29 giugno 2009

Approccio alla Multisensorialità - Mouillettes&Co

Parlando con Diakranis la settimana scorsa mi è venuto in mente che chi ha qualche giorno di ferie e non sa ancora cosa fare, potrebbe dedicare una giornata a questo bellissimo approccio alla multisensorialità attraverso l’olfatto, proposto da Mouillettes&Co.

PROGRAMMA
1 - L’odorato
• Schema fisiologico
• Olfatto ed emozioni
• Principi e tecniche di memorizzazione degli odori
• Le funzioni dell’olfatto
• La retro olfazione
• I malfunzionamenti dell’olfatto

2 - Illustrazione olfattiva
• Il linguaggio degli odori
• Concetti di intensità e persistenza
• “Odorama” del mondo

3 - Il marketing sensoriale: le sensazioni che fanno vendere
• Odorato
• Vista
• Tatto
• Udito
• Gusto

4 - Gioco di corrispondenza tra i 5 sensi
5 - Atelier pratico attorno alla creazione di accordi profumati

OBIETTIVI
§ Acquisire le prime conoscenze in campo olfattivo
§ Potenziare il proprio odorato
§ Valutare l’importanza di questo senso
§ Padroneggiare il vocabolario di conoscenza degli odori

BENEFICI
§ Scoperta degli stadi di memorizzazione di un odore
§ Esplorazione del vocabolario descrittivo degli odori
§ Comprensione dell’impatto emozionale degli odori
§ Capacità di classificare un odore in una famiglia

Data: 3 luglio 2009
Durata: 6 ore – minimo 5 iscrizioni
Costo: 225 Euro
Sede: Mouillettes&Co Via Sempione 10, Castelletto Sopra Ticino (NO)
Tel. e fax +39 0331 923416

27 giugno 2009

Reazioni

Il profumo emoziona anche quando non vuole: in questo caso vi racconto una sonora risata e un episodio un po’ vergognoso.
Il primo. Ero in ufficio, tutta fiera di essere avvolta nel mio nuovo Back Afgano, che mi coccola e insieme mi eccita il sistema nervoso sussurrandomi oscenità di cui non vi racconto nulla (ma fate la prova e vedete se succede anche a voi). Non ci avevo fatto il bagno, ero stata attentissima.
Arriva una collega e mi dice: “Ma cos’è quest’odore d’AGLIO? Stanno già cucinando qui sotto a quest’ora?” Annusa un po’ in giro con aria schifata e poi si avvicina “No no, sei proprio TU che sai d’aglio… ma cosa cavolo indossi oggi?”. E io:”Avanguardia Pura”. E mi sono girata di là per reprimere una risatina. Naturalmente Black Afgano non ha aglio, ma un incenso splendido accanto ad una nota pungente, probabilmente hashish, almeno questa è l’ispirazione. Il naso della mia (peraltro simpatica) collega trova grandioso il Muschio Bianco del Body Shop, e per ora non ha nessuna intenzione di spostarsi da lì, quindi, in fondo, non è tutta colpa sua.

Il secondo. Nei giorni scorsi ho lavorato con un fotografo francese, una persona molto piacevole e gentile, che doveva fotografare degli interni. Gli sentivo addosso un profumo indefinibile, qualcosa di mai sentito prima. Fresco, ma con una nota lievemente speziata che m’intrigava parecchio. Alla fine dei due giorni, quando ormai c’era un minimo di confidenza e il lavoro era venuto bene, gli ho chiesto quale profumo indossasse e lui mi ha risposto con un sorrisetto di soddisfazione: “Ah, il profumo migliore del mondo: Dolce&Gabbana Light Blue!”.
Per riprendermi ho dovuto ripetermi per tre ore, come un mantra “Non lo sembrava assolutamente, non lo sembrava assolutamente, non lo sembrava assolutamente …”.

Cliccate qui per la foto

Reactions

Fragrances move, even when you are unaware of it: in this case I'll tell you of two episodes: a good laugh and a little shame.

The first. I was in my office, proudly surrounded by waves of my new Black Afgano which cuddles me and, at the same time, excites my nervous system whispering obscenities of which I'll tell you nothing about (but take the test and see if it happens also to you). I didn't shower in it: the amount was ok, I had been very careful. A colleague looks at me and says: "What is this GARLIC smell? The Bar down here is already preparing dinner at this early hour?". She nosed around in disgust and then approached me directly: "No no, this is you, YOU smell of garlic... but what the hell are you wearing today?". "Purest Avant-garde" I answered, and then turned the head suppressing a giggle. Black Afgano of course doesn't smell of garlic at all, but of a wonderful incense, coupled with a pungent note, probably hashish, which gives it its name. The nose of my (however nice) colleague finds true bliss in Body Shop's White Musk, and for now has no intention to move from there, so it's not her fault, after all.

The second. In recent days I worked with a French photographer, a very pleasant and kind guy, who had to portray some interiors and furniture details. He was wearing an indefinable scent, something never smelt before. Cool, fresh, even crispy but with a slightly spicy note that intrigued me a lot. At the end of two days, when we reached a little of confidence and the work had come out good, I asked what perfume he was wearing and he reported, with a smile of satisfaction: "Ah, the best scent in the world: Dolce & Gabbana Light Blue!" To recover from the shock I had to repeat to myself like a mantra: "It didn't resemble it in the least, it didn't resemble it in the least, it didn't resemble it in the least..." for the following three hours.

Picture from here

24 giugno 2009

Casta Diva e Patchouli - Nobile 1942

Ho incontrato Stefania nello showroom di Nobile 1942 ad Arenzano. Un posto accanto al torrente, tra cinguettii e stormir di foglie. Il posto ideale, per parlare di profumi.
Mi aveva invitata perché stanno lanciando una nuova linea, e voleva presentarmi le fragranze di cui poi vi parlerò in un post apposito. La mia visita allo show room di Nobile 1942 però, è stata fantastica anche per un altro motivo: poter vedere il laboratorio. Nobile 1942 importa diversi marchi di nicchia (Frapin e Nougat Body to Home sono i miei preferiti), ma la loro attività nasce intorno alla loro linea, Nobile 1942, i cui profumi vengono composti proprio qui. Stefania mi ha portata a vedere il magazzino dove stoccano gli ordini da evadere e il laboratorio. Vi metto qui un po’ di foto: la bilancia di precisione, imbuti e fiale, i contenitori delle essenze, la filtratrice, la graffatrice per chiudere gli spray sui colli delle bottiglie. Fanno tutto a mano, persino appiccicare le etichette, inscatolare i flaconi e tutto il resto. Recentemente hanno lanciato due nuove fragranze: Casta Diva e il Patchouli. Casta Diva è un fresco-frizzante di agrumi e fiori bianchi tra cui spicca il frangipani. Non è intenso e “classico” come altre fragranze della loro linea, e sebbene me lo immagini perfetto su una donna romantica e vivace, è portabilissimo -specie col caldo- anche da un uomo. Abbiamo fatto una prova su Massimo, il marito di Stefania (è lui che discende dalla famiglia profumiera che creò il marchio Nobile, vedete una foto d'epoca là in alto) e su un amico disponibile e abbastanza incuriosito, che ci hanno prestato i polsi. In effetti sulla pelle maschile perde un po’ di fiori e guadagna un’aria piacevolmente “marina”. Ho lasciato volutamente per secondo quello che mi è piaciuto di più, il Patchouli. Terroso, muffoso, con pochissimi accessori intorno, giusto qualche agrume in apertura, legni, una goccia d’incenso. Bravi! Un bel patchouli animale e terreno come piace a me, avvolgente, la cui ruvidità mi ha ricordato quella che trovo anche in Borneo 1834 di Lutens, solo leggermente più addomesticato, ma ancora fascinoso e conturbante. Spruzzato su pelle e vestiti insieme dura il giusto, spruzzato solo su pelle tende a svanire dopo un paio d’ore (curiosamente, nemmeno Borneo dura molto); forse io ho un gusto un po’ estremo, o forse 8 ore di patchouli selvaggio potrebbero spaventare più di qualcuno, quindi immagino che la scelta del tempo sia quella giusta. Io comunque, rispruzzo con gran gusto. Volete provarli? Nei prossimi giorni ho previsto un giochino divertente per voi!

"...come potrà mai sapere cosa è un profumo?"

Casta Diva and Patchouli - Nobile 1942


I met Stefania in the "Nobile 1942" showroom in Arenzano. A place beside the river, between flocks of birds and trees. The perfect place to talk about perfume. I was invited because they are launching a new line, and wanted to introduce me to their fragrances, of which I'll tell you in a separate post.
My visit to the showroom, however, was fantastic also for another reason: I could see the laboratory. Nobile 1942 imports in Italy several important niche brands (Frapin and Nougat Body to Home are my favorite), but all the business was born around their line, Nobile 1942, and these fragrances are made right here. Stefania took me to see the warehouse where orders are stored and the laboratory. You can see pics here: the precision balance, funnels and bottles, essence containers, the filter, the device to close spray bottles. They make everything by hand, even stick labels, can bottles and all the rest. They recently released Casta Diva and Patchouli. Casta Diva is a fresh-crisp citrus with white flowers where a delicious frangipani stands out. It's not intense and "classic" as the other fragrances in their line, and although I see it perfectly on a romantic and lively woman, it's very wearable especially in hot weather by a man. We tested it on Massimo, Stefania's husband (he is the descendant from the family that created the perfume brand Nobile 1942) and a curious friend, who generously offered their wrists. In fact, on men's skin it loses some flowers and earns a "marine" freshness. I left what I like best, the Patchouli, for second. Earthy, with very few accessories around, just a citrus opening, woods, a drop of incense. Bravi! A beautiful animal patchouli enveloping and rough, which reminded me of that I find in Borneo 1834 by Lutens, only slightly more domesticated, but still fascinating and provocative. Sprayed on skin and clothes it lasts enough, while sprayed only on the skin tends to vanish after a couple of hours (curiously, also Borneo 1834 doesn't go a long way), maybe my tastes are somewhat extreme, or maybe 8 hours of wild patchouli could be frightening for someone, and then the time choice could be right. However, I spray again with delight. Want to try? In the coming days there will be a fun game for you!
"... come potrà mai sapere cosa è un profumo?"

23 giugno 2009

Guerlain vs 1000 Fragrances

Oggi Octavian Coifan, storico della profumeria, scrittore, grande appassionato e critico di profumi conosciuto in tutto il mondo grazie al suo seguitissimo blog 1000 Fragrances è stato minacciato di denuncia da parte di LVMH, colosso francese proprietario di Guerlain, che non ha gradito alcune recensioni sul nuovo lancio Idylle. LVMH è intervenuto su blogger, il provider del blog, e se Octavian non eliminerà o modificherà quello che ha scritto, scatteranno i provvedimenti. In barba alla libertà d'espressione (queste cose accadevano nel Medioevo, ma vederle oggi fa paura). Io gli ho già scritto testimoniandogli la mia solidarietà (tra l'altro, scriveva cose giustissime) e la richiesta di tener duro. Che tristezza e che vergogna!


Today Octavian Coifan, perfume historian, writer, passionate critic of perfumes, known worldwide thanks to his blog 1000 Fragrances, was threatened to be sued by LVMH (French financial giant owning Guerlain), which hasn't liked some reviews on the new launch Idylle. LVMH pushed on his porvider, Blogger, in order to oblige him to delete or modify the content of the post, otherwise action was threatened. And he's only expressed his views! Things that happened in Medieval times, but we're in XXI century, now. What a sadness and shame!

10 giugno 2009

Il colore del profumo


Ieri mi è arrivato un regalo. Niente a che fare con la profumeria, è un oggetto che mi serve quando mi immergo (non scenderò in dettagli tecnici). La persona che me lo ha regalato mi ha spiegato che ha fatto un vero affare perché l’oggetto è di colore bianco, e quindi lo ha pagato la metà. Durante l’immersione, quest’aggeggio serve per segnalare se c’è qualcosa che non sta andando nel verso giusto, e mi avvisa se sto facendo qualcosa di pericoloso: a decine di metri sott’acqua, il fatto che l’aggeggio funzioni bene può fare persino la differenza tra la vita e la morte. Ma evidentemente, se è bianco, non lo vuole nessuno. La gente è pronta a pagare il doppio, per averlo nero. Una cosa a cui affidi la tua vita vale meno, se è del colore sbagliato.
L’associazione è stata automatica. Anche nella profumeria commerciale funziona così: il marketing crea dei prodotti che si scelgono con gli occhi. E’ con gli occhi che guardiamo le pubblicità con le attrici famose, è attraverso la vista che il packaging ci seduce con forme e colori attentamente studiati, è con gli occhi che leggiamo il nome della fragranza sul flacone, vediamo il colore del fluido e tutto il resto. Nei profumi di oggi, l’immagine è tutto. E l’immagine vincente, quella che fa vendere nella primavera-estate 2009 è diversa da quella che farà vendere nell’inverno dello stesso anno. Insomma, scegliamo con gli occhi una cosa da annusare. Assurdo.
Il profumo è qualcosa che entra dentro di noi attraverso il naso, le sue molecole profumate sollecitano il nostro sistema nervoso senza mediazioni elettriche. Semplicemente, lo toccano. Ci entrano dentro ad ogni respiro. E parlano all’anima, all’immaginario collettivo, all’istinto, molto da vicino, anzi da dentro di noi, sedute sui nostri recettori olfattivi, alcuni centimetri dentro la nostra testa. In genere, quando si pensa ad un profumo, oggi, ci si pensa in termini di immagini, ma le fragranze costruite per gli occhi, alla lunga annoiano: non è quello il mezzo con cui esperirle!
Tempo fa parlavo con Nynive e con Alex, che scrive su Basenotes e che studia alla scuola profumiera Prodarom di Grasse. Parlavamo del perché le fragranze di oggi (quelle commerciali) siano fissate così male, poco persistenti con poco corpo e “rotondità”, almeno se paragonate alle meraviglie del passato e a quelle proposte dalla profumeria artistica. Tra le mille considerazioni fatte ve ne riporto solo una: i fissatori, soprattutto quelli animali, sono caratterizzati da un colore molto scuro e pur diluiti tendono a intorbidire e colorare di marrone il fluido dentro la bottiglia. Beh, oggi un profumo marrone non si vende. Fuori dalla profumeria artistica, luogo popolato da persone che ancora credono nel naso come unico mezzo per entrare in contatto con le fragranze, la trasparenza del fluido è un fattore determinante per l’acquisto e quindi per il successo di una fragranza. Il giallo, il rosa pallido, il verdino e l’azzurrino sono permessi, ma vengono usati raramente ma devono comunque essere leggeri e soprattutto, trasparenti. Con buona pace di Alessandro Gualtieri, Serge Lutens, e di tutti quelli come noi, che del colore se ne infischiano.
E' caviale. Ho preso la foto da qui.

Perfume's colour


Yesterday I received a gift. Nothing to do with perfumery, it’s an object I need when I dive (no technical details added). The person who gave it to me me explained that it was a bargain because the object is white, and thus was paid a half. During the dive, this device indicates if something is going wrong, and warns me if I'm doing something dangerous: when you’re meters and meters under water, a malfunctioning device can even make the difference between life and death. But it seems as if it’s white, nobody wants it. People are willing to pay twice the price for the black version. Something you entrust your life to, is less valuable, if the color is wrong.
The thought was automatic. Even in commercial perfumery things tend to work the same way: marketing creates products you choose with your eyes. It’s with eyes that we look at commercials with famous testimonials, the packaging seduces us with shapes and colors carefully studied to hit our sight, it’s with the eyes that we read the name on the bottle, see the color of the juice and all the other details. In today’s scents, the right look is all. And the winning look used to sold items in spring-summer 2009 may differ a lot from the one that will help selling the same item during winter, the same year. People seem to choose with their eyes something they will smell all day long. Absurd.

Scents enter into us through the nose, their aromatic molecules stimulate our nervous system without electric media. Simply touching it. They gets in with every breath. And speak to our soul, to the collective imaginary and to our instincts very close, from inside of us, sitting on our olfactory receptors, a few centimeters inside our heads. Generally, when people think of a scent, they think in terms of images, but fragrance made for the eye are boring in the long term: it’s not the sight, the correct means to experience them! Some time ago I was talking with Nynive and Alex, a Basenoter studying at the Prodarom perfumery school in Grasse. We were wondering why today's fragrances (commercial ones) are often so badly fixed, evenescent, lacking "roundness" and body, compared to the wonders of the past and to the artistic ones. Among many considerations we did, I’ll just report one: fixers, particularly animal ones, are characterized by a very dark color and even diluted tend to darken the juice inside the bottle. Well, a brown perfume is hardly sold, today. Out of the artistic perfumery, a place populated by individuals still believing in the nose as the only way to get in touch with fragrances, transparency and color are determining factor for the purchase and success of a fragrance. Yellow, pale pink, pale green or light blue are allowed, but are rarely used and should be lightweight and above all, completely transparent. With good peace of Alessandro Gualtieri (Nasomatto), Serge Lutens, and all those of us who couldn’t care less of colors.


It's caviar, took picture from here

2 giugno 2009

Le Labo: Labdanum18 e Oud27


Indossando Labdanum18 si capisce che è proprio da qui che nascono tutte le fragranze con note ambrate, spesso definite “orientali” per la loro opulenza e il loro mistero. E’ una nota che a me piace moltissimo per la sua personalità intensa e dolce ma non zuccherina capace di risvegliare i sensi. Soffice, carezzevole come un guanto di velluto, esprime una profondità ed una rotondità capaci di rendere sontuosamente sexy qualsiasi fragranza in cui partecipa. La prima volta che l’ho spruzzato ho subito pensato “Shalimar!” ed in effetti è uno dei componenti che più caratterizzano questo famoso orientale del secolo scorso. Imparare i grandi classici permette di scoprire la bellezza e la qualità nel moderno, per questo ci tengo tanto, a scoprire i doni della profumeria del passato. Qui il labdano è associato ad una nota di zibetto (non credo naturale, sarà zibettone) che lo rende ancora più animale, caldo, intenso. Una bellissima esplorazione del tema del Labdano ma dopo un po’ tende a stufarmi proprio perché possiede una dolcezza spessa, quasi eccessiva. Forse il caldo non è alleato di questo profumo -e in questi giorni ci sono 30 gradi- ma quest’autunno sarà utile per ritrovare un po’ di calore estivo.

Ho lasciato per l’ultimo l’Oud27 perché non so se sono capace di descriverlo. E’ diverso dall’oud dei Montale, diversisismo dall’oud di M7 di YSL che indossa mio marito, somiglia più all’oud che mi aveva fatto sentire Lady in Black per strada qualche tempo fa, parte di un preziosissimo coffret di oud provenienti da diversi paesi dell’estremo oriente, che lei aveva pagato (saranno stati 30 ml in tutto) come una piccola vacanza. Il ricordo che ne ho è la cosa più vicina all’oud di le Labo. Appena spruzzato e nei 10 minuti seguenti è tutto vette appuntite e valli sciroppose. Appuntito di legni giovani e ancora resinosi (cedro, pepe, patchouli), e sciropposo di miele, sterco di cavallo e terra marcia (cioè oud, zafferano legno di guaiaco, e qualcos’altro) . Ecco. Sembra qualcosa di orribile ed in effetti questo è un profumo che non si rivela subito, ci vuole un attimo di pazienza per arrivare al bello, ma ne vale la pena al 200%. Perché succede che le valli risalgono e le vette discendono e il tutto si attesta su un movimento dolcemente ondulatorio e stabile, che esprime una raffinatezza unica. Qualcosa che io non avevo mai sentito prima e che in effetti mi entusiasma parecchio. Perché si scioglie sulla pelle e la fa profumare. Non lo so spiegare meglio, ma il profumo in sé scompare e la sensazione è che sia la pelle a profumare di qualcosa di animale, legnoso, caldo, muffoso, sensuale, potentemente moderno e insieme antichissimo. Si capisce quanto questa fragranza mi abbia spiazzata? No? Allora rincaro: dà dipendenza. A qualche ora dallo spruzzo, quando la pelle se l’è mangiato tutto, ne rivuoi ancora, e poi ancora. E quando non l’hai addosso, ci pensi. Questa per me è una delle fragranze più sorprendenti ed entusiasmanti degli ultimi anni, una vera scoperta.
Grazie amico Adjiumi per avermi fatta entrare nel magico mondo di Le Labo!
Il post di ieri: Vetiver46 e Rose31
Foto: La Dama con l'ermellino" - Leonardo

Le Labo: Labdanum18 and Oud27


Wearing Labdanum18 one can understand that it's precisely here all amber fragrances with oriental notes, comes from. "Oriental" stands for opulence and mystery. Labdanum is a note I adore for its intense personality and sweet but not sugary body, capable of awakening the senses. Soft, caressing like a velvet glove, provides a depth and roundness that can make any fragrance sumptuously sexy. The first time I sprayed it, I immediately thought "Shalimar!" and in fact labdanum is one of the characterizing components of this oriental masteripece of the last century. Learning the great classics helps to discover the beauty and quality in today offerings, this is why I care so much about perfumes of the past. Labdanum here is associated with a hint of civet (I believe zibettone) which makes it even more animal, warm and intense. A beautiful exploration of the labdanum theme, but after a couple of days I dropped it because it has a thick sweetness I found almost excessive. Perhaps heat is not allied with this scent-and these days we have 30°- but this autumn it will work magic in helping me find confortable and sunny.

I saved Oud27 for last because I don't know if I am able to fully describe it. It's different from Montale's ouds, from M7 (YSL) my husband wears, it reminds me of an oud that Lady in Black made me test some time ago, part of a precious coffret of ouds from different countries of the Far East, which she had paid for (30 ml in total) the equivalent of a week end in London. My memory of that oud is the closest thing to this by Le Labo. Just after spraying and for the following 10 minutes it's all sharp peaks and syrupy valleys. Sharp as timber still young and resinous (cedar, pepper, patchouli), and syrupy as honey, horse dung and earth (ie, oud, saffron guaiac wood, and something else). It may seem a Beast, and in fact the scent isn't revealed immediately, it takes patience to get to the Beauty, but it's worth it. Because after 10 minutes valleys rise and peaks descend and the whole composition starts a gently undulating movement, which expresses a unique sophistication. Something that I'd never smelled before and that really excited me a lot. It melts on the skin and makes it smell terrific. I don't know how to explain it better, but the scent itself disappears, and the feeling is that the skin smells in an animal, woody, warm, powerfully sensual way, both ancient and modern. Do you understand what this fragrance did to me? No? Ok, I'll add that it's addictive. A few hours after, when your skin has eaten it all out, you want more. And then more. And when you're not wearing it, you think about it. For me this is one of the most amazing, exciting fragrances in recent years, a real discovery. Thanks to my friend Adjiumi, who welcomed me into the magical world of Le Labo!
Picture: "La dama con l'Ermellino" - Leonardo

Le Labo: Rose31 e Vetiver46



In questi giorni sto girovagando tra le fragranze Le Labo e in particolar modo tra Rosa31, il Labdanum18, il Vetiver46 e l’Oud27.
Ho voglia di parlarvene perché le ho trovate particolarmente convincenti, moderne, creative, eppure non troppo pulite e scintillanti. Conservano un che di terreno e “sporchetto” che mi è piaciuto molto. Vi invito a vedere il loro sito dove troverete un’animazione che ho trovato esilarante sul loro Manifesto artistico. Le Labo insiste sulla non massificazione delle fragranze, sulla non omologazione del gusto e dello stile, ed infatti sebbene le loro creature siano molto diverse tra loro, create da artisti con gusti e percorsi differenti, si sente la firma del marchio, una firma che parla di misura, di una raffinatezza sobria e non esibita, dove però c’è spazio per qualche eccentricità che regala personalità alla linea nel suo insieme. Ma ho subito lasciato perdere il bla bla e mi sono concentrata sulle fragranze.
Ho iniziato dalla rosa perché so che io e questa fragranza non andiamo molto d’accordo, ma questa Rose31 mi è piaciuta veramente. Forse perché la rosa non è la vera protagonista, ma la metà di una coppia ben assortita che danza un tango. Il tanguero, cioè l’altra metà della coppia, è un incenso fresco che la avviluppa e quasi la nasconde, rendendola misteriosa e sfuggente. Sai che c’è ma non riesci a distinguerla bene, perché le volute d’incenso ne velano i petali. Solo nel finale l’equilibrio perfetto si rompe e finalmente la rosa, vestita di rosso, si concede quasi per intero agli applausi del pubblico. Per poi sparire definitivamente tra le braccia del suo ballerino. La composizione esprime un’eleganza rarefatta, come trattenuta, molto affascinante. Forse per questo motivo mi è venuto in mente il tango. E forse perché è un profumo intimo, che si diffonde poco, che cedro, ambra e una nota animale rendono notturno, ombroso. Probabilmente è fatto per essere sentito solo da chi lo indossa e dai pochi che hanno la fortuna di potersi avvicinare abbastanza. Come succede tra una coppia di tangueros.

Vetiver46 invece apre con una scintillante cascata di agrumi acerbi, che fa l’effetto di un gavettone ghiacciato a ferragosto. Dopo pochi minuti compaiono pepe, legno di cedro e anche qui l’incenso, ma di un tipo diverso, molto più affumicato e terreno. Mentre nella fragranza alla rosa l’incenso è raffinato ed etereo, qui è fosco e luciferino, appena ammorbidito da una nota ambrata che ne smorza l’eccesso. Questo passaggio gavettone ghiacciato/brace infernale si compie nel volgere di 5 minuti. Non so come abbiano fatto: le note di testa durano veramente pochissimo e l’incenso si sviluppa appieno quasi immediatamente. Una specie di piroetta, un’acrobazia notevole, che mi ha lasciata a bocca aperta.
Domani vi scriverò di Labdanum18 e Oud 27!

Ho preso la foto da qui

Le Labo: Rose 31 and Vetiver 46


These days I'm wandering among Le Labo fragrances and especially Rose31, Labdanum18, Vetiver46 and Oud27.

I am writing about them because I found them particularly convincing, modern, creative, yet not too clean and sparkling. They retain a "dirty-ish" quality which I like very much. I invite you to take a look at their website with the artistic manifesto, and at an animation I found really amusing. Le Labo insists on the non-massification of fragrances, non-omologation of taste and style, and in fact their creatures are very different, skillfully put together by artists with different tastes and paths, and they all show the distinctive sign of the mark, whispering measure, simple refinement not at all showy, but where there is room for eccentricity that gives personality to the line as a whole. But I soon dropped the bla bla and focused on fragrances.

I started with Rose31 because I know that this note and I have little to share, but I must say I really liked this one. Perhaps because rose isn't the real protagonist, but half of a couple of well-assorted tango dancers. The tanguero, that is the other half of the couple, is a fresh incense that envelopes and almost hides the rose, making it mysterious and elusive. You know it's there but are unable to distinguish it, because spirals of incense veil the petals. Only in the final this perfect balance is broken and finally the rose, dressed in red, gives herself entirely to the applause of the public. And finally disappears in the arms of her mate. The composition expresses rarefied elegance, seduction, charm but all of these are, somehow, restraint. Perhaps this is the reason why I thought about tango. Moreover it's an intimate fragrance that diffuses little, and cedar wood and amber, togehter with an animal touch make it shady, nocturnal. It's probably meant to be smelt only by the wearer and the happy few who have the good fortune of being allowed to get nearer. As it happens between a pair of tangueros.

Vetiver46 instead, opens with a glittering cascade of unripe citrus fruit, which has the effect of a frozen splash in mid August. After a few minutes pepper and cedarwood make their appearance, and incense, too. But of a different type, very smoky and earthy. While Rose31 features a very refined incense, this one is luciferin, softened only by an evanescent amber note. This step frozen splash/hell brace is accomplished in 5 minutes. I don't know how they could do it: top notes last very little and incense fully developed almost immediately. A sort of pirouette which has left me amazed.
Tomorrow I'll post about the other two: Labdanum 18 and Oud27!
I took picture from here.