26 ottobre 2013

Settimana INCOM...merciale 1: Cinnabar (Estée Lauder, 1978)

Come sapete (ne avevo parlato già qui) Sto partecipando al gioco "La Settimana INCOM...merciale" sul forum di Adjiumi (clicca qui per la pagina del gioco): ogni partecipante al gioco sta indossando e recensendo, ognuno a modo proprio, alcuni profumi vintage. Tra questi, sono stata contenta della scelta di Cristian di proporre anche Cinnabar, composto nel 1978 da Josephine Catapano con l'aiuto di Bernard Chant. Josephine Catapano, mancata nella primavera dell'anno scorso a 93 anni, è stata l'autrice di alcuni capolavori come Youth Dew (E. Lauder, 1953), Zen (Shiseido, 1964), Fidji (G. Laroche, 1966) e Norell (1969) e se ne parla poco solo perché ha lavorato nel periodo in cui i nomi dei compositori venivano mantenuti nell'ombra, pur non essendo mai diventata un personaggio pubblico, è stata una figura di spicco molto stimata da tutti gli addetti ai lavori.

Ma torniamo a Cinnabar. Io lo trovo più interessante del suo gemellino Opium (YSL), uscito più o meno nello stesso periodo, con una piramide molto simile ma una fortuna maggiore. Gli anni '70 erano caratterizzati dall'estetica dell'oriente, delle droghe, del piacere, e il fatto che uscissero fragranze con nomi esotici, dominate da note speziate, forti, e da suggestioni esotiche e un po' "proibite" era conseguenza del periodo. Cinnabar secondo me è più interessante di Opium perché è più armonioso e più complesso, con meno concessioni alla dolcezza un po' stucchevole di Opium. Una fragranza con maggiore carattere e meno marketing, insomma.

L'apertura così ricca di frutta ne fa qualcosa di ricco e solare; i fiori d'arancio apportano una sfumatura di pulizia/igiene che uno non si aspetterebbe. Le spezie poi arrivano tutte insieme, sono caldissime, secche, dorate, sanno di esotico e soprattutto di costoso, sono così belle e intense che mi leccherei i polsi... Si legano ad una nota di garofano, già un po' speziata di suo che, insieme all'incenso, porta la fragranza verso il verde e il legno piuttosto che verso i fiori o la polvere. Rispetto ad Opium io lo sento più raffinato perché più rigoroso, meno "piacione", anzi, semmai "trattenuto" ad un millimetro dal troppo. In un periodo di eccessi come la fine degli anni '70/inizio anni '80, la sua relativa sobrietà lo ha reso "datato" già allora, penalizzandolo a favore di Opium, più moderno, sfacciato, disinvolto e completamente figlio del suo tempo. 
Cinnabar ha una persistenza di tutto rispetto sulla pelle e ancora maggiore sugli abiti, la proiezione è abbastanza buona, ma senza invadere lo spazio altrui. 

Io lo trovo bellissimo, e infatti due prove sono state sufficienti per svuotare completamente la filetta che Adjiumi mi aveva mandato. Se qualcuno alla Posta e in banca ha pensato che profumassi troppo... affari suoi!

3 commenti:

Katia Ercole ha detto...

Amavo Opium perché piaceva al mio ragazzo, che sciocca! Invece mio marito mi ha portato dall Oman una selezione di Amouage... Posso dire? Non impazzisco...forse sono solo profana! Vieni ancora a trovarmi mi fa molto piacere.

ADJIUMI ha detto...

Preziosa come al solito, grazie per aver partecipato!!

Marika Vecchiattini ha detto...

Ciao Katia sono venuta a trovarti (ogni tanto vengo a prendere un po' d'ispirazione) ma non mi ha caricato il commento che ho lasciato... riproverò!
Gli Amouage sono ricchi e "carichi"... se alla profumeria artistica ti ci stai affacciando adesso, forse non inizierei proprio con quelli!!! Di solito cosa indossi?

Tesoro, grazie a te che hai organizzato il giorco, io ho ancora K da recensire, lo sto indossando oggi! E ho pronto il post su Derby nuovo e vintage!