18 dicembre 2008

If There Ever Was - a book of extinct and impossible smells"

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“If There Ever Was - a book of extinct and impossible smells" è il catalogo di una mostra tenutasi dal 29 aprile al 6 giugno scorsi alla Galleria Reg Vardy di Londra. Ad alcuni nasi compositori è stato chiesto di immaginare degli accordi per ricostruire l'odore di un determinato momento, di una certa situazione. Il bello è che anche il catalogo ha un odore, lo stesso degli accordi messi in mostra. In genere i cataloghi delle mostre d'arte visiva sono splendidi oggetti da poggiare su un coffee-table, hanno bellissime immagini dei dipinti, delle sculture o delle foto in mostra, e sono oggetti affascinanti di per sè, quasi magici. Questo invece è un libretto semplice, piccolo, senza illustrazioni, quasi anonimo, sicuramente non attraente per la vista ma... profuma! Perchè per riprodurre gli odori creati per la mostra sono state impregnate delle carte assorbenti, e sono state attaccate alle pagine. Si strofina la carta con la pelle o si gratta con un’unghia, e l'odore si sprigiona. Così si può fare esperienza delle opere in mostra quasi come dal vivo. Accanto ad ogni accordo, l'autore ha scritto alcune righe per raccontare quello che ha voluto esprimere.
Le opere sono di Koan Jeff Bays, Mark Buxton (Comme des Garcons), Bertrand Duchafour (Eau d’Italie, Comme des Garcons, L’Artisan), Christof Hornetz and Christophe Laudamiel ("Les Christophs"), Patricia Millns, Steven Pearce, David Pybus, Geza Schon (Escentric Molecules and Ormonde Jayne), Sissel Tolaas, Maki Ueda.
Non so se è la prima volta che viene organizzato qualcosa del genere ma a me è piaciuto da morire e mi ha generato una tale quantità di pensieri e riflessioni…
Christoph Laudamiel si è cimentato con gli odori collegati con la peste in "Plague Shield" cioè "scudo contro la peste"; spiega che ha cercato quelli che, secondo le credenze popolari del Medioevo, impedivano al contagio di propagarsi. Allora la medicina era convinta che fossero gli odori putridi collegati con la peste, a causare il contagio, e non viceversa. E così per combatterli si usavano fumigazioni di alcune essenze. Nell’accordo creato da Laudamiel si sentono l'aceto, le scorze d'arancio, l'essenza di rosa, di chiodo di garofano (che, si scoprì solo qualche secolo più tardi, sono tutti potenti battericidi), insieme ad alcune altre essenze capaci di distruggere i germi Gram-negativi come quelli della peste. Strofinando la carta si libera l'aroma speziato e pungente, molto medicinale ma insieme anche gradevole.

Mark Buxton invece ha ricostruito l'odore sprigionato in Perù, due anni fa, dalla caduta di un meteorite che creò un cratere vicino alla cittadina di Desaguadero. Sprofondando nel terreno il meteorite colpì un giacimento di arsenico, e decine di abitanti della zona furono portati all'ospedale con sintomi quali vomito, stordimento ecc. Non ha scritto cosa ci abbia messo, ma l'accordo risulta freddo, metallico, a me ha fatto drizzare i peli sulla schiena, come se un pericolo si stesse avvicinando. Non sgradevole, anzi quasi potrebbe essere indossabile, ma in qualche modo risulta "alieno" (cioè, che non appartiene alla terra, come il meteorite).

Bertrand Duchafour ha creato un accordo con l'odore di quattro piante estinte da un decennio circa: una specie di sandalo e tre piante fiorite dell'Asia e del SuAmerica. Per ottenere l’accordo sono state usate le note fornite da piante tuttora viventi appertenenti alle stesse famiglie delle 4 estinte, opportunamente proporzionate ed "aggiustate". L'accordo è profondamente verde, spesso e freddo, con un che di rauco ed un che di oleoso, anzi proprio di olio d'oliva. Mi ha fatto pensare ad un gigante maestoso e gentile. E strano.

Geza Schon ha prodotto uno degli odori più belli del libro: quello del sole. Bello perchè annusarlo mi ha fatto sorridere. Non c'è una nota chiaramente riconoscibile, viene descritto come un insieme di idrogeno ed elio con altre componenti la massa del sole, tra cui rame ed antimonio. Io sento un odore profondamente giallo. Giallo carico, come lo zafferano. E' un odore giallo. Non lo so spiegare meglio di così, e mi lascia perplessa. Io non sono un neurologo o un biologo cellulare e non ho risposte al riguardo, ma mi piacerebbe sapere perchè, due stimoli percepiti da due sensi diversi creino dentro di me esattamente la stessa sensazione.

Ma ce ne sono altri: l'odore dell'aria intorno ad Hiroshima un momento prima dell'esplosione atomica (i sopravvissuti raccontarono che l'aria si saturò di un odore di gomma bruciata), l'odore di alcool e calzini sporchi presente dentro la cabina della stazione orbitante Mir... e altri. Mi sta facendo fare riflessioni su riflessioni. Perchè non sono i nostri soliti, adorati profumi, ma deliberati sforzi figurativi, che mi hanno commossa e mi hnno aperto un mondo. Devo ancora riprendermi dal mare di sensazioni ed emozioni. Ne scriverò ancora!
Credo che il volume in giro ancora si trovi (io l'ho ordinato da Corner House per 12£ http://www.cornerhouse.org/). ISBN: 978-0-9557478-0-9

ENGLISH TEXT

"If There Ever Was - a book of extinct and impossible smells" is the catalogue of an exhibition held from April 29 to June 6 in Reg Vardy Gallery in London. Some perfume composers were asked to rebuild the scent of a given moment, a certain situation. The book itself smells like the accords on display. The catalogues of art exhibitions are object of visual art, beautiful in themselves, scenic to put on a coffee-table, with beautiful pictures of paintings, sculptures or photographs which are part of the exhibition. This book is simple, small, without any illustration, anonymous I’d say and not particularly attractive but... it’s scented! To reproduce smells created for the exhibition, absorbent cardboard has been attached to pages. When you rub the cardboard with your skin, or scratch it with a nail, it releases the scent. So you can experience the works on display almost as “live”. Next to each accord, the author has written a few lines to tell what he wanted to express. The works are by Koan Jeff Bays, Mark Buxton (Comme des Garcons), Bertrand Duchafour (Eau d’Italie, Comme des Garcons, L’Artisan), Christof Hornetz and Christophe Laudamiel ("Les Christophs"), Patricia Millns, Steven Pearce, David Pybus, Geza Schon (Escentric Molecules and Ormonde Jayne), Sissel Tolaas, Maki Ueda. I don't know if this is the first time something like this has been organized, but I really enjoyed this idea, it has generated such a huge amount of thoughts and reflections... Christoph Laudamiel has worked on smells associated with the plague in "Plague Shield"; he explains that according to popular Middle Ages beliefs, putrid odors caused the infection, and not the other way around. In order to fight putrid odours, certain essences such as orange peel, rose and clove (which, it was discovered only a few centuries later, are all powerful bactericides)were fumigated. Some other essences have been discovered capable of destroying Gram-negative bacteria such as plague. Duchafour’s accord displays all this: rub the cardboard and a spicy, pungent aroma rises, pleasantly medicinal and reminding hospitals of the past.
Mark Buxton instead reconstructed the odour released in Peru a couple of years ago after a meteorite fell near the town of Desaguadero, creating a crater. Sinking into the ground, the meteorite struck an ore of arsenic, and dozens of local residents were taken to hospital with symptoms like vomit, numbness, headache. The scent he has realized feels cold, metallic, thrilling; it sounds a silent alarm, as if a danger were approaching. Not unpleasant, it could almost be wearable, but somehow "alien" (ie, which doesn't belong to the earth, like the meteorite). Bertrand Duchafour again, has mixed together four plants which extincted about a decade ago: a sort of sandal plus three flowering plants from South America and Asia. To be sure the accord smelled “realistic” Duchafour used notes provided by plants from the same families of the four extinct ones, proportioned and appropriately "adjusted". The accord feels intensely green, cool, with a hoarse and oily hint, as you’d find in olive oil. It made me think of a majestic and gentle giant. Geza Schon produced one of the most beautiful smell in exhibition: that of the sun. This scent made me smile. There is a clearly recognizable note which is described as a combination of hydrogen and helium with other components the mass of the sun, including copper and antimony. I feel it as a deep yellow smell. As yellow as saffron. An undoubtedly yellow smell. I don't know how to explain it better than this, and I was amazed and shocked when I smelled it. I'm not a neurologist nor a cell biologist and I have no answers on this, but I'd like to know why, two stimuli perceived by two different senses create exactly the same feeling in me. There must be a reason, and I think this is what Geza Schon wanted to play with.
But there are others: the smell of air around a Hiroshima moments before the atomic explosion (survivors told that air was saturated with the smell of burnt rubber), or the miasmas of alcohol and dirty socks inside the cab of the orbiting station Mir... I am meditating much on this topics, because they’re so unusual. These are not perfumes, but deliberate figurative efforts, they move me and open a whole world in front of me. I have yet to recover from the sea of feelings and emotions. I will write again!
I think the volume is still around (I ordered it from Corner House for £12 http://www.corner/ house.org/).ISBN: 978-0-9557478-0-9

14 commenti:

ADJIUMI ha detto...

Ma che eccitante questa cosa!!!
Non ne avevo sentito parlare!
Grazie amica!

Anna Maria ha detto...

mmmm...che voglia di sentirli!

Vi è mai capitato di avvertire un odore che vi ricorda qualcosa di tangibile e non riuscire a dargli un nome?

e il profumo del natale? che cos'è per voi?
credo che tutti nell'odore dell'inverno rievochiamo le memorie dell'infanzia

l'abete e le candeline di cera, vabbe' è scontato
le bucce d'arancia sulla stufa di ghisa, l'odore freddo della neve-sissì, ha un odore anche lei

quello della lavanda e di umido della grande tovaglia di fiandra che veniva messa davanti al fuoco prima di essere stesa sul tavolo (casa vecchia), l'odore del bianco di spagna
quello dei ceppi di faggio, asciutto e polveroso, non aromatico
quello del giaccone di cuoio di papà,
le pere cotte nel vino con il chiodo di garofano, e quello più dolciastro dei fichi secchi messi a sciroppare
l'odore del cappone che detestavo, preannunciato dalla puzza di penne strinate nel fiammeggiarlo
il calycanthus del giardino, una delizia
i giacinti messi a germogliare nei vasi di vetro che si aprivano lentamente davanti a una finestra
l'odore selvatico delle pellicce delle amiche di mamma, ?
quello freddo della chiesa, l'incenso stantìo della funzione precedente
il bottiglino di eau impériale appannato dal freddo in bagno, brrr

e voi?
qual è il vostro ricordo olfattivo?

ADJIUMI ha detto...

Mi attizza troppo questa cosa.....
ricostruire l'odore di qualcosa!
Tutto quello che può rientrare nella sfera della fantasia, della creatività, mi fa impazzire.
E' anche per questo che sul forum, ho uno spazio dove metto oggetti o quadri famosi, mi piace leggere le sensazioni degli utenti, legate ai profumi.

Anonimo ha detto...

Che cosa interessante.
Così come si trovano sui giornali le strisce di profumi commerciali che li reclmizzano.
Speiamo arrivi presto in Italia una mostra come questa di Londra.
Alessandra / Varese

gretel ha detto...

splendido post! :-)
medito e molto.....nel cinema delle origini in America si era provato semplicemente a profumare le sale cinematografiche (smellorama) per poi dopo anni arrivare all'"odorama" cosa assai più complicata da "gestire".
ancora adesso alcuni registi/autori soprattutto in Francia fanno ancora di queste sperimentazioni tra cinema e odorato. bello!
Quando uscì il remake di Burton "Willi Wonka e la fabbrica di cioccolato" come operazione di marketing fecero profumare di cioccolato alcune sale cinematografiche durante l'anteprima.



spero di non far danni lasciando questo link: caso mai, cancellalo pure, era solo una piccola informazione in più :-)
http://www.profumo.it/scenografie/spettacoli.htm

e questo:
http://www.cinemalia.it/curiosit-/film-in-odorama-2.html

Anonimo ha detto...

Che bel quadro hai fatto Annamaria, somiglia molto a quello dei miei natali...
Aggiungo solo l'odore di naftalina e di chiuso dei cappotti di bouclé delle prozie che arrivavano tutte bien coiffée e intrise di lacca (si, quella potente di una volta ;)), l'odore di brodo di pollo che aveva il bollito e quello piccantino e dolciastro della mostarda, l'odore di muschio (io usavo quello vero :)) che emanava dal presepe scaldato dalle luci accese per ore e non ultimo l'odore di vino e caffé della fine del pranzo.
Che potere hanno gli odori di farci viaggiare nel tempo e nello spazio!
Magnifiscent

marzipan ha detto...

E' vero Annamaria, la neve ha un'odore. A me basta annusare l'aria o addirittura vedere un quadro o una foto per ricostruire con l'udito quella sensazione di attutimento dei suoni che dà la neve (sì, suona strano ma mi succede)
L'odore dei giacinti, così forte da dare la nausea a volte, mi ricorda immediatamente mio padre.

Anonimo ha detto...

Cara S, ce l'ho da un po' questo libro, curiosa di ogni odore come sono, però sono rimasta un po' male. Non so se per un errore di stampa o di "impregnazione" tutto il libro ha assorbito un odore fortissimo (non è la somma dei singoli odori) che non riesco a far andare via e che copre tutto il resto. E' rimasto aperto all'aria per mesi e non c'è nulla da fare. Le singole esperienze olfattive sono molto deboli...mi sono persa un'esperienza :(

Baci!
Lady in Black

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Lady in Black, anche la mia copia ha quell'odore. E' l'odore della carta (trattata), unito a quello della colla usata per la rilegatura. Se io avessi fatto un libro così, avrei fatto scelte "teniche" diverse, privilegiando la neutralità olfattiva rispetto all'estetica e alla sontuosità della carta. Ma grattando con l'unghia e avvicinandosi, nella mia copia gli odori si percepiscono abbastanza bene. Mi dispiace per la tua copia...
Alessandra, speriamo, davvero, sarebbe una cosa fantastica. Se succede, ci andiamo tutti insieme?Mi piacerebbe tanto condividere una cosa simile con voi.
Adjiumi tu sei un cinestetico, cioè una di quelle persone in cui gli stimoli che arrivano da sensi diversi si mescolano tra loro. Io penso che lo siamo un pò tutti ma per qualcuno è questione di educazione all'estetica dei sensi, coltivata con cura e piacere, per altri è puf! una cosa naturale.

Mi piacerebbe sentire, se Duchamp è in ascolto, cosa ne pensa anche lui.

Gretel, quando ho visto il film Willy Wonka ho immaginato per tutto il tempo l'odore meraviglioso di tutto quel cioccolato, e avevo pensato anch'io a come sarebbe stato bello se nei cinema avessero spruzzato una fragranza al cioccolato, per far assaporare meglio il film. D'altronde, pensavo, diversamente da fiori, muschi e resine, il cioccolato si mangia e sarebbe stato giusto associare alle immagini anche gli stimoli dell'olfatto (o meglio... il gusto!). Mi fa piacere che l'abbiano fatto suls erio. Gli esperimenti di sconfinamento tra i sensi mi piacciono così tanto. La realtà non è forse percepita da tutti e 5 i sensi insieme? Al cinema questo manca, ancora; grazie per i link, vado a darci un'occhiata, anche perchè non sapevo niente di questi esperimeni e mi intrigano parecchio.
Anna Maria i tuoi commenti hanno un potere evocativo pazzesco. L'odore di neve è meraviglioso,e anche il suono ovattato che descrive marzipan. Io associo al natale anche l'odore della dispensa dei miei nonni, piena di mele, arance, frutta secca e panettoni che uno dopo l'altro comparivano sulla tavola; l'odore delle candele accese, quelle semplici, di cera bianca non profumata; l'odore della scatoletta piena di fagioli che, sempre gli stessi di anno in anno, usavamo per "puntare" durante i giochi di carte (i fagioli sostituivano le monete, visto che ce n'erano pochine...), e anche per me le bucce d'arancio sulla stufa. Che bei natali profumati!

ps
Sai che il bianco di spagna non so cos'è?

Anonimo ha detto...

Mi chiedo, però, perchè un ricordo olfattivo ci porta così indietro nel tempo.
Perchè certi profumi ci risvegliano i ricordi di natali dell'infanzia e non, invece, quelli più recenti o addirittura recentissimo come quello dell'anno scorso, per esempio, trascorso con il nostro amore in uno chalet di montagna o al mare.
Forse perchè il nostro inconscio registra come "ricordi meravigliosi" quelli vissuti con emozioni innocenti,pulite, infantili.Quando tutto è di color oro e rosa.
Chissaà.
Alessandra/Varese
Chissà.

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Alessandra, sai che è una bella domanda? Forse è la reiterazione dell'esperienza, che la radica nella nosta coscienza? O è per l'intensità con cui viviamo un certo momento?

Diakranis ha detto...

seeenti maaaaa ho provato a cercare il libro sul sito (per altro hai dimenticato una r nel link) ma non ce l'hanno...si vede che è andato esaurito... vaaaaaa bene

Anonimo ha detto...

Ciao cara conterranea così più colta ed esperta di me in materia profumifera! Ho visto solo oggi questo tuo interessantissimo articolo e volevo segnalarti un errore di digitazione nel link che hai messo al negozio online di Corner House.
Complimenti per questo splendido blog dal quale sto imparando tantissome cose.
Ciao Federica

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ciao Federica, grazie per i complimenti. E soprattutto grazie per la segnalazione, ho corretto subito l'errore.
Torna a torvarmi mi raccomando!