7 settembre 2011

Archives 69: nuovo lancio di Etat Libre d'Orange

Nei giorni scorsi ho potuto provare il nuovo "Archives 69" di Christine Nagel per Etat Libre d'Orange. 69 è il numero della via in cui si trova la sede parigina di ELDO, uno spazio, come lo definiscono loro, di “libertinaggio olfattivo”, cioè un luogo per stimolare le fantasie di chiunque (erotiche o profumifere, poco importa, varcando la porta di ELDO i confini si fanno labili), evocando uomini dalla virilità esuberante (Je Suis un Homme, Fat Electrician), donne dalla personalità materna e accogliente (Eau de Protection), seducenti e un po' infantili (Noel au Balcon), o sensuali e provocanti (Nombril Immense), gay dall'erotismo vivace (Secretions Magnifiques, Tom of Finland), personalità forti, dominate dai sensi (Rien, Incense &Cigarettes) o anime minimaliste e spirituali (Like This).
In realtà, al di là dei nomi un po' folli e guidati da suggestioni sessuali più meno esplicite, i profumi di questo marchio sono costruiti in maniera moderna, spesso con accostamenti sorprendenti ma sempre di gusto, in genere indossabili da tutti (qualche eccezione c’è, com'è giusto, altrimenti sarebbe un marchio noioso e non aspetteremmo con impazienza le nuove uscite). Archives 69 si annunciava come la summa della filosofia di questo marchio, cioè un profumo adatto ad esplorare tutte le possibilità della vita e dell’amore a 360°, un profumo per liberare i sensi, un'ode alla seduzione.
Bla bla a parte, a me il profumo è piaciuto, l'ho trovato un lavoro di contrappunto interessante e ben eseguito, basato sul concetto di opposti che si attraggono-respingono. Da un lato l'accordo mandarino/frutti rossi/prugna, dolce e succoso ma non eccessivamente zuccherino, dall’altro l'accordo ruvido e piccante pepe/incenso/canfora. La sensazione è esattamente quella di un gioco di equilibrio tra opposti complementari: yin/yang, infantile/adulto, esuberanza/struttura, luce/ombra, con i due accordi che restano sempre perfettamente separati, presenti e ben riconoscibili (non è un matrimonio… è solo un gioco). Il risultato è frizzante, vivace, capace di catturare l'attenzione e mantenerla per ore, il contrappunto domina tutta la durata della composizione con una buona proiezione, cioè si stacca dalla pelle e si percepisce abbastanza bene, ma senza strafare.
In ogni caso, più che la summa filosofica dei valori del marchio, per me Archives 69 è soprattutto una dimostrazione di come sia ancora possibile di giocare con la frutta in maniera intrigante e assolutamente non banale. Poi, chiamatelo un po' come volete.

Sito di Eat Libre d'Orange: qui

4 commenti:

alberto ha detto...

la casa "Eldo" a mio parere è veramente uno squarcio di follia/genialità nell universo delle fragranze artistiche. Aldilà dei nomi fantasiosi dati alle varie fragranze, le trovo tutte originali e di conseguenza , attraggono o respingono.
la fragranza che personalmente trovo più evocativa è "jasmin and cigarette" il profumo di una persona che dopo aver indossato "Joy" ritorna da una festa dove vi era stata la possibilità di fumare liberamente anche in ambienti chiusi.
"Eloge du traitre" invece tra tanta originalità è un classico che adoro indossare specialmente in autunno, e la trovo un evoluzione di 2 fragranze che ho molto apprezzato e utilizzato :"Yatagan" di Caron e "Barbier des isles" di Comptoir de sud pacifique.
Spero di poter testare presto questa nuova fragranza che perde originalità nel nome ma dalla tua descrizione è quanto mai attraente.

Anonimo ha detto...

Buonasera a tutti!Anche a me è piaciuto quest'ultimo lavoro di EldO,come del resto quasi tutti gli altri,con davvero pochissime eccezioni.La cosa curiosa è che mi ha incantato non la trasgressione(francamente così urlata e poco allusiva che,a volte,tutta la magia dei non detti è sfumata miseramente,portandosi via la voglia di giocare...)ma proprio l'aplomb da grande classico che mi è sembrato di scorgere in parecchie di queste fragranze.Achives 69 non delude,con il suo equilibrio apparentemente azzardato di note contrastanti(molte vecchie glorie sono costruite proprio sull'effetto,inizialmente spiazzante,di note lontanissime eppure complementari).Già l'ottimo Putain des palaces, dal nome scomodo,colpisce per la delicatezza dell'accoppiata rosa-violetta che ricorda da vicino l'odor quieto e cremoso di cipria e rossetto della borsa di una signora col filo di perle,o Rien, arrogante e un po' arcigno,uno schiocco di frusta, poi morbido come un guanto di camoscio(mi ricorda quasi Bandit e Cabochard..)Molti possiedono, secondo me, la struttura solida, lontana dal capriccio delle mode ed il carattere delle fragranze ben costruite di tanto tempo fa.Anche l'amato(mio!) Jasmin et Cigarette,che cammina sul filo dolceamaro del tabacco e del fieno che si asciuga al sole mi fa pensare,non so perchè, ad una Eau Sauvage dopo una notte felicemente insonne e decisamente affumicata. I nasi che si nascondono dietro a questi esercizi spesso decisamente riusciti sono giovani, intraprendenti e di ottima scuola. Cristina

eula_w ha detto...

I'm sorry I can't understand your language but all I can say is "great designing of this perfume bottle."

pheromone cologne

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Alberto come al solito tu mi apri squarci nuovi nella profumeria. E che voglia di riprovare Joy mi hai messo!
Mi pare che tu e Cristina siate d'accordo, e non solo sul vostro preferito "Jasmin et Cigarettes", ma proprio sulla sostanza: nomi a parte (che, appunto, essendo molto "pesi" a volte spiazzano e a volte si portano via un pò di voglia di giocare), le fragranze ELDO sono concepite magistralemnte, come alcuni dei grandi classici che amiamo. A volte con note contrastanti -e far danzare sensazioni opposte richiede maestria- a volte come sinfonie orchestrate a meraviglia. Cristina dice "Molti possiedono, secondo me, la struttura solida, lontana dal capriccio delle mode ed il carattere delle fragranze ben costruite di tanto tempo fa" e non potrei essere più d'accordo. Forse i nomi eclatanti servono proprio ad avvicinare a strutture compositive ricche e originali persone che hanno bisogno di un contesto, di un nome evocativo che le proietti in un certo tipo di atmosfera, come se questi profumi non potessero portartici anche da soli. Capisco che i nomi strani li distinguono dagli altri profumi. E capisco anche che col marketing giusto alcuni profumi acquistano spinta anche su un pubblico che di fronte ad un "Violette N.27", o di un "Jardin boisè" rimarrebbe freddino. Poi, quelli come me, Cristina e Alberto, magari si avvicinano senza particolari attese, e poi vengono sprpresi dalla quailità delle composizioni. E se le godono.

Hi Eula, I agree 100%!