31 gennaio 2013

Profumeria Italiana (1/4)


Nei giorni scorsi mi stavo preparando per la lezione su “Marchi e Profumi Italiani” di martedì 15 gennaio; una lezione che ho preparato con particolare cura perchè mi piace poter parlare bene della profumeria di casa nostra. E in questo caso, devo dire che tre giorni di full immersion nei marchi italiani mi hanno fatto bene. Innanzitutto mi è piaciuto ribadire un concetto fondamentale: la profumeria è nata in Italia, ad opera degli innumerevoli conventi di frati e suore sparsi su un territorio italiano che, nel Medioevo e fino al Rinascimento inoltrato era suddiviso in decine di piccoli Regni, Comuni, Signorie e Repubbliche costantemente in lotta tra loro. In questo panorama frazionato, l'unica cosa che caratterizzava tutto il territorio in eguale misura era la presenza di centinaia di abbazie e monasteri con i loro “giardini dei semplici” in cui i frati e le suore coltivavano i principi erboristici da impiegare in decotti, pomate, pastiglie, sciroppi ecc, che servivano a curare i più comuni malanni.

Italian Perfumery (1/4)


A few days ago I was preparing the lesson on "Italian Brands and Fragrances". I was studying with special care because I liked the idea of highlighting the history of our perfumery, so I sinked into a three-day- full-immersion in Italian brands history which I really loved. First of all I liked to emphasize to my students a basic idea: perfumery was born in Italy, in the convents of friars and nuns scattered over a territory that, from Middle Ages throughout all Renaissance was subdivided into dozens of small kingdoms, independent towns, Republics which spent most of their resources at sea or fiercely fighting one another. The only thing characterizing the whole territory was the presence of hundreds of abbeys and monasteries with their "giardini dei semplici/orchards and botanical gardens" in which monks and nuns used to grew plants to be introduced in herbal decoctions, ointments, tablets, syrups, etc., that were used to treat the most common ailments.

14 gennaio 2013

Marito dell'anno 2013 (Eau de Joy)


Mio marito oggi era da una cliente che sta disfacendo la casa del nonno deceduto da poco: vuole ristrutturarla per trasferircisi e così ha chiamato i tecnici (muratore, idraulico, elettricista ecc) per un sopralluogo. Il mio adorabile maritino, aggirandosi per la casa, nota un pacchettino su un mobile e, avvicinandosi per guardare meglio, sgrana gli occhi per lo stupore. Capisce subito che non può andare via senza quel pacchettino, così lo prende e chiede alla cliente "Le serve, oppure me lo regala?” con una faccia tosta sorprendente, che deriva dal fatto che sa già come reagirò quando tornerà a casa. La cliente gli dice che può tenerselo, e così il pacchettino arriva fino a me, stasera.

Husband of the year (Eau de Joy)


Today my husband was seeing a customer who wants to renovate her late grandpa's home to move in, thus she called the team of technicians (bricklayer, plumber, electrician, etc.) for a visit. My adorable husband, wandering around the house, notices a packet on a desk, and getting closer to look better, he starts smiling with amazement. He immediately understands he can't go away without the packet, so he asks the customer "Do you need this, or maybe you would give it to me?" with a surprising straight face, stemming from the fact that he already knows how I'll react when I see the gift. The customer says he can keep it, and so the packet gets up to me, tonight.