23 settembre 2011

Annick Goutal: Mon Parfum Chéri, par Camille (C.Goutal e I.Doyen)

Annick Goutal ha appena lanciato Mon Parfum Chéri, par Camille, una fragranza pensata come omaggio di Camille alla sua mamma, scomparsa da tempo. Una donna bellissima, colta e dotata di grande fascino, che aveva una speciale predilezione per i grandi classici ricchi, femminili, conturbanti, e li indossava spesso. Sono convinta che se Annick potesse annusare questa creazione di sua figlia sarebbe molto orgogliosa di lei perchè è bellissimo, eseguito con maestria e soprattutto, con un gusto pazzesco.
Volete sapere com'è?

Allora fate partire il video qui sotto: questo profumo si capisce molto meglio se in sottofondo c'è la voce lenta, roca e sensuale di Tricky.

Partito?
Bene allora possiamo andare avanti.
La voce di Tricky rappresenta il fondo del profumo: patchouli e legno di sandalo, un burro d'iris di qualità eccezionale, note di cuoio e prugna seguono un ritmo lento, sontuoso, ipnotico, e avvolgono la composizione in un'atmosfera crepuscolare dove non esistono certezze, scadenze né orari. E' una notte lunghissima e carezzevole, non è necessario che ti comporti bene, puoi arrenderti all'istinto, alla pelle. Qui non conta chi sei e le convinzioni che hai su te stesso: arrenditi e lasciagli fare la sua magia.

In questa formula, una vera e propria testa non esiste: il profumo si compone solo di magnifiche note di fondo e di cuore, e la voce femminile, fatata e sognante, serve ad arricchire e rendere ambiguamente sensuale la composizione. E' l'accordo di rosa/violetta, con una goccia di tuberosa e un accenno speziato (cannella o chiodo di garofano) che accende una fiamma calda e dorata nella notte scura, e ti permette di sentirti al sicuro.
Se pensate ai Goutal del tipo Petite Cherie o Ninfeo Mio siete fuori strada: Mon Parfum Chéri, par Camille è un profumo per chi lo sa portare, di una maestosità e una presenza davvero, davvero, davvero, fatali.
Tra l'altro, mostra cosa succede quando chi si ispira ai grandi classici del passato ha anche maturato le capacità necessarie a creare qualcosa di modernissimo, perfettamente bilanciato, sofisticato e ricco da lasciare stecchiti.

L'edp (che mi sto godendo) dura parecchie ore sulla pelle e letteralmente un'eternità sugli abiti, e l'intensità, pur non invadente, è di quelle da maneggiare con attenzione.
Io lo indosso e mi sento Greta Garbo. Mio marito lo indossa e si sente Gary Oldman nel Dracula di Bram Stoker.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao, recensione spettacolare con Tricky in sottofondo... adoro questo tipo di musica e penso proprio che andrò a cercare questa fragranza, se tanto mi da tanto... Ti leggo sempre cara B&B con affetto.
Morgana

saraprfms ha detto...

Questo è uno dei profumi che mi ha conquistata a Fragranze e che avrò presto mio! La tua recensione,musica compresa, è da urlo, spero lo saprò indossare nella misura in cui mi è piaciuto.

Anonimo ha detto...

Ciao Marika,
questo profumo l´ho sentito di corsa al Pitti. Non mi era rimasto molto tempo e ho pensato che me ne sarebbe rimasto un lontano ricordo. Invece e´ ancora indelebile nella mia memoria, molto diretto, ti parla immediatamente. Forse grazie alla mancanza di note di testa che ne rallentanto l´evoluzione, si e´ subito coinvolti nel racconto di una donna romantica e sensuale, elegante e materna al tempo stesso, assolutamente non aggressiva. Un profumo per sedurre senza graffiare. Cerchero´ di ritestarlo su pelle per vedere se riesco a portarlo bene. Come al solito bella la tua recensione! Ciao Sabricat Glamour

Anonimo ha detto...

Ciao!Anche questa fragranza andrà probabilmente a rinforzare la schiera dei profumi di carattere che tanto mi piacciono...che spettacolo queste creazioni che sacrificano l'evanescenza estiva per imporre una sensualità intensa e teatrale,senza peccar di tetraggine!Mi fa pensare a quando, un tempo,il profumo era una firma olfattiva che siglava la pelle, i capelli,i guanti,gli abiti,la carta da lettere...una fragranza "pour la vie" di sposa e d'amante. O di mamma.
Cristina

Biagio ha detto...

Ti sei spruzzata il nuovo profumo di Elie Saab? E' allucinante, buonissimo.
Sto già impazzendo che lo voglio...Oggi sono entrato da Sephora e l'ho annusato, ora sono drogato! Baci.

Anonimo ha detto...

Ciao Marika, finalmente ho testato su pelle questo profumo. Devo dire che al Pitti non l'ho capito affatto. E' potentissimo e ipnotico, un vero profumo da strega come dici tu, altro che materno e rassicurante! Ci sento tanto la tuberosa in un sottofondo boisè nero e amaro.
Una nota burrosa esce solo sui vestiti, non sulla mia pelle, e mi riporta alla mente un altro profumone potente come Jungle Elefant di Kenzo.
Baci Sabricat

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Amici, speravo che vi sarebbe piaciuto! Proprio perchè non si conforma al gusto corrente del fruttatino goloso e rassicurante, qui c'è una sensualità ipnotizzante, complessa, sfaccettata. E' necessario un bel pò di coraggio per proporre una fragranza così fuori dal coro, e insieme un bel pò di maestria per comporla, pe non cadere nel soffocante, o nel "retro". Sono felice che abbia colpito anche voi!

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Biagio certo che l'ho sentito, il nuovo Elie Saab. Ero in attesa di questo profumo perchè quando ho conosciuto Francis Kurkdjian a Roma, lui mi aveva detto che stava preparando una fragranza per questo marchio, così appena è uscita sono andata subito a testarle. Ed indossando spesso APOM (A Piece Of Me), dello stesso creatore, ho subito riconosciuto la firma. Meno estremo di APOM, più indossabile, più rotondo e con minore acidità ma in qualche modo, l'ho riconosciuto. Qualcun altro ha fatto la prova?

Anonimo ha detto...

Ciao!Dopo la favolosa "Bomba" di Goutal Elie Saab alleggerisce l'atmosfera con una scia di fiori d'arancio, che ricorda i dolci orientali e molte corolle delicate... l'ho indossato proprio stamattina per sorridere ancora una volta all'estate che ancora non vuole lasciarci.Amo le fragranze scure e fosche,piene di legni,resine e spezie: però questa fragranza limpida non mi dispiace e me la sento volentirei attorno.
Cristina

Anna Maria ha detto...

Grazie a te l'ho testato e cerco di essere precisa nel descrivere l'effetto che mi fa.
Mags ha ragione nel definire le note iniziali una filiazione di IRIS GRIS.
Appena l'ho spruzzato mi sono detta: OMG, è QUASI LUI.
Ricordi che a Grasse eravamo riuscite a mettere su pelle le touches inzuppatissime di cui ci aveva gratificato l'Osmothèque?

Ovviamente c'è prugna invece di pesca, e in dose più pesante rispetto al frutto di IG, ma la sensazione è identica.
Però in seguito perde la persistentissima delicatezza del Fath per appesantirsi inutilmente di altre note.
Capisco che la Doyen non abbia voluto copiare volgarmente quel capolavoro, ma ...
MA il patchouli diventa un contrasto pesante e invadente in una composizione che, per la qualità e la densità dei materiali usati, avrebbe dovuto essere trattata con delicatezza estrema per non sforare nell'effetto abito da gran sera coperto di cristalli.
Chi ha letto la serie di Chéri sa che il protagonista è un bellissimo uomo che, pur viziato da troppe donne, non cade mai nell'effeminatezza(personalmente non lo toccherei con un bastone lungo un metro).
Credo che Camille e Isabelle abbiano voluto rendere omaggio a Colette con un profumo nel quale si potesse identificare Fred detto Chéri, bello come l'iris: per i canoni moderni Chéri è davvero una strana figura di uomo sensuale,proprio all'inizio del libro, intento a provarsi una collana di perle, chiedendola alla propria amante come dono di nozze. Vanesio ed egocentrico, di una bellezza che sembra trasudare, attraverso la carta, un pizzico di isteria come in quel terroso patch utilizzato.
Se confrontiamo MPC a TUTTE le nuove uscite indubbiamente svetta sopra gli altri, e di molto, per la
qualità dei componenti che è per lo meno al livello dei Grossmith.
Ma questo profumo non è nelle mie corde come avrebbe potuto essere IG
perchè MPC a suo paragone è Ava Gardner o Rita Hayworth vs Grace Kelly o Lauren Bacall o Katharine Hepburn.
Non so se ho reso l'idea ma rispetto al Fath sembra rozzo e scolpito con l'accetta.
Not for me.
Visto che i componenti di IG esistono ancora, e NON a un prezzo stratosferico, essendo stati usati qui, perche la Maison Fath o i suoi acquirenti non lo hanno riprodotto invece di quello sconcio urrido di Irissime?

Andrea di Mantova ha detto...

Ciao a tutti!
Posso fare il bastian contrario?
Mi hanno presentato il profumo in negozio, l'ho portato addosso per tutta la giornata, ma non l'ho più risentito, quindi la mia magari è un opinione che potrà cambiare appena lo conoscerò meglio. Portandolo mi è sembrato un profumo monotematico all'iris.. (e sono un amante dell'iris). Mi è parso un pochino statico, troppo simile dall'inizio alla fine. Dovrebbe essere una fragranza femminile elegante e complessa, ma a dir la verità sono riuscito a percepire poche sfumature... portandolo l'iris la fa veramente da padrone e mi risultava un pochino piatto nella sua maestosità...
avrei preferito una tonalità di fondo più amara mentre invece mon petit cheri ha un drydown molto opulento.
insomma... non mi ha impressionato...

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ma certo che tutte le opinioni qui sono le benvenute! E se sono diverse dalle mie ancora meglio, così il dialogo diventa più interessante.

Anna, ci ho messo un pò a risponderti, ma poi ho capito qual'è il punto che ti disturba. Intano ti dico che sono d'accordo con te, non solo la complessità di MPC svetta rispetto al resto dei Goutal (Les Orintalistes a parte), ma anche la qualità delle materie prime è pazzesca. Ad esempio non è facile trovare un iris di questa qualità eccelsa, cartonato, burroso, legnoso eppure soave. Secondo me la somiglianza che senti con Iris Gris è dovuta proprio alla qualità e alla quantità sconsiderata della nota iris, il vero "twist" centrale del profumo. Poichè mettere un iris così bello e in così alta percentuale in un profumo è una cosa da pazzi, nessuno lo usa più così, e quando lo risenti ti si accende immediatamente il flash "Iris Gris". Ma la fragranza MPC fa un discorso diverso da IG, come se "girasse" in un'altra direzione. Ad esempio qui sento un'ombrosità, un'ambientazione sensuale e notturna che è molto diversa dalla luce radente e sofisticata dell'Iris Gris. Ho capito che è proprio questo il lato che in qualche modo ti disturba, e ti porta a pensare che la delicatezza dell'iris sia stata "sprecata", o comunque non valorizzata a dovere. Forse, da amante dell'iris hai ragione tu: per una volta che l'iris si esprime così, non ha senso accompagnarlo ad altre note anche più potenti, che gli mettono un pò la sordina. Però, secondo me anche le altre materie prime sono di ottima qualità, e la composizione è strutturata senza sfilacciamenti, in modo che tutte le componenti cantino insieme senza sopraffarsi l'un l'altra, e questo è parte della sua bellezza, secondo me. Perchè le note profumate si usano per quello che possono dare, per l'effetto, e qui l'iris aggiunge un lato "funzionale"; molto bello ma comunque funzionale al discorso che le due compositrici volevano fargli fare. Detto in poche parole: MPC non è un omaggio all'iris. Anche se avrebbe potuto esserlo.
Però, chissà che qualcuno non sia in ascolto e non ci riproponga l'Iris Gris, oggi... Se Goutal può permettersi materie prime belle come queste, vuol dire che -almeno nella profumeria selettiva- è possibile farlo anche oggi.

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Andrea, ripeto anche per te: tutte le opinioni qui sono le benvenute, anche quelle dei bastian contrarii!
:-)
Parte di quel che penso sta nel commento qui sopra: in MPC l'iris è stato inserito in qualità e proporzioni stratosferiche, e quando è usato in questo modo, è una nota di una presenza e una intensità sorprendenti, che al nostro gusto moderno, più pulito e lieve può risultare pesante. In genere si pensa all'iris come qualcosa di tenero e luminoso, ma dipende da come lo usi. In MPC si è deciso di "tirarne fuori" l'aspetto più intenso e corposo, ed essendo una nota di fondo, è vero che dura un'eternità. Forse la nota amara che descrivi tu avrebbe potuto portare equilibrio, rendere più pulita la composizione, e sicuramente sarebbe stata interessante anche così. Sospetto però che questa sia stata proprio una scelta precisa: l'intenzione era quella di creare un profumo che avrebbe portato volentieri Annick, la mamma di Camille, che adorava i profumoni classici e opulenti, "da vera diva". Poi, hai ragione, non tutti amerebbero indossare un profumo così "diverso", spesso, con un'ambientazione che sfiora il rètro.