13 dicembre 2016

In principio era il Profumo

"In principio era il Profumo" è il titolo del nuovo libro di Aldo Nove, uno scrittore che a me è sempre piaciuto. Non immaginavo però il suo amore per i profumi fino a un anno e mezzo fa, quando c'incontrammo per caso durante Pitti Fragranze, e scoprimmo di aver letto l'uno gli scritti dell'altro. Eravamo entrambi confusi e felici delle parole di apprezzamento che ci stavamo scambiando, un po' come ritrovare un vecchio amico... Solo che non ci eravamo mai visti prima!
Prima di salutarmi mi disse: "E comunque aspettati una sorpresa". 
Qualche settimana fa mi trovo nella mail una bozza del suo libro dedicato al mondo degli odori: "In principio era il Profumo". L'ho letto tutto d'un fiato. Bellissimo. Intenso. Parla la nostra stessa lingua, racconta la nostra stessa ossessione e la nostra stessa visione (odorosa) del mondo. Insomma, ho scoperto che Aldo è in tutto e per tutto uno di noi! 
Così quando mi ha chiesto se potevamo pensare a qualche evento di presentazione da fare insieme gli ho detto di sì con tutto il mio entusiasmo. E domani si parte: alle 18.30 saremo nella magnifica Villa Necchi (Milano) per la prima presentazione del suo libro. Con noi ci saranno il compositore Luca Maffei, che porterà' con se' un po' di cosine interessanti da far annusare e la giornalista Giovanna Zucconi. 
Poi ve ne parlerò meglio (e ho avuto il permesso di pubblicare alcune frasi che mi hanno particolarmente colpita), ma se siete in zona domani, venite assolutamente!

30 novembre 2016

YVRA1958

Una goduria. 
Ecco, non mi viene in mente un modo migliore per descrivere la colonia Yvra1958. Una vera goduria. Che, diciamolo, parlando di una colonia non è una definizione così scontata. 
Yvo Van Rentgeren Altena (ovvero Yvra, sito qui) è un giornalista olandese sulla cinquantina; colto, brillante e naturalmente charmant. L'ho incontrato durante lo scorso Pitti Fragranze e abbiamo chiacchierato un po'.  Aveva voglia di raccontare come da appassionato di profumi abbia deciso di creare un proprio marchio di profumeria in cui riversare la sua passione e tutto quello che negli anni ha imparato, e io mi sono molto divertita a parlare con lui. 
Ma veniamo al sodo: limone, neroli, petit grain, pepe, cardamomo, zenzero, forse una nota aromatica, un fondo di patchouli, legno di cedro, fava tonka e qualche muschio bianco costruiscono una colonia al contempo classica (gli agrumi e il fiordarancio) e modernissima
Le spezie fredde aggiungono carisma, i legni apportano eleganza e la fava tonka dona un tocco sofisticato ed eccentrico (per quanto eccentrica possa risultare una colonia). Il cardamomo è il perno attorno al quale la colonia è costruita: la sua freschezza secca e luminosa lega gli agrumi amari, le altre spezie e i legni. Il risultato è una goduria di luce e freschezza, e lo ripeterei all'infinito perché quando ce l'ho addosso non riesco a smettere di annusarmi e sorridere. Una colonia pulitissima, luminosa e trasparente come un grattacielo che si staglia contro un cielo azzurro terso. Semplice come solo le cose perfette possono essere, lineare e orpelli, adattissimo a uomini e donne e a tutte le ore del giorno. Mi piacerebbe sentirle più spesso colonie di questa caratura!
Fatevi un favore: andatelo a provare.

22 novembre 2016

Eperdument (by Antonio Alessandria Parfums, 2016)

Today I'm wearing Eperdument, Antonio Alessandria's last work (his website is here).
When we met at Pitti Fragranze Antonio sprayed my arm with it, surprising me completely. I thought he'd never use such evident ozonic notes in any creation!
"Yes, actually I'm not fond of ozonic notes but... I needed to tell the sea journey of the bride inspiring my scent, and I could not do otherwise".
He then explains the theme of the fragrance, a story that belongs to his family, but that is similar to that of many other Italian families of the last century, and (unfortunately) also of many foreign families of today: "In the first half of the twentieth century thousands of people left Italy to reach other countries, in order to start a new life with more opportunities. Among these migrants there were thousands of young women who left their loved ones to go to America and marry a complete stranger".
Who knows what courage in the hearts of these young women! And how much hope!
"Oh yeah! Some time ago I saw a play entitled "The ship of the wives", which speaks precisely of these brides and their high expectations; they're on board a ship which is taking them to a new life, and although they have different stories, the expectation for a better future unites them and makes them loyal to each other. The bride in Eperdument is coming back to visit her old house, many years after she left, and finds those once-familiar smells. Eperdument is a story of love, rebirth and above all, hope. In the end, this fragrance explores just the feeling of hope".
And how did you decide to express it?
"With light. I tried to keep it as bright as possible".
And Eperdument in effects is immersed in a blinding light.
A handful of rich citrus and floral, sunny notes like jasmine and orange blossom are domesticated linking them to fresh and naive flowers like lily of the valley and hyacinth, with a subtle effect, delicate, almost virginal and still radiant, that I loved. In this accord fresh flowers join the musky base where an interesting note of fennel is used alongside ozonic notes, to strengthen them. The third accord, amber/woody is used with a structural function rather than aesthetic, because even in the final act of the fragrance (four hours and more in) flowers and musky notes continue to shine through: the scent gradually loses intensity but without ever changing mood.
It would be perfect on a bride the wedding day, but I enjoyed it even without veil and white dress: it's a sultry, exciting scent, able to make me smile for no particular reason.
Intensity and duration are more than satisfactory (for Antonio perfume has to be perceived soundly and long, and I cannot but agree).
While wearing Eperdument, I myself envision the bride before my eyes: a young girl with long hair; she is already dressed in white and is standing on the dock, waiting to see the ship that will take her away. She smiles, tense, turns to her loved ones who came to greet her; of course she is sorry to leave her mother and sisters ... but at the same time she cannot wait to start her new life. She doesn't know the man she'll get marred to, yet, but pictures he sent her portarayed him as a kind guy. Only if she's very lucky maybe she'll happen to return one day to visit her family, and she knows this very well, but she's all but sad. Today her new life begins. The future will certainly be wonderful, and this voyage will not be one-way.
(picture via Fragrantica!)


18 novembre 2016

Eperdument (Antonio Alessandria Parfums, 2016)

Oggi indosso Eperdument, l'ultimo lavoro di Antonio Alessandria (sito qui).
Quando ci siamo visti a Pitti Fragranze Antonio me l'ha spruzzato sul polso, spiazzandomi completamente. Non pensavo che avrebbe mai usato note marine così evidenti in una sua creazione!
Sì, in effetti non amo particolarmente le materie prime ozoniche, ma mi servivano per raccontare il viaggio via mare della sposina protagonista di questo profumo, e non potevo fare altrimenti!”.
E mi spiega il tema della fragranza, una storia che appartiene alla sua famiglia, ma che è simile a quella di tante famiglie italiane del secolo scorso, e (purtroppo) anche di tante famiglie straniere di oggi: ”Nella prima metà del Novecento migliaia di persone lasciarono l'Italia per raggiungere altri Paesi, dov'era possibile cominciare una nuova vita con maggiori possibilità. Tra questi emigranti c'erano migliaia di giovani donne che lasciavano i loro cari per andare in America a sposarsi con uno sconosciuto.
Chissà che coraggio nel cuore di queste giovani donne! E quanta speranza!
Eh, sì! Qualche tempo fa ho visto uno spettacolo teatrale intitolato “La nave delle spose”, che parla proprio di queste sposine e delle loro speranze; si trovano a bordo di una nave che le porterà verso una nuova vita e sebbene abbiano storie diverse, l'aspettativa per un futuro migliore è quello che le accomuna e le rende solidali tra di loro. La sposina del mio profumo sta tornando in visita a casa sua, molti anni dopo essere partita, e ritrova gli odori che un tempo le erano familiari. E' una storia di amore, di rinascita e soprattutto di speranza. Alla fine, quello che mi premeva esplorare con questo profumo, era proprio il sentimento della speranza”.
E come hai deciso di esprimerlo?
Con la luce. Ho cercato di rendere la fragranza più luminosa possibile.”
Ed in effetti Eperdument è inondato di una luce accecante.
Merito di una manciata di agrumi e di note fiorite ricche e solari come gelsomino e fiordarancio, che vengono addomesticate legandole a fiori freschi ed ingenui come mughetto e giacinto, con un effetto sottile, delicato, quasi virginale e comunque radioso, che mi è piaciuto tantissimo. A quest'accordo fiorito fresco si affianca quello muschiato, in cui una nota interessante di finocchio selvatico viene usata accanto alle note ozoniche, rinforzandole. Chiude un terzo accordo, ambrato/legnoso, che in realtà ha una funzione strutturale più che estetica, perchè anche nel finale della fragranza (quattro orette buone) i fiori e le note muschiate continuano ad essere i protagonisti assoluti: il profumo perde gradualmente di intensità ma senza mai trasformarsi troppo.
Sarebbe perfetto su una sposa il giorno del sì, ma io me lo sono goduto anche senza velo ed abito bianco: possiede una “spinta” solare, un'apertura davvero entusiasmante, capace di far sorridere così, senza nessuna ragione particolare.
Intensità e durata sono più che soddisfacenti (per Antonio il profumo si deve sentire bene e a lungo e io non posso che essere d'accordo).
Mentre indosso Eperdument io me la vedo davanti agli occhi questa ragazza giovane giovane: esile e con i capelli lunghi è vestita di bianco -forse già l'abito da sposa- ed è in piedi sul molo, in attesa di scorgere la nave che la porterà lontano. Sorride nervosamente, si volta verso i suoi cari che sono venuti a salutarla; le dispiace lasciare sua madre e le sue sorelle... ma allo stesso tempo non vede l'ora di iniziare la sua nuova vita. Non conosce ancora l'uomo che sposerà, ma nelle foto che le ha spedito le è sembrato una persona gentile. Solo se sarà molto fortunata forse le capiterà di tornare un giorno a ritrovare la sua famiglia, e lei lo sa benissimo, ma non per questo è triste, anzi. 
Oggi inizia la sua nuova vita. Il futuro sarà senz'altro meraviglioso, e questo viaggio in nave sarà solo l'andata.


Seminalis (by Alessandro Gualtieri for Orto Parisi, 2016)

When Alessandro Gualtieri launches something new, this generally creates a stir. And in fact about Seminalis, the new fragrance composed under the brand Orto Parisi, I already heard everything and everything's opposite well before I could put my nostrils on it. I was prepared for something strange, controversial, even to the limit of brutal, but ...
But I was caressed, instead! 
Cuddled, comforted, literally seduced by the scent of freshly baked butter cookies, sun-caressed skin, warm vanilla milk.
This Seminalis is a true frun frun scent (... please, do get me right, frun frun is the sound of a cat purring). Typically, when I perceive the warm butter cookies it is because the fragrance contains natural sandalwood, and in this case I could swear it is. Then I also smell natural vanilla, cocoa, ambrette seed, patchouli, perhaps Florentine iris. And some white chalky and dusty musks strengthening iris and ambrette. If I'm right, this is one of the most expensive formulas I've smelled this year.
Yet, in spite of vanilla, cocoa and cookies, Seminalis is not a sweet or gourmand scent at all; indeed, the feeling that dominate is dry, woody, dusty, twilight; maybe it's due to a rough woody and slightly metallic oud-type note which Alessandro often uses, and that perfectly balances any tenderness, adding that "Virile" (manly), "Duro" (hard), "Brutus" (brutal) stimulus which clearly defines Alessandro's idea of standardized virility (these are scents in the Orto Parisi line. I wrote about them here and  here)
Those who are familiar with his previous work "Boccanera” (blackmouth) will recognize the same crepuscular atmosphere, dry and powdery, but here the theme is fully developed.
This Orto Parisi line is winning me over at any new launch, each fragrance out so far being convincing and fun to wear, which is not something that happens often.
Then we can discuss until morning comes, why one is called "Stercus" (manure), another "Seminalis" or "Brutus", about the sexual provocation and everything else. But as we speak,
I try to understand what my skin says.
And the skin tells me that this Seminalis has a different mood from Alessandro's previous works: I feel it more intimate, private. Eventually, semen is a gift men offer to their partners and this perfume, bearing this name, smells just like a gift.

ps
Maybe we girls are all too accustomed to the "Duro", "Brutus" family, and all their testosterone-packed army of friends. Nice to date, intriguing, and even exciting for a while. But in the long term, extremely tiring. Some days the only thing we girls want is something that makes us frun frun...


14 novembre 2016

Seminalis (Alessandro Gualtieri per Orto Parisi, 2016)

Quando Alessandro Gualtieri crea qualcosa di nuovo, per un motivo o per l'altro fa sempre discutere. 
Ed infatti di Seminalis, la nuova fragranza composta per il suo marchio Orto Parisi (sito qui), avevo sentito tutto e il contrario di tutto ben prima di poterla annusare. Ero preparata a qualcosa di strano, controverso, al limite di brutale, e invece...
E invece sono stata accarezzata, coccolata, confortata, letteralmente sedotta da un profumo di biscotti al burro appena sfornati, di pelle accarezzata dal sole, di latte caldo alla vaniglia.
Questo Seminalis è un vero profumo da frun frun (… non fatevi strane idee, frun frun è il suono delle fusa feline). 
In genere quando io percepisco i biscotti caldi al burro è perchè nel profumo c'è del sandalo naturale, e in questo caso potrei giurarci. Poi sento anche vaniglia, cacao, semi d'ambretta, del patchouli, forse dell'iris fiorentino. E qualche muschio bianco gessoso e polveroso che rinforza l'iris e l'ambretta. Se ho ragione, si tratta di uno tra i profumi con la formula più costosa che io abbia annusato quest'anno.
Eppure, nonostante vaniglia, cacao e biscotti, Seminalis non è affatto un profumo dolce o gourmand; anzi, le sensazioni che dominano sono secche, legnose, polverose, crepuscolari; forse è merito di quella nota tipo oud, secca, ruvida e lievemente metallica che Alessandro usa spesso, e che bilancia perfettamente qualsiasi tenerezza, aggiungendoci quello stimolo “Virile“, “Duro”, “Brutus” che evidentemente definisce la sua idea della virilità standardizzata (sono i nomi dei suoi profumi Orto Parisi: ne avevo parlato qui e qui).
Chi conosce il suo precedente lavoro “Boccanera” (sempre nella linea Orto Parisi) riconoscerà le stesse atmosfere crepuscolari, secche e poudrèe, che però qui vengono sviluppate al massimo.
Questa linea Orto Parisi mi piace sempre di più, trovo ogni fragranza uscita finora interessante e divertente da indossare, e non è qualcosa che capiti spesso.
Poi possiamo discutere fino a domattina del perchè una si chiami “Stercus”, un'altra “Seminalis” o “Brutus”, della provocazione sessuale e di tutto il resto. Però mentre discutiamo, io intanto indosso e cerco di capire cosa mi dice la pelle.
E la pelle mi dice che questo Seminalis ha un tono diverso dai profumi che Alessandro ha composto precedentemente, lo sento più intimo, privato. Alla fine, il liquido seminale è un dono di sé che l'uomo fa alla sua partner e questo profumo, che ne porta il nome, mi sa proprio di dono.

Ps
Forse noi ragazze siamo fin troppo abituate ai “Duro”, ai “Brutus” e a tutti i loro amici dal testosterone galoppante. Belli, intriganti e per un po', anche eccitanti. Però alla lunga stancano.
In certi giorni l'unica cosa che desideriamo è qualcosa che ci faccia fare frun frun...

9 novembre 2016

Tuberose scents with Perris Monte Carlo and Adjiumi

Saturday, November 6 at the “Beauty Concept” store in Monza, I took part to the event "Focus on tuberose" where participants were able to sniff and discuss dozens of raw materials and perfumes tuberose-focused.
First, our host Gian Luca Perris (founder of Perris Monte Carlo, website here) invited us to enjoy a fantastic tuberose absolute, that surprised many for its leathery character, dry, salty, smoky, "bacon", which took more than twenty minutes to show a soft and delicate floral facet, which speaks of flowers in a shy and persuasive way. While the steam distillation collects the lighter, more volatile and fresher notes, the absolute extracts the flower scent in its wholeness, with all its warm, earthy, heavy basenotes. Smelling the tuberose absolute I was struck by the fact this flower seems to work "backwards" compared with other flowers: you generally perceive the first more gentle and floral notes, and only after they get deeper, weightier and become dark and indolic. Tuberous starts with darker notes, leathery, smoky, to become gentler and floral over time.

We then explored a range of perfumes kindly offered by the participants in Adjiumi Forum:
Piguet's Fracas (we could compare an outstanding vintage with the modern version)
Michelle (Balenciaga)
Blonde (Versace)
Mahora (Guerlain)
Chloè
Tubereuse by L'Artisan Parfumeur, both the first version and the renewed one.
On the table we also had Giorgio Beverly Hills, Poison by Dior, Beautiful by E. Lauder and others...

Then we dedicated to "modern" tuberose, including
Carnal Flower (F. Malle)
MAAI (Bogue)
L'Eau Scandaleuse (Anatole Lebreton) the “Criminelle” by S. Lutens, Voyance by Baruti, the Animale by Histoire de Parfums, Narcotic Venus by Nasomatto, then those of Memo, The Cercle des Parfumeurs, Amouage, Mona di Orio and others).
The serial sniff made it clear that the first famous perfume with tuberose (Fracas) set a standard that no one dared to challenge for a long time: from Fracas on, tuberose perfumes had to be sumptuously floral, sound, creamy, seductive, narcotic. In these, tuberose is indeed associated with other flowers like rose, neroli and other white flowers (as in Giorgio, Chloe, Mahora), but also fruity notes (as in Tubereuse, Mahora) or metal, aldehydic ones (Michelle), to enhance the extremely feminine character.
Actually, smelling the absolute allows you to grasp the essence of the flower, and in this case we immediately realized that tuberose is much richer and multi-faceted then it was made up to two decades ago.
And in fact, after forty years of "feminine" tuberose a few years ago composers have started to approach this note in a different way. Tubereuse Criminelle (1999 Lutens and Sheldrake for S. Lutens), unusually pungent and medicine-like, and Carnal Flower (2005, Dominique Ropion for Frederic Malle) that explores the intensely green side of this flower, were followed by other increasingly less "domesticated" tuberose scents, up to the wild MAAI released last year.
Modern tuberose forced us to enrich our idea of the flower, leading it out of the "pushy femininity" idea to include the most intensely green, smoked and salted facets, which for many evoke the male universe. This way, tuberose might be seen as a sort of Tao, a union of opposites that can hold everything inside.

In any case, we must credit the Lutens/Sheldrake and Malle/Ropion duos (authors respectively of Tubereuse Criminelle and Carnal Flower) who first broke a pattern and approached this flower with a different vision, inspiring others to do the same.

Adjiumi, Perris e la Tuberosa


Sabato 6 novembre presso lo spazio Beauty Concept di Monza (FB qui) ho partecipato all'evento “Focus sulla tuberosa” che mi ha elettrizzata. 
E' stata una vera giornata “Tuberotica” (come Cristian -Adjiumi- l'ha prontamente battezzata), con decine e decine tra materie prime e profumi annusati e discussi.
Come prima cosa, ogni partecipante ha versato 10 euro che sono stati raccolti da Cristian e verranno donati ad una famiglia che ha perso la casa durante il sisma in Centro Italia. Anzi, la raccolta continuerà ancora per qualche giorno per permetterci di raccogliere qualche euro in più da donare (se ne avete voglia e possibilità vi invito ad associarvi -con una cifra anche minore di dieci euro: ognuno fa quel che può- contattando il Paypal mauriziagambacorta @ yahoo.it -ho messo gli spazi prima e dopo la @, voi toglieteli quando scrivete l'indirizzo).

Poi il padrone di casa dell'evento, Gian Luca Perris (fondatore di Perris Montecarlo, sito qui) ci ha invitati ad assaporare una fantastica assoluta di tuberosa, che ha sorpreso molti per il suo carattere cuoiato, secco, salato, affumicato, vagamente “speck”, a cui solo dopo venti minuti si avvicina una nota fiorita morbida e delicata, che parla di fiori con voce timida e suadente. Diversamente dalla distillazione in corrente di vapore, che raccoglie dal fiore soprattutto le note più leggere, volatili e fresche (cioè la parte fiorita), l'assoluta estrae il fiore nella sua interezza, anche con tutte le sue note calde e pesanti del fondo. Annusando l'assoluta di tuberosa si rimane sorpresi dal fatto che questo fiore sembri funzionare “al contrario” rispetto agli altri fiori: in genere si percepiscono per prime le note più gentili e fiorite, e solo dopo queste si approfondiscono, appesantiscono e diventano scure e indoliche. 
La tuberosa parte invece con le note più scure, cuoiate, fumose, per ingentilirsi col passare del tempo.

Abbiamo poi esplorato una serie di profumi alla tuberosa gentilmente offerti dagli Adjiumini presenti all'incontro (preziose ed amabilissime persone che con grande disinvoltura estraggono dallo zainetto una busta piena di fiori di osmanto essiccati, un introvabile Fracas anni '60 o una fragranza malese di cui non sapevi nulla ma che sembra appena stata creata per Nefertari ... beh è anche grazie a cose come questa, se la terra è un posto emozionante in cui vivere…). (per andare sull'Adjiumi Forum clicca qui)
Abbiamo esplorato per prime alcune tuberose composte qualche decennio fa tra cui:
Fracas di Piguet (1955, Germain Cellier per Robert Piguet), di cui abbiamo potuto confrontare una strepitosa versione vintage con quella moderna)
Michelle (Balenciaga)
Blonde (Versace)
Mahora (Guerlain)
Chloè
Tubereuse dell'Artisan Parfumeur, sia la prima versione che quella rinnovata.
Sul tavolo c'erano anche Giorgio Beverly Hills, Poison di Dior, Beautiful di E. Lauder ed altri...

In seguito ci siamo dedicati alle tuberose “moderne”, tra cui
Carnal Flower (F. Malle),
MAAI (Bogue)
L'Eau Scandaleuse (Anatole Lebreton) e altre che abbiamo annusato nel pomeriggio (la Criminelle di S. Lutens, Voyance di Baruti, l'Animale di Histoire de Parfums, Narcotic Venus di Nasomatto, poi quelle di Memo, La Cercle des Parfumeurs, Amouage, Mona di Orio ed altre).
Lo sniffo seriale ci ha reso evidente che il primo profumo famoso con la tuberosa come protagonista (Fracas) ha fissato uno standard che a lungo nessuno ha osato sfidare: da Fracas in poi, i profumi alla tuberosa dovevano essere sontuosamente fioriti, sonori, cremosi, seducenti, narcotici. In questi profumi la tuberosa è stata  quasi sempre associata ad altri fiori come la rosa, la neroli e gli altri fiori bianchi (come in Giorgio, Chloè, Mahora), ma anche a note fruttate (come in Tubereuse, Mahora) o metalliche, aldeidate (Michelle), proprio per esaltarne il carattere di estrema femminilità.
In realtà annusare l'assoluta permette di cogliere tutta l'essenza del fiore, ed in questo caso ci si rende subito conto che si tratta di un fiore molto più ricco e sfaccettato di com'è stato reso fino  ad inizio millennio. Finalmente, dopo quarant'anni di tuberose “femminili” qualche anno fa i compositori hanno iniziato ad approcciare questa nota in maniera diversa. Nacquero così Tubereuse Criminelle (1999, Lutens e Sheldrake per S. Lutens) una tuberosa insolitamente pungente e medicinale e Carnal Flower (2005, Dominique Ropion per Frederic Malle) che esplora il lato intensamente verde di questo fiore, seguite da altre tuberose sempre meno “addomesticate”, fino ad arrivare al selvaggio MAAI uscito l'anno scorso.
Queste tuberose "moderne" ci hanno costretti ad arricchire la nostra idea di tuberosa, portandola fuori dal concetto “femminilità spinta” per includere anche le note più intensamente verdi, affumicate e salate, che per molti evocano l'universo maschile. Vista così la tuberosa diventa un Tao, un'unione di opposti capace di contenere il tutto dentro di sé.
In ogni caso, è necessario rendere merito al duo Lutens/Sheldrake e a Malle/Ropion (autori rispettivamente della Criminelle e del Carnal Flower) che per primi hanno rotto uno schema e hanno parlato di questo fiore con una visione diversa, ispirando anche altri a fare lo stesso dopo di loro.


Ringrazio Cristian e Gian Luca Perris per avermi invitata a parlare con loro di questo fiore fantastico e dei profumi che ha ispirato: non vedo l'ora di organizzare altri focus di questo tipo!

20 ottobre 2016

Perris Montecarlo e Baldovinetti39 (più Bergamotto e Benzoino!)

Cari amici romani, per sabato prossimo (22 ottobre) avete un appuntamento da non perdere: dalle 17 circa in poi,  Baldovinetti39 (sito qui), ospiterà la presentazione della linea Perris Montecarlo (sito qui)
A parte la possibilità di annusare profumi tra i più belli in circolazione in questo momento, a presentare il marchio ci sarà proprio Gian Luca Perris, il fondatore e titolare, oltre che cocreatore delle fragranze.  
Gian Luca vi accompagnerà ad esplorare sia le novità (Sandalo e Osmanto) che i profumi già usciti (splendida la Rosa Taif, ne avevo parlato qui mentre qui avevo parlato degli estratti: Patchouli, Ylang Ylang, Oud), ma non solo: vi racconterà come sono stati concepiti e quali materie prime sono state usate. Chiedetegli di aprire la valigetta piena di materie prime che si porta sempre dietro, vi si spalancherà un mondo di pura gioia! Insomma l'appuntamento è di quelli ghiotti, dove s'impara sempre qualcosa di bello.
Ah, ci sarò anch'io. Introdurrò Gian Luca, chiacchiererò con lui e con voi, e creeremo un momento di vera Bellezza olfattiva.
Allora vi aspetto sabato!

Aggiornamento
L'incontro è stato un momento molto bello, con un pubblico interessato ed attento che si è lasciato accompagnare in un percorso di esplorazione delle fragranze e delle materie prime che le compongono, segno che da Baldovinetti i profumi  non solo li vendono ma li sanno raccontare con grazia, introducendo i concetti che vi stanno dietro e raccontando la materia prima che li compone.  

Insomma, questo è un luogo dove si fa cultura olfattiva, ed è un piacere poter  rincontrare realtà come questa.

Gian Luca, poi, quando inizia a parlare dei suoi profumi, di olii essenziali ed assolute, dei suoi viaggi di scoperta delle materie prime esprime una tale passione che riesce a catturare qualsiasi audience.

Insomma è stato un pomeriggio divertente, interattivo e alla fine i partecipanti si sono portati a casa i kit di Perris con tutte le fragranze, per continuare a esplorare anche a casa!



8 ottobre 2016

Sandalo Nobile (H. Bergia per Nobile 1942)

E finalmente Nobile 1942 ha lanciato il suo Sandalo Nobile!
Sì perchè Massimo e Stefania, i titolari del marchio Nobile 1942 (sito web qui), hanno già da qualche anno una bellissima linea, i cosiddetti “Rigati, che esplora alcune materie prime della profumeria classica con uno stile pulito, luminoso, essenziale, rendendo omaggio alla materia prima di per sé, per la bellezza che essa stessa possiede, senza fronzoli né abbellimenti inutili. 
I Rigati non hanno una collocazione temporale precisa, cioè in loro si esprime l'anima della nota, non il momento in cui la fragranza è stata composta, e perciò non hanno paura che qualcuno possa dire “Ah, è solo una Lavanda” oppure “Ah, un altro Patchouli”. Perchè non importa quando è stata composta, la loro Lavanda è intensamente aromatica, ruvida, classica e “inglese” fino al midollo e il Patchouli è vero patchouli umido, terroso, intero, affascinante (Luca Turin qualche anno fa ne aveva scritto una recensione fantastica...). La loro Acqua è una colonia agrumata luminosa ed essenziale, con tutte le più belle caratteristiche che rappresentano questa categoria. Ogni fragranza dei “Rigati” è stilisticamente posizionata entro i canoni classici del genere e questo rende ognuna di loro una vera e propria “lezione” di misura, sobrietà ed eleganza senza tempo.
Questo per farvi capire perchè stavo aspettando il loro “Sandalo Nobile”.
E perchè ve ne parlo volentieri

Nonostante la difficoltà di trovare del vero Santalum Album, mi aspetto sempre che se un profumo si chiama Sandalo ne debba contenere almeno un po', e spesso è così. Ovviamente la quantità non potrà essere esagerata, perchè quel poco che c'è in circolazione, costa un rene.
Però, qui c'è. Ed è accoppiato ad un ricchissimo legno di cedro d'Atlante in un lavoro caldo, morbido, vellutato, quasi mistico che ad ondate mi ha ricordato il rimpianto Tam Dao di qualche anno fa (prima che Diptyque fosse acquisita da un grande gruppo finanziario).

Questa è la profumeria artistica che mi piace: ovvero uno spazio di ricerca estetica, dove un piccolo marchio a conduzione familiare può permettersi la libertà di comprare del vero legno di Sandalo e farlo brillare come fosse una pietra preziosa, incastonandolo all'interno di una composizione misurata ed elegante, ma al contempo ricca e soddisfacente, che nessuno dei grandi gruppi potrebbe sognarsi di far produrre. 
 La durata su pelle sfiora la giornata (8 ore buone), e lo trovo coerente col fatto che questo profumo sia composto quasi esclusivamente di materie prime del fondo (legni di cedro e sandalo, iris). Bella fragranza, che rende onore al nome che porta e che rende ancora più preziosa la linea dei “Rigati”.

1 ottobre 2016

X Factor e Profumi

Ieri sera ero sul divano e mentre guardavo X Factor ero tutta immersa in una fragranza che mi sta piacendo veramente tantissimo (Seminalis di Orto Parisi, sto preparando recensione).
Così, con il cervello diviso a metà tra profumi e musica, mi è venuta voglia di provare ad immaginare a quale profumo assocerei i giudici di quest'anno: Arisa, Manuel Agnelli  Fedez e Alvaro Soler. E magari anche Alessandro Cattelan.
Guardo X Factor da dieci anni e questo gioco non mi era mai venuto in mente…
Così ho iniziato da Alvaro Soler, che musicalmente non conosco, ma che a guardarlo così assocerei ad Hanbury di Maria Candida Gentile (qui), un profumo gioioso, ottimista, aperto, capace di metterti il buonumore al primo spruzzo. Ha una “spinta” pazzesca, che secondo me potrebbe risuonare benissimo con la gioia di vivere che porta.
Per Arisa non ho avuto dubbi: Rose de Taif di Perris Montecarlo (qui), una rosa straordinariamente luminosa, elegante, vellutata, ben solida, che ha moltissime cose in comune con la sua incredibile voce.
Manuel Agnelli è quello che musicalmente conosco meglio, però è anche l'unico su cui ancora oggi non riesco a togliermi il dubbio: Rrose Selavy di Maria Candida Gentile (qui) o Maai di Bogue (qui)? Il primo è un omaggio a Marcel Duchamp, ovvero una rosa spigolosa, mentolata, mascherata quasi, che non si offre ma che sei tu a dover cercare. Maai invece è un insetto raro dagli strani colori, uno chypre classico dal carattere ombroso e pungente che gli vedrei benissimo addosso. 
Su Fedez, su cui vedrei bene Bulgari Man, Hugo Boss, o Diesel Only the brave (quello con il flacone a forma di pugno), o qualsiasi altro profumo con nome e piramide di sicura impronta maschile. Mi pare uno abbastanza attento a rimarcare la propria mascolinità, e penso che con un profumo simile potrebbe sentirsi particolarmente a proprio agio.
Alessandro Cattelan secondo me è uno che si diverte a sperimentare. Chissà se conosce un pò la profumeria? Lo vedrei  bene in Oxygen di Nu_Be (qui) oppure in Latex di  Uermì (qui), profumi accomunati da estrema modernità, dinamismo e luminosità. Secondo me su di lui darebbero il meglio.

E voi ci avete pensato? Facciamo questo gioco?


27 settembre 2016

News from Pitti Fragranze

Preparing to visit the last edition of Pitti Immagine Fragranze (link), I planned to only smell fragrances of new brands, just launched on the market. On the one hand I wanted to get an overall idea of ​​the new trends, and on the other I was hoping to be surprised by original fragrances, with character, with real stories behind. Entering the exhibition, the first three stands I visited were sensational: Oriza Legrand, Dusita and Cercle des Parfumeurs Createurs. From then on, the whole Pitti experience was pure bliss. Lots of creativity, passion and expertise. The one just past, for me it was the most interesting show in recent years.
Bravi!
So these days I'm sniffing and testing many perfumes and preparing a series of posts dedicated to:
Eperdument by Antonio Alessandria,
Lankan Forest by Maria Candida Gentile,
Sandalwood and Perdizione by Nobile 1942
Or+Ange by Uermì
Quartana - Les Potions Fatales
Oriza Legrand
Dusita
Le Cercle des Parfumeurs Createurs
Nomenclatures
Olibere
Onyrico
Maison Encense
Migone candles

Candles "Are you ready to Smell?

Novità da Pitti Fragranze

Preparandomi per visitare la scorsa edizione di Pitti Immagine Fragranze (link qui) , mi ero detta che avrei annusato solo fragranze di marchi nuovi, appena usciti sul mercato. Da un lato volevo farmi un'idea dei nuovi trend, e dall'altro speravo di essere sorpresa da fragranze originali, con del carattere, con delle storie vere dietro. Chissà se ne avrei trovate? Entrata alla mostra, i primi tre stand che ho visitato sono stati sensazionali: Oriza Legrand, Dusita e le Cercle des Parfumeurs Createurs. Da lì in poi, tutto il Pitti è stato una gioia. Tanta creatività, passione e competenza. Quello appena passato, per me è stato il salone più interessante degli ultimi anni.
Bravi!
E quindi in questi giorni sto annusando e ritestando con calma moltissime profumi e sto preparando una serie di post dedicati a:

  • Il percorso “Straordinario sentire” organizzato da Accademia del Profumo
  • Eperdument di Antonio Alessandria,
  • Lankan Forest di Maria Candida Gentile,
  • Sandalo e Perdizione di Nobile 1942
  • Quartana - Les Potions Fatales
    Uermì, OR+Ange
  • Oriza Legrand
  • Dusita
  • Le Cercle des Parfumeurs Createurs
  • Nomenclature
  • Olibere
  • Onyrico
  • Maison Encense
  • Candele Migone
  • Candele “Are you ready to Smell?”

6 settembre 2016

I dieci anni dell'Adjiumi Forum



Come dicevo nel post precedente, questo settembre mi porta un'ulteriore occasione di gioia: il Forum di Adjiumi compie dieci anni! (pagina del forum qui)
E per festeggiare degnamente è stata organizzato per tutti gli amici del Forum e della pagina FB un brindisi alla Limonaia di Palazzo Corsini -storica ed amatissima sede delle prime edizioni di Pitti Immagine Fragranze- sabato 10 dalle 19.30 in poi.
Non c'è una vera e propria lista di ospiti, chi ha desiderio di unirsi ai festeggiamenti può presentarsi  all'ingresso e dire che è lì per brindare ai dieci anni del Forum.

Io ovviamente non me lo perdo per nessuna ragione anzi, sono emozionata quasi quanto Cristian. Mi vengono in mente tanti nickname del passato, tanti volti, tante passioni, tante occasioni in cui siamo stati insieme, abbiamo annusato, discusso, imparato, partecipato… 
Cristian gestisce le cose nel suo solito modo modesto e di basso profilo, come nulla fosse, ma nella mia vita il fatto che ci fosse uno spazio come quello di Adjiumi ha significato davvero tanto.
Non vedo l'ora di potergli dire "grazie".

E poi festeggerò con lui e con tutti gli amici che in questi anni ho conosciuto e amato!
Ovviamente posterò subito foto e commenti.
A sabato! 

ps
Cristian desidera ringraziare Teatro Fragranze Uniche (sito qui), che gli ha gentilmente concesso uno spazio all'interno della Limonaia.

Pitti Immagine Fragranze 2016

E così, dopo un'estate di lavori in casa (dipingere, stuccare, piastrellare, montaggi vari)  e di preparazione in vista del trasloco, finalmente è arrivato l'inizio di settembre (sospiro di sollievo). 

Quest'anno sono particolarmente felice perchè oltre ad andare a Firenze per visitare, come ogni anno Pitti Immagine Fragranze, avrò la gioia di festeggiare un amico che compie gli anni. 
Ma andiamo per ordine.
La quattordicesima edizione di Fragranze si svolge da venerdì 9 a domenica 11 settembre nella splendida Stazione Leopolda, con orario 8-18. (sito e info qui)
Sabato 10 è il giorno dell'apertura straordinaria al pubblico e se i profumi vi interessano davvero, vi consiglio vivamente di andarci perchè non ve ne pentirete. C'è sempre così tanto da imparare e da annusare che una volta entrati, non vorrete più uscirne. E tutto questo senza contare le conferenze e le interviste, che aiutano a comprendere meglio il contesto culturale in cui nascono certi marchi e certe fragranze. 
Io sarò presente il venerdì e il sabato, se siete nei dintorni fatevi vedere, che ci salutiamo, ok?

19 luglio 2016

Cena Olfattiva di Villa alle Grazie: le foto

Eccomi qui con le foto della cena olfattiva di giovedì scorso a Spilamberto! 
Sono rimasta sorpresa di come i piatti siano riusciti a coniugare molto bene le note tra loro: gli aromi che sprigionavano al palato, in effetti erano vicini ai profumi proposti. 
Ecco l'ambientazione del ristorante Villa alle Grazie, all'aperto.
(qui il loro sito, qui Facebook, dove trovate altre foto della serata)



















Antipasto: Versense (Versace)
Carpaccio di orata fresca in infusione di agrumi con fico all'arancia candita e granita di limone e cardamomo
 


Primo piatto: Eau de Guerlain
Strascinati alla vellutata di patate al rosmarino con julienne di seppia al lime e fior di lavanda (da mangiare! lo dico perchè facevano al differenza)



















Secondo piatto: Opium (YSL) 
Nocetta di rana pescatrice con salsa al Pinot nero, mela alla cannella e pepe nero
        

Dessert: Bronze Goddess (E. Lauder)
Tortino al cioccolato e semifreddo al cocco con crema inglese alla vaniglia
 

I piatti sono stati accompagnati da vini capaci di amplificare i gusti all'infinito (ora chiedo a Daniela, la sommelier nonché padrona di casa, se ha voglia di dirmi quali vini abbiamo gustato).
Grazie alla grande creatività dello Chef Giacomo è stata una cena sensazionale, con gli ospiti entusiasti per un'esperienza che ha coccolato i sensi e acceso il cervello. Infatti hanno potuto concentrarsi su ogni profumo, piatto e vino presentati, assaporando, ragionando e confrontandosi non solo tra commensali ma anche tra tavoli diversi. Non è stata una cena, ma una vera esperienza.
Grazie a Daniela e Giacomo per l'entusiasmo e l'energia, e a tutti i partecipanti per aver avuto voglia di divertirsi con noi!
Non vedo l'ora di replicare a settembre.

ps
Mi dispiace un po' per la dominante gialla delle foto, dovuta al tipo di luce...

11 luglio 2016

Cena Olfattiva a Spilamberto

Se giovedì prossimo (il 14 luglio) siete in zona Parma-Modena e provincia, avete un appuntamento da non mancare: la mia prima Cena Olfattiva al Ristorante Villa alle Grazie di Spilamberto (qui il sito internet  e qui la pagina FB

Funziona così: abbiamo scomposto in note olfattive alcuni profumi famosi, e poi lo chef li ha ricomposti all'interno di alcune ricette originali, composte appositamente per questa cena, cercando la concordanza olfatto/gusto. 
Sarà riuscito a rievocare, con un piatto, la scia di un profumo famoso? 
Speriamo di sì, in ogni caso vi dico già cosa annuseremo e cosa mangeremo:

Antipasto: Versense di Versace 
Carpaccio di orata fresca in infusione di agrumi con gelatina di pera e cardamomo e fico all'arancia candita 

Primo piatto: Eau de Guerlain Strascinatti alla vellutata di patate e rosmarino con julienne di seppia al lime e lavanda in fiore 

Secondo piatto: Opium (Yves Saint Laurent)
Nocetta di rana pescatrice con salsa al pinot nero e mela alla cannella e polvere di pepe nero 

Dessert: Bronze Goddess (Estée Lauder)
Tortino al cioccolato e semifreddo al cocco con crema inglese alla vaniglia

Se volete prenotare (e ve lo consiglio caldamente) o chiedere informazioni potete telefonare a Daniela: 059 782250 oppure scrivere a: villaallegrazie@libero.it

Ovviamente io ci sarò, non vedo l'ora di gustarmi questi meravigliosi piatti!

22 giugno 2016

L'Osmothèque compie 25 anni

Il 30 giugno l'Osmothèque festeggia il suo venticinquesimo compleanno!

La cerimonia avrà luogo al Campus ISIPCA A Versailles; alle ore 16 Jean Kerléo, fondatore e primo Presidente dell'Osmothèque racconterà la creazione di questo organismo fondamentale nella conservazione del patrimonio olfattivo mondiale ed illustrerà 
25 profumi-capolavoro, raccontando com'è stata possibile la loro ricostruzione, e quindi il loro passaggio alla posterità.

A seguire, Patricia de Nicolai, attuale Presidente da ormai 8 anni, racconterà il ruolo dell'Osmothèque oggi e la visione del suo futuro, sottolineando l'importanza di questo Ente nel riconoscimento della professione di profumiere, e i risultati globali di questo settore.

Lunga vita all'Osmothèque!(sito qui)

Per informazioni e prenotazioni:
Anne-Cécile POUANT - 01 39 55 46 99 - acpouant@osmotheque.fr

Osmothèque celebrates its 25th anniversary

Celebration for the 25 years of Osmothèque (the International Conservatory of Perfumes): Thursday, June 30, 2016 - Versailles

Jean Kerléo, founder and first President of the Osmothèque will tell the creation of this organization inaugurated in 1990. He will present 25 authentic masterpieces of the past, explaining how it was possible to rebuild these lost fragrances to pass them to posterity.

Patricia de Nicolaï, President of Osmothèque for over 8 years, will discuss the Osmothèque today, and the vision of its future. She will explain how important this special place has become, its role in the recognition of a trade, and the global reach of this profession.

Osmothèque website: here 

Contact: Anne-Cécile POUANT - 01 39 55 46 99

acpouant@osmotheque.fr

14 giugno 2016

Francesca Dell'Oro Parfum: Ambrosine

Durante le fiere -ma anche nei negozi- non mi è mai passato per la mente di avvicinarmi ai profumi della linea “Francesca Dell'Oro Parfum(sito qui)
Per me il sostantivo “oro” affiancato a qualsiasi prodotto indica qualcosa di qualità scadente, che con un altro nome non si riuscirebbe a vendere. Se l'uomo-marketing gli associa il sostantivo “oro" è sicuro che almeno gli stupidi lo compreranno, evitandogli la bancarotta. A questo, sommavo il fatto che i profumi sono racchiusi in bottiglie costose, e il fatto che tutta la presentazione sia molto marketing-oriented, con fazzolettini di seta e cloche colorate dalle forme bizzarre.
Tutto questo mi faceva scappare via senza annusare nulla.
Ma sbagliavo. 
Quando mi sono presa un po' di tempo per avvicinarla di persona, ho trovato una ragazza squisita, appassionatissima di profumi. Francesca in effetti la profumeria l'ha studiata a lungo, e avendo studiato anche marketing, sa come usarlo per valorizzare al massimo quello che fa. E' una capacità, e io dovrei smetterla di avere pregiudizi al riguardo. 
Inoltre, parlando con uno dei compositori che stanno dietro alle sue fragranze ho scoperto che il suo focus principale, al di là della presentazione figa, sono realmente i profumi. Ed infatti si è impegnata tantissimo soprattutto nella composizione olfattiva, che doveva essere esattamente così come lei l'aveva in mente. 
Quindi mi sono rasserenata: “Belli o brutti – mi son detta- i suoi profumi non saranno senz'altro banali: lei non lo permetterebbe.”
E mi sono messa ad annusare.
Scriverò senz'altro altri post in seguito, ma per ora la fragranza che mi piace di più è Ambrosine, un ambrato morbido e carnale che mi ha sorpresa per originalità. Diciamo che ho svuotato la fialetta in un baleno.
Innanzitutto non è dominato da note di cisto labdano o di civettone (uno zibetto sintetico), che in genere mi piacciono ma che mi stufano anche presto. Il cisto è rimpiazzato da una bella dose di Ambrox, un sintetico costosetto che possiede la vellutatezza del muschio, la “legnosità” dell'accordo ambrato e l'animalità dello zibetto, tutto nella stessa molecola. Certo, mettere dell'Ambrox in un ambrato non sarebbe di per sé sinonimo di originalità.... ma Ambrosine lo è. Non so, saranno le altre note che lo circondano a fare la differenza: soffice, caldo, gentile, lievemente animale, l'Ambrox si lega egregiamente alla fava tonka e a qualche legno del finale, in un accordo talcato ed elegante, arricchito da una nota di rosa plastificata, quasi siliconica, la cui stranezza altrove stonerebbe e che invece qui sta benissimo. Essendo costituito perlopiù da materie prime calde e pesanti Ambrosine non si modifica molto durante il tempo, restando stabile e gentile per ore e sulla pelle, per giorni sui tessuti, avvolgendo chi lo indossa in una meravigliosa nuvola fragrante. Vi consiglio di provarlo a pelle, perchè sulla cartina resta freddo, monodimensionale.
Tutto sommato, pur inserendosi nella categoria degli ambrati, Ambrosine merita un posto a sé, diverso dagli altri: non è facile costruire un ambrato originale oggi, soprattutto se si parte da una formula corta e dominata da un sintetico piuttosto usato. Per questo mi è piaciuto così tanto da chiederne una bottiglia per il mio compleanno.
I miei complimenti a te, Francesca!

ps
(Sì, sì, poi ho capito che “Dell'Oro” è proprio il cognome di Francesca e che non può certo cambiarselo per compiacere me...)

Ambrosine (Francesca Dell'Oro Parfum)

During fairs -but also in shops- I never resolved to test "Francesca Dell'Oro" line (website here).  
For me, the word "gold" (Dell'Oro means Golden) placed near any product indicates a poor thing, which by any other name would not sell; the marketing geniuses associate it to "gold" to be sure that at least the most stupid consumers will buy it.
I then added gold to the fact that perfumes are bottled in expensive containers, and that presentation includes silk handkerchiefs and perfume cloche of bizarre shapes, and so I run away before sniffing anything.
I was wrong. When I took time to meet Francesca, I found a real perfume aficionado. Francesca  knows perfumery well, and having also a marketing degree she knows how to make the most of what she does. Her main focus, however, is always on perfumes: speaking to one of the perfumers behind her fragrances I discovered she was greatly committed in the olfactory composition, too, which had to be exactly as she had imagined. 
"Ok", I thought: "Beautiful or ugly, her perfumes won't certainly be trivial: she would never allow it."
And I started to smell.
I will add more reviews in the following weeks, but I'll start with the fragrance that striked me the most: Ambrosine, a soft and sensual amber that surprised me for originality. 
First, it is not dominated by notes of cistus labdanum or civettone (a synthetic civet), which generally I like but I also get tired of quite soon. Cistus is replaced with a nice dose of Ambrox, a synthetic note possessing a velvety, musky touch, plus a serene "woodiness", plus the animality of civet, all in the same molecule. Surely, using Ambrox in an amber scent would not qualify it as original, but instead this is; maybe the other notes around it make the real difference. Soft, warm, gentle, slightly animal, Ambrox links well with tonka bean, contributing a powdery dry down, enriched by a plastic rose note, almost siliconic, whose weirdness would be out of place elsewhere but is just perfect here
Consisting mainly of warm, heavy raw materials Ambrosine does not change much during time, remaining gently stable on skin for hours -for days, on fabrics- wrapping the wearer and their clothes in a wonderful fragrant cloud. I recommend you to try on skin, because on paper it remains cold, one-dimensional.
All in all, while fitting into the Amber category, Ambrosine deserves a place of its own, different from the others:  I fell in love with it mainly because it is not easy to build an original amber today, especially if your formula is short, and dominated by a popular synthetic.
My compliments to you, Francesca!

ps
(Yes, yes, I then realized that "Dell'Oro" is just Francesca's surname and she can't change it only to please me… )

6 giugno 2016

Azzurro di Capri (Bruno Acampora Profumi, 2016)

Durante le fiere della profumeria non mi faccio mai mancare un giro nello stand di Bruno Acampora Profumi (sito qui). Innanzitutto mi piace scambiare quattro chiacchiere con Sonia, che è una persona di rara squisitezza, e poi perchè mi incuriosisce molto il loro strano piano marketing
Devono senz'altro averne uno, nonostante sembrino andare perlopiù “a ispirazione”. Ad esempio, il fornitore delle loro famose bottigliette in alluminio gli manda un lotto di pezzi di formato sbagliato? Benissimo, loro non ci pensano nemmeno a rimandargliele indietro, ma lo prendono come un segno del destino ed escono con un cofanetto super deluxe in edizione limitata denominato “Gli Sbagliati”, con tutte le loro fragranze storiche, nelle minibottigliette da 5 ml, che sta ottenendo un successo stratosferico...
La verità è che quello che fanno lo fanno così bene, in maniera così raffinata e riconoscibilmente “Acampora” che non può non avere successo.
Però, la vera novità è “Azzurro di Capri”, il nuovo profumo lanciato in primavera in occasione di Esxence.
Tutte le fragranze di questo marchio sono caratterizzate da una ricchezza di resine, legni, note muschiate, speziate e fiorite opulente. Il fatto che siano essenze in olio, poi, le rende ancora più soddisfacenti, tridimensionali, palpitanti come animali vivi
In mezzo a tutta questa sontuosità mancava una fragranza che richiamasse l'azzurro del mediterraneo, la costiera amalfitana, il giallo degli agrumi, e per un marchio napoletano doc, questo era un po' strano. E così hanno iniziato a lavorarci.

Ne è venuto fuori un bel fiorito-agrumato con una partenza frizzante e amarognola di arancio, limone e bergamotto, che si stempera in un ricco accordo gelsomino-fiordarancio, e che si assesta nel finale su note legnose. Il tutto è immerso in una luce accecante di muschi bianchi e salati che rendono l'insieme molto contemporaneo, nonostante gli accordi siano piuttosto classici e lineari. 
Un profumo indossabile da uomini e donne senza differenza, che parla sì del mare, della costiera amalfitana e degli agrumi, ma senza catturarne i reali sentori naturali. 
Azzurro di Capri” non è per nulla un acquerello impressionista: parla invece, di una vacanza chic in costiera, di quell'idea astratta di rilassatezza estiva, di un popolo vacanziero sofisticato, cosmopolita, senza pensieri, che veste solo di lino bianchissimo e non indossa gioielli.
Come tutti i profumi Acampora, anche Azzurro di Capri è in olio, quindi dura molte ore sulla pelle con una resa più che soddisfacente e si proietta bene attorno a chi lo indossa.

Non ho fatto la prova, ma credo sia l'ideale indossato in spiaggia sotto al costume, sulla pelle calda e salata...