12 giugno 2007

Profumare i vestiti?

...dipende da come reagisce il profumo e dalla concentrazione che stiamo usando.
Dopo un paio di volte in genere si riesce a capire come si evolve una certa fragranza: scoprirete che molti profumi sui tessuti muoiono, ma se li metti a pelle, il calore umano li scalda, donandogli vita e colore,invece molti altri danno il meglio sui vestiti, mentre sulla pelle tendono ad assottigliarsi troppo velocemente.

Diciamo che avete deciso di profumarvi usando i vestiti anziché la pelle, perché avete una pelle delicatissima, perché è estate o perché un certo profumo dà il meglio sulla stoffa.
Intanto non spruzzate mai troppo vicini all’oggetto, non volete che si inzuppi, solo che prenda un aroma piacevole. E siccome sui vestiti gli odori tendono a fissarsi molto a lungo, almeno non rischierete che sul vostro pullover preferito resti x tutto l’inverno un certo profumo, che oltre a sovrapporsi agli altri profumi che indosserete via via, vi potrebbe costringere a ripetuti lavaggi.
Spruzzate sui polsini di una camicia, sempre sull’interno, o sull’orlo di una gonna: il calore farà “sollevare” le molecole odorose fino al vostro naso. O ancora, provate con la fodera interna di una giacca, con un foulard, o con l’interno della borsetta.
Monsieur potrà spruzzare il fazzoletto da taschino, ovviamente.
Tutti i luoghi che la fantasia vi suggerisce si possono profumare, ma con alcuni accorgimenti. Attenzione quando indossate indumenti bianchi perché il profumo tende ad ingiallirli; quindi spruzzate sempre all’interno.
Evitare sulle pellicce (ed evitate proprio le pellicce!) e sulle giacche di pelle in generale, non solo perché rischiate delle brutte macchie ma anche perché il profumo potrebbe “virare” e prendere sfumature sgradevoli.
Lo chiffon e la seta sono delicatissimi: se non volete correre rischi, evitate.
Inoltre, se il profumo viene a contatto con i vostri orecchini/collane/bracciali d’oro niente paura, ma se indossate perle, giade, turchesi e coralli, sappiate che queste gioie non amano il contatto con l’alcool, che le rende ruvide, porose e quindi opache e meno belle.



Foto: museo Piraino

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