20 febbraio 2012

Dialogo nel Buio


Recentemente ho visitato la mostra “Dialogo nel buio” (al Porto Antico di Genova fino a luglio, ingresso 7 euro), organizzata dall'Istituto per Ciechi Ipovedenti “David Chiossone” di Genova (sito qui). La mostra sta facendo il giro d'Italia e vi consiglio vivamente di visitarla (anteprima qui). Sostanzialmente, si tratta di trascorrere 45 minuti immersi nel buio più totale, accompagnati da una guida non vedente o ipovedente attraverso luoghi e situazioni familiari, senza però poterli vedere. Può sembrare un'esperienza semplice, ma l'impatto emotivo è molto forte, stimola riflessioni e consapevolezze non così ovvie. Per questo vi consiglio di visitarla appena potete: chiudendo gli occhi, si apre la mente.

Durante la visita ho capito che  la vista, tra i mille indubbi vantaggi, ha anche uno svantaggio: ti permette di isolarti nel tuo piccolo mondo personale. Infatti l'atto stesso di vedere, e ancora di più quello di osservare, presuppone una selezione a priori: cioè se sto guardando qualcosa, non sto guardando qualcos'altro che sta succedendo intorno a me. E quella cosa lì, che non vedo, non fa parte della mia realtà, anche se magari  tutti gli altri intorno a me la vedono e ne restano colpiti. La vista inoltre, ci dà la possibilità di  evitare il confronto con situazioni e cose che ci sfidano, anche in maniera cosciente: basta girarsi dall'altra parte e certe situazioni brutte, difficili, o disturbanti possono scomparire e venire dimenticate. Insomma, la vista può indurre ad un confronto parziale con la realtà: molto rassicurante ma del tutto incompleto.
La realtà è molto più ricca, vitale, sfaccettata di quel che possiamo vedere, e l'olfatto e l'udito -che non sono altrettanto selettivi- invitano ad approcciarla a 360°. Se nell'aria ci sono più suoni o più odori diversi, tutti entreranno nelle mie orecchie e nelle mie narici obbligandomi a prenderne coscienza: ad esempio “Uccellini che cinguettano/tram che passa/persone che chiacchierano/cane che abbaia” oppure “odore di caffè/scarico di autobus/Chanel N.5”. A quel punto sarò io a decidere se concentrami su uno stimolo e ignorare gli altri oppure lasciarmi avvolgere dalla totalità del mondo che gira intorno a me.
Ad un certo punto della nostra evoluzione, la razza umana ha scelto di appoggiarsi prioritariamente alla vista, ma Madre Natura in realtà ci aveva indicato un'altra strada: infatti, mentre i disturbi della vista sono molto comuni, i disturbi che riguardano -ad esempio- l'olfatto sono rarissimi, e la loro insorgenza segnala l'inizio di rare patologie neurologiche di tipo degenerativo. Tra l'altro, di tutte le cellule del sistema nervoso, solo quelle della membrana olfattiva, se danneggiate si rigenerano completamente. Significa che la razza umana è senza l'olfatto, che non può sopravvivere, mentre la vista è un “accessorio” che la Natura non considera fondamentale per la sopravvivenza.
Portando la riflessione sui non vedenti, quest'esperienza mi ha aiutata a comprendere come “diversamente abili” non sia un modo politically correct per dire “poveri ciechi”, ma significhi proprio che queste persone hanno dovuto sviluppare delle abilità che gli altri trascurano, e che li fanno stare nel mondo in maniera diversa da come ci stiamo noi che vediamo. Noi possiamo permetterci -ad esempio- di non ascoltare, o di non toccare le cose, loro no; sono obbligati a confrontarsi con la realtà in maniera diretta, senza barriere fisiche tra loro stessi e quello che hanno intorno. Affascinante, vero? Ma fa anche paura, e richiede una forza d’animo, un coraggio e una determinazione davvero non comuni. Abili, abilissimi, quindi, ma in maniera diversa.
Parlando invece di noi che ci vediamo, cioè noi “comunemente abili”, penso che sarebbe un bel regalo riuscire ad ampliare la nostra visione della realtà, includendo quelle risorse a cui i non vedenti si affidano, per  accedere ad una via olistica, più ricca e completa, di vivere il qui e ora. Io penso che potremmo farcele insegnare direttamente da loro, e questa mostra rappresenta un ottimo punto di partenza.
Grazie, Chiossone, per quest’esperienza straordinaria!

2 commenti:

alberto ha detto...

Interessantissime come al solito le tue osservazioni che condivido pienamente.Ciò che osservi è qualcosa con cui mi sono confrontato durante il servizio militare come accompagnatore di un cieco di guerra,hai presente il film "profumo di donna" ecco esattamente quel che facevo io.
Mi scoprivo, dopo aver condiviso giornate con quella persona, a rimanere ad occhi chiusi per molto tempo per provare a capire che sensazioni provasse. Quel che ricordo è un misto di paura e sensi in allarme molto più acuiti rispetto al solito.Non ho in programma di venire a Genova ma se la mostra venisse a RomA la visiterei sicuramente.
Segnalo che ho iniziato a postare dei video su you tube dove parlo delle mie collezioni di profumi,per ora sono 2 e sono:" la mia collezione di profumi al vetiver e la mia collezione di profumi alla lavanda.
suggerimenti sono ben accetti.
ciao
Alberto

Marika Vecchiattini ha detto...

Ciao Alberto, è vero che al buio i sensi si acuiscono. La sensazione, almeno per me, è stata di grande piacere nello stare ferma e lasciare che tutti gli stimoli entrassero dentro e mi risvegliassero emozioni, in qualche modo mi sono sentita "più viva" e presente, ma contemporaneamente anche di paura, perchè senza la vista ti senti "in balìa" di quello che hai intorno. Per fronteggiare questa sensazione di paura, di pericolo latente e difficilmente individuabile, è necessario esercitare costantemente un coraggio e una fiducia in sè stessi davvero forti. Sono doti che fanno difetto già a molti che ci vedono, figuriamoci a chi non ci vede! Dopo questo tuo commento capisco meglio le tue capacità di usare il naso in maniera così fine e precisa... ;-)
Vengo senz'altro a vedere la tua collezione!