30 giugno 2010

L'Eau Serge Lutens (Serge Lutens, 2010)

Oggi pomeriggio ero in giro con Anna e abbiamo deciso di fare un giretto in profumeria. Così ho potuto riprovare l’Eau Serge Lutens, di nuovo sulla pelle. E’ una fragranza dominata dalle note fresche e metalliche delle aldeidi, da diversi tipi di muschio bianco e dalle note secche ed ozoniche di alcune molecole del tipo “nuova freschezza” (sapete quelle che non si possono chiamare “detersivo” perché fa brutto? Ecco, quelle. Ma in ogni caso suggeriscono un’idea, quindi non ci trovo niente di sconveniente nell’usarle, se si è in grado di garantirgli dignità, come in questo caso). Insomma, chiamatele un po’ come volete: sono tutte lì e scintillano come raggi di sole sulla neve. Prima di continuare a leggere, però, vi suggerisco di dare un'occhiata alla videopresentazione del profumo.
A me l'insieme di queste note (aldeidi, muschi bianchi, note ozoniche e nuova freschezza) hanno fatto venire in mente quegli sbiancanti ottici che si mettono nei detersivi. Il bucato risulta sì pulito, ma la sensazione di “superbianco immacolato” è solo l’illusione ottica derivante dalla rifrazione della luce sui tessuti coperti da microscaglie di questi sbiancanti. Ecco, questo profumo non è solo fresco-pulito, ma anche bianco-immacolato. Dopotutto, "Sentirsi puliti è il vero lusso", dice il video. Io l'ho trovato un profumo convincenete e perfettamente riuscito.
Qualcuno ha scritto che è così scintillante e pulito che non sembra nemmeno un Lutens. Io la penso diversamente: semmai mi pare il più Lutens di tutti! Caratteristica fondamentale del Maestro, infatti, è quella di concepire le sue fragranze in maniera estremamente personale, e questo significa che spesso sono, appunto,  fragranze“estreme”. Penso a Filles en Aiguilles, ad Arabie, a Tubereuse Criminelle… sono idee, concetti portati all’estremo, frutto del suo gusto estetico particolarmente raffinato. Bene, qui il concetto è lo stesso, solo che invece di estremizzare l’idea dell’Arabia, della Macchia Mediterranea, o di altre sensazioni, questa volta ha voluto esplodere il concetto di fresco-pulito, e lo ha trattato in maniera eccezionale, da par suo: se deve essere fresco-pulito, deve avere la compattezza dell'acciao e deve brillare come nessun'altro mai. Le sue amatissime note speziate, quindi, sono state eliminate perchè del tutto inutili.

Purtroppo, dopo un'ora la mia pelle lo trasforma in qualcosa di acido, nervoso, irritante e quindi non fa assolutamente per me. Ma immagino che su altre pelli possa risultare molto suggestivo.

12 commenti:

cavoliamerenda ha detto...

Sono ore che leggo il tuo blog affascinata e sollevata, come quando le nebbie si dipanano o i pezzi di un puzzle a lungo inseguiti trovano il loro posto.. come si entra nel vostro magico mondo?

Io sono un'appassionata di cucina, che non mi sembra troppo diverso tutto sommato: la qualità degli ingredienti che si scelgono, la potenza di un abbinamento evocativo, l'esperienza sensuale delle consistenze...

E qui trovo un mondo parallelo, affascinante, da esplorare...
Io non so niente di profumi, se non che spesso mi sembrano troppo simili, troppo pungenti e non ne trovo mai uno che mi vada di portare(mi riferisco a quelli che si trovano comunemente in giro ovviamente...)

Delle (poche) cose che ho annusato mi piace l'acqua di Parma e quella bella linea che non ho idea di come si chiami "fico di Amalfi" su di me e "cipresso di Toscana" su di lui, passerei ore all'officina di Santa Maria Novella ad annusare tutto e amo i tè... ho speranze di imparare ad amare questo mondo dei profumi?

Da dove si comincia? =)
Quali sono i must sniff della profumeria commerciale da imparare a conoscere?
E quali sono i posti da frequentare per queste sniffing experiences?
Lo chiedo perché la maggior parte dei profumi che citate non credo di averli mai visti in una profumeria "qualsiasi"...

Ho davvero esagerato con le domande è che i complimenti mi sentivo un po' a disagio a farteli nella mia posizione di perfetta pivellina... Però sono, com'è ovvio, d'obbligo!

Chiara

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ciao Cavoliamerenda! Scoprirai presto che chi frequenta questi luoghi, oltre ad annusare con gusto, di solito mangia (e beve) molto bene! Che siano qualità preziose di tè, cioccolati rari, una cucina raffinata, vino e liquori pregiati, qui è tutto un godere. Perchè chi, accanto agli stimoli visivi e uditivi, sceglie di esplorare anche il gusto, prima o poi casca anche nell'olfatto, e viceversa. Questi due sensi partecipano uno dell'altro: parte delle sensazioni gustative nascono nella cavità tra il palato e il naso, che è quella che sovrintende all'olfatto.
Per quanto riguarda l'entrare in questo mondo... beh benvenuta, ci sei già entrata! Mi par di capire che sei fiorentina, se vuoi ti posso dare qualche indirizzo dove trovare un pò di cose buone da annusare. I profumi selettivi, o di nicchia, nascono da logiche non strettamente legate al mercato, hanno più a che vedere con la creatività, l'artigianato, e a volte anche l'arte. Per cui quando si inizia a cercarli e a provarli, si resta un pò basiti dalla capacità di farci provare emozioni anche piuttosto forti. Ci vuole un pò per abituarsi al fatto che il profumo non è quella roba tutta uguale che ci propinano i grandi magazzini. E all'inizio la voglia di provare tutto diventa compulsione. Qui qualcuno, se ne ha voglia, potrebbe raccontartene di tutti i colori!
Santa Maria Novella è un buon punto da cui partire per eplorare: fatti dare la loro lista e chiedi di sentire le tre-quattro cose che colpiscono la tua fantasia. Scrivi sulla cartina il nome di quello che stai annusando e portati un quadernetto sui cui annotare le note che riconosci e le associazioni mentali che ti vengono fuori. Prendi nota di come la fragranza cambia nel tempo e come. Quanto dura? "Spara" forte o è delicata? Eppoi: questa caratteristica cambia nel tempo? Scrivi tutto, e torna a ritestare le stesse cose a distanza di tempo: vedrai come, allenando il naso, si ampliano le tue percezioni!

A settembre ci vedremo a Firenze per PittiFragranze, che è un evento da non perdere. Per il resto fatti viva, raccontaci le tue eplorazioni, chiedi quello che non ti torna, non aver timore o vergogna, qui troverai molte persone in gamba che ti potranno dare una mano ad allargare sempre più i tuoi orizzonti.
Aprire la vita alle gioie del profumo significa vivere più intensamente!

ps
per i "must sniff" della profumeria commerciale ti devo compilare un minimo di lista... che potrebbe restare per tutti. Farò un post apposito!

cavoliamerenda ha detto...

ma grazie di questo caloroso benvenuto! non vedo l'ora di iniziare ad annusare in quest'ottica nuova (che poi non è troppo diversa da quella con cui affronto il cibo o il tè...)

Pitti fragranze?! Mi vergogno a dirlo ma... non ne avevo mai sentito parlare!
Allora verrò!

Aspetto curiosa di leggere il post sui must sniff allora, sono sicura che sarà interessantissimo...
Grazie ancora!
Chiara

Anonimo ha detto...

Che dire della Eau di Serge Lutens? L'avevo sentita tempo fa e ora dopo il tuo post son passato a risentirla: in poche parole citando una vecchia reclame "Serge, più bianco non si può". Su di me non tende a diventare acre, anzi, quasi fastidiosamente clean e dolciastra, un po come quegli ammorbidentoni tipo freschezza in fiore. Sorry, not my cup of tea Serge.

Benvenuta invece a cavoliamerenda, bel nick. Il mio consiglio è quello di essere sempre curiosa e di dar retta al tuo naso. Una buona partenza sono i grandi classici Guerlain, Patou, Chanel, Balmain etc. ancora ventuti nelle profumerie: è pur vero che sono stati ampiamente rimaneggiati rispetto agli originali, ma molto sono entrati talmente di diritto nel patrimonio olfattivo dell'umanità da costituire veri e propri archetipi.

Magnifiscent

Anonimo ha detto...

brava, hai messo proprio il dito nella piaga, B&B: l'Eau dopo un po' tende a virare all'acido anche sulla mia pelle. Sulla mia, sulla tua, sulla pelle di chi ancora? proprio per questo non si può dire che sia davvero riuscito. -prisca-

gretel ha detto...

le intenzioni ben argomentate di colui che ha pensato a questo profumo corrispondono in modo netto alle mie impressioni. Quello che arriva di L'eau al primo sniffo è proprio il pulito nitido e squillante ottenuto da detersivi di classe, non da sottomarca da discount. Io non amo il genere clean forever, fatico a dividere gli spazi con chi indossa il muschio bianco quindi non sono invogliata all'acquisto ma sono sempre più felicemente stupita di come Lutens riesca a "piegare" le materie prime e la composizione per inseguire in modo preciso e comprensibile la sua idea. I suoi profumi potranno essere odiati o amati, così oscuri e complessi, ma vi è qualcosa di profondamente originale e unico in ogni sua creazione, così cerebrale, poco spontaneo eppure sempre pieno di sorprese.

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Brava Gretel, hai espresso con il verbo migliore che potessi trovare quel che avevo in mente. "Piegare" le materie prime è una definizione che mi piace tantissimo, almeno applicata al Maestro. Perchè c'è anche chi nel comporre si lascia guidare dalla bellezza delle materie prime (Giacobetti), chi ne onora la concretezza (Mona di Orio), le sa rispettare (James Heeley), le esalta al loro meglio (Ellena), sa farle "parlare" (Duchaufeur, Polge), chi le sa sedurre (Villoresi, Vero Kern) e via discorrendo, ma il verbo "piegare" secondo me si associa solo al lavoro del dinamico duo Lutens/Sheldrake. Ed in effetti, i loro lavori sono molto intellettuali.

Prisca, posso parlare almeno di un'altra pelle: quella di AnnaMaria (e siamo a tre!).

Magnifiscent, neither mine!

Bigklaus ha detto...

Che bel posto ho trovato!! Sono lusingato di poter inserire un post senza un test d'ingresso anche solo a true/false. Sono un artigiano di Verona appassionato del suo lavoro, in estate produco gelati molto artigianali e in inverno progetto e costruisco praline in cioccolato.

Sono quello che le profumerie reputano un discreto cliente, perchè raramente esco senza aver strisciato dopo aver sniffato anche i fondi di caffè...

Per i profumi vado a naso, non ho scuola, o formazioni particolari, ma ne ho molti e li abbino all'umore della giornata, alla temperatura esterna, al colore dei vestiti, alla gente che devo incontrare, o a un ricordo.

Volevo sottoporre a un vostro giudizio una fragranza che ho da poco trovato in un negozio di abbigliamento che occasionalmente frequento. Si tratta di Cathusia. I miei genitori in vacanza più di vennt'anni fa ad Amalfi, Ischia e Sorrento mi portarono una lavanda azzurrina che mi faceva sentire un pò più di me stesso quando la indossavo, perchè mi sembrava a ventanni, di spruzzarmi la saggezza dei nonni.
Di contro mi spiaceva usarla perchè non sapevo dove ritrovarla se non a Capri e dintorni.

CORALLIUM di Cathusia, se invece non è degna di nota fate finta che non abbia scritto nulla.

All the best!
Bigklaus

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ciao Bigkalus e ben arrivato! Sai che l'idea di fare una specie di test d'ingresso a chi vuol scrivere un commento mi ha fatto ridere? Non siamo mica sul sito della NASA!!! Qui si sta comodi comodi, rilassati, possibilmente con un bicchiere in mano colmo di quel che ci piace (un tè raro, preziosi liquori, basta anche un semplice caffè), a discorrere di un tipo di arte che ci fa vibrare: la profumeria. Complimenti per il tuo bellissimo lavoro, che ti qualifica immediatamente come "uno di noi", cioè uno di quelli che non privilegiano necessariamente la vista o l'udito, ma sono aperti anche agli altri sensi, e vivono "a 360°".
Di Carthusia conosco bene Ligiea (La Sirena) e qualche altro, ma purtroppo non Corallium. Vediamo se c'è qualcuno che lo conosce... scrivi un commento sull'ultimo post, così sei sicuro che tutti lo leggano.
In ogni caso, usala liberamente: Carthusia è distribuito un pò in tutta Italia.

ps
"Farmi sentire un pò più di me stesso" è una definizione eccezionale del potere che il profumo ha!

Bigklaus ha detto...

Grazie mille dell'ospitalità, sto seguendo anche un'asta su ebay per un SAGAMORE di Lancome che non trovavo più da molto tempo in profumeria.Qualcuno lo conosce? o sa come è costruita la piramide al fine di trovare una fregranza simile magari prodotta da qualche altra maison meno legata ai grandi numeri e rispettivi profitti.

All the best!
Bigklaus

bigklaus ha detto...

Ieri mattina a seguito di un post letto qui, mi sono concesso un capriccio, sono entrato in profumeria e mi sono regalato Timbuktu.
Volevo dirvelo, avevo bisogno di dirvelo perchè so che voi mi capite anche se c'è poco da capire.

E da ieri sera mi sento ricco di ogni stella in cielo, le ragazze con cui lavoro mi hanno chiesto che profumo è, dove l'ho trovato,quanto costa, come si chiama...

Io sorridevo e annuivo ma non parlavo, è sempre così difficile dividere la propria ricchezza....
Non si è mai visto un aquila curarsi del volo di un passero...

Grazie di tutto

Bigklaus

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ciao Bigklaus, e scusa la mia assenza ma l'agosto è sempre un bel periodo di pausa e riflessione per me... come se il nuovo anno iniziasse a settembre, non a gennaio e io ne dovessi approfittare per prepararmi.
Per Timbuktu che ti devo dire... BRAVO!!! è una fragranza semplicemente eccezionale, di un giovane talento che sta dando un contributo eccezionale alla qualità delle nostre vite (sbav, sbav). Io l'adoro e qui ha moltissimi estimatori.
Ma lo sai che ci sono molte persone che alla domanda: "che profumo indossi?" rispondono cose tipo:"Mah è un campione che mi hanno regalato", oppure "Un profumo alle spezie, non mi ricordo come si chiama" per non rivelare la fragranza e doverla quindi condividere?

Per quanto riguarda Sagamore è un grande classico, un boscoso di patchouli, sandalo e vetiver molto sofisticato; è senz'altro una fragranza da conoscere, nei negozi dove hanno rimasugli magari la trovi, online va sui 150 euro.
Se non riesci a trovarla puoi provare Tam Dao di Diptyque, Feminitè du Bois di Shiseido/Serge Lutens, Comme des Garcons 2.
Fammi sapere com'è andata ok?
E scrivimi sull'ultimo post pubblicato, almeno ti leggono anche gli altri!
A presto! :-)