27 febbraio 2009

B&B diventa bilingue/B&B gets bilingual



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Come avrete letto in questi ultimi giorni, Bergamotto e Benzoino sta diventando un blog bilingue. Molti amici sia italiani che stranieri mi stanno chiedendo da tempo di rendere disponibili le traduzioni degli articoli, e credo sia arrivato il momento di accontentarli. Ho iniziato da poco, ma pian piano tradurrò tutti i post in inglese (britannico; non sono ancora a mio agio con l'americano). L'impegno, a livello di tempo ed energie aumenta e farò qualche errore di traduzione ma... il desiderio di condividere il dicorso ed allargare ancora il cerchio è troppo forte. Buona domenica!



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As you may have read in the last few days, and Bergamotto e Benzoino is becoming a bilingual blog. Many friends, both Italian and foreigners are asking me to translate the articles, and I think time has come to do it. I am (slowly) translating all previous posts int English. British English, because I've been studying it for 12 years. My commitment, in terms of time and energy increases, translations will sometimes contain mistakes but I really wish to broaden the discussion... so wish me good luck and have a nice Sunday!

(Image above shows a joke: translating Italian puns in English. From http://englishfromfear.blogspot.com/).



24 febbraio 2009

Valutazioni finali e complimenti ai giocatori/General overview and congrats!


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Intanto sento il dovere di ringraziare e fare i miei (anzi, i nostri) complimenti a tutti: il test ha dato i risultati sperati. AnnaMaria e io volevamo dimostrare quanto è difficile, anche se possibile, giudicare un profumo senza essere influenzati dalla confezione, dal marchio, dal nome del creatore. Ma finchè non si gioca, non si capisce quali difficoltà possa presentare, perchè questi dati vengono SEMPRE presi in considerazione, anche solo inconsciamente. Cos’avrebbero scritto i nostri eroi, se gli avessimo fatto sapere che la C era una fragranza di Guerlain (anche se in versione rivisitata)? Il rispetto per i marchi e la loro tradizione può risultare inibente: “Una fragranza proposta da un marchio storico non può essere un prodotto da supermercato, e se lo sento così, sono certamente io che sbaglio.”. Ah sì? E chi lo dice? I giocatori ci hanno mostrato, con le loro recensioni che sì, a volte succede che i grandi marchi offrano ai loro fedeli appassionati fragranzine di quasi nessun valore, ed è giusto dirselo, senza falsi pudori. Con quale rispettosa aspettativa avreste approcciato la fragranza D se aveste saputo che era un Coty d’annata? E Woman in Rose invece, avrebbe potuto suggerire l’esistenza di una rosa nel bouquet e qualcuno, magari con scarsa fiducia nelle proprie capacità, avrebbe potuto addirittura sentirla anche se non c’è. Quante volte sarà successo?

Di seguito, una valutazione generale di AnnaMaria, che condivido al 200%.
Assurdo e Davide, che pur amano le cose buone, senza riferimenti si sono sentiti galleggiare a mezz'aria, senza una sedia che vigliaccamente abbiamo spostato... bam! Forse Claudio e le fanciulle hanno meno preconcetti o hanno una più lunga esperienza: sicuramente Claudio Prisca e Gretel. Si meritano un oscar ex-aequo, ed eccovi le motivazioni:
@Claudio: non ti conosco, ma.. o bari, e hai riconosciuto ALO, o hai una raffinata sensibilità, potresti essere un ottimo attribuzionista. Associare ALO a L'Heure bleue SENZA CONOSCERNE il nome, e senza averlo mai sentito, non è da tutti. Hai inoltre identificato le note presenti in SOIE ROUGE senza esitazioni. Hai classificato un commerciale easy come Woman in rose per quello che è, e se conoscessi la vecchia versione di VENT VERT lo avresti associato a Emeraude senza esitare...se ne hai ancora, facci un'altra sniffata... sto aspettando un'edizione precedente, spero di fartene avere un po'.

@Gretel: tanto di cappello, *si inchina*

@Prisca: NON ripeto NON hai sbagliato a giudicare ALO, la riformulazione mi ha dato la tua stessa sensazione-una banale copia da supermercato. Perfette le definizioni di W in R. e di Soie Rouge, hai riconosciuto anche il garofano!!!

@diakranis... hai solo bisogno di un po' d'esperienza, e quella te la farai con il tempo... se penso che un anno fa volevi disfarti di Diorella vintage perchè non lo capivi, hai fatto passi da gigante, continua così!

Lo stesso vale per Giuseppe e Davide: secondo me avete paura di sbagliare quando acquistate un profumo, e allora vi appoggiate alla fama e alla firma dei produttori di nicchia più famosi e riconosciuti, quando imparerete a pensare con la vostra testa, farete di meglio :-P

Io invece, mi sono concentrata più sul tipo di gusto che avete mostrato:
Tra tutti, Assurdo è quello con il naso più moderno, nel senso che si trova a proprio agio con fragranze di gusto contemporaneo: moderne, scolpite nel cristallo, squillanti, con una personalità spiccata e quel che non rientra in quest'ambito lo lascia un po’freddo. Per l’impegno che ci ha messo potrebbe anche iniziare ad esplorare altre cose: a volte “debole”, seminascosto, umbratile, lieve è un tratto della fragranza che può essere esplorato, esattamente come “forte”, brillante, deciso, vigoroso. Dipende solo da come ti ci metti davanti. Assurdo fidati un po’ di più del tuo naso (che sente benissimo tutto quel che c’è da sentire), e usa meno la razionalità, che ti inibisce un po’.

Claudio per me è un esteta. Cioè, qualsiasi nota potrebbe andar bene purchè sia inserita in un contesto sviluppato e coerente; la fragranza deve presentare una dimensione estetica convincente, esponendo un manifesto chiaro che si possa leggere e, al limite, anche discutere. Non è solo questione di gusti e preferenze personali, ma proprio di visione rispetto all’arte e al modo in cui essa si esprime. Forse fa un po’ parte della forma mentis collegata alla sua professione? Quello che lui cerca è il confronto, il dialogo con la fragranza.

Davide invece è “alla ricerca”, è tutto dubbi da un lato, e certezze che svaniscono velocemente dall’altro. Secondo me è per questo che le sue recensione sono così lunghe e articolate: le riflessioni si affollano tutte insieme ed è necessario tempo e calma per trovarci un senso. Davide, non correre, ordina gli stimoli secondo IL TUO ordine, non suggerito da etichette e marchi, perché non ne hai bisogno, tu hai gusto. Ma creati le tue opinioni annusando tutte le fragranze di una singola maison, annotando le tue sensazioni e poi rileggendo a mente sgombra. Solo dopo, se vuoi, confrontale con gli altri. Vedrai le sorprese!

Le recensioni di Prisca mi hanno colpita per la concisione, che qui non è stringatezza, ma ricerca di essenzialità. Ed infatti è stata bravissima nel cogliere l’atmosfera delle fragranze: di un profumo a lei interessa soprattutto il mood che crea. Le note che lo compongono le interessano più come coro di voci che contribuiscono alla melodia, piuttosto che come materie prime in sè, e anche la struttura è interessante solo se contribuisce a creare l’atmosfera. Brava!

Gretel, in anni e anni di annusate, ha composto un bagaglio olfattivo ricchissimo e molto personale; conoscendola da tempo ed essendoci scambiate recensioni anche in privato, posso dire che è quella che meno di tutti aveva bisogno di giocare per rendersi conto del potere condizionante delle marche e dei nomi: in genere non si fa scrupolo a scrivere quello che passa dalle sue narici senza timore reverenziale, con grandissima libertà.

Diakranis ha intuito… ma queste qualità se non vengono un po’ incanalate rischiano di occupare tutto lo spazio. Voglio dire che se riuscisse a disciplinare l’intuito per seguire anche gli altri stimoli che la fragranza le dà, anche il ventaglio di cose che riesce a percepire aumenterebbe. Diak, ricordati che anche le fragranze che non ti dicono niente possono essere aperte in due per guardare come sono fatte e cosa c’è dentro. Anzi, se posso darti un suggerimento, prova ad iniziare da quelle che non ti sono piaciute e fai una recensione al contrario: Perché questa fragranza non mi è piaciuta?

Ancora grazie a tutti e... complimenti! :-)

ENGLISH TEXT
First of all, I wish to thank and congratulate all the players/reviewers: blind tests gave the expected results. Annamaria and I wanted to show how it’s difficult, though possible, to evaluate fragrance without being influenced by packaging, brand or the creator’s name. But until you play, it’s hard to understand how difficult it is, because these data are always taken into consideration, even if unconsciously. What would’ve our players written, if we informed that C was a fragrance by Guerlain (albeit a revised version)? Respect for brands and their tradition may be inhibiting: "A Brand with an historic heritage cannot produce supermarket perfumes, and if I perceive it like this, well, obviously I’m wrong..." And who says so? Our players’ reviews show that yes, sometimes it happens that major Maisons offer their faithful fans nonsense fragrances of almost no value, and there’s no point in feeling shy about saying that. If we told them that fragrance D was a vintage Coty the’d approach it with respectful awe… And Woman in Rose (fragrance A) however, could suggest existence of a rose in the bouquet and someone, perhaps little confident about his/her own skills, could smell it even if there isn’t the smallest amount. How many times has this happened without knowing? Here, a general view by Annamaria (Nynive), who I do share.
Claudio Prisca and Gretel, you deserve an oscar ex-aequo, and here are the reasons:

@ Claudio: I don’t know you but... or you cheat and already knew Apres L’Ondee, or you have an extremely refined sensibility. Associating ALO with L'Heure Bleue without having ever smelt it, was amazing. You also identified the notes in Soie Rouge without hesitation. If you knew the old version of VENT VERT you would’ve associated it with Emeraude: I hope I’ll be able to make you sniff an even earlier version.
@ Gretel: kudos!

@ Prisca: you were NOT and repeat NOT wrong about ALO, it’s a reformulated, brand new version, and it gave me the same feeling: a sort of trivial supermarket copy. Perfect definitions of W in R. and Soie Rouge.
@ diakranis: you just need a little more experience... You made a long journey since one year ago, when you wanted to get rid of Diorella vintage because you didn’t understand it. Keep up the good job! The same is true of Assurdo and Davide, I think you're afraid to make mistakes when buying a perfume, and then rely on the fame of the most famous and recognized niche fragrances makers, but when you’ll learn to think with your head, you’ll be even better: -P

Instead, I focused more on the taste you have shown.
Among all, Assurdo has the most modern taste, he’s at ease with contemporary fragrance: sculpted in crystal, brilliant, with strong personalities; what doesn’t belong to this category leaves him uncertain. For the commitment shown, you could begin exploring other things: sometimes "weak", shaded, shy are aspecta of fragrances that can be explored, just as "strong", brilliant, determined, vigorous. Depends only on how you put yourself in front of it.
Claudio for me is an esthete. That is, notes are moving in themselves, but they have to be developed consistently with the general speech. Fragrances are to show a convincing aesthetic dimension, displaying a manifesto that can be read and even discussed. It’s not just a matter of personal tastes and preferences, but of vision, and the way it’s expressed.
Davide is still researching. Reflections are all crammed together and you need time and silence to find a meaning. It’ perfectly ok, don’t rush, take your time to sort the stimuli in your personal order, not as suggested by labels and brands. Then compare!
I was struck by Prisca’s reviews: shortness as a search for simplicity. You are very good at grasping the mood of the fragrances: you’re interested above all in the atmosphere created by the scent. Notes are interesting as a chorus of voices that builds up the melody, rather than as raw materials, and also the structure is interesting only if it contributes to creating the atmosphere. Brava! Gretel, in years of smelling has put together a very rich and personal catalogue of experiences. She didn’t need to play to realize the influence of brands and names; she meets fragrances without reverence, and reviews them with the greatest freedom. Diakranis has intuition... but she needs to channel it, to let other stimuli flow, otherwise the range of things she can perceive, decreases. Even fragrances that you don’t particularly like can be observed and investigated. Try testing those that you like less and ask yourself: why don’t I like it?

Compliments again to you all! :-)

22 febbraio 2009

Il Profumo D/Perfume D: Emeraude (Francois Coty, 1921)

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Non è la versione attuale e lo dico subito. Quella, non l'avremmo mai messa sotto ai vostri sei nasini abituati bene perchè vi sareste fatti una risata. Per avere la vostra attenzione dovevamo puntare un carico da 11. Questa che avete sentito, è una versione piuttosto vecchia, databile diciamo intorno agli anni '40 ('50 al massimo). La foto è lì accanto. Questa è una Colonia, quindi avete avuto ragione nel dire che lo avete sentito poco persistente, su carta funziona molto meglio (ma si appiattisce un pò). Le note sono queste: agrumi (bergamotto, limone, arancio dolce), gelsomino, ylang-ylang, rosa, ambra, sandalo, patchouli, legno di rosa, benzoino, opoponax e vaniglia. Ma con i decenni, qualche nota si è affievolita o è diventata amara, meno riconoscibile. Claudio e Diakranis, che lo hanno sentito simile a Shalimar, sappiano una cosa: Shalimar, nel 1925, fu il SECONDO profumo orientale mai creato, e il primo fu proprio Emeraude, quattro anni prima, che ottenne grande successo. La struttura delle due fragranze è simile, molte note sono in comune, in particolare i legni, le resine, la vaniglia, che danno ai due profumi il carattere orientale.
A Gretel vengono in mente tanti profumi simili, proprio perchè questo è il capostipite di tutta la dinastia degli orientali e ha ispirato parecchio. I primi orientali erano caratterizzati proprio da un massiccio uso di legni e vaniglia, mentre gli orientali di oggi sono caratterizzati da note ambrate molto marcate (però, se provate Alamut di Villoresi, tornerete a sentire un Oriente molto talcato). Quello che a noi sembra persino Borotalco, allora faceva parte della definizione (appena nascente) di orientale! Qualcuno ha sentito la pelle, una nota confortevole e morbida, che secondo me è un qualche legno non più perfetto, leggermente "virato" e meno riconoscibile.
Belle le vostre recensioni, ad ognuno di voi questo profumo ha detto qualcosa di vero, ognuno è stato capace di coglierne qualche sfumatura, poi qualcuno ha usato termini diversi, ma si capisce che vi è arrivato in maniera simile e che avete saputo renderlo bene. Assurdo, grazie per lo sforzo, non sai quanto ho apprezzato (sapevo che non era nelle tue corde e che hai fatto fatica a stare ad ascoltare quello che ti diceva: è un profumo più "lento" e meno d'impatto di quelli a cui sei abituato tu;-)).

Claudio: Iniziale accordo fiorito con sentori di muschio che subito si dileguano per lasciar posto ad un corpo ambrato assolutamente interessante ma con poca persistenza. Un racconto che inizia bene ma resta incompiuto e finisce per mimetizzarsi con l’odore della pelle come se ne fosse ad un tratto assorbito completamente, una sensualità accennata lo rende particolarmente vibrante. Un incompiuto senza persistenza, manca una nota di fondo che lo caratterizzi e gli dia personalità. Volendogli accostare un grande potrebbe essere una sorta di Shalimar ultralight

Assurdo: è stato per me il più complicato da catalogare, tanto che l'ho dovuto indossare tre volte in una settimana prima di avere delle sensazioni definite. Ha un inizio amarognolo e liquoroso che mi porta immediatamente ad accostarlo ad un Etat Libre d'Orange per la sua liquorosità, non ricordo se Rien o Je Suis un Homme (pur avendoli entrambi non li ho voluti comparare proprio per non aver condizionamenti). Poi piano piano si fa strada quell'odore rassicurante, acuto e rilassante tipico del cuoio, allora un'ipotesi prende corpo: Ten di Knize, anche in questo caso ho evitato la comparazione per lo stesso motivo di prima. Poi una telefonata (mannaggia a me che l'ho fatta ) ha spazzato via tutto.A Massimo Lopez una telefonata gli allungava la vita in uno spot pubblicitario, a me invece l'ha complicata.Tornando al profumo, sono comunque convinto che sia un cuoiato floreale a cui però non riesco a dare un nome. E' stata una bella esperienza questo giochino,ha rafforzato in me l'idea che il mondo dei profumi per quanto semplice possa apparire, è invece molto articolato. Grazie e un abbraccio a tutti.

Gretel: apertura totalmente prevalente di mandorla, eliotropo, (polvere d’iris ?) tutte quelle note che formano un profumo talcato, una nuvola femminile e coccolosa. Al mio naso è la mandorla o eliotropo che rimane più impress... di profumi simili ce ne sono parecchi e mi vengono in mente tanti nomi. Poi, sul finire, un soffio di vaniglia e un odore di bambola, quella tipo del cicciobello... Nulla di troppo mangereccio come confetti o torte margherite, ma un dignitoso talcato lieve senza particolare complessità. Giusto per fare un ragionamento, e non per smania di far nomi ( tanto non li azzecco! :-)) io indicherei il profumo D in douceur de vanille di les nereides: l’ho sentito non molto tempo fa su mouillette: inizio soave, lieve come una piuma, gentile come pioggerellina d’oro, e me lo ricorda assai. Ho anche pensato a Ligea di Carthusia, ma l’ho scartato subito perché sulla mia pelle ha una nota più prepotente di mandorla amara. L’idea era anche orientarsi su Heliotrope di Etro e il medesimo di Piver ma è passato troppo tempo da quando li ho annusati l’ultima volta quindi evito. Di sicuro qui non c’è il garofano e la nota di banana flambèe!!!! :-)

Diakranis: ho pensato subito a Shalimar di Guerlain.All'inizio è proprio simile, forse un pelo meno dolce... ha in più una nota affumicata... una nota che non capisco, qualcosa di fruttato, ma non nel vero senso di “frutta”: come le pesche sciroppate. Ma non sa di pesca, piuttosto di frutta mista sciroppata, è una cosa nascosta lì in un angolo... probabilmente è una cavolata megagalattica, ma visto che ci ho pensato e mi sono ripromessa di essere totalmente sincera a costo di fare brutte figure lo scrivo lo stesso. All'inizio mi passa nelle narici come tessuto grezzo sulla pelle, la stessa sensazione di Shalimar.... continuo a pensarci sempre di più... quando sarò a casa mia devo proprio fare un confronto... A pochi minuti perde questo suo aspetto di "grezzo" ma non del tutto. Dopo sento come qualcosa di quasi agrumato, ma più sullo stile “fette di arancia rossa secche sul calorifero” nella stagione fredda, che limoni nel loro splendore di fine estate...è un tarlo... shalimar shalimar shalimar... è un TARLO!!!! devo fare un confronto il prima possibile!

Davide: questo profumo mi suggerisce delle vere e proprie stranezze. Aprono il profumo delle note esperidate e aromatiche tipiche dell’accordo fougère, subito sostituite da un sentore amarognolo che mi ricorda… ebbene sì: la focaccia alle cipolle! Quando mi capita di entrare in una di quelle panetterie che producono anche focacce di ogni risma e foggia, se c’è anche della focaccia alle cipolle sniffo subito per aria quell’odorino che promana dai cerchi di cipolla appassiti e bruciacchiati dal calore del forno. C’è qualcosa del genere in questo profumo subito dopo le note di testa. A quel sentore di cipolle si unisce poi una nota vanigliata, che mi ricorda qualche cosa che sicuramente ho usato ma che non ricorda cosa fosse. Quasi sicuramente una sostanza burrosa: un burro cacao forse. Sulla mia pelle le prime due fasi sono molto veloci quasi avesse fretta di arrivare alle note di fondo, raggiunte le quali il verdetto è: borotalco! Questa fragranza finisce con un accordo talcato che mi riporta ad un borotalco più dolce di quello calssico della Roberts. Da notare che a freddo sulla mouillette si mantengono quelle note fresche che aprono il profumo mentre sulla pelle queste svaniscono quasi immediatamente. Tra queste potrei indovinare che ci sia della verbena la quale non mi sorprenderebbe se contribuisse poi ad addolcire il bouquet delle note di mezzo e di fondo, perché la verbena dà una certa rotondità alla fragranza. Un altro profumo più adatto su una donna che su un uomo. Di media persistenza, è piuttosto discreto, non evanescente, non dà fastidio. Decisamente troppo dolce per i miei gusti. Lo direi adatto ad una signora non giovanissima. Io comunque non lo porterei: non tanto perché più femminile che maschile, quanto proprio per il fatto che non è particolarmente di mio gusto.

Prisca: l'accordo iniziale, lievemente amarognolo, ci porta nella macchia mediterranea. Cipresso, petitgrain, mirto si stemperano su un fondo talcato e rassicurante. La sua evanescenza fa pensare ad una bassa concentrazione, tipo acqua di colonia. Richiama i colori verde e arancione (per me ogni profumo ha un colore). Siamo in un dolce tramonto in Toscana. C'è qualcosa di antico in questo profumo. Lo porta una persona sensibile ma razionale. Qualcuno che vuole oltrepassare i limiti della sua situazione presente e confida nel futuro.

ENGLISH TEXT (ABSTRACT)

Not the current version, of course. We would’ve never put the new one under review, because you would’ve laughed in our face. To get your attention we had to bet higher. This was a rather old version, dating about the '40s (up to '50), the one in the pic. Being a Cologne, you were right in noticing little persistence. Notes are: citrus (bergamot, lemon, sweet orange), jasmine, ylang-ylang, rose, amber, sandalwood, patchouli, rosewood, benjoin, opoponax and vanilla. But decades weakened or bitter few notes, making them less recognizable. Diakranis and Claudio, who thought “Shalimar” were right: Shalimar, in 1925, was the second oriental fragrance ever created, the first being Emeraude four years before. The structure is similar, they share many notes in particular woods, resins and vanilla, giving both their oriental touch. It reminds Gretel of many similar fragrances, because Emeraude is grandfather to a whole dynasty. The first orientals were characterized by massive use of woods and vanilla, while today "oriental" is synonym with strong amber note (though, if you try Villoresi’s Alamut, you'll perceive it as a very powdery oriental). What today we label as “powdery”, then formed part of the (just emerging) definition of oriental. Each one of the reviewers wrote something true, everyone was able to capture some nuance, and even if words used differ a lot, we understand that there are similarities in how you reacted.

Claudio: initial flowery accord with hints of moss that immediately rush away to give way to an ambery body, quite interesting even if with little persistence. A story that starts well but remains unfinished and ultimately blends with the smell of the skin as if it was absorbed completely; a particularly vibrant sensuality. I smell no known material which characterizes it and gives it personality. I could name it as a sort of Shalimar ultralight.

Assurdo: this was the most difficult to understand for me, I had to wear it three times in a week before getting a defined feeling about it. It begins like a bitter liqueur bringing to my mind one from Etat Libre d'Orange (Rien or Je Suis un Homme… I don’t remember exactly: I didn’t wanted to do a straight comparison because I wanted no influence). Then slowly a very reassuring, relaxing note of suede appears, shaping my hypothesis into Ten by Knize. Again, I avoided comparison for the same reason. Then a phone call (sgrunt!) wiped all my intuitions away. I feel it as a floral leather but I can’t name it. This game reinforced in me the idea that the world of perfume may seem simple, but is very articulate.

Gretel: opening with prevailing almond and heliotrope notes, (iris powder?), all the notes forming a powdery cloud, very “wellbeing”. To my nose heliotrope and almond remain longer... a perfume like many others that come to my mind. Then, at the end, a touch of vanilla and the smell of a doll, the Cicciobello (n.o.e. don’t know the English name for this bebè doll). Not foody as confetti or pies, but a decent small talc without complexity. Just to do a line of reasoning, not wanting to really name it, I would say “Douceur de vanille” from Les Nereides: it starts as light as a feather, as a gentle rain of gold, and it reminds me much of it. I also thought about “Ligea” from Carthusia, but I discarded immediately because on my skin it shows a more pressing note of bitter almond.
Diakranis: I immediately thought “Shalimar” by Guerlain. All the opening is similar, maybe less sweet... there’s also a smoky note and something fruity, but not in the true sense of "fruits", more as peaches in syrup. I write it even if I risk a good laugh on you part. At first it passed into my nostrils as rough as a leather tissue, the same feeling of Shalimar... A few minutes after, it lost this "raw" aspect, but not entirely. Then I smell something citrusy, but more on the style "slices of dried red orange on the heater" in cold weather, rather then lemons in their splendor of late summer... Shalimar Shalimar Shalimar...
Davide: this perfume is a real oddity to me. Opening notes of aromatic citrus typical of Fougère, immediately replaced by a bitter feeling that reminds me of focaccia with onions! It’s there immediately after the head notes. It is then joined by a note of vanilla in a buttery material: cocoa butter perhaps. On my skin the first two stages are very fast, background notes jump in almost in a hurry, and those bring me to the verdict: talcum powder! This fragrance ends with a powdery note which brings me a generic talcum note. Note that on mouillette the opening notes stay longer while on skin they disappear almost immediately. Among these I might guess verbena, I won’t be surprised if it’s used to help soften the middle and base accords, it sort of rounds the scent. A perfume best suited to a woman than a man. Medium persistence, it’s rather discreet, no hassle. Too sweet for my taste. I would say unsuitable to a young lady.
Prisca: this opening accord, slightly bitter, brings me into the Mediterranean macchia (n.o.e. maybe “maquis” in English?). Cypress, petitgrain, myrtle melt into a powdery, reassuring composition. Its evanescence suggests the low concentration of a Cologne. The colors are green and orange (every fragrance suggests me a color). We are in a sweet sunset in Tuscany. There is something ancient in this perfume. It is both sensitive and rational. It is like someone who wants to go beyond the limits of his/her present situation and is confident about the future.

17 febbraio 2009

Esxence 2/5 Aprile a Milano


Ieri ho riparato al mio errore inserendo il link come correttamente mi era stato richiesto, ma stasera mi sono resa conto che sarebbe meglio riscrivere daccapo la notizia raccogliendo qualche informazione in più, come mi era stato saggiamente consigliato. A quel punto riscriverete lì dentro quello che vi piacerebbe sentire, in modo da organizzare un giro profumato che abbia senso per tutti! :-). Di tutti i commenti che c'erano attaccati al post (questo è un post nuovo) ci tengo a inserire qui quello di Guido che può interessare tutti:

Cara Bergamotto e Benzoino, l'occasione di Esxence è ghiotta, e per aggiungere altra carne al fuoco, Andy Tauer verrà a Milano e a Roma per incontrare i suoi fans. L'appuntamento è a Roma sabato 28 marzo presso il negozio Campo Marzio 70 nell'omonima via, dalle 16.00 in poi (l'orario è da confermare) e a Milano presso il negozio Profumo in via Brera 6 lunedì 30 dalle 16.30 in poi. Stiamo preparando qualcosa di speciale per non deludervi! Per informazioni o richieste, il riferimento è Guido c/o Profumo tel. 02.72023334 A presto!
La mia risposta era che ci sarei stata di sicuro!
Tutti i vostri commenti li ho tenuti, ovvio. Ve li ritroverete sul post che aprirò. :-)

ps
Tutto questo è per chiudere l'argomento Simona S.
Non immaginavo la levata di scudi che c'è stata (...e comunque grazie per la fiducia nella mia buona fede: mi ha fatto davvero bene allo spirito, un pò bastonato da quei toni e quei modi...).
Un abbraccio a tutti.

15 febbraio 2009

Il profumo C/Perfume C: Apres l'Ondèe (Guerlain, 1906)

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Ed ecco il profumo C: Apres L'Ondèe di Guerlain (1906). Purtroppo, questa non è una versione originale, ma la nuovissima versione appena lanciata da Guerlain. Sapevamo che qualcuno lo avrebbe riconosciuto, ma volevamo tanto ascoltare sei pareri spassionati su questa nuova versione. Non è così diversa dall'originale da averci permesso due campioni separati da esaminare, ve ne sareste accorti subito che era la stessa fragranza in due interpretazioni diverse. In origine non era un profumo all'iris, ma un profumo di fiori di campo (tra cui l'iris, e la violetta) bagnati da un acquazzone. Oggi l'iris è più "pesante" e meno polveroso (credo non sia più l'iris naturale, che costa davvero una fucilata, circa 60mila euro al kg.) la violetta è quasi svanita e anche l'anice; la fragranza è immersa in uno sciroppo mandorlato/vanigliato piuttosto stucchevole di cui avevamo già parlato nel post su L'eau de Shalimar. Inoltre, purtroppo, niente più Guerlinade.
Avete ragione, il profumo non si evolve molto, e alle note finali ci arriva solo sulla mouillette. Detto tutto ciò, la nuova versione non è poi malaccio, cioè si capisce chi è e da quale nobile Casato deriva. Ma ha perso fascino, luminosità, malinconia, tanto che persino una attenta come Gretel ha avuto qualche dubbio che fosse addirittura lui! Come al solito siete stati puntuali nelle descrizioni e molto personali nella recensione generale della fragranza, e avete tirato fuori spunti eccezionali. Se quelli di Guerlain potessero leggere quello che avete scritto (cioè in realtà possono, questo Blog èuno spazio aperto, apertissimo!!!).




Gretel: dopo la Banana flambèe non mi ferma più nessuno :-) e ho perso ogni inibizione. La prima cosa che ho pensato per questo profumo C è stato: Guerlain. La seconda è stata: Après l'Ondèe. Ma c'è un Ma: il duo diabolico ;-) delle testatrici non potrà aver messo un profumo così conosciuto, visto i precedenti. Eppure le note iniziali mi portano proprio a pensare a questo profumo che, fino a quando non mi è stato regalato da una persona carissima, non avevo mai valutato come profumo "nelle mie corde". Un velo leggero di violetta, bergamotto e vaniglia sono le uniche note che mi pare di percepire... e un unico dubbio. La versione - assai recente - di quello che possiedo ha una persistenza maggiore e una prevalente nota di Iris con la conseguente scia talcata: questo C ha pochissima persistenza e uno sviluppo meno chiassoso, più morbido e rotondo.... O ho sbagliato profumo :-) oppure è una versione vintage di quello che ho pensato. Ma che sia un Guerlain è un pensiero che non riesco a togliermi dalla testa.
Claudio: Profumo di un’eleganza di altri tempi, avvio pungente di mandorla amara che si scioglie in un soffio di cannella appena accennato che subito vola via per lasciar posto ad una nota di cuoio delicata raffinata ed eterea. Profumo malinconico e intrigante sarebbe perfetto con le note finali più avvolgenti e sostenute per qualche ora invece di pochi minuti.Un’alternativa poco impegnativa a L’Heure Bleue di Guerlain ****/*****
Diakranis: La prima cosa a cui ho pensato è stata IRIS! In un angolino ho sentito qualcosa come di agrume candito...Leggermente talcato, quindi probabilmente ci sarà la vaniglia. Penso sempre di più ai fiori di iris e dell'orchidea... potrebbero essere della stessa famiglia? Profumo sciropposo, zuccherino.Aspetta, foglorazione... che ci sia dentro una punta di tiarè? perchè mi riporta alla sensazione del mio olio al monoi di tiarè..questo mi fa pensare anche alla gardenia, che poi è della stessa famiglia...Sento un LIEVE sentore di pera, come nell'iris di odori di firenze... Intenso e persistente...
Prisca: Qui siamo tra gli scaffali di un supermercato, o sulle bancarelle di profumi taroccati che ci sono in ogni mercato. Si, insomma, volevano mettere qualcosa di profumato in una bottiglietta che potesse essere comprata da qualcuno, uomo o donna, che non disdegnasse di sentirsi addosso odor di ammorbidente. E' stato preparato con ingredienti sintetici scadenti, poco persistenti: è la stessa profumazione che ci capita di trovare nei prodotti da toilette degli hotel modesti ma con qualche pretesa. Monocorde, non interagisce con la pelle: chi eventualmente lo indosserà se lo sentirà addosso come un accessorio di dubbio gusto del quale si potrebbe facilmente fare a meno.
Davide: È strano, ma io questo profumo credo di averlo già sentito. La prima cosa che ho pensato è stata: “qui c’è dentro dell’iris”. Mi sbaglio? È un profumo decisamente più adatto ad un uomo che non i precedenti due, ma anche quello più difficile, finora, da recensire. Appena spruzzato, evaporato l’alcool, mi sembra di sentirci anche qualche fiore ma non saprei dire quale. Alcuni fiori bianchi forse? Sulla mouillette rimane più fresco e anche un pizzico più… speziato che non sulla mia pelle dove assume una struttura un poco talcata. Le note di fondo non le sento per niente e non penso sia colpa del raffreddore che per fortuna sta passando: direi piuttosto che non fa in tempo ad arrivarci che già si dirada. Come ho detto prima, ci sento dell’iris, ma anche della violetta: o più precisamente lo stesso aroma di alcune saponette alla violetta che compravo anni fa. Tuttavia trovo davvero difficile distinguere una nota dal’altra perché è una fragranza molto compatta, i cui elementi olfattivi si tengono tutti stretti l’uno con l’altro. Forse c’è anche un po’ di mughetto? La persistenza sui miei polsi è pressoché nulla: la fragranza si adagia sulla pelle, si sistema e non se ne allontana quasi per niente. Il sillage è veramente discreto. Questa fragranza mi procura delle sensazioni cromatiche: evoca il grigio, al più l’indaco. E’ malinconica: mi fa venire in mente un uomo elegante anche giovane, dallo sguardo un po’ triste. Un profumo crepuscolare che mi è venuto da paragonare a Iris de Nuit di James Heeley, rispetto al quale, tuttavia, la fiala “C” ha meno classe. Comunque non lo trovo niente affatto male. E’ sicuramente qualcosa che potrei indossare.
Assurdo: la sensazione che ho appena spruzzato è di un profumo chiuso, di quelli caldi ed invernali. Probabilmente Edt, con delle note cuoiate di quelle che invitano alla spiritualità ed ai viaggi interiori. La costruzione mi fa pensare ad un Artisan, sara Dzonkha ?

ENGLISH TEXT (ABSTRACT)
And here's the scent C: Apres L’Ondèe by Guerlain (1906). Unfortunately for you, this isn’t the original version, but the newest version just launched by Guerlain at the end of 2008. AnnaMaria and I knew that someone would’ve recognized it, but we wanted to read six blind opinions about this new version. It’s not so different from the original to allow two separate samples to test, because you would’ve noticed immediately it was the same fragrance in two different interpretations. Originally it was not an iris scent but a bouquet of flowers (including iris and violet) wet from a shower. Today, the iris note is "heavier" and less powdery (I believe it’s no longer natural iris, which costs about 60.000 euros per kg.); violet has almost vanished and so is anise; the composition is embedded in an almond-y, syrupy, vanilla rather nauseating, of which we already discussed in the topic about L’eau de Shalimar. Also, unfortunately, no more Guerlinade. Reviewers are right, the scent doesn’t evolve much, it reaches base notes only on paper. Having said all this, the new version is not so bad, you may still envision its coat-of-arm and genealogy. But it lost charm, brightness, melancholy, so much so that even careful Gretel had doubts in naming it correctly! As usual, yours were punctual descriptions, very personal in the general review of the fragrance. If Guerlain management could read what you wrote (that is, in fact, possible… this blog is an open space, after all!!!)...
Gretel: I immediately thought: Guerlain. And then: Après l'Ondèe. But there is a “but”: the diabolical duo B&B and Nynive ;-) would have never given us a well-known perfume to test. But the notes are those… I didn’t think much about this scent until I was given it by a dear person. It’s not my cup of tea. A light veil of violet, bergamot and vanilla are the only notes that I seem to perceive... The version I own is quite recent, but shows greater persistence and a prevailing note of iris, resulting in a light, powdery trail. “C” has very little persistence and a softer, rounder development :-) Or my nostrils went bad or this is another version (maybe vintage). But it’s definitely Guerlain.
Claudio: scent of a retro elegance, it starts as a pungently bitter almond, which dissolves in a puff of cinnamon; just after mentioning it, it flies away to unfold a refined and delicate, ethereal leather. Melancholic and intriguing fragrance, an undemanding alternative to L'Heure Bleue by Guerlain
Diakranis: the first thing I thought was “Iris”! In a corner I smelt something like citrus candy. Slightly talcum, then probably you’ll have vanilla. Iris flowers and orchid. Syrupy scent, sugary... may be a tip of the tiare? or gardenia, maybe, which is from the same family. Then a slight touch of pear, as in the Iris perfume from “Odori”... Intense and persistent.
Prisca: we’re in a supermarket aisle, or at a tarot reading stand inside a market. In short, they wanted to put something scented in a bottle that anyone could buy, man or woman who doesn’t disdain to smell of fabric softener. It was concocted with synthetic ingredients: poor, little persistent. It’s the kind of scent we happen to find in hotel toiletries of modest claim. Monotonous, doesn’t interact with the skin: probably will be selected by people of dubious taste, who could could easily do without it.
Davide: It's strange, but I think I already met this perfume somewhere. The first thing I thought was that there’s iris inside it. Am I wrong? This scent suits better a man than the previous two, and it’s also the most difficult so far to review. I feel some flowers. White flowers maybe? On mouillette it stays cooler and even a bit more spicy... Base notes never appear, may be it’s too cold and it doesn’t warm up to fully express the notes? I smell also violets or more precisely violet soap I used to buy years ago. However I find it really difficult to distinguish notes, as the composition is very compact, notes are held all close to each other. Persistence on my wrist is close to zero: the fragrance lies on the skin with a very discreet sillage. I feel it as a gray or indigo colour. It’s melancholic, as an elegant but a little sad looking lad. A scent of twilight which I would compare to Iris de Nuit by James Heeley, but fragrance "C" has less class; but It’s definitely something I could wear.
Assurdo: a “closed”, self contained fragrance, a warm, winter scent. Probably Edt, with notes of leather encouraging spirituality and inner journeys. The construction reminds me of an Artisan. May be Dzonkha?

10 febbraio 2009

Il profumo B/Perfume B: Soie Rouge (Jean Laporte per Maitre Parfumeur et Gantier)


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Ed ecco il nome del profumo B: Soie Rouge. Non volevamo proporre uno tra i più conosciuti di questa linea molto amata, e la scelta è caduta su questo fruttato-muschiato che ha note di garofano, eliotropio, albicocca, iris, gelsomino, chiodi di garofano, muschio. Anche in questo caso mi sembra che siate stati davvero bravi: avete centrato il mix garofano-albicocca-muschio che caratterizza la fragranza. Gretel sente una nota lacustre... potrebbe essere un fondino di chiodi di garofano e muschio? La banana invece potrebbe essere un mix albicocca/ananas (dovrebbe esserci anche quello). Avete centrato anche, secondo, me, l'amosfera un pò cupa e vischiosa della fragranza: interessante da esplorare ma forse pesante da indossare. Di nuovo: BRAVI!

ASSURDO
Stesse difficoltà di identificazione, io credo che sia impossibile indovinare il nome del profumo a meno che uno non ce l'abbia già e va sul sicuro. Anche questo mi sembra un fiorito ma assoluto. Ci sento la gardenia, abbastanza persistente da farmi pensare ad un Edp. Lo sento abbastanza importante e severo, adatto ad una persona molto sicura di sè che non ha timore di lasciare la scia. Azzarderei la Gardenia di Isabey.
DIAKRANIS
Sul B non ho molte opinioni... non mi ha entusiasmata, non è il mio genere... però complimenti alla persistenza...
CLAUDIO
Una nota iniziale di pesca molto accentuata mi porta subito a suggestioni antiche di uno dei miei profumi preferiti di Guerlain: la nota di pesca è sostenuta da una base legnosa troppo saponosa per essere reale. Anche qui ricorda Mitsouko ma nel profumo B il mistero è svanito resta il ricordo di un giardino giapponese riproposto in un fumetto contemporaneo, c’è la forma ma non la sostanza.
I contorni sono stilizzati i colori troppo accesi, solo una nota interessante e intrigante fa capolino ma è sfuggente e io non riesco a definirla. Un profumo della quotidianità di bucato profumato di ammorbidente. **/*****
PRISCA
un profumo armonioso ma che finisce per far risuonare un'atmosfera un po' cupa. porta in se'un alone di colore viola, emana un sentore tiepido, come un drappo di velluto. accenti di fiori scuri -tra cui il garofano- su una base un po' sciropposa. Un fondo polveroso, come di vecchia cipria: radice di iris.
lo porta una donna matura ma di una sensualità che non è potuta esplodere. Vuole essere suadente e rassicurante ma in realtà non riesce ad allontanare da se' un po' di malinconia. non vuole passare inosservata ma nello stesso tempo ha paura di farsi notare. Rimanda a qualcosa di prossimo al declino, ad un suono flautato, ad un rimpianto del passato.
GRETEL
Che questo profumo B appartenga alla nicchia o meno…. Ammetto di non amarlo affatto. Ho fatto prima una prova su Mouillette e imperiosa venivo invasa da una nota di banana matura, guanti di pelle di donna , una nota fiorita assai lieve ed incerta e un’altra che mi ricorda lo shampoo per bambini, quello del genere "non più lacrime". Ma è la prova sulla mia pelle che mi ha fatto capire che questo profumo non fa per me: mi ha ricordato esattamente una banana lasciata al sole sopra al cruscotto di una macchina a ferragosto…..la pelle dei sedili e quella della banana "flambè" sui miei polsi è un tutt’uno. Dopo un’oretta si stempera e prevale la nota di guanto e shampoo. Ma non riesco a farmelo piacere. Azzardo un nome, perché ricordo una descrizione di Sk@nda riguardo un Parfumerie Generale (Louanges) e quindi dico che c’è lo zampino di Pierre. Sarò espulsa dal "club dei profumi" ma confesso che indosserei perfino il profumo A con la risacca lacustre piuttosto che la banana……ma quanto mi diverto!
DAVIDE
Questa volta mi sono lasciato tentare da un esperimento: ho provato la fiala B sia su pelle che su mouillette. Partendo dalle risultanze a freddo, su carta, all’inizio la prima impressione mi ha riportato all’odore che si sente dal fruttivendolo. Avete presente quella mescola un poco acre di sentori di frutta e verdura? Una volta asciugato invece stavo per suggerire un bagnoschiuma gradevole, ma poi ci ho riconosciuto l’aroma della mia crema solare Vichy protezione 15 o anche un campione di uno shampoo che mi tirarono dietro alla Bottega Verde, sempre finalizzato alla protezione dai raggi UV. Sulla pelle, invece, cambia radicalmente… Credo che su carta si sia fermato alle note di testa oppure che evolva molto più lentamente che non sulla pelle. Non saprei identificare una nota che una. Forse della vaniglia? Boh! Però posso dirvi soltanto che mi ricorda vagamente Chypre Vanille di Montale. Sì, perché questo profumo B scandisce bene, secondo me, le tipiche tre fasi dell’evoluzione (testa, mezzo, fondo) tanto da poter affermare che nel mezzo emerga una nota, o una somma di note, che definirei di sapore brusco: simile a quello che ricordo Chypre Vanille sulla mouillette che mi fu data da far sentire a mia mamma prima di Natale e che ne chiudeva l’evoluzione. La cosa strana è che di quella nota la cartina dove ho messo un goccio della fiala B non se ne ha traccia. Infine chiude abbandonando quella nota brusca e forse un po’ "dry" e trasformandosi in un aroma più rotondo e tiepido. Con sentori di caramelle colorate da bancarella… In conclusione direi che si tratta di un profumo pensato sicuramente per le donne, piuttosto gradevole, non difficile da portare, ma che io non avverto l’assoluta necessità soprattutto di indossare (oltre tutto mi dà anche un po’ in testa…), ma nemmeno regalare ad una ragazza. Anche questo non ha una persistenza esagerata.

ENGLISH TEXT
And here's the name of Perfume B: Soie Rouge. We didn’t want to put under consideration one of the most popular in this very popular line, so the choice fell on this fruity-musky with notes of carnation, heliotrope, apricot, iris, jasmine, cloves, musk. All the players/reviewers were really good: they all hit the apricot-pink musk accord, Gretel feels a banana flambèe note, could it be a mix apricot/pineapple (should be there, too)? You have also got the mood: interesting to explore but perhaps heavy to wear. Again, WELL DONE!
Assurdo: same problems of identification, I believe that it’s impossible to guess the name of the perfume unless one owns it. This is absolutely flowery to me. I smell gardenia, persistent enough to make me think it’s an Edp. Important and restrained, suitable for a self confident individual who isn’t afraid of strong sillages. I would venture Isabey’s Gardenia.
Diakranis: I wasn’t at all excited, it’s not my cup of tea, but… congratulations on the persistence!
Claudio: a powerful peachy note in the start brings me back to the ancient charm of one of my favorite Guerlains: the peach note is supported by a woody base too soapy to be natural. Even if it reminds me of Mitsouko, in “B” all the mystery is gone and all that remains is the memory of a Japanese garden in a contemporary cartoon. There is the form but not substance. The edges are too stylized, colours are too shiny, there’s only an interesting and intriguing note peeping but it’s elusive and I cannot define it. A scent of daily laundry smelling of fabric softener. **/*****
Prisca: harmonious scent, but a little dark in the end. I see as a purple halo surrounding it, which gives me a warm feeling, like a velvet drape. Accents of dark flowers including carnation, on a somewhat syrupy base. The base is powdery, like old talcum: iris root. The wearer is a mature woman whose sensuality couldn’t explode in due time. She wants to be persuasive and reassuring but in fact reveals some melancholy. She doesn’t want to go unnoticed but at the same time she’s afraid of being noticed. Something close to decline, to a flute sound, to some past regrets.
Gretel: “B” may belong to niche or not... but I admit that I didn’t love it at all. First tested on mouillette, it invaded me with notes of banana, leather gloves, a very mild and uncertain note, and then another that reminds me of children shampoo, the "no more tears" one. The skin test made me realize it was not made for me: a smell of banana left in the sun above the dashboard of a car in mid-August... the leather seats and the banana "flambéed" on my wrist, was one. After an hour I was left with a note of gloves and shampoo. To venture a name, I remember skand@’s description of Louanges by Parfumerie Generale. I’ll be expelled from the “perfume club” but I confess that I could even wear perfume “A” with the lake wake, rather than this overripe banana... I’m having so much fun in this game!
Davide: I tested vial “B” both on skin and mouillette. On paper, the first impression led me to the greengrocer’s. You know that mix of acrid scent of fruit and vegetables? Once dried, however it suggests a nice bath foamer, plus my Vichy sunscreen protection 15. On the skin, however, it radically changed ... I think that on paper it stopped at head notes, or maybe on skin it evolves faster. I couldn’t identify a single note. This “B” scent marks well, in my opinion, the typical 3 phases (head, middle, bottom); the heart reveals sharp notes similar to Chypre Vanille by Montale, which was not on the mouillette. The dry note then rounds and softens in the base. Definitely a fragrance designed for women, rather pleasant, easy to wear, although I don’t feel particularly urged to wear it, but a nice present to a girlfriend.

7 febbraio 2009

Il profumo A/Perfume A: Alessandro Dell'Acqua, Woman in Rose

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Ecco le prime recensioni "a cieco" del profumo A, cioè Alessandro Dell'Acqua Woman in Rose, un commerciale fiorito fruttato non impegnativo come se ne sentono tantissimi, che in effetti non ha entusiasmato nessuno dei recensori. La piramide recita: pepe rosa, bergamotto, caipirinha, fresia, gelsomino, menta piperita, sandalo, muschio, cedro. Sappiamo già quanto le piramidi siano spesso "fuffa", e le recensioni qui sotto ci raccontano che il naso, senza condizionamenti mentali, pubblicità, e tutto il resto, sa benissimo riconoscere da solo quello che sente, e dargli un giudizio personale. BRAVI! Vi siete tutti sforzati di tirar fuori qualcosa, anche se il vostro gusto va in altre direzioni. Mano a mano che arriveranno le altre le pubblicherò nello stesso modo e alla fine tireremo le nostre conclusioni.

Assurdo: Io oggi ho provato il profumo A e devo dire che non pensavo fosse un giochetto così difficoltoso. All'inizi sentivo il profumo di un agrumo tipo arancia amara, pompelmo o cedro che addirittura sa poi di ginger. Dopo un pò come se affiorasse una timida rosa ma la nota predominante rimane l'agrume gingerato. Posso pensare che sia un edt perchè su di me non è durato molto. Non conosco molto la concezione costruttiva dei Guerlain, ma da quel pò che ho letto di vostro penso che lo possa essere. Oppure se mi sono sbagliato ed è un Edp, anche se l'ho sentito solo una volta, posso azzardare il 5 o'clock ginger di Lutens. Sono convinto che ne leggeremo di belle.

Claudio: Non vorrei sembrare troppo severo nel giudizio di questi quattro campioni, queste sono solo delle impressioni di un dilettante, d’altronde dal basso della mia ignoranza in materia questi profumi mi sembrano dei campioni di studio incompiuti solo abbozzati in un rapido e incompiuto schizzo, ad esclusione del profumo A sono tutti potenzialmente interessanti ma a mio parere devono essere sviluppati con una struttura che dia significato al tutto dato che ora compaiono solo poche ed evanescenti note. Solo per dargli dei riferimenti olfattivi ho accostato questi campioni ( eccetto il campione A) a tre grandi profumi e gli ho dato una votazione da intendersi relativa ad una preferenza fra i quattro e non a parametri generali. Il profumo A è cristallino e trasparente, leggero come un vento carico di pollini di mimosa. Una nota sintetica artificiale lo fa essere ideale per una bimba che adora truccare le barbie, per una dodicenne che si avvicina al mondo sensuale dei profumi. La struttura è lineare e l’armonia semplice lo blocca nel tempo non facendolo evolvere in nessuna direzione. Lo ha sentito mia figlia ( sei anni ) ne è stata entusiasta! */*****
Diakranis: Dunque, a me gli agrumati piacciono poco in generale... preferisco annusare le mie piante di limoni e mandarini quando sono in fiore, piuttosto che un profumo al limone... ma proprio per una questione puramente di gusti. Questo profumo, nello specifico, non mi piace proprio, che ci sia anice dentro? dopo pochi minuti sembra di sentire dell'ananas sia come frutto sia come sensazione al naso.. mi spiego, quando mangi l'anas senti come "frizzare" la lingua ed il palato, ecco stessa sensazione, ma nel naso... più passa il tempo e più che agrumato in senso stretto mi sembra di sentire un mix simil-caraibico di frutti..come quei ssucchi un pò annacquati di frutta tropicale... Nicchia o non nicchia, questo mi piace proprio poco.. Il mio ragazzo, anche se non c'entra niente mi ha detto:"ma non sa di agrumi, sa di fiori!!" bah... che ci siano dei fiori bianchi dentro?
Gretel: non riconosco il nome di questo profumo, ma posso solo cercare di descriverlo: di primo acchito l'apertura è un lieve esperidato con fiori bianchi ( un giglio?), che mi ha ricordato la tipologia di light blue di dolce e gabbana ( non ridere! :-))un agrume dolce, tipo il cedro e poi....altri fiori ma come se fossero ai bordi di un lago, perchè ci sento una nota molle e umida, almeno sul mio polso. raffinato, lieve, ma non riesco a coglierlo a pieno perchè su di me svanisce lasciando appunto un retrogusto di risacca lacustre. Mi viene in mente un Amouage che annusai tempo fa, Ciel pour homme.... per la composizione delicata potrei parlare di un Malle, ma non mi sbilancio poichè non li conosco tutti...
Prisca: E' un profumo che parla di un'estate glamour ma non trasgressiva. Note esperidate, cuore fruttato e un fondo acquatico e leggermente salino: la classica formula ripropostaci con infinite varianti dagli stilisti di moda.Qui è una moda giovane, che resta dentro i ranghi del bon-ton, di una sensualità maliziosa ma mai sopra le righe. E questo finisce per essere un limite: a forza di voler essere graditi a tutti, ad ogni costo, si finisce per non far girare la testa a nessuno. E' un mondo chiaro, di salute, senza lati oscuri e soddisfatto di sè. Senza grandi sorprese ne' grandi pretese.
Davide: Son d’uopo due doverose premesse: la prima riguarda il gioco per intero e quindi si riferisce a tutte e 4 le fiale; ed è che io non so ancora dare con precisione un nome alle note. Le chiamo con quello che mi pare di riconoscere dall’esperienza di tutti i giorni, ben sapendo che in un certo numero di casi il nome di una nota olfattiva non corrisponde a quello che quel nome ci richiama comunemente alla mente. Molte volte ci sento del pepe, o del sale… anche se non sono in piramide! Per non parlare delle note sintetiche come gli aldeidi etc. Quindi le note che io nominerò sono il veicolo segnico della sensazione che il bouquet delle note “impiramidate” mi suggerisce secondo le regole della più pura soggettività. Almeno per ora, perché come qualcuno mi ha recentemente fatto a buon diritto notare, sono ancora un “pivello”… Ma prometto di imparare! La seconda premessa, invece, riguarda la sola fiala “A” ed è che il mio naso e gli esperidati sono come il diavolo e l’acqua santa. Quale sia, poi, l’uno e quale l’altro, è materia di discussione: ma non v’è dubbio che io non ami per nulla gli agrumati/esperidati e che mi sia, dunque, difficile parlarne. Ed infatti, appena sparsa la fiala "A" sui polsi, mi sono detto: “Oh no! Un altro detersivo per piatti!”. Grazie a Dio, 'qualche' pregio c’è. La partenza è agrumata, ma non complessa… nel senso che non vi ho sentito troppi agrumi. Pochi. Forse due o tre tra cui a mio modesto avviso il pompelmo. Dopo questa partenza che io chiamo “alla Nelsen piatti”, per fortuna il profumo si apre a delle note di mezzo fiorite. Anche qui, pochi fiori. E in particolare fiori dall’aroma delicato ma intenso… c'è per caso lillà? In ogni modo suggerirei dei fiorellini simili. Successivamente il profumo muove ancora verso note più verdi ed erbacee. Diventa erbaceo ed aromatico. Qui mi perdo, perché non ho mai capito bene quali siano le note in questione. V’è che so, tuttavia, dire con quasi certezza che queste sono le note che, nel mezzo o nel fondo, ho sempre trovato in tutti quei profumi che hanno nel nome la parola “Jardin”. Dai tre di Ellena a quello di Tauer (che però è molto più verde di quello in esame). Aggiungo che, in questa fragranza, sempre a mio modesto avviso, proprio in fondo in fondo, alla fine della sua evoluzione sarei tentato di sentirci anche un piccola punta di incenso. Could be? Se dovessi stupirvi con linguaggio icastico, direi che questo profumo ci accompagna in una passeggiata all’interno di un giardino: dapprima siamo invitati a cogliere un agrume sporcandoci le dita con l’essudato della sua scorza. Inoltrandoci scorgiamo un cespo di lillà e non resistiamo ad avvicinare il nostro naso per suggerne quell’inebriante odore ed in fine ci sdraiamo nell’erba per godere della bella giornata e della brezza tra gli alberi. Solo che non è reale: ma la pubblicità di quel detersivo per piatti. Non solo. Come in uno spot, la nostra carriera di "Wanderer agreste" dura giusto il tempo di presentare il prodotto. E’ pur vero che io scaldo molto i profumi, però questo ha un sillage davvero a corto raggio e di durata molto moderata. Il che è curioso perché non è che sia evanescente: anzi ha una durata media. E’ che dopo un piccolo scatto d’orgoglio, si mettere a tacere: attento a tenersi ben stretto alla pelle dei polsi e del collo. In conclusione se ci fosse stato richiesto di indovinarne il naso avrei detto che per i lillà (o chi per essi) avrei pensato ad una pennellata della Giacobetti data così, en passant (notate la finezza retorica, please…); ma la diafana persistenza mi riporta tragicamente al tisico minimalismo del naso che io meno apprezzo in assoluto: Jean Claude Ellena. E non me ne vogliano i numi perfumisti. Come mi si perdonino le velate acidità: ma come ho detto, a me gli esperidati non piacciono
ENGLISH TEXT (ABSTRACT)
Here are the first blind test to Alessandro Dall'Acqua’s Woman in Rose, a commercial fruity-floral, as you may find thousands, which in fact hasn’t inspired any of the reviewers. The official pyramid says: pink pepper, bergamot, caipirinha, freesia, jasmine, peppermint, sandalwood, musk, cedarwood. We already know that pyramids are often "fuffa" (italian word close to “nonsense”); reviewers tell us that without mental conditioning, advertising, and all the bla-bla our nose knows what it smells and provides a personal opinion. WELL DONE! You have all tried to bring out something, even if your taste goes in other directions.
Assurdo: I didn’t think this game was going to be this difficult. At first I smelt bitter orange type citrus, grapefruit and cedar even taking a ginger direction. After a little, a shy, pink note surfaced, but citrus/ginger was still predominant. I think it’s and edt because it’s not so persistant. I don’t know the exact constructive style of Guerlain, but from what I read, I think it might be. Or if I was wrong and it’s an Edp, I can venture “5 O'clock au gingembre” by Lutens.
Claudio: I don’t want to seem too severe in reviewing these four samples, these are just an amateur's impressions; given my ignorance in these matters, they seem to me unfinished samples; studies sketched in a quick and incomplete way. With exception of “A”, perfumes are all potentially interesting but in my opinion should be developed with a structure giving meaning to everything, since only few, evanescent notes surface. I comaperd them (except sample A)with 3 major fragrances and the vote express my preference among the four and is not a general parameter. “A” is a crystalline and transparent scent, as light as a wind borne mimosa pollen. Ideal for a little girl who loves to make up her Barbie doll; for a twelve-year-old approaching the sensual world of scents. Linear structure which doesn’t progress in any direction. My daughter (six years) was enthusiastic about it! */*****
Diakranis: I like citrus in general, but I prefer smelling my lemons and mandarins plants when flowering, rather than a lemon scent. A pure matter of taste. I didn’t like this scent, however. Does it contain anise? After a few minutes I seems to detect pineapple both in the nose and in the mouth: when you eat pineapple it sparkles over palate and tongue, and here's the same feeling, but in the nose... as time passes, more and more citrus and a mix of Caribbean-like fruits. I like those juices, somewhat weakened to tropical fruits. Niche or non-niche, I like it very little. My boyfriend, although, said, "It’s not citrus, it’s flowers" bah... maybe there are white flowers in it?
Gretel: the opening is slightly citrusy with white flowers (a lily?), which reminded me of “Light Blue” by D&G (please don’t laugh! :-)) a sweet citrus and other flowers... but as if they were on the edge of a lake, because I detect a wet, moist note, at least on my wrist. Fine, mild, but I cannot catch it fully because it vanishes, leaving just a hint of lake backwash. I'm reminded of an Amouage I smelt time ago: ”Ciel” pour homme.
Prisca: a perfume that evokes a glamorous though not transgressive summer. Citrusy heart with a fruity background as of slightly saline water: the classical formula offered in infinite fashion variations. The designer here envisions a young man, in the ranks of the bon-ton, a mischievous sensuality but never over the top. And this ends up being a limitation: the wish to please everyone leads to enthusiasm none. It devises a clear, healthy world, with no dark side, happy with itself. Without major surprises nor major claims.
David: two forewords. The first is that I’m still not able to name materials exactly so I'll use everyday’s life names. As an example, I smell pepper or salt even if they don’t’ seem to be present in any pyramid! Not to mention synthetics like aldehydes etc. The second concerns the "A" vial: I don’t love anything citrus, therefore it’s difficult to talk about it. Spraying "A" on the wrists, I said to myself: "Oh no! Another dish detergent". The departure is an uncomplicated citrus... then it displays notes of flowers, delicate but intense... maybe lilacs? The scent then moves towards greener and herbaceous notes I already found in perfumes with the word "Jardin". Ellena’s, Tauer’s. I’d say this scent accompanies us on a walk in a garden: first we are invited to touch and squeeze citrus then we see lilacs and bring them to our nose to smell them and finally we lay on the grass to enjoy the beautiful day and the breeze in the trees. Only that is not real, but the advertising of the dishwashing detergent.
A very short range sillage that would lead me to attribute it to Giacobetti or to Ellena (whose minimalism I never appreciate).

2 febbraio 2009

Venerdì alla Gagosian Gallery: GREED - Friday at the Gagosian Gallery: GREED

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Venerdì 6 Febbraio, dalle 18.30 alle 20.30, la Gagosian Gallery di Roma presenta "GREED A New Fragrance", l’ultimo progetto dell'artista Francesco Vezzoli, in cui replica le strategie e l’estetica del lancio di un nuovo profumo.
Il nome del profumo è appunto GREED ("avidità, brama") ed è ispirato a "Belle Haleine: Eau de Voilette", il ready-made creato da Marcel Duchamp nel 1921 (ne avevamo parlato, vi ricordate?). Utilizzando una bottiglia di profumo con un’etichetta modificata, Greed riprende la stessa bottiglia di Belle Haleine, sostituendo il ritratto di Marcel Duchamp come Rrose Selavy realizzato da Man Ray, con il proprio, firmato dal fotografo di moda Francesco Scavullo.
La mostra che inaugura il 6/2 comprenderà uno spot pubblicitario diretto dal noto regista Roman Polanski in cui Michelle Williams e Natalie Portman lottano per il possesso di una bottiglia di Greed, ed una straordinaria e surreale galleria di ritratti ricamati in cui alcune tra le donne più famose della storia dell’arte – tra le quali Tamara de Lempicka, Eva Hesse, Leonor Fini – si prestano come testimonial del profumo. La ricerca di Francesco Vezzoli indaga l’ambiguità del concetto di verità, la potenza seduttiva della comunicazione e l’instabilità dell’uomo, attraverso l’indiscusso potere dei media nella cultura contemporanea. Lungo questo percorso Vezzoli ha prodotto diversi falsi prodotti: video che non andranno mai onda, come nel caso del trailer per il remake di “Caligula” di e con Gore Vidal e "Amàlia Traìda", una soap-opera immaginaria sulla regina del fado, Amàlia Rodrigues e "Democrazy" (2007), la campagna elettorale televisiva di due candidati che non verranno mai eletti, con Sharon Stone e Bernard-Henri Lévy, progetto per il Padiglione Italiano dell’ultima Biennale di Venezia.

Stavolta l'artista ha organizzato una campagna pubblicitaria per il lancio di un profumo che non esiste,“GREED”, e per la pubblicità Vezzoli ha preparato locandine e uno spot con le due attrici famose.
Ringrazio tantissimo Boudoir36 per l'interessante segnalazione.

AGGIORNAMENTO: PER VEDERE IL VIDEO PUBBLICITARIO DI GREED
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L'ALLESTIMENTO
















ECCO ALCUNE LOCANDINE PUBBLICITARIE

























La Galleria Gagosian si trova in Via F. Crispi 16 - Tel. 06 42086498 - mail: roma@gagosian.com - http://www.gagosian.com/

ENGLISH TEXT

Friday 6 February, from 18:30 to 20:30, the Gagosian Gallery in Rome presents "A New Fragrance: GREED", the latest project by artist Francesco Vezzoli, in which he replicates strategies behind the launching of a new perfume. The name of the fragrance is just GREED and is inspired by "Belle Haleine: Eau de Voilette", the ready-made by Marcel Duchamp in 1921 (we had talked about, do you remember?). Greed takes over the original “Belle Haleine” bottle, replacing the portrait of Marcel Duchamp as Rrose Selavy made by Man Ray, with his own, signed by the fashion photographer Francesco SCAVULLO. The exhibition opens on Feb. 6th and will include an advertisement directed by famous director Roman Polanski in which Michelle Williams and Natalie Portman fight for the possession of a bottle of Greed. Besides, an extraordinary and surreal gallery of portraits of female personalities (Tamara de Lempicka, Eva Hesse, Leonor Fini) embroidered in canvas as testimonials of the perfume. Vezzoli’s work explores the ambiguity of the concept of truth, the seductive power of communication and advertising, through the indisputable power of the media in contemporary culture. Along this path Vezzoli has produced several fake products: short movies that will not ever be broadcasted, as the trailer for the remake of "Caligula" by and with Gore Vidal and "Amalia traída", a soap-opera on the imaginary queen of fado, Amalia Rodrigues and "Democrazy" (2007), the television campaign of two candidates who will never be elected, with Sharon Stone and Bernard-Henri Lévy, a project for the Italian Pavilion of the Biennale di Venezia. This time the artist has organized a campaign for the launch of a perfume that does not exist, "GREED".
Thank you so much, Boudoir36 for the interesting alert!