno visto e assaggiato durante il percorso.
La grande novità di questa edizione è Fuoriditaste, il programma off del salone: eventi, incontri, occasioni promozionali, di spettacolo e di cultura che si svolgono in vari luoghi della città – in spazi pubblici e privati, al chiuso e all’aperto – e che riguardano non soltanto l’eccellenza del mangiare e del bere, ma tutto ciò che è collegato e collegabile alla vasta galassia del gusto e dei piaceri del buon vivere.
Taste è organizzato da Pitti Immagine e Centro di Firenze per la Moda italiana
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From March 14-16 the Stazione Leopolda in Florence will hold the fourth edition of Taste: 3 days of tastings, discoveries, shopping and events on taste (V.le Fratelli Rosselli, 5, Open to the public open 10.30-20.30 Monday-9.30/16.30 - Tickets for the public € 10). Taste is an exhibition of taste and ideas, a unique path dedicated to discovering the cultural and biological diversity of foods. At each appointment the salon renews his exploration of lifestyle, which today is not only made of clothes and accessories, design, travels, but also and especially of high quality food and excellent wines. Taste presents itself as both a major department store specializing in food and a free, guided tasting path, and a place of cultural and gastronomic debate. TASTE offers a 5-stage journey:
- TASTE TOUR is a path to discovery and tasting the products of companies to understand and address the gastronomic riches of our country;
- TASTE TOOLS area displays clothing and equipment related to the world of cooking,
- TASTE PRESS is a selection of magazines and publishing projects dedicated to gastronomy and food culture;
- TASTE RING is the ideal arena for meetings, organized and conducted by Gastronauta on and tantalizing themes;
- At the end of the trip TASTE SHOP offers an opportunity for visitors to buy everything they saw and tasted during the trip. The great novelty of this edition is Fuoriditaste, the off program of the exhibition: events, meetings, promotional opportunities, entertainment and culture taking place in several places in the city - in public and private spaces, indoor and outdoor - and which affect not only the excellence of eating and drinking, but everything is connected and linked to the vast galaxy of taste and the pleasures of good living.
Taste is organized by Pitti Immagine and Centro di Firenze per la Moda italiana

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9 marzo 2009

N'Aimez que Moi (Ernest Daltroff per Caron, 1917)

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Qualche giorno fa AnnaMaria è venuta a trovarmi perchè, durante le sue/nostre preregrinazioni su Ebay, aveva trovato alcune bottiglie vintage che valeva la pena annusare insieme. Nel tempo ho imparato ad apprezzare la ruvida dolcezza di Anna, una persona di cui ammiro la franchezza fatta di parole chiare e dirette, e la cultura sconfinata da cui c'è molto da imparare. Possiede un bagaglio olfattivo esteso su almeno quattro decenni, e non ha la minima smania di possesso: a lei le fragranze interessa incontrarle e fare la loro conoscenza, poi le lascia andare, con la stessa grazia con cui le aveva inseguite. Ci capiamo al volo su molte cose, e su questa in particolare. L'altro giorno eravamo elettrizzate perchè aveva messo a segno un colpaccio: un flacone integro, mai aperto, di N'Aimez que Moi di Caron, lanciato poco dopo lo scoppio della prima Guerra Mondiale. Nessuna delle due aveva mai avuto modo di sentirlo, visto che l'estratto originale è davvero rarissimo, ed eravamo piene di aspettativa, visto che il liquido all'interno era chiarissimo, come fatto oggi, e avevamo capito che era stato conservato perfettamente. Anna ha iniziato a trafficare intorno al tappo in vetro, tagliando il fil di ferro dorato che lo teneva al suo posto da ottant'anni circa e poi abbiamo provato ad estrarlo, ma senza successo. Abbiamo provato scaldando in acqua tiepida il collo del flacone (l'idea è che scaldandosi, il collo si espande leggermente, rendendo più semplice estrarre il tappo, rimasto freddo). Niente, il tappo in vetro si era incollato alla baudruche e non si riusciva a estrarlo. Poi abbiamo immerso collo e tappo nell'alcol a 90° e abbiamo ripovato con molta delicatezza, niente... il tappo era ancora lì, e il profumo restava sigillato. Per un pò è stato inarrivabile. Avremmo anche potuto usare delle pinze ma avevamo paura di esercitare troppa pressione, e spezzare il collo del meraviglioso flacone Lalique, un oggetto art dèco dalle proporzioni perfette che sarebbe stato davvero tremendo rovinare.
Solo qualche settimana dopo, mio marito è riuscito nell'impresa: era riuscito ad aprire un vecchio Habanita (di cui poi vi racconterò) e aveva capito quanta pressione esercitare e la direzione ottimale. Lo abbiamo tenuto un quarto d'ora a testa in giù, immerso nell'alcol a 90° e poi lui ha iniziato a tirare ruotando, con una forza sempre crescente. E così sono riuscita ad arrivare al magico liquido. Uaaau. Le pupille si dilatano, la bocca si piega all'insù... perfetto, davvero. Con tutte le note di testa, un bello sviluppo e tutto il resto, tutto a disposizione come arrivato fresco fresco a bordo di una navetta del tempo. Una cosa più unica che rara: gli anni, gli sbalzi di temperatura, la luce distruggono o fanno virare alcune note. Invece, ecco una violetta scura, densissima, quasi sciroppata, intinta nell'olio di rose. Un nota polverosa di iris avviluppa tutto il cuore della fragranza. Ma non immaginatevi sussurri e leggiadria luminosa: le note sono potenti e sensualissime, ipnotizzanti, e la composizione è assisa su un fondo di muschio di quercia e legno di sandalo che le danno corpo, una concretezza "viva" da animale nottuno e vagamente sinistro. Una meraviglia ombrosamente talcata che ricorda l'odore grasso del rossetto di una volta. La struttura è ricca e complessa e porta un gusto moderno, da 21esimo secolo, che mi ha lasciata di stucco: se uscisse oggi, uscirebbe per Frederick Malle e si chiamerebbe Lipstick Rose.
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A few days ago Annamaria/Nynive came to see me because, during her/our pilgrimages on Ebay, she found a few vintage bottles worth sniffing together. Over time I learned to appreciate her rough (sweet, indeed) ways, and to admire her straightforwardness of words and attitude and infinite wisdom I try to learn. She has an olfactory baggage spanning over least four decades, and has not the slightest frenzy of possession: she’s interested in getting acquainted to fragrances, then she lets them go, with the same grace with which she chase them. We understand perfectly on many things, and this one in particular. The other day we were thrilling since she banged a full unopened bottle of N'Aimez que Moi by Caron, launched during WWI. Neither of us had ever had occasion to smell it, given that it’s indeed very rare, and we were full of expectation, as the liquid inside the bottle was clear, and we realized it was perfectly preserved. Anna began to work around the glass stopper, cutting the golden wire that was put in place eighty years ago and then we tried to open it, without success. We tried with warm water heating in the neck of the bottle (the idea is that heat expands slightly the neck of the bottle, making it easier to pull out the stopper, which remains cold). No, the glass stopper glued to the baudruche and we couldn’t extract it. Then we dipped neck and cap in alcohol 90° and we tried again with great delicacy but nothing... the stopper was still there, and the scent remained sealed. We didn’t want to use the rapier because we were afraid to exert too much pressure and break the neck of the bottle, a marvelous original Lalique, a perfectly proportioned art deco item that would be really terrible to ruin. Only a few weeks later my husband succeeded in it: he had opened an old Habanita (of which I’ll tell you in a separate post) and had understood with how much pressure to pull, and the optimal direction. We held it 15 min. upside down, in alcohol 90° and then he started to pull rotating, with an increasing force. And so I managed to reach the magic potion. Uaaau. Pupils dilate, lips unfold upwards... perfect, really. With all the top notes in their place, a beautiful development and everything else, all available and as fresh as if arrived here onboard a time shuttle. A unique thing: the years, the changes in temperature, the light may destroy or change some notes. Instead, here is a dark violet, thick, almost syrupy, dipped in rose oil, reminiscent of the smell of oily lipsticks our grannies used to wear decades ago, with a powdery iris embracing everything. But it’s definitely not a whispering or enlightened fragrance: notes are powerful and sensual, mesmerizing; the composition sits on a base of oakmoss and sandalwood giving it body and a “breath”, as of a living, nocturnal animal. The structure is rich and complex, and conveys a taste for 21st-century modernity which left me stunned: if it was launched today, it would be a Frederick Malle’s fragrance and it would be called Lipstick Rose.

6 marzo 2009

Brezza di Seta (Silvio Levi & Maurizio Cerizza per Calè 2007)

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L'anno scorso Silvio Levi, titolare di Calè, uno dei propulsori della profumeria indipendente in Italia, ha fatto uscire una sua linea di fragranze, che sto provando. Oggi vi parlo di Brezza di Seta, quella che finora mi è piaciuta di più, tanto da centellinare la fialetta e da meditare l'acquisto. Quello che colpisce in questo profumo è l'atmosfera, il mood, sereno, in pace col mondo, con un lieve buonumore che aleggia all'angolo della bocca e nell'aria la promessa di qualcosa di bello. Questa è una fragranza capace di interagire col sistema nervoso e disinnescarne la tensione, respiro dopo respiro, attraverso un felice connubio tra note fiorite e boscose. La testa risulta tenera di ribes nero, foglie di violetta, neroli e una lavanda che fa da sostegno a tutto l'accordo. Non essendoci agrumi ma note un pò più corpose e longeve, questa prima parte dura molto, e dà il tempo all'iris del cuore e al fondo legnoso di mescolarsi in un tutt'uno molto interessante, con un'identità ora tenera e polverosa, ora legnosa, ora fiorita. Una nota verde di vetiver bagnato abbraccia le note più dolci e ne sposta il baricentro verso il tatto (sensazione di dolcezza setosa). Quando avete bisogno che il mondo riprenda a girare per il verso giusto, quando avete bisogno di dirvi che il peggio è passato e potete riprendere a sognare, indossate questa delicatissima fragranza da Fate, e lasciatele fare la sua magia.Chi è alla ricerca di una versione fiorita e adulta di Heliotrope di Etro, questo deve assolutamente provarlo. Su un uomo lo vedo fare magìe, ma è necessario che effettivamente faccia risuonare una tenerezza che già vi appartiene e di cui siete fieri, altrimenti rischia di suonare "finto", e voi con lui.
La bellissima immagine è tratta da qui.

ENGLISH TEXT
Last year, Silvio Levi, owner of Calè, one of the propellers of independent perfumery in Italy, has released his line of fragrances I'm trying. Today I am talking you about Brezza di Seta, which so far is the one I liked more, I have enjoyed the sample vial and now I'm meditating purchase. What strikes me in this perfume is atmosphere, the serene mood, at peace with the world, with a humorous smile wafting on the corner of the mouth, and the promise of something beautiful in the air. This fragrance interacts well with the nervous system defusing tension by a happy combination of flowery and woody notes. The head is a tender accord of blackcurrant, violet leaves, neroli, and lavender giving body to the whole accord. There being no citrus notes but more substantial and long-living ones, this first part lasts a lot, and gives the iris in the heart enough time to blossom and join the woody mix in the base with a very interesting result: now soft and powdery, now woody, now flowery. A note of green, wet vetiver embraces the sweetest notes and moves them towards a tactile sensation (supple silky). When you need the world to spin in the right direction, when you need to remind yourself that the worst is over and you can start dreaming again, wear this delicate Fairy fragrance, and let it play its magic. Those who are looking for an adult, ornate version of Etro's Heliotrope, must absolutely try this. I feel it enchanting on man's skin, but it must resonate with a tenderness that already belongs to your inner self and that you are proud of, otherwise it will feel "fake" (and you with it).

I took from here the beautiful artwork.

3 marzo 2009

Isfarkand (Ormonde Jayne, 2007)

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Come quarta classificata al "Fragrantica Blog Awards" ho ricevuto in regalo un sample pack delle fragranze di Ormonde Jayne e un paio di fialette di Zizan di Lorenzo Siena, un compositore americano indipendente. Di Zizan vi parlerò presto perchè lo sto testando e mi pare insolito ed interessante, mentre le fragranze di Ormonde Jayne le avevo già sentite un pò di tempo fa grazie ad AnnaMaria. Ma non mi sembrava di averle capite, così le ho passate ad un caro amico perchè potesse darmene una sua interpretazione, in attesa che il destino me le facesse incontrare di nuovo. Come al solito, quando arriva il momento giusto, le situazioni si ripresentano da sole, così quando ho ricevuto il pack ho capito che era arrivato il momento di mettermici seriamente. Orris Noir, Tolu, Frangipani e Isfarkand sono le fragranze che mi sono piaciute di più, nelle quali ho ritrovato alcuni degli aspetti che caratterizzano tutte le creazioni di questa linea, la cui direttrice artistica, Linda Pilkington, si affida alla luce per portare il suo messaggio di grazia, ottimismo, dinamismo. Le composizioni risultano luminose, come irradiate da una luce cristallina che nasce da dentro il flacone e si propaga su chi le indossa e sulle persone intorno. Non hanno cupezze, ombre o angoli bui, ma al contrario, sono calme e serene; a volte più timide, altre volte più presenti, ma in ogni caso equilibrate e ben costruite, con materie prime di cui si sente la vibrazione naturale. Per ora vi parlo di Isfarkand, ultimo arrivato della linea. Isfarkand si apre con un accordo di testa fruttato e leggermente zuccherino (mandarino, bergamotto), a cui iris e pepe rosa danno corpo e una presenza gentile, per finire su note di gran carattere, come vetiver, legno di cedro e muschio vegetale, in un armonico bilanciamento verde-legnoso-fruttato di gran gusto, ben presente sulla pelle e con una lunga coda. Sembra di annusare argento vivo, con questo profumo indosso non si può stare fermi, è necessario muoversi, ridere, star fuori per il gusto di farlo. Isfarkand mi è piaciuto perchè tra i profumi "da uomo" (lo metto tra virgolette perchè sapete che per me i profumi sono semplicemente profumi, l'identificazione sessuale glie la presta chi li indossa) mi sembra racconti qualcosa di diverso: niente dandy in vestaglie di seta, mandriani sudati o manager secchi e acuminati: ci sono anche altri modi di essere uomini, e Isfarkand racconta di un bel tipo brizzolato, maturo, con qualche ruga su uno sguardo vivace e curioso, e un gran sorriso. Forse un geologo, o un gentiluomo di campagna... comunque qualcuno di solido e presente, coi piedi ben piantati in terra, eppure capace di giocare all'aria aperta dimenticandosi di tutto il mondo, come fanno i bambini. Uno per cui perdere la testa, insomma. Indossandolo "da donna" mi ha raccontato una femminilità insolitamente brillante, intuitiva, vivace, una pulizia nei modi e nei pensieri che ho trovato molto affascinante e fuori da qualsiasi clichè.

Immagine: sì è Gregory Peck. Questo profumo mi ha fatto pensare a lui (http://www.gregory-peck.com/)



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As fourth classified in the "Fragrantica Blog Awards" I received a sample pack of Ormonde Jayne fragrances and a couple of vials of Zizan by Lorenzo di Siena, an independent American composer. I'll tell you of Zizan in another post because I'm testing it and I find it unusual and interesting. I already met Ormonde Jayne fragrances several months ago thanks to my friend Nynive, but I wasn't able to understand them, so I switched them to a dear friend hoping he would help me appreciate them. I thought that if I was to understand them, sooner or later I would've met them again somehow. As usual, when I'm ready, things are put in front of me in the simplest way, so when I got the pack I realized it was time to set at it. Orris Noir, Tolu, Frangipani, Ormonde Man and Isfarkand are the ones I liked more. They display all the key features of this line; Linda Pilkington, creative director of this line, relies on light to convey her message of grace, optimism and dynamism. Compositions feel bright, as if light radiated from inside the bottle, falling on the wearer and people around. They show no sign of darkness or shadowy corners; on the contrary they convey calmness and serenity, sometimes shy, sometimes well present and intense, but in any case balanced and well built, with materials whose natural vibration perpetuates through air. For now I tell you about Isfarkand, the latest addiciton to the line. Isfarkand opens with a fruity accord (mandarin, bergamot), to which pink pepper and iris contribute a gentle presence and body, and ends up with notes of great character, such as vetiver, cedarwood and moss, harmoniously balanced in a woody-green- fruity bouquet of great taste, which feels steady on the skin for long. It's like smelling quicksilver: when wearing this perfume you can't stand still, you need to move, laugh, stay out late for the joy of it. I liked Isfarkand because as a "man" fragrance (I put "man" it quotes because as you know, scents are just... scents, for me. The wearer lends them a sexual identification, fragrances have none in themselves) I think tells a new story angle: no dandy in silk underwear, nor sweaty herdsmen or dry and sharp managers: there are also other ways of being men, and Isfarkand portrays a handsome, mature one, with wrinkles around a lively and curious gaze and a big smile. Perhaps a geologist, or a countryside gentleman... some rock-steady kind of individual, down-to-earth, yet enjoying playing outdoors and forgetting the world, as children do. One to die for. Wearing it as a fragrance "pour femme" it told me of an unusually bright, intuitive femininity, with clean manners and light thoughts, which I found exteremly charming and out of any cliché.
Pic: yes, it's definitely Gregory Peck. Somehow this perfume reminded me of him (www.gregory-peck.com)