6 settembre 2014

Orto Parisi: Boccanera, Stercus, Brutus (Alessandro Gualtieri, 2014)

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Brutus, Stercus e Boccanera invece compongono una trilogia a base di un accordo di legni tra cui forse cipriol, o ebanol o qualcosa di simile, comunque uno degli ingredienti della profumeria a cui Alessandro è più legato (lo ha usato anche nella sua linea Nasomatto, in Blamage, Duro e nella fragranza che ha fatto innamorare di questa nota migliaia di persone: l'imitatissimo Black Afgano. Lì ce n'era una vagonata). 
Ognuno di loro associa a quest'accordo particolare qualcosa che lo rende diverso: nocciola/cacao/lievito/patchouli in Boccanera per un risultato morbido, secco, sofisticato, confortevole come un guanto di camoscio. La sensazione "lievito" è davvero intrigante e piuttosto originale, e rende Boccanera una delle fragranze più calde e sensuali che abbia mai indossato e fatto indossare.

Le note aromatiche, fiorite e speziate in Stercus offrono invece una sensazione di ricchezza ed esuberanza, molto "Giardino Mediterraneo" senza la deriva erboristica, ma con invece qualcosa di costruito ed intellettuale, piuttosto elegante. Il contrasto tra il legni della base e il giardino mediterraneo, infatti, è affascinante e ben orchestrato in modo che nulla prevalga mai troppo. Stercus mi ha colpita anche perchè possiede un quid di innegabilmente "italiano", qualcosa che risulta sorridente, generoso, aperto, e definisce perfettamente la mia idea di italianità nella profumeria.

Infine, le note alcoliche e aromatiche in Brutus lo raffreddano e lo lucidano a specchio con un risultato elegante, fresco, pungente, con un bel drydown di patchouli che mi ricorda certa profumeria maschile italiana degli anni '80 e 90, quella elegante e raffinatissima, tanto per intenderci.  
L'idea della trilogia mi piace; l'esperimento non è nuovo e richiede idee chiare e un gusto sicuro per non cadere nel ripetitivo ed infatti non è che tutti ci si avventurino così, a cuor leggero. Il risultato a me è sembrato ottimo: le tre fragranze sono molto diverse eppure "sanno" indiscutibilmente di Alessandro e portano la sua firma in maniera perfettamente comprensibile.

Dopo i successi di Nasomatto, con Orto Parisi Alessandro avrebbe potuto fare qualcosa di completamente diverso magari seguendo qualche trend più commerciale e meno impegnativo -tanto il nome ormai è consolidato- e invece no, ha scelto di raccontare altre storie usando lo stesso tipo di linguaggio coraggioso e personale che gli è congeniale, e questo mi è piaciuto perché ha dato vita a cinque profumi che sono coerenti tra loro, coerenti con l'ispirazione che c'è dietro, coerenti con lo stile di Alessandro e la sua idea di profumeria... per me questo equivale all'idea di integrità, ed è un valore a cui io sono sensibile.
Invito tutti quelli che trovano Alessandro un istrionico innovatore troppo moderno o fuori dagli schemi, ad indossare le sue fragranze Orto Parisi con mente aperta e curiosità vera, per capire che oltre alla modernità e al gusto eccentrico, sono fragranze ricche di classe e tradizione: Boccanera potrebbe essere uno Chanel, Brutus un vecchio Versace, Viride un bel Caron. 

Se fate un passo a Pitti Immagine Fragranze, la prossima settimana (e vi invito assolutamente a farlo), assicuratevi di non perdervele!

1 commento:

Anonimo ha detto...

sono molto indecisa se regalarmi una full bottle di Boccanera o Brutus, forse Boccanera vince per originalità, ma avrei sperato non avesse un finale troppo "dolce"..sullo stesso genere di Boccanera ti vengono altri esempi alla mente?