27 aprile 2012

Nuovo: Aedes de Venustas



Una delle fragranze che più mi avevano colpita durante Esxence, è Aedes de Venustas, la fragranza creata per l'omonimo store americano. Dopo anni dedicati a proporre al pubblico di New York profumi artistici e non convenzionali, i proprietari hanno deciso di fare un passo avanti, e crearne uno per il proprio marchio, e la scelta, non poteva che cadere su Bertrand Duchaufour. Sì perchè in questo momento Bertrand, attraverso collaborazioni con marchi diversissimi tra loro (L'Artisan Parfumeur, Acqua di Parma,  Neela Vermeire, Aedes, ecc), sta proponendo fragranze eccezionali, evocative, vibranti... quanto di meglio c'è in giro;  i suoi lanci sono attesi -e spesso, amati al primo sniffo- perchè hanno sempre qualcosa di originale da dire, un'interpretazione insolita, o il taglio che non ti aspetti. Anche quando si tratta di un nuovo fiordarancio (Seville à L'Aube dell'Artisan) o di un nuovo oud (Trayee di Neela Vermeire, di cui scriverò presto), il suo modo di interpretare le richieste del committente rende il risultato originale e creativamente interessante. Probabilmente, il pregio migliore di Bertrand è l'ascolto, ed infatti i suoi lavori più riusciti sono quelli in cui il committente ha saputo seguire il suo processo creativo più da vicino. E' così che, grazie alla sua preparazione e al suo talento riesce a creare qualcosa di unico per ogni marchio per cui lavora. I suoi profumi per Neela Vermeire infatti sono diversi dal nuovo dell'Artisan, che a sua volta lo è da quello di Aedes de Venustas. Inutile, Bertrand sorprende sempre, e tramite la sua “zampata” creativa, sta rendendo la profumeria qualcosa di nuovamente stimolante.
Ad esempio, questo profumo per Aedes me lo aspettavo diverso. Visti gli interni barocchi del negozio (damasco color porpora, cristalli e oro, pavoni, estetica decadentista e dettagli preziosi) non mi aspettavo questo miracolo di essenzialità.
Ma forse è corretto così: il lusso ce lo mette già il sontuoso flacone porpora con insolito tappo dorato a scomparsa; riempirlo di tuberosa, gelsomino e rosa damascena sarebbe stato quasi  scontato, e forse ridondante. 
Il bouquet, infatti, è la stilizzazione di uno chypre, una versione moderna ed essenziale, dominata da note verdi secche e amare. 
All'apertura si percepisce una sensazione di verde e amaro; forse c'è del petigrain, dell'artemisia e sicuramente dell'elicriso, subito raggiunti da una nota ancora più amara e fredda, il rabarbaro. Insolito, vero? Il vetiver del cuore rende il tutto ulteriormente verde, brillante, elegante. Il patchouli c'è ma se ne avverte solo l'umidità vellutata, non l'effetto legnoso. Una nuvola d'incenso avvolge la composizione, rendendola ulteriormente fredda, come trattenuta. 
La sensazione generale è di rigore, pulizia, eleganza solida e non esibita, e soprattutto, di una personalità forte ma serena, poco incline ai compromessi. Sebbene sia un edp, e abbia una bella proiezione, in effetti non dura poi tantissimo, direi un paio d'ore, poi diventa via via più silenzioso
Nessuna reminiscenza barocca, quindi, niente velluti violetti, solo ottime materie prime, assemblate con creatività secondo un minimalismo luminoso, preciso al millimetro.
Più dopra ho scritto che si pone come una versione moderna ed essenziale dello chypre. Bene, se leggete un po' online, vi renderete conto che si parla tanto dei cosiddetti "chypre moderni", profumi che amerebbero possedere la stessa personalità ombrosa e conturbante dei veri chypre di una volta (caratterizzati dall'uso di bergamotto, rosa, gelsomino, muschio di quercia, patchouli, cisto labdano), senza potercisi avvicinarcisi un granchè: il bergamotto e il cisto labdano vengono usati in minori quantità perchè ristretti dall'IFRA, rosa e gelsomino costano troppo per usarli nelle quantità che sarebbero corrette, il muschio di quercia, che offriva un'ombrosità vellutata, di incomparabile bellezza... quasi non si può più usare del tutto.
Chi ha amato il N.19 di Chanel, Vent Vert d Balmain,Y di YSL o Ma Griffe di Carven, potrebbe trovare la stessa soddisfazione con questo Aedes de Venustas, mentre chi agli chypre non si è mai avvicinato con particolare entusiasmo, potrebbe scoprirne la bellezza scultorea e raffinatissima proprio partendo da questo profumo strano e spigoloso, portatore di un'originalità davvero, davvero sorprendente.

3 commenti:

rob ha detto...

L'ho provato su carta a Esxence, su tuo consiglio (grazie mille!!) e mi ha colpito molto. Lo ricordo molto insolito, ma contemporaneamente mi sapeva di classico. Purtroppo avevano già finito i campioni...
Sai per caso se è distribuito in Italia?

marcopietro ha detto...

Bell'articolo che condivido in tutto, indosso Aedes proprio in questo momento e lo trovo sorprendente e ammaliante, una meraviglia di note fresche e verdi su un tappeto di rassicuranti aromi familiari. La durata, come hai già riportato, non è eccellente, ma si conserva una luminosa eurea che aleggia attorno al capo e ai polsi. Un invito a pensieri sereni, l'Arcadia sotto vetro!

Marika Vecchiattini ha detto...

Rob, in Italia non so abbia ancora trovato un distributore, ma immagino che non tarderà molto. anzi se qualcuno ne sa di più, che ce lo dica!!!

Marcopietro, in effetti ha un potere rasserenante, e insieme e energetico, che lo rende davvero una fragranza speciale. Magari non tutti lo capiranno, ma devo dire che da tempo non un profumo non mi sorprendeva così tanto.