30 agosto 2007

Ambre Precieux (Maitre Parfumeur et Gantier)

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La migliore Ambra che io abbia mai provato: su un altro pianeta rispetto a qualsiasi altro profumo all’ambra.
Il sito di Maitre Parfumeur et Gantier inserisce questa fragranza tra quelle maschili, e penso davvero che sulla pelle maschile dia il meglio di sè, diventando nobile, intensa, roca, profondissima. La immagino su un uomo sobrio e sensuale, naturalmente elegante senza bisogno di dandismo o altri eccessi. Ma anche su una donna è un profumo fantastico; suggerisce una femminilità "di carattere", un temperamento passionale unito ad una calma “regale”. Il profumo non ha uno sviluppo particolarmente ricco: si compone di una base calda, possente e leggermente affumicata d’ambra grigia su cui scivolano note boscose, balsamiche e speziate. Ambra, legni, spezie e balsami: tutto quello che mi piace in un profumo, tutto nello stesso flacone. Meno esotica e “caratterizzata” di Ambre Sultan (Lutens), più sontuosa e ricercata dell’Ambra di Etro, più strutturata e potente di quella dell’Artisan, Ambre Precieux crea una bolla aromatica dorata e persistente intorno a chi la indossa.
Sì, lo so, il costo è altino, ma secondo me in questo caso sono ben spesi: l’azienda dichiara di usare quanto più possibile materie prime naturali, e in questo profumo secondo me l’ambra grigia è vera ambra grigia. Probabile che sia sostenuta anche da molecole di sintesi che magari smusseranno o allungheranno la nota, ma è proprio la profondità di quest’ambra così speciale, che rende il profumo strepitoso.

La linea Maitre Parfumeur et Gantier nasce nel 1989 per ispirazione di Jean Laporte, che 13 anni prima (1976) aveva già fondato una linea di fragranze moderne e creative -L’Artisan Parfumeur- e che desiderava ora creare una nuova linea più legata alle atmosfere del passato ed in particolare alla profumeria francese del XVII secolo. Infatti è proprio nella Francia del 1600 che nasce la moda dei guanti di pelle profumati con le essenze più preziose e si sviluppa l’arte della profumeria. Alla corte viene istituito il titolo di “Maestro Guantaio e Profumiere”, una nuova figura di artigiano da cui tutti i nobili facevano la fila per farsi fare non solo guanti, ma una serie di altri raffinati oggetti di pelle che venivano profumati con essenze sempre più sofisticate. Il livello raggiunto dai Maestri Guantai francesi non ha eguali e presto diventano i Profumieri più ricercati d'Europa e i loro atelier si trasformano nel "salotto buono" dell'alta società parigina, che qui viene per incontrarsi, chiacchierare, farsi vedere. Le fragranze della linea MPG riprendono proprio quest'idea di ricercatezza, esclusività e buongusto (e le fragranze sarebbero da provare tutte... sigh!) . Nel 1997 a Monsieur Laporte, dopo 4 anni di affiancamento, succede Jean Paul Millet Lage, che cerca di rispettare quanto più possibile un'eredità fatta di creatività, qualità ed un'esclusività che non si fa pubblicità semplicemente perchè non ne ha bisogno: le sue creazioni parlano da sole.
ENGLISH TEXT
One of the best Ambers I've ever tried. Maitre Parfumeur et Gantier website lists it among male fragrance, and I think that men's skin is the best display for it, turning it into a noble, strong, profound scent of great earthiness and refinement together. I imagine the man as sensual, naturally elegant without dandyism or other excesses. But even on a woman is a wonderful fragrance, suggesting a temperamental character, passionate, but combined with a royal self-confidence. The scent shows no particular development: after the smoky, sharp notes of the opening, it results in a warm, powerful and only slightly smoky ambergris with woody and resin notes. Amber, woods and resins: everything I love in perfumes, all within the same bottle. Less exotic than Ambre Sultan (Lutens), more luxurious and refined than Ambra by Etro, more structured and powerful than the one by L'Artisan Parfumeur, Ambre Précieux creates a persistent bubble of aromatic coppery air around the wearer. Yes, I know it's quite costly but in my opinion money are well spent here: the Company claims to use as much natural materials as possible, and in this scent, ambrergis means "real ambregris". Likely it's supported by synthetic molecules which enrich and prolonge the note, but it's the depth of this special amber, its vibration, that makes this a truly great scent.
Maitre Parfumeur et Gantier line was born in 1989 under the inspiration of Jean Laporte who, 13 years earlier (1976) had already estabilished a creative and modern line, L'Artisan Parfumeur. With MPG he wanted to create a link to the atmosphere of the French seventeenth century. France in 1600 was the setting for the new fashion of perfumed leather gloves, prepared by Maitre Perfumer and Glovemakers (Gantier), a new guild of craftsmen to which all the nobles were queuing up, asking not only gloves, but a number of other fine leather items which were perfumed with increasingly sophisticated essences. The level reached by the French Master Glovemakers had no equal in the world, and they would soon become the best perfumers in Europe. Their studios were trendy with the Parisian high society, who visited them to meet, talk, be seen. MPG line incorporates this idea of sophistication, exclusivity and good taste, in fragrances which are all to be tried... In 1997, Jean-Paul Millet Lage succeded to Jean Laporte, and he's keeping up Laporte's legacy of creativity, quality and exclusivity. Perufmes aren't being advertised simply because there's no need for it: these creations speak for themselves.
Foto/Picture: Cinderella (by Maxfield Parrish)

28 agosto 2007

Fragranze - Pitti Immagine

Dal 14 al 16 settembre 2007, nei Giardini di Palazzo Corsini a Firenze, Pitti Immagine presenta la quinta edizione di "Fragranze", evento unico nel suo genere in Europa dedicato al mondo della profumeria artistica e selettiva.
Oltre 100 marchi in esposizione, tra cui: Aqaba, Clive Christian, Crabtree & Evelyn, Diptyque, E. Marinella, Floris, Il Profumo, La Maison de la Vanille, Laura Tonatto, Le Prince Jardinier, Lorenzo Villoresi, Maitre Parfumier et Gantier, Menard, Nougat, Penhaligon's, Robert Piguet e altri.
L'apertura al pubblico è prevista per sabato 15.
Ulteriori informazioni qui: http://www.pittimmagine.com/it/fiere/fragranze/

27 agosto 2007

Nuits de NoHo (Bond n.9, 2005)


Bond n.9 è un’Azienda di New York che ha creato una ventina di fragranze che celebrano, olfattivamente, i diversi quartieri di New York. Così sono nati Chinatown, Little Italy, New Haarlem, gli Hamptons e molti altri. Nuits de NoHo (che sto testando grazie ad una cara amica) è un profumo da indossare per uscire la sera; non tanto per una cenetta romantica quanto forse per una discoteca, per sicuri di essere notati. Appena spruzzato somiglia in maniera impressionante ad Angel di T. Mugler; il patchouli si sente potente fin da subito, un tipo di patchouli squillante ed aggressivo, ma non per questo ruvido o selvaggio, anzi come addomesticato e reso inoffensivo da una nota di frutta (bergamotto e ananas). Il mix di NdN risulta meno gourmand e più raffinato di Angel. Poi arrivano note di legno di rosa, dolce e mielato, la vaniglia, il muschio grigio (?). Ha qualcosa di piacevolmente metallico, e vagamente artificiale.
Anche se ogni tanto mi piace indossare qualche profumo del filone orientali-fruttati-che-parlano-a-voce-alta, non è esattamente il mio tipo di fragranza. In qualche modo, sento che "parla yankee", cioè che è un'espressione del modo americano di fare le cose. Voglio dire, se ascolti i Beatles li riconosci subito come inglesi, se ascolti Bruce Springsteen è indiscutibilmente americano. E’ sempre rock, ma è il suono, il mood, ad essere diverso. Riconoscibilmente diverso. Lo stesso vale per alcuni profumi. Questo, Angel e altri, sono indiscutibilmente profumi americani. Cioè squillanti, puliti, anzi così levigati che riflettono la luce. Non so spiegare ma sembrano aver eliminato il sottinteso, i mezzi toni, le ombre, gli sguardi d’intesa. Parlano a voce alta e dicono le cose esattamente come sono: quel che senti è esattamente quel che c'è, e non c’è nulla di più da scoprire. Non che questo sia un limite, eppoi Nuits de NoHo in sè è un bel profumo, ma non so...si vede che io di un po’ di mistero ho bisogno.

23 agosto 2007

HIROSHIMA MON AMOUR (work in progress)

During Pitti Fragrances 2009 Stephan Humbert Lucas, creator -with his wife- of the artistic brand Nez à Nez (website)asked if we could collaborate on a project. "There are things I have inside right now, and that relate to the concept of death, and I feel that I want to express them somehow. I'm thinking of a perfume named Hiroshima Mon Amour. The perfume of Death, a sort of Life chant. There is so much misinformation around the figure of the perfume composer, and instead I want to share my work with others, I want people to come into my creative process, to read it and follow it step by step. Attempts, mistakes, everything. But I paint, I create scents... I don't use words to tell things; Instead you don't compose, but I follow your blog, I saw that you tell things simply, as they are, I like that. I'll send you texts and drafts vials to sniff, you do whatever you want... ".
Well, I am excited, grateful and happy because the journey to Hiroshima Mon Amour begins today.
Thanks to Nynive/AnnaMaria for translating the text from French into Italian.

Logbook. Friday, September 18, 2009
HIROSHIMA MON AMOUR (PROCESS)

I started collecting the first elements.
Vintage Japanese poems translated into French, raw materials, images I created and which I need as mooring buoy and encouragement, experimental music not at all Japanese named Aya Waska; titles of their albums are close to what inspires me in Hiroshima Mon Amour (Breath-Garden-Suspended roof-Dance in the morning-Languages of stones - Here, a strange dream-Ayawaska-Forgotten Track -Back home- The crazy bird-Stones-Awakening stones- The eyes of a valley- White sky). Ayahuasca (in the dictionary is written like this) is a shamanic potion.
In front of me there are several black materials, mate and Fir Balsan. A Burmese friend is going to give me an oud oil with a smell of sticky soil, not oil, but deep, muddy and as black as ink in a sticky molasses, mineral /organic; it won't like be rubber, but drier and less opaque than the Vietnamese, much less *oily*. I may need oud to bind and create a base, I'd like to express its attractive dark amber, nearly round, more intellectual; but in the same time I don't want to stick to the trend of the moment.
Parallel, I keep on working on my Tuberose to give her youth; it should be light green, very light. The tuberose may represent virginity, Hamilton's pictures, but it's also the flower of adultery, Poison. I'll see.
The carnation is on the table, it smells of dirty water and skin of a wet girl, I'll work it with luserna, white musk, heliotrope, maybe lilac. I'm waiting for a little bit of luserna from Japan, it smells of hay, very rich and moist, a porte-bonheur in that country.
I made some accords, which speak of jasmine and rose tea infusion.
Puffed rice, aromatic, an approach to the lotus flower and a tangerine that I'll get from a fellow Italian perfumer.
I also think about stone, with a little saltpetre, some iris, I would need something dusty.
I'm also working on the "mushroom" side and bran, too for its young, fresh odor. T
he scent will be pale yellow, hues mixed with light brown; subtle, invigorating, interesting. I worked several accords on my palette, it's like directing a chorus with low and acute voices, you must perceive them all chanting. I have to lighten my picture up, then add a little fog, and then light it up.
This perfume has to be an ode to life, fiery bright green with floral delicacy, I need to find low, round resonances but not overwhelming, a sort of alcove in which to hide substances with harsher and dense aspects, dark and sticky.
I envision a gorgeous green plant: I'm holding it for the thin stem, the structure waves as I walk, but the roots are well firmed in the earth.
I look at the photo of that beautiful Japanese whom I left only the essential, even the two forms which I left on Hiroshima Mon Amour ...
I love the Japanese flag, it's pure and represents a Nation experienced and involved, it's intimate, restrained, traditional, proud and humble at the same time, fierce and quiet.
I love Japanese poetry, pure, timeless, with a biorhythm in the syntax, a kind of evidence. Evidence that flows from short words that might seem scattered, nothing is weak, everything is just intense.
I love Regain by Jean Giono, I love the Phoenix rising from its ashes, I am interested in the drama because it contains hope.
Herbe de bison, badian, yes, it's cool and sounds fresh, without being minty nor citrusy, I want to fill it with blueberries, with broom,but its smell of blond tobacco could make my game muddy.
In a few days I will eliminate elements which don't work, I'm waiting to smell the four I will soon receive; I shall try them on paper and then I'll program my scales.
I should meet Emmanuelle Riva, my cousin, the heroine of the film by Resnais, 1959.
I'll wait to present her my olfactory story when it's finished, I think. But since it'll never be truly finished, I will have to force myself a bit.

Click here to read the following steps.
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Journal de bord. Vendredi 18 septembre 2009
HIROSHIMA MON AMOUR (process).

J'ai commencé à rassembler les premiers éléments. Des poèmes japonais d'époque traduits en français, des matières premières, les supports images que j'ai créé et qui me servent de balise et d'encouragement, de la musique expérimentale pas japonaise du tout, cela s'appelle Aya Waska et les titres de "l'album" sont étonnamment proches de ce que m'inspire Hiroshima mon amour (Souffles - Jardin suspendu - Danse du matin - Langues de pierres - Que voilà un rêve étrange - Ayawaska - La piste oubliée - Le retour - L'oiseau fou - Eveil de Pierre - Valée blanche et Les yeux du ciel). Le "Ayahuasca" (écrit comme ceci dans le dictionnaire) est un breuvage chamanique.
J'ai devant moi des matières noires, du Mate et du Fir Balsan.
Un ami birman doit me rapporter un oud aux odeurs de sol englué, pas pétrole mais plutôt vase profonde comme de l'encre noire dans une mélasse visqueuse, minérale-organique, il ne sera pas caoutchouc mais plutôt sec et moins opaque que le vietnamien, beaucoup moins gazoil.
J'aurai peut être besoin du oud pour lier et donner du fond tout en exprimant cette noirceur attractive moins ronde que l'ambre, plus intellectuelle, mais je ne veux pas faire de copier-coller avec la tendance du moment. A suivre.
Je continue en parallèle à traiter ma tubéreuse de manière à lui donner une jeunesse, elle doit être légère et verte, très légère.
La tubéreuse peut représenter la virginité, les photos d'Hamilton, mais c'est aussi la fleur de l'adultère, Poison, je verrai bien. L'oeillet est sur la table, il sent l'eau souillée et la peau d'une fille mouillée. A travailler avec la luzerne et du musc blanc, héliotrope, peut être lilas. J'attend une luzerne du japon justement, odeur de foin très riche et humide, porte-bonheur au pays.
J'ai fais des assemblages, des accords qui parlent d'infusions de thé à la rose, de jasmin.
Du riz soufflé, aromatique, une approche de la fleur de Lotus et une mandarine qui me vient d'un confrère italien. Je pense aussi à la pierre, au salpêtre et un peu d'iris, il me faut de la poussière. Je travaille aussi le côté champignon puis le son pour son odeur légère, jeune et sérieuse. Une odeur jaune pâle mêlée de nuances marron clair, subtile et intéressante, vivifiant, sage. Je travaille ma palette en faisant plusieurs tas, c'est un peu comme faire chanter une chorale, des graves, des aigus, il faudra entendre tout le monde.
Je dois éclaircir au maximum, poser un glacis pour ensuite éclaircir mon tableau.
Ce parfum doit être une ode à la vie, vert fougueux, délicatement fleuri.
Je dois lui trouver des résonances sourdes plus troublantes mais pas effrayantes, des alcôves dans lesquelles seront embusquées certaines matières sévères et épaisses, obscures et collantes.
J'ai dans la tête une magnifique plante verte que je tiens par la tige fine, je la porte et son pot de terre se balance, les racines tiennent bien.
Je regarde la photo de cette jeune japonaise à laquelle je n'ai laissé que l'essentiel.
Je regarde aussi les deux formes que je viens de poser sur l'image du parfum Hiroshima mon amour...
J'aime le drapeau japonais, il est pur et représentatif d'une nation éprouvée et investie, rassemblée, intime, traditionnelle, orgueilleuse et humble à la fois, sanguine, tranquille.
J'aime la poésie japonaise, le dépouillement, le temps est éternel, il y a comme un bio-rythme dans la syntaxe, une sorte d'évidence. Une évidence tirée par des mots courts et qui pourraient sembler éparses pourtant rien n'est faible, tout n'est qu'intensité.
J'aime Regain de Jean Giono, j'aime le Phoenix qui renaît de ses cendres, le drame m'intéresse car il contient de l'espoir.
Herbe de bison, badiane, oui, c'est frais avec le son, c'est frais sans être mentholé ni agrume, j'ai envie de compléter avec une myrtille, le genêt pour son odeur de tabac blond et de miel troublerait le jeu.
Je verrai.
D'ici quelques jours, je commencerai le travail d'évincement des matières qui font flop.
J'attend de sentir 4 matières que je dois recevoir, je formulerai sur le papier et je commencerai à programmer la balance.
Je devrais rencontrer Emmanuelle Riva, ma cousine, l'héroïne du film Hiroshima mon Amour de A. Resnais, 1959.
Je vais attendre, je lui présenterai mon récit olfactif une fois terminé, je pense. Mais comme ce n'est jamais réellement terminé... Je me ferai violence.
Je vais tenter de vous signaler 5 récits. Voici donc le tout premier qui représente le commencement de mes travaux.

Carnation (Mona di Orio, 2006)



Io non amo particolarmente i profumi floreali, ma Carnation mi ha fatto sospirare. Il nome "Carnation", intanto, mi pare adattissimo. Potrebbe evocare la parola "garofano", invece quello che aveva in mente la sua creatrice Mona di Orio non è un termine in lingua inglese ma in lingua francese, dove carnation significa "incarnato". E infatti è un profumo per la pelle, delicato, che si scosta poco, facile che chi ti si avvicina ti dica "sai di buono", piuttosto che "che buon profumo hai".
La fragranza ha un effetto confortante, è morbida, ben costruita, senza cuciture; non c’è un aroma che spicchi particolarmente. Come un coro che canta sottovoce per salutare l’arrivo dell’alba, con una melodia dolce e sommessa senza suoni acuti. Si sentono fiori bianchi tra cui gelsomino e ylang-ylang, garofano, qualcosa di verde in un sottofondo lontanissimo (forse il geranio bourbon), delle spezie che non riconosco, e poi il muschio e l’ambra. Dopo mezz’ora i fiori iniziano a cantare ancora più piano e la fragranza diventa ancora più delicata ed eterea, si scioglie in lago di muschio e benzoino, una resina che serve soprattutto per fissare le altre essenze, ma che ha un fantastico aroma ambrato-vanigliato che a me piace da morire. Molto affascinante.

Mona di Orio, la sua creatrice, ha imparato l'arte da (nientedimenoche) Edmund Roudnitska, a cui aveva chiesto se poteva guardarlo lavorare. Dice che nei 6 annic he ha passato con lui ha imparato l'attenzione per le materie prime di qualità. Magari sì. Ma se devo dire in cosa mi ricorda Roudnitska, forse è per il carattere, la definizione del "personaggio". Voglio dire: i suoi non sono profumi che raccontano luoghi o situazioni. Raccontano persone. E quelle persone, quando indossi il profumo, le "senti". Femme di Rochas, ad esempio, è un personaggio femminile molto ben definito. Anche l'uomo tratteggiato da Eau Sauvage è un uomo con caratteristiche forti ed evidenti, così come Diorella e Le Parfum de Therese delineano olfattivamente un carattere, una tipologia di donna che attraverso il naso diventa reale. Anche Carnation racconta una donna: una donna-angelo dolce, sensuale e sofisticata, la immagino seduta su una poltrona di pelle bianca, con indosso una sottoveste di crepe di seta di un delicatissimo color rosa-carne. Intorno a lei, candele profumate, rose in un vaso di cristallo e un vago senso d’attesa. Non so se Colette rispondesse a questo identikit, ma il profumo è dedicato a lei. Sul sito, Mona di Orio racconta di aver voluto catturare, con questo profumo, il lato solare, elegante, energetico e soprattutto sensuale che vibra in tutti i suoi libri. Non saprei se ci è riuscita o no, i libri di Colette mi mancano (causa formazione anglorussa piuttosto che francese), ma intanto il profumo mi piace molto.
Curiosità: il tappo del flacone è un tappo da champagne della Maison Jacquesson; lo stesso tappo di sughero con la gabbietta che Jacquesson usa per tappare le proprie preziose bottiglie.

20 agosto 2007

Profumi da Fate e profumi da Streghe: le Fate


I miei profumi da fata:
- Musc Alizè (Comptoir Sud Pacifique) mi fa sentire una piccola fata dell’alba vestita di rosa; nel momento in cui il sole sta sorgendo lei spiega le sue alucce traslucide e con una piroetta gli vola incontro. E' amica dei passeri, delle rondini e delle farfalle. E' una fatina buona-buona, che sparge sorrisi in ogni luogo dove vola.

- Heliotrope (Etro) è la fatina che sovrintende all’arrivo dell’autunno, che fa maturare le castagne sugli alberi e il vino nelle botti. Una fatina che ama il buon cibo e organizza tavolate di amici a lume di candela, sotto i grandi funghi dei prati. Quando ci sentiamo sereni, caldi e coccolati, è lei che sparge la polverina magica delle sue ali su di noi.


- Feminitè du bois (Shiseido): questo è un profumo da fata adulta, una fata che vive nei boschi da 600 anni, potente e temutissima, ma con un viso dolcissimo e delicati occhi viola. Abita nella corteccia di un albero ed è capace di incantesimi così potenti da ipnotizzare e paralizzare i sensi delle persone che le si avvicinano troppo, per questo tutti pensano che sia una strega. Ma i pochi che hanno il coraggio necessario per andare oltre la paura, troveranno una fata di dolcezza infinita che sparge intorno a sè un aroma di violette e porta molti regali per l’anima.


- Luctor et Emergo (People of the Labirynths) mi fa sentire una fata-strega, non del tutto buona, imprevedibile e dipettosa, che si diverte a giocare e a fare scherzi a chi la incontra. Quando gioca a nascondino nel bosco si nasconde, ma poi riappare con un aspetto diverso e irriconoscibile. Ed è così che vince sempre: perché nessuno può dire di averla mai vista davvero .


- Imperial Opoponax (Les Nereides) è il profumo della Regina delle fate. Una Regina vestita di broccato d’oro, con lunghi capelli ramati che volano nel vento quando, in sella al suo grande cavallo bianco, cavalca sui prati del Reame Fatato. Una Regina forte, dall’indole guerriera, che agli incantesimi preferisce la spada. Ma che in segreto coltiva una segreta dolcezza per il Re del Reame fatato.


E i vostri? Quali sono i vostri profumi da fate?

Foto: www.artling.it

15 agosto 2007

Profumi da Fate e profumi da Streghe: le Streghe


I miei profumi da strega:

- Datura Noir (Lutens/Sheldrake) è il profumo di una strana, bellissima strega notturna, che sparge la sua polverina ipnotica sui bimbi grandi per farli addormentare e fargli fare sogni più veri del vero, quelli che di giorno non si riescono a fare. Non è una strega veramente cattiva, è che non tutti l'apprezzano. Ma lei se ne frega e continua a passeggiare nel bosco, di notte, circondata dalla luce della luna e da un lieve aroma di fiori di Datura.


- Gucci pour homme col suo fondo d’incenso mi fa sentire la strega di Biancaneve, e allora mi aggiro sulle mura del mio castello con un lungo abito di velluto nero, altera e silenziosa.

- Hypnotic Poison (Dior) si spaccia per una fata ma in realtà è una strega. E anche delle più pericolose: subito appare dolce, innocua, invitante… invece finisci invischiata nella sua ragnatela appiccicosa senza esserti accorta che è troppo tardi. Una strega-ragno famelica e letale.

- Patchouli Antique (Les Nereides) è una strega potente, antica come la foresta, capace di incantesimi terribili. In realtà non ha mai bisogno di usarli, perché basta la sua presenza per risolvere qualsiasi conflitto. Vive tra le radici degli alberi, in perfetta armonia con il bosco, e la si può vedere al tramonto, mentre fa il bagno e canta, nel suo stagno stagno fatato.


- Narcisse Noir (Caron) e divento una donna-strega. Fatale, seduttrice, notturna, è la strega che sovrintende all’ascesa della luna in cielo, e che sistema le cose in modo che gli amanti possano incontrarsi. In realtà forse potrebbe anche essere una fata ma in lei c’è qualcosa di peccaminoso ed ambiguo e inoltre, diciamocelo, essere una fata non le interessa nemmeno un granchè. Preferisce di gran lunga essere una Gran Strega.


E voi? Cosa indossate per far uscire la strega che è in voi?



Foto: http://tn3-1.deviantart.com

Outrageous - nuovo profumo di F. Malle

Frederick Malle ha presentato l'altro giorno il sedicesimo profumo della sua collezione: Outrageous. L'autrice è Sophia Grojsman di IFF, che negli anni ha creato Vanderbilt, Paris (YSL), Jaipur (Boucheron), Tresor (Lancome), True Love (E. Arden) ed Eternity for woman (C. Klein). Tutto questo tripudio di ricchi profumi fioriti e femminilità rosaconfetto mi farebbe pensare ad un profumo di un certo tipo. Invece, Malle le ha chiesto di preparare un profumo che fosse oltraggiosamente sensuale e decisamente unisex. Unisex. Lei?
Comunque, la piramide riporta: fiordarancio, caipirinha, lavanderia pulita, mela, ambra e legno di cedro. E io non so più che profumo aspettarmi. Dovrò annusarlo per forza e non vedo l'ora: il tocco di caipirinha mi affascinerebbe (anche se io preferisco il mojito); la mela, più che suggerirmi qualcosa di sexy mi fa tanto "ora della merenda", con tanto di tovaglietta a quadretti rossi e bianchi. Ma è la nota di lavanderia pulita, quella che mi spiazza davvero; ritengo a priori che debba essere migliore dell'aroma di quella sporca. Ma se mi sbagliassi?

10 agosto 2007

Habanita (Molinard, 1921)


Storico profumo di una storica maison di Grasse, speziato e legnoso con un gusto vagamente rètro, molto ma molto affascinante.
Devono passare 15-20 minuti, però, perchè le note d'apertura sono troppo forti, per me, con toni tra il detersivo ed il "fumoso", sgradevoli quanto una sigaretta accesa. Forse sarà l'accordo galbano-gelsomino-petitgrain che domina l'apertura, che forse su altre pelli porta un accordo erbaceo-fiorito, ma invece sulla mia si incasina.
Boh!
Comunque, bastano 10 minuti perchè la cortina fumogena si apra e appaia un gioiello brillante e sfaccettato, che durerà ore diventando via via più definito e intrigante. Piccante e dolce, sensuale e speziato ma non sfacciato... speziato in maniera raffinata, non pesante. Sento una vaga somiglianza con Parfum Sacrè di Caron, per le spezie-vaniglia sul fondo; Baghari di Piguet -creato 30 anni dopo - a cui presta la bellezza animale (ma Baghari è più morbido) e mi ricorda un pò anche Shalimar, suo coetaneo, che però è più ricco e setoso mentre Habanita ha mille spigoli ed angoli bui. Una bella donna vivace, con un caschetto nero cortissimo, stivali di pelle al ginocchio e un rossetto molto acceso.
Odore di Art Dèco, in una stupenda bottiglia nera di Lalique. Ma subito, non l'avevo capito. L'avevo comprato a Grasse la primavera dell'anno scorso e dopo averlo indossato un paio di volte l'avevo messo dentro la cassapanca ("profumi che non mi convincono"). Le note di apertura mi infastidivano a tal punto che non ho mai aspettato l'evoluzione e mi sono sempre lavata i polsi prima di arrivarci . E infatti di questo profumo non avevo capito niente...
Poi stamane, mi ha "chiamata" da dentro la cassapanca, e ho risposto. L'ho indossato, sono uscita subito e così sono riuscita a superare il quarto d'ora infausto e ... uau! mi sto godendo questa meraviglia di cui finalmente, mi pare di iniziare a capire il mistero sensuale e sfaccettato.
Ecco la piramide, dal sito di Molinard
testa: galbano, lentisco, petit grain,
cuore: heliotropio, gelsomino di Grasse, ylang-ylang, noce moscata, rosa centifolia, cedro, vetiver
fondo: muschio, ambra, sandalo, vaniglia, patchouli, muschio di quercia.
La rosa si sente poco, l'ylang rilascia un'armoniosa dolcezza di sottofondo; sono i legni e le resine che guidano.
Non è un profumo "facile", ma è così affascinante che non riesco a smettere di annusarmi i polsi...
foto: Ritratto della Duchessa De La Salle (Tamara De Lempicka)

Nuovi Campioni da annusare

Molti dei profumi che piacciono a me hanno una distribuzione limitata e quindi non è sempre facile trovarli nei negozi. A volte li vendono solo in Francia, o solo negli USA, o solo nei negozi di questo o quel creatore. Perciò, quando trovo qualche piramide o descrizione che m'ispira, il più delle volte non è poi possibile provare il profumo sulla pelle per decidere con calma se voglio comprarmelo. Sì, potrei anche ordinarlo online ma...se poi non mi piace? Se è diverso da quello che avevo immaginato? Con quello che costano...
Meno male che esistono siti che oltre a venderti la bottiglia di profumo vera e propria, ti danno la possibilità di acquistarne anche solo una fialetta a 3-4 Euro, per provarlo qualche giorno, prima di decidere se poi lo vuoi ordinare o no.
La settimana scorsa avevo richiesto un pò di campioni e ieri è arrivato il pacchettino con dentro:
- Carnation e Nuit Noire (Mona di Orio)
- Quelques Fleurs (Houbigant)
- Bal a Versailles (J. Desprez)
- Le Maroc Pour Elle (A. Tauer)
- Luctor et Emergo (People of the Labyrinths)
- Montaigne (Caron)
- Sballo (B. Acampora)
- Amber (Jalaine)
- Sacre Bleu (Parfum de Rosine)
- Spiritus/Land (Miller et Bertaux)
Così l'altro giorno, quando sono arrivata e ho visto la scatolina sul tavolo, sono letteralmente impazzita; non sapevo da quale parte cominciare! In questi giorni li ho testati quasi tutti, me ne mancano mancano giusto due-tre, e pian piano ve ne parlerò.

8 agosto 2007

Luctor et Emergo (People of the Labyrinths - 1998)


Lanciato nel 1998 dai designer olandesi “The People of the Labyrinths”, Luctor et Emergo (Combatto ed emergo vittorioso) è considerato un profumo-culto, capace di farsi amare od odiare, ma incapace di lasciare indifferenti. Partito quasi in sordina, negli ultimi 4-5 anni è diventato una vera celebrità, argomento di discussioni infinite sui forum di appassionati. “Particolare” e “strano” sono i due aggettivi più usati per descriverlo. Ma anche profondo, complesso, cangiante, confortante (anche “orribile”, però!).
Mi sembrava che fosse arrivato il momento di conoscerlo, così ne ho ordinato un campione e mi è arrivato l’altro giorno. Lo sto testando da due giorni, e non so bene cosa pensare: mi ha spiazzata completamente.
Per dare un po’ di chiarezza a quello che stavo sentendo ho cercato la piramide, ma non sono riuscita a trovarla da nessuna parte: solo impressioni di persone che l’avevano provato. Parte con ciliegie nere e liquirizia, forse accostate al cioccolato amaro, di certo nel cuore ci sono delle resine mistiche come l’ambra e l’incenso e qualche legno aromatico come il sandalo, il vetiver, il legno di rosa. Sento anche vaniglia e foglie di tabacco.
Come lo indossi, lo senti intensamente dolce e sciropposo di ciliegie nere e vaniglia (a qualcuno ricorda lo sciroppo per la tosse), ma dopo un momento arrivano le resine che vibrano, scaldano, danno profondità alla fragranza e sono accostate ai legni ruvidi, sensuali, terrosi. La struttura, però, non si compone di impressioni successive, che compaiono in sequenza (la solita composizione testa-cuore-fondo). In questo profumo le essenze sono amalgamate in modo da essere tutte presenti contemporaneamente; la fragranza che annusi dipende dall’angolazione da cui la annusi. Puoi avere ciliegie, ambra e legno di cedro, oppure ambra, cacao e vaniglia, oppure tabacco e ciliegie, o ancora vaniglia, legno di rosa e liquirizia…. Il risultato è che la fragranza non è mai uguale a sé stessa. Non la puoi definire gourmand, non la puoi definire boscosa, nè orientale. E nemmeno fiorita, visto che non ci sono fiori. Non si può dire nemmeno che suggerisca un’idea di femminilità o di virilità.
Mi fa venire in mente un’immagine riflessa in uno specchio: da un lato un vecchio rugoso con la barba bianca, che coltiva un cuore da fanciullo, dall’altra uno bambino di sette anni, con uno sguardo intenso e saggio come quello di un maestro zen. Un vecchio–giovane, o un giovane-vecchio.
A questo punto, anch’io come tutti dirò “strano” e “particolare”, ma poi ci aggiungerò “meraviglioso”!
pa
E' uno dei miei profumi da Fate!

4 agosto 2007

Black Orchid (Tom Ford, 2006)


L’Orchidea nera è il frutto di incroci tra varietà diverse di orchidee. L’aroma necessario per questo profumo viene raccolto dai fiori di una piantagione creata appositamente per Tom Ford. Così dicono i comunicati stampa. Ma potrebbe essere “solo” una ricostruzione immaginaria del profumo di un’orchidea nera.
Comunque sia, non volevo che mi piacesse, questo profumo.

Innanzitutto, troppo costoso (15 ml di estratto costano come la rata di un mutuo), troppo pretenzioso (“Orchidea Nera” sembra il nome di un film di spie russe con Gloria Swanson), troppo esclusivo (“Tom Ford ritiene che non ci sia niente di più desiderabile di ciò che è irraggiungibile” racconta il suo sito) … troppo, insomma. Non sarei mai andata a cercarlo per provarlo.
Invece Halexy, una cara amica appassionata di fragranze, a sorpresa me l’ha messo in un pacchettino per farmelo provare. Strega! E adesso come faccio? Mi è piaciuto moltissimo!
Intenso, profondo, quasi narcotico, sensuale e ammaliante, misterioso… mi ha ricordato vagamente Baghari di R. Piguet, per la “grana” sontuosa e vellutata.

Ci sono bergamotto, ylang-ylang, ribes nero, tartufo nero, orchidea nera, cioccolato fondente (quest’uomo è ossessionato dal nero!), incenso, sandalo, patchouli, vetiver, vaniglia.

La piramide potrebbe suggerire qualcosa di simile ad Angel di Mugler, ma secondo me la somiglianza è molto vaga. A me Angel procura sempre dei mal di testa feroci, mentre questo qui mi ha immersa in una sensazione di voluttuoso benessere.

Il cioccolato, il patchouli, l’incenso e l’Ylang si sentono bene, si fondono tra loro in maniera meravigliosa. Mi è rimasta la curiosità di sentire il tartufo (che in genere ha un gusto fantastico, ma l'odore… beh… ) forse serve a bilanciare la dolcezza del ribes?
Non è una fragranza che si sviluppi molto, apertura, cuore e chiusura più o meno crescono e si smorzano insieme, per tutta la durata del profumo (ore!). L’ho indossato e subito sono entrata in un boudoir foderato di morbidissimo velluto rasato color porpora. Molti cuscini viola e prugna sul letto, parquet antico e scurissimo lucidato a cera, ricchi tendaggi damascati lunghi fino a terra, una vestaglia da camera con lo strascico.
A questo punto sono caduta nel dilemma: da un lato, andare a vivere sotto un ponte, ma tutta profumata di Orchidea Nera. Dall’altro, continuare a pagare il mutuo e a sognare questo profumo per sempre. L’ho fatto annusare a mio marito, pensando che mi avrebbe aiutata a scegliere, votando a favore del mutuo. Invece è caduto in uno stato di catalessi e sono venuti forti dubbi pure a lui. Per ora stiamo cercando qualcuno che ci ospiti in casa sua (i ponti sono scomodi), poi vedremo...


3 agosto 2007

Nuova pubblicità Insolence (Guerlain)

Alla fine se ne sono accorti. Forse perchè il prodotto non stava vendendo come avevano sperato e così hanno iniziato a farsi domande (ad analizzare la risposta del mercato, per dirla nei termini corretti).
O forse perchè qualcuno glie l'avrà fatto notare, che la publicità e la fragranza andavano in direzioni opposte, e questo era controproducente (vedi post Giugno 2007 intitolato Insolence).

In qualunque modo sia andata, hanno preso spunto dal compleanno di questa fragranza (che compie un anno giusto in questi giorni), e finalmente hanno modificato la campagna pubblicitaria.
Sì, d'accordo, è sempre Hilary Swank, ma almeno qui sembra aver tolto i guantoni e appare più calma e rilassata, femminile e quasi ammiccante. Sì, d'accordo, con tutti i soldi che hanno potevano fare di meglio (l'immagine non è ancora perfettamente allineata col profumo). Ma a questo punto, ce ne freghiamo e applaudiamo lo stesso. ERA ORA!


Foto: osmoz