6 aprile 2010

Esxence - Incontro con L'Osmothéque (3)

Le ultime due fragranze esplorate con la guida di Patricia de Nicolai sono state Nuit de Noel (1922), Ernest Daltroff per Caron e Iris Gris, di Vincent Roubert per Jacques Fath. La prima conteneva una specialità "Mousse de Saxe" (una specialità di De Laire un laboratorio di materie prime a Parigi) e una molecola sintetica che venne usata spesso nei decenni seguenti, l'isobutilchinoleina dai risvolti cuoiati e fumosi.
Del secondo colpisce la qualità superba di Iris fiorentino; oggi nessun profumo potrebbe più contenere una tale concentrazione di iris perchè, a 60mila euro al kg, nessuno se lo potrebbe permettere. E la gentilezza di questo profumo ha emozionato la mia amica Lady in Black, una persone fornita di un bagaglio profumato veramente eccezionale; l’ha emozionata così tanto che sono uscite due lacrime… mi sono sentita fortunata ad essere lì con lei perché so cosa significa provare un’emozione così.

Madame De Nicolai ha poi risposto ad alcune domande, focalizzate principalmente sulle materie prime naturali e le restrizioni a cui oggi vengono sottoposte. Io le avrei dato un bacio in fronte: se alcune cose che qui diciamo spesso, le dice anche lei con tutto il peso della sua esperienza e della sua azienda, dall'alto del suo nome e del suo lignaggio (lei è di famiglia Guerlain), acquistano ulteriore peso! La sua opinione è che proteggere la salute dei consumatori è fondamentale, e per fare questo servono delle line guida chiare, ma oggi la legislazione rischia di andare troppo oltre: sembra che usare profumo possa rivelarsi un'abitudine mortale! Eppure finora nessuno è mai morto di profumo, tant'è vero che dopo alcuni decenni passati in laboratorio a maneggiare olii essenziali, lei è ancora viva e vegeta! ;-)) Non si può proteggere tutti da tutto, e forse sarebbe più sensato dedicare più attenzione a quello che portiamo in tavola e della qualità dell'aria che respiriamo, tanto per cominciare.
Ringrazio ancora Mme de Nicolai per averci permesso di fare questo straordinario viaggio lungo due secoli di arte profumata. E ringrazio anche gli organizzatori di Esxence che l'hanno fortemente voluta in Italia. Imparare i grandi classici è l'unico modo per farsi un'idea globale della profumeria moderna. Allargare la cultura intorno alle fragranze, ampliare il discorso includendo anche i classici, permette al gusto delle persone di raffinarsi, di imparare le differenze e alla fine, porta buoni risultati per tutti.

6 commenti:

Détour des Sens ha detto...

buongiorno,
mi fa molto piacere di leggere qual cosa a proposito di Iris Gris perche cuando lo scopperto a una conferenza da l'Osmothèque, mi a fato piangere e lo sento ogni tanto nel libretto dove o guardato la "mouillete" e solo il ricordo mi fa piangere.
grazie per il tuo blog, non scrivo bene l'italiano ma leggere e un vero piaccere.
Sylvie

ADJIUMI ha detto...

Ho capito bene o la Mousse de Saxe è a tutti gli effetti un marchio PG? Nel corso degli anni nessuno ha mai pensato di depositare questa cosa.

PG ha usato la molecola nel suo ultimo profumo....

Camilla ha detto...

Come ti scrivevo l'altro giorno, la scoperta dell'osmothèque per me è stata una rivelazione: moltissimi profumi mi hanno colpito per la loro "modernità" e bellezza.
Iris Gris all'inizio mi era parso un profumo molto bello, di gran lusso, ma non avendo sentitio subito la famosa e geniale nota di pesca ero rimasta un po' delusa...Un grande iris soliflore e basta?
Un'oretta dopo, su mouillette la pesca era quasi impercettibile, ma i suoi effetti erano di una devastante bellezza: era come se il frutto avesse prestato la cosistenza vellutata, fresca e calda della sua buccia all'iris, che da malinconica radice un po' terrosa si illuminava di una bellezza sontuosa e senza pari.
Penso che sia stata la scoperta più sorprendente che abbia fatto in questi ultimi anni in campo profumi. Che dire, meno male che avevo conservato la mouillette, altrimenti mi sarei persa la metamorfosi!!!

marzipan ha detto...

Io l'Osmothèque con voi l'ho persa, ma mi sono rifatta il giorno dopo. Io e Sabricat abbiamo satanassato la signorina per più di un'ora. Ho un taccuino gonfio come un tacchino di mouillettes. Che gioia!

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Detour des Senses, ciao e benvenuta! Sì, hai ragione, Iris Gris è un profumo magico, riesce a provocare lacrime di commozione in chi lo annusa! Il tuo italiano si capisce, non ti preoccupare! :-)
Ciao Adj! La mousse de saxe è una nota naturale, è un tipo di muschio vegetale dagli accenti legnosi. Il più famoso produttore di questo composto fu De Laire, ma è una nota usata a tutt'oggi.

Camilla, come hai ragione! I profumi vintage non sono in niente retrò, anzi, sono modernissimi, scintillanti e molto, molto articolati! In effetti noi non siamo più abituati ad una tale ricchezza di note e ad una tale durata (le mouillettes intinte due settimane fa le sento ancora oggi), per questo ci sembrano straordinari! Questa durata meravigliosa è data dalle note di fondo naturali, che continuano a modificare il profumo nel tempo in maniera ben percettibile. Sono talmente belli che non ci si crede...

Ciao Marzipan, sì avevo capito che sareste andate a fare una scorpacciata... cosa ti è piaciuto in particolare? Io adoro lo Chypre e l'Ambre Antique di Coty...

marzipan ha detto...

Oh, abbiamo fatto dei minipercorsi: uno tra le colonie e uno tra i mughetti, poi siamo andate saltabeccando. I Coty, l'Origane, Chypre, la Rose Jacqueminot, Emeraude (ahhhh), Ambre Antique. I Caron, Narcisse Noir, Tabac blond (colpita al cuore), Fleurs de Rocaille. E ancora Bois des Iles Chanel e Vent vert Balmain, Fracas di Piguet, Quelques Fleurs di Houbigant, e la sorpresa, Dandy d'Orsay.
Nonostante tutto ho ancora l'impressione di avere solo sfiorato la superficie.