18 aprile 2014

Versace l'Homme (versione originale, 1984-86)

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Versace L'Homme lo sto provando ormai da diversi giorni e tutte le volte che lo indosso mi ritrovo a chiedermi: "Ma perché io di questo profumo non sapevo nulla?"
E' moderno, ben costruito e con molte sfaccettature diverse, nessuna delle quali va "persa" inutilmente: c'è la direzione agrumata dominata da agrumi secchi e amari, quella aromatica con una bellissima nota basilico, costosa e non così facile da trovare, un cuore fiorito di garofano e rosa, una sfaccettatura legnosa di sandalo e patchouli; dopo venti minuti emerge poi una nota di pelle morbida come un paio di confortevoli mocassini di suede un po' usati, che rende il profumo indimenticabile. Inoltre, ha una presenza più che soddisfacente sulla pelle, si proietta abbastanza ma senza strafare e dura tantissimo, otto ore belle filate! 

Da qualche parte ho letto che questo profumo è stato composto pensando ad un pubblico gay e credo che chiunque lo abbia scritto avesse ragione: non ricordo com'erano i gay negli anni '80, ma quelli che frequento io oggi sono perlopiù persone coltivate, aperte e sorridenti, di immediata piacevolezza. E così è questo profumo: aperto, solare, anzi proprio "soleggiato", sicuro di sé e con un'anima tenera dentro. Eppure, anche determinato. Sì perché è figlio degli anni '80 (io avrei detto 1986, ma mi fanno notare che alcuni siti lo danno nel 1984...) e quindi una certa esuberante sicurezza ce l'ha nel DNA. La profumeria italiana negli anni '80 era raffinata,  all'avanguardia, carica di un gusto sopraffino immediatamente riconoscibile, e soprattutto aveva [i]carattere[/i]. Per me, uno dei migliori profumi maschili italiani di sempre, ho in mente diversi profumi successivi che, ora capisco, sono stati influenzati da questo. Ma non lo avrei mai scoperto se non avessi partecipato al gioco!


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