13 maggio 2011

E' vero che...? 2/2

Le note animali come Ambra Grigia, Musk, Zibetto, Castoreo… si usano ancora nella profumeria moderna? Oppure, da cosa sono state sostituite?
Non esistendo una regolamentazione ufficiale per quanto riguarda l’impiego nei profumi di note animali, molti Paesi ne fanno ancora uso. Da noi in occidente però non vengono più utilizzate per motivazioni diverse, soprattutto di natura etica (vorreste indossare un profumo la cui produzione ha richiesto l’uccisione di un animale?) ma anche tecnica (difficoltà di reperibilità e quantità limitate =  costi elevatissimi).
Abbiamo quindi annusato l’Ambrarome (specialità di Synarome che sostituisce la tintura di ambra grigia- nota calda, con effetti cuoio mielato e una rimembranza di cisto labdano) e la Civette Odoressence (specialità di Robertet, nota molto vicina a quella proveniente dall’animale).
E qui ci è stato raccontato un aneddoto: nel film “Hannibal” (sequel del “Silenzio degli Innocenti”) Hannibal Lecter invia all’investigatrice Clarice Starling una busta con dell’ambra grigia di Santa Maria Novella, e l’esperto le spiega che l'uso dell’ambra grigia è vietato negli USA perché si estrae dalle balene, che sono protette da un trattato internazionale a cui gli USA aderiscono. Dice poi che l’ambra grigia si può acquistare solo nei Paesi che non aderiscono al trattato. Gli animalisti americani, inferociti senza aver controllato cos’è in effetti l’ambra grigia hanno iniziato a inviare email di insulti e minacce… In SMN hanno dovuto spendere tempo e denaro spiegando che:
1 - l’ambra grigia è un prodotto dell’intestino del capodoglio, espulso periodicamente e spiaggiato dopo mesi o anni passati sotto l’azione del sole e del mare (che gli conferiscono un sentore meraviglioso e inconfondibile),
2 - l’uso dell’ambra grigia non è vietato in nessun luogo del mondo, visto che per ottenerla i capodogli non vengono nemmeno avvicinati, figuriamoci uccisi.
Al limite (aggiunta mia) l’unico trattato che possa riecheggiare quello –fantomatico- citato nel film, potrebbe essere il protocollo di Kyoto, che oltre a regolare le emissioni di Co2 protegge le balene e i cetacei in generale dalla caccia e dallo sfruttamento economico. Purtroppo però, proprio gli Usa a questo protocollo hanno scelto di non aderire… La fiction è fiction, non informazione!

“Sento spesso dire: in questo profumo c'è la rosa bulgara, qui c'è rosa tea, o centifoglia o altri tipi di rosa. Da cosa si distinguono? Solo da dove sono coltivate o possiedono anche odori distinti? Vorrei annusarle, per riuscire a capire le differenze”
A volte la discriminante è proprio la specie botanica (la rosa centifoglia e la bulgara non hanno affatto lo stesso odore), altre volte la stessa materia prima rende diversamente in base alla zona geografica nella quale viene prodotta. Infine, anche il metodo di lavorazione influisce sul tipo di odore finale che l’olio essenziale avrà.
Per quanto riguarda la specie botanica, solo 2 tipi di rose vengono utilizzate in profumeria: la rosa centifoglia e la rosa damascena (o Bulgara). La Rosa Ta’if è esistita in passato ma oggi ce n’è così poca che è quasi una leggenda!
Abbiamo quindi sentito entrambe le rose delle due specie botaniche.
Invece, per illustrare le differenze rispetto al luogo di provenienza abbiamo annusato due olii di sandalo: un sandalo Mysore (caldo, biscottato, cremoso) e un sandalo Australiano (verde, fresco, pungente).
Per il metodo di estrazione abbiamo esplorato il fiore d’arancio: dalla distillazione si estrae l’olio essenziale (la neroli) mentre dall’estrazione con solventi si ricava l’assoluta di fiore d’arancio, che quindi non ha solo odore diverso ma anche il nome.

E visto che siamo in tema di 150° Anniversario, "Quali sono le eccellenze profumate dell'Italia?"
Il fior d’arancio della Sicilia, il bergamotto Calabrese, l’Iris Fiorentina, l’elicriso (o immortelle).

Le ultime domande riassumevano alcuni dubbi sulla preparazione “tecnica” di un profumo: "Da cosa dipende la limpidezza di un profumo? Come è possibile che il liquido sia perfettamente limpido senza impurità o bolle di acqua o altro? So che i profumi artigianali vengono fatti maturare in appositi recipienti. Quelli industriali subiscono processi chimici più sofisticati? Come avviene questa macerazione?”
Innanzitutto non dobbiamo confondere macerazione e maturazione: la macerazione è la messa in alcol del profumo. Cioè la formula, da semplice lista di materie prime viene trasformata in un flacone pieno di olii essenziali e molecole sintetiche, che poi viene messo in alcol.
La maturazione invece è il tempo necessario perché le note si amalgamino bene e si integrino tra loro, offrendo la sensazione di rotondità e pienezza tipica del prodotto “finito”.

Durante gli incontri sono poi arrivate moltissime altre domande, il dialogo è sempre stato interessante e differenziato in base alla composizione del pubblico, segno che in effetti c’è voglia di saperne di più sui temi del profumo, con la certezza che la fonte sia attendibile. E questo ci è piaciuto molto, ovviamente!

Ancora grazie a Maria Grazia per avermi coinvolta in questa “avventura divulgativa”, non solo mi sono divertita parecchio, ma nel dietro-le-quinte ho anche imparato molte cose!

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