9 giugno 2011

Christopher Sheldrake: un naso avanti agli altri/Christopher Sheldrake: a nose ahead of the rest

Il quotidiano Sidney Morning Herald ieri ha pubblicato un'intervista a Christopher Sheldrake, geniale artista della profumeria, a lungo collaboratore di Serge Lutens e ora di Jacques Polge (Chanel), con cui sta per lanciare una rivisitazione dello storico N.19.
Per leggere l'intervista cliccate qui  (è in inglese, ma se cliccate qui sotto, sul tasto "LEGGI TUTTO IL POST" troverete la traduzione in italiano).

Yesterday's Sidney Morning Herald featured an interview with perfumery artist Christopher Sheldrake, who'd collaborated with Serge Lutens for years, and now works with Jacques Polge (Chanel) with whom has just created a modern version of N.19. Click here to read the interview!

Grazie a/Thanks to Now Smell This 


Christopher Sheldrake è stato a Sydney la scorsa settimana per parlare della riedizione di un classico Chanel, il N.19 (1971), un profumo verde, elegante che riflette il mood di quel periodo. "La tecnologia moderna tratta gli ingredienti naturali in modo più gentile; oggi è possibile estrarre solo la parte che ha un buon profumo senza utilizzare l'ingrediente per intero, cioè con tutte le sue componenti anche "sgradevoli". Se tutti i profumi fossero ancora oggi costruiti solo con olii interi sarebbero piuttosto ingombranti! Oggi il profumo presenta una migliore "definizione". Il N.19 di Chanel è stato creato in un contesto sociale meno pulito di quello di oggi. La gente era meno pulita, l'aria era meno pulita, c'erano pellicce, pipe, sigari... certe fragranze di allora,oggi non piacerebbero più perché troppo secche o animali o opache, pesanti". "Negli anni '70 abbiamo visto l'emancipazione femminile; il N.19 non era ovviamente appropriato per una ragazzina, ma era certamente femminile, adatto ad una donna in pantaloni lunghi che passa per strada lasciando una scia".
Sheldrake avrebbe voluto fare l'architetto, ma suo padre lo spinse ad imparare una lingua europea prima di iniziare gli studi di architettura, così Sheldrake fece un tirocinio di tre mesi presso Charabot: ''Insegnavo un po 'di inglese ai profumieri e un profumiere in pensione mi insegnava un po' di profumeria. Dopo circa tre mesi mi disse: 'Penso che tu abbia naso. Vuoi restare?' Così per altri tre mesi, poi altri sei, poi due anni, poi tre... e l'architettura divenne acqua passatoa". Sheldrake ha poi lavorato presso Robertet, prima di entrare in Chanel a lavorare con Jacques Polge nei primi anni 1980. Lasciò dopo tre anni (fantastici, dice lui) per ottenere una maggiore esperienza a livello globale presso Quest International. Ricorda di aver creato una fragranza fiorita/fruttata alla rosa per uno shampoo Unilever chiamato Lux Super Rich quando era in Giappone: "E 'stato probabilmente il profumo più venduto da Quest, in quel momento''. Durante il suo periodo in Quest ha lavorato a fianco di Serge Lutens (per il suo marchio di nicchia),  sul profumo Le Male di Jean Paul Gaultier e con Avon. Nel 2005 lascia Quest per tornare in Chanel, di nuovo a lavorare con Polge, la cui filosofia è ''due nasi sono meglio di uno''.
Il N.19 è stata l'ultima fragranza commissionata da Coco Chanel al predecessore di Polge, cioè Henri Robert. Un accordo di iris/vetiver/galbano di grande successo, che ha influenzato altre fragranze, dall'Heure Exquise di Annick Goutal a Dior Homme.
''Fondamentalmente, per "Poudre N.19" abbiamo migliorato l'iris. Molte donne che amano l'originale N.19 non passeranno a questa nuova versione: il N.19 è ancora del tutto valido oggi come profumo di nicchia, ma  Poudre N.19 è creato con una sensibilità attuale, aggiungendo una nuova generazione di muschi sintetici, con un risultato confortante e rassicurante. La ricerca di sicurezza è la tendenza degli ultimi dieci anni, sia in ambito economico che politico; l'altra tendenza evidente è l'esplosione del numero di profumi lanciati ogni anno, e il calo evidente della qualità, a parte un pugno di case di nicchia e brand di superlusso."
E a lui non piace: ''L'industria è costituita da imprese che vogliono fare soldi e lanciano le fragranze [solo] per coprire i costi di pubblicità e realizzare il profitto. Se il profumo fa il suo lavoro e dura anche solo due anni, allora hanno avuto successo. Dall'altra parte ci sono i profumi di nicchia, in cui al creatore non importa se il suo lavoro piace solo al 5% di persone".
Se ne avesse la possibilità, Sheldrake spingerebbe l'industria profumiera a smettere di vedere solo il risultato economico a brevissimo termine: ''Continuando a fare i test-consumatore sui profumi prima di lanciarli, si continuerà ad ottenere una risposta che è il minimo comune denominatore. Perchè invece, non lanciare un profumo perchè ti piace "di pancia", e provare a sostenerne la crescita?".

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao, sono proprio contenta di leggere questo articolo, perchè (guarda caso) è da un po' che sto girando attorno al n. 19, di cui sono riuscita anche a trovare la versione parfum. un profumo importante, meno immediato del mitico n.5 , probabilmente reso tale dall'inserimento del galbano. sono curiosa di vedere come il duo polge - shaldrake riediterà questo "pezzo di storia".

ciao, rosa

Sabricat Glamour ha detto...

Ciao B&B!
Che belli i tuoi articoli. Soprattutto questo dedicato al mio amato Chanel n.19. Sai l'ho portato a lungo con soddisfazione. Non sono d'accordo che le persone adesso hanno voglia di muschietti rassicuranti. Anche chi non conosce la nicchia si è accorta che i profumi che usavano da anni sono cambiati, spesso le mie amiche mi chiedono consigli perchè il loro profumo non le soddisfa più. Non sono sicura che "affogare" il vecchio n.19 con tanto iris possa migliorarlo...anzi! Dovrebbero invece dedicarsi a qualcosa di nuovo. Si sono messi pure in due per sfornare una riedizione, spero che non sia un flop come lo è stato per le varie edizioni di Shalimar.
Sono stata troppo cattiva? Mi sa di si.

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ebbene, dopo i vostri commenti sono andata a risentirmelo con calma, indossando un paio di volte sia l'edp che l'edt... cavolo, è stupendo e penso che sarà il prossimo rpofumo che mi comprerò! Devo solo scegliere quale versione preferisco.

Rosa, ciao, io la versione parfum non l'ho trovata in giro, e prima di acquistarlo volevo provare anche quello ma non è così semplice... tu hai potuto provarlo? come ti sembra rispetto ad edp ed edt?

Sabry ciao! Sono più che d'accordo con te, il N.19 è tuttora perfetto e non vedrei motivo per modificarlo. Tra l'altro apprezzo la coerenza di Chanel nel creare una versione nuova lasciando intoccata la vecchia.
Ed è vero quel che hai notato, e cioè che molte persone, dei muschietti rassicuranti si stanno stancando, ma conta che prima che le multinazionali si accorgano dei nuovi trend deve passare qualche anno...