9 giugno 2007

Divine e L'Ame Soeur (Divine)

Ho letto su un forum americano di una piccola azienda brettone situata a Dinard, e siccome il nome Divine mi ha molto incuriosita sono andata sul loro sito. Gli ho scritto per vedere se potevano mandarmi qualche campione, visto che qui non si trovano, e mi hanno mandato un pacchettino con la loro produzione (5 fragranze) e un biglietto di ringraziamenti. Oltre alla gentilezza, quasi strana, in questo mondo, ho apprezzato moltissimo le fragranze. Mi sono innamorata di l'Ame Soeur, un fiorito aldeidato delicato, femminile, elegante, non è invadente ma si fa notare. Mi ha ricordato White Linen di Estèe Lauder, uno dei miei profumi preferiti di sempre, ma in versione francese. Cioè, come se il profumiere (Yann Vasnier) annusando White linen si fosse innamorato dell'idea di base e abbia pensato di svilupparne il filo in maniera più francese. Ci ha messo gelsomino, ylang ylang e ambra grigia (insieme ad una rosa Bulgara che però io sento appena appena, lievissima...). Il risultato secondo me è sorprendentemente carezzevole, e l'"asciugatura" è morbidissima e confortante.
Divine, la prima creazione della maison l'ho trovato molto trionfale, mi ricorda il color oro, fiori e spezie mischiati tra loro in gran quantità (e qualità). Un profumo "a strati", esuberante come una risata ad alta voce. Anche qui mi viene in mente un profumo americano (Giorgio Beverly Hills, un classico degli anni '90) ma reso raffinato, come "alleggerito" e reso "francese". Brillante. Non fa per me ma, cavolo, che bel profumo!
Diciamolo per non fraintenderci: dicendo che mi ricordano profumi americani migliorati, non voglio sminuire, anzi: trarre ispirazione da un grande classico commerciale, stravolgerlo e migliorarlo tanto da portarlo ad un livello più alto, da trasformarlo in vera arte, è un atto creativo altissimo (oltre che una dichiarazione d’amore).

In attesa di annusare l'ultimo Divine in uscita: L'Inspiratrice.

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