3 novembre 2010

Ottone e Porcellana (Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella)

L’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella ha deciso di iniziare già da quest’anno i festeggiamenti per il suo quarto centenario (è stata fondata nel 1612) con le due nuove Colonie “Ottone” e “Porcellana”. Quarto centenario. A me fa impressione anche solo scriverlo: non ci sono altre aziende profumiere –in tutto il mondo- che possano vantare una storia così lunga. E anche più lunga, in realtà, perché alcuni tipi di lavorazioni legate alle erbe e alla loro preparazione aveva preso avvio già qualche secolo prima.
I nomi “Ottone” e “Porcellana” sono stati scelti perché richiamano le manifatture tipiche di alcuni Paesi con cui, già nel XVIII secolo, l’Officina aveva dei contatti commerciali: Ottone ricorda il nord Europa, mentre il nome Porcellana è un omaggio all’Estremo Oriente.
Sono colonie luminose e leggere, che piaceranno a chi nel profumo cerca soprattutto discrezione e “spinta”.
Delle due, Porcellana è quella che risulta più immediatamente piacevole: si apre con delle delicate note di fiori bianchi, ma quello che caratterizza la fragranza è il cuore, dove l’anice stellato e il cardamomo (due spezie “fredde”) affiancano una nota di mandorla amara, dando vita a sensazioni piacevolmente contrastanti: delicatamente cipriate e gourmand da un lato, speziate e pungentine dall’altro. Avverto anche una nota ozonica che immerge la fragranza in una miriade di spruzzi d’onda. Il risultato è avvolgente, poudrèe, romantico, l’ideale per il periodo invernale perché suggerisce confort e calore, ma lo vedo benissimo anche in primavera, perché essendo una Colonia, non cade nel “troppo”.
Però io ho preferito Ottone, perché ha un genere di fascino senza tempo, inscalfibile dalle mode.
Delle due, è quella che si può definire come più “maschile”, per via di note verdi e vigorose: la composizione si apre con agrumi amari (bergamotto e petitgrain), affiancati da note secche e aromatiche come l’origano, speziate come la cannella, i chiodi di garofano e il pepe rosa. Colpisce piacevolmente il fondo, in cui spicca un bel legno di cedro e un incenso molto austero. Io ho sentito anche una lieve nota cuoiata che aggiunge severità e rigore. L’insieme è amaro e luminoso, secco, sofisticato. Si tratta di una Colonia, quindi con una percentuale di essenza piuttosto bassa, che rende la composizione leggera e non invadente: la stessa composizione, in una percentuale maggiore mi avrebbe dato grandissima soddisfazione, lo sapete che io non sono tipo da Colonie. Ma qui la classe c’è, e se dev'essere Colonia, allora Colonia sia.
Se avete un papà di solidi gusti classici (classici ma non rètro, perché qui di rètro non c’è proprio niente: l’impianto delle due Colonie è volutamente moderno), un fidanzato/marito che veste sartoriale, o una fidanzata/moglie dal carattere deciso, questo potrebbe essere un bel regalo.

L’ideatore delle due fragranze è Eugenio Alphandery, direttore e contitolare dell’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella (qui il sito), che ha creato anche le bottiglie, realizzate in serie limitata e numerate a mano.
Happy Birthday!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

sicuramente da provare!
si può sapere il prezzo?

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ciao anonimo, intorno ai 120-130 euro (100ml).

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Mi correggo per precisione: 170 euro.