10 maggio 2011

"E' vero che...?" Piccolo resoconto dopo Esxence (1/2)

Il programma degli eventi della scorsa edizione di Esxence prevedeva alcuni incontri dal titolo “E’ vero che…? Miti e realtà del mondo dei profumi”. Gli incontri, organizzati e condotti da Maria Grazia Fornasier (fondatrice di Mouillettes&Co.) con la mia collaborazione, nascevano da una riflessione di Maria Grazia: in rete e sulle riviste si trovano molte informazioni relative al profumo, ma tra falsi miti ed errori ricorrenti, tra traduzioni approssimative, ed espressioni gergali si rischia di riportare errori grossolani, che chi legge spesso non sa riconoscere e prende per buoni.
Condividere informazioni corrette e spazzare via preconcetti antiquati, permette da un lato di facilitare la conversazione sui temi del profumo (allargando l’interesse e l’attenzione intorno alle fragranze), e dall’altro di creare una consapevolezza condivisa che renda possibile apprezzare le fragranze come “oggetti” anche culturali. Con quest'idea in testa abbiamo invitato le persone, tramite il sito di Esxence, il sito di Mouillettes&Co. e questo Blog a fare delle domande, portare dubbi e curiosità, per vedersele spiegate in maniera chiara ed articolata.
Le prime domande arrivate sono state accorpate in una unica, di più ampio respiro:
Qual è la fragranza che attira gli uomini/le donne? La risposta può essere univoca? E nell’ambito del corteggiamento, i Feromoni aiutano davvero?
La risposta comporta la valutazione di fattori sia sociali che personali come ricordi ed emozioni. Quindi, è qualcosa di completamente imprevedibile. Ad esempio io mi trovo a disagio se nell’aria c’è odore di rosa, che invece a mio marito piace molto. Ma entrambi ci sentiamo attirati dai profumi talcati, che ci ricordano il Borotalco, e quindi le coccole, la cura, la delicatezza. Un abitante di Singapore si avvicinerà volentieri ad odori che per noi sono repellenti, e troverà inavvicinabili odori che a noi occidentali piacciono. Non è possibile stabilire con sicurezza cosa piacerà a chi abbiamo davanti; quindi la cosa migliore è indossare sempre qualcosa che ci faccia sentire a posto, a nostro agio, in modo che a risaltare siamo solo noi e la nostra personalità.
Per quanto riguarda il feromone umano, invece, non è ancora stato isolato e riprodotto, quindi non sappiamo esattamente che forma abbia (mentre conosciamo quelli delle api e di alcuni altri animali). Quindi diventa difficile valutare se una cosa che non sappiamo riprodurre sia efficace oppure no. Probabilmente, sapere che si sta indossando qualcosa che aumenta il nostro sex appeal ci rende più sicuri di noi, più rilassati, e quindi più attraenti, e forse le colonie ai feromoni offrono un sostegno di questo tipo.
Una volta, il mio amico Alessandro, che frequenta questi luoghi, mi fece fare un esperimento mandandomi una fialetta con una Colonia arricchita di feromoni senza dirmi cos’era, chiedendomi solo di farla indossare a mio marito. Dopo tre sere, mi ha richiamata per sapere se le serate avevano avuto risvolti romantici, e poiché il risultato non era stato particolarmente significativo, ha realizzato che forse, è l’odore personale della pelle che è importante, e non se contiene o meno dei feromoni.

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Ho letto di recente su una rivista: “Protagonista della fragranza è l’esotica Rosa Purpurea…” e poche pagine oltre: ”Tema cardinale del bouquet è la nota di Mughetto Nero…” Ma esistono davvero tutte queste materie prime strane?
La confusione riguardo agli ingredienti di un profumo è data dal fatto che la formula del profumo e la piramide olfattiva che lo descrive sono due cose diverse, e quando una rivista riporta la piramide olfattiva, sta riportando delle impressioni, non degli ingredienti! Lo scopo della piramide è quello di offrire un’idea indicativa di come odorerà quello che c’è nel flacone, in pratica è costruita dell’ufficio stampa del marchio, per aiutare i giornalisti che ne scriveranno, ad orientarsi tra le note. La formula, invece, è l’insieme delle 20-50-80-200 materie prime che, messe insieme nel modo giusto, danno quel risultato odoroso. Nessuna piramide riporterà fedelmente la lista di materie prime inserite nella formula, perché scrivere: acetato di linalile, isoesuper, hedione, rodinolo, rosa, ionone alfa, acetato di vetiverile galaxolide, habanolide, celestolide, ambrettolide, può dare l'idea del profumo solo a chi conosce bene queste note. Ma se leggete: rosa rossa, violetta di montagna, legni preziosi, note luminose di pulito, ecco che potete farvi un’idea di come odorerà la fragranza. Quindi il “Mughetto Nero” non è una materia prima estratta da un tipo di mughetto nuovo, di cui non sospettavate l’esistenza: significa che nella fragranza ci sarà un accordo che ricorda il mughetto, con un’interpretazione un po’ dark, notturna, di questo fiore che di solito è associato all’idea di luce e primavera.

Senza un terminologia adeguata diventa difficile capirsi: che differenza c’è tra
1: Chyprè e Cipriato?
Chypre è una famiglia ben definita di profumi caratterizzati dalla brillantezza delle note di apertura (Bergamotto), un cuore fiorito intenso e raffinato (Gelsomino, Rosa) e una base legnosa dal carattere ombroso (Patchouli, Muschio di Quercia, Cisto labdano) che contrasta in maniera emozionante con la luce dell’avvio. E’ una famiglia tipica della grande profumeria classica, a cui appartengono fragranze molto amate da generazioni (Diorella,ad esempio). In Italia questa famiglia riscuote più successo che in altri Paesi, proprio perché regala sensazioni di macchia mediterranea, di freschezza, di teatralità, di ampiezza, di libertà. Ma purtroppo, la limitazione nell’uso di alcune materie prime ne sta modificando la composizione, con effetti non sempre all’altezza del nome.
Cipriato/poudrèe/polveroso/talcato non definisce una famiglia, ma è una caratteristica del profumo, cioè della sua composizione. Iris, eliotropina, fava tonka, cumarina sono tutte materie prime la cui presenza in una formula dona una qualità polverosa, rarefatta, carezzevole, confortevole, al profumo.

2: Muschi animali e/o vegetali?
Il muschio vegetale è estratto dalla specie botanica Evernia Prunastri, cioè un lichene (incrocio tra fungo e alga che ha abbandonato l’ambiente marino). Cresce sui tronchi e nonostante il suo nome non solo sulle querce, ma anche ai piedi di alcuni alberi da frutto. I licheni vengono raccolti in inverno ed in primavera, prima della crescita delle foglie. L’odore della concreta di muschio di quercia è relativamente complesso: vi partecipano più di 80 sostanze! La chimica non è ancora in grado di sintetizzarle tutte, e soprattutto di riprodurre un tale cocktail! Ed è un peccato, visto che questa materia prima è sottoposta a limitazioni IFRA ed è necessario sostituirla con altre note.
Esistono poi il muschio animale (estratto dalle ghiandole sessuali del cervo porta-muschio), che oggi non viene quasi più utilizzato, ed i muschi sintetici, tra cui i muschi bianchi. I muschi bianchi sono isolati dell’odore di muschio animale, cioè la materia prima naturale, estratta dal cervo, è stata analizzata e dalla composizione sono state isolate solo alcune molecole, che sono poi state riprodotte in laboratorio e hanno preso il nome di muschi bianchi.

3: Cedro e legno di cedro?
Distinguiamo tra il cedro agrume (Citrus Medica), cioè un olio essenziale estratto dalla buccia del frutto, e il legno di cedro (Cedrus Libani), albero bellissimo ed imponente, utilizzato già nella costruzione del primo Tempio di Gerusalemme verso il 976 a.C., dalla cui corteccia si estrae una delle più belle materie prime legnose usate in profumeria.
(segue)

2 commenti:

yfede ha detto...

Incontro veramente molto interessante! (la fotografia lo dimostra.. colto sul fatto proprio mentre prendevo frettolosi appunti :D)
Spero vivamente che si presentino altre occasioni, a presto!

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ciao yfede, e allora vediamo di organizzarle!!! :-)