14 maggio 2014

Djedi (Jacques Guerlain, 1926)

Con questa recensione partecipo alla settimana INCOM...merciale sul forum di Adjiumi!

Il personaggio da cui questo profumo prende il nome -Djedi- era un mago vissuto in Egitto durante il regno di Cheope, delle cui straordinarie capacità si racconta in una raccolta di papiri antichi. In effetti, nel momento in cui questo profumo vide la luce l'estetica legata all'Antico Egitto era molto in voga: i gioielli e i mobili del periodo, realizzati in puro art déco, erano spesso ispirati a modelli egizi appena riportati alla luce da ricercatori/avventurieri che andavano a frugare nelle piramidi. Diciamo che i Guerlain sono sempre stati molto bravi a captare le mode del momento, trasformando in profumi i vari protagonisti della cultura e della società di cui la gente parlava, su cui fantasticava e di cui s'innamorava.

Esattamente come l'antico mago egizio di cui porta il nome, anche questo profumo è capace di cose insolite e meravigliose. Parte secco e altero, ma col passare del tempo ti senti sfiorare la pelle da una sensualità sottile e irresistibile, caratterizzata da note animali calibrate alla perfezione. E' esattamente il profumo che io sento indosso a  Gary Oldman mentre interpreta Dracula nel film di Francis Ford Coppola.
A livello di composizione, Djedi mostra una capacità realizzativa fuori dal comune, una vera e propria lezione di misura, delicatezza e personalità. Tutte le note sono cucite a maglia così stretta che oltre ad un vetiver molto bello e le note di pelle, tutto il resto risulta amalgamato in una sensazione secca, dorata, vagamente cuoiata da cui è difficile estrapolare la piramide. Sì, c'è l'iris, ma al posto della nota in sé percepisci una luminosità vellutata che inonda la composizione, che c'è la rosa lo capisci solo perché senti una languidezza vagamente erotica che non sai classificare; del muschio di quercia senti solo l'austerità salata e trattenuta, come nocche che si chiudono sul pomo d'avorio di un bastone da passeggio, dell'artemisia solo l'ironia pungente di un dandy londinese... più che un profumo è un'esplosione di emozioni
E' talmente bello e ricco che stento a descriverlo adeguatamente, quasi mi mancano le parole. Mi ha ricordato altri due profumi che ho recensito con altrettanta difficoltà: Doblis di Hermes (recensione qui) e Cuir de Russie di Chanel (recensione qui), due gioielli di inestimabile bellezza che ruotano attorno ad una sensazione di pelle morbida e dorata; leggermente più scuro e liquoroso lo Chanel, più aromatico e pungente Doblis. Per me questo terzetto è inarrivabile, si trova ad un livello di perfezione e fascino che nessun altro ha mai eguagliato (solo Onda, di Vero Kern è riuscito ad avvicinarsi). 
Grazie Adjiumi, mi hai procurato davvero una grande gioia! 

ps
Purtroppo ho finito il decant che Cristian mi aveva mandato. E ora non so come fare perché questo profumo è così intensamente bello che non credo di poter più stare senza.  Non mi resta che pregare con tutte le mie forze il Dio del Profumo affinché me ne faccia trovare un flacone intero, da qualche parte...

Foto da Perfumeshrine!


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