28 novembre 2010

Intervista con Frederic Malle (Editions des Parfums Frederic Malle) 1/2

Confesso che prima di incontrarlo mi sentivo un po’ intimidita e ansiosa: non capita tutti i giorni di poter passare un po’ di tempo con un personaggio come Frederic Malle, l'esteta visionario e innovatore che 10 anni fa creò il marchio Editions des Parfums Frederic Malle, che oggi esprime il meglio del meglio, l’assoluta eccellenza nel mondo delle fragranze. Il marchio per il quale qualsiasi compositore farebbe carte false per comporre.
Quando sono un pò nervosa divento più diretta, così parto subito con la prima domanda:
Perché questa folla davanti alla sua porta?
“Perché quando lavorano per me, i compositori sono completamente liberi: possono usare le materie prime che preferiscono, anche le più preziose, e prendersi il tempo necessario a far crescere la fragranza come desiderano” mi dice, con un sorriso che mi mette subito a mio agio.
Frederic Malle, nel 2000, è stato il primo a dare un nome ed un volto agli autori dei profumi; oggi sembra perfino strano, ma fino a pochi anni fa le aziende consideravano i compositori dei semplici “esecutori di profumi” e ne tenevano nascosta l’identità.
"A me sembrava così ingiusto... Figurati che non venivano nemmeno invitati agli eventi di lancio delle fragranze che avevano composto! Volevo far conoscere i loro volti e i loro nomi, mostrare le persone interessanti che si celano dietro alle creazioni”.
Da quando con il suo marchio ha iniziato a metterli in evidenza, e qualcuno di loro ha iniziato a scrivere o ha avviato una linea di profumi a proprio nome, il pubblico ha iniziato ad interessarsi a loro e a cercare informazioni. Sebbene le aziende profumiere non siano felici che il discorso si sposti dalle fragranze ai compositori, non li nascondono più e sembrano persino inclini a considerarli una leva capace di valorizzare i nuovi prodotti. Lentamente, la figura dell’autore sta uscendo dall’ombra, e in base al tipo di lavoro e alla committenza, gli viene riconosciuto uno status anche di tipo "artistico".
Si apettava che la sua felice intuizione ci avrebbe portati qui?
“Quello che desideravo era mettere ordine nella confusione restituendo a ciascuno il suo ruolo. Quando chiedo ad un autore di lavorare per me non gli dò un brief, così può realizzare “il suo”. E questo rende chiaro lo stile di ognuno di loro, perché senza linee guida, senza imposizioni da parte del committente, è la loro creatività, il loro stile, che risalta”.
Come funziona il processo compositivo?
“E’ diverso per ognuno. Qualcuno preferisce lavorare in assoluta autonomia, ad esempio con Jean Claude Ellena ci incontriamo all’inizio per parlare di come sarà la fragranza, a metà del lavoro mi fa annusare qualche bozza, per farmi capire in quale direzione sta lavorando e poi ci rivediamo alla fine. Altri invece, come Dominique Ropion e Maurice Roucel (un compositore che io amo particolarmente per come riesce a giocare con i fiori: Tocade di Rochas, 24 Faubourg di Hermes, L’Instant e Insolence di Guerlain, Envy di Gucci) preferiscono contare sulla mia presenza lungo tutto il processo creativo e il lavoro è a strettissimo contatto, mi utilizzano come una sorta di valutatore. In alcuni casi, ad esempio per quest’ultimo profumo (Portrait of a Lady) Dominique e io abbiamo lavorato fianco a fianco in ogni fase della composizione!”
Quanto tempo dura tutto il processo?
“Ci possono volere fino a 18 mesi di lavoro per giungere alla fragranza finita”. (I marchi industriali, in 18 mesi, di profumi ne fanno uscire ben tre! e sia chiaro, non lo sto dicendo con ammirazione).
Quando gli chiedo della sua formazione ho una bella sorpresa, che avrei dovuto immaginare
“M’interessava l’arte, nella mia famiglia è sempre stata molto importante (uno dei suoi due nonni fu il regista Louis Malle; l’altro, Serge Heftler, fu il fondatore di “Dior Parfums”). Ho studiato Storia dell’arte all’Università di New York e nel 1986 sono entrato in Roure Bertrand Dupont (una delle più importanti aziende essenziere, negli ultimi anni assorbita da Givaudan) e ci sono rimasto 15 anni, sotto la direzione del grande Louis Amic, che mi ha insegnato moltissimo.”
E’ qui che ha imparato le materie prime, e soprattutto, che ha fatto amicizia con alcuni dei compositori che per primi hanno lavorato con lui.
Gli chiedo come sono nate le collaborazioni con i diversi autori:
“Eduard Flechièr era il migliore di Roure, ed è stato così generoso da insegnarmi il mestiere; quando ho messo in piedi il mio marchio, era ovvio rivolgermi subito a lui.
Con Jean Claude Ellena (First di Van Cleef & Arples, Acqua di Parma Colonia Assoluta, Declaration di Cartier ecc) ho avvertito una specie di chiamata, è stata una scelta naturale chiedergli di lavorare per me.
Del giovane Michel Roudnitska, figlio del grande Edmond, non sapevo componesse (ndr, DelRae Parfums). Arrivò portandomi una fragranza pazzesca, bellissima (Noir Epices) e io non me la lasciai scappare.  Pierre Bourdon (Joop, Kouros, Dolce Vita di Dior, Feminitè du Bois) l’ho invitato perché anche lui veniva da Roure, ci conoscevamo da anni e ammiravo la sua capacità innovatrice, aveva creato uno stile del tutto nuovo.  E’ stato Pierre, che mi ha fatto conoscere Dominique Ropion (Ysatis e Amarige per Givenchy, Alien di Mugler, L’Homme di YSL, Kenzo Jungle e L’Elefant, Pure Poison di Dior, Euphoria di C. Klein), che considero il più dotato profumiere oggi in circolazione, con una tecnica pazzesca, capace di tirare fuori il meglio dalle materie prime”.
Maleducatamente lo fermo perché voglio sapere qualcosa di una delle mie compositrici preferite, Olivia Giacobetti e lui gentilmente mi racconta:
“Il mio gruppo di creatori esprimeva già un livello altissimo: alcuni di loro hanno creato Poison, Cool Water, Eau des Merveilles (Ralph Schweiger), Paris (Grojsman) e altre fragranze di culto, che vendono milioni di flaconi in tutto il mondo. Però ad un certo punto sentivo il bisogno di qualcosa di diverso, giovane e fresco. Di Olivia mi aveva colpito molto la cura artigianale con cui costruisce le fragranze, in particolare avevo apprezzato Premier Figuier, composto per L’Artisan Parfumeur. Olivia ha aggiunto un tocco delicatamente chic alla collezione"
Con chi altro le sarebbe piaciuto lavorare?
“Con Jean Louis Sieuzac (Opium di YSL, Dune e Farenheit per Dior, Oscar per Oscar de la Renta), invece, purtroppo non è stato possibile. Inoltre, fino a poco tempo fa avrei detto Carlos Benaim, ma quando mi sono spostato a New York l’ho invitato a comporre le fragranze della nuova linea di profumi per ambiente, insieme a Sophia Grojsman” (ebbenesì, Frederick Malle ha avviato una linea anche per l’ambiente: è eccezionale e ve ne parlerò a breve) e così oggi, anche lui lavora per me!
Continua

Grazie al sito Butterboom per la foto: io ero così presa dall'intervista che ho completamente dimenticato di farne!

4 commenti:

Magnifiscent ha detto...

Cara BeB,
sei arrivata la dove sniffano le aquile. Chapeau!

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Dove sniffano le aquile? Ma sei un genio! Dove le trovi certe definizioni così spassose? Uomo geniale sotto molti aspetti diversi: ogni tanto ne tiri fuori uno che mi lascia senza fiato. :-D

Anonimo ha detto...

fantastico Magn.! :-)

fd

Magnifiscent ha detto...

:-)