6 dicembre 2010

Primo Blind Test

Per meno di trenta euro, si possono trovare in giro profumi commerciali anche ben fatti. L’autore di questa fragranza è Olivier Cresp, un grande creatore di profumi, un maestro, autore tra gli altri di Angel (1992, T. Mugler), Light Blue (2001, Dolce e Gabbana), Ange ou Demon (2006, Givenchy), Midnight Poison (2007, Christian Dior). Qui ha lavorato (con altri Marie Salamagne e Jacques Cavallier) per Yves Rocher, in una fragranza uscita nel 2009 che si chiama “So Elixir”.

Si tratta di un fiorito/fruttato, cioè appartiene ad una famiglia che in questi ultimi 10 anni ha visto centinaia di lanci uno dietro l’altro, ed in effetti una certa “aria familiare” l’avete sentita un po’ tutti, nessuno ha usato la parola “originale”. Bravi: la somiglianza c’è soprattutto con Angel e con Dune (Dior) negli accordi di testa e cuore. Sebbene non presenti particolare originalità, è una fragranza costruita molto bene, e Flinn ha riconosciuto la maestria nella composizione e il fatto che si tratti di un commerciale ben fatto. Perché è costruita bene? Ad esempio, perché le note sono cucite strette, e dopo un avvio esperidato che dura poco e che tutti avete riconosciuto, a fatica si distinguono gelsomino e rosa (citati da nebulosa e michiko), legni ed incenso (nebulosa); vaniglia e zucchero filato citati da arianna e alberto sono in effetti note di vaniglia, fava tonka e probabilmente undecalactone, una nota che ricorda il caramello.
Più o meno tutti avete colto le caratteristiche fondamentali della fragranza, e cioè:
la sensazione fiorita/tropicale, associata a quella gourmand (data dalla frutta e dalla vaniglia),
- la rotondità/morbidezza/calore generale,
- la presenza, corposa e “sonora” sulla pelle.
Curioso e divertente, che a qualcuno ricordi l’inverno (Eleonora), a qualcuno il mare (Marco), a qualcuno i tropici (Alberto)!

Eleonora
Difficile definire il contenuto di questa fiala, la prima percezione che cattura l'olfatto è una nota molto pungente percettibile già prima di aprire l'astuccino trasparente. Un qualcosa che mi ricorda proprio il freddo invernale, di quelle giornate dove il cielo è terso, e dalla pianura si riesce ad intravedere le cime innevate delle montagne, quando il cielo è di un azzurro talmente acceso che ti fanno quasi male gli occhi. Passa qualche secondo e la fragranza acquista un altro tono (che a primo impatto non percepivo), più caldo, vellutato, rassicurante...chiudo gli occhi e accanto a quel contorno d'inverno si affianca un focolare domestico, una casa calda ed accogliente. La luce è soffusa, di tono ambrato generata solamente dal camino acceso e da qualche candela sparsa qua e la...un caldo rifugio in un giorno di pieno inverno.

Arianna
Riconosco una fragranza che mi piace, ha un che di familiare. Inizialmente sento un fiore, ma non so quale, poi mi colpiscono quelli che a me sembrano odore di vaniglia e zucchero filato. Mi pare di sentire per un attimo anche la ciliegia. Dopo qualche minuto c’è qualcosa di più pungente, che arriva più su nelle narici per finire poi tranquillo. Lo trovo avvolgente, caldo, rassicurante.

Flinndudu
La fragranza n°1 si apre con ignoti fiori bianchi, che mollemente lasciano il passo a un leccalecca alla ciliegia che annuncia il piccolo lunapark di note croccanti di zucchero caramellato. Poi le note di fondo che tornano gourmandine, agrumelle e liquiriziose. (E qui acqua e sapone e l'ho lavato via...). La famiglia direi Floreale Gourmand. Gruppo commerciale di medio calibro, non fantastico ma neppure orribile. La fragranza si evolve in modo molto chiaro, forse una certa maestria compositiva? di certo i materiali sono scadenti, anche se non pessimi. Il nome? mi verrebbe in mente Dèlice de Cartier non il più famoso della casa ma comunque porta un nome famoso e più di tanto non lo possono precipitare nella gora-dei-muschiettibianchi. Per quanto penso io potrebbe benissimo essere anche un Bond ...eheheh

Alberto
Si apre con intense note frizzanti di agrumi e ananas, che man mano stemperano lasciando avanzare una fragrante corbeille di fiori bianchi ed esotici avvolti da leggeri soffi gourmand vanigliati e speziati. Rimanda il pensiero ad atmosfere gioiose e tropicali. Nel finale prevale la nota golosa della frutta candita. Una fragranza evocativa di una vacanza ai tropici, mette voglia di viaggiare, scappare dall'inverno e perdersi nella natura tropicale. Una fragranza estiva giovane, per personalità positive romantiche.

Marco
Dopo avere messo qualche goccia sulla cartina l'inizio mi e' sembrato molto vigoroso, pungente, la sensazione d'apertura, da quello che mi sembra avere percepito e' sicuramente decisa con note agrumate e fiorite. Molto probabilmente un EDT. Non sono riuscito a "catalogare" la propria struttura ma, 20 minuti dopo circa, il vigore si e' affievolito a favore di una rotondità buona e piacevole. Indossato le sensazioni sono medesime anche se la persistenza non la avverto più dopo qualche ora. La fragranza mi ha riportato ad una giornata d'estate, oceano blu all'orizzonte. Un mare blu intenso con onde corpose ma non troppo. La vista di questa meraviglia me la godo dalla mia terrazza mentre sorseggio un buon vino bianco. Anche se non è il profumo che indosserei mi ha lasciato buone sensazioni e piacevoli tracce sui vestiti.

Michiko
Il colore liquido nella fialetta è trasparente, limpido. Si apre con una nota esperidata brevissima, che lascia subito il posto a un bouquet fiorito delicato, dalle note primaverili e luminose (gelsomino? mughetto? rosa?). Dopo 5' si apre una nota acuta, che "suona" molto più alta delle altre, emerge sempre più forte e pian piano riempie tutto lo "spazio" del profumo: non so associare questo profumo ad un elemento naturale (fiore?), ma ho una certezza: è esattamente lo stesso aroma centrale di "Euphoria" di C. Klein, uno dei miei preferiti! Con il passare del tempo questa nota permane, calda e zuccherina, sembra non voler "lasciare posto" a niente altro, con una dolce prepotenza: una bella donna, adulta e sensuale che vuol restare al centro della scena, infatti 5 ore dopo è ancora lì, piena e intatta! Provata poi sulla mia pelle però le note iniziali si confondono fra loro, quasi disarmoniche; la nota centrale è più "stemperata", meno netta e anche meno gradevole, quasi acidulo. Un profumo che non mi ha particolarmente emozionata, che non saprei quando indossare, nonostante la somiglianza, sulla carta, ad un profumo che ho amato!

Nebulosa
Un fiorellino, è per me il famoso pesce che puzza dopo 3 giorni, è il semaforo rosso dall'inizio alla fine; la cosa che mi stufa. Legni (del legno di sandalo? Anche dell'oud?) spezie e vetiver, un lato caramellatico/tea verde che mi ricorda della pelle morbidosa dei visi di alcune bambole (un po' di gelsomino?). Sul fondo qualcosa come incenso, è un "Montalico" con una partenza più acquatica e più da mal di testa, con quella nota diapason, secondo me avrebbe/ha un grande successo in zone come il Giappone, con Mango Manga potrebbero formare l'allegra compagnia.

8 commenti:

Michiko ha detto...

WOW, che impressione leggere tanta bravura... ;-D !!

Eleonora ha detto...

veramente interessante vedere come una fragranza evochi una così ampia diversità di sensazioni....un gioco geniale :D!!

Fleurdelys ha detto...

: )

alberto ha detto...

non immaginavo che ives rocher potesse produrre una fragranza di tale qualità, complimenti per la scoperta.

Anonimo ha detto...

beautiful!!!!

Anonimo ha detto...

bravi bravi!!
Marco

Anna Maria ha detto...

Sono io la responsabile di questa scelta: avrei snobbato Tonton Yves se non mi fosse arrivata una salviettina inzuppata di SoElixir.
Personalmente ritengo YR un'ottima marca senza pretese e a basso costo, con un buon rapporto qualità/prezzo.
Sento qui la zampata di Cresp e la sua passione per i gourmand, la tenuta è eccezionale e trovo che questa creazione non abbia nulla da invidiare a tante firme pretenziose, vane e inconsistenti.
Complimenti a tutti

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Sì in effetti la zampata gourmand si è colta abbastanza bene, e se si legge la lista di quello che Cresp ha fatto precedentemente, si capisce che certe molecole usate in quel modo, sono proprio parte della sua "firma". E ora, passiamo alla n.2!