25 gennaio 2010

Tam Dao (Diptyque, 2003)

Ho una serie di  cose mezze scritte, imbastite o quasi finite sul desktop, quindi in teoria, parlare di Tam Dao oggi non ci stava proprio. Avrei dovuto farvi vedere le foto dell’incontro di giovedì da Caleri (http://www.mentelocale.it/ in homepage, a destra), magari con un po’ di resoconto (è stata la lezione più bella finora), eppoi avrei dovuto postarvi il visual di Hiroshima Mon Amour con le mie emozioni sulla fialetta che Stephane mi ha mandato con la fragranza quasi finita. Eppoi c’è l’articolo su Spray da farvi vedere, gongolando un po’. Tutto questo in teoria. Invece, nelle settimane scorse mentre mi preparavo per la lezione sui profumi a base legnosa ho scoperto Tam Dao (Diptyque) e… bamm! E’ stato amore assoluto.
Ci sono cascata dentro e in questi giorni non sto annusando altro. Anche perché è piaciuto tanto anche a mio marito, che infatti venerdì è arrivato a casa con un bel pacchettino profumato da scartare insieme.
Risultato n. 1: ora odoriamo entrambi di Tam Dao (:-)
Risultato n. 2: il flacone finirà alla velocità della luce (:-(

Mi piacciono i lavori fatti “per sottrazione”, e credo che Tam Dao sia uno dei profumi meno complessi annusati finora: d’altronde non avrebbe alcun bisogno di essere più articolato perché le materie prime che lo compongono sono di una qualità così fine che per farle brillare devi solo metterle sotto la luce giusta. Quindi, niente giochi di prestigio, composizioni azzardate ecc., l’arte qui sta nella semplicità, ed in un gusto raffinatissimo.
Ma dico, avete idea della cultura che ci vuole per mettere insieme una mezza dozzina di olii essenziali -solo quelli giusti-, selezionando la qualità più fine, e nelle percentuali giuste?
La fragranza ha un avvio verde e delicato, con un cipresso appena pungentino associato ad un delicato legno di cedro usati in quantità appena percettibile; in realtà sospetto che le note d’avvio abbiano l’unico scopo di introdurre sulla scena un protagonista assoluto della profumeria di ogni epoca ed ogni latitudine: il legno di sandalo. Di qualità eccelsa, secondo me.
Si inizia a percepire chiaramente dopo almeno 5 minuti dallo spruzzo (è una nota di fondo con proprietà fissative delle altre note, quindi all’inizio non si sente) e va avanti per un’oretta abbondante, con un effetto caldo, cremoso, biscottato, di una sobrietà legnosa senza pari. Affascinante. Purtroppo dopo un’oretta non lo sento più; oltre ad essere un edt c’è da considerare che il legno di sandalo è una specie in via d’estinzione e continuando ad usarlo, tra pochi anni si estinguerà del tutto. Da quel che percepisco, nella composizione ce n’è davvero una quantità omeopatica (oltretutto costa un botto) e mi va bene così, per una volta.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

il mio TAM DAO! Brava!
sono molto affezionata a questo profumo in quanto è stato tra i primi nicchia che ho acquistato. Quel maschile/femminile un pò mistico che mi ha ammaliata e che ogni tanto vado a riprendere per godermelo un pò. E' vero che non ha una durata pazzesca ma per fortuna io lo sento per un pò più di un'ora. In ogni caso sto meditando l'acquista della sua crema corpo... ;)
un abbraccio
Barbara Milady

marzipan ha detto...

Una cosa ti invidio, ed è la concentrazione con cui ti immergi in una cosa per volta fino a farla brillare davanti ai nostri occhi, anche se l'abbiamo vista e rivista e quasi non ce ne accorgiamo più. Morale: vado a risentirmi Tam dao.

Tamberlick ha detto...

Aaah, B&B! La nostra simpatia olfattiva procede a gonfie vele! Capita sempre più spesso che condivida il tuo stesso apprezzamento per diversi profumi. Tam Dao non fa eccezione.
Diptyque secondo me è tra i marchi di nicchia più conosciuti uno dei più difficili da incontrare con il naso per la complessità delle fragranze e quel 'quid' distintivo che li contraddistingue. Ci vuole un attimo. E anche con Tam Dao è successo così, prima diventare il mio preferito della linea. Per fortuna anche sulla mia pelle non si limita ad un'ora ma persiste per un po'. Ed è sempre un gran piacere attingere da quei due campioncini che ho e che già da un po' sto pensando di trasformare almeno in un flacone da 50ml (si vede poco, ma c'è anche questo formato).
Alla tua descrizione non c'è nulla da aggiungere, fuorché due personalissime impressioni. A me piace molto per un non so che di aromatico che si fonde in un connubio con una nota salata e cremosa che ho sempre imputato, senza mai esserne sicuro, al legno di sandalo. Una delle mie note predilette. Insomma: Tam Dao è un profumo da meditazione che mi fa stare davvero bene!

lucamerici ha detto...

Dopo averVI letto, come non correre a prendere la confezione e avvolgermi dal "sandalo" di TAM DAO, anche per me il primo profumo di nicchia incontrato e adorato.
GRAZIE!!!

Anonimo ha detto...

Cara BeB,
dei tre "sandali" monocorde che da tempo sto meditando (Etro, Villoresi e Diptyque), Tam Dao è sicuramente il piu verde e il piu effimero per durata come hai giustamente sottolineato tu. Forse è proprio la scarsa longevità che mi ha fatto desistere dall'acquisto finora. Chissà che ti pare degli altri due sandali, se li conosci e se li hai provati...
Magnifiscent

Tamberlick ha detto...

L'altra sera l'ho messo - Tam Dao è una mania - e la mattina dopo riposava ancora piacevolmente sul mio avambraccio! Oh, per una volta mi è andata bene! Il 50ml si avvicina sempre di più... col suo sentore pepatino e salatino. Yum!

BaiLing ha detto...

Che meraviglia questo tuo post!
Adoro Diptyque per le candele ma non ho mai acquistato i profumi... e tu mi hai fatto venire davvero voglia di provare!

Bergamotto e Benzoino ha detto...

BaiLing, in effetti il marchio Diptyque nasce con le candele. Solo che poi ebbero tanto successo che la gente iniziò a chiedere la possibilità di poterle anche indossare, quelle meravigliose fragranze, e quindi loro si videro costretti a creare la versione "profumo" di alcune loro candele. E come le candele, anche i profumi ebbero (e hanno) grande successo: se ci metti delle belle materie prime e crei delle formule interessanti, intriganti, originali, non potrebbe essere diversamente.... prova, prova, e poi se ti va, raccontami cos'hai sentito, ok? :-)

Barbara chissà come dev'essere sontuosa la crema corpo! E forse mettendola sotto al profumo lo farebbe durare ben di più... mumble... mumble...

Lucamerici bentornato! Cosa stai indossando in questo periodo?

Marzipan, nel frattempo sei andata a risentirlo? Mi sa che non è tanto nelle tue corde ma... non si sa mai!

Magnifiscent, in settimana vado a sentirmi (anzi, risentirmi) i due sandali che hai suggerito. E poi torno e ti dico! E se la mia wishlist si allungherà sappi che ti riterrò colpevole!

Tamberlick, sì, Tam Dao è un bellissimo insieme di legni, sorattutto legno di sandalo (è il protagonista della fragranza, quella sensazione cremosa/lattea che senti, io l'avvicino all'odore di biscotti al forno o di brioche salata appena sfornata) e legno di cedro, che invece dà la sansazione polverosa più fresca.
Lo sto scoprendo in questi mesi, di amare da morire il legno di sandalo. Il corso da Caleri serve tantissimo anche a me!

Tamberlick ha detto...

Ciao B&B. Finalmente mi sono procurato 5ml di olio essenziale di sandalo, così ho potuto metterlo vicino a Tam Dao. E' della Flora, quindi credo che sia davvero “santalum album”.
Non ti dico le impressioni! Sono rimasto scioccato da una cosa in particolare: rispetto all'olio essenziale Tam Dao è il profumo che finora gli si avvicina di più, ma è incredibile come, facendo un raffronto, la percezione del profumo cambi al cospetto dell'olio essenziale! E' come se si iniettasse un liquido di contrasto all'interno di Tam Dao che facesse brillare le componenti diverse dal sandalo oppure come se, annusando prima l'olio e poi il profumo, si producesse una "sottrazione" della singola nota olfattiva dalla piramide sicché a salire al naso siano soltanto le rimanenti note. La cosa più divertente, strana eppure un po' spaesante è che questa esperienza lascia dei residui talché, tornando al solo profumo, questo non è più simile a prima, ma è come se lo vedessimo con più attenzione. Tam Dao, per me, è diventato ancora più aromatico di prima.
Non solo. Quest'esperienza me lo ha fatto apprezzare, se possibile, ancora di più, proprio per la sua particolare somiglianza con l'olio essenziale. La prima cosa che mi è venuta in mente, infatti, è che con Tam Dao il naso ha fatto un ritratto al legno del sandalo andando a cercare, attraverso le note aromatiche/verdi, come un pittore fa coi colori, alcuni lati di questa nota che è tutt’altro che semplice; così piuttosto che di somiglianza, preferirei parlare di verosimiglianza: il tipo di verosimiglianza che è quel "quid pluris" che aggiunge a un quadro quel valore che una semplice fotografia del medesimo oggetto non ha.
Ho però dei dubbi. Di quella sensazione cremosa e salata è responsabile il sandalo. Ma come si spiega allora che talune fragranze, anche altamente concentrate,dichiaratamente costruite attorno al sandalo abbiano una nota fungina? Mi viene in mente il sandalo della Confidential Collection di Montale, Le roi Santal di Comptoir e l'immancabile Santal de Mysore di Lutens. Non ultimo un ritorno fungino lo trovo in Cozumel di Laboratorio Olfattivo.

Qualcuno saprebbe rispondermi?

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Bravo Tamber! E' avvicinando le note così, che capisci le diverse qualità/provenienze delle materie prime e puoi "leggere" meglio la fragranza. E infatti hai scritto cose bellissime tipo "E' come se si iniettasse un liquido di contrasto all'interno di Tam Dao che facesse brillare le componenti diverse dal sandalo..." e tutto il resto.
Io qui sento proprio il Santalum Album (o Sandalo di Mysore), la qualità più pregiata in assoluto. Invece, quando senti la nota fungina potrebbe essere un Sandalo "tagliato" (malamente) con qualcos'altro. In genere, poichè ce n'è pochissimo e costa parecchio, lo tagliano con altre varietà di Sandalo di minore qualità, o con altri tipi di legni meno preziosi (ad esempio il legno di guaiaco, che ha una nota "fenolica"). Non credo sia una questione di "sintetico" perchè ad esempio il Sandalore ha una nota più brillante, lontana dall'idea di fungo.
In Cozumel ricordo di aver sentito una nota di sandalo non "fungina" ma potrei sbagliarmi, nel Roi Santal di CSP ho dei dubbi che ci sia, e il sandalo di Lutens lo devo risentire. Poi torno a dirti secondo me cosa potrebbe essere. :-)