28 aprile 2009

Alessandro Gualtieri: intervista al Nasomatto/interview with Nasomatto

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Finalmente ho capito qualcosa di più sulle fragranze di Nasomatto. Prima di conoscere Alessandro Gualtieri, non avevo capito un’acca di quello che ha creato finora, e adesso mi è chiaro. Le sue opere mi risultavano piacevoli, in qualche modo tumultuose e iconoclaste, ma ero cosciente di non averne intuito l’essenza. Non che l’abbia intuita ora, ma almeno sento che qualcosa di vero mi ha toccata.

E’ stato necessario incontrare Alessandro, per capirci qualcosa di più, e forse questo significa che le sue fragranze sono così parte di lui, come un sogno, come un’ossessione inconfessabile, che senza aver visto la persona muoversi, parlare, gesticolare, non è possibile entrare nel mondo dei suoi sogni e delle sue ossessioni. Se è così, allora i sette flaconi (Narcotic Venus, Duro, Hindu Grass, Assenzio, Silver Musk, China White e Black Afgano) contengono davvero pezzi della sua anima, e io lo ringrazio per averli voluti condividere con noi.
La prima cosa che noti di Alessandro sono gli occhi. Chiarissimi, intensi, si fissano sulle cose così a lungo da far male. E succhiano. Se non fosse per quegli occhi lì, ci potresti anche cascare, nella finzione scenica del personaggio che ha costruito intorno a sé: istrionico, sfuggente, teatrale, di un anticonformismo a volte simpatico a volte arrogante, che in ogni caso puzza un po’ di finto. E infatti, finchè non ho incontrato quegli occhi, di lui avevo esattamente quell’idea lì. Il personaggio. La persona è molto più intensa ed interessante.
Siamo arrivate dieci minuti dopo che aveva cacciato in malo modo una troupe di Canale 5 che voleva intervistarlo, con grande costernazione dell’ufficio stampa di Intertrade, che forse a quel punto stava sognando di strozzarlo. “Oggi non è giornata” ci avevano detto, scuotendo la testa. Ma io mi ero prefissata di incontrarlo solo perché l’idea che avevo di lui non mi bastava, non avevo mica l’intenzione di riprenderlo o trasformarlo in qualcosa. Volevo solo incontrarlo e guardarlo. Eppoi sono abituata ad aver a che fare con gli individui e i contesti più diversi e chiacchiero pure con le pietre, se non ci sono umani disponibili! Così gli sono andata incontro, e non sapendo bene con quale domanda incominciare ho lasciato che rompesse lui il silenzio, venendo a conoscenza di alcuni fatti interessanti. Intanto, la sua attività artistica non riguarda solo la profumeria, il profumo è solo una delle valvole di sfogo per sue ossessioni (perché è esattamente di questo che si tratta: ogni sua creazione nasce per tirare fuori un’ossessione). Non si è diffuso in dettagli su quali siano queste ossessioni ma i nomi dei profumi possono già dare un’idea.
Gli ho chiesto in cosa secondo lui la profumeria è una forma d’arte e lui mi ha risposto che “E’ arte qualsiasi cosa in cui io metto me stesso. Io le cose che ci sono dentro i miei profumi le ho vissute; poi li ho creati, e ora sono diventati vostri. Ma non li ho creati per voi, li ho creati per me stesso”.
Non gli interessa rivelare le piramidi dei suoi profumi, svicola abilmente ogni domanda al riguardo, e del bla bla commerciale non gli importa un fico secco. In questo lo capisco benissimo, se io avessi la fortuna di passare un’ora con l’anima di Gauguin mi sembrerebbe tempo sprecato chiedergli che genere di pigmenti ha usato per i colori straordinari dei suoi dipinti!
Ci ha fatto provare Black Afgano (di cui avevo già parlato qui), la sua nuova creazione, che mi ha letteralmente stesa a terra con un pugno potentissimo, legnoso, balsamico e mielato insieme. E' una fragranza peccaminosa, potentemente oscura, notturna, quasi "troppo" sontuosa, come una coperta confortevolissima, ma che lentamente ti avviluppa in uno stato alterato e sensuale. Se ci ha messo veramente dell’afgano? Mah. Lui dice che potrebbe benissimo essersi fatto fare “Un’estrazione col gas butano, perché no?”. E ride. Una mia amica olandese una volta mi disse che prima o poi avrebbe chiesto al suo fidanzato giamaicano di correre nudo in un campo di canapa fiorita. Gli avrebbe chiesto di correre fino a ricoprirsi di sudore, e correre ancora. Poi lei avrebbe grattato con le unghie il suo sudore, e lo avrebbe fumato. L’odore dell’erba si sarebbe mescolato all’odore naturale dell’uomo che amava, un odore di paradiso che le dava le vertigini anche da solo. Questa era la sua ossessione. Non so se lo fece mai, ma quando ho annusato il Black Afgano quest'amica di tanti anni fa mi è tornata in mente.
Cristina gli ha comunque chiesto se ci avesse messo dell’oudh, per via di una nota particolarissima che si sente molto bene. Per tutta risposta Alessandro ha tirato fuori da una tasca un minuscolo flacone di non meglio definito oudh cambogiano, e ce ne ha messo una goccia sul braccio. Non conosco l’oudh “vero”, e non posso quindi dirne nulla, ma il sentore era legnoso, animale, rauco, muffoso, sterco di cavallo, molto interessante e profondo, e antico. E comunque, vogliamo parlare di un uomo che chiacchierando di oudh te ne tira fuori dalla tasca un flacone con tutta quella naturalezza, come se niente fosse, come se lo avesse appena comprato dal tabacchino all’angolo? Decisamente siamo su un pianeta mooolto bello, lontano anni luce dalla Terra.
Quali profumi usa? “Indosso i profumi su cui sto lavorando, altrimenti in genere i miei”.
E’ inquieto e si capisce che preferirebbe fare un uso diverso del tempo che è obbligato a trascorrere chiuso nel suo stand come un elefante in un circo; sebbene sia senz’altro un protagonista, non è in questo che vuole spendersi, si annoia, preferisce fare lui le domande, almeno gli parliamo di cose che non sa. Se c’è un momento in cui s'illumina, è quando scopre che tutte e tre (Cristina, Marinella e io) facciamo lavori diversi, che col profumo non c’entrano nulla, e tutto quel che facciamo qui sul blog e sul forum di Adjiumi, lo facciamo per passione, perché ci piace e perché è normale spendere energie e tempo per qualcosa che ci fa vibrare. Se non è proprio la sua lingua, almeno è un dialetto che capisce.
Confesso che mi piacerebbe rincontrarlo di nuovo e finalmente parlare di altre cose. Certo, ci vuole un po’ di pazienza e sangue freddo, perché lui sembra convinto che tutti quelli che lo vogliono conoscere abbiano domande superficiali da fargli, e di quello che lui crea non gliene importi poi un granchè. In effetti ho visto scene abbastanza imbarazzanti intorno a lui. Chissà come dev’essere, avere a che fare spesso con cose così. Ma se dici qualcosa di interessante che ha successo, che ti fa riconoscere, ti devi rassegnare al fatto che attiri ogni genere di persone, e devi imparare a farci i conti. Forse alla fine anch’io mi sarei costruita un apparato scenico per evitare di dare in pasto a chiunque pezzi veri della mia. anima. In ogni caso io la pazienza la sto imparando (inizio a pensare che è per questo, che sono venuta al mondo), e la vita è lunga, le possibilità infinite e intanto, posso approfondire le sue fragranze, che sto imparando ad amare. Iniziando da China White e Black Afgano.


ENGLISH TEXT
I feel as if I finally understood something more about fragrances by Nasomatto. Before meeting Alessandro Gualtieri, I was unable to catch the fragrances he created so far, his works were pleasing, somewhat turbulent and iconoclast, but I was conscious of not having sensed their essence. After meeting him they're still not open, but I feel that something true has touched me. Meeting Alessandro was necessary to understand something more about his works; perhaps this means that his fragrances are so part of him, like a dream or an obsession, that without seeing the person move, talk, gesture, it isn’t possible to enter the world of these dreams and obsessions. If it’s so, then the seven bottles (Narcotic Venus, Duro, Hindu Grass, Absinthe, China White, Silver Musk and Black Afgano) contain real pieces of his soul, and I feel urged to thank him for having shared them with us. The first thing that you notice, is his eyes. Clear, intense, they set on things and start sucking, for so long it hurts. Were it not for those eyes, I might even fall in the fiction of the scenic character he’s built around himself: histrionic, elusive, an anti-conformist sometimes fun and sometimes arrogant, which at times even smells fake. In fact, until I met those eyes, I only knew the character, not the person. Who is far more interesting. We arrive ten minutes after he had misbehaved with a troupe of Italian tv Canale5, who wanted to interview him. His press agents at InterTrade, who perhaps at that point were dreaming of slaughtering him, said to me in dismay "Today is not a good day", shaking heads. But I’d set out to meet him because the idea of him was not enough for me, I just wanted to meet him and watch him talk. So I went ahead and not knowing how to start a difficult conversation I left him broke the silence, and I came to know some interesting facts. The first is that his artistic activity isn’t only about perfumes: scents are just one of the valves to vent his obsessions (because this is exactly what it’s about: every creation is born to pull out an obsession). He wasn’t generous with details about his obsessions, but the names of the scents may already offer a hint. I asked him if he believes perfume is an art form and he replied that “Art is everything I put my whole self in. Things that are inside my perfumes are things I lived, then I’ve created the scents, and now these are yours. But I didn’t create them for you, I created them for myself". Not interested in revealing the pyramids of its fragrances, he cleverly avoids answers to question about that, and doesn’t care about all the commercial trivia. I may understand this very well, after all if I had the chance to spend an hour with Paul Gauguin's soul I’d consider a waste of time asking him what kind of pigments he used for the extraordinary colours in his paintings! We sprayed Black Afgano (I wrote about it also here), his new creation, and I was literally knocked off by a powerful punch of woody, balsamic, honeyed syrup. Terrific. This is a sensouos, even overwhelming fragrance, that brings you in a sinful, altered state. You won’t notice it right away, but it slowly wraps you in a dark, bewitching, luscious and supple blanket. Is there any Afghan hashish in it, truly? Well, he said that he might well have an "extraction with butane gas: why not?". And laughs. Cristina however asked if he'd put oudh in it, due to a particular note that comes out clear. In response Alessandro pulled out of a pocket a tiny bottle of cambodian oudh, and he put a drop on our arms. I don’t know the "real" oudh, so I can’t say anything about it, but the scent was woody, animalic, hoarse, horse dung, very interesting and deep and ancient. But the point is: what about a man chatting about oudh, who pulls it nonchalantly out of his pocket in a bottle, as if it was nothing strange, as if he’d just bought it from the tobacconist's on the corner? Definitely we’re on a veeery beautiful planet, light-years away from Earth. What perfume does he wear? "Perfumes I'm working on, otherwise generally mine". He’s restless and clearly would prefer making a different use of the time he’s required to spend in his corner, closed in like a bull in a cage, and although he’s certainly a star, this is the part of being a star he likes the less. So he starts asking us questions, so to talk about things he doesn’t know. And he brights up when discovers that all us three (Cristina, Marinella and I) have perfume-unrelated jobs, and everything we do here on the blog and in Adjiumi’s forum, we do it out of passion, because we believe it’s normal spending time and energy for something that makes us vibrate. If this isn’t his language, at least is a dialect he can understand. I confess that I'd like to meet him again and finally talk about other things. Sure, it takes a little patience and cool blood, he seems to believe that people want to know him to ask him silly questions without being truly interested in his works. And in fact I saw quite embarrassing scenes happening around him. It must be weird, having to deal with things like those so often. But if you say something interesting and successful, that makes you recognizable, you have to accept that you’ll inevitably attract all sorts of people. Maybe I, too would end up building an apparatus to prevent pieces of my soul being tore away at every interview. In any case I'll keep practising patience, life is long, possibilities are endless and meanwhile, I have his wonderful fragrances to get to know better. Starting from China White and Black Afgano.

21 aprile 2009

Angeli e macerie

Credo di dovervi delle scuse in anticipo, perché sto per usare questo spazio in maniera impropria, sto per scrivere di un argomento molto o.t. , ma sento che devo assolutamente farlo. Perché è come se le mie solite parole, quelle dei profumi e della gioia, si fossero rintanate in un luogo lontano, e in questo momento non riuscissero ad uscir fuori. Sono tre giorni che ci provo, ma non escono. Ci sono altre parole che premono per venir fuori prima e finchè non le metto su un foglio come questo e non le condivido, spingono e spingono. Finchè non faccio uscire queste, non usciranno nemmeno le altre.
Qualcuno di voi sapeva che io e mio marito ci stavamo preparando una vacanzina romantica, ma poi lunedì 6 in Abruzzo è successo quel che è successo, ed è cambiato tutto. Abbiamo riposto alla chiamata della Protezione Civile e siamo andati all’Aquila. Abbiamo una formazione in disastri ambientali legati allo sversamento di idrocarburi (petrolio) in mare, e con i terremoti non c’entriamo molto, ma abbiamo pensato che se ci chiamavano vuol dire che c’era bisogno, e abbiamo risposto. Immaginavo che i media stessero facendo un gran lavoro di disinformazione, e andando lì ne ho avuto l’assoluta certezza. Queste persone andavano dicendo da mesi, che la terra tremava in modo crescente e che c’era qualcosa da valutare, che avevano paura perché i piccoli terremoti a cui loro erano abituati -perchè lo sanno, di vivere alla congiunzione di due faglie- stavano trasformandosi in qualcosa che li stava spaventando. Erano abituati alla sequenza terremoto-esci di casa- aspetta mezz’ora- rientra in casa, e così hanno fatto anche quella notte. E ora si sentono traditi doppiamente: da un fenomeno che pensavano di conoscere bene e dallo Stato, che prima li ha ignorati e ora gli fa false promesse per rabbonirli.
Così, ad ogni scossa (ce ne sono circa 250 nelle 24 ore, molte sono perfettamente percepibili, specialmente quelle che avvengono di notte, che ti svegliano di soprassalto) il trauma si rinnova e li tiene in uno stato di costante allerta nervoso che li sta logorando. Non riescono a stare in luoghi chiusi, tollerano a malapena le tende, molti dormono in macchina. Davanti alle case integre si vedono le tendine da campeggio della famiglia, che dorme lì perché nessuno ce la fa, a rientrare in casa sua.
I primi tre giorni mi sono immersa nel lavoro a testa bassa, è il mio modo di reagire alle situazioni più grandi di me. Mi concentro al 100% su quel che c’è da fare e lo faccio meglio che posso. Ho già lavorato in situazioni di emergenza, e so che posso non mangiare né dormire per giorni, se la situazione lo richiede, e rimango perfettamente lucida. La stanchezza arriva solo quando mi rilasso. E così ho lavorato e lavorato e lavorato. Ho preparato e distribuito migliaia di pasti, ho montato tende, ho organizzato un magazzino per gli aiuti che stanno arrivando (coperte e vestiti) in modo che gli sfollati possano trovare un paio di mutande taglia 6, una coperta matrimoniale o una tuta da ginnastica di pile se ne hanno bisogno. Pensavo che se mi fossi realmente guardata intorno, la sofferenza di quel che vedevo mi avrebbe annientata e resa incapace di dare il massimo. Già vedere le case distrutte e immaginare la sofferenza di chi ha perso tutto quel che possedeva oltre a parte della propria famiglia era qualcosa che mi ammutoliva. Così ho lavorato a testa bassa dalle 9 del mattino alle 10 di sera. Poi un giorno mentre salutavo a fine giornata, un paio di occhi si sono fissati nei miei, e hanno rotto il muro tra me e il dolore. Mi è entrato tutto dentro come un coltello e faceva un male boia. Ho pianto per un’ora, incapace di fermarmi né di vedere nient’altro che quegli occhi, che mi fissavano pieni di tutte le cose orribili di quella notte, pieni dei morti, delle urla, delle macerie di case distrutte, pieni di paura per un futuro senza più lavoro né casa, né parenti, eppure occhi ancora vivi, alla ricerca di un modo per uscire dalla sofferenza "facendo". Anche per me il “fare” è l’unico modo per reagire alle situaizoni. Per questo mi dà fastidio quando sento dire alla tv che i volontari sono Angeli. Forse qualcuno lo sarà pure, ma io no (e nemmeno gli altri che ho trovato lì). Sono una persona assolutamente comune, con lavoro, progetti, famiglia, scazzi, come tutti. Ho semplicemente risposto di sì, esattamente come tanti altri.
E mi fa arrabbiare che qualcuno, là in alto, pensi “Che i disastri succedano pure, tanto poi ci penseranno frotte di Angeli, a rimettere tutto a posto”. I morti non si rimettono a posto, e nemmeno le famiglie. La zia di G. ha perso i due figli piccoli perché costruire abitazioni antisismiche su una faglia è meno importante di altri progetti inutili ma splendidi. Nessuno ha controllato i criteri con cui le case erano costruite, nessuno ha pensato di andare a verificare se i terremoti si stessero effettivamente intensificando o fosse un'allucinazione collettiva. Un Geofisico che aveva previsto il terremoto collocando l'epicentro a Sulmona, a soli 30 km dall'Aquila (30 km su un'area estesa come l'Abruzzo sono davvero un'inezia), è stato addirittura denunciato per procurato allarme.
E ora i media sono costretti a coprire queste mancanze cianciando che i terremoti non si possono prevedere e che i morti sono una tragica fatalità. Per questo i tg parlano tanto di ‘sti cavolo di Angeli: si concentrano sui volontari per distrarre l’attenzione da quello che non possono raccontare: "Signore e Signori, ecco a voi un vero Angelo! Ah, e ricordatevi che i terremoti sono eventi imprevedibili e le tragiche conseguenze non si possono prevenire in alcun modo!".

10 aprile 2009

Buona Pasqua!/Happy Easter!

Mi allontano per qualche giorno, nel frattempo vi auguro la Pasqua più serena possibile.

I will leave for a few days; wish you, as much as it possible a Happy Easter!

9 aprile 2009

Esxence report 3/3

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Poi ci siamo spostati nuovamente (abbiamo zigzagato parecchio ma c’erano così tante cose belle, e al programma che avevo fatto io, tutti hanno potuto aggiungere il proprio pezzetto) per esplorare le fragranze di Les Nez: a me piace da morire The Unicorn Spell, una fragranza delicatissima, fatata, fatta di aurora rosata, violette umide e lacrime di unicorno; l’Antimatière, invece, con le sue spezie potenti e nessuna nota di testa, è intrigante, va sentita senz’altro sulla pelle perché si sviluppa soltanto un po’ di tempo dopo averla spruzzata, non è una fragranza che si fa incontrare rapidamente. Particolare. Di questa linea ci è molto piaciuta la novità Manoumalia di Sandrine Vidèault (le altre sono di Isabelle Doyen, autrice dei Goutal), a base di fiori polinesiani: fragrea (un fiore vicino al frangipani), tiarè e ylang ylang, in un’esplosione di femminilità esotica e sensualissima. Intenso, sonoro come piace a me, quasi concreto nella sua dolcezza fiorita e animale, non vedo l’ora di provarlo sulla pelle. Ho visto che chi l’ha fatto, ha sospirato annusandosi il polso!
Poi Silvio Levi di Calè ci ha accompagnati a scoprire le fragranze di Humiecki & Graef. I due fondatori si sono rivoti a Christof Laudamiel per ricreare 5 emozioni ben precise, che sono alla base dei profumi. Abbiamo iniziato da Skarb la melanconia, un segreto spesso celato nel cuore degli uomini, un profumo freddo e amaro freddo di incenso e assenzio; Askew, che evoca il furore della rabbia, un urlo di vetiver, appesantito da un sentore di pelle (catrame di betulla) e appuntito dal cardamomo, che è piaciuto davvero molto specialmente ad Adjiumi (e a mio marito, che ha voluto provarlo la sera stessa); Geste, ispirato dall’intensità della passione di una donna matura per un giovane uomo, Multiple Rouge, una sorta di fragola intergalattica e pop, evocativa del momento in cui ti lasci andare alla pazzia e balli selvaggiamente, incosciente di tutto il mondo intorno a te e per finire Eau Radieuse, una specie di rivisitazione futuristica della Colonia che a me è piaciuta davvero tanto: fredda, cristallina, trasparente, quasi mistica nella sua essenzialità luminosa (banana, mandarino, limone, menta, rabarbaro). Le fragranze si sviluppano in maniera un po’ anticonvenzionale, come una stella a cinque punte invece che come una piramide, cioè rivelando un’alternanza di sensazioni invece di un percorso lineare. Piacevoli, particolari, le voglio testare con calma: Laudamiel è un compositore che mi piace molto per la sua capacità di trasformare qualsiasi fragranza in un navetta spaziale ipertecnologica da 23esimo secolo. Parla già oggi la lingua che parleremo tra un secolo e mezzo. Grazie per avercele presentate e grazie per la bella foto che mi ha mandato!

Grazie ai contatti di Adjiumi abbiamo conosciuto le fragranze della Farmacia SS: Annunziata: la linea di edt, le dp e i parfum (Ambra Nera, Vaniglia del Madagascar, Patchouli Indonesiano). Ho scoperto anche la linea di profumi in gel che si spalmano sulla pelle e si assorbono subito, ma che in effetti sono dei veri profumi, capaci di durare per ore. Io ho provato Chia, un gourmand coccoloso come un pasticcino al limone e al momento della doccia, 4 ore più tardi, era ancora perfettamente presente al suo posto. L’Ambra che ha colpito al cuore diverse persone per la sua morbidezza speziata, e anche il severo Patchouli ha mietuto qualche vittima.

Io ho voluto farvi incontrare alcuni creatori perché spesso conoscendo loro si capiscono meglio le fragranze che creano, è come se se ne sentisse meglio la voce. Ed è stimolante poter fare domande direttamente a chi ha composto qualcosa che ci piace tanto. Tra le altre cose, apre la mente e permette di ottenere una visione più chiara di come si compongono i profumi, spazzando via qualche dubbio e molti pregiudizi. Anche questa è formazione, e io sono grata a tutti coloro che hanno partecipato con orecchie aperte, cervello in movimento e narici aperte, perché l’esperienza di sabato contribuisce a portare la competenza sui profumi ad un livello un po’ più alto, il discorso si fa più interessante e si crea cultura. Quindi alla prossima, amici!

ENGLISH TEXT
Then we moved again (there were so many beautiful things, and everybody could add something to the draft program I'd done) to explore Les Nez fragrances; I love The Unicorn Spell, a delicate, magic fragrance featuring pink dawns and unicorn tears; Antimatière on the other hand, is powerfully spicy, and with no "head", an intriguing fragrance revealing itself only after a bit of meditation. Particular. New Manoumalia by Sandrine Vidèault (the other Les Nez fragrances are by Isabelle Doyen, Goutals' author) is based on Polynesian flowers: fragrea (next to frangipani), tiare and ylang ylang in an explosion of exotic and sensual femininity which many participants loved at first sniff. Intense, almost tangible in its sweetness and animalic floweriness, I look forward to trying it on the skin. Then Silvio Levi of Calè led us to discover Humiecki & Graef line. The two founders sked Christof Laudamiel for 5 very specific emotions, which are the basis of these perfumes. We started from the Skarb (melancholy, a secret ofet hidden in the hearts of men), a cold and bitter scent with cool incense and wormwood; Askew, evoking a burst of wrath, a scream of vetiver, burdened with suede (birch tar) and sharpened by cardamom, which Adjiumi (and my husband, who wanted to try it the same evening) enjoyed very much; Geste, inspired by the intensity of passion between a mature woman and a young man; Multiple Rouge, a sort of intergalactic, pop strawberry, evocative of the time at which you let loose and dance wildly, unconscious of the whole world around you; and finally Eau Radieuse, a kind of futuristic redesign of Cologne which I liked very much: cold, transparent, almost mystical in its light essence (banana, tangerine, lemon, mint, rhubarb). Fragrances are developed in a somewhat unconventional way, a five-pointed star instead of a pyramid, that alternates sensations rather than providing a linear path. Pleasant, special, I want to test them calmly: Laudamiel is a composer that I ladmire for his ability to turn any fragrance into a space shuttle from hyper 23rd century. He already speaks a language we'll speak in a century and a half. Dear Mr. Levi, thank you for you supporting us and thanks for the beautiful pictures you sent me!

Through contacts of Adjiumi we went to meet Farmacia SS. Annunziata staff who introduced us with the three lines: edt, edp and parfum (Black Amber, Madagascar Vanilla, Indonesian Patchouli ). I also discovered perfume gels that you spread on the skin and is absorbed immediately, but which actually are true perfumes, lasting hours. I tried Chia, a gourmand soft and comfortable as a lemon cupcake and when I showered, 4 hours later, it was still present. Ambra Nera (Black Amber) struck several people for its spicy softness, and even the stern Patchouli has claimed some victims.

At the end, I wanted you to meet with some creators because these meetings often help to better understand fragrances they create, as if you heard their voice more clearly. And it's challenging to ask questions directly to those who have composed something that we like so much! Among other things, it opens the mind and allows a clearer view of how perfumes are composed, sweeping away many doubts and prejudices. Again, this is training, and I'm grateful to all those of you who participated with open ears, motionless brains and open nostrils, because Saturday's experience will bring perfume cpmpetence at a higher level, discussions will get more detailed and interesting and this will create culture. So see you soon, my friends!





7 aprile 2009

Esxence report: 2/3

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Poi siamo andati a conoscere Vero Kern. Io l’avevo incontrata già il giorno precedente e poi vi scriverò a proposito del tempo stupendo che abbiamo passato insieme. Vero ha conquistato tutti, voglio dire che ha conquistato non solo noi ma tutti, alla manifestazione. Donna di gran temperamento ed infinita dolcezza, di età indefinibile ma già nel periodo della saggezza, ha presentato i suoi tre piccoli gioielli: Kiki, la lavanda più particolare che possiate immaginare, legnosa, moderna, indefinibilmente raffinata, così fuori da qualsiasi clichè da ridefinire l’idea stessa di fragranza alla lavanda; Rubj, un fiorito alla tuberosa potentemente allegro e sensuale, capace di spingere l’umore verso l’alto e mantenerlo nella gioia tutto il giorno (sentiste cos’è sulla pelle maschile!!!) e Onda, un cuoiato-marino insolito, interessante, cerebrale, che ha conquistato un po’ tutti. Le composizioni sono piuttosto complesse, orchestrate magistralmente (solo lei poteva far durare una lavanda 8 ore!) e con ingredienti naturali di qualità altissima, che infatti le fanno vibrare fino a far girare la testa. Turin dedica a queste tre fragranze un sacco di meritatissime stelle, lo bacerei in fronte per questo riconoscimento. Probabilmente a Vero le stelle non interessano molto, le interessa che la gente si goda quello che lei crea, nella cucina di casa sua, a mano. I commenti dei partecipanti su questa Signora e sulla vitalità gioiosa che emanano le sue creazioni mi hanno fatto pensare che sì, quello che lei fa è stato compreso appieno.
In Italia le sue fragranze si trovano solo da Campomarzio70: i ragazzi sono stati eccezionali, disponibili, ci hanno dedicato tanto tempo, tante spiegazioni e tanti campioni da annusare. Si vede che sono guidati dalla passione e in questo io li ho sentiti vicini: confrontarsi con persone così è una gioia (nella foto, Valentino e Vero). Quando il profumo è vera arte va trattato come tale. Come avviene nella Gallerie d’arte, è necessario che il gallerista dedichi tempo ed energie a chi entra per consentirgli di godere appieno ciò che sta guardando (o nel nostro caso, annusando). Così la creatività dell’artista e il gusto dell’appassionato possono incontrarsi, capirsi e sposarsi: l’artista guadagna e può continuare a produrre la sua arte, il gallerista guadagna e può continuare a proporre Bellezza nella sua Galleria, il cliente appassionato si porta a casa uno squarcio di questa Bellezza che illuminerà la sua vita e gli darà piacere a lungo. Coniugare arte, passione e guadagno si può: grazie ragazzi per esservi spesi così tanto con noi!

E grazie anche a Roberto Drago di Kaon (nella foto), con cui abbiamo passato una magnifica mezz’ora parlando di grosse novità Kaon in arrivo di cui non posso dirvi niente (ma preparatevi, ne annuserete delle belle, che oltretutto portano una firma che ci piace molto). Roberto ci ha raccontato un po’ di dettagli che stanno dietro alla distribuzione delle fragranze, aiutandoci a capirne meglio i meccanismi, così da chiarire alcuni dubbi. Poi ci ha accompagnati ad incontrare Pierre Guillaume, creatore di Parfumerie Generale. Pierre è una persona squisita, piena di entusiasmo ed energia, ci ha dato una botta di adrenalina raccontandoci alcune cose interessanti sulla struttura delle sue fragranze, in particolare sui legni che usa (sandalo e patchouli soprattutto) per creare degli effetti. Ad esempio come impiega il patchouli quando vuol creare una fragranza al patchouli o come lo usa quando vuole appesantire note più volatili. Ci ha fatto provare alcune fragranze, tra cui il patchouli e L’Ombre Fauve, che è piaciuta moltissimo per un’indefinibile polverosa, commovente tenerezza. Chiacchierando con noi ha sottolineato la necessità di creare un vocabolario olfattivo condiviso, in modo che tutti capiscano la stessa cosa, quando si parla di “lattoso”, di “metallico ecc. Lui parlava un francese molto lento e perfettamente comprensibile e tutti eravamo assolutamente affascinati dalla sua verve instancabile. Anche nel suo caso, colpisce la passione per quel che fa e l’entusiasmo con cui ne parla. Piccola anticipazione: in questo momento sul suo scaffale ci sono quattro nuovi profumi, pronti da lanciare, ma non sa ancora con quale ordine usciranno... Intanto abbiamo potuto portarci a casa alcuni campioni di quelle attuali, gentilmente messi a disposizione da Roberto. Quelle di Parfumerie Generale sono fragranze particolari, moderne, per niente superficiali e, appunto per questo, hanno bisogno di essere ascoltate con calma. Io sto iniziando con Felanilla e Drama Nuui, che sto testando oggi e di cui scriverò presto. Intanto, sul forum di Adjiumi sta per iniziare la settimana dedicata all’esplorazione delle fragranze Parfumerie Generale, e dei profumi racchiusi nelle fialette ricevute sabato si sta già parlando!
Mentre eravamo nello stand di Kaon c’è stato tempo per provare la nuova linea Sigilli, creata da un appassionato, che ha deciso di saltare dall’altra parte realizzando qualcosa di suo per celebrare le bellezze della sua terra e della civiltà etrusca che l’abitava millenni fa. Purtroppo lui non era lì, sarebbe stato bello farsi raccontare com’è, fare questo salto! Avremo di certo altre occasioni. (segue)

ENGLISH TEXT
Then we went to smell perfumes by Vero Kern. I already met her the day before and I'll write about the wonderful time we spent together. Vero conquered veryone, I mean not only us but everyone at the event. Woman of great temperament and infinite tenderness, of indefinable age but in the period of wisdom, she introduced us her three small jewels: Kiki, the most notably lavender you can imagine, woody, modern, incredibly refined, well outside any cliché but redefining the very idea of lavender fragrance; Rubj, a flowery tuberouse powerfully sensual and cheerful, able to push the mood up and keep it in joyful state all day long (you have to test it on men skin!) and Onda, a leather-marine unusual, interesting, complex, very intellectual which gained us all. Vero's compositions are quite complex, masterfully orchestrated (only she could make a lavender last 8 hours!), rich with high quality naturals which make them vibrate up to turn the head. Turin dedicates to these three fragrances a lot of stars, I'd kiss him in the front (Italian way of expressing joy and gratitude) for this recognition. Probably Vero's not interested in stars very much, she wishes people to enjoy what she creates in her kitchen, by hand. The comments of participants about this Lady and the joyful vitality emanating from his creations made me think that yes, what she does has been understood. In Italy her fragrances are distributed only by Campomarzio70: the boys were outstanding, very available, they've devoted so much time, so many explanations and numerous samples to us. You feel they are driven by passion and it's a joy confronting with people like these. When scents are true art, they should be treated as such. As in art galleries, it's necessary for the gallery to devote time and energy to those who enter it, to enable them to fully enjoy what they are watching (in our case, smelling). So the artist's creativity and the aficionado's taste can meet, understand and start a happy marriage: the artist earns money and can continue to produce his/her art, the gallery owner earns money and can continue to offer Beauty in his/her gallery, the customer brings home a glimpse of Beauty that will illuminate his/her life and will give him pleasure for long. Combining art, passion, and money is possible: thanks guys for spending youselves with us!
And thanks also to Roberto Drago of Kaon, with whom we spent a wonderful half hour talking about major news I can't tell you anything about (but be prepared, they'll smell nice, with a signature we appreciate very much) . Roberto told us details behind the distribution of fragrances, helping us to better understand the mechanisms, and to clarify some doubts. Then he brought us to meet Pierre Guillaume (Parfumerie Generale). Pierre is delicious, full of enthusiasm and energy, he gave us a hit of adrenaline telling some interesting things about the structure of his fragrances, especially the woods he loves to use (especially patchouli and sandalwood) to create an effect. For example, the way he uses patchouli he when wants to create a patchouli fragrance or how he uses it to give weigh to more volatile notes. We tried some fragrances, such as the Patchouli and L'Ombre Fauve, which smells of an indefinibile powdery, touching tenderness. While chatting with us he stressed the need to create a shared olfactive vocabulary, so that everyone may understand the same thing when we speak of "milky" or "metallic" etc.. He spoke a respectfully slow and perfectly understandable French, we were absolutely fascinated by his tireless verve. To give us a preview he told us on his shelf there are four new fragrances now, ready to be launched, but he still doesn't know what order he'll sort them out... Meanwhile, we were able to bring home some samples of the ones in the line, kindly made available by Roberto. Parfumerie Generale fragrances are special, modern, not at all superficial, and need to be smelt calmly. I'm starting with Felanilla and Drama Nuui, I'm testing them today and I'll report soon. Meanwhile, Adjiumi niche Perfumes forum is about to begin a week dedicated to exploring the Parfumerie Generale fragrances!
While we were in the space Kaon there was time to try the new line "Sigilli" created by a perfumista who decided to skip to the other side, creating something personal to celebrate the beauty of his land and the Etruscan civilization which lived there millennia ago. Unfortunately he wasn't there, it would have been nice to be told how it's like, jumping to the other side! (follows)

6 aprile 2009

Sniffatona Esxence: resoconto/Esxence Sniffathon: report (1/3)

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La due giorni Milanese mi ha lasciato tanto da materiale da scrivere per un mese…inizierei dalla nostra Sniffathona di sabato, ok?
Quando alle 11 Diakranis e io siamo uscite per incontrarvi io non mi aspettavo un gruppone così numeroso, e pensare che alcuni erano già dentro! Che belli che eravate lì fuori, mentre finalmente vi conoscevate con le vostre facce e tutto il resto. Per me è un’emozione ogni volta che riesco a dare un volto ad ognuno di voi, amici virtuali, che sebbene conosciate solo una parte della mia vita, è comunque una parte molto importante. Sapete molto di quello che c’è da sapere su di me: il profumo può sembrare qualcosa di frivolo o superfluo, ma per come lo intendiamo noi è una specie di chiave per entrare nell’anima delle persone. Capite quindi che quando v’incontro, più che conoscervi, vi riconosco, cioè associo la fisicità ad un’anima la cui vibrazione ho già sentito da tempo. Molto, ma molto bello. E così, un po’ emozionata e incuriosita da questo gruppone di età, provenienze, e sessi diversi, sono rientrata per godermi la giornata con i miei amici. Come al solito non dirò chi c’era perché posto le foto (chi avrà voglia di associare foto e nick, lo dirà da solo), ma quando c’eravamo tutti, ho contato ben 20 persone.
Abbiamo cominciato dallo spazio di Montale, perché qualcuno aveva desiderio di conoscere bene la linea e in particolare gli oud. E qui abbiamo trascorso una mezz’ora di racconti. Ho visto mezzi svenimenti per le fragranze nuove, alcune delle quali arriveranno anche in Italia: L’Oud Leather, potentemente cuoiato, e il Pure Gold, un legnoso-fiorito molto intenso mi sono sembrate le più apprezzate, a me è piaciuto tanto Louban, che ho sentito ombroso, misterioso. Poi ci siamo spostati per incontrare Celso Fadelli di Intertrade, che ci ha fatto conoscere le candele Quadrisensoriali di Hype Noses. Ci ha presentato Stephane Humbert Lucas, che con la moglie ha creato il marchio Nez à Nez e che ora si è buttato in questa simpatica follia un po’ romantica, realizzando candele che oltre ad essere belle alla vista, piacevoli da maneggiare, e a profumare golosamente, scoppiettano. Infatti la fiamma bruciando emette un leggero e costante crepitìo, come un caminetto acceso. Un piacevolissimo sottofondo romantico ad una serata a lume di candela. Poi l’affascinante Stephane ci ha guidati alla scoperta delle fragranze Nez à Nez. Qui le piumine rosse con cui sentire i profumi sostituiscono le mouillettes di carta, e trovo che questo piccolo escamotage sia utilissimo: le piume restituiscono meglio la fragranza per come sarebbe effettivamente sulla pelle. Atelier d’Artiste con il suo sottofondo buio, liquoroso di rhum e tabacco per me è una delle migliori, ma anche Ambre à Sade, un’ambra avvolgente e calda e Bal Musquè sono piaciuti molto. Stephane si è speso molto con noi, cercando di raccontarci l’ispirazione delle diverse fragranze, poi ci ha lasciato liberi di sperimentare e provarle tutte. Il bello dei gruppi numerosi è che poi si scompongono in 5-6 gruppetti più piccoli, che si scambino impressioni, si chiamano e commentano “Senti questo e dimmi se c’è del vetiver ” “Ma tu cosa senti qui?” “A me piace questo così fiorito!” che crea un brusio pieno di esclamazioni di stupore e di piacere. Io mi sono allontanata e mi sono goduta il vostro piacere per qualche minuto, felice di essere lì con voi e di rientrare nel gruppo per partire verso un’altra esplorazione. Quella dei profumi di Nasomatto, cioè Alessandro Gualtieri, che ci stava aspettando. E lì abbiamo scoperto una delle fragranze (per me) migliori tra quelle presentate: il Black Afgano, di cui poi vi racconterò meglio (ho parlato con Alessandro anche il giorno precedente, e sto scrivendo l’intervista). Delle fragranze della sua linea, questa mi ha fatto accelerare i battiti e mi ha avviluppata in una nuvola di sesso. Sì, lo commentavamo tra chi ha avuto il fegato di provarsela addosso (è potentissima e molto dark, assolutamente non per anime candide): questa fragranza è conturbante da morire, fa entrare in uno stato peccaminoso. Non te ne accorgi subito, ma ti avvolge in una coperta stregata scura e misteriosa, in cui (forse) ci sono dei legni, dell’oud, del single malt, forse anche del fumo vero, estratto con gas solvente… mah, nessuno lo sa tranne Alessandro, ma provarla sulla pelle è abbastanza sconvolgente. Sconvolgentemente bello, e lussurioso, intendo.
Questa finisce dritta dritta nella wishlist. Ehi tu, bel baritono sedotto come me dall’Afgano, allora, quando la compriamo? Ma poi le abbiamo riprovate tutte, dall’euforizzante Hindu Grass al fresco e metallico Musk, passando per l’Assenzio vigorosamente verde/legnoso e l’ammaliante China White (nella foto, Cristian e Marinella testimoniano il potere euforizzante di Hindu Grass). Alessandro era lì con noi, abbastanza incuriosito da questo gruppo di non addetti ai lavori entusiasti che a loro volta erano curiosissimi di capire qualcosa in più su chi sta dietro a fragranze così “estreme”, capaci di farsi amare od odiare ma non di lasciare indifferenti. Qualcuno che ha fatto domande e si è visto depositare sul braccio una goccia di assoluta di rose, qualcun altro è rimasto letteralmente folgorato dalla personalità di Alessandro. Io non posso che ringraziarlo per aver dedicato un pò della sua energia a 20 pazzi sconosciuti che facevano mille domande.

Rita di Intertrade ci ha poi guidati in un tour delle fragranze della nuova linea Byredo. Ci ha raccontato che Ben Gorham, il creatore del marchio, ha chiesto ad alcuni compositori molto conosciuti di creare le fragranze della sua linea: Chembur (un picnic a Mumbay), Fantastic Men, Pulp, Rose Noir e le altre. Vanno ritestate con calma: avevamo il naso pieno di Montale e Nasomatto, due carichi da undici, e queste, così luminose, diverse nei toni e nei modi, le abbiamo sentite poco. Vorrei ringraziare Rita per la sua pazienza, non è semplice stare sotto il fuoco di fila delle nostre domande e lei è stata non solo gentile, ma si è appassionata insieme a noi … ci aveva già visti a Firenze, a Bologna e ormai un pò ci conosce. Spero si sia divertita un po’ anche lei (noi sì).
(segue)

ENGLISH TEXT
The Milanese days left me much to write I’ll start with our Saturday’s Sniffathon-a ok? I was not expecting such a huge group! Even if you, virtual friends, know only a part of my life, it’s a very important part. You know much of what there’s to know about me. The scented world may look frivolous or unnecessary, but the way we approach it turns it into a key to unlock people’s souls. Every time I meet you I simply add a face to a soul’s vibration I had already perceived and got to know. Very, very beautiful. We started from Montale, because someone wished to know the whole line and especially the Ouds. And there we spent half an hour smelling, listening to interesting stories, details, pyramids. The four new fragrances were on display and a couple will be available in Italy: the Oud Leather, a powerful leather, and Pure Gold, a very intense woody-flowery were the most appreciated, but I preferred the misteriously dark Louban. Then we moved to meet Celso Fadelli of InterTrade, which introduced us to the Quadrisensorial candles Quadrisensoriali “Hype Noses”. He We presented us Stephane Humbert Lucas, who with his wife created the Nez à Nez and now has developed this crazy, nice, romantic project. The candles rare beautiful to the eye and pleasant to handle, with smelling deliciously and… crackling. In fact, the burning flame emits a constant, light crackle like a fireplace. A pleasant background for a romantic evening by candlelight. Then the charming Stephane led to the discovery of fragrances by Nez à Nez. Here, red feathers replace the paper Mouillettes and I find that this little trick is very useful: feathers better convey the real fragrance as it would be actually on the skin. Atelier d'Artiste with its dark background, rhum and tobacco, is one of the best for me, but also Ambre à Sade, a warm, confidential amber and sumptuous Bal Musquè were much appreciated. Stephane has spent a great deal with us, trying to tell us the inspiration of the different fragrances, then left us free to experiment and try them all. And the huge group splitted in 5-6 smaller ones commenting and chatting "Please tell me if you smell the vetiver as I do" "But what do you smell here?" "I like this, it’s so flowery!" creating a buzz resonating pleasure and surprise. I've moved away, enjoying your pleasure at a distance for a few minutes, happy to be there. Then returned the group and went for another exploration. That of Nasomatto, namely Alessandro Gualtieri, who was waiting for us there. And there we found one of the best fragrances (for me) in the show: Black Afgano, of which I’ll tell you better in a separate post (I spoke with Alessandro the day before, and I'm writing down the interview). This fragrance had my heartbeats speed up and I was thrown into a cloud of sex. Yes, the commenting among those who were brave enough to wear it on skin (it is very powerful and dark, definitely not for candid souls), defined this as a provocative fragrance, one that brings you in a sinful, altered state. You won’t notice it right away, but it wraps you in a dark, bewitching blanket made (perhaps) of woods, oud, maybe even single malt scotch and butan-extracted hashish... none knows except Alessandro, but trying it on skin is quite overwhelming. Overwhelmingly luscious and supple and sensuous, I mean.
This goes directly first place in my wishlist. But then we tried them all, from exhilarating, refreshing Hindu Grass to cool and metallic Musk, to the vigorously woody/green Absinthe to the languid, polished China White. Alessandro was there with us, quite intrigued by this group of non-experts enthusiasts who, in turn, were curious to understand something more about the author of such "extreme" perfumes, which are only to love passionately or hate, but which cannot leave indifferent. We were literally struck by Alessandro’s personality. I can only thank him for sharing a little bit of his energy with 20 crazy strangers with too many questions.

Then Rita (Intertrade) led us to a tour aorund fragrances by Byredo: Ben Gorham asked a bunch of composers to realize his fragrances, but our noses was already "full" with loud fragrances by Montale and Nasomatto and these will need a further inspection and a calmer approach. Thank you Rita for your support, It wasn't easy to answer to our thousands questions but... you came to know us a little bit now, and I hope you had fun with us. We did, a lot (follows).

Mi fermo un momento

Per pensare con affetto a tutti gli amici che abitano in Abruzzo e in Umbria, che stanotte sono stati terrorizzati dal terremoto o, peggio, che in questo momento stanno soffrendo per la perdita della casa o di qualche persona cara.
Riprendo domani.

1 aprile 2009

Programma per Esxence/Programme for Esxence

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Ecco cos'andremo a fare a Esxence, oltre ad annusare di tutto e di più.
Vi ho organizzato un incontro con Pierre Guillaume, con cui parlremo delle fragranze nuove di Parfumerie Generale, e ci stanno preparando qualche campione da portare a casa per capirle con calma e in relax. Tra gli altri autori che ci daranno un pò di tempo tutto per noi di Bergamotto e Benzoino, per conoscerli e farci raccontare le loro fragranze, ci sarà il Nasomatto Alessandro Gualtieri che non vedo l'ora di conoscere, Stephane Lucas, creatore delle fragranze Nez à Nez e, domani ne avrò conferma, Olivier Creed, ultimo discendente della famiglia Creed.

Sono previste sorprese profumate per noi, chiacchiere, allegria e un mare di fragranze da annusare. Ci vediamo all'ingresso in modo da entrare per le 11 ok? Domani vi posto un cellulare dove potete rintracciarmi per ogni eventualità.

ENGLISH TEXT
Here's what we are doing Saturday at Esxence, in addition to sniffing everything and more. I arranged a meeting with Pierre Guillaume, who will introduce new fragrances in the Parfumerie Generale line; they are preparing samples to take home to understand them at ease. Other authors who will give some time for Bergamotto and Benzoino readers, in order to meet and tell us about their fragrances, will the "Nasomatto" Alessandro Gualtieri whom I look forward to meeting, Stephane Lucas, creator of Nez à Nez fragrances and if tomorrow it will be confirmed, Olivier Creed, the last descendant of the Creed family.

Scented surprises are planned, chatting, fun and a huge bunch of fragrances to smell. See you at the gate in order to get in at 11, ok? Tomorrow I'll post a cell number where you can call me in any eventuality.