10 ottobre 2007

Visita all'Officina Profumo Farmaceutica S. Maria Novella


Non sapevo bene cosa immaginarmi, dell’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella; avevo letto una serie di note storiche, avevo visto delle foto, uso alcuni dei loro prodotti (compreso un fantastico aceto da toletta alla verbena per l’ultimo risciacquo dei capelli e le mitiche cartine profumate al benzoino da bruciare per purificare l’ambiente, che non mi mancano mai -ne ho una specie di dipendenza), ma non ero preparata all’atmosfera che si respira in una bottega che esiste da più di 700 anni, con i suoi marmi preziosi, i grandi, antichi armadi di legno e vetro pieni di boccette misteriose, il tappeto rosso sui pavimenti lucidissimi, i soffitti affrescati…l’atmosfera, pur accogliente, è di silenziosa ammirazione e tutti parlano sottovoce. Quelli che parlano. Perché c’è talmente tanto da vedere, che per la prima mezz’ora si rimane a bocca aperta e in religioso silenzio, e solo dopo aver esplorato le decine di flaconi, mazzetti di radici, strumenti antichi per la distillazione, scatoline per balsami, vasi per la raccolta delle tinture, e tutto il resto, ti viene in mente che sei soprattutto in un luogo dove i profumi si vendono.
Nella prima sala si trovano le fragranze per la persona e gli articoli per la cura e l'igiene, e c'è un aroma antico e fermo, di cera per lucidare il legno ed erbe essiccate, che fa quasi girare la testa. C'è un grande bancone con tre ragazze gentili che parlano tutte le lingue, e meno male perchè nel "negozio" (lo metto tra virgolette perchè mi sembra riduttivo parlare solo di negozio, o di museo... c'è la storia, lì dentro), oltre a noi e ad una coppia di italiani, c'erano una coppia di americani, alcuni giapponesi e un gruppo di spagnoli.
Devo dire che non vado pazza per le Fragranze di SMN, non sono esattamente il mio genere, ma mi è rimasta una gran voglia di provare gli estratti tripli (Ambra, Gelsomino, Violetta e Lillà soprattutto), racchiusi in minuscoli flaconcini che mi hanno fatta sbavare. Nella seconda stanza gli articoli per la casa, con le borsine piene di pot pourri, le essenze per l'ambiente, le candele profumate, i bruciaincensi e tutte le altre cosine inutili e preziosissime, capaci di alzare la nostra qualità di vita a livelli altissimi. Nella terza sala non ho capito bene cosa si vende (forse le erbe officinali essiccate?), perchè ho passato tutto il tempo ad ammirare le vetrine piene di articoli di profumeria vecchi centinaia di anni, che mi hanno affascinata moltissimo. E' un pezzetto di storia dell'arte profumiera che racconta tentativi ed errori, una manualità affinata in centinaia di anni ed una sapienza antica come l'uomo, un patrimonio che oggi si dà un pò per scontato, o che si rischia di bollare come "vecchio", mentre è alla base di molti gesti che facciamo quotidianamente e di molte delle abitudini che abbiamo. Ci avrei passato una giornata, sarebbe stato bello farsi aprire gli armadi e farsi raccontare per bene l'uso e la storia di ogni oggetto. Ma noi non avevamo abbastanza tempo nemmeno per provare tutto quello che valeva la pena provare, così dopo una ventina di minuti siamo uscite, con una gran voglia di tornarci al più presto.


Se volete leggere anche il racconto di Diakranis, cliccate qui: http://adjiumi.forumfree.net/?t=20623890

2 commenti:

Diakranis ha detto...

si, nella terza stanza c'erano erbe essiccate e tutti gli "integratori" di vecchio stile...

:-)

un esperienza unica..

l'ho già messa in conto.. quando visiterò per bene firenze mi tengo una giornata intera per lo shopping..
una mattina solo per santa maria novella.. mi farò dire tuuuuuttttto!!!!!!
quando uscirò le commesse dovranno odiarmi tanto le avrò fatte parlare!!!!!!!!

:-)

manrico ha detto...

Mi sto ancora mangiando le mani. Sono stata di recente a Firenze, e non ho trovato questo incantevole posto ....che rabbia!!!
Mara.