4 maggio 2016

Le tre rose di Maria Candida (Elephant & Roses e Rrose Selavy)

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Elephant & Roses. Intanto c'è da dire che già il nome mi sembra uno dei migliori che siano mai stati usati per un profumo, e per una volta mi soffermo anche sulla grafica -qui a lato- che è stupenda (e sì, anche un po' psichedelica, evviva!).
La fragranza parte con una rosa affiancata da note calde, aromatiche e secchissime quali costus e timo, oltre ad un non meglio identificato "accordo animale" che si sviluppa lungo tutta la composizione.  A fianco alla rosa turca, MCG ha inserito la tenerezza delicata dell'osmanto e la fierezza del gelsomino, mentre vetiver e sandalo offrono a tutto il profumo un sostegno secco ed elegante. Io sento anche qualche nota speziata tipo lo zafferano e una pelle morbida, ma… forse non ci sono. A cucire tutto insieme, una sobria nota di ambra grigia. La fragranza risulta insolitamente secca e polverosa, come la pelle incartapecorita dell'elefante, e stranamente, resta delicata in tutte le fasi. L'elefante avrebbe potuto  essere collocato in una cristalleria -e allora avrebbe sfasciato qualsiasi cosa intorno a lui-  e invece è stato accomodato su un letto di rose, con un risultato esotico e molto interessante. E' un profumo alla rosa, sì, ma la nota di rosa è usata solo come contrappunto all'"accordo elefante". Non so perchè funzioni, ma è così: senza la nota delicata e quasi timida di rosa, l'"accordo elefante" risulterebbe chiuso, pesante, opaco. Invece, basta quella notina rosata per infondere leggerezza, delicatezza e -letteralmente- far volare l'elefante. 
Per me è un profumo pazzesco. Possiede una qualità terrena, primitiva, ed insieme sofisticata e vagamente snob, che amo alla follia.



Rrose Selavy è la più semplice delle tre rose, un profumo piuttosto lineare, composto da pochi elementi essenziali che si percepiscono dall'inizio alla fine. 
La protagonista è sempre la rosa, che però all'inizio viene quasi nascosta da una nota di menta che imprime alla fragranza una deliziosa direzione fresca, verde, umida che stranamente aumenta invece di diminuire mano a mano che passano i minuti. La menta lega poi la rosa ed un garofano elegante, con un risultato che quasi vira nel fougère. La coda del profumo resta mentolata e verde, suggerendo una rosa ancora in boccio, rugiadosa, verde, quasi pungente. Maschile? Femminile? A chi importa? Lo spirito ribelle e creativo di Marcel Duchamp, a cui è dedicata la fragranza -di cui Rrose Selavy è il doppio- non si faceva certo ingabbiare in un'etichetta di genere! 
Io suggerirei di provarla soprattutto se:
- non amate particolarmente questo fiore o lo trovate un po' troppo banale;
- siete di genere maschile;
- la vostra idea di freschezza non contempla necessariamente gli agrumi. 
Può darsi che questa interpretazione diversa da tutte le altre rose vi faccia cambiare idea.

2 commenti:

ADJIUMI ha detto...

Ciao Marika,
proprio in questi giorni ho indossato la Rrose Selavy, nella sua semplicità mi è piaciuta tanto, ho trovato tutto quello che doveva esserci, senza troppe divagazioni.
Una bella quantità di rosa già dalla testa, pare di aver sotto il naso un boccetto di OE alla rosa, di quelli buoni, con le sue sfumature verdastre, legnose e "carciofose". Tra i recenti alla rosa, mi capita questa sensazione solo con quella di Brecourt, che è stata nominata LA ROSA, nel 2014, dopo uno scontro all'ultimo sondaggio, tra i partecipanti di Adjiumi Facebook e Forum, purtroppo, tante altre rose, virano su strade che mi piacciono meno.
Con Rrose Selavy, sulla mia pelle, saltella anche un pepe freschissimo, che tiene sveglio il naso.
Concordo con te, Elephant & Roses e un nome bellissimo, è arrivato tra i finalisti nel 2015, nell'Adjiumi Awards, categoria, "miglior nome dato ad un profumo", per me è un po' lo Dzing! di casa nostra, all'italiana, ecco :-)
MC, con le rose, è une direttrice di orchestra fantastica, però adesso mi è venuta voglia di Exultat :-)

Marika Vecchiattini ha detto...

Ciao Cristian, in effetti per me Rrose Selavy è un esempio del minimalismo in profumeria: poche materie prime, ben orchestrate affinché tutte si sentano per quello che sono con tutte le loro sfumature, e non mezzo grammo di roba inutile o ridondante. Pungente, umida, verde… proprio una bella rosa! Eppoi, paragonare Elephant e Dzing! mi piace moltissimo, sai quanto adori Dzing, e il genere di secchezza animale, incartapecorita, direi, è proprio quello. Passano gli anni e continuiamo ad amare le stesse cose….