27 maggio 2014

Il sentiero dei profumi

Venerdì 30 maggio alle ore 18, il Profumificio (Viale Gambaro 2r Genova) ospiterà la presentazione genovese del romanzo "Il sentiero dei profumi" di Cristina Caboni, appena pubblicato da Garzanti.

Il romanzo racconta una storia indimenticabile sulle insicurezze dell'animo umano, sul coraggio per affrontarle e sulle cicatrici del passato che solo l'amore può rimarginare e il mondo delle fragranze è l'ambientazione principale del romanzo: la protagonista Elena, infatti è una giovane donna che -come la madre, la nonna e le sue antenate prima di lei- compone profumi.

Per questo libro Caterina e io abbiamo appositamente composto tre fragranze ispirate al carattere delle tre protagoniste: la presentazione del libro sarà un'occasione per parlare anche di questi tre profumi e annusarli insieme alla scrittrice.

Ve ne parlerò meglio in seguito, ma se siete a Genova venerdì, non perdetevi quest'incontro!

22 maggio 2014

Save the Perfume's Soul


Today I want to share the crucial initiative "Save Perfume's Soul" that website Parfumo is carrying on. It is a petition from european consumers to the EU council, asking politicians to re-think the newly proposed legislation on perfume ingredients, which could damage an important area of the cultural identity of each European Country. Here you have the link where you can read the petition and sign it. 
A huge movement is currently being created to support it, thanks to perfume forums, blogs and websites, such as Adjiumi (ITA), Basenotes (UK), Auparfum (FR), Perfumeshrine (GR), and many others both in Europe and the US (for example Bois de Jasmin). 
I have already signed it, have you? 

Salviamo il profumo - petizione

Oggi vi segnalo l'importantissima petizione "Save Perfume's Soul" di cui si sta facendo portavoce il sito Parfumo.
Vi posto qui il link con la petizione, che chiede all'Unione europea di non procedere all'approvazione di una legge che chiuderebbe definitivamente la possibilità di usare nei profumi certe materie prime, perlopiù naturali. 
Ve ne traduco qualche passo:
“Noi, i consumatori sottoscritti, con la presente esprimiamo le nostre obiezioni all'emendamento attualmente proposto, che renderebbe incolore la gamma della profumeria europea (...) Nessuno di noi sostiene che la tutela dei consumatori sia una preoccupazione insignificante e per questo abbiamo accolto con favore la disposizione CE n 1223/2009, che pose un freno all'uso non dichiarato di sostanze potenzialmente allergeniche nei prodotti cosmetici. Tuttavia sopravvalutare in questo modo il rischio di una reazione cutanea compromette la profumeria e il suo status di bene culturale; la reazione allergica infatti può essere facilmente riconoscibile e quindi evitata.
Più in particolare :
  • Gli studi hanno dimostrato che una reazione allergica al profumo è un evento che si verifica ben raramente; il consumatore può osservare la reazione avversa a un particolare profumo quando lo usa, e scegliere di evitarlo.
  • La ricerca ha dimostrato che è impossibile attivare una crisi allergica attraverso l'uso di profumo da parte di terzi. Lo studio condotto dall'Agenzia federale tedesca dell'Ambiente (Bundesumweltamt) ha concluso che il semplice atto di inalare potenziali allergeni da contatto non comporta lo sviluppo di sintomi allergici. (cioè è necessario indossarlo, annusarlo semplicemente nell'aria non scatena una crisi -nota mia-)
    (…)
La normativa vigente in materia di prodotti cosmetici, sopra menzionata, limita già la gamma di materie prime utilizzabile, limitando l'espressione artistica del compositore: in alcuni casi vietando del tutto alcune sostanze e in altri caso riducendone le concentrazioni utilizzabili. Ulteriori restrizioni del tipo proposto non solo propagano una tendenza distruttiva ma inviano il messaggio che l'Europa ha voltato le spalle ad un aspetto importante del proprio patrimonio culturale.
Da un punto di vista economico, la proposta di legge avrebbe un impatto negativo sulle imprese di piccole e medie dimensioni in tutta Europa. Come risultato, alcuni lavori sarebbero persi:
- nelle aziende che producono fragranze
- nelle imprese che producono sostanze aromatiche e profumi
- nelle aziende agricole impiegate nell'estrazione e lavorazione di materie prime. (…)
Non vi è alcuna necessità di limitare la libertà di scelta di tutti i consumatori, a fronte di un 1-3% di persone affette da allergie, considerando che a loro vengono fornite informazioni sufficienti a permettergli di evitare consapevolmente il rischio di un rash cutaneo. Vogliamo conservare la varietà di materie prime per i profumi e continuare ad avere una scelta anche in futuro."

I firmatari della petizione (circa tremila, finora) non chiedono quindi di tornare all'epoca del Far West, quando ognuno faceva come voleva, ma di mantenere l'ottima legge del 2009 così com'è, che da un lato tutela i soggetti allergici -l'etichetta obbligatoria sui profumi mostra la lista degli allergeni presenti in significativa quantità- e dall'altro tutela sia le aziende che con i profumi ci vivono che il consumatore, che vuole mantenere la ricchezza espressiva e la possibilità di godersi profumi capaci di esprimere la storia o il territorio di un certo paese. 


Un vasto movimento si sta creando intorno a questa petizione, sostenuto anche da forum e siti molto conosciuti che hanno invitato i loro lettori a sottoscriverla: Adjiumi (ITA), Basenotes (UK), Auparfum (FR), Perfumeshrine (GR), oltre a molti blog di diversi paesi anche extraeuropei, che contribuiscono renderlo un argomento di interesse mondiale.


Io, ovviamente, ho già firmato, e vi invito a fare altrettanto! (occhio che la mail di conferma a volte finisce nel cestino dello spam!)

20 maggio 2014

Professione Olfatto


Oggi vi segnalo un'iniziativa unica in Italia, che chi ama le fragranze e pensa di farne una professione dovrebbe cogliere al volo: è aperta infatti, oltre che ai professionisti, anche a studenti e privati.

Professione Olfatto” è il titolo del corso di specializzazione in fragranze organizzato da Maria Grazia Fornasier di Mouillettes & Co con il sostegno di Accademia del Profumo che si svolgerà presso la sede dell'Accademia, a Milano, dal 7 al 18 luglio prossimi. 
Il corso è strutturato in una full immersion di due settimane (sarà possibile frequentare anche solo una delle due settimane di lezione, previo il superamento di un test d’ingresso), un vero e proprio programma intensivo di qualificazione nel campo delle fragranze che offrirà ai partecipanti l’opportunità di accedere a stage presso importanti aziende del settore, tra cui Atelier Fragranze Milano, Campomarzio70, Coty Italia (Bottega Veneta, Calvin Klein, Davidoff, Marc Jacobs), ITF (Bluemarine, DSquared2, Pomellato, Trussardi), LVMH (Dior, Guerlain, Givenchy) e Mane Italia. Alle sessioni in aula saranno inoltre affiancati interventi di professionisti e visite ad aziende, quali Ferragamo, GRC e ITF.

Per ulteriori informazioni, costi ed iscrizioni (entro il 30 maggio) andate sul sito di Mouillettes&Co!

19 maggio 2014

Kenzo King Kong (1978)


Con questa recensione partecipo alla settimana INCOM...merciale sul forum di Adjiumi!
Già trentacinque anni fa, al momento del suo lancio, King Kong era qualcosa di insolito, intrigante e diverso da tutti gli altri. In una parola: aveva carattere. A quell'epoca le fragranze "di carattere" erano assolutamente benvenute, gli stilisti cercavano di permeare tutte le loro creazioni con l'estetica che avevano in mente e quindi anche le fragranze entravano in questa idea di "couture globale" diversa per ogni stilista. La moda di Kenzo era particolare, intrigante, fuori dagli schemi e anche il suo primo profumo, King Kong, evidentemente seguiva le stesse regole.  Oggi i designers perlopiù vendono la licenza per la commercializzazione dei loro profumi ad altre aziende, perdendone quindi il controllo, il risultato sono centinaia di profumi che non c'entrano niente con i valori e l'estetica dei marchi di cui portano il nome: non si pongono più come "ambasciatori del marchio" sul mercato dei profumi. 

King Kong (by Kenzo 1978)

Even thirty five years ago, at its launch, King Kong was regarded as "unusual",  in the sense of out of the ordinary, strange and intriguing; in a word: with character. At those times unusual creations  were not only allowed but even welcomed, and companies tried their best to permeate all their products (fragrances, too) with their values and aesthetics. Kenzo's couture was unusual, characteristic, intriguing, and his first scent, named King Kong had to be the same, of course. Today, designers license their brand's perfumes to other companies, thus losing control over what is offered with their name on. In this way, scented creations are not ambassadors of the designer's style anymore, they only have to sell as expected by the licensee. 

14 maggio 2014

Djedi (Jacques Guerlain, 1926)

Con questa recensione partecipo alla settimana INCOM...merciale sul forum di Adjiumi!

Il personaggio da cui questo profumo prende il nome -Djedi- era un mago vissuto in Egitto durante il regno di Cheope, delle cui straordinarie capacità si racconta in una raccolta di papiri antichi. In effetti, nel momento in cui questo profumo vide la luce l'estetica legata all'Antico Egitto era molto in voga: i gioielli e i mobili del periodo, realizzati in puro art déco, erano spesso ispirati a modelli egizi appena riportati alla luce da ricercatori/avventurieri che andavano a frugare nelle piramidi. Diciamo che i Guerlain sono sempre stati molto bravi a captare le mode del momento, trasformando in profumi i vari protagonisti della cultura e della società di cui la gente parlava, su cui fantasticava e di cui s'innamorava.

Djedi (1926, by Jacques Guerlain)

With this review I participate in the game "Settimana INCOM...commerciale" on Adjiumi forum!


This scent is named after a magician lived in ancient Egypt during Pharaoh Cheops' reign, his extraordinary abilities are told in a collection of ancient papyrus. In fact, when this fragrance was born, the aesthetics related to Ancient Egypt was extremely trendy: jewels and furniture of that period, in the most exquisite Art Dèco style, were often inspired by Egyptian models just brought to light by researchers/adventurers who went rummaging in the pyramids. Let's say that Guerlain have always been very good at capturing the fashions of the moment, turning the various actors of culture and society which people talked about, fantasized about and fell in love with, into perfumes.

5 maggio 2014

Concorso Vanity Fair/Il Sentiero del Profumo


Per festeggiare l'uscita in libreria del nuovissimo romanzo "Il sentiero dei profumi",  scritto da Cristina Caboni ed edito da Garzanti, il magazine Vanity Fair ha indetto un concorso che mette in palio la creazione di un profumo personalizzato
Chi lo creerà? Due fragrance designers del Profumificio del Castello di Genova... cioè io e Caterina! 

Volete saperne di più, magari partecipare al concorso e magari persino vincere la possibilità di farvi creare il vostro profumo personalizzato? Cliccate qui per tutte le info!

EDIT: Se volete sapere chi ha vinto il concorso e quale tipo di fragranza abbia scelto di farsi comporre,  cliccate qui!

ps
Ok, è ora di uscire allo scoperto: negli ultimi quattro anni la mia socia e io abbiamo creato decine e decine di profumi su misura, realizzati a partire dal brief del cliente: persone che non riescono a trovare nessuna fragranza che le faccia sentire "speciali", persone che il profumo ideale l'avevano anche trovato ma è uscito di produzione, persone che vogliono indossare qualcosa di insolito, diverso da quello che indossano tutti gli altri. E anche per qualche brand di abbigliamento che desiderava personalizzare -anche olfattivamente- i prodotti. Una volta o l'altra ve ne parlerò!