1 aprile 2010

Esxence - Incontro con l'Osmothéque

Il sabato degli amici di Bergamotto e Benzoino ad Esxence è iniziato con l’attesissimo incontro con l'Osmothéque.  Al mattino alle 10.15 la sala delle Conferenze era pronta per ospitare Patricia de Nicolai, Presidente dell'Osmothéque con la sua aiutante Letitia e le preziose borse piene di grandi capolavori del passato, ricreati dall'equipe tecnica dell'Osmothéque guidata da Jean Kérleo. Madame è stata davvero squisita, una persona serena e sorridente che ha saputo trasmettere la passione per un lavoro - prezioso e completamente volontario- di ricerca delle formule antiche, di selezione di materie prime che a volte non essendo più usate riusultano difficili da reperire, di ricostruzione delle formule, della loro conservazione in celle a temperatura costante, ed infine, di sensibilizzazione alle tematiche della preservazione del patrimonio profumiero mondiale. Il viaggio nel passato che ha preparato per noi si è snodato come una sorta di itinerario tra le prime fragranze famose nel mondo, fino alle prime che contenevano molecole di sintesi.

Il primo profumo annusato è stata l’Acqua Admirabilis, da una formula del secolo XVII creata da Giovanni Paolo Feminis; una formula semplice con neroli, bergamotto, arancio, limone, lavanda e rosmarino che presentava alcune virtù toniche e rinvigorenti, e che ebbe subito grande successo (a sinistra una foto delle antiche bottiglie, fatta al Museo della Profumeria di Grasse). Feminis lasciò la formula ad un suo lontano parente, J.M. Farina, che ne registrò il nome e la fece conoscere anche in altri Paesi Europei: all’indomani del Trattato di Colonia (1763) che mise fine alla guerra dei sette anni, i Regnanti e i loro seguiti riportarono a casa flaconi di quest'acqua, che da allora venne chiamata proprio Acqua di Colonia e diede vita ad una tipologia di profumo poco concentrato e con note fresche ed aromatiche. La ricetta passò poi da Farina ai suoi due figli, sposati uno con la Signorina Roger e l'altro con la Signorina Gallet.
La seconda fragranza annusata è stata l'Acqua di Napoleone a Sant'Elena.Quando Napoleone venne esiliato nell'isola, chiese ad un suo valletto di confezionargli qualcosa che si avvicinasse il più possibile all'Acqua di Colonia, e il risultato raccoglie la maggior parte delle specie profumate che si trovano sull'isola. L'acquisizione di questa ricetta da parte dell'Osmothéque è molto interessante: qualche anno fa durante un'asta fu battuto del mobilio tra cui uno scrittoio appartenuto a Napoleone; all’interno di un cassetto vennero ritrovati dei fogli con delle annotazioni. L'acquirente si rivolse a Jean Kérleo e gli disse che a lui quei fogli, che chiaramente parlavano di qualche genere di profumo non dicevano niente, ma forse lui sarebbe riuscito a decifrarli. Le carte erano firmate Saint Denis, il nome del valletto di Napoleone, e parlavano di un profumo da preparare per Napoleone all'Isola d'Elba. Fresco (agrumi), aromatico (rosmarino), energizzante, molto moderno.
Il terzo profumo provato è stato l'Eau de Lubin, del 1798, non più una colonia ma un vero profumo, ricco di balsami come il Tolu e di resine tra cui benzoino. Una fragranza molto balsamica, pungente che Giuseppina Bonaparte e Paolina Borghese amavano particolarmente, tanto che fu proprio con questa Eau che Lubin divenne fornitore di Corte.
A seguire abbiamo potuto conoscere Fougére Royale di Paul Parquet per Houbigant (1884), il primo profumo ad introdurre una nota sintetica (la cumarina, cioè odore di fieno appena tagliato), nella formula. E’ un tipico Fougére, ricco di note verdi e dolci, capostipite di schiere di profumi venuti dopo (vi ricordate Drakkar Noir o il Brut di Fabergè?)
Poi la versione originale di Jicky di Aimé Guerlain (1889), che di molecole sintetiche ne aveva ben 3: linalolo, vanillina e cumarina. Una nuvola aromatica e soave di note tra il pungente ed il vellutato, molto affascinante.
(segue qui)

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