5 maggio 2015

Russian Tea, Montecristo, Terralba (Julien Rasquinet e Delphine Thierry per Masque Milano)

(questo post inizia qui)
Inizio dalla mia fragranza preferita, l'ultima nata del gruppo, Russian Tea, composta da Julien Rasquinet per evocare una tipica serata moscovita con il samovar lucidissimo e fumante che diffonde l'aroma affumicato del tè nero, misto alle foglie di menta. La piramide è ricca di note che si alternano tra sensazioni di caldo e di freddo, tra luce ed ombra (pepe, tè nero, elicriso, cuoio, betulla e cisto labdano da una parte e menta, magnolia, incenso dall'altra), e queste sensazioni sono perfettamente equilibrate in una composizione intensa, raffinatissima, amara e secca come una frustata sulla pelle, indossabile sia da uomini (...e che uomini!!!) sia da donne.
Ho trovato intriganti i due lievissimi accenti seminascosti: quello amaro/verde (la magnolia) e quello dolce dei biscotti che si servono con il tè (il lampone), che aggiungono complessità e sfumature alla composizione. Se non ci avete mai fatto un giro su pelle vi invito a farlo prima possibile, perchè merita l'esperienza. Per me è un profumo eccezionale, una bellezza austera che si rivela un pò per volta, lo indosso e mi coinvolge totalmente, non riesco a concentrarmi su nient'altro che non sia lui. Incarna esattamente la mia idea della sensualità in profumeria.

Anche Montecristo, di Delphine Thierry, mi è piaciuto da morire, sia su pelle maschile che sulla mia. Certo, è necessario apprezzare anche qui gli accenti secchi e amari, ma il bello è che il profumo non sta tutto lì, c'è complessità, un discorso, un'ambientazione... In questo caso, è proprio Montecristo, l'isola nell'arcipelago toscano. Una casa dalle antiche  pareti in pietra, una poltrona in pelle, il tabacco di un sigaro fumato nella fresca penombra e, intorno, ettari di macchia mediterranea. E' un profumo originale ed insolito, giocato su note di cuore e fondo, senza una vera testa introduttiva (rum, ambretta, tabacco, cisto labdano, benzoino, storace, e legni maestosi come cabreuwa, guaiaco, cedro, patchouli). Elegante e profondo senza prendersi troppo sul serio, possiede una luminosità radiante e meditativa e un dinamismo piuttosto sorprendenti (per essere un profumo di cuore e di fondo).
Terralba (di Delphine Thierry anche questo) racconta quel momento quando hai lasciato la macchina in strada, parecchi metri più indietro, e ti sei addentrato nella pineta, seguendo un piccolo sentiero di sassi e sterpi che sai ti porterà davanti al mare, con il suo blu intenso ed ammaliatore. I profumi amari, resinosi, intensi della macchia mediterranea si sciolgono gli uni dentro gli altri, sprigionando tutto il loro fascino sensuale e quasi tattile (salvia, agrumi, mirto, timo, foglie di curry, elicriso, lentisco, ginepro, cipresso, legno di cedro).
Il mare è solo un pretesto, in questo profumo in realtà non si percepisce affatto; niente spruzzi d'onda che rinfreschino l'aria e zittiscano le cicale impazzite... Questo è un profumo che regala alla pelle sensazioni forti e selvagge, molto naturali, eppure al tempo stesso è elegante ed articolato, armoniosamente cucito come ci si aspetta da un profumo moderno. 
(segue qui)

Nessun commento: