28 aprile 2009

Alessandro Gualtieri: intervista al Nasomatto/interview with Nasomatto

PLEASE SCROLL DOWN FOR ENGLISH TEXT!
Finalmente ho capito qualcosa di più sulle fragranze di Nasomatto. Prima di conoscere Alessandro Gualtieri, non avevo capito un’acca di quello che ha creato finora, e adesso mi è chiaro. Le sue opere mi risultavano piacevoli, in qualche modo tumultuose e iconoclaste, ma ero cosciente di non averne intuito l’essenza. Non che l’abbia intuita ora, ma almeno sento che qualcosa di vero mi ha toccata.

E’ stato necessario incontrare Alessandro, per capirci qualcosa di più, e forse questo significa che le sue fragranze sono così parte di lui, come un sogno, come un’ossessione inconfessabile, che senza aver visto la persona muoversi, parlare, gesticolare, non è possibile entrare nel mondo dei suoi sogni e delle sue ossessioni. Se è così, allora i sette flaconi (Narcotic Venus, Duro, Hindu Grass, Assenzio, Silver Musk, China White e Black Afgano) contengono davvero pezzi della sua anima, e io lo ringrazio per averli voluti condividere con noi.
La prima cosa che noti di Alessandro sono gli occhi. Chiarissimi, intensi, si fissano sulle cose così a lungo da far male. E succhiano. Se non fosse per quegli occhi lì, ci potresti anche cascare, nella finzione scenica del personaggio che ha costruito intorno a sé: istrionico, sfuggente, teatrale, di un anticonformismo a volte simpatico a volte arrogante, che in ogni caso puzza un po’ di finto. E infatti, finchè non ho incontrato quegli occhi, di lui avevo esattamente quell’idea lì. Il personaggio. La persona è molto più intensa ed interessante.
Siamo arrivate dieci minuti dopo che aveva cacciato in malo modo una troupe di Canale 5 che voleva intervistarlo, con grande costernazione dell’ufficio stampa di Intertrade, che forse a quel punto stava sognando di strozzarlo. “Oggi non è giornata” ci avevano detto, scuotendo la testa. Ma io mi ero prefissata di incontrarlo solo perché l’idea che avevo di lui non mi bastava, non avevo mica l’intenzione di riprenderlo o trasformarlo in qualcosa. Volevo solo incontrarlo e guardarlo. Eppoi sono abituata ad aver a che fare con gli individui e i contesti più diversi e chiacchiero pure con le pietre, se non ci sono umani disponibili! Così gli sono andata incontro, e non sapendo bene con quale domanda incominciare ho lasciato che rompesse lui il silenzio, venendo a conoscenza di alcuni fatti interessanti. Intanto, la sua attività artistica non riguarda solo la profumeria, il profumo è solo una delle valvole di sfogo per sue ossessioni (perché è esattamente di questo che si tratta: ogni sua creazione nasce per tirare fuori un’ossessione). Non si è diffuso in dettagli su quali siano queste ossessioni ma i nomi dei profumi possono già dare un’idea.
Gli ho chiesto in cosa secondo lui la profumeria è una forma d’arte e lui mi ha risposto che “E’ arte qualsiasi cosa in cui io metto me stesso. Io le cose che ci sono dentro i miei profumi le ho vissute; poi li ho creati, e ora sono diventati vostri. Ma non li ho creati per voi, li ho creati per me stesso”.
Non gli interessa rivelare le piramidi dei suoi profumi, svicola abilmente ogni domanda al riguardo, e del bla bla commerciale non gli importa un fico secco. In questo lo capisco benissimo, se io avessi la fortuna di passare un’ora con l’anima di Gauguin mi sembrerebbe tempo sprecato chiedergli che genere di pigmenti ha usato per i colori straordinari dei suoi dipinti!
Ci ha fatto provare Black Afgano (di cui avevo già parlato qui), la sua nuova creazione, che mi ha letteralmente stesa a terra con un pugno potentissimo, legnoso, balsamico e mielato insieme. E' una fragranza peccaminosa, potentemente oscura, notturna, quasi "troppo" sontuosa, come una coperta confortevolissima, ma che lentamente ti avviluppa in uno stato alterato e sensuale. Se ci ha messo veramente dell’afgano? Mah. Lui dice che potrebbe benissimo essersi fatto fare “Un’estrazione col gas butano, perché no?”. E ride. Una mia amica olandese una volta mi disse che prima o poi avrebbe chiesto al suo fidanzato giamaicano di correre nudo in un campo di canapa fiorita. Gli avrebbe chiesto di correre fino a ricoprirsi di sudore, e correre ancora. Poi lei avrebbe grattato con le unghie il suo sudore, e lo avrebbe fumato. L’odore dell’erba si sarebbe mescolato all’odore naturale dell’uomo che amava, un odore di paradiso che le dava le vertigini anche da solo. Questa era la sua ossessione. Non so se lo fece mai, ma quando ho annusato il Black Afgano quest'amica di tanti anni fa mi è tornata in mente.
Cristina gli ha comunque chiesto se ci avesse messo dell’oudh, per via di una nota particolarissima che si sente molto bene. Per tutta risposta Alessandro ha tirato fuori da una tasca un minuscolo flacone di non meglio definito oudh cambogiano, e ce ne ha messo una goccia sul braccio. Non conosco l’oudh “vero”, e non posso quindi dirne nulla, ma il sentore era legnoso, animale, rauco, muffoso, sterco di cavallo, molto interessante e profondo, e antico. E comunque, vogliamo parlare di un uomo che chiacchierando di oudh te ne tira fuori dalla tasca un flacone con tutta quella naturalezza, come se niente fosse, come se lo avesse appena comprato dal tabacchino all’angolo? Decisamente siamo su un pianeta mooolto bello, lontano anni luce dalla Terra.
Quali profumi usa? “Indosso i profumi su cui sto lavorando, altrimenti in genere i miei”.
E’ inquieto e si capisce che preferirebbe fare un uso diverso del tempo che è obbligato a trascorrere chiuso nel suo stand come un elefante in un circo; sebbene sia senz’altro un protagonista, non è in questo che vuole spendersi, si annoia, preferisce fare lui le domande, almeno gli parliamo di cose che non sa. Se c’è un momento in cui s'illumina, è quando scopre che tutte e tre (Cristina, Marinella e io) facciamo lavori diversi, che col profumo non c’entrano nulla, e tutto quel che facciamo qui sul blog e sul forum di Adjiumi, lo facciamo per passione, perché ci piace e perché è normale spendere energie e tempo per qualcosa che ci fa vibrare. Se non è proprio la sua lingua, almeno è un dialetto che capisce.
Confesso che mi piacerebbe rincontrarlo di nuovo e finalmente parlare di altre cose. Certo, ci vuole un po’ di pazienza e sangue freddo, perché lui sembra convinto che tutti quelli che lo vogliono conoscere abbiano domande superficiali da fargli, e di quello che lui crea non gliene importi poi un granchè. In effetti ho visto scene abbastanza imbarazzanti intorno a lui. Chissà come dev’essere, avere a che fare spesso con cose così. Ma se dici qualcosa di interessante che ha successo, che ti fa riconoscere, ti devi rassegnare al fatto che attiri ogni genere di persone, e devi imparare a farci i conti. Forse alla fine anch’io mi sarei costruita un apparato scenico per evitare di dare in pasto a chiunque pezzi veri della mia. anima. In ogni caso io la pazienza la sto imparando (inizio a pensare che è per questo, che sono venuta al mondo), e la vita è lunga, le possibilità infinite e intanto, posso approfondire le sue fragranze, che sto imparando ad amare. Iniziando da China White e Black Afgano.


ENGLISH TEXT
I feel as if I finally understood something more about fragrances by Nasomatto. Before meeting Alessandro Gualtieri, I was unable to catch the fragrances he created so far, his works were pleasing, somewhat turbulent and iconoclast, but I was conscious of not having sensed their essence. After meeting him they're still not open, but I feel that something true has touched me. Meeting Alessandro was necessary to understand something more about his works; perhaps this means that his fragrances are so part of him, like a dream or an obsession, that without seeing the person move, talk, gesture, it isn’t possible to enter the world of these dreams and obsessions. If it’s so, then the seven bottles (Narcotic Venus, Duro, Hindu Grass, Absinthe, China White, Silver Musk and Black Afgano) contain real pieces of his soul, and I feel urged to thank him for having shared them with us. The first thing that you notice, is his eyes. Clear, intense, they set on things and start sucking, for so long it hurts. Were it not for those eyes, I might even fall in the fiction of the scenic character he’s built around himself: histrionic, elusive, an anti-conformist sometimes fun and sometimes arrogant, which at times even smells fake. In fact, until I met those eyes, I only knew the character, not the person. Who is far more interesting. We arrive ten minutes after he had misbehaved with a troupe of Italian tv Canale5, who wanted to interview him. His press agents at InterTrade, who perhaps at that point were dreaming of slaughtering him, said to me in dismay "Today is not a good day", shaking heads. But I’d set out to meet him because the idea of him was not enough for me, I just wanted to meet him and watch him talk. So I went ahead and not knowing how to start a difficult conversation I left him broke the silence, and I came to know some interesting facts. The first is that his artistic activity isn’t only about perfumes: scents are just one of the valves to vent his obsessions (because this is exactly what it’s about: every creation is born to pull out an obsession). He wasn’t generous with details about his obsessions, but the names of the scents may already offer a hint. I asked him if he believes perfume is an art form and he replied that “Art is everything I put my whole self in. Things that are inside my perfumes are things I lived, then I’ve created the scents, and now these are yours. But I didn’t create them for you, I created them for myself". Not interested in revealing the pyramids of its fragrances, he cleverly avoids answers to question about that, and doesn’t care about all the commercial trivia. I may understand this very well, after all if I had the chance to spend an hour with Paul Gauguin's soul I’d consider a waste of time asking him what kind of pigments he used for the extraordinary colours in his paintings! We sprayed Black Afgano (I wrote about it also here), his new creation, and I was literally knocked off by a powerful punch of woody, balsamic, honeyed syrup. Terrific. This is a sensouos, even overwhelming fragrance, that brings you in a sinful, altered state. You won’t notice it right away, but it slowly wraps you in a dark, bewitching, luscious and supple blanket. Is there any Afghan hashish in it, truly? Well, he said that he might well have an "extraction with butane gas: why not?". And laughs. Cristina however asked if he'd put oudh in it, due to a particular note that comes out clear. In response Alessandro pulled out of a pocket a tiny bottle of cambodian oudh, and he put a drop on our arms. I don’t know the "real" oudh, so I can’t say anything about it, but the scent was woody, animalic, hoarse, horse dung, very interesting and deep and ancient. But the point is: what about a man chatting about oudh, who pulls it nonchalantly out of his pocket in a bottle, as if it was nothing strange, as if he’d just bought it from the tobacconist's on the corner? Definitely we’re on a veeery beautiful planet, light-years away from Earth. What perfume does he wear? "Perfumes I'm working on, otherwise generally mine". He’s restless and clearly would prefer making a different use of the time he’s required to spend in his corner, closed in like a bull in a cage, and although he’s certainly a star, this is the part of being a star he likes the less. So he starts asking us questions, so to talk about things he doesn’t know. And he brights up when discovers that all us three (Cristina, Marinella and I) have perfume-unrelated jobs, and everything we do here on the blog and in Adjiumi’s forum, we do it out of passion, because we believe it’s normal spending time and energy for something that makes us vibrate. If this isn’t his language, at least is a dialect he can understand. I confess that I'd like to meet him again and finally talk about other things. Sure, it takes a little patience and cool blood, he seems to believe that people want to know him to ask him silly questions without being truly interested in his works. And in fact I saw quite embarrassing scenes happening around him. It must be weird, having to deal with things like those so often. But if you say something interesting and successful, that makes you recognizable, you have to accept that you’ll inevitably attract all sorts of people. Maybe I, too would end up building an apparatus to prevent pieces of my soul being tore away at every interview. In any case I'll keep practising patience, life is long, possibilities are endless and meanwhile, I have his wonderful fragrances to get to know better. Starting from China White and Black Afgano.

20 commenti:

Anna Maria ha detto...

grandissimo post!
uno dei tuoi migliori
anzi, definirlo post è riduttivo, un ottimo articolo, all'altezza del miglior Coifan, e rende benissimo questo misterioso sfuggente magico creatore

quando ti vien voglia di correre a provare una creazione, ecco, è quello lo scopo, la scoperta, la conoscenza

Diakranis ha detto...

cosa posso dirti in merito a quei 15 minuti?
Imbarazzo
tanto e potente...
non ho spiccicato parola, e quando mi ha chiesto del mio lavoro, mi sembrava talmente strano che mi ero preparata ad una frecciatina...
più di tutto mi ha stupita la sua indifferenza verso le opinioni che gli altri hanno dei suoi profumi, sia che esse siano cattive, sia che esse siano buone.. "non mi interessa niente, una volta che sono nel mondo sono vostri, a me non frega nulla". della serie non parlatemi non voglio sentire..
Si comunque, parliamone di quegli occhi... no dai anche no.... ok, dai, però tra di noi... mauhauhaua

un giretto ad amsterdam?

mauahuahua

marzipan ha detto...

Concordo in pieno, anche io in un primo momento sono stata respinta da questa apparenza teatrale e dai modi un po' scostanti, ma i profumi hanno parlato per lui. Certo è un bel caratterino e non vorrei averci a che fare per lavoro, però il suo naso è geniale.
China White forever.

Davide ha detto...

Ti offendi se ti dico che sto mettendo da parte come le formichine per prendermi Black tutto per me? Anche perché effettivamente dividersi un 30ml...

Anonimo ha detto...

Ehi B&B, sei tenera, ma attenta a non lasciarti abbagliare dai maghi del marketing. Li conosco anch'io quelli occhi e da parecchi anni (e non sono l'unica) e posso dirti che non mi rivelano la stessa cosa.
In quanto a Black Afgano, è un piacevole ambrato ma che difficilemente si distingue da altri. Sono inoltre molto scettica sul legno di oud, perche la maggior parte di quello che trovi in commercio è sintetico o di riproduzione, perche del naturale ce n'è cosi poco che non riuscirebbe a bastare per una produzione anche molto limitata, anche se... è mi fermo per non diventare velenosa. Lo so, non mi conosci sotto questo aspetto, ma questa non potevo proprio lasciarla passare.....
Un abbraccio. MG (alias Naso Tappato)

Anonimo ha detto...

purtroppo non conosco (ancora) i profumi di Nasomatto però penso che quando una persona dice "l'arte è qualsiasi cosa in cui io metto me stesso" i casi sono due: o è uno sbruffone o è un genio. Il fatto che abbia cacciato in malo modo la troupe di canale 5 mi fa propendere per la seconda ipotesi. l'unica osservazione che mi viene da fare è che se i nomi dei suoi profumi rappresentano le sue ossessioni, beh, in fondo si tratta di ossessioni largamente condivisibili. -prisca-

Bergamotto e Benzoino ha detto...

MG sai quanta stima ho di te e sai che qui tutti siamo liberi 200% di esprimere le nostre opinioni: quindi, un caldo benvenuto anche al tuo lato velenosetto! (che in effetti mi mancava. :-))
Sì, io dell'oudh ho una conoscenza limitata, e so quanto costa. Lì per lì ho anche pensato: e se quella goccina sul mio braccio non fosse oudh ma profumato Ingrediente Segreto afgano??? Eh? Che ne dici? Potrebbe essere?

Anna, grazie, un complimento simile, detto da te mi onora. Tu li hai sentiti i Nasomatto?

Diak, ho riso mezz'ora, dopo aver letto il tuo commento, perchè mi ricordo esattamente la tua espressione! Sei un TESORO.

Marzipan, in questo caso, aver annusato i suoi profumi mentre sentivo lui parlare, effettivamente mi dato un senso diverso a tutta la faccenda. Mi sembra di averli conosciuti meglio... ora mi parlano anche loro.

Prisca, a parte che hai ragione, volevo cogliere l'occasione per confermarti che sto per inviarti qualcosa che hai chiesto... :-)))

Davide me lo aspettavo! E stavo meditando di fare anch'io la stessa cosa, con sensi di colpa e tutto il resto. Che bello, siamo mezzi telepatici!

Sto tornando alla mia solita verve!!!

Anonimo ha detto...

Grazie per avere accettato il mio lato meno nobile !!!
Riguardo all'oud, penso proprio tu abbia ragione, si trattera molto probabilmente di un accordo specialmente miscelato per quel profumo. Quindi hai sicuramente avuto sul braccio una specialità, ma molto poco cambodgiana... Ma vedI che serve anche sapere raccontare delle belle storie...
Detto questo, non disperare, sto per continuare la mia esplorazione approfondita dei profumi che mi hai mandato. Prima o poi, ce la facciamo... baci. MG

Anonimo ha detto...

Fantastico.
Hai tradotto esattamente quello che traspare da quest'anima inquieta di Alessandro Gualtieri.
L'impressione che hai avuto è la stessa che mi è corsa incotro osservandolo allo stand, anche se per pochi minuti.
Comunque è un grande.
A prescindere dal fatto che le sue creazioni possano piacere o meno ma, che, comunque non lasciano mai indifferenti.

assurdo1 ha detto...

Bellissimo articolo, questa volta però non potrò dare la colpa a te per averlo comprato.
Infatti avevo deciso di prenderlo dalla prima volta che ne ho sentito parlare.
Toglietemi una curiosità voi che lo avete visto, ma è prorio nero come si vede in questa foto?
Grazie e buona giornata.
giuseppe.

seldevetiver@libero.it ha detto...

Cara B&B inutile dire che leggere i tuoi post mi rende tronfia come un otre!! trasmetti un energia ed un entusiasmo che solitamente sono abituata solo a trasferire, non a percepire. Per quanto riguarda Naso Matto, conosco bene le fragranze ma tollero poco tutto ciò che ruota intorno ad esse. Credo che la creazione e la galvanizzazione di un personaggio come quello di A.G. potrebbe alla lunga stancare e renderlo stuck-up, come direbbero i ns cugini americani! Intertrade sta giocando troppo con un marchio che è loro solo per distribuzione ma non x creazione!!! Purtroppo non accetto le loro imposizioni, verso un brand che grida ad alta voce LIBERTA'in tutte le sue sfaccettature. mi fermo altrimenti potrei sembrare troppo polemica.Baci Stefania.
P.S. Grazie per essere sempre così preziosa, è difficile confrontarsi a questi livelli con gli indigeni del posto!!!

Sabricat Glamour ha detto...

Complimenti per il post, avvincente come un romanzo, in effetti il personaggio si presta..
Anche io sono molto curiosa di saperne di più di quest'essenza oud. Purtroppo ho sentito solo quella di Montale,certo la fragranza nel complesso è davvero avvolgente e accattivante ma è solo merito di quest'oud?
Per adesso ho bisogno di fragranze più tenere...ieri indossavo Vetiver Dance di Tauer, lo trovo commovente, terra, erba, e il profumo delle bambole di quando ero bambina. Un capolavoro.
Sabrina

Bergamotto e Benzoino ha detto...

Sabricat, pensa che l'oudh di Montale è probabilmente... il meno oudh di tutti!!! Lady in Black l'altra volta aveva con sè alcune microfialette di diversi tipi di oudh naturale appena ricevuti, costosi come un week end a Londra. Erano sensibilmente diversi da quello che si trova nei Montale. Insomma, quello che ha scritto MG là in alto. Non sto parlando male di Montale, eh (ve ne scriverò... Esxence mi è servita anche per avvicinare bene questo marchio e capirlo un pò meglio e... beh l'ho molto apprezzato, soprattutto le ultime cose). Sto dicendo che l'interpretazione fatta da lui è sensibilmente diversa dall'oudh naturale, così come quella di M7 di Alberto Morillas per YSL. Belli, comunque belli, intensi e "vicini" in qualche modo, ma penso che se dentro c'è veramente dell'oudh (e di sicuro non in M7), ce ne sia giusto una goccina: arrotondata, potenziata, resa meno selvaggia da altre note di contorno. Non solo perchè costa un botto, ma anche perchè ha un sentore potentemente animale, spesso, stallatico, che varia moltissimo in base al tipo di oudh. Da quando abbiamo perso lo zibetto e il castoreo come ingredienti base dei profumi, il nostro naso occidentale non è più abituato ad incontrare odori così forti, e potrebbe reagire male. Persino con disgusto. Quindi, credo che Montale sia un ottimo mezzo per avvicinarsi a questa nota, ma sapendo che il mondo dell'oudh è variegatissimo e c'è molto di più. Se Lady in Black avesse voglia di dire due paroline in merito, visto che si sta facendo una cultura parecchio approfondita sull'oudh, e di primissima mano, sarei onorata!

Vetiver Dance è una meraviglia anche per me, sai quanto lo amo, e questo momento dell'anno è proprio il suo!

Stefania, un bacino e grazie per le parole, evidentemente abbiamo molti punti in comune: intanto l'amore per le fragranze e poi la "potenza" dell'entusiasmo che ci anima. Bello! :-) Solo una cosa... uhm... ecco... in che senso intendi indigeno? Tu lo sai che io non lavoro nel mondo dei profumi, vero?

Assurdo, non vedo l'ora che ti arrivi: sai già da quando è in distribuzione?

MG :-))) ho sia pazienza che curiosità, quindi io aspetto quanto vuoi!

Anonimo ha detto...

Cara B&B,
credo che Pierre Montale stia all'Aoud come il sushi di Nobu stia alla cucina giapponese: un buon prodotto per avvicinare il palato occidentale al gusto orientale a cui altrimenti sarebbe tutt'altro che educato.
Penso che il piu aoud-like sia il cuir d'arabie dove il "sentore di stalla" è presente. Non tutti sanno che comprando direttamente dalla boutique montale di Parigi, è possibile farsi aggiungere una percentuale maggiore di aoud alla fragranza desiderata. Beh, ti dirò che ho annusato da loro il cuir d'arabie in versione "potenziata" e l'ho sentito abbastanza animale da ricordarmi come si odora dopo un giorno in stalla... Per fortuna il vago sentore di rosa che lo ingentilisce persiste ;)
Magnifiscent

marzipan ha detto...

Sul Venerdì di Repubblica del 24 aprile, a pagina 104, si racconta che Gualtieri aprirà tra pochi mesi un atelier olfattivo nel quartiere a luci rosse di Amsterdam. Uno spazio boudoir con negozio e laboratorio per "aprire le porte a una terra di libertinaggio olfattivo".
Schivo sì, ma col marketing ci sa fare.

ADJIUMI ha detto...

Appena possibile devo risentire questa fragranza, mi è piaciuta, ma c'erano dei sentieri che si incrociavano con DURO, troppo spesso... ho bisogno di avere il naso pulito.
Arrivato a quel punto, avevo ancora i nuovi Montale sotto il naso, e il pensiero fisso rivolto a aoud leather.

A me l'atteggiamento del Sig. Gualtieri non è piaciuto, a tratti infastidito e scocciato, ma è un dettaglio, al quale devo evitare di pensare, altrimenti non ci sarà più, nei miei prossimi acquisti, un nasomatto.

Sono sicuro che, se ci fosse stato più tempo e magari altra location, sarebbe stato un po' diverso, queste sono delle prime impressioni a pelle, niente di più ;-)

assurdo1 ha detto...

No cara, ho girato diverse profumerie ma nessuno sa con certezza quando arriva.
Ciao.
giuseppe.

Sabricat Glamour ha detto...

Grazie per l'informazioni. Non mi fa impazzire l'idea che in quanto occidentale devo essere "educata". Mi tocca andare a Parigi.
Sabrina

Michael Mattison ha detto...

"Mille grazie" for your wonderful blog.
I love this post about Nasomatto (and I LOVE Duro; I'll do a fragrance write-up soon about Duro on my own blog).
And I saw you wrote about the Amouage scents for women; have you written about the men's line? Jubilation XXV is my favorite in the line; luxurious, oriental and modern all at once.
Best wishes,
Michael

Anonimo ha detto...

Intervista interessante. Io comunque propendo per vederlo come uno sbruffone di buon talento (non eccelso) e con grande senso di marketing. Riconosco che non subisco per niente il fascino dell'"arrogante" o dell'"artista", anzi quando si mettono sul tavolo questo genere di argomenti drizzo le antenne della diffienza. Specie se il personaggio in questione campa di quello che vende ma facendo mostra di "fregarsene" (detto in altri termini: no che non te ne frega di quello che "ne facciamo" dei tuoi profumi. Li compriamo, a peso d'oro, e tu li fai per quello).