30 marzo 2008

I Muschi (2 di 2)

(questo post inizia qui)
I muschi macrociclici si suddividono in lattoni e ketoni. Il Muscone, il Velvione e i muschi "animali" sono ketoni, con quella sensuale sfumatura di corpo vivo e caldo che era tipica dei primi nitromuschi, mentre altri muschi macrociclici come l’Habanolide e il Globalide (e i muschi estratti dalle piante) sono per lo più lattoni e quindi più freschi e puliti, i muschi bianchi.
Tra le mie fialette c’erano l’Ambrettolide, un aroma ambrato e caldo ma insieme etereo, come fatto d’aria, con un fondo di albicocche e rose, regala serenità e pacatezza, ma in qualche modo è anche vivace.
L’Exaltolide dalla purezza fiorita completamente trasparente e cristallina. L’Habanolide leggermente più boscoso, ma non immaginatevi un reale sentore di bosco, piuttosto l’immagine olfattiva di un bosco fatato. Ho letto che c’è in Hypnotic Poison.
Il Muscone Iso, un muschio vegetale fresco, pulito e insieme lievemente talcato, con un tappeto di violini in sottofondo.
Il Cashmeran, che ha un aroma “costoso”; legno di cedro con la resina che cola sulla corteccia; potente, sereno, per me è l’odore degli Entl (se avete letto o visto il Signore degli Anelli sapete chi sono gli Entl). C’è in Alien di T. Mugler.
Eppoi c'è il Velvione, un paradiso di muschio e fiori viola. Intenso, sensuale eppure leggiadro come l’odore della pelle di un putto: borotalco e tenerezza. Chi conosce “Douceur de Vanille” delle Nereides, sa di cosa parlo (anche se non sono sicura che ci sia dentro… mi pare di riconoscerlo, però). Sa di “grazia”. Helmut Lang se ne è talmente innamorato che l’ha usato come unico ingrediente, in percentuale esosa, nel suo "Velviona". Io mi sono limitata ad indossarlo così, senza nient’altro.
Tra le mie fialette c’erano poi altri muschi che non sono riuscita a classificare.
L’Animalid l’avevo preso perché la dicitura diceva “l’aroma più vicino al vero muschio di cervo”; è interessante, con un che di fiorito in lontananza, ma preso da solo ha una pronunciatissima nota fecale, “sporca”, pesante e agra, direi sgradevole. Nonostante questo non riuscivo a smettere di annusare la mouillette, anche se questo non mi dava un particolare piacere. Era come un tentativo di conoscere qualcosa che era presente ...ma non era davvero lì. Avete presente cosa succede mettendo un gatto davanti ad uno specchio? Non c’è nessun gatto da annusare eppure gli occhi gli dicono che c’è, e quindi lui continua a cercarlo. Ecco io ero sola nella stanza, eppure il mio naso mi diceva che c’era qualcuno -non particolarmente pulito- seduto vicino a me. E’ una nota che conosco benissimo, penso al Musk di Alyssa Ashley prima versione, o al Fleur Poudrèe de Musc delle Nereides.
Eppoi il Calone, che sa di sporco “freddo”, uno sporco vecchio e pungente, con qualcosa di acquoso, quasi salato. Panni sporchi in un armadio tenuto chiuso per mesi. Io lo trovo davvero orribile, nauseante, ma mmagino che accostato in minime dosi ad aromi freschi e fruttati li faccia brillare: l’ho visto nella composizione di decine di profumi, soprattutto maschili luminosi e freschi.
Per ora è tutto, ma la mia esplorazione dei doni della sintesi prosegue!
Artwork: particolare della Cappella Sistina di Michelangelo

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Il Calone in effetti è cio che io definisco la polvere da obitorio o da sala operatoria, un umore di piano d'acciaio freddo, di pareti gelide, di luce bianca. Ed è in effetti uno dei maggiori componenti di tanti profumi minimal e "freschi" (come odio sto termine, visto che di fresco ci sono parecchie cose ma pare che alla fine si intenda solo quel genere li) tanto fatti e rifatti nei primi '90. Vedi L'eau d'Issey (sia maschile che femminile) divenuti celebri per la loro overdose di Calone che tanto ancora popola i metro del mattino :|
Magnifiscent

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Magnifiscent, sì,se oggi dici "fresco" la gente s'immagina un ventaglio che va da Acqua di Giò a Light Blue, passando per l'Eau d'Issey (e pochi dicono veramente qualcosa).
Ti segnalo un post che ti potrebbe interessare, sul Calone, a firma Luca Turin per la rivista tedesca NZZ Folio. Qua hai il link alla versione inglese. Pensavo di tradurlo, per tutti.
http://www.nzzfolio.ch/www/d80bd71b-b264-4db4-afd0-277884b93470/showarticle/120eae00-63b5-473f-9ca0-c76b17e60359.aspx

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