10 agosto 2007

Habanita (Molinard, 1921)


Storico profumo di una storica maison di Grasse, speziato e legnoso con un gusto vagamente rètro, molto ma molto affascinante.
Devono passare 15-20 minuti, però, perchè le note d'apertura sono troppo forti, per me, con toni tra il detersivo ed il "fumoso", sgradevoli quanto una sigaretta accesa. Forse sarà l'accordo galbano-gelsomino-petitgrain che domina l'apertura, che forse su altre pelli porta un accordo erbaceo-fiorito, ma invece sulla mia si incasina.
Boh!
Comunque, bastano 10 minuti perchè la cortina fumogena si apra e appaia un gioiello brillante e sfaccettato, che durerà ore diventando via via più definito e intrigante. Piccante e dolce, sensuale e speziato ma non sfacciato... speziato in maniera raffinata, non pesante. Sento una vaga somiglianza con Parfum Sacrè di Caron, per le spezie-vaniglia sul fondo; Baghari di Piguet -creato 30 anni dopo - a cui presta la bellezza animale (ma Baghari è più morbido) e mi ricorda un pò anche Shalimar, suo coetaneo, che però è più ricco e setoso mentre Habanita ha mille spigoli ed angoli bui. Una bella donna vivace, con un caschetto nero cortissimo, stivali di pelle al ginocchio e un rossetto molto acceso.
Odore di Art Dèco, in una stupenda bottiglia nera di Lalique. Ma subito, non l'avevo capito. L'avevo comprato a Grasse la primavera dell'anno scorso e dopo averlo indossato un paio di volte l'avevo messo dentro la cassapanca ("profumi che non mi convincono"). Le note di apertura mi infastidivano a tal punto che non ho mai aspettato l'evoluzione e mi sono sempre lavata i polsi prima di arrivarci . E infatti di questo profumo non avevo capito niente...
Poi stamane, mi ha "chiamata" da dentro la cassapanca, e ho risposto. L'ho indossato, sono uscita subito e così sono riuscita a superare il quarto d'ora infausto e ... uau! mi sto godendo questa meraviglia di cui finalmente, mi pare di iniziare a capire il mistero sensuale e sfaccettato.
Ecco la piramide, dal sito di Molinard
testa: galbano, lentisco, petit grain,
cuore: heliotropio, gelsomino di Grasse, ylang-ylang, noce moscata, rosa centifolia, cedro, vetiver
fondo: muschio, ambra, sandalo, vaniglia, patchouli, muschio di quercia.
La rosa si sente poco, l'ylang rilascia un'armoniosa dolcezza di sottofondo; sono i legni e le resine che guidano.
Non è un profumo "facile", ma è così affascinante che non riesco a smettere di annusarmi i polsi...
foto: Ritratto della Duchessa De La Salle (Tamara De Lempicka)

4 commenti:

Diakranis ha detto...

allora sti commenti ai campioncini??
sono curiosa di sapere cose ne pensi dei mona di orio! :-)

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Ooops, scusa Diakranis, per sbaglio ti ho risposto nel post dei campioni e non qui...

Anonimo ha detto...

Ciao, sapresti indicarmi qualche profumeria a Roma che vende Habanita e/o l'heure bleue di guerlain?
grazie Claudio

Joad ha detto...

Stamattina mi trovavo a Mentone, entro in un normalissimo Marionnaud e vedo Habanita. La commessa ne spruzza su una mouillette e me la porge dicendomi “se permette le spruzzo anche il polso perché è un profumo di pelle, lo senta e magari ci rivediamo più tardi”. Esco. Faccio il giro del palazzo ma non resisto al richiamo di Habanita e me lo sono portato via. Mi ha riportato subito alla mente una vecchia zia, quando è mancata ero ancora una bambina, una di quelle figure femminili particolari, quando è nato Habanita era una ragazza, chissà se lo ha mai portato... E’ da stamattina che mi annuso e più lo sento più mi sembra di conoscerlo.