9 giugno 2007

Insolence (Guerlain, 2006)



Dopo le innumerevoli Acque Allegorie, L’Instant, Champs Elysées, avevo paura che anche questo fosse una delusione, invece mi è piaciuto. E’ vero, somiglia ad Apres l'ondèe, anzi è come se lo citasse -anche in maniera molto riconoscibile- ma nel contempo lo "aggiornasse" rendendolo più accattivante, ma non in senso esclusivamente commerciale: voglio dire accattivante per il nostro naso da 21esimo secolo. Mi sono sentita un pò ignorante, perchè questo andamento "a spirale" di cui si è parlato non l'ho riconosciuto. Semplicemente, tutte le note si sentono dall'inizio alla fine, in alternanza, e non c'è una vera e propria evoluzione della fragranza in senso stretto. Qualcuno potrebbe trovarlo un pò banale o confuso per questo, diciamo poco sviluppato, ma l'accordo è davvero buono, e il fatto che dopo due-tre ore sia sempre lì, sempre uguale, solo un pò più "caldo", a me non è dispiaciuto per niente. Ha una violetta brillante, lamponi, e la sobrietà dell'iris. Un bellissimo insieme, E molto persistente. E' il nome che è sbagliato. Trovo che non c'entri assolutamente niente con la fragranza. Un pò come se il profumo nascesse da un'emozione, e il nome da un'esigenza commerciale. Secondo me hanno fatto la solita ricerca di marketing per studiarsi la fetta di mercato in cui lanciare il nuovo prodotto (probabilmente un segmento nuovo, secondo me aperto qualche anno fa dalle varie acque e acquette. Io credo che, avendo funzionato soprattutto su un pubblico giovane, avranno dato motivo di allargare il business verso le figlie di quelle signore che si comprano da anni i Guerlain, e quindi hanno creato un prodotto apposta per loro), hanno studiato il nome adatto a colpire l'immaginario del mercato scelto, hanno chiamato una testimonial in cui il target si può riconoscere e poi... hanno creato la fragranza. Solo che chi ha creato la fragranza forse ha fatto qualcosa di diverso e di megliodi quanto previsto. La testimonial (Hilary Swank attrice coi guantoni in “Million dollar baby”) è una brava attrice, e credo che a modo suo sia anche bella. Ma io me io me la immagino sul ring, e in quella foto hanno fatto l'impossibile per renderla più lontana possibile dall’idea evocata dal profumo. Se seguissi le campagne pubblicitarie per immaginare che tipo di donna voglio essere, certo non comprerei quel profumo. Se volessi sentirmi dolce e femminile e sensuale come una Dea comprerei Chance di Chanel, che sta facendo una pubblicità meravigliosa, sensuale e fiorita, se invece mi sentissi una pitonessa selvaggia e irresistibile mi comprerei un profumo di Cavalli ... non so, dipende da come vorrei sentirmi. Ma di sicuro non vorrei sentirmi come Hillary Swank in quella foto. Androgina? Confusa? Malata? Intellettuale? Assente? Insomma, in ogni caso, profumo e pubblicità, qui, non s’incontrano.
Mi piacerebbe tanto sapere due cose:
1 come sta vendendo questo profumo
2 che faccia hanno fatto in Guerlain quando, dopo aver speso soldi e tempo a studiare il marketing, Maurice Roucel gli ha prodotto questo profumo. Meglio di tutto quello che è stato prodotto negli ultimi anni, certo, ma … ADESSO CHE FACCIAMO?

Io ho pensato che me ne frego e mi godo questa bella violetta leggera e brillante.

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