31 agosto 2009

Perchè sa di erba appena tagliata?/Why does it smell of freshly cut grass?



I found this video on youtube. It's an old, 2005 explanation of the vibration teory of odors, made by Luca Turin himself. Okay it's not new but, it's not bad to refresh ideas sometimes.
-------
Ho trovato questo video sul web. E’ del 2005, si vede Luca Turin spiegare la sua teoria vibrazionale degli odori. Pur non essendo nuovo, mi pareva utile inserirlo e mettere una mia liberissima e non scientifica traduzione (siate clementi, ho fatto il Linguistico, non lo Scientifico!)
Turin ha fatto girare delle mouilettes con il profumo Beyond Paradise (Calice Becker per Estèe Lauder). Possiamo splittarlo in tre parti: le note di testa, quelle di cuore e quelle di fondo. L’impressione delle circa 400 molecole che a questo punto stanno volteggiando in aria è del tutto oggettiva e non soggettiva come molti pensano: se non lo fosse, la profumeria non sarebbe un’ arte. A questo punto, tutti state annusando più o meno la stessa cosa. Tutto quel che ha odore contiene un qualche legame tra queste 5 molecole: azoto, carbone, ossigeno, idrogeno e zolfo. Nelle note di testa di questo profumo c’è una molecola, il cis 3 hexenol, che odora di erba appena tagliata. Ma come succede che sentiamo odore di erba tagliata quando annusiamo il cis 3 hexenol?

26 agosto 2009

I Profumi delle Cinque Terre



Few weeks ago I met Pier Carlo Pinotti, creator of the brand "I Profumi delle Cinque Terre" (Fragrances of the Cinque Terre). He wanted to show me his work, and so we went downtown for a drink and a chat.


The adventure of "I Profumi delle Cinque Terre" was born less than two years ago when the family’s pharmacy was about to celebrate 100 years of activity. Such an anniversary deserved a celebration to remain over time, and together with his wife they thought of creating a perfume for the occasion, to be sold in the pharmacy during the whole year. But then he got deeply into it, and chose to create an entire line, to be launched on the market. So Pier Carlo, a retired industrial engineer, set to start a completely new course of studies.

I Profumi delle Cinque Terre


Qualche settimana fa ho conosciuto Pier Carlo Pinotti, creatore del marchio "I Profumi delle Cinque Terre". Voleva farmi conoscere la sua linea di fragranze, e così ci siamo visti per un aperitivo in centro. Mi ha raccontato che l'avventura dei Profumi delle Cinque Terre è nata meno di due anni fa, quando la Farmacia di famiglia festeggiava 100 anni di attività. Un anniversario come quello meritava un festeggiamento che rimanesse nel tempo, e insieme a sua moglie ha pensato di creare un profumo da vendere in negozio per tutto l’anno. Ma poi, dì lì a prenderci gusto e voler creare una linea intera, da proporre sul mercato, è stato un attimo. Così Pier Carlo, ingegnere industriale in pensione ha deciso di mettersi a studiare per capirne di più.
E’ capitato qui sul blog, ha letto i miei post e i vostri commenti, ha captato spunti, preso suggerimenti.

12 agosto 2009

Mid-August Game


The other night, while having an icy shower before going to sleep, I was wondering how to celebrate Mid-August, the period I love most during the year. I asked Stefania from Nobile1942 for help, and she offered five sample sets of their fragrances. Those who gain them will have the chance to focus on fragrances and forget about the summer heat for a while.
So we planned this: here you have a famous sentence
"Chi non ha mai provato la magia di un campo di gelsomini e di rose nell'alba nascente come potrà mai sapere cosa è un profumo?" (which translates as "He who never experienced the magic of a field of jasmine and roses in the newborn sun, how can possibly understand what perfume is about?).
Well, we broke the sentence in two and added half of it to Nobile1942 website and half in this blog. You have to find the two pages which display the two pieces. If it seems too difficult, I can assure you that a small residue of goodness still remains!

11 agosto 2009

Gioco di ferragosto


L'altra sera facevo una doccia ghiacciata prima di andare a dormire, e pensavo a come festeggiare il ferragosto, che è il periodo dell'anno che amo di più. Ho coinvolto Stefania, di Nobile1942, che ha deciso di aiutarmi mettendo a disposizione 5 set di fiale con le loro fragranze. Così chi li vince potrà concentrarsi sulle fragranze ricevute e non pensare al caldo per un pò. E poichè io da sola sono kattiva, ma insieme a lei divento perfida, l'abbiamo pensata così: qui avete una frase famosa
"Chi non ha mai provato la magia di un campo di gelsomini e di rose nell'alba nascente come potrà mai sapere cosa è un profumo?".
Bene, l'abbiamo spezzata in due e inserita metà nel sito di Nobile 1942 e metà qui nel blog. Voi dovrete trovare le due pagine su cui si trovano i due spezzoni. Sembra troppo difficile? Ma nooo, vi assicuro che un piccolo residuo di bontà mi è rimasto!

10 agosto 2009

Il profumo e il suo contenitore (2/2)

(Questo articolo inizia in un post precedente)
La situazione oggi non è migliorata e l’idea del profumo-fluido magico e misterioso è stata surclassata da altri messaggi quali la freschezza, la leggerezza, la moda e altri richiami più o meno sensuali; chiaramente l’estetica dei flaconi si adegua a tali imposizioni di gusto e non ha scampo fra scimmiottare stili passati oppure sperimentare forme improbabili mutuate dall’architettura contorsionista dei grattacieli (Hypnose di Lancome) oppure improbabili connessioni ai motori e loro accessori (Bulgari Black, Guerlain Homme) o, ancora, connessioni inattese per il flacone a forma di granata (Flowerbomb, di Viktor&Rolf);

Per i prodotti di nicchia si tende a considerare ancora il profumo come entità a sè, come opera d’arte che abita il suo dignitoso flacone e alcuni rendono ancora bene l’idea del contenuto quale composizione chimico-alchemica (Le Labo, F. Malle).


Altri richiamano la sensuale estetica déco come, ad esempio, le meravigliose “campane” di Lutens,
e Tom Ford, che con Black Orchid rielabora il raffinatissimo flacone di Arpege di Lanvin del 1927.

Al rigore di Joy di Jean Patou si ispira Acqua di Parma con un flacone di grande impatto estetico, di grande forza che è però sovradimensionato al suo evanescente contenuto quale può essere una colonia.
Flaconi-oggetto di arredo e collezione nella loro serialità pop sono i Bond n.9, assolutamente originali e coraggiosi nel distaccarsi dai soliti stilemi per incarnare pienamente il post-pop con reminescenze déco di New York ma ancora una volta il contenente originalissimo è molto più importante del contenuto che, in alcuni momenti, segue territori olfattivi già sentiti.


Infine, da segnalare una grande chiarezza formale per Dior Homme dove l’equilibrio dei volumi, la trasparenza cristallina e una perfetta interpretazione della contemporaneità con un occhio rivolto al passato si bilancia perfettamente con il suo contenuto che è essenza di grande trasparenza e profondità: trasparenza e riflessi cristallini di un iris che porta lontani nel tempo a rinnovare il ricordo di altri iris profondi e mai dimenticati.

Perfume and its container (2/2)

(This article started in a previous post)
The situation today hasn’t improved much, and the idea of scent as a magical potion is put off by other messages such as freshness, lightness, fashion and other more or less sexy features; clearly bottle shapes fit to market needs, and this leads to mocking of past styles or experimenting new forms borrowed from contemporary architecture. For example, the arguable contortions of skyscrapers (Lancome Hypnose) or connections to engines and their accessories (Bulgari Black, Guerlain Homme), or unexpected connections to weapon shells (Flowerbomb by Viktor&Rolf).


Today, perfume business needs an aesthetic that recalls something different from fragrance itself: a look, a mood, a shape connecting the consumer to the entourage he wants to belong to.

As far as artistic brands are concerned, bottles still tend to safeguard perfume as an entity in itself, as an artwork dwelling in the decent bottle, which conveys hints to the content as an alchemical composition (Le Labo, F. Malle).

Others recall the most sensual déco aesthetics such as the wonderful "bells" by Lutens;


or Tom Ford’s Black Orchid, recasting the refined bottle of Lanvin’s 1927 Arpege.

The formal rigor of Joy by Jean Patou inspires Acqua di Parma, with a bottle of great aesthetic impact, of great strength, but however oversized for its evanescent content (a Cologne).
Bottles as object de collection or furnishings accessories, is the key concept of Bond No.9, original and courageous in detaching from the usual style to embody the full Post-déco pop art with reminiscences of New York, but where bottles tend to be even more important than the content (which in my opinion, in some moments follows olfactory paths already smelt).

Finally, I enjoy the formal cleanness of Dior Homme, where the balance of volumes, the transparent crystal and a perfect interpretation of contemporary art with an eye turned to the past, perfect balance its content, an essence of great depth and transparency with a crystal iris leading us back in time and reminding us of other “deeper” and never forgotten irises of the past.

3 agosto 2009

Hypnotic Poison Elixir (A volte ritornano)


SCROLL DOWN FOR ENGLISH TEXT!

Qualche giorno fa dovuto comprare Hypnotic Poison. Per la seconda volta.

Avevo preso qualche anno fa HP in un momento di follia, l'avevo indossato un pò e poi l'avevo scambiato perchè mi ero stufata. Quando uscì l'originale, nel 1998, firmato da Annick Menardo, mi sconvolse. Lo trovavo rivoltante, fantastico, importabile, il profumo più sfacciatamente impudico e carnale mai annusato (ricordo una recensione "donna che trascura l'igiene intima" che mi fece sbellicare dalle risate). Non avrei mai potuto indossarlo però; mi sarei sentita nuda, ad uscire con quel profumo addosso. Ebbe un successo fulminante. Purtroppo però fu riformulato perdendo, secondo me, gran parte della sua individualità. Ma tant'è, un paio d'anni fa lo comprai lo stesso. E poi me ne disfai. Avrei voluto l'originale, mannaggia. Finalmente, ero pronta.
L'anno scorso però, il perfido Francois Demachy (direttore artistico di LVMH) ne fece una versione con più liquirizia e meno fiori, che mi è piaciuta da subito. "Troppo dolce però. Però mi piace. Però è troppo dolce...". Insomma alla fine me lo sono dovuta ricomprare e in questi giorni di caldo a 30° me lo sto godendo. Com'è? Esattamente come ve lo immaginate: fruttato, stucchevole, eccessivo. Ma mi piace da matti.

ENGLISH TEXT
A few days ago I HAD to buy Hypnotic Poison. For the second time.
I had already purchased HP a few years ago in a moment of madness, I wore it a bit and then I swapped it because I'd grown tired. When the original came out in 1998, signed by Annick Menardo, it puzzled me completely. It was revolting, fantastic, unwearable, the most immodest carnal scent ever smelled (I remember a killing "woman who neglects personal hygiene" review). I would have felt naked, going out with that perfume on. But it hit the market as thunderstruck. Unfortunately, however, it was reformulated few years after and lost, in my opinion, much of its strange individuality. Yet, a couple of years ago I bought it. And then I sawpped it. I wanted the original: finally, I was ready, but version .2 was not that... naked.
Last year, however, perfidious Francois Demachy (LVMH artistic director) made a flanker with more licorice and less flowers, which I liked immediately. "Too sweet, though. Yes, but I like it. But it's far too sweet. Yes, but I like it all the same...". Ok, so I had to buy it and in these days of warm to 30° I'm enjoying it thoroughly. How is it like? Just like you imagine it: fruity, sugary, cloying. So what?

1 agosto 2009

Il profumo e il suo contenitore (1/2)

Qualche tempo fa, nel topic "Chypre" avevo chiesto a Claudio, architetto e designer che segue il blog, se secondo lui oggi ci sono bottiglie capaci di rendere giustizia al loro contenuto. Flaconi, cioè, in cui il contenuto e il contenitore raccontano la stessa visione estetica, o che abbiano lo stesos livello di design. Sia nella profumeria commerciale che in quella artistica, chiaro. Così ha scritto un testo (necessariamente sintetico e non esaustivo, ma ricco di stimoli) per spiegarmi la sua visione della questione. L'ho letto d'un fiato e gli ho subito chiesto se potevo pubblicarlo per condividerlo con tutti voi. Claudio è stato gentilissimo e ha detto di sì, ed ecco a voi la prima parte del suo report.

"La tipologia dei flaconi di profumo ha avuto un’evoluzione parallela a quella del gusto e degli stili che hanno caratterizzato le varie epoche; il design è stato sempre attento alle mode e agli stimoli dello stile in voga. Inoltre il profumo è stato da sempre imparentato con l’alchimia e con i suoi alambicchi e contenitori dall’aspetto misterioso. Un flacone paradigmatico del profumo ottocentesco è quello di Hammam Bouquet di Penhaligon’s: flacone vittoriano di grande raffinatezza. Forme liberty e neoclassiche caratterizzano i primi grandi successi di Guerlain che con Jicky, e Eau de Cologne Impériale pongono le basi ad un certo tipo di design molto decorativo.
Lo stile déco al massimo grado di raffinatezza formale appartiene ai profumi Chanel, che in tutta la loro semplicità ben interpretano lo spirito del tempo; uguale forza rappresentativa ebbe l’austero flacone di Knize Ten realizzato da Ernst Dryden, designer allievo di Gustav

Klimt il cui stile asciutto ed essenziale non sarà sicuramente dispiaciuto a quell’Adolf Loos architetto di punta della Vienna anni ‘20, che realizzò la boutique Knize (famosa per i suoi capi da uomo pregiati e sartoriali). Gli anni ‘20 furono anni pregni di cultura esoterica e l’alchimia ritornava di moda grazie alla nuova figura del leggendario Fulcanelli, misterioso alchimista operante nella Parigi in quel periodo e poi scomparso nel nulla per sempre: Coty, Guerlain e Caron si imponevano con il loro design evocativo di lusso voluttuoso e misteri chimici, in uno stile ancora insuperato.
Il grande orafo e designer René Lalique interpretava uno stile déco sensuale che risentiva delle
influenze liberty e i suoi cristalli divennero presto lo stato dell’arte nel campo dei contenitori per cosmesi femminile; nel 1905 apre il suo primo laboratorio in Place Vendôme dove inizia una proficua collaborazione con François Coty, e nel 1908 avvia la creazione di flaconi di profumi, di grande bellezza, che saranno fondamentali per la diffusione dei profumi Coty quali simbolo di lusso e raffinatezza.

Nel 1909 Lalique affina il suo stile applicando ai vetri le tecnologie farmaceutiche. Oltre che per Coty, Lalique disegna flaconi per profumi anche per D’Orsay, Guerlain, Houbigant, e Roger&Gallet.







Negli anni ‘40 lo stile déco ebbe forme più morbide e aerodinamiche, mutuate da un’estetica bellica dove le ogive delle bombe assumevano connotati sensuali (il flacone è la versione '40 di Evening in Paris).





Negli anni ‘60 si impone un’estetica nuova, libera dai clichè degli anni precedenti e che dà vita a contenitori leggeri, meno importanti, vetri sottili, da viaggio, il profumo è tutt’uno con la libertà (Eau Sauvage), il flacone perde connotati misteriosi e crepuscolari e irradia voglia di vivere il momento.



Negli ultimi trenta anni del ventesimo secolo non si sono prodotti sostanziali rinnovamenti nel design dei flaconi, salvo quale che eccezione come ad esempio i profumi Dalì, che riproponevano nel design lo stile surrealista del grande maestro; per il resto l’estetica era arbitraria e nei migliori casi si riprendevano stili passati."



Le foto sono di 1000Fragrances, Perfumeposse ecc. Cliccare sopra per accedere. Le foto senza link sono mie.
Questo articolo prosegue qui

Perfume and its container (1/2)

Some time ago, the topic named "Chypre" I asked Claudio, architect and designer who follows this blog, if he thinks there are bottles now able to do justice to their content. Bottles, i.e., where the content and the container tell of the same aesthetic vision, or which have the same level of design. Both in commercial perfumery and in artistic, clearly. So Claudio wrote a report (necessarily brief and not exhaustive in the least, but rich in stimuli) to explain his vision of this issue. I immediately asked if I could publish it to share with you all. Claudio was nice and said yes, and here's to you the first part of his report. Tomorrow we'll talk about today's bottles.

"The design of perfume bottles evolved parallel to taste and styles defining the different eras: design has always been influenced by stimuli and moods en vogue in the society. Also, scents have been related to alchemy, its alembics and mysterious looking containers: a paradigmatic bottle is Hammam Bouquet by Penhaligon's, a Victorian bottle of great refinement. Art Nouveau and Neoclassical forms characterize the first major Guerlain successes like Jicky and Eau de Cologne Impériale, which lay foundations for a highly decorative design.


Déco style, to the highest degree of formal sophistication, belongs to Chanel perfume bottles, whose simplicity well embodies the spirit of the time. The same representative strength is featured also in the austere bottle of Ten by Knize produced by Ernst Dryden, a designer, Gustav Klimt’s student, whose “dry” style certainly pleased Adolf Loos, the key-architect of Vienna in the twenties who designed the Knize boutique (fine men's garments and tailoring).
The '20s were filled with esoteric culture and alchemy was back in fashion thanks to the legendary Fulcanelli, a mysterious alchemist working in Paris in those years who then disappeared into thin air forever. Coty, Guerlain and Caron imposed a design evoking luxury and voluptuous chemical mysteries in a still unsurpassed way.

In the meantime, the great jewelry designer René Lalique was giving a more sensual interpretation of the déco style, and his crystals soon became the state-of-the-art in the field of containers for womens’ cosmetics. In 1905 he opened his first workshop in Place Vendôme, where he started collaborating with François Coty and in 1908 created perfume containers of great beauty, which were fundamental for the success of Coty fragrances as a symbol of luxury and unrivalled refinement.


In 1909 Lalique further refined his style by a creative use of pharmaceutical technologies. Apart from Coty, Lalique designed perfume bottles also for D'Orsay, Guerlain, Houbigant, and Roger&Gallet.










In the'40s déco style features were softer and more aerodynamic, with an aesthetics borrowed from war, where bomb warheads shapes took sensual connotations (pic: Evening in Paris).









The ‘60s saw the birth of a new style, free of all past clichés, which produced lightweight containers: thin glasses, travel-style, less sturdy bottles. Perfume was all about freedom (Eau Sauvage) thus losing its crepuscular and mysterious mood to start radiating desire to live the moment.






The last thirty years of the twentieth century haven’t produced substantial renovations in the bottles design (except, as an example, perfumes Dali, whose bottle design recreates the style of the great Surrealist master); aesthetics was somehow arbitrary and in the best case it reflected past styles."

Pictures from: Perfume Posse, 1000 Fragrances etc. Click on the images to access. No-link pics are mine.