9 novembre 2016

Adjiumi, Perris e la Tuberosa


Sabato 6 novembre presso lo spazio Beauty Concept di Monza (FB qui) ho partecipato all'evento “Focus sulla tuberosa” che mi ha elettrizzata. 
E' stata una vera giornata “Tuberotica” (come Cristian -Adjiumi- l'ha prontamente battezzata), con decine e decine tra materie prime e profumi annusati e discussi.
Come prima cosa, ogni partecipante ha versato 10 euro che sono stati raccolti da Cristian e verranno donati ad una famiglia che ha perso la casa durante il sisma in Centro Italia. Anzi, la raccolta continuerà ancora per qualche giorno per permetterci di raccogliere qualche euro in più da donare (se ne avete voglia e possibilità vi invito ad associarvi -con una cifra anche minore di dieci euro: ognuno fa quel che può- contattando il Paypal mauriziagambacorta @ yahoo.it -ho messo gli spazi prima e dopo la @, voi toglieteli quando scrivete l'indirizzo).

Poi il padrone di casa dell'evento, Gian Luca Perris (fondatore di Perris Montecarlo, sito qui) ci ha invitati ad assaporare una fantastica assoluta di tuberosa, che ha sorpreso molti per il suo carattere cuoiato, secco, salato, affumicato, vagamente “speck”, a cui solo dopo venti minuti si avvicina una nota fiorita morbida e delicata, che parla di fiori con voce timida e suadente. Diversamente dalla distillazione in corrente di vapore, che raccoglie dal fiore soprattutto le note più leggere, volatili e fresche (cioè la parte fiorita), l'assoluta estrae il fiore nella sua interezza, anche con tutte le sue note calde e pesanti del fondo. Annusando l'assoluta di tuberosa si rimane sorpresi dal fatto che questo fiore sembri funzionare “al contrario” rispetto agli altri fiori: in genere si percepiscono per prime le note più gentili e fiorite, e solo dopo queste si approfondiscono, appesantiscono e diventano scure e indoliche. 
La tuberosa parte invece con le note più scure, cuoiate, fumose, per ingentilirsi col passare del tempo.

Abbiamo poi esplorato una serie di profumi alla tuberosa gentilmente offerti dagli Adjiumini presenti all'incontro (preziose ed amabilissime persone che con grande disinvoltura estraggono dallo zainetto una busta piena di fiori di osmanto essiccati, un introvabile Fracas anni '60 o una fragranza malese di cui non sapevi nulla ma che sembra appena stata creata per Nefertari ... beh è anche grazie a cose come questa, se la terra è un posto emozionante in cui vivere…). (per andare sull'Adjiumi Forum clicca qui)
Abbiamo esplorato per prime alcune tuberose composte qualche decennio fa tra cui:
Fracas di Piguet (1955, Germain Cellier per Robert Piguet), di cui abbiamo potuto confrontare una strepitosa versione vintage con quella moderna)
Michelle (Balenciaga)
Blonde (Versace)
Mahora (Guerlain)
Chloè
Tubereuse dell'Artisan Parfumeur, sia la prima versione che quella rinnovata.
Sul tavolo c'erano anche Giorgio Beverly Hills, Poison di Dior, Beautiful di E. Lauder ed altri...

In seguito ci siamo dedicati alle tuberose “moderne”, tra cui
Carnal Flower (F. Malle),
MAAI (Bogue)
L'Eau Scandaleuse (Anatole Lebreton) e altre che abbiamo annusato nel pomeriggio (la Criminelle di S. Lutens, Voyance di Baruti, l'Animale di Histoire de Parfums, Narcotic Venus di Nasomatto, poi quelle di Memo, La Cercle des Parfumeurs, Amouage, Mona di Orio ed altre).
Lo sniffo seriale ci ha reso evidente che il primo profumo famoso con la tuberosa come protagonista (Fracas) ha fissato uno standard che a lungo nessuno ha osato sfidare: da Fracas in poi, i profumi alla tuberosa dovevano essere sontuosamente fioriti, sonori, cremosi, seducenti, narcotici. In questi profumi la tuberosa è stata  quasi sempre associata ad altri fiori come la rosa, la neroli e gli altri fiori bianchi (come in Giorgio, Chloè, Mahora), ma anche a note fruttate (come in Tubereuse, Mahora) o metalliche, aldeidate (Michelle), proprio per esaltarne il carattere di estrema femminilità.
In realtà annusare l'assoluta permette di cogliere tutta l'essenza del fiore, ed in questo caso ci si rende subito conto che si tratta di un fiore molto più ricco e sfaccettato di com'è stato reso fino  ad inizio millennio. Finalmente, dopo quarant'anni di tuberose “femminili” qualche anno fa i compositori hanno iniziato ad approcciare questa nota in maniera diversa. Nacquero così Tubereuse Criminelle (1999, Lutens e Sheldrake per S. Lutens) una tuberosa insolitamente pungente e medicinale e Carnal Flower (2005, Dominique Ropion per Frederic Malle) che esplora il lato intensamente verde di questo fiore, seguite da altre tuberose sempre meno “addomesticate”, fino ad arrivare al selvaggio MAAI uscito l'anno scorso.
Queste tuberose "moderne" ci hanno costretti ad arricchire la nostra idea di tuberosa, portandola fuori dal concetto “femminilità spinta” per includere anche le note più intensamente verdi, affumicate e salate, che per molti evocano l'universo maschile. Vista così la tuberosa diventa un Tao, un'unione di opposti capace di contenere il tutto dentro di sé.
In ogni caso, è necessario rendere merito al duo Lutens/Sheldrake e a Malle/Ropion (autori rispettivamente della Criminelle e del Carnal Flower) che per primi hanno rotto uno schema e hanno parlato di questo fiore con una visione diversa, ispirando anche altri a fare lo stesso dopo di loro.


Ringrazio Cristian e Gian Luca Perris per avermi invitata a parlare con loro di questo fiore fantastico e dei profumi che ha ispirato: non vedo l'ora di organizzare altri focus di questo tipo!

1 commento:

ADJIUMI ha detto...

fare articoli alla Marika maniera ;-) sei adorabile, grazie per esserci stata e alla prossima giornata. Invito anche i tuoi lettori.